ATP Miami: Nadal si ritira con Dzumhur! Wawrinka e Isner out. Avanti Murray e Kyrgios

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ATP Miami: Nadal si ritira con Dzumhur! Wawrinka e Isner out. Avanti Murray e Kyrgios

Clamorose eliminazioni a Miami: Rafael Nadal dopo aver dominato il primo set cede al bosniaco Dzumhur e al caldo ritirandosi nel terzo set. Stan Wawrinka, nella sua versione pigra, è battuto in due rapidi set dal russo Kuznetsov. Andy Murray impiega più del previsto, ma vince ugualmente in due set contro Denis Istomin mentre Kei Nishikori è costretto a rimontare un break di svantaggio nel secondo set, per poi chiudere al tiebreak ed eliminiare un buon Pierre-Hugues Herbert. Nessun problema per Milos Raonic, che dispone in due parziali dell’americano Denis Kudla. Sock approfitta del ritiro di Stakhovsky. Dimitrov piega Delbonis al terzo, passeggiata per Kyrgios contro Baghdatis

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D. Dzumhur b. [5] R. Nadal 2-6 6-4 3-0 rit. (Bruno Apicella)

Demir Dzumhur, numero 94 del ranking atp,  batte Rafael Nadal approfittando del ritiro del numero 5 del ranking Atp avvenuto a metà del terzo e decisivo set. Il bosniaco con una storia personale molto particolare vince per la prima volta due partite consecutive in un Master 1000 e raggiunge il terzo turno del master di Miami rimontando un set di svantaggio all’ex numero 1 al mondo. Nadal, alla ricerca di conferme dopo la semifinale persa con Novak Djokovic ad Indian Wells non era al meglio e nel corso del match ha più volte chiesto l’intervento del medico prima di lasciare il campo sul 3 a 0 del terzo set. Dzumhur, ex numero 3 da juniores, è allenato da Alberto Castellani e dal padre.

È il maiorchino a partire subito forte nel match tenendo il game di battuta a 0 e salendo subito 40 a 0 nel game di risposta. La reazione del bosniaco non si fa attendere: Dzumhur lotta su ogni palla, si difende, tiene lo scambio e porta il game in parità. Nadal spinge con il dritto, si fa più aggressivo, trova un angolo straordinario con il rovescio ma non riesce a portare a casa il game e non sfrutta ben 9 palle break. Lo spagnolo tiene il servizio e sale sul 2 a 1. Nel gioco successivo sono due le palle break consecutive di Nadal che, grazie anche a due doppi falli dell’avversario, gli permettono di ottenere il break che conferma nei successivi turni di battuta. sul 5 a 2 Nadal ha il primo set point sul servizio dell’avversario ma Dzumuhr lo annulla con la combinazione servizio-rovescio. Rafa trova il secondo set point e si aggiudica il primo parziale per 6 giochi a 2 grazie anche ad un doppio fallo di Dzumhur.
Prima dell’inizio del secondo parziale il bosniaco chiede, per un consulto, l’intervento del medico. Nadal tiene il suo turno di battuta ma è proprio Dzumhur a portarsi avanti nel punteggio e condurre sul 3 a 1 dopo aver ottenuto il break grazie ad un dritto mandato fuori di metri dallo spagnolo. Rafa, inizia a commette qualche errore di troppo , ma riesce a tenere la battuta e portare il match va sul 3 a 2. Sul 4 a 3 in favore di Dzumhur, Nadal prova a spingere e si guadagna due palle break: la prima la concretizza e riporta la parità nel set. Quando il destino del match sembra segnato Rafa cede nuovamente la battuta: inizia a sbagliare di metri con il dritto mentre Dzumhur si conquista la palla break con un grande passante a rete. Il bosniaco non trema serve per il set e tiene il game a 0.
È Nadal, poi, a chiedere un consulto medico prima di iniziare il terzo set: forse un problema di disidratazione. Nadal torna in campo sale 40 a 0 e servizio nel primo game ma  i suoi colpi iniziano a non trovare più il campo e lo spagnolo subisce la rimonta di Dzumhur che grazie ad un doppio fallo di Rafa ottiene il break. Dzumhur sale sul 2 a 0 con Nadal chiede di nuovo l’intervento del medico. Gli viene misurata la pressione ma decide di tornare in campo. Perde di nuovo il servizio con Dzumhur che va sul 3 a 0.  A questo Nadal continua a giocare, ma prima della fine del game si ritira dal match e dal torneo. Dzumhur accede, per la prima volta,  al terzo turno del Master 1000 di Miami dove affronterà Mikhail Kukushin.

