Le grandi partite dell'anno. Aprile: Fognini concede il bis, Nadal sconfitto a Barcellona

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Le grandi partite dell’anno. Aprile: Fognini concede il bis, Nadal sconfitto a Barcellona

Il 2015 è ormai agli sgoccioli, ma è stato un anno di tennis molto intenso e pieno di grandi partite. La redazione di Ubitennis ne ha scelto uno per mese e giorno per giorno, fino al 31 dicembre, vi ripresenteremo la cronaca di questi incontri. Ad aprile Fabio Fognini batte per la seconda volta consecutiva sul rosso Rafael Nadal, stavolta a Barcellona e dopo una grandissima partita. Ecco il racconto del nostro inviato

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Fognini – che ringrazia felice persino Ubitennis e la stampa italiana – batte per la seconda volta il re della terra battuta Rafael Nadal, e diventa il quinto giocatore ad aver sconfitto lo spagnolo su terra in più di un’occasione: Gaudio, Federer, Ferrer e Djokovic gli altri. Solo Djokovic e Gaudio avevano vinto due volte di fila contro Rafa

[13] F. Fognini b. [2] R. Nadal 6-4 7-6(6) (da Barcellona, Roberto Salerno)

 

Quando Rafael Nadal ha tirato fuori l’ennesimo dritto a uscire – un marchio di fabbrica, una nemesi – improvvisamente non si è sentita più volare una mosca nella pista centrale del real tennis club di Barcellona. Ma, e su questo dovrà riflettere Rafacito, non era un silenzio di meraviglia, ma piuttosto un silenzio che sapeva di ineluttabilità e insieme di ringraziamento: l’ineluttabilità per quello che è chiaramente l’accenno di declino di un fuoriclasse senza pari che a lungo verrà ricordato e il ringraziamento per chi qui ha vinto 8 volte, facendo dire al direttore del teatro dell’opera che se nella musica Barcellona è Wagneriana, nello sport non può che essere nadalista. E il pubblico ha accompagnato prima timoroso poi affettuoso il grande campeon verso un’uscita che non è definitiva ma che farà molto, molto male. Più di quella dell’anno scorso contro Almagro, che poteva ancora essere rubricata come incidente di percorso. Mentre questa contro Fognini no, è stata la sconfitta contro un giocatore che oggi è stato più forte, più attento, che non ha tremato neanche quando i 14 slam si sono abbattuti sulla sua testa come un macigno e cioè sul 6-4 del tiebreak, al secondo match point, dopo che il primo era stato annullato col marchio di fabbrica ancora – e per l’ultima volta, ma lo sapremo dopo qualche minuto – funzionante: il dritto a uscire subito dopo il servizio. In quello scambio un rovescio lentissimo di Nadal sembrava avviato verso il corridoio e invece cadeva proprio su un pizzico di riga mentre il colpo successivo di Fabio finiva un pizzico lungo. Sul 6-5 nessuno avrebbe scommesso più nulla su Fabio che giocava una prima timorosa e poi subiva, tremante, l’arrembaggio di Nadal. Ma il cambio di campo consegnava un Fognini di nuovo rinfrancato che metteva una buona prima, che Nadal non riusciva ad addomesticare. E quando Rafa andava a servire, e tirava lungo quel dritto che tanto male ha fatto per tutti questi anni, Fognini è apparso più sollevato che contento. Ha vinto 6-4 7-6 e con pieno merito. Ha vinto perché oggi era più forte, credeteci, di Rafael Nadal.

