ATP Buenos Aires: Nadal fallisce un match point e crolla. Cade anche Ferrer, finale tra Thiem e Almagro

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ATP Buenos Aires: Nadal fallisce un match point e crolla. Cade anche Ferrer, finale tra Thiem e Almagro

Impresa di Dominic Thiem che gioca con coraggio e si impone nettamente al tie break del terzo dopo quasi tre ore di battaglia. Delusione per Rafael Nadal che ha lottato, è arrivato a match point nel decimo game e poi è crollato nel tiebreak. Nella seconda semifinale Nico Almagro sconfigge con merito per la prima volta David Ferrer

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[5] D. Thiem b. [1/WC] R. Nadal 6-4 4-6 7-6(4)

Ventisette gradi di temperatura e il 72% di umidità accolgono sul campo i primi due semifinalisti dell’Argentina Open 250 di Buenos Aires. Rafael Nadal, testa di serie n°1, è giunto fin qui senza perdere un set ma destando perplessità sia contro Monaco che contro Paolo Lorenzi. È un avvio di stagione problematico per il campione maiorchino, alle prese con un fisico che fa i capricci e scottato dall’eliminazione al primo turno degli Australian Open per mano di Fernando Verdasco.

L’austriaco Dominic Thiem invece è uno dei giovani leoni del circuito e la sua diciannovesima posizione mondiale gli vale qui la quinta testa di serie. Nel 2016 ha raggiunto la semi a Brisbane prima di perdere subito a Sydney da Muller e al terzo turno da Goffin a Melbourne ma l’anno scorso è stato devastante conquistando i suoi primi tre titoli in carriera ad Umago, Gstaad e Nizza.

 

Unico precedente sempre sulla terra al Roland Garros 2014, vinse Nadal facile ma oggi può essere un’altra storia. Nadal serve e spara sui teloni il primo dritto del match. Qualche altro errore non da lui lo trascina subito ai vantaggi ma un altro dritto stavolta sulla riga gli dà il game iniziale e nel gioco seguente Thiem commette a sua volta tre errori non forzati che lo condannano al break. Non sembra un incontro bellissimo, le imprecisioni sono numerose e quando Rafa restituisce il break con due dritti consecutivi in rete, il primo sul nastro e il secondo scentrato, la sensazione si rafforza. L’austriaco tira fortissimo dal fondo e comincia a fare qualche danno con il lungolinea ma Rafa risponde subito con un impressionante cross stretto di rovescio e finalmente si inizia a vedere del tennis. Lo spagnolo va 3-2 con il primo turno tranquillo al servizio ma non è ancora centrato nei colpi, non riesce a dare continuità alla sua azione mentre Thiem gioca abbastanza libero e usa molto il kick in battuta per poi chiudere. Il momento no continua ma Rafa lotta in modo indomito, annulla una palla break nel settimo game con un dritto d’annata prima di difendere la battuta e la sua grinta potrebbe forse incrinare qualcosa nel braccio dorato di Dominic, ma non succede. L’austriaco serve sotto 3-4, una situazione mai facile, stecca per il 15-30 e concede una palla break ma si salva da campione, spingendo lui per primo e pareggiando a quattro. Ora è Thiem a sovrastare improvvisamente Rafa comandando il gioco e portandosi sul 15-40 con un rovescio in controbalzo d’attacco di rara difficoltà. La seconda occasione è quella buona perché Nadal mette largo un normale rovescio lungolinea. Sono onestamente troppi gli errori dello spagnolo e l’emorragia continua in un facile decimo game che consegna il primo set all’austriaco.
Ventidue errori non forzati del maiorchino e un parziale subìto di sei giochi a due dopo il 2-0 iniziale spiegano molto dello sviluppo di questo incontro.