 

[2] A. Murray b. D. Istomin 6-3 7-5 (Giovanni Vianello)

Nel suo esordio a Miami, Andy Murray non delude le attese e supera piuttosto agevolmente l’uzbeko di nascita russa Denis Istomin, che al primo turno aveva sconfitto Borna Coric. Tutto sommato, classica partita da secondo turno tra un top player ed un giocatore non di primissimo livello, con il primo a comandare i ritmi del gioco. Soprattutto nel primo set, lo scozzese è sembrato giocare sul velluto, con una schiacciante superiorità da fondo campo, superiorità contro la quale Istomin ha cercato di opporre diverse discese a rete, che puntualmente si sono infrante contro i passanti o i lob di Murray, che ha operato il break sull’avversario in due diverse circostanze, nel primo game (grazie anche a due doppi falli dell’uzbeko) e nel nono (ed ultimo) game.

Nel secondo set lo scozzese è un po’ calato di rendimento, ha forzato un po’ troppo alcuni colpi e questo ha concesso a Istomin prima due palle break sull’1-1 e poi un break vero e proprio sul 2-2, break che ha portato Istomin avanti 3-2. Va segnalata a questo punto una discussione di Murray con l’arbitro, riguardo alle palline. Lo scozzese ad ogni modo ha subito riagguantato la parità nel punteggio in seguito ad un ottimo gioco di risposta e, sul 6-5 in suo favore, ha nuovamente sfruttato la pressione avvertita da Istomin di servire per rimanere nel match, concretizzando il primo match-point. Buona prestazione per Murray, che al prossimo turno avrà un incontro tutt’altro che agevole contro Grigor Dimitrov. Discreta anche la performance di Istomin, che se non altro ha provato a variare il gioco ed è anche riuscito nell’impresa di vincere alcuni scambi di tocco contro il suo avversario, non certo l’ultimo arrivato in questo ambito.

A. Kuznetsov b. [4] S. Wawrinka 6-4 6-3 (Giovanni Vianello)

Scende in campo la versione svogliata di Stan Wawrinka nel secondo turno di Miami e così lo svizzero viene sconfitto da Andrey Kuznetsov in due set. Lo svizzero non è mai parso completamente in partita, è stato spesso pigro nei recuperi e ha frequentemente lasciato andare palle che poteva recuperare agevolmente. Il russo è stato bravo a non farsi coinvolgere dalla giornata negativa dell’elvetico, giocando sempre con regolarità e sopperendo alla inferiorità tecnica rispetto a Wawrinka con una miglior prestazione a livello di tenuta mentale. Le difficoltà di Stan sono evidenti già in avvio di primo set, quando nel primo game tiene il servizio solo ai vantaggi e nel terzo game cede la battuta a 30. Avrà in seguito delle palle break sia nel quarto game che nel sesto, ma non le sfrutta. Si ritrova va sotto 15-40 sia nel settimo che nel nono gioco, ma con l’acqua alla gola riesce a giocare bene e prolunga il set fino al decimo gioco, nel quale tuttavia Kuznetsov tiene la battuta senza difficoltà e fa così suo il primo set.

Nel secondo set l’elvetico va 0-40 sul servizio di Kuznetsov nel quarto game, ma non sfrutta nessuna palla break e poi cede il successivo turno di battuta a 15. A questo punto il campione del Roland Garros alza finalmente il livello di gioco, ma il suo avversario non molla e resiste alle accelerazioni dello svizzero. Wawrinka cede infine la battuta nel nono game del secondo set e perde il match.

[6] K. Nishikori b. [Q] P.H. Herbert 6-2 7-6(4) (Raoul Ruberti)

L’incontro che apre il programma sul centrale di Miami è tra pesi leggeri, e vede in un angolo il numero 6 al mondo Kei Nishikori e nell’angolo opposto il qualificato Pierre-Hugues Herbert. Herbert è un tennista fuori dal tempo, quasi anacronistico, e non esattamente un cuor di leone: soffre solitamente i campi centrali, e deve ancora sconfiggere il suo primo top 25. Purtroppo per lui non sarà nemmeno questa la giornata giusta. Fuori fuoco, l’alsaziano cede con due doppi falli il game di servizio d’apertura, sul quale poggiava buona parte della sua tattica di giocatore serve and volley. Quando Nishikori affonda, poi, per Herbert non c’è speranza: spostato appena, deve arrendersi al vincente; i tentativi di contenere finiscono in rete; le risposte “a tono” – specialmente col rovescio lungolinea – finiscono senza appello in corridoio. Il giapponese guizza lesto sul 4-0. In una situazione di punteggio che basterebbe tenere sotto controllo, tuttavia, Nishikori spinge i colpi, forse come forma d’esercizio in vista di avversari più minacciosi. Il rischio è in ogni caso minimo. In mezz’ora esatta, sotto il sole della Florida, il primo set scivola via.

