ATP Barcellona: buon esordio per Fognini e Nadal, bene Nishikori, Zverev continua a crescere

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ATP Barcellona: buon esordio per Fognini e Nadal, bene Nishikori, Zverev continua a crescere

Nel torneo ATP 500 di Barcellona, Rafael Nadal cavalca il successo di Montecarlo e dispone facilmente di Granollers. Buono l’atteso esordio di Fabio Fognini, regolata la pratica Youzhny dopo una partenza diesel. Zverev esce vincitore da una dura battaglia e “vede” addirittura la semifinale. Facile Nishikori

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dal nostro inviato a Barcellona, Aris Alpi

Mattinata fresca quella che vede l’esordio di Fabio Fognini all’Open di Barcellona: dopo una mezz’oretta di warm up assieme a Philipp Kohlschreiber per provare i servizi, il ligure scende in campo ancora un po’ arrugginito contro Mikhail Youzhny: non trova le misure al russo forse per via del campo annacquato, regalo della leggera pioggia della mattinata.
Youzhny appare più rilassato, Fogna, non trovando i colpi che vuole, esordisce nel suo tipico show: prima getta a terra la racchetta e poi lancia una palla fuori dallo stadio. Iniziano a udirsi i primi fischi dagli spalti, mentre Youzhny approfitta della tensione del ligure per aggiudicarsi il primo parziale in trenta minuti e lasciando appena tre giochi a Fabio.
“Ieri si è mangiato un chilo di pasta” confida il preparatore atletico del Fogna a José Perlas, il noto coach iberico dell’azzurro, mentre papà Fognini  inizia a mordicchiarsi nervosamente le unghie non rifiutando la prima sigaretta di giornata.
Primo set archiviato, ma Fabio resetta la mente e ingrana la quarta: non lascia più nulla, preferisce il dritto a sventaglio piuttosto che un arrugginito rovescio e sta a galla piuttosto discretamente col ritrovato servizio. Il risultato non può che essere un bagel per il povero Youzhny.
Perlas, in tribuna, appare più rilassato: “Se Fabio mantiene la calma e il controllo della situazione gioca meglio del russo.”

Nel frattempo Fabio tenta salturiamene un rovescio bimane che oggi non ne vuole sapere proprio di girare: “oggi mi chiameranno Cortigno, è il mio soprannome di oggi, aggiudicato…”

 

L’italiano, dopo una pausa per recarsi al bagno, continua a utilizzare il dritto per mettere in difficoltà l’avversario, specialmente quelli incrociati buttano Youzhny quasi in tribuna. Il russo accusa il colpo, mentre Fognini è ormai carico. Adesso il pubblico lo segue rumoreggiando e si sente solo “Fabio! Fabio!”, mentre dal box di Youzhny provengono incomprensibili grida in russo.
Fabio comanda bene e coi piedi dentro al campo mette pressione al servizio dell’ex Top 10, ormai scioltosi come neve al sole. Fogna prosegue la sua marcia trionfale e chiude la pratica per 6-1.

Fognini, oltre al carattere, ha mostrato qualche progresso rispetto Montecarlo, il che può fare sperare bene in vista dei possibili quarti con Rafael Nadal: ma prima meglio pensare al prossimo turno e a Troicki, vincente sul qualificato Fucsovics.

Procede la marcia di avvicinamento ai quartieri alti della classifica da parte di Alexander Zverev. A farne le spese la testa di serie numero 15, il brasiliano Thomaz Bellucci, che dopo aver perso il primo set ed essere stato sotto di un break nel secondo era riuscito a riequilibrare le sorti della partita. Zverev ha mostrato un carattere solidissimo, perché nonostante l’occasione perduta – aveva anche servito per il match sul 6 a 5 – pagata con un break in apertura di terzo set, è stato capace di recuperare una partita persa. Bravo, molto bravo il tedesco ad evitare anche le insidie di un secondo tiebreak, chiudendo al primo match point nel dodicesimo game del terzo set. Per il tedesco ottavi di finale contro Jaziri, e la prospettiva di un quarto di finale non impossibile.