Il match era cominciato in modo che più regolare non si può. I giocatori tenevano il servizio senza particolari problemi, con Fognini che appariva molto tranquillo, forse confortato dall’aver regalato una rosa a Flavia Pennetta, oggi che qui a Barcellona è la giornata di San Jordi. Proveremo a chiedere a Flavia che libro ha regalato a Fabio.
Il primo momento delicato arrivava al sesto game, con Nadal che doveva fronteggiare una palla break che Fognini si era procurato grazie ad uno splendido rovescio lungolinea in contropiede. La giocava malissimo Fognini, che su una seconda di Nadal rimaneva troppo timoroso prima di spedire un rovescio in rete. Ma era bravo il ligure a tenere il settimo game, dopo che Rafa era riuscito ad essere aggressivo procurandosi una palla break grazie ad un pallonetto difensivo uscito di metri di Fabio. Un tranquillo (incredibile dictu…) Fabio l’annullava con uno schema che oggi ha fatto molto male a Rafa: servizio e dritto vincente. I due tenevano ancora i loro servizi fino al decimo game. Qui Fabio giocava uno dei suoi tre game perfetti di oggi. Prima un dropshot di rovescio chirurgico; poi a Nadal riusciva molto male un serve&volley e infine – sul 30 pari dopo che Nadal aveva fatto una prodezza con una voleé bassissima di rovescio – un dritto dopo una risposta aggressiva gli consegnava il primo set point. Fabio lo sprecava malamente tirando un dritto lungo, ma poi giocava due grandi risposte su due prime di Nadal, e la seconda lo portava sul 6-4.

Il secondo set iniziava con un game eterno. Nadal andava 15-40 perché Fognini probabilmente mollava un po’ di testa e tirava fuori malamente prima un rovescio e poi un dritto. Ma oggi Fabio era davvero centrato e le annullava entrambe prima con lo schema servizio e rovescio e poi con una bella volée bloccata. Rafa stavolta non mollava si procurava altre 5 palle break, ne sbagliava 4 manco fosse il Federer dei bei giorni, e finalmente alla quinta Fabio sparacchiava un dritto largo che dava il vantaggio allo spagnolo. Ma nel game successivo Fognini giocava un altro gran game e dopo aver sfiancato (!) Rafa si permetteva perfino un recupero in lob dopo un buon dropshot dello spagnolo. Risposta molto aggressiva e break recuperato.  Nadal stavolta non mollava, era nel suo miglior momento e si riprendeva il break grazie ad un drittone lungolinea imprendibile per il ligure. La partita si calmava un po’ fino al 4-2, quando Fognini veniva di nuovo visitato dagli spiriti del tennis e diventava ingiocabile, rubando 8 punti su 9 all’avversario e recuperando il break. Ma Nadal è Nadal è nel nono game si riprendeva ancora il break lasciandosi andare ad un’esultanza che ricordava il Nadal che fu ai bei tempi.
Al servizio per chiudere il set, Nadal impattava un altro game praticamente perfetto di Fognini (il terzo) e in un amen si trovava 0-40. Lo spagnolo salvava la prima palla break recuperando una palla corta ma su quello successivo Fabio giocava il punto del match riuscendo a giocare un passante di dritto su uno smah forse un po’ avventato di Nadal. Il tiebreak era la giusta conclusione di un set che Fabio ha giocato senza mollare mai (senza ironia) inseguendo sempre l’avversario e raggiungendolo proprio sul traguardo.
Fabio andava subito 3-0 pesante, prima tirando un passante tra i piedi di Nadal e poi con una risposta aggressiva di dritto. Nadal accorciava sul 3-1 ma una buona prima rimetteva le cose a posto. Sul 4 a 2 e servizio Nadal, lo spagnolo faceva un vero e proprio miracolo, prima mandando dall’altra parte un attacco che sembrava definitivo di Fognini e poi chiudendo con un dritto lungolinea meraviglioso. Ma sul 4 a 3 anche gli dei abbandonavano Nadal, prima facendogli steccare un dritto che finiva lungo; e poi, beffardamente, mandando un rovescio a ballare sul nastro rimanendo nella metà campo spagnola regalando a Fabio tre match point. Il grande campione annullava il primo con una voleé bassa di dritto e il secondo come abbiamo detto sopra. Sul terzo Fabio metteva una prima tremolante, sulla quale Rafa si avventava per chiudere con un dritto a uscire. Si cambiava sul 6 pari ma Fabio metteva una prima che lo portava al quarto match point. Anche Nadal metteva la prima, ma  il colpo successivo finiva lungo, facendo di Fabio Fognini, ligure di Arma di Taggia, la terza persona al mondo capace di superare Rafael Nadal, il re della terra rossa, per due volte di fila sul suo campo preferito.

