WTA Miami: Serena vince a fatica. Radwanska e Halep sul velluto. Maratona Svitolina, out Kvitova

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WTA Miami: Serena vince a fatica. Radwanska e Halep sul velluto. Maratona Svitolina, out Kvitova

Prestazione poco brillante quella fornita da Petra Kvitova, che non sfrutta un vantaggio di 4-1 nel primo set e cede in due parziali alla russa Ekaterina Makarova. Quinto ottavo di finale per Makarova. Timea Bacsinszky elimina Ana Ivanonic in due set, Serena Williams ancora non eccezionale ma sufficiente a liberarsi della Diyas. Svetlana Kuznetsova rischia più del previsto, ma alla fine supera un’ottima Garcia al tiebreak del terzo. Facili successi per Agnieszka Radwanska su Madison Brandle e Simona Halep su Julia Goerges mentre Elina Svitolina vince dopo una battaglia di quasi tre ore contro Caroline Wozniacki

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[12] E. Svitolina b. [23] C. Wozniacki 5-7 6-4 7-6(1) (Benedetto Napoli)

Maratona doveva essere e maratona è stata, ma non ha vinto chi ne ha corsa una per davvero come la numero 25 al mondo Caroline Wozniacki, bensì l’astro nascente del tennis in rosa Elina Svitolina, no. 16 WTA. I primi quattro game seguono l’ordine dei servizi, ma la tattica di entrambe le tenniste è chiara: l’ucraina cerca di chiudere rapidamente il punto mentre la danese predilige lo scambio lungo, portando spesso e volentieri l’avversaria fuori giri. Nel quinto gioco arrivano le prime palle break dell’incontro, ma l’ex numero 1 al mondo le annulla servendosi del proprio servizio. L’incontro sempre volgere in favore della Svitolina e puntualissimo arriva il break grazie ad una prima vincente su una seconda facilmente leggibile dell’avversaria. Troppi errori sotto rete e una prima di servizio che proprio non vuole entrare convincono la danese a chiedere un consulto al padre-coach Piotr Wozniacki, la quale consiglia alla figlia di giocare centrale in modo da non dare angoli alla vincitrice di Kuala Lumpur. Il piano funziona alla perfezione visto che arriva il contro-break immediato in un game dove la Svitolina regala quattro gratuiti. La danese continua ad essere ancora troppo fallosa al servizio e una bomba di rovescio dell’ucraina consente a quest’ultima di strappare nuovamente il servizio all’avversaria e di servire per il set. Ma per avere la meglio della Wozniacki ci vuole ben altro e approfittando di qualche titubanza di troppo dell’avversaria la danese dapprima strappa nuovamente il servizio, successivamente interrompe l’emorragia di break che si era venuta a creare nel match e infine costringe l’avversaria all’ennesimo errore, aggiudicandosi il primo atto dell’incontro al terzo set point.

La Svitolina si vede costretta a chiamare coach Iain Hughes mentre la presenza di Piotr oramai è diventata una consuetudine a ogni cambio campo. L’inizio del secondo set prosegue sulla falsariga del primo: si gioca prevalentemente da fondo campo con rarissime discese a rete, ma il ritmo è sostenuto e gli scambi si fanno sempre più lunghi. La Svitolina piazza il break ncora nel settimo gioco, ma stavolta è brava a non concedere neanche un break point alla portabandiera della Danimarca alle future Olimpiadi di Rio e nonostante una reazione d’orgoglio di quest’ultima (annulla due set point sul proprio servizio) la Svitolina non trema e chiude grazie a un fulminante dritto lungolinea.
Dall’inizio delle ostilità sono quasi passate due ore e solo ora si intravede l’alba del terzo set. Inevitabilmente il tasso di umidità del 90% di Miami inizia a farsi sentire anche su due atlete ben preparate fisicamente come loro e man a mano che il match prosegue gli errori diventano più dei vincenti: difatti prima la Wozniacki e successivamente la Svitolina si ritrovano avanti di un break per poi subire il contro break immediato. La battaglia diviene sempre più serrata ed entrambe le protagoniste si affidano al loro colpo migliore: il dritto per la ventunenne di Odessa e il rovescio per la venticinquenne di Odense. Il match prosegue senza altri sussulti e oramai sembra chiaro come solo il tiebreak può rompere l’equilibrio di un match che potrebbe durare ancora per ore e ore. Ma ecco arrivare l’episodio che cambia il match: l’hawk-eye da ragione alla Wozniacki su un servizio vincente chiamato fuori, ma l’arbitro come da prassi fa ripetere il punto. Arrivano due mini break grazie a due vincenti della Svitolina che in un men che non si dica si porta sul sei a uno e successivamente chiude il match alla prima occasione utile. Dopo ben centosessantadue minuti la Svitolina può esultare per questo prestigioso scalpo; prossima fermata ottavi di finale contro la numero 31 WTA Ekaterina Makarova.

