ATP Miami: Djokovic senza problemi. Federer si ritira ma Del Potro perde lo stesso

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ATP Miami: Djokovic senza problemi. Federer si ritira ma Del Potro perde lo stesso

Novak Djokovic ha la meglio in due set di un coraggioso Kyle Edmund e accede al terzo turno dove ad attenderlo ci sarà Joao Sousa. Non c’è stato l’atteso match tra Roger Federer e Juan Martin Del Potro perché lo svizzero ha annunciato il forfait, a causa di un virus gastrointestinale. Del Potro però perde lo stesso contro il lucky loser Zeballos. Dominic Thiem riesce a prendere le misure del poderoso servizio dell’australiano Sam Groth. Esordio positivo per David Ferrer, che dopo un primo set combattuto, ha vita facile nel secondo contro il giovanissimo Fritz. Nulla da fare per Sascha Zverev, che cede in due tiebreak all’americano Johnson

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Roger Federer ha scelto di non scendere in campo per il suo primo turno del Masters 1000 di Miami: la motivazione addotta sarebbe un’influenza, che scongiura ulteriori problemi al ginocchio. Al posto dello svizzero in campo il lucky loser Horacio Zeballos.

[1] N. Djokovic b. K. Edmund 6-3 6-3 (Benedetto Napoli)

Dopo la quinta vittoria a Indian Wells e le polemiche scaturite dalle parole espresse in conferenza stampa sul caso Moorepoi successivamente chiarite, Novak Djokovic scende nuovamente in campo iniziando la caccia del sesto titolo a Miami. Suo avversario odierno Kyle Edmund, no. 87 ATP e giovane speranza del tennis di Sua Maestà.
A servire per primo è il numero 1 al mondo e a differenza del match tutt’altro che entusiasmante contro Fratangelo a Indian Wells, già dalle prime battute si possono registrare un dritto solido e un rovescio efficace. Di contro il britannico parte forse un po’ troppo contratto e per Djokovic è un gioco da ragazzi strappare due volte consecutivamente il servizio al ventunenne nato a Johannesburg. Ma d’altronde è risaputo come il serbo durante i primi turni di un torneo è solito regalare break agli avversari e grazie due brutti errori concede al rivale odierno il primo gioco del match. Il no. 87 ATP pare essersi liberato di un peso e inizia a giocare decisamente più sciolto: ora servizio e dritto mettono in difficoltà il serbo che dal canto suo non concede altri break point e chiude il set alla seconda occasione dopo trentasei minuti.

 

Il secondo set vede Edmund alzare aumentare il livello del proprio tennis, giocando più aggressivo e infilando alcuni vincenti che strappano gli applausi dello Stadium, ma il fenomeno di Belgrado dopo aver portato agevolmente a casa il proprio turno di servizio mette alle corde il giovane compagno di Andy Murray in Coppa Davis e converte il quinto break point in un game tiratissimo, durato oltre dieci minuti. Il match prosegue con un Edmund che da libero sfogo a tutte le proprie energie combattendo ad ogni “15” giocato, ma l’undici volte campione Slam controlla senza affanni e chiude il match alla prima occasione. Bella la scena finale dell’incontro: prima il serbo si congratulo con l’avversario durante la stretta di mano, successivamente gli dedica un applauso sincero (seguito da tutto il pubblico) all’uscita dal campo. Per Djokovic terzo turno contro Joao Sousa, no. 38 ATP, contro la quale nei precedenti è avanti per due vittorie a zero.

[LL] H. Zeballos b. J.M. Del Potro 6-4 6-4 (Alberto Prestileo)

Horacio Zeballos, entrato in tabellone da lucky loser, avanza incredibilmente al terzo turno del Miami Open battendo Juan Martin Del Potro con un doppio 6-4. Il forfait di Federer e le condizioni più che precarie del polso sinistro del connazionale sono le “armi” di Zabellos, che accede dunque al turno successivo.

Una partita di lettura assai facile quella tra i due argentini: Del Potro, fin dai primissimi scambi, è sempre parso dolorante al polso sinistro, soprattutto giocando il rovescio, e, ancora più importante, assai insicuro. Né col dritto né ovviamente col rovescio, l’ex vincitore degli US Open è mai riuscito a spingere e ad essere incisivo e, come se non bastasse, Delpo ha anche avuto bisogno dell’intervento del fisioterapista tra primo e secondo set. Zeballos ha così avuto vita facile, brekkando l’avversario per due volte, uno per set, entrambi arrivati nel decimo gioco. Il 30enne raggiunge per la seconda volta in carriera il terzo round del torneo di Miami e se la vedrà con il vincente tra Chardy e Verdasco.