Dichiarazioni di Nadal

Il Nadal che arriva in conferenza stampa è decisamente diverso da quello che sorridente, aveva accettato di buon grado, l’anno scorso, la sconfitta contro Almagro.
E con la voce quasi spezzata ha cominciato lamentandosi di non essere riuscito a stare più avanti. “Ho giocato male, non sono riuscito ad essere aggressivo, ho sbagliato più del solito e non sono riuscito a mantenere i vantaggi che mi ero conquistato. Devo accettare la situazione, non c’è soluzione: o accettare o morire“. Lo spagnolo è in piena fase autoflagellatoria: “si, lui è un buon giocatore ma sono io che ho perso, io che devo fare qualcosa per migliorare, per tornare ai miei livelli. È quello che devo fare e lavorerò per riuscirci. E ci riuscirò anche se questo è un colpo duro per me, dopo i miglioramenti di Montecarlo. Mi sembrava di essere migliorato e invece… “.
Il problema secondo lui è tecnico più che mentale “è il dritto che non va, non ha forza, non ha velocità, non riesco proprio a dare penetrazione. Forse è ancora una conseguenza della lesione che ho avuto qualche mese fa. Col rovescio a Montecarlo riuscivo ad aprirmi il campo qui no e quindi non potevo tirare il dritto. Riuscivo ad alzare la palla ma non serve a niente alzare la palla se non gli dai forza. Oggi il mio dritto era banale“. Quindi niente ansia? “Ma no… poi se qualcuno gioca male ovviamente diventa nervoso, ma non ero ansioso“.

Dichiarazioni di Fognini

È un Fognini raggiante naturalmente quello che si presenta in sala stampa. Talmente contento che quando il vostro cronista gli chiede se questo successo sia da mettere in relazione con i comportamenti più sobri che sta mantenendo da un po’ di tempo si dice addirittura “felice per i complimenti che mi stai facendo, ci tenevo che ve ne accorgeste. Sinceramente già che me lo dici per me è come avere quasi stappato una bottiglia di champagne. Se lo dite voi giornalisti vale più del doppio, mi fa piacere, sono serio”. Fognini non è tanto d’accordo con Nadal: “dice che è stata colpa sua? Io dico che è stato merito mio, ho giocato bene, sono stato al suo livello per tutta la partita, sono rimasto concentrato e non mi sono scoraggiato. Penso di aver meritato oggi”.
“Ho avuto un momento molto complicato nel secondo set ma ho recuperato i break giocando bene, rispondendo bene.”
E sui match point? “Sono rimasto sereno. Anche perché non avevo nulla da rimproverarmi, aveva giocato bene lui“. Le differenze con Rio? “Ho giocato meglio oggi, poi contro di lui è sempre difficile ovvio, è il numero 1 su questa superficie“.
Domani sarà dura, spero di mantenere lo stesso feeling col gioco
Ho dimostrato che in questa superficie valgo di più della mia classifica. È un periodo complicato per me, sono stato un po’ altalenante, battere Rafa sulla sue superficie può cambiare molte cose, è come battere Federer o Djokovic sulla loro superficie preferita. Se a Rio mi era sembrato di abbattere un muro qui è come averne abbattuto un altro. Anche la stampa italiana sembra cominci a riconoscere i miei miglioramenti caratteriali

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WTA Cincinnati: Serena Williams perde nettamente contro Raducanu e saluta per sempre il torneo

Emma Raducanu domina Serena Williams che lascia il torneo senza salutare il pubblico e saltando la conferenza stampa.