 

[19] T. Bacsinszky b. [16] A. Ivanovic 7-5 6-4 (Domenico Giugliano)

La svizzera Timea Bacsinszky batte dopo quasi due ore di gioco la serba Ana Ivanovic – che dimostra il precario stato di forma – e accede alla seconda settimana del torneo Premier di Miami.

Primo set molto equilibrato e bello da vedere con diversi colpi vincenti e grandi recuperi da parte soprattutto della tennista svizzera. Dopo diversi break e controbreak, il primo parziale si risolve all’undicesimo gioco con la Bacsinszky che strappa il servizio a 15 e chiude il set per 7-5.
Il secondo set vede il crollo della Ivanovic che inizia a sbagliare soprattutto con i due colpi da fondo. Tanti, troppi gli errori non forzati della testa di serie numero 16. La tennista svizzera ne approfitta e vola 5-1. Non chiude immediatamente il match perché la Ivanovic accelera improvvisamente infilando 8 punti di fila e rimontando fino al 5-4. Ma questa volta Timea è fredda e sfrutta la seconda occasione di chiudere l’incontro.

Per lei continua il buon momento di forma e si guadagna l’accesso agli ottavi di finale. Per la Ivanovic è arrivato il momento di riflettere e prendere decisioni importanti sul suo gioco. Così non si va molto lontano, soprattutto dal punto di vista psicologico, visto che ha reagito soltanto quando era sotto pesantemente con il punteggio.

[1] S. Williams b. Z. Diyas 7-5 6-3  (Bruno Apicella)

Serena Williams batte la kazaka numero 97 del ranking Zarina Diyas e lo fa in un’ora e trentadue minuti di gioco. Serena vince ma soffre soprattutto nel primo set, alternando buone giocate a diversi errori, e a fine match le statistiche diranno che ha commesso 37 errori a fronte di 27 vincenti. Dopo aver lottato nel match d’esordio contro la connazionale Christina McHale, la numero 1 al mondo, che cerca la quarta vittoria consecutiva e il suo nono titolo a Miami, riesce a regolare con il punteggio di 7-5 6-3 la kakaza Zarina Diyas che da qualche settimana è guidata da Roberto Antonini (che è stato anche allenatore del taiwanese Yen Hsun Lu), e che fino a Wimbledon 2015 era seguita anche dal trainer italiano Stefano Baraldo.