Forte passo indietro invece per Del Potro: nelle ultime settimane era apparso decisamente più in forma, anche mentalmente, rispetto agli inizi del 2016 ma, sebbene qualche sprazzo del giocatore che fu ci sia stato, la forma migliore, o probabilmente anche quella più “accettabile”, è ancora lontanissima. A questo punto, tra l’altro, non rimane anche che augurarsi che il dolore al polso sia nulla di più che un semplice dolore appunto, e non il riacutizzarsi del problema che lo ha tenuto per così tanto lontano dai campi.

[8] D. Ferrer b. T. Fritz 7-6(8) 6-1 (Raoul Ruberti)

È il momento del rientro di David Ferrer, che si era concesso un mese di riposo in seguito agli insuccessi nei tornei sudamericani. Opposto a lui c’è Taylor Harry Fritz da San Diego, California; una grande promessa con le giuste premesse. Fritz, già finalista in un torneo ATP in questa stagione, è seguito da Mardy Fish per conto della USTA e da un buon numero di giovanissimi e giovanissime tra il pubblico.

Lo schema è da principio quello previsto: Ferrer tiene lo scambio, difende con energia e lascia che Fritz si sfoghi e sbagli. Dopo sette minuti il primo game si conclude con il break dello spagnolo, confermato senza difficoltà. Ma quando il baby americano non sbaglia? Per il momento continua a farlo, non troppo spesso, non in modo clamoroso, ma in un numero di occasioni sufficienti a Ferru per proseguire nel suo vantaggio. Sono pochi punti cruciali quelli che ritardano il rientro nel set da parte di Fritz: l’esperienza di Ferrer nel trovare il primo ace proprio al momento di annullare la palla break, un’occasione in campo aperto sul 40 pari che Fritz spedisce in rete pensando più allo scopo che alla preparazione, una splendida volée in salto da parte di un tennista troppo spesso denigrato. Ma, c’è da chiedersi di nuovo, quando il baby americano non sbaglia? Quando non sbaglia ottiene il contro-break, nel momento in cui risponde per rimanere nel set. E lo fa con un rovescio lungolinea su un servizio troppo centrale dell’avversario. Taylor ha addirittura una nuova palla break per conquistarlo, il set, ma la testa di serie numero 8 si difende benissimo. I due raggiungono il tie-break alla pari. Il più giovane spinge, il più esperto – pur non esente da sbavature al servizio – è bravo a non farlo allungare mai per più di un punto, neppure sul secondo set point in cui Fritz ha addirittura la battuta dalla sua, e alla fine la spunta per otto punti a sei.

Ferrer inizia il secondo set con solidità, e mantenendo il livello alto incomincia a variare. Il più giovane tra i primi 100 al mondo, il cui atteggiamento posato deve incoraggiare chi lo valuta più promettente di numerosi suoi coetanei, scende di morale. Pur lottando, come spesso capita, dopo un set giocato testa a testa con un top player e perso sul filo di lana, la nuova leva subisce un “breadstick”. La pulizia nei colpi che viene meno, sommata ad un tennis non troppo pronto allo spostamento laterale, non trovano alcuno scampo di fronte al soldatino spagnolo e l’avventura di Taylor Harry Fritz a Miami si conclude qui. Per il momento…

[14] D. Thiem b. S. Groth 7-5 6-2 (Tommaso Voto)

Continua il periodo positivo per l’austriaco Thiem, che in questo 2016, oltre ai titoli di Acapulco e Buenos Aires, sta giocando in modo sempre più solido e convincente. Dominic staziona ai margini della top 10, attualmente è n.14 del mondo, e la stagione sulla terra battuta europea, ormai alle porte, può rappresentare, considerando le sue caratteristiche tecniche e di gioco, il momento giusto per fare il definitivo salto di qualità.

Il primo set è stato combattuto, anche perché Groth è riuscito più volte a salvare il proprio turno di servizio dagli attacchi di Thiem, che si è visto annullare complessivamente 8 palle break. L’australiano ogni volta che era sotto nel punteggio riusciva a giocare il suo miglior tennis ed a chiudere spesso il punto a rete. L’undicesimo gioco è fatale a Sam, che perde per la prima volta la battuta, e manda il suo avversario a servire per il set. Una volta incamerato il parziale 7-5, Thiem scioglie il braccio e controlla  le operazioni da fondo, anche perché Groth cala vistosamente alla distanza e non riesce più a tenere il ritmo del suo avversario. Thiem vince il parziale 6-2 ed approda al terzo turno del torneo di Miami dove affronterà il giapponese Nishioka, che ha battuto a sorpresa Feliciano Lopez.