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Serena Williams - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

[10] E. Raducanu b. [WC] S. Williams 6-4 6-0 (da Cincinnati il nostro inviato)

Serena Williams non ha voluto alcuna celebrazione una volta uscita dal campo dopo la sua netta sconfitta nel primo turno del “ Western & Southern Open” . Ha salutato con una stretta di mano laconica la giovane britannica, ma d’altronde anche quando era nel fiore della giovinezza Serena non era un esempio di particolare sportività nell’accettare le sconfitte. Ha abbandonato il campo salutando velocemente quel pubblico che l’ha vista trionfare in Ohio “back to back” nel 2014 e nel 2015.

La partita si sarebbe dovuta giocare lunedì sera ma gli organizzatori all’ultimo secondo hanno deciso di spostarla alla sera seguente scatenando la rabbia di coloro che avevano organizzato il viaggio nel sud dell’Ohio solo per salutare Serena Williams. Forse questa “fuga” dopo la sconfitta da parte di Serena è un po’ egoistica verso coloro che erano venuti soprattutto per assaporare l’atmosfera dell’addio e si sono trovati a uscire dal ‘Lindner Family Tennis Center” non solo senza una partita ma  nemmeno senza l’effimero fascino di un degno “farewell”. 

 

Per quanto riguarda il match c’e’ davvero poco da dire. Serena Williams e’ apparsa come non mai dipendente dalla prima di servizio, ha tirato sette aces ma con la seconda ha vinto solo il 17% di punti. È apparsa spesso lenta in uscita dal servizio e, rispetto anche a qualche stagione fa, la sua palla ha perso in velocità. Raducanu, nata nello stesso anno in cui Serena diventava numero uno del ranking per la prima volta in carriera, non si è fatta spaventare dal palcoscenico giocando un match ordinato.

Durante l’intervista sul campo Raducanu ha speso le solite parole di circostanza “capisco che facevate il tifo per lei perché anche una parte di me voleva che lei vincesse”. Un’altra ragazza cresciuta nel mito di Serena o nonostante i soli diciannove anni ha già imparato le regole del gioco.

Emma Raducanu – Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

L’ho vista giocare qui per la prima volta quando aveva poco più di vent’anni “ ci dice Karl, nativo di Cincinnati e una vita passata a fotografare giovani promesse, che avevamo già conosciuto durante il Challenger di Champaign lo scorso novembre. “Paul Flory, il vecchio direttore del torneo di Cincinnati – aggiunge Karl – diceva sempre che se Venus perdeva la mattina sicuramente Serena avrebbe perso nel pomeriggio perché senza Venus non aveva motivazione”. Andando a rispolverare le vecchie edizioni del torneo  nell’edizione 2009 Venus perse a gli ottavi contro Flavia Pennetta e qualche ora seguente Serena venne sconfitta da Sybille Bammer. Forse una semplice coincidenza. “Alla fine questo sport e’ intrattenimento – aggiunge Karl – Serena negli anni d’oro era talmente forte che la gente voleva vederla giocare. Fatte le proporzioni è come Kyrgios. Entrambi hanno avuto moltissimi comportamenti discutibili ma sono in grado di attirare il pubblico”. 

La “legacy” di Serena Williams a livello umano e’ meno tangibile rispetto a quella sul campo. Per quanto possa essere banale, da quella sconfitta allo US Open del 2015 contro Roberta Vinci di pari passo con il suo declino anche il tennis femminile ha faticato terribilmente a trovare una regina degna di lei. 

Poco dopo le 21 la maggioranza degli spettatori ha lasciato l’impianto, Serena Williams probabilmente non calcherà mai più i campi in cemento di Mason ma l’empatia verso una grande campionessa ha lasciato spazio a una delusione per uno spettacolo mancato.     