Il primo dei due “big” di giornata a scendere in campo è Kei Nishikori, testa di serie numero 2, opposto all’olandese Thiemo De Bakker. L’unico precedente tra i due risale all’edizione di quest’anno dell’Abierto Mexicano de Tenis di Acapulco, un match di primo turno concluso in favore del giapponese in due rapidi set. In effetti c’è poca storia anche su terra, anche oggi: Nishikori amministra lo scambio e appena ha l’opportunità fa un passo in avanti per chiudere, cosa che il numero 102 del ranking sembra non avere il coraggio di fare. De Bakker gioca quasi l’intero suo match a fondo campo, apparendo confuso, quasi conscio dell’impossibilità di emergere vittorioso dal confronto. L’insicurezza – e un rendimento mai al di sopra della sufficienza con la prima – lo portano a cedere il servizio nei due game iniziali di ciascun set (il secondo addirittura giudicando male un rimbalzo e valutando out un lob di Nishikori che si spegne invece al di qua della linea), senza mai riuscire a rimontare il finalista di Miami che gioca in tranquillità ogni colpo, specialmente il rovescio diagonale. Addirittura nel secondo set Kei ottiene un secondo break a zero nel settimo gioco, spendendo un quantitativo di energie minimo.
Il nipponico chiude senza problemi in poco più di un’ora di gioco complessiva, lasciando solamente due games nel secondo parziale.

Quando a scendere in campo è Rafael Nadal la pista central si gremisce fino all’ultimo seggiolino e, anche ad alcuni della stampa, muniti di speciale accredito, tocca accomodarsi in piccionaia. Ad affrontarlo all’esordio dell’Open de Banc Sabadell, c’è il trentenne Marcel Granollers, che si trova sotto tre a zero nei precedenti e che per altro mai è riuscito a soffiargli un set.
Tira un vento tagliente e Nadal, vincente qui in otto occasioni, fatica a manovrare lo scambio come desidererebbe: Granollers si muove bene e si appoggia ai fendenti in top spin del mancino che invece non trova le giuste angolazioni e subisce immediatamente un break finendo sotto 1-0.
Ci vogliono altri dieci minuti di lunghi palleggi per permettere a Rafa di rimettere le cose a posto e riprendersi il servizio perso poco prima.
Spunta il sole, il termometro segna oltre 30 gradi sulla pista central e Nadal ingrana la quarta: para uno smash basso di Granollers e lo infila firmando il contro-break: è uno dei colpi più belli dell’incontro.Ora può provare ad avanzare, mantiene il primo game alla battuta e brekka nuovamente Granollers. Può così amministrare agevolmente e lo fa senza distrazioni, chiudendo il primo parziale 6-3.
Nell’avvio del secondo Nadal vuole sbrigarsi, non ha troppa voglia di rimanere troppo in campo e opta anche per qualche soluzione a rete. Granollers subisce il crescendo del numero 5 ATP e scoppia anche in un grido di frustrazione, alleviato però da un incoraggiante applauso della folla speranzosa in un incontro maggiormente combattuto.
Purtroppo Granollers non riesce più a ritrovare il bel tennis mostrato in apertura e incappa in una serie di errori che non fanno altro che confondergli le idee ulteriormente. Peccato per Granollrs, giocatore a cui manca forse un pizzico di carattere in più in virtù del bagaglio tecnico in suo possesso.
Il Campione di 14 prove dello Slam dunque amministra senza incappare in particolari problemi e chiude 6-2 in un’ora e trenta complessiva di gioco: ora sfiderà Albert Montanes agli ottavi di finale, un solo match a separarlo dall’incontro con l’azzurro Fabio Fognini, che prima dovrà battere Troicki domani.

Negli altri match di giornata protagonista Radek Stepanek, in un match maratona che lo ha visto ottenere una sudatissima vittoria. A farne le spese il lucky loser Edouard Roger-Vasselin, che lo costringe ad oltre due ore e mezza di partita. Stepanek si avvale anche dell’aiuto del fisioterapista dopo alcuni dolori addominali, ma dimostra di avere sette vite, riprendendosi in maniera straordinaria e riuscendo ad ottenere un’importantissima qualificazione agli ottavi di finale; ora se la vedrà con Andrey Kuznetsov che ha superato Inigo Cervantes. Il russo si è mostrato superiore all’avversario in ogni settore del gioco. rimanendo anche maggiormente concentrato e lucido nelle fasi calde dell’incontro.
Vittoria in due set per Feliciano Lopez, che ha sconfitto Ivan Dodig con lo score di 7-6(5) 6-4. Nel primo set decisivo il doppio fallo del croato nel “jeu decisif” sul punteggio di 5 pari, mentre nel secondo lo spagnolo centra il break risolutivo nel decimo game, giocando in maniera più aggressiva nei momenti importanti. Domani affronterà Kohlschreiber.