[31] S. Johnson b. A. Zverev 7-6(9) 7-6(3) (Bruno Apicella)

Steve Johnson ha bisogno di due tiebreak e di due ore e quattro minuti di gioco per accedere al terzo del Master 1000 di Miami battendo la giovane promessa tedesca Alexander Zverev. E’ stato un match molto lottato quello che ha visto protagonista lo statunitense numero 36 del mondo, e testa di serie numero 31 del seeding, e il diciottenne tedesco, numero 52 del ranking ATP, tra i più promettenti della sua generazione e con tutti i colpi per dominare il futuro del tennis.
Nel corso del match è stato il servizio dell’americano a fare la differenza: in due set non ha concesso una sola palla break. Di contro Zverev, nei momenti di difficoltà, è riuscito a salvarsi con colpi di grande classe.

Il match segue l’equilibrio dei servizi fino al 3-3, quando proprio il tedesco prova a strappare il servizio all’avversario, portando per la prima volta un game ai vantaggi. Johnson si salva e nel gioco successivo, grazie anche all’utilizzo dello slice che frena la potenza dei colpi di Zverev, si guadagna le prime palle break. Il tedesco, però, alza il livello del suo gioco e riesce a salvarsi. Il primo set viene deciso al tie-break: Zverev parte forte, si procura un mini vantaggio ma subito dopo commette diversi errori che consentono all’avversario di salire sul 6 a 3 e di guadagnarsi i primi tre set point consecutivi. Zverev li annulla e si va sul 6-6. Qui Johnson ha un quarto set point che viene subito annullato dal tedesco che a sua volta ottiene il suo primo set point, ma anche questo viene annullato. Lo statunitense riesce a chiudere solo al sesto set point con il punteggio di 11-9.
Il secondo set segue l’equilibrio dei servizi fino al 4-4. Qui è Johnson ad avere due palle break, non consecutive, ma Zverev le annulla chiudendo il game con due ace consecutivi. Anche il secondo parziale viene deciso dal tie-break. Lo statunitense parte forte, trova profondità con il dritto e si porta prima sul 5-0 e poi sul 6-1 guadagnandosi i match point per accedere al terzo turno. L’americano chiude sul 7-3 e si regala la sfida contro il ceco Thomas Berdych.

Risultati:

[8] D. Ferrer b. [Q] T. Fritz 7-6 (8) 6-1
[LL] H. Zeballos b. [PR] J.M. Del Potro 6-4 6-4
[1] N. Djokovic b. K. Edmund 6-3 6-3
[7] T. Berdych b. R. Ram W/O
F. Verdasco b. [28] J. Chardy 6-4 6-4
[31] S. Johnson b. A. Zverev 7-6(9) 7-6(3)
[10] R. Gasquet b. A. Ramos-Vinolas 6-4 6-4
[14] D. Thiem b. S. Groth 7-5 6-2
[Q] Y. Nishioka b. [21] F. Lopez 6-4 6-4
[33] J. Sousa b. V. Pospisil 6-7(1) 7-6(5) 6-2
[11] M. Cilic b. D. Lajovic 6-4 6-1
[15] D. Goffin b. [Q] M. Granollers 6-4 6-4
[18] G. Simon b. J. Monaco7-5 6-1
[20] B. Paire b. M. Youzhny 6-3 6-4
L. Pouille b. [32] G. Garcia-Lopez 6-2 6-4
[19] V. Troicki b. I. Cervantes 6-7(6) 7-6(9) 7-6(3)

 

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ATP/WTA Montreal, cambia il direttore del torneo: Eugene Lapierre cede il passo

A prendere le redini del National Bank Open sarà Valerie Tetrault. Lo storico direttore: “Farò il consigliere, voglio aiutare a promuovere il torneo”

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IGA Stadium - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