Il secondo set comincia con Thiem che annulla subito una palla break e difendere poi il game con un rovescio piatto anticipato che è una bellezza. Dominic tiene ottimamente anche di testa, reagisce sempre ai momenti difficili con classe e coraggio ed è sempre lui a prendere l’iniziativa del gioco. Rafa è però un campione che non si arrende mai, a prescindere dalle condizioni fisiche, e la sua sovrumana forza di volontà lo tiene a galla. Comunque sia entrambi difendono i propri turni di battuta e nel settimo game tocca a Nadal annullare una ghiotta occasione all’austriaco con un dritto vincente prima di salire sul 4-3. Ma Dominic continua a soffrire molto poco in battuta e pareggia a zero riproponendo la situazione del primo set. E poco ci manca che non finisca allo stesso modo perché Rafa si fa rimontare da 40-0 ma è bravo a resistere e ad andare 5-4. E adesso è l’austriaco ad avere un passaggio a vuoto fatale. Dopo aver quasi sempre difeso i propri turni senza problemi ora nel decimo game le cose si complicano. Dominic gioca male, sbaglia la scelta di una smorzata, subisce un vincente e sul 30 pari commette due errori consecutivi, il primo incomprensibile, che lo condannano al terzo set.

Che inizia col botto. Dal 30-15 Nadal, Thiem spara due passanti consecutivi di dritto da fuori campo e va a palla break, Rafa annulla a rete ma subito dopo un altro errore riporta avanti il suo avversario che però mette in rete un rovescio in palleggio. Ma oggi lo spagnolo è come Cimabue, fa una cosa e ne sbaglia due. E sono proprio due suoi errori consecutivi che lo costringono alla resa. Ormai è una battaglia e l’austriaco fatica a confermare il break ai vantaggi. 2-0 e tensione altissima in campo. Le amnesie si alternano e adesso è Thiem a sbagliare un facile smash e a cedere la battuta con due errori consecutivi. Rafa azzanna il momento, pareggia e va 3-2 d’impeto. È sopravvissuto ed è pericoloso, tiene un servizio a zero per il 4-3. Thiem appare stanco ma ha comunque la forza di salire sul quattro pari. Rafa tiene il suo turno a 30 e il decimo game è splendido. L’austriaco va 40-30 ma l’altro porta tutto ai vantaggi con un vincente. Nella lotta che ne segue Nadal va a match point ma è troppo timido, Thiem annulla con un drittone e si procura poi altre quattro occasioni prima di riuscire finalmente mettere fuori la testa e pareggiare. Due games dopo inizia il tie-break e il destino del vecchio campione si compie. Rafa inizia alla battuta e commette doppio fallo, l’altro replica con due vincenti e vola tre a zero, altri due erroracci dello spagnolo seguiti da uno smash portano il punteggio su un irreale 6-1 Thiem. Saranno passati forse due minuti dal momento del sei pari…
L’austriaco si distrae con tre colpi lunghi ma al quarto match point va a prendersi l’incontro a rete.

Poco meno di tre ore di battaglia hanno raccontato una storia.

Rafael Nadal è ancora un enorme campione, lo è per forza, mentalità, volontà di sacrificio e sportività. Resiste sempre fino all’ultima stilla di energia ma le sue traiettorie non sono incisive come un tempo c’è poco da fare. Fisicamente ha i suoi guai ma è proprio adesso che mostra tutta la sua grandezza, lottando e sudando per ottenere cose che prima venivano facili. E onorando così il vero spirito dello sport, che è prima di tutto leale competizione. Onore a Rafa e finale meritata a Thiem dunque.

Il suo avversario sarà Nico Almagro, vincitore per la prima volta su Ferrer,
David ha pagato certamente il duro match contro Cuevas interrotto ieri.
Alla ripresa infatti David aveva chiuso abbastanza agevolmente il primo set mantenendo il break di vantaggio. Nel primo game del secondo poi Ferrer ha sprecato ben sei palle break e da quel momento è virtualmente uscito dal campo per qualche tempo. Cuevas non ha sbagliato nulla, Ferrer tutto, affondando in rete o mandando lunghi anche i colpi più banali. Risultato 6-1. Lo spagnolo subisce ancora un break ad inizio terzo set prima di svegliarsi. Pareggia lo sgarbo nel quarto gioco e l’incontro si trasforma in una battaglia di posizione con i giocatori che si sudano ogni singolo punto. David tiene un settimo game fondamentale che lo vede ben due volte a rete a chiudere lo scambio. Nel gioco successivo è Cuevas a non cogliere l’opportunità di tenere la battuta sul 40-30 e ai vantaggi Ferrer lo punisce presentandosi a servire per l’incontro e chiudendo al terzo match point non prima di aver dovuto annullare una palla break.