Pierre-Hugues si trova a servire per primo anche nel secondo parziale, questa volta tenendo il servizio. Entrato in fiducia con una mezza dozzina di game di ritardo, il venticinquenne francese trova i primi ace e raggiunge più rapidamente la rete. Lì Nishikori non trova mai lo spazio per passarlo e deve arrendersi al muro eretto da un ragazzo che è anche un ottimo doppista. Al sesto del seeding qui basterebbe scambiare da fondo, ma l’impressione che dà è di non aver capito appieno il match che sta giocando; un suo passaggio a vuoto consegna a Herbert il break di vantaggio. Quest’ultimo, con eleganza, regala anche una perla: prima chiama a rete Nishikori con uno splendido dropshot aperto di dritto e, sul conseguente recupero del giapponese, inventa un pallonetto no-look di rovescio a una mano che disegna l’intero campo e muore sulla linea che disegna l’angolo opposto. Ma Pierre-Hugues è per l’ennesima volta in carriera vittima delle proprie lacune. Al momento di sferrare il colpo del KO al set pensa bene di tirarsi un “gancio” sui denti da solo, giocando una pessima volée e finendo la frittata con un doppio fallo. Per la gioia di Nishikori, tutto è trasportato al tie-break. Kei torna a togliere a Herbert il tempo di organizzare l’attacco, e con dei vincenti lungolinea di rovescio in risposta quasi punitivi conquista anche secondo parziale e terzo turno.

[12] M. Raonic b. D. Kudla 7-6(4) 6-4 (Diego Serra)

Vince Milos Raonic in due set contro Denis Kudla, numero 63 ATP, un match bello veramente solo nel primo set. Bravo Kudla a tenere il ritmo di ace nel primo set del canadese, anzi sono sue le prime palle break del match nel terzo game, ribattute da Milos. Ancora due palle break per Kudla nel quinto, ancora due occasioni sprecate. Poi si va col dominio di chi serve fino al tiebreak. Kudla si disunisce e non approfitta di un Raonic non straordinario nella ribattuta, e si fa strappare due volte il servizio, cedendo il set al terzo set point.

Secondo set e le prime palle break sono di nuovo americane, due per l’esattezza nel quarto game, di nuovo annullate, ma soprattutto mal giocate da Kudla, con due dritti sparacchiati. Nel game successivo non altrettanto fa Raonic, che conquista due palle break e alla terza si porta a casa il game, strappando il servizio all’avversario. Match dominato dai servizi, quindi è logico che si finisca senza più palle break e nessuna occasione per Kudla per riaprire la partita. Si chiude per 6-4. Raonic ha concesso qualche palla break di troppo, contro un avversario più determinato nei punti cruciali potrebbe essere al solito un problema. Partita durata un’ora e trentaquattro minuti. Ora per Raonic un altro americano Sock o Stakhovsky.

[22] J. Sock b.  S. Stakhovsky 6-2 3-2 Rit. (Diego Serra)

Vince Jack Sock in due set grazie al ritiro di Sergiy Stakhovsky, trentenne ucraino numero 115 dell’ATP, che non ha retto il ritmo serrato di un Master mille immerso nell’umido, e si è dovuto ritirare per un problema fisico.  A Jack Sock numero 24 del mondo porta bene il cambio di sponsor. Ora nel prossimo turno troverà Milos Raonic, e saranno scintille al servizio.  Primo set e ci sono subito due break nel primo game, che consentono all’americano di portarsi in vantaggio di un break e di un game. Poi Stakhovsky perde di nuovo la battuta nel terzo game, il tennista ucraino dimostra un certo impaccio da subito nei movimenti.  Dopo non ci sono altre palle break fino alla fine.  Sock chiude al servizio per 6 a 2, Stakhovsky sempre più in difficoltà al caldo umido di Miami boccheggia, tiene il servizio ma non riesce più a mettere in difficoltà l’americano. Inizio secondo set e il refrigerio non basta all’ucraino, che però nel secondo game ottiene una palla break, che non riesce a sfruttare. Nel quinto game c’è l’ultimo break dell’incontro, perché dopo un lungo passaggio ai vantaggi Stakhovsky perde il servizio, le residue energie, e definitivamente anche il match. Si finisce qui.