Serena inizia il match in risposta: Diyas prova a muoverla e si porta subito sul 40 a 15 ma Serena inizia a spingere di più i colpi e concretizza subito il break. Quando serve per confermare però, la kazaka reagisce, lascia andare i colpi e ottiene l’immediato contro break approfittando anche delle seconde al servizio dell’avversaria. Serena gioca un game di rabbia in risposta e sale sul 2 a 1. E nonostante la numero 97 del ranking provi a metterla in difficoltà Serena riesce a tenere il servizio fino al 5 a 4. Williams serve per il set ma subisce il contro break della Diyas che rimette il parziale in parità. La numero al mondo alza la potenza dei colpi e prima strappa il servizio all’avversaria e subito dopo chiude il parziale sul 7 a 5.
Ad inizio secondo set Williams ottiene subito il break grazie a due splendidi colpi di dritto. Serena si porta sul 4 a 1 ma quando si trova a servire per il 5 a 1 concede palla break prima con due doppi falli consecutivi e subito dopo affossando in rete un dritto. La kazaka prova la rimonta approfittando anche degli alti e bassi della numero uno al mondo che alterne buone giocate a diversi errori. Sul 4 a 3 Diyas prova ad avanzare nel punteggio ma Serena riesce a tenere, non senza difficoltà, la battuta e portarsi sul 5 a 3. Serena spinge e ottiene due match point consecutivi: il primo è quello buono. Accede così agli ottavi dove affronterà l’ex numero 2 al mondo Svetlana Kuznetsova.

[30] E. Makarova b. [8] P. Kvitova 6-4 6-4 (Federico Carducci)

Ekaterina Makarova raggiunge per la quinta volta in carriera il quarto turno del torneo di Miami, suo miglior traguardo sui campi della Florida, superando in due set la numero 7 del mondo Petra Kvitova. Partita non spettacolare quella andata in scena sul Grandstand, con la russa più abile a sfruttare le occasioni concesse dalla sua avversaria, apparsa fuori forma ed estremamente fallosa.

Il primo set si apre con la Kvitova in difficoltà sul proprio servizio, tanto da essere costretta ad annullare una palla break, prima di riuscire, a sua volta, a procurarsene due nel gioco successivo ed a convertire la prima nel punto del 2-0. Nel terzo game la Kvitova migliora le percentuali di servizio portandosi, senza troppa difficoltà, sul 3-0. Sembra il preludio ad un monologo della 26enne ceca, ma la Makarova non ci sta e, mantenendo agevolmente il servizio, si porta sul 3-1. Il quinto gioco, poi, conferma i segnali che qualcosa sta cambiando: la Makarova scappa sullo 0-30 e costringe la sua avversaria a sfoderare il meglio del suo repertorio. Un ace, un vincente di dritto ed un altro servizio vincente permettono alla giocatrice di Bilovec di difendere il proprio turno di battuta e salire sul 4-1. Questo è, però, l’ultimo spunto della ceca nel primo set: nel sesto gioco la Makarova tiene a 0 la battuta, chiudendo il game con quello che è forse il punto più bello dell’intero match: smorzata di rovescio della Kvitova e controsmorzata della russa, anch’essa di rovescio, che va a spegnersi sulla riga opposta. Sono, tuttavia, i due game successivi a cambiare l’andamento della prima frazione: nel settimo gioco la Kvitova perde, per la prima volta nel match, il servizio nonostante si fosse portata sul 30-0 e nell’ottavo, dopo aver avuto 4 palle break, di cui 3 consecutive, si fa raggiungere sul 4-4. La due volte campionessa di Wimbledon accusa il colpo e nel nono game concede alla sua avversaria altre due palle break: riesce ad annullare la prima, ma sulla seconda mette in corridoio un rovescio non impossibile e manda la russa a servire per il set. Nel decimo gioco la Makarova si porta 30-0 grazie ad altri due errori gratuiti della Kvitova, che rimonta fino al 30-30, prima di sbagliare l’ennesima risposta della sua partita e concedere un set point che la moscovita trasforma.

Il secondo set si apre sulla falsariga del primo: la Makarova va a palla break nel primo gioco, ma questa volta la Kvitova riesce a difendere il turno di battuta e ad interrompere il parziale di 5 giochi a zero della numero 31 del mondo. Il punteggio procede secondo l’ordine del servizio fino al 2-2, nonostante una palla break annullata dalla russa nel quarto gioco. A decidere la partita è il quinto game: la Kvitova, a causa di due errori gratuiti e di una avventata discesa a rete perde il servizio e si ritrova sotto per 3-2. Da qui in avanti si procede senza stravolgimenti fino al decimo gioco, quando la Makarova sul suo servizio chiude la contesa, malgrado qualche brivido per una palla break concessa all’avversaria, incapace però di sfruttarla. La Makarova aspetta nel prossimo turno la vincente del match tra la Svitolina e la Wozniacki.