N. Almagro b. [2] D. Ferrer 6-4 7-5

Il numero due del seeding David Ferrer gioca il suo secondo incontro di giornata affrontando in semifinale il connazionale Nico Almagro.

È già sceso in campo infatti a mezzogiorno ora locale per completare l’incontro con Cuevas interrotto ieri per pioggia e ha dovuto lottare fino al terzo mentre Nico se ne stava placido in tribuna e questo avrà un peso. David parte bene senza soffrire sul suo servizio e si procura subito due palle break nel secondo game ma Almagro è bravo e solido a salvarsi e da quel momento inizia una partita diversa. Il gioco sul ritmo di Ferrer esalta la maggior potenza di Nico che pian piano avanza nel campo e prende il comando delle operazioni. È lui a sorpresa a concretizzare la sua occasione prendendosi il servizio dell’avversario nel settimo game con un dritto lungo linea atomico e difendendo il vantaggio subito dopo quando Ferru si procura due occasioni per pareggiare senza riuscire nell’intento. Nel decimo game il nativo di Murcia si prende il set tenendo un tranquillo turno di battuta con urlo finale. Sta giocando molto bene, Ferrer fatica a gestire la sua palla pesante e si trova troppo spesso metri fuori dal campo a pedalare.

Nel secondo set la lotta continua, la testa di serie n°2 difetta in freschezza e alcune scelte non sono lucide, alcuni colpi finiscono out di poco e deve annullare palle break sia nel terzo che nel quinto game. Almagro appare in ottima forma fisica, gioca a sprazzi e in quei momenti dà spettacolo colpendo anche duro col servizio ma non riesce a staccarsi nel punteggio. Accade così che David rimanga attaccato alla partita e arrivi a palla break sul 4-3 in suo favore. Sarebbe il momento giusto per rientrare ma sulla timida seconda di Nico la sua risposta si spegne in rete. Almagro tiene bene di testa e pareggia ma Ferrer è in un buon momento e conserva la sua battuta rimanendo in testa nel punteggio. Il murciano ora fatica di più a spingere quindi si aggrappa al servizio e nel decimo game quattro prime vincenti lo salvano da due errori in palleggio. Si prosegue sul filo dell’equilibrio ma è il coraggio di Nico a fare la differenza nell’undicesimo game. Spinge a tutto braccio e spazzola le righe del campo procurandosi solo con vincenti altre tre palle break. L’ultima è quella buona, quando David mette in corridoio un rovescio lungolinea al termine di uno scambio durissimo retto perfettamente dal suo avversario. Nico sa bene chi ha di fronte, rimane concentrato e appoggiandosi ancora al servizio, efficace anche con la seconda palla, si issa al 40-15 e chiude.

La prima vittoria per lui dopo 15 sconfitte contro Ferrer vale la finale che non ti aspetti contro Dominic Thiem.

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Rendimento Slam 2022: Nadal e Alcaraz davanti a tutti, Djokovic resiste. Sinner e Berrettini in top 10, in calo Medvedev

Ottima annata per i colori azzurri, la Spagna fa la voce grossa. Varie sorprese come Ruud e Kyrgios, ma anche tanti delusi, guidati dal russo

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nel tennis, si sa, il metro di paragone principale per giudicare un giocatore è la costanza che questo sa tenere negli Slam, i grandi eventi per antonomasia, nei quali la cronaca si intreccia alla storia per diventare leggenda. E il 2022, con tutte le variabili del caso, tra la questione del vaccino di Djokovic e la guerra dichiarata da Putin che ha portato all’esclusione dei russi da Wimbledon (e la conseguente scelta dell’ATP di non assegnare punti), non può in ogni caso fare eccezione, pur facendo dovute proporzioni. Infatti, molti giocatori, anche di alto livello, non hanno potuto disputare tutte e quattro le prove Major (alcuni anche per motivi fisici), con un rendimento in termini di punti che chiaramente va a calare, premiando alcuni piuttosto che altri. Per valutare con accuratezza chi siano stati i migliori, i più costanti, nei quattro Slam della stagione appena conclusasi, abbiamo quindi stilato un’ipotetica top 20, che tiene conto solo dei punti guadagnati tra Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open.