[24] N. Kyrgios b. M. Baghdatis 6-2 6-1 (Raoul Ruberti)

14 ace, 30 vincenti e una vittoria in soli cinquantasette minuti. Sono questi i numeri che riassumono il match di Nick Kyrgios contro Marcos Baghdatis, il match tra due figli di due generazioni di tennis distanti un decennio. E dire che il tutto era iniziato con grande equilibrio. Nei primi giochi i due lottano punto su punto, cercando angoli e potenza da fondo, ognuno col suo stile: Baghdatis sbuffando come la solita vaporiera, Kyrgios quasi in ciabatte da mare si portano a vicenda a giocare turni di battuta da almeno sei “quindici”. Anche quando il cipriota strappa per primo, e conquista il break del 2-1, viene immediatamente rimontato. Nick però ha la spregiudicatezza per tirare il colpo di chiusura del quale ha bisogno, a prescindere dalla situazione dello scambio, ed è in giornata sì. Incrociando sia con il rovescio sia con il dritto e senza mai preferire il controllo all’azione, Kyrgios sballotta Baghdatis colpendo sempre gli ultimi centimetri di campo da ogni direzione e prende il largo. Aiutato dalla superficie, che come fatto notare da Francesca Schiavone è di gran lunga più veloce sui campi secondari rispetto a centrale e grandstand, il ventenne terribile di Canberra conquista dieci game consecutivi mentre il povero Baghdatis si sfalda sempre di più. Nulla sembra spaventare Nick Kyrgios, nulla di nulla. Dopo essere rimasto quasi immobile a guardare le prime discese a rete del suo avversario, il trentenne Marcos lascia il campo frustrato e di pessimo umore; un incontro dal pattern indefinibile, che sembrava destinato ad essere una battaglia tesissima, si è concluso in un attimo con una tremenda sfuriata.

[26] G. Dimitrov b. F. Delbonis 7-6(8) 4-6 6-4

Rischia parecchio il bulgaro Grigor Dimitrov, ma esce bene da un match molto complicato contro l’argentino Federico Delbonis. Nel primo set Grigor non trasforma l’unica palla break avuta, nel quarto game, e arriva al tie-break concedendo i vantaggi sulla propria battuta una sola volta sul 4 pari. Il set è molto equilibrato, e il tie-break ne è la giusta conclusione. L’argentino si porta sul 6-4, con due set-point, poi sull’8-7 sprecandone un terzo, prima di subire la gran volée di rovescio con cui Dimitrov chiude per 10-8. Ottima reazione di Delbonis nella seconda partita, che di nuovo rischia di girare nel quarto game, quando tocca a Dimitrov concedere palla break, annullata, ma sul 4-5 per l’argentino, nel momento in cui si trova a servire per salvare il secondo set, il bulgaro cede di schianto concedendo il break a zero, e il match va al terzo e decisivo set. Nel parziale conclusivo Delbonis cede subito la battuta nel primo game, rischia ancora nel settimo (altro break point), sul 3 a 4 ha la possibilità di riaprire il match portandosi a sua volta a palla break, ma non riesce a fermare la corsa del bulgaro che sale 5-3 per poi chiudere 6-4 tenendo l’ultimo servizio a zero. Per Dimitrov ora il vincente tra Murray e Istomin.

Risultati:

[6] K. Nishikori b. [Q] P.H. Herbert 6-2 7-6(4)
D. Dzumhur b. [5] R. Nadal 2-6 6-4 3-0 rit.
[2] A. Murray b. D. Istomin 6-3 7-5
A. Kuznetsov b. [4] S. Wawrinka 6-4 6-3
[26] G. Dimitrov b. F. Delbonis 7-6(8) 4-6 6-4
[Q] T. Smyczek b. [13] J. Isner 6-2 2-6 7-6(5)
[9] J.W. Tsonga b. S. Giraldo 6-3 6-1
[12] M. Raonic b. D. Kudla 7-6(4) 6-4
[22] J. Sock b. S. Stakhovsky 6-2 3-2 rit.
[24] N. Kyrgios b. M. Baghdatis 6-2 6-1
[16] G. Monfils b. [Q] T. Ito 6-3 6-2
[Q] M. Kukushkin b. [30] T. Bellucci 5-7 6-3 0-0 Rit.
A. Mannarino b. [29] S. Querrey 6-7(5) 6-2 6-4
[27] A. Dolgopolov b. A. Seppi 6-4 6-4
[23] P. Cuevas b. J. Millman 7-5 6-4
[17] R. Bautista Agut b. A. Bedene 7-5 2-2 rit.

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ATP Cincinnati: Norrie passeggia su Shelton, Alcaraz fatica solo un set con Cilic

Cameron Norrie lascia solo due games alla rivelazione Shelton; Carlos Alcaraz si complica la vita nel primo set poi fila via spedito verso i quarti

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Carlos Alcaraz - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

Oltre alla (dolorosissima) sconfitta di Jannik Sinner, nella notte italiana si sono disputati anche altri due match, che hanno visto le vittorie di Carlos Alcaraz su Marin Cilic e di Cameron Norrie sulla rivelazione del torneo Ben Shelton. I due vincitori si affronteranno domani nei quarti di finale, presumibilmente di nuovo nella notte italiana. I precedenti dicono 3-0 in favore dello spagnolo: il vincente troverà in semifinale Auger-Aliassime o Coric.