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ATP

ATP Cincinnati: esordi vincenti per Alcaraz e Medvedev

Decisamente agevole la prima assoluta in Ohio dello spagnolo, molto meno convincente la vittoria del numero uno del mondo

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Daniil Medvedev, Cincinnati 2022 (foto: twitter @CincyTennis)

La notte italiana è teatro di alcuni degli esordi più attesi al Western & Southern Open, come quelli di Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev, rispettivamente teste di serie numero 3 e 1. Scende in campo per primo l’enfant prodige spagnolo, che in poco più di un’ora ha la meglio su Mackenzie McDonald senza spendere chissà quante energie. Giornata abbastanza negativa quella dello statunitense, che non può opporsi in nessun modo all’avanzata del numero 4 del mondo.

Totalmente diverso il match di Medvedev, chiamato a riscattarsi dopo la sconfitta con Kyrgios patita a Montreal la scorsa settimana e che non ha un battesimo facile contro Botic Van De Zandschulp. L’olandese non sembra in una gran giornata, sbaglia tantissimo – soprattutto nel primo set – ma viene più volte graziato dal russo, bravo a chiudere in due set ma costretto ad annullare un set point nel secondo parziale.

[3] C. Alcaraz b. M. McDonald 6-3 6-2

 

McDonald parte al servizio e conquista i primi due punti della partita, ma Alcaraz non si fa pregare e entra subito al 100%, infilando quattro punti di fila e partendo subito in vantaggio. Non appena si entra nello scambio lo spagnolo fa valere la maggiore pesantezza di palla e lo statunitense può far poco, andando subito sotto 0-2. Il primo set si gioca nei turni di battuta della testa di serie numero 3, che certamente non è una gran notizia per McDonald. Il numero 72 del mondo, data anche la posizione arretrata di Alcaraz in ribattuta, prova a mantenersi in scia accorciando gli scambi con alcuni serve&volley che gli fruttano diversi punti. In risposta, tuttavia, non riesce praticamente mai ad essere aggressivo nonostante una percentuale di prime non elevatissima dello spagnolo, che con la seconda spesso sceglie a ragione di andare al corpo.

Avanti 4-2 il numero 4 del mondo ha la possibilità di crearsi un’altra palla break, ma sul 30-30 McDonald copre benissimo la rete con due ottime volée e accorcia le distanze poco dopo. Nonostante qualche errore qua e là Alcaraz continua a non avere problemi nei suoi turni di battuta, aumentando le percentuali al servizio e portandosi sul 5-3. Nel primo set l’iberico conquista il 90% di punti sulla seconda, dato in cui si cela la grande difficoltà di McDonald a trovare profondità in risposta. Al servizio per rimanere nel set, lo statunitense è costretto a cedere nuovamente la battuta: anche grazie a un lob millimetrico (e al doppio fallo del suo avversario sul set point) Alcaraz chiude 6-3 la prima frazione.

Anche in avvio di secondo parziale la situazione non cambia, con il 19enne di Murcia che continua ad essere dominante con i suoi colpi da fondo, mentre il suo avversario non riesce a trovare le giuste contromisure, specialmente con il dritto. Come nel primo set McDonald cerca di prendere costantemente la rete, ma nel quarto gioco viene passato con il rovescio da Alcaraz, che si procura un break point ma sbaglia la risposta subito dopo. Il game si trascina ai vantaggi, lo statunitense vince il punto più bello della partita dopo uno scambio prolungato nei pressi rete e impatta sul 2-2.

I problemi però per McDonald sono appena iniziati, dato che da quel momento non conquisterà più un singolo gioco. Alcaraz si procura altre due palle break consecutive nel sesto gioco e questa volta va a segno. Lo spagnolo è totalmente in controllo del match, affonda ripetutamente con dritto e rovescio e si porta senza fatica sul 5-2. L’incontro si conclude con il quarto break in favore della testa di serie numero 3, che con l’ennesimo dritto penetrante si impone 6-3 6-2 ed ottiene la sua prima vittoria in carriera a Cincinnati: al terzo turno per lui ci sarà il vincente del match tra Cilic e Ruusuvuori.