 Da notare che vengono calcolati anche i punti dei Championships, non assegnati dall’ATP, e che tra parentesi viene riportata anche la classifica reale dei giocatori rientranti nella speciale classifica (dopo i punti è segnalato anche il numero di Slam giocati per coloro che ne abbiano saltato almeno uno). Di seguito i migliori venti nei Major del 2022:

  1. Rafa Nadal (2): 4900
  2. Carlos Alcaraz (1): 2630
  3. Casper Ruud (3): 2445 *3 Slam*
  4. Novak Djokovic (5): 2360 *2 Slam*
  5. Nick Kyrgios (22): 1605 *3 Slam*
  6. Daniil Medvedev (7): 1560 *3 Slam*
  7. Jannik Sinner (15): 1260
  8. Matteo Berrettini (16): 1080 *2 Slam*
  9. Marin Cilic (17): 1020 *3 Slam*
  10.  Stefanos Tsitsipas (4): 1000
  11.  Cameron Norrie (14): 1000
  12.  Karen Khachanov (20): 990 *3 Slam*
  13.  Frances Tiafoe (19): 990
  14.  Alexander Zverev (12): 900 *2 Slam*
  15.  Andrey Rublev (8): 810 *3 Slam*
  16.  Felix Auger-Aliassime (6): 595
  17.  Taylor Fritz (9): 595
  18.  Christian Garin (85): 585
  19.  Denis Shapovalov (18): 505
  20.  Holger Rune (11), David Goffin (53): 470

La risposta alla domanda principe “chi è stato il migliore?” appariva già abbastanza scontata, anche senza stilare una classifica che tenesse conto dei punti, dato che Rafa Nadal ha vinto i primi due Slam della stagione ed è arrivato in semifinale nel terzo, con un piccolo calo allo US Open dovuto a qualche acciacco fisico. E proprio alla luce di ciò, dei problemi che aveva accusato sul finire del 2021, e che ha dovuto sostenere lungo tutto il 2022, gli oltre 2000 punti in più nei Major ottenuti rispetto a Carlos Alcaraz sono anche una piccola sorpresa, oltre che una grande impresa. Il n.1 al mondo, nel primo anno con aspettative contro cui combattere, è andato in crescendo, passando dal terzo turno dell’Australian Open (contro Berrettini) alla vittoria a Flushing Meadows, mostrandosi ancora un po’ acerbo sull’erba, e non del tutto avvezzo alla pressione sulla terra di Parigi, in un Roland Garros che ha incoronato una delle più grandi rivelazioni, almeno a livelli così alti, del 2022: Casper Ruud. Il norvegese, infatti, ha chiuso la stagione con 2 finali su 3 Slam giocati (in Australia diede forfait alla vigilia), guadagnando ben 2120 punti in più in queste prove rispetto al 2021, mettendo a tacere tutti coloro che ne criticavano la poca propensione ai grandi appuntamenti. La finale alle ATP Finals ha mostrato come il norvegese sia prossimo alla sua maturazione completa, che non può prescindere da una grande affermazione. Specie considerando che ha perso l’atto conclusivo del torneo di fine anno solo contro il quarto migliore per rendimento negli Slam 2022, nonché ex n.1 e noto cannibale, cioè Novak Djokovic.

 

Infatti il serbo, pur non avendo potuto competere in Australia e negli USA per motivi legati al vaccino, ha comunque portato a casa il settimo Wimbledon della carriera, riaprendo la questione GOAT (quantomeno nel caso se ne faccia un discorso legato alle vittorie Slam, dato che il serbo è a quota 21, contro i 22 di Nadal), e soprattutto mostrandosi ben lontano dall’abbandonare certi palcoscenici. Dunque sono questi i quattro migliori giocatori negli eventi che contano, coincidenti con i primi tre al mondo e il solito Djokovic (che con i punti di Wimbledon sarebbe stato tra i primi 4 al posto di Tsitsipas), che hanno anche messo un certo distacco tra loro e gli altri. E, procedendo per gradi, analizziamo chi c’è tra questi altri, chi ha sorpreso, chi deluso, e chi è stato piegato solo dalla sfortuna.