Partendo proprio da Carlos Alcaraz, è lui ad iniziare decisamente meglio rispetto a Marin Cilic. Lo spagnolo si porta subito sul 2-0 con una chance per il doppio break, ma il croato gliela annulla e pian piano entra in partita. L’ex numero 3 del mondo può comunque relativamente poco in risposta, riuscendo a vincere appena tre punti nei primi quattro turni in ribattuta. Anche il quinto sembra andare in quella direzione, ma al servizio per chiudere il primo set sul 5-4 40-15 Alcaraz si spegne. Cilic riesce ad accorciare le distanze, poi piovono incredibilmente tre doppi falli consecutivi – i primi del match – che riportano in vita il croato: 5-5. Il vincitore dello US Open 2014 al tiebreak ha la chance di dare un’importante spallata psicologica all’incontro, ma parte subito sotto 0-4. Il 2003 di Murcia non è particolarmente brillante (in particolare al servizio), ma il 33enne di Medjugorje gli dà una mano mandando lunga la risposta ad una timida seconda sul 6-4. Il match, di fatto, si conclude qui: il secondo set è un monologo iberico, con Cilic che perde completamente il dritto. Nel secondo gioco del secondo set il croato commette addirittura tre errori gratuiti con questo fondamentale, che uniti ad un ulteriore unforced con il rovescio consegnano il break e le chiavi della partita ad un Alcaraz comunque non brillantissimo, ma concreto nei momenti importanti. Un nuovo strappo nel sesto game fissano il risultato sul 7-6 (4) 6-1 in favore dell’iberico, che centra la 42esima vittoria in stagione su 50 match disputati.

Decisamente più agevole il compito di Cameron Norrie, che lascia appena due giochi alla stellina Ben Shelton, capace di eliminare prima Lorenzo Sonego, quindi il numero 5 del mondo Casper Ruud. È una partita a senso unico, con il britannico che vince i primi otto giochi del match e raggiunge senza difficoltà i quarti di finale, dove troverà domani Alcaraz/Cilic. Nel primo set il servizio del 19enne di Atlanta dimentica il servizio negli spogliatoi: con il 39% di prime in campo e un eloquente 0/11 con la seconda è difficile giocare contro chiunque, men che meno contro un tennista solido come Norrie, che lo punisce con un bagel. La resa con la seconda di servizio continua ad essere un problema anche nel secondo set (appena il 36% di punti vinti), ma se non altro aumentano le percentuali di prime in campo per Shelton (che passa dal 39% del primo al 52% del secondo). Non è comunque sufficiente per venire a capo del numero 11 del mondo, che in 58 minuti chiude 6-0 6-2 e raggiunge il decimo quarto di finale in stagione.

 

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ATP Cincinnati: Sinner manca due match-point poi cede il passo ad Auger-Aliassime

Jannik Sinner non sfrutta un vantaggio di un set e un break e poi perde nettamente al terzo set contro Auger-Aliassime

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Felix Auger-Aliassime - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

[7] F. Auger-Aliassime b. [10] J. Sinner 2-6 7-6(1) 6-1 (da Cincinnati, il nostro inviato)

Jannik Sinner viene sconfitto al terzo set da Felix Auger Aliassime fallendo l’accesso ai quarti di finale di Cincinnati. Una sconfitta molto dura per l’altoatesino che dopo due set d’alto livello si era procurato due match point consecutivi sul 6-5 nel secondo parziale, ma proprio in quel momento Auger Aliassime, fino a quel puntoautore di una prestazione decisamente sottotono,  è riuscito ad alzare il livello. Non solo ha annullato i due match point con la combinazione servizio e dritto ma ha infilato un parziale di diciannove punti a cinque che ha cambiato il corso della  partita. Sinner aveva impressionato nel primo parziale con il servizio e la risposta riuscendo anche a limitare gli errori da fondo campo contro un avversario che faticava a contenere le sue accelerazioni, soprattutto dal lato destro. Dopo lo scampato pericolo il canadese si è sciolto e per Sinner c’è stato poco da fare davanti a un giocatore che si fa ancora preferire per la pesantezza di palla, soprattutto dal lato del dritto. Ora per Auger Aliassime la sfida ai quarti di finale contro il redivivo Borna Coric con cui è in perfetta parità negli scontri diretti anche se le due sole sfide risalgono al 2019. Per Sinner sicuramente si tratta di un’occasione persa dal momento che  non solo la sfida con il croato si preannunciava alla portata ma anche un’eventuale semifinale contro Norrie o Alcaraz non era impossibile. 