Cambio della guardia al torneo di Montreal, dove lo storico direttore del torneo Eugene Lapierre ha lasciato il suo posto da guida del National Bank Open. A sostituirlo sarà Valerie Tetrault, precedentemente direttrice della comunicazione di Tennis Canada, nonché commentatrice tv ed ex giocatrice professionista. Sotto la guida di Lapierre, il torneo ha conosciuto una enorme crescita. Lapierre, in una conferenza stampa tenutasi oggi a Montreal, ha fatto sapere di rimanere all’interno di Tennis Canada come consigliere. “Voglio focalizzare la mia attenzione sulla promozione del tennis – ha detto Lapierre -. Tennis Canada è stata molto brava a far crescere il movimento dal basso, sino a produrre i grandi giocatori attuali. Ora vogliamo sfruttare il loro aiuto per diffondere il tennis tra i giovani”. Lapierre lascia un ruolo che esercitava dal 2001 (era arrivato nel 1999 come assistente direttore). “Eugene ha dato un contributo fondamentale nel far conoscere il Quebec come fucina di talenti tennistici – ha detto Peter Kruyt di Tennis Canada -. Lo ringraziamo per la sua decisione di rimanere con noi per continuare a promuovere il torneo”. Quello di Montreal non è l’unico grande torneo ad aver salutato una storica guida quest’anno. A Montecarlo, infatti, Zeljko Franulovic ha lasciato il posto a David Massey.

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ATP Astana: Djokovic e Medvedev avanti tutta, schiantati Van De Zandschulp e Ruusuvuori

I due ex numeri uno del mondo proseguono senza intoppi il loro cammino in Kazakistan, conquistando due successi molto simili nel punteggio

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Novak Djokovic - ATP Astana 2022 (foto: twitter @atptour)

I due incontri che chiudono la sessione serale all’Astana Open (qui gli altri match della giornata) vedono protagonisti due ex numeri 1 del mondo, gli ultimi prima dell’ascesa al trono di Carlos Alcaraz. Nel primo match Novak Djokovic, testa di serie numero 4, doma 6-3 6-1 Botic Van De Zandschulp, in una partita comunque più complicata di quanto non possa apparire guardando soltanto al punteggio finale. Vince e convince anche Daniil Medvedev, numero due del seeding, eccezionale come sempre da fondo e al servizio. Il russo si impone 6-3 6-2 su Emil Ruusuvuori e raggiunge i quarti di finale, dove lo attende Roberto Bautista Agut. In caso di vittoria – e di contemporaneo successo di Djokovic su Khachanov – i due si scontrerebbero in semifinale.

[4] N. Djokovic b. B. Van De Zandschulp 6-3 6-1

L’incontro parte all’insegna dell’equilibrio nei primi turni di servizio, dov’è proprio questo fondamentale a farla da padrone. Djokovic muove bene il suo avversario ed è quasi sempre padrone indiscusso dello scambio. Un po’ a sorpresa, tuttavia, è proprio il serbo ad essere costretto ai vantaggi per la prima volta nel match. Nel quinto game, un suo brutto errore a rete e un gran vincente di Van De Zandschulp con un rovescio incrociato dal centro del campo contribuiscono alla prima parità della partita, comunque ben gestita dalla testa di serie numero 4, che sale 3-2. Al cambio campo viene rapidamente medicato al pollice della mano destra, ma il problema è talmente irrisorio che Djokovic quasi si indispettisce con Mohamed Lahyani per aver chiamato il medical time-out.

 

L’ex numero 1 del mondo non mostra segni di cedimento e, nel sesto gioco, trova il break che deciderà le sorti del primo set. Va detto che, in realtà, il serbo non abbia proprio grandi meriti, perché di fatto è Van De Zandschulp a consegnarsi. L’olandese commette tre gravi errori gratuiti e un doppio fallo in un game totalmente da dimenticare: Djokovic ringrazia e si porta avanti di un break. Il 35enne di Belgrado viene nuovamente trascinato ai vantaggi nel settimo gioco e, questa volta, è costretto anche ad annullare un break point. Grazie ad un attacco robusto riesce comunque a salvarsi, chiama a raccolta il pubblico e si porta sul 5-2. A questo punto, per il 21 volte campione Slam chiudere 6-3 il primo set è una semplice formalità.

Il secondo set è un assolo di Djokovic che, specialmente nelle parti iniziali, appare particolarmente nervoso verso il pubblico. Dopo aver perso il primo game, in ogni caso, l’attuale numero 7 ATP vince sei giochi consecutivi. Sull’1-1 il serbo trova il primo break del secondo set grazie ad un’ottima risposta sulla palla break nei piedi di Van De Zandschulp, che non riesce a gestirla e perde la battuta. Nel quinto gioco un altro turno di risposta sontuoso del campione di Wimbledon gli consegna un doppio break, confermato a fatica poco dopo. Il numero 34 del ranking riesce a procurarsi una chance di break nel settimo gioco, ma è di fatto impossibilitato ad entrare nello scambio e, sotto 1-5, alza bandiera bianca. Djokovic sublima il 6-3 6-1 finale con un gran punto sul match point, raggiungendo i quarti di finale: lo attende Karen Khachanov, che ha eliminato in rimonta Marin Cilic.