[1] D. Medvedev b. B. Van De Zandschulp 6-4 7-5

Decisamente più equilibrato rispetto al match precedente è l’esordio del numero uno del mondo. Van De Zandschulp parte al servizio con le idee chiarissime: conquistare la rete il prima possibile. Il piano funziona a metà, perché sì gli porta i primi due punti, ma gli costa anche il break. Ai vantaggi infatti l’olandese si precipita ancora a rete, ma sbaglia la direzione dell’attacco e viene infilato. Con qualche patema, pur senza annullare chance di controbreak immediato, Medvedev sale subito 2-0 e ha una possibilità per il doppio break nel terzo gioco, ma sbaglia la risposta. Il numero 24 ATP questa volta ne approfitta e accorcia le distanze, cercando spesso di variare gli angoli al servizio vista la posizione arretrata del suo avversario.

Il russo non mostra certo la sua miglior versione in avvio, ma i diversi errori di Van De Zandschulp lo aiutano a mantenersi in vantaggio. L’olandese conquista soltanto due dei primi dodici punti dalla riga di fondo ed è ancora costretto ai vantaggi nel quinto game, dove annulla una nuova opportunità di break grazie allo schema servizio-dritto, portandosi sul 2-3. È una partita povera di spettacolo e ricca di errori, dove a fare la differenza è unicamente il break conquistato da Medvedev ad inizio partita. Anche usufruendo dei diversi gratuiti del suo avversario (e dell’apporto della prima di servizio, 12/12), il russo riesce a conservare il vantaggio fino a fine set, archiviato 6-4 con due grandi dritti alla Medvedev e dopo aver vinto gli ultimi sedici punti al servizio.

In avvio di secondo parziale Van De Zandschulp mette la testa avanti per la prima volta nel match e, in generale, dà la sensazione di essere un po’ più aggressivo e propositivo. Diminuiscono pian piano i gratuiti da una parte e dall’altra, anche se il match resta tutt’altro che spettacolare. I problemi dell’olandese continuano però ad essere in risposta, dove non riesce a conquistare punti. Sul 2-2 Medvedev ha l’occasione di porre una seria ipoteca sul match: sul 15-15, infatti, infila una gran risposta vincente di dritto e ringrazia i due doppi falli consecutivi del suo avversario, che lo mandano avanti di un break anche nel secondo set.

Al momento di allungare il numero uno del mondo fa registrare un calo inaspettato e, con un comodo rovescio spedito in rete, restituisce immediatamente il break. Van De Zandschulp tiene ai vantaggi il settimo game e si porta sul 4-3, ma i problemi per lui si ripalesano nel gioco successivo, dove finisce subito sotto 0-40. L’olandese però non si perde d’animo, gioca soltanto più serve&volley e riesce clamorosamente a rimettere in piedi un game che sembrava perso. Va detto che l’aiuto di Medvedev si rivela fondamentale, con il russo che avrebbe potuto fare decisamente meglio su almeno due delle tre palle break e si trova così a servire per rimanere nel set. Annullato un pericoloso set point, con un ace provvidenziale la testa di serie numero uno opera prima l’aggancio sul 5-5, quindi il definitivo sorpasso. Esattamente come sul 2-2 sono i doppi falli a condannare Van De Zandschulp, addirittura tre in questa occasione. Medvedev fatica a chiudere, annulla una nuova palla break ma al terzo match point si impone 6-4 7-5: al prossimo turno attende il vincente del match tra Paul e Shapovalov.