PRIMO SET 

 

Il match si gioca sul Grandstand, seconda volta per Sinner su questo campo dopo la maratona contro Kokkinakis al primo turno. A differenza delle serate precedenti non ci sono nuvoloni scuri all’orizzonte, il clima è gradevole e la folla entusiasta di assistere a questo match tra due dei massimi esponenti della “new generation”. “Sto ancora cercando il nuovo Federer” ci dice un signore seduto a fianco “ è la prima volta che vedo Sinner dal vivo, mi sembra umile paragonato a gli altri giovani”. Il match inizia e Jannik si trova subito sotto 0-30 nel primo game, ma con due ottime seconde riesce a salvare il servizio. Nel game successivo però è proprio Sinner a guadagnarsi la prima chance di break dopo un paio di ottime risposte che hanno trovato impreparato il canadese. Un errore con il dritto in uscita dal servizio permette a Sinner di andare immediatamente avanti di un break mentre Aliassime si lamenta verso il suo box dove qui siede solo Frederic Fontang. In un attimo Jannik si trova in vantaggio 3-0, Aliassime sta facendo fatica a trovare ritmo davanti ai fendenti piatti del suo avversario. L’unica cosa che per ora funziona nel gioco del canadese è la prima di servizio, tre battute vincenti oltre i 200 km orari gli permettono di accorciare le distanze. Sinner dal canto suo continua a essere molto efficace alla battuta cercando di variare con prime in kick a 165 km orari che sorprendono Felix. In svantaggio 2-4 Aliassime trova un ottimo passante lungolinea con il rovescio che infiamma il Grandstand ma Sinner con il rovescio manovra molto bene e riesce a chiudere il game senza annullare palla break. Da fondo campo il canadese continua a commettere davvero tanti errori gratuiti e l’ennesimo dritto lungo in uscita dal servizio consegna a Sinner il primo set per 6-2. Partita ordinata per ora per Sinner contro un’avversario in grande difficoltà. 

SECONDO SET

Auger Aliassime prova a scuotersi all’inizio del secondo set e complice qualche errore di troppo del suo avversario si guadagna le prime due palle break del match. La prima viene annullata con un servizio vincente mentre nel punto successivo è una seconda di Sinner a cogliere impreparato Aliassime. L’altoatesino riesce a tenere la battuta e si carica guardando il suo angolo scattato in piedi.  Siamo vicini al tramonto, il gioco di luci e ombre non interferisce sulla partita ma interessa solo gli spettatori. Il parziale prosegue senza particolari scossoni fino al sesto game quando due ottime risposte di Sinner susseguite da un vincente di dritto lo portano in vantaggio di un break. 6-2 4-2 Sinner, match che sembra in controllo in questo momento. Il game successivo è una lotta di nervi, Aliassime cerca di rimanere aggrappato al match, Sinner incappa in un paio di errori gratuiti e la partita si riapre. Sul 4-5 Aliassime è chiamato a servire per rimanere nel match, si arriva a 30-30, ma un attacco indeciso di Sinner con il dritto viene punito da un ottimo passante del canadese che esalta il Grandstand a questo punto quasi pieno. I pericoli non sono finiti per Felix, nell’undicesimo game un errore di dritto e un sanguinoso doppio fallo portano Sinner ad avere due match point consecutivi per volare ai quarti di finale. Sul primo match point Jannik perde la misura del dritto mentre sul secondo è Aliassime a giocare con coraggio e a chiudere con la combinazione servizio e dritto. Si arriva al tie break. Sinner subisce il colpo e va subito sotto di un minibreak. Il pubblico è tutto dalla parte del canadese che ora ha preso fiducia soprattutto con il dritto. Velocemente sale 4-1 e con un parziale di undici punti a uno forza la partita al terzo.

TERZO SET

All’inizio del parziale decisivo l’inerzia del match è cambiata. Sinner si trova rapidamente sotto di un break, ha tre chance per recuperare lo svantaggio ma il canadese è “on fire” in questo momento. Il servizio viaggia benissimo, tiene bene la diagonale di rovescio e il dritto carico impatta spesso a pochi centimetri dalla riga. Sinner cede la battuta per una seconda volta e dopo quasi due ore e mezza di lotta deve arrendersi 6-1 al terzo set per la gioia del pubblico che ha sostenuto incessantemente il canadese durante tutto il match.

È una sconfitta dura da digerire anche se nel complesso penso sia stata una buona partita – ha dichiarato Jannik subito dopo la fine dell’incontro – ho avuto due match point ma non sono riuscito a chiuderla. Nel tiè break ha giocato bene lui così come all’inizio del terzo set. Ho avuto le mie occasioni per rientrare ma oggi purtroppo non è andata.