Le sorprese e i grandi delusi – il primo risultato che balza all’occhio, che non può che far esultare gli amanti del talento allo stato puro e di un tennis fuori dagli schemi, è certamente il rendimento di Nick Kyrgios, quinto assoluto negli Slam, grazie alla finale a Wimbledon e ai quarti allo US Open. L’australiano sembra aver finalmente trovato la giusta quadratura al suo tennis, avendo anche battuto l’allora n.1 al mondo, nonché campione in carica, agli ottavi dello Slam americano, cioè Daniil Medvedev. Il russo, “solo” sesto per punti negli Slam (l’anno scorso era stato il secondo miglior giocatore per rendimento in questi tornei) è certamente una delle sorprese in negativo, nonché il gran deluso, di quest’anno nei Major. L’impressione è che ancora debba riprendersi dalla finale dell’Australian Open, in cui sprecò un vantaggio apparentemente incolmabile, permettendo a Nadal di strappargli un titolo che lo ha segnato per tutta la stagione, dove mai ha trovato il suo miglior tennis. Discorso analogo, per quanto riguarda la delusione, coinvolge Stefanos Tsitsipas: il greco ha totalizzato solo 1000 punti negli Slam, con un buon inizio dato dalla semifinale in Australia, andando però sempre a calare, e pur chiudendo l’anno da 4 al mondo, si trova solo decimo per rendimento tra le quattro prove.

Altro aspetto che un po’ lascia stupiti è l’assenza dai primi 20 di Hubert Hurkacz (n.10 al mondo), che dopo la semifinale a Wimbledon 2021 ha mostrato ancora una certa tensione nei grandi eventi, con soli 280 punti totalizzati nei 4 Major. Gran sorpresa, invece, è certamente Christian Garin. Il cileno, scivolato al n.85 al mondo (ancora pagando dazio per la questione Wimbledon), ha raggiunto i quarti sui prati inglesi, miglior risultato della carriera negli Slam, eventi in cui in quest’anno ha raccolto ben 585 punti, attestandosi addirittura al diciottesimo posto di questa speciale classifica, mostrandosi un avversario da non sottovalutare sulla lunga distanza. Nella formula su 3 su 5, un altro che quest’anno ha fatto la voce grossa è stato senza dubbio Marin Cilic. Il veterano croato, infatti, ha raggiunto almeno gli ottavi in tutti e 3 gli Slam giocati, uscendo sempre a testa alta, e raggiungendo addirittura la semifinale al Roland Garros, divenendo l’unico giocatore in attività (tolti i Fab 4) ad aver centrato almeno il penultimo atto in tutti e 4 gli Slam. E infatti il n.17 al mondo chiude come nono miglior giocatore nei Major del 2022, della serie “il lupo perde il pelo, ma non il vizio”.

Scorrendo non c’è nessun’altra grande sorpresa, con i vari Rublev, Fritz, Auger-Aliassime tutti quasi allo stesso livello, ancora incapaci di compiere quell’ultimo salto verso l’alto quando la pallina inizia a scottare (per il russo sei quarti di finale su sei persi in carriera, ma per la seconda volta, dopo il 2020, ne ha raggiunti due nello stesso anno), e ondeggianti tra l’impresa e l’avercela quasi fatta. Molto bene invece Norrie, Khachanov e Tiafoe, rispettivamente tra i posti 11 e 13 di questa top 20, spinti verso l’alto dalla storica semifinale di Wimbledon per l’inglese (che, avesse assegnato punti, gli avrebbe permesso di chiudere l’anno tra i primi 10), e quelle incredibili allo US Open per Karen e Frances. Certamente sorprendono la presenza tra i primi 10 di Berrettini (che a breve tratteremo nel dettaglio insieme a Sinner, settimo migliore nei Major) e alla quattordicesima piazza di Alexander Zverev, che avendo chiuso la stagione a giugno ha potuto giocare solo due prove Slam, comunque totalizzando 900 punti. Una pista da seguire per una grande vittoria che potrebbe finalmente essere vicina, chissà…Chiudono i migliori 20 negli Slam Shapovalov, Rune e un redivivo Goffin, almeno nelle due settimane di Wimbledon. Un quarto a testa, tra Australia, Parigi e Londra per i tre, con i primi due, nel pieno delle loro carriere (Rune in piena ascesa e con le idee ben chiare) che puntano a far ancora meglio nel 2023.