Hanno collaborato alle cronache Gabriele Ferrara e Raoul Ruberti

Risultati:

[12] F. Fognini b. M. Youzhny 3-6 6-0 6-1
[1] R. Nadal b. M. Granollers 6-3 6-2
[2] K. Nishikori b. T. De Bakker 6-4 6-2
M. Jaziri b. [LL] R. Olivo 6-1 4-6 6-3
A. Zverev b. [15] T. Bellucci 6-3 6-7(3) 7-5
[10] P. Kohlschreiber b. P. Carreno-Busta 6-2 6-1
[8] V. Troicki b. [Q] M. Fucsovics 6-4 1-6 6-0
A. Montanes b. [14] J. Sousa 6-1 6-3
[16] A. Kuznetsov b. I. Cervantes 7-6(4) 6-4
[7] F. Lopez b.  I. Dodig 7-6(5) 6-4
[9] P. Cuevas vs A. Ramos
[Q] R. Stepanek b. [LL] E. Roger-Vasselin 6-7(5) 6-1 6-4

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Roland Garros: Nadal spazza via Thompson, smaltiti i dolori di Roma [VIDEO]

Il campione spagnolo supera nettamente l’ostacolo australiano presentandosi in buone condizioni fisiche

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

[5] Nadal b. Thompson 6-2 6-2 6-2

Si può definire un allenamento competitivo la sfida tra Jordan Thompson e Rafa Nadal, con il pluricampione spagnolo, accolto nel riscaldamento dalla lettura della sua interminabile lista di Roland Garros vinti come da rituale, che si è liberato della pratica Thompson con sei game totali lasciati all’australiano in poco più di due ore. Una sfida dal pronostico chiuso sin dal principio, oltre che per le ovvie capacità di Nadal, anche per la poca abitudine alla terra battuta di Thompson, che ha passato la partita a disperarsi dei punti e recuperi incredibili di Nadal, con tanto di saluto sorridente tra i due a fine match.

 

IL MATCH – Poco da dire sullo svolgimento del match, che ha visto Nadal eseguire tutto alla perfezione e trovare due break in tutti i set disputati. La lente d’ingrandimento era più sulle condizioni fisiche e tecniche di Nadal, che aveva sofferto della solita infiammazione al piede a Roma contro Shapovalov ed era sembrato addirittura in dubbio per il Roland Garros. Il tennista spagnolo però contro l’australiano ha mostrato una perfetta condizione atletica, condita dai suoi soliti recuperi strepitosi che hanno fatto innervosire tantissimo un disperato Thompson, che ormai non sapeva più che fare per conquistare un punto.

I colpi da fondo di Nadal sono filati via tranquillamente, anche se la poca competizione opposta da Thompson non può essere reputata troppo un termometro del gioco di Nadal, che comunque è apparso tirato a lucido e soprattutto senza particolari dolori. L’unica piccola nota dolente è stata il break subito nel secondo set, e in generale percentuali molto alte al servizio che però non si sono tramutate in troppi servizi vincenti. Comunque non un segnale di preoccupazione in vista delle prossime partite dato lo scarso rodaggio dello spagnolo, che sulla terra battuta ha potuto giocare solo a Roma e Madrid a causa dell’infortunio rimediato ad Indian Wells. Per Nadal ora ci sarà la sfida con l’estroso tennista francese Corentin Moutet, che ha impedito una partita dal sapore vintage tra Stan Wawrinka e il campione maiorchino.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Giannessi non coglie l’attimo: Gojo vince al quinto e approda al secondo turno

PARIGI – In un match dominato dalla tensione, l’azzurro non riesce a sfruttare fino in fondo le indecisioni del croato nei momenti clou e cede al quinto, anche a causa dei crampi, in quasi cinque ore di gioco. Per il croato, secondo turno all’esordio Slam

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Alessandro Giannessi - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

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Dal nostro inviato a Parigi

[Q] B. Gojo b. [LL] A. Giannessi 6-4 6-7(3) 6-7(4) 7-6(4) 6-4

La sfida italo-croata del primo turno del tabellone maschile del Roland Garros ha visto scendere in campo due giocatori molto tesi, ben sapendo entrambi di avere una occasione più unica che rara per conquistare una vittoria in primo turno Slam: Giannessi deve battere il n. 223 ATP, Gojo il n. 173. Per l’italiano, per la quarta volta in un main draw Slam – dopo gli US Open 2016 e 2017 e il Roland Garros dello scorso anno – ed entrato in tabellone come lucky loser per il forfait di Tabilo, sarebbe stata la seconda (dopo quella contro Kudla al quinto a New York nel 2016, sconfitto poi da Wawrinka, mentre perse all’esordio contro Aragone nel 2017 e contro Nishikori a Parigi), mentre per Gojo, qui per la prima volta in un main draw Slam, sarebbe stata ovviamente la prima. L’ha spuntata il tennista croato dopo una battaglia di cinque ore, non bella ma ricca di emozioni e di incredibili capovolgimenti di fronte, regalandosi così anche il primo ingresso nella top 200 ATP.