Torneo che lascia l’amaro in bocca per Sinner perché con l’uscita prematura di Nadal c’erano i presupposti per andare lontano. In queste tre partite sul duro di Cincinnati si sono visti miglioramenti al servizio, soprattutto con la seconda palla ma continuano a esserci molti alti e bassi nello scambio per un giocatore che fa dell’asfissiante ritmo da fondo campo la sua qualità migliore. La copertura del campo è molto buona, il rovescio incrociato è solido ma sorprende l’indecisione nel cambiare più spesso in lungolinea. Il dritto è il colpo che potrebbe fare la differenza in futuro ma che a oggi non sembra ancora abbastanza pesante e incisivo per emergere anche sulla lunga distanza.       

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ATP Cincinnati: Fritz di cuore e rovescio rimonta Rublev, un gran Coric vola sugli errori di Bautista. Facile Tsitsipas

L’americano in una bella partita risale e batte il russo. Un ottimo Borna sfrutta la giornata no dello spagnolo. Tsitsipas domina un falloso Schwartzman

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Taylor Fritz – ATP Cincinnati 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

[11] T. Fritz b. [6] A. Rublev 6-7(4) 6-2 7-5

Si decide con il break all’undicesimo gioco del terzo set la sfida tra Taylor Fritz e Andrey Rublev. È lo statunitense a operare lo strappo per poi chiudere al secondo match point con la battuta, mai ceduta in questo duello nonostante le sei palle break concesse. Alla vigilia, Frtiz sosteneva di dover “servire come ho fatto contro Kyrgios, ho bisogno di attaccare il più possibile, perché lui lo farà con me“. Entrambi nati nel 1997, entrambi con ambizioni d’alta classifica. Fritz ha ribadito che il suo obiettivo è di entrare tra i primi 10 e questa vittoria lo porta a un passo, mentre Rublev in top 10 c’è da quasi due anni, ma la sua permanenza ha i giorni contati.

IL MATCH – La prima palla break arriva nel secondo game e la guadagna Fritz con una risposta violenta; Rublev però l’annulla giocando un contropiede rischioso che non nasconde la sua audacia. Ora tocca all’americano affrontare la palla del potenziale break che viene però scongiurato con il più classico degli schemi: servizio-dritto. Rublev resiste agli assalti dello statunitense grazie alla prima di servizio che quando entra fa danni. Dal canto suo oggi Fritz colpisce molto bene di rovescio , soprattutto in risposta. Sul 4-3 il russo esce da una soluzione complicata sotto 0-30 grazie ad una seconda forzata che comunque paga. La medesima situazione si ripresenta per Rublev nel decimo game: stavolta Fritz arriva a match point ma con tre ace provvidenziali il russo rimette le cose al proprio posto. Il primo set si decide dunque al tie-break: il primo strappo lo da Rublev che si porta avanti 0-3; un doppio fallo sciagurato di Frtiz consegna poi il tie-break in mano al russo che chiude il primo set 6-7 (4).

 

Il game in apertura di secondo set lo vince Rublev in rimonta. La partita rimane molto equilibrata e aperta ad ogni imprevisto. Nel terzo game Fritz guadagna una palla break che riesce a convertire con l’ennesimo vincente di rovescio lungolinea; è il primo break della partita. L’americano si porta successivamente sul 4-1 dopo il secondo break ai danni del russo. Da segnalare un problema al gluteo per il Andrey, che lo obbliga a un medical time-out tra settimo e ottavo gioco, dopo aver annullato due set point, quantomeno per iniziare a servire nel terzo. Ma subito dopo Fritz chiude comodamente 6-2 sul suo servizio, con un altro errore, seppur ormai il set fosse già andato, di Rublev.

Ritrova la prima in questo inizio di terzo il n.8 al mondo, dote importanti di punti diretti o da chiudere con il suo classico uno-due con il dritto a seguire. Fritz si difende invece egregiamente riuscendo a tenere anche sulla devastante diagonale destra di Rublev, che sta riuscendo a trovare più spesso soluzioni violente in scambi che ora si allungano, ma senza mai assestare il colpo decisivo. Le prime chance di break del set sono a favore di Rublev nel sesto gioco, tutte e tre sprecate con degli errori da fondo, dovuti a sue colpe molto più che a meriti di Fritz. L’americano, in seguito, sale di livello proporzionalmente all’aumento della pressione, trovando un gran decimo gioco, vinto da che era 15-30, comportandosi decisamente meglio sulla diagonale del rovescio. E dimostra ampiamente subito dopo in risposta questo miglioramento, ancora incidendo con il rovescio, specie lungolinea (un’arma in più) e dominando nello scambio da fondo, arrivando così a trovare il break.