[15] S. Kuznetsova b. C. Garcia 4-6 6-2 7-6(6) (Simone Brugnoli)

Apre il programma del Campo 2 la sfida di terzo turno tra Svetlana Kuznetzova e Caroline Garcia, con la francese che si è aggiudicata l’unico precedente disputatosi la scorsa stagione agli Australian Open.
L’avvio di partita è molto equilibrato, con entrambe le giocatrici alla costante ricerca del vincente e che riescono a tenere saldamente i rispettivi turni di battuta fino al 4-4; lo strappo decisivo lo piazza la transalpina che aggredisce la sua avversaria con entrambi i colpi, e, grazie all’ennesimo winner nel decimo gioco, mette in cascina il parziale di apertura con il punteggio di 6-4 in 35 minuti di gioco.
Nel primo game del secondo set una chiamata dubbia sul servizio della Garcia finisce per propiziare il break immediato in favore della trentenne russa, che sale 3-1; la Kuznetsova prende campo, mette sempre più alle corde la numero 48 del ranking e, ottenendo un nuovo break frutto dello scoramento di Caroline, si invola verso la conquista della seconda partita per 6-2.

Nel set decisivo la testa di serie numero 15 si trova per due volte avanti di un break senza riuscire ad approfittarne e si approda dunque, con molti rimpianti per Svetlana, sul 3-3; quando la Garcia cede nuovamente la battuta all’avversaria nel settimo gioco, il match sembra avviato alla conclusione. La russa però riesce nuovamente a farsi riprendere nel momento di servire per la vittoria, ed è costretta giocarsi tutto al tiebreak (dopo essere stata per tre volte avanti di un break); la Kuznetsova si porta avanti di un minibreak grazie ad un passante di dritto salendo 5-2 e poi 6-4, ma la francese annulla entrambi i match point con coraggio. Alla fine però un sanguinoso errore di Caroline con il diritto a sventaglio sul 7-6 in suo sfavore consegna la vittoria alla numero 19 del mondo, che si aggiudica una sfida a dir poco rocambolesca. Al prossimo round se la vedrà con Serena Williams.

[3] A. Radwanska b. M. Brengle 6-3 6-2 (Gabriele Ferrara)

Scontro inedito tra Agnieska Radwanska e Madison Brengle.
Si parte con la statunitense che breakka l’avversaria sull’1-1, sfruttando un avvio confuso e nervoso da parte di Aga, che nel gioco successivo manca una palla break sbagliando una risposta di dritto tutt’altro che impossibile, con l’americana che, grazie a due ottime difese, si porta sul 3-1. Nel sesto game, tuttavia, la polacca trova un bel dritto inside out e, dopo un grave errore di rovescio da parte dell’avversaria, recupera il break sul 3 pari. Adesso Brengle sembra aver perso sicurezza nei colpi, sbagliando molto sia dalla parte del dritto che col rovescio, mentre Radwanska si difende davvero bene e concede le briciole al servizio, centrando il break sul 4-3 ed archiviando il primo parziale con il punteggio di 6-3.