I nostri alfieri – ancora una volta, nonostante i tristemente noti problemi fisici susseguitisi, Matteo Berrettini si è dimostrato un giocatore da grande partita, da palcoscenico importante, in breve da Slam. Il romano infatti, che ha saltato tutta la stagione sulla terra rossa a causa del problema al polso, e ha dovuto rinunciare per il Covid a Wimbledon, è stato comunque capace di risultare ottavo in questa speciale classifica, avendo portato a casa ben 1080 punti in due sole prove Slam, tra Australian Open (semifinale persa da Nadal, futuro vincitore) e US Open (quarto di finale, sconfitta per mano del finalista Ruud). Dunque una grande costanza quando il gioco si fa duro mostrata da Matteo, che è apparso pronto per dire la sua a livelli altissimi, e con l’augurio che il fisico lo lasci in pace, può sognare in grande. Ancora meglio ha fatto invece Jannik Sinner, risultato come settimo miglior giocatore negli Slam, giungendo tre volte su quattro tra gli ultimi 8, e in due casi arrendendosi solo al quinto set contro i futuri vincitori (Djokovic a Wimbledon, dopo due set di vantaggio, Alcaraz nell’epica partita dello US Open). Segnali di grande maturità per l’altoatesino, che dunque ha già raggiunto almeno i quarti in tutte e quattro le prove dello Slam (al Roland Garros ci era già riuscito nel 2020), con il lavoro da fare ora che riguarda la parte mentale, il riuscire a fare quel passo in più di cui certamente Jannik è capace.

Dopo i primi due giocatori italiani meglio classificati, però, c’è ancora da lavorare per gli azzurri subito successivi. Lorenzo Musetti, n.23 al mondo, ha infatti racimolato solo 120 punti in tutti e 4 i Major, uscendo per ben tre volte al primo turno. Certo, spesso i sorteggi non sono stati proprio dei più fortunati (Tsitsipas a Parigi, Fritz a Wimbledon), ma il carrarino, talento allo stato puro, ha ancora molto da lavorare nei grandi eventi. Un po’ meglio Lorenzo Sonego, con 280 punti totalizzati e una quasi impresa contro Ruud al Roland Garros, che ne certificano comunque un buon livello, abbastanza costante, a livello Slam, con la concreta chance di poter sperare nuovamente almeno in qualche ottavo in futuro.

Dunque è questa la fotografia delle prove Major di questo 2022, con la Spagna a dominare, e l’Italia che ha saputo comunque farsi largo nonostante i tanti problemi e gli infortuni. Tante conferme, alcune delusioni, varie sorprese, ma emozioni a non finire e partite epiche, di quelle da raccontare. Questo, ogni anno, ci lasciano in dote gli Slam, quei tornei che ogni appassionato in cuor suo attende tutto l’anno e mai vorrebbe che finissero. Il 2023 si avvicina, e con esso la prima grande prova, l’Australian Open, a meno di due mesi. Alla luce dei risultati dell’anno appena trascorso, potrebbe essere tanto semplice quanto impossibile fare pronostici… ma almeno in Australia tutti dovrebbero essere sulla griglia di partenza, salvo noie fisiche dell’ultimo minuto. E, come abbiamo visto, già questa è una grande vittoria.