Chiude senza sudare al servizio, con una prima vincente, un’arma che ha portato punti importanti (83% di conversione), e unita al maggior coraggio da fondo mostrato regala all’americano il primo quarto di finale in carriera a Cincinnati. Ma, soprattutto, sancisce l’uscita, per la prima volta dall’ottobre del 2020, dalla top 10 di Andrey Rublev, che difendeva i punti della finale qui. Il russo ha giocato, salvo il secondo set, una buona partita, ma paga tanta discontinuità, il suo più grande limite, e un troppo ballerino 45% di punti con la seconda, che lo hanno condannato. Ora per Fritz l’obiettivo è la top 10, che potrebbe diventare realtà stesso in questo torneo, dove avrà ora Medvedev, giustiziere con una buona prestazione di Shapovalov.

(ha collaborato Matteo Beltrami)

Borna Coric – ATP Cincinnati 2022 (foto via Twitter @atptour)

B. Coric b. 6-2 6-3 [15] R. Bautista Agut

Già ieri si erano avuti i primi presentimenti, ma oggi lo si può esclamare a gran voce: “Bentornato, Borna!”. La vittoria con Nadal sarebbe potuta bastare a far capire che Borna Coric stia riabbracciando il livello a cui ci aveva abituato prima dei tanti problemi, ma la prova del 9 mostrata oggi contro Roberto Bautista Agut, che torna a regalargli un quarto di finale in un 1000 dopo più di 3 anni non lascia adito a dubbi. Ha messo in campo il suo rovescio che è una cambiale di punti, la capacità di verticalizzare, attaccare la rete se serve e un servizio irragionevole, con 16 ace a referto e 81% di conversione con la prima. Una prestazione da campione, molto convincente che, specie nel primo set comandato dall’inizio alla fine senza mai soffrire, si è mescolata ad una delle peggiori versioni di Bautista, stranamente falloso e poco continuo, che ha determinato una partita scialba, solo un po’ nel secondo ravvivata da qualche sprazzo di ciò che è davvero lo spagnolo.

Dopo il break immediato nel terzo game infatti, Borna lo conferma e veleggia tranquillo, ben presente sul rovescio e reattivo sui colpi di inizio gioco, in luogo di un Bautista che non riesce a pungere o fare meno errori. Cala però d’improvviso la percentuale di prime in campo per Borna, che sembra rallentare un po’ verso lo striscione del traguardo, forse accusando un po’ di tensione, anche grazie a un atteggiamento ora migliore di Bautista. che prova a riaccendere la partita. Peccato per lo spagnolo che prosegua però nella sua compilation di errori e non dia continuità a questa “rinascita” , sbagliando tanto addirittura sul dritto, solitamente il colpo forte, che va in bambola sugli slice senza peso del croato, che approfitta dei regali dell’avversario per chiudere con un altro break, e ritrovare la top 100. Sarà almeno n.92 del mondo, e domani tornerà a giocare un quarto di finale 1000 che manca dalla sconfitta contro Fabio Fognini a Montecarlo 2019. E l’avversario di nuovo potrebbe essere un italiano, Jannik Sinner, se non il n.7 del seeding Felix Auger-Aliassime; in ogni caso Coric sarà sfavorito nuovamente, ma ha dimostrato di saper sfruttare l’assenza di pressione questa settimana.

[4] S. Tsitsipas b. [10] D. Schwartzman 6-3 6-3

Semifinalista nelle ultime due edizioni, Stefanos Tsitsipas supera Diego Schwartzman in due set facendo valere il suo peso di palla superiore. Al Peque servirebbe una prestazione sopra la media per contrastare il n. 7 del mondo, ma purtroppo per lui non è questo il caso e Tsitsipas parte subito fortissimo, 4-0, prima di restituire uno dei due break. Nessun ulteriore grattacapo poi per Stefanos che va a prendersi la frazione confermandosi in battuta, mentre Diego ha il suo daffare per salvare la propria. Nel secondo parziale, l’equilibrio si rompe sul punteggio di 1-1, quando Schwartzman che ci mette del suo piazzando due doppi falli ed errori vari nel comprensibile tentativo di tenere il ritmo imposto dall’avversario. I problemi con il servizio argentino continuano – saranno 9 alla fine gli errori con questo fondamentale – e non va meglio nello scambio, con Diego che, comprensibilmente scorato, sbaglia anche palle comode da chiudere. Tsitsipas vola così a prendersi il quarto di finale in attesa del vincente fra Sebastian Korda e John Isner.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 Cincinnati

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