Nel secondo parziale la tennista di Dover continua a sbagliare molto, soprattutto dal lato destro, anche se è un errore con il back di rovescio nei pressi del net a consegnare il break alla numero 2 del mondo nel terzo gioco. Tuttavia, sul 2-1 la numero 60 WTA reagisce e trova tre accelerazioni di rovescio davvero notevoli, ristabilendo così la parità. Nonostante ciò, la “Maga” riprende in mano le redini del gioco, togliendo nuovamente la battuta all’avversaria grazie a due splendidi dritti inside out. Brengle continua a sbagliare tantissimo con il dritto, con la tennista di Cracovia che breakka ancora una volta l’americana nel settimo game e che chiude l’incontro con lo score di 6-3 6-2 in un’ora e dodici minuti di partita.
Buona prestazione da parte della Radwanska, che agli ottavi affronterà Timea Bacsinszky. Prova generosa, invece, da parte della Brengle che, dopo un buon avvio, tuttavia ha evidenziato problemi in termini di potenza – specialmente al servizio – e di personalità.

[5] S. Halep b. J. Goerges 6-4 6-1 (Lorenzo Dicandia)

Simona Halep sembra aver trovato la scorsa settimana la chiave di volta di una stagione che peggio non poteva iniziare: dall’eliminazione al primo turno degli Australian Open al continuo posticipare dell’operazione al setto nasale, Halep è parsa scorata ed in confusione, e quel gioco raramente brillante ma sempre solido e scevro di errori, ha cominciato a vacillare. I quarti di Indian Wells hanno dato quindi linfa vitale alla numero 5 al mondo che affronta oggi Julia Goerges, una che ad inizio carriera veniva spesso accostata al trio Lisicki-Petkovic-Kerber e che invece si è dimostrata essere più consona a ruoli di rincalzo. Ora al numero 66, ma al quindicesimo posto nel 2012, la tedesca è stata eliminata in California da Camila Giorgi. Halep e Goerges si sono affrontate due volte in carriera, con una vittoria per parte: la prima, nel 2009, in favore della tedesca in un momento in cui sembrava che fosse Goerges quella destinata ai piani alti, e la seconda vinta da Halep due anni fa sulla terra di Madrid.

Goerges inizia la partita ben centrata. Il tennis regolare della rumena non pare provocarle troppi fastidi, ed una serie di vincenti imprendibili la porta sul 3-0. La reazione di Halep è immediata, la rumena è attenta a non sbagliare e a far giocare il maggior numero di colpi possibili a Goerges ed il contro-break nel quinto gioco, arrivato grazie ad un dritto vincente al termine di uno scambio giocato in spinta, riporta subito il set in parità. Goerges gioca sempre al limite, per quanto si lasci spesso andare a pregevoli volée e palle corte, ed un ritmo tanto elevato è difficile da sostenere a lungo. Il settimo gioco è lunghissimo, la tedesca ha diverse occasioni per portarsi sul 4-3, ma è Halep ad andare avanti di un break. Il set finisce 6-4 per Halep, costretta comunque ad annullare quattro palle break al servizio.
Il secondo set prosegue sulla falsariga del primo. Goerges conquista il primo gioco ma poi è un assolo di Halep, che conquista sei giochi consecutivi. Una vittoria finalmente convincente dunque per la rumena che giocherà negli ottavi contro Heather Watson, che ha sconfitto in tre set Yanina Wickmayer. Sarà la terza sfida fra le due, con Halep uscita vittoriosa in entrambi i precedenti.

Risultati:

[3] A. Radwanska b. M. Brengle 6-3 6-2
[1] S. Williams b. Z. Diyas 7-5 6-3
[12] E. Svitolina b. [23] C. Wozniacki 5-7 6-4 7-6(1)
[30] E. Makarova b. [8] P. Kvitova 6-4 6-4
[5] S. Halep b. J. Goerges 6-4 6-1
[19] T. Bacsinszky b. [16] A. Ivanovic 7-5 6-4
[15] S. Kuznetsova b. C. Garcia 4-6 6-2 7-6(6)
[WC] H. Watson b. Y. Wickmayer 3-6 7-5 6-3

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WTA Tenerife: primo titolo per Ann Li

La statunitense batte Osorio Serrano 6-1 6-4 e vince il primo trofeo in carriera. Entrerà per la prima volta in top 50 (al numero 48)

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Ann Li - Tenerife 2021 (foto Twitter @meftennisevents)