 

IL MATCH – L’eroe croato della Davis 2021 (vittorie da underdog contro tre top 100: Popyrin, Sonego e Lajovic) è quello che all’inizio – soprattutto grazie al dritto, colpo di notevole pesantezza – pare gestire meglio la tensione, e vola subito sul 3-0 e 0-40 sul servizio di Giannessi. Il tennista spezzino cerca di reagire e dopo un game – maratona durato 12 minuti, in cui annulla complessivamente 8 palle break, riesce a incamerare il primo gioco. Sembra che la cosa sia del tutto insignificante, dato che Gojo si prende il doppio break subito dopo e va 5-1. Ma in realtà il croato sente la tensione e si incarta proprio quando è il momento di chiudere il parziale: perde il servizio, non sfrutta due set-point sul servizio avversario e poi nel game successivo subisce un bel passante lungolinea di rovescio su un attacco un po’ molle che sancisce il break del possibile aggancio. Ora Giannessi finalmente gioca un po’ più profondo, il che non consente a Gojo di spingere come all’inizio con il dritto, e soprattutto gli permette di muovere l’avversario, cosa che il croato soffre. Il 5 pari sembra cosa fatta quando Giannessi annulla un altro set-point con un dritto lungolinea sulla riga che Gojo fatica a credere sia possibile sia rimasto in campo. Ma prima con un doppio fallo e poi con un rovescio in back dal centro del campo che muore a metà rete, il quasi 32enne spezzino (li compie tra una settimana) spreca le due occasioni per l’aggancio e capitola sull’ennesimo dritto vincente dell’ex portacolori della Wake Forest University sul suo ennesimo colpo da fondo troppo corto.

Nel secondo set il gioco sale un po’ di livello, i giocatori si sono scrollati di dosso un po’ di nervosismo, con Giannessi che finalmente trova il supporto del servizio per comandare il gioco sui suoi turni di battuta e contrastare l’aggressività di Gojo. Anche il 24enne spalatino sale di efficacia con il colpo di inizio gioco – di solito suo marchio di fabbrica, come dimostrato dai 40 aces totali messi a segno nei tre match di qualificazione – e continua a raccogliere punti con il dritto. Così, mentre nel primo set c’erano stati 5 break e 19 palle break, nel secondo si arriva all’undicesimo gioco con un’unica palla break nel quinto game, annullata dal croato. Il cielo è coperto e a tratti scende un po’ di pioggerellina, che diventa pioggia vera proprio sul 6-5 per Gojo, con conseguente sospensione del match. Chi aveva previsto tutto era il capitano di Coppa Davis croato Vedran Martic, che infatti era andato via dalla tribuna al precedente cambio campo. Si torna in campo dopo qualche ora e come spesso capita chi serve dopo l’interruzione incontra qualche difficoltà. E infatti Giannessi si ritrova a dover contrastare la prima palla break del parziale, che è anche un set point, che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti del match. Ma l’ex n. 84 del mondo lo annulla con coraggio grazie ad un dritto vincente e poi conquista con merito il tie-break, sfruttando anche il fatto che Gojo si è fatto stranamente più attendista. E mentre il croato fatica a ritrovare il bandolo della matassa, Giannessi coglie l’occasione e domina il tie-break, imponendosi per 7-3 e pareggiando il conto dei set.

Il terzo set inizia con il portacolori del Park Tennis Club Genova che allunga la sua striscia positiva arrivando fino a 16 punti a 3, prima che Gojo si riprenda. E si riprende talmente bene da infilare a sua volta una striscia di 12 punti a 2 che gli permette di passare a condurre sul 3-1. Il parziale sembra poter cambiare nuovamente padrone un paio di game dopo, quando lo spezzino contesta lungamente la chiamata dell’arbitro sul colpo sulla riga per il 40-15 per il suo avversario e chi rimane scosso è… Gojo, che si ritrova a dover annullare una palla break, prima di conquistare il game grazie ad un brutto errore di Giannessi. Ora il livello di gioco è sceso nuovamente e la tensione è tornata a farla da padrone. Con alti (pochi) e bassi (molti) che si riflettono anche nell’andamento del punteggio. Mentre un timido sole spunta ogni tanto ad illuminare il campo n. 4, Giannessi nel game successivo riesce ad annullare tre palle break consecutive che potevano chiudere la questione terzo set e rimane in scia