Il tabellone completo dell’ATP di Cincinnati

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ATP

ATP Cincinnati: Carreno Busta subito fuori, Kyrgios e Paul d’ordinaria amministrazione, travolgenti Fritz e De Minaur

Nessun problema per i due australiani, men che meno per gli americani, in un martedì senza scossoni a Cincinnati

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de minaur 16 08 2022

Nessun risultato che lasci a bocca aperta in quanto ad eliminazioni, ma se c’è un risultato che può essere quasi sorprendente, in questo martedì al Western and Southern Open, è quello di Nick Kyrgios. Infatti l’australiano ha battuto 7-5 6-4 Alejandro Davidovich Fokina, dunque per una volta non è il suo il risultato più comodo di giornata. Scendendo nei dettagli della partita, in realtà, non si trovano particolari problemi per l’ex finalista di questo torneo, che subisce solo un contro-break nel secondo set, dunque vedendosi costretto a rimandare il momento della vittoria, ma senza mai trovarsi a rincorrere lo spagnolo, autore di una prestazione sufficiente che non basta però per questo Nick. Chiude con 10 ace e il 71% di conversione con la prima, come sempre abbinando buon servizio e colpi da applausi da fondo, andando a creare un incrocio da urlo al prossimo turno contro il n.1 d’America.

Quella che sulla carta potrebbe sembrare una sorpresa, in realtà non lo è poi tanto: il vincitore di Montreal, Pablo Carreno Busta, è stato sconfitto al primo turno da Miomir Kecmanovic al tie-break del terzo set (1-6 7-5 7-6). È risaputo come chi vince un torneo rischi parecchio all’avvio del torneo successivo, soprattutto in un caso come questo nel quale il torneo vinto è certamente il più prestigioso nella carriera del vincitore. Sceso in campo neanche 48 ore dopo il trionfo in Canada, Carreno Busta è partito benissimo ma ha poi pagato le tante energie nervose spese nel weelend passato e ha dovuto cedere sulla volata finale a Kecmanovic, che ora incontrerà sul suo cammino Jannik Sinner.

 

Taylor Fritz ha travolto per 6-1 6-1 Sebastian Baez (decisamente sfortunato con il sorteggio in questi due 1000, la settimana scorsa all’esordio a Montreal pescò Kyrgios), centrando un ottimo esordio all’ultimo Master dell’anno sul suolo di casa, ben memore di Indian Wells. Decisamente convincente la tds n.11, che chiude con l’80% di conversione con la prima e salvando 3 palle break su 3, contro un argentino che come sempre ci ha provato fino all’ultimo, ma sul cemento ha ben pochi mezzi per impensierire Fritz. Eliminato per due volte di fila (Washington e Montreal) da Daniel Evans agli ottavi l’americano, al secondo turno affronterà per la prima volta in carriera Nick Kyrgios. Uno dei due australiani che hanno vinto con successo oggi, insieme ad Alex De Minaur, tra l’altro eliminato proprio dal connazionale agli ottavi in Canada. Il trottolino ha battuto 6-2 6-2 senza problemi il qualificato Henri Laaksonen, senza dover mai neanche annullare una palla break e perdendo solo 3 punti al servizio. Il recente campione di Atlanta incontrerà al prossimo turno, in una partita da leccarsi i baffi, la settima forza del tabellone Felix Auger-Aliassime.

Parlando di giocatori in forma, chiudiamo citando il debutto vincente e convincente di Tommy Paul, che la scorsa settimana ha raggiunto il primo quarto di finale 1000 della carriera, abbinandolo alla vittoria più prestigiosa nel meraviglioso secondo turno contro Carlos Alcaraz. Il n.31 al mondo ha battuto 6-3 6-2 il connazionale Jenson Brooksby, che ha un po’ deluso nei due 1000 estivi americani, mettendo in campo un brillante 88% di conversione con la prima e divertendo e divertendosi come suo solito con il tipico tennis pieno di estro e ad alto tasso di godibilità che sempre mette in campo. E, a proposito di divertimento e di secondi turni da vedere, il prossimo avversario sarà Denis Shapovalov, alla perenne ricerca di sé stesso, in quello che si preannuncia un blockbuster tennistico per andare a sfidare (eventualmente) il n.1 al mondo Daniil Medvedev.

Il tabellone completo del Masters 1000 Cincinnati

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