Ann Li è la campionessa del WTA 2021 di Tenerife. La statunitense classe 2000 domina la finale contro Maria Camila Osorio Serrano e conquista il primo titolo della sua giovane carriera. Il netto risultato con cui si è chiuso l’incontro è piuttosto sorprendente, se si considerano sia il livello dell’avversaria sia il fatto che Li era all’esordio in una partita che mette in palio un titolo WTA. Formalmente la statunitense era alla sua seconda finale in carriera, ma la prima, quella del Grampians Trophy, non si è mai giocata perché troppo a ridosso degli Australian Open (curiosamente la sua avversari designata di quel giorno, Anett Kontaveit, ha vinto proprio in questa giornata il torneo di Mosca).

Il match ha avuto poco da dire. Osorio Serrano ha provato a scappare nel primo set con un immediato break, prima di perdere la presa sullo scambio e subire un bagel virtuale. Dopo il 6-1 subìto del primo set, la colombiana ha dato un ultimo colpo di coda recuperando un break in apertura, ma ha dovuto poi soccombere alla lunga. Li ha mosso benissimo la palla per tutto l’incontro, lasciando poco tempo all’avversaria per tessere la sua tela. Contestualmente al primo titolo, la statunitense può festeggiare anche un nuovo best ranking e il primo ingresso in top 50: da lunedì sarà numero 48 (+12 posizioni).

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WTA Mosca: Kontaveit rimonta Alexandrova e vince il terzo titolo in due mesi

La russa, in vantaggio di un set e due break, si ferma a un paio di punti dalla vittoria. Sempre più vincente il sodalizio di Anett con Tursunov

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Anett Kontaveit – WTA Mosca 2021 (foto via Twitter @WTA)

La “quasi vince” due volte, Ekaterina Alexandrova, ma la finale del WTA 500 di Mosca va ad Anett Kontaveit che alza così il terzo titolo nell’arco di due mesi, vale a dire da quando ha iniziato a collaborare con Dmitry Tursunov. Il coach moscovita, che si è proposto di tirare fuori dalla sua nuova pupilla quell’aggressività nel gioco che non vedeva del tutto espressa, ha preso posto nell’angolo di Anett dal torneo di Cincinnati, dove la sconfitta all’esordio – la quarta di fila – era quasi una dichiarazione per cui un eventuale miglioramento dei risultati sarebbe stato da attribuire al lavoro svolto e non al caso. Da allora, due sole sconfitte (Swiatek allo US Open e Jabeur a Indian Wells) e i trofei alzati a Cleveland e a Ostrava, ai quali si aggiunge ora quello della Kremlin Cup. Da lunedì, Anett eguaglierà il proprio miglior ranking al 14° posto ottenuto due anni fa (era al 41° all’arrivo di Tursunov) e, non contando Barty, diventerà nona dalla Race a 139 punti da Jabeur.

Non bisogna però dimenticare i meriti di Alexandrova, autrice di una gran prestazione che l’ha portata avanti di un set e 4-0 nel secondo e a servire per il match nel terzo. “Stava spaccando la palla in lungolinea” dirà Anett dopo l’incontro riferendosi alla prima parte della sfida. “Io cercavo solo di rimanere in partita più a lungo possibile e non mi sono mai arresa cercando di combattere su ogni punto. Così, se avessi perso 6-4 6-2, avrei saputo di averci provato fino in fondo”. Anche nell’unico precedente, a Ostrava giusto un anno fa, Ekaterina aveva vanamente servito per chiudere e aveva poi avuto due match point consecutivi nel tie-break finale. Forse i fantasmi di quell’occasione persa si sono rifatti vivi sul più bello e questa volta la n. 37 WTA non è neanche arrivata al tredicesimo game per giocarsi le ultime carte, arrendendosi dopo due ore e ventidue minuti di godibilissima battaglia.