[2] D. Medvedev b. E. Ruusuvuori 6-3 6-2

L’avvio di partita è decisamente shock per Ruusuvuori, che incappa in alcuni errori di troppo: Medvedev non perdona, si esalta in difesa fin dai primi scambi e si porta subito in vantaggio 2-0. Dopo aver perso otto dei primi nove punti, il finlandese prova a scrollarsi di dosso un po’ di timore, lasciando andare di più il braccio e provando a mantenersi in scia. Per il 23enne di Helsinki, però, incidere in risposta è un compito decisamente arduo, visto che il russo concede solamente tre punti in quattro turni di battuta. Sotto 2-4 Ruusuvuori riesce in qualche modo a resistere ad un game da 16 punti, tenendo il servizio dopo aver salvato con coraggio tre palle break. La sentenza, tuttavia, è solamente rimandata di pochi minuti, perché sul 5-3 Medvedev trova un nuovo break, che gli consegna 6-3 il primo parziale.

Il russo ora può anche sfruttare il piccolo vantaggio di servire per primo e, esattamente come accaduto nella prima frazione, trova un break importante nel primo gioco in risposta. Due gratuiti di dritto di fila dal 30-30 condannano Ruusuvuori che, però, sotto 0-2 trova un’insperata reazione. Coadiuvato anche da un passaggio a vuoto di Medvedev (che commette un doppio fallo sul 15-30), il finlandese il primo break della sua partita, conquistando in un solo game di risposta più punti di quanti ne aveva conseguiti in tutto il primo set. Il numero 53 ATP riesce poi a completare l’opera, ricucendo lo strappo sul 2-2 grazie a due splendide smorzate.

Nel momento migliore della sua partita, tuttavia, Ruusuvuori non riesce a mantenersi a contatto con il suo avversario, che da quando viene raggiunto torna sugli alti livelli del primo set, strappando di forza gli ultimi quattro giochi dell’incontro. Sotto 2-3, infatti, il finlandese sbaglia ancora qualcosina di troppo e viene di fatto condannato alla sconfitta. Medvedev conquista un altro break allunga rapidamente sul 5-2. Al servizio per rimanere nel match, il 23enne di Helsinki si fa recuperare da 40-15 e, ai vantaggi, il numero 4 del ranking chiude i conti. Il 6-3 6-2 finale spedisce il russo ai quarti di finale (il nono in stagione), dove troverà la sua bestia nera Roberto Bautista Agut: lo spagnolo, infatti, ha vinto quattro dei cinque precedenti incontri, inclusi tutti e tre i match giocati sul cemento.

Il tabellone completo dell’ATP500 di Astana

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Moutet e Andreev multati per la rissa di Orleans

I due tennisti se la cavano senza squalifica per il brutto episodio andato in scena nel Challenger francese

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La decisione dell’ATP sul caso Moutet-Andreev dopo la rissa a Orleans è arrivata in tempi rapidi. Diecimila euro di multa per entrambi i giocatori e nessuna squalifica per quanto avvenuto in campo, mentre Moutet è stato multato ancora per cinquemila euro a causa del suo comportamento fuori dal campo. Questo il verdetto secondo quanto è stato riportato da Tennis Majors.

I fatti hanno fatto il giro del web durante la scorsa settimana, con i due giocatori venuti a contatto dopo la stretta di mano seguita alla vittoria del tennista bulgaro al Challenger di Orleans. Moutet, dopo la partita, su Instagram scriveva di non volersi scusare, e anzi, di attendere il momento per fronteggiare l’avversario ancora una volta fuori dal campo. Dal canto suo il bulgaro nei giorni seguenti ha postato su Instagram il video di un frangente del riscaldamento di quella partita, in cui Moutet gli tirava forte al corpo. Il giocatore ha spiegato che le ruggini risalivano ad un match giocato la settimana precedente a Genova, sempre con la vittoria del bulgaro in tre set.

“Durante il match continuava a provocarmi, chiedendomi quale fosse il mio problema, ma io non avevo problemi con lui – ha detto Andreev in una conferenza stampa -. A Genova l’ho battuto e lui alla fine mi ha mandato a quel paese. Quindi è lui ad avere un problema, non io”. Il coach di Moutet ha poi spiegato che nel postpartita di Orleans i due giocatori sono stati tenuti lontani senza dar loro occasione di avere un altro confronto.

 

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