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Nadal batte Ruud a Bogotà e ammicca al pubblico: “Un giorno tornerò con Federer”

Prosegue il tour sudamericano di Rafa Nadal: grande successo in Colombia. E l’accenno a una sfida con Roger Federer che sembra una promessa

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Rafael Nadal - Torino 2022 (Twitter @atptour)
Rafael Nadal - Torino 2022 (Twitter @atptour)

Dopo la sconfitta di Quito, Rafa Nadal torna a battere Casper Ruud. A Bogotà, lo spagnolo vince 7-5 6-4 contro il norvegese, uscito sconfitto anche a Buenos Aires e Belo Horizonte, ma avrà la possibilità di rifarsi nell’ultima tappa di questa serie di esibizioni a Città del Messico. I due hanno offerto al pubblico un ottimo spettacolo, con grandi colpi e un gioco offensivo.
Prima del grande clou tra Nadal e Ruud, sono scesi in campo per un doppio misto gli idoli di casa Cabal e Osorio contro Lizarazo e Farah. Una sorta di intrattenimento prima dei due protagonisti attesi che è stato molto apprezzato dagli spettatori della capitale colombiana.

Una partita che non ha disatteso le aspettative: molto equilibrata specie nel primo set, mentre nel secondo ha preso il sopravvento il 22 volte campione Slam. Ruud dopo la partita ha detto di essere rimasto stregato per l’atmosfera e l’accoglienza ricevuta a Bogotà: “Abbiamo fatto del nostro meglio. Grazie a tutti per essere venuti”.

Anche Nadal ha dispensato parole al miele per il pubblico colombiano, aprendo anche ad un clamoroso scenario: “So che alcuni anni fa il mio collega Roger Federer non ha potuto giocare la sua partita qui a causa di un problema. Mi ha sempre detto quanto fosse entusiasta di giocare qui, e spero di tornare con lui un giorno”.

 

Rivedremo ancora una volta un Fedal in un campo da tennis, seppure come esibizione?

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Sospensione di due mesi per Verdasco, positivo all’antidoping per una dimenticanza

Fernando Verdasco non aveva rinnovato l’esenzione medica che gli permetteva di usare il farmaco vietato. Potrà tornare a giocare dal 9 gennaio

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Fernando Verdasco - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

‘Tutto bene quel che finisce bene’ verrebbe da dire leggendo fino in fondo l’ultimo comunicato ufficiale dell’ITIA, l’Agenzia internazionale per l’integrità nel mondo del tennis. Il protagonista della vicenda è Fernando Verdasco, 39 anni lo scorso 15 novembre e numero 125 del mondo. Lo spagnolo sta scontando in queste settimane una sospensione di due mesi figlia di un accordo volontario con la stessa ITIA, in seguito a un test antidoping positivo effettuato nel febbraio di quest’anno durante il torneo di Rio de Janeiro. La sostanza vietata che è stata rintracciata in quell’occasione è il metilfenidato, contenuto in un farmaco che Verdasco usa per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). I problemi sono però sorti in quanto l’ex numero 7 del mondo aveva dimenticato di rinnovare l’esenzione per uso terapeutico (TUE) che dunque non lo poteva tutelare al momento del test.

Nel comunicato dell’ITIA si legge però che l’Agenzia “accetta che il giocatore non aveva intenzione di imbrogliare, che la sua violazione è stata involontaria e non intenzionale, e che non ha alcuna colpa o negligenza significativa. Nelle circostanze specifiche di questo caso, in base al grado di colpa del giocatore, il TADP (il “Tennis Anti-Doping Programme”, ndr) consente di ridurre il periodo di ineleggibilità applicabile da due anni a due mesi”. Verdasco ha infatti immediatamente ammesso la violazione e ha dato prova della diagnosi e della prescrizione medica del farmaco in questione.

Lo scorso 9 novembre, giorno della sua ultima partita ufficiale, il giocatore nato a Madrid ha accettato volontariamente una sospensione provvisoria dopo la notifica dell’accusa e potrà quindi tornare a giocare già dal prossimo 9 gennaio, senza dover saltare la trasferta australiana. Dopo l’antipasto della United Cup (dal 29 dicembre al 5 gennaio), proprio nelle settimana del 9 prenderanno il via le qualificazioni al primo Slam stagionale.

 

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