IL MATCH – Parte più forte Alexandrova, che al quinto gioco trasforma la settima palla break, regalatale da un nastro vincente, avventandosi con il drittone sulla debole seconda. Nessun problema per lei nel tenere i successivi turni di servizio, neanche quello decisivo che inizia con due ottime prime che la mettono subito in condizione di chiudere il punto, e sul 30-15 ringrazia della risposta sbagliata sulla seconda da parte di una Kontaveit che rimane perplessa per l’errore come se un armadillo rosa avesse appena attraversato il campo.

 

Subito il 6-4, Anett apre il secondo parziale con un doppio fallo, mentre l’altra è sempre centratissima nella sua spinta a partire dalla risposta e prende immediatamente il largo. Un bel largo, perché Kontaveit muove il punteggio quando è già sotto 0-4. Adesso, Anett riesce a rimanere di più nello scambio, muove bene l’avversaria che continua anche a produrre qualche altro fenomenale vincente di dritto in corsa ma, piegata in due e con errori sempre più frequenti, si vede prima raggiungere e poi superare da Kontaveit che infila sei giochi consecutivi e porta la sfida al terzo.

Nonostante il vantaggio sfumato, il match non scivola via tra le dita russe, anzi le due procedono appaiate per i primi otto game, poi l’equilibrio si rompe a favore di Ekaterina che può servire per il titolo. Comincia con una seconda a metà rete che, se mai ne avesse bisogno, dà all’avversaria speranze e soprattutto un 15 gratis che pesa tanto quando l’altra arriva a due punti dalla vittoria ma non oltre. Pochi minuti dopo, Alexandrova si trova a servire in ben altra condizione, vale a dire per agguantare il tie-break, ma neanche questa volta porta a termine la missione, tra la volée timidissima sulla palla del potenziale 40-15, un paio di occasioni annullate da Anett e il comodo dritto sopra la rete tirato parecchio lungo sul match point, con il viso di Kontaveit che, come nell’occasione fallita a fine primo set, esprime ancora un “non ci posso credere” eppure completamente diverso.

Terzo titolo dell’anno e quarto in carriera su undici finali raggiunte per Anett, che peraltro non ha potuto disputare quella del Grampians Trophy di Melbourne lo scorso gennaio perché… non programmata dagli organizzatori. L’avversaria sarebbe stata la statunitense Ann Li che, curiosamente, poche ore dopo Kontaveit ha anch’ella alzato un trofeo (per lei il primo), a Tenerife.

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WTA Mosca, la finale è Kontaveit-Alexandrova

La tennista estone batte Vondrousova, mentre la padrona di casa beneficia del ritiro di Sakkari (al primo turno anche Jabeur si era ritirata contro di lei)

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Anett Kontaveit - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

Anett Kontaveit conferma il proprio grande momento di forma battendo Marketa Vondrousova per 6-3 6-4 in 74 minuti e guadagnandosi così l’accesso alla finale della Kremlin Cup dove a sorpresa troverà Ekaterina Alexandrova, aiutata dal ritiro di Maria Sakkari (apparentemente per un calo di pressione, anche se la natura esatta del problema non è ancora stata chiarita) sul 4-1 per la tennista di casa. I confronti diretti fra le due finaliste sono sull’1-0 per Kontaveit, che lo scorso anno prevalse per 8-6 al tie-break del terzo set al 500 di Ostrava.

[9/WC] A. Kontaveit b. M. Vondrousova 6-3 6-4

Da quando ha iniziato a lavorare con Dmitry Tursunov, Anett Kontaveit ha letteralmente spiccato il volo, vincendo 20 partite su 22 e conquistando i tornei di Cleveland e Ostrava. La forma dell’estone non accenna a scemare per il momento, e una conferma di questa verità l’ha avuta oggi l’argento olimpico Marketa Vondrousova, battuta piuttosto rapidamente e con un punteggio “generoso” rispetto alla differenza vista in campo; Kontaveit è infatti scappata avanti di due break in entrambi i set, e solo qualche esitazione al momento di chiudere ha permesso alla rivale di contenere il passivo.

 

Vondrousova ha faticato terribilmente a tenere il servizio, in particolare nel primo set: partita 1-0 e servizio, ha perso cinque giochi di fila per il 5-1 Kontaveit. A quel punto la testa di serie n. 9 ha come detto tentennato, mancando due set point consecutivi in ribattuta e trovandosi 5-3 15-40 sul proprio servizio grazie ad una risposta di rovescio di Vondrousova resa imparabile dal nastro, una sliding door che avrebbe potuto riportare in partita la finalista del Roland Garros 2019. Kontaveit è però stata bravissima a ricomporsi, rubando una pagina dal manuale delle palle corte della rivale per salvare la prima e spingendo bene con il dritto sulla seconda, riuscendo così ad incamerare il set.

Nel secondo Vondrousova ha sprecato un’altra opportunità per cambiare il corso degli eventi: sul 2-1 in suo favore, si è procurata una palla break grazie ad un errore di dritto dell’avversaria, ma non è riuscita a far partire lo scambio. L’errore ha dato il là ad un parziale di 15-4 in favore di Kontaveit, che si è trovata quindi a servire per il match sul 6-3 5-2; anche in questa circostanza ha tremato, smarrendo uno dei due break e buttando due match point di fila in risposta, ma stavolta è riuscita a ritrovare il suo tennis potente (26 vincenti a 13) senza farsi lambire troppo da vicino dalla rivale, chiudendo a 15 l’ultimo game

Questa sarà la decima finale in carriera per Kontaveit (tre titoli più uno “condiviso” al torneo di Melbourne 3 di quest’anno, dove la finale venne cancellata), la quinta del 2021 (due titoli più la patta sopracitata) e la quinta in un 500 (un titolo poche settimane fa ad Ostrava più, ormai l’avete capito, la finale non disputata contro Li in Australia).

In caso di vittoria del titolo, Kontaveit si avvicinerebbe ulteriormente alle WTA Finals: supererebbe infatti Naomi Osaka al decimo posto, piazzamento che la renderebbe la prima riserva in virtù dell’annunciato forfait di Ashleigh Barty. Il distacco dell’estone dal nono posto di Ons Jabeur sarebbe di soli 110 punti, gap teoricamente colmabile raggiungendo la finale in Transilvania la prossima settimana (va detto però che Jabeur sarà la prima favorita a Courmayeur, dove potrebbe incamerare i punti decisivi per volare in Messico). In caso di vittoria domani, poi, Kontaveit eguaglierebbe il proprio best ranking di N.14 WTA.

E. Alexandrova b. [3] M. Sakkari 4-1 rit.

E per la settima edizione consecutiva ci sarà una tennista russa nella finale del 500 moscovita: Maria Sakkari si è infatti dovuta ritirare sull’1-4 del primo set contro Ekaterina Alexandrova, che raggiunge così la terza finale in carriera (sconfitta a Linz 2018 e vittoria a Shenzhen 2020), la prima stagionale e la prima in un 500. Percorso piuttosto particolare quello di Alexandrova, che ha beneficiato dei ritiri di due Top 10 quali Sakkari e, al primo turno, Ons Jabeur; al momento risalirebbe al trentunesimo posto del ranking, ma in caso di vittoria si porterebbe in zona seed negli Slam alla posizione N.31.

La tennista greca, che nei giorni scorsi ha ottenuto la matematica certezza di partecipare alle WTA Finals di Guadalajara per la prima volta in carriera, è rapidamente finita in svantaggio per 3-0, e, dopo aver richiesto un medical time out in cui le sono state misurati i parametri vitali, ha giustamente preferito non rischiare, lasciando il posto in finale all’avversaria. Sakkari è peraltro la giocatrice con più semifinali raggiunte nel 2021, ben sette.

Qui il tabellone aggiornato del WTA di Mosca e degli altri tornei della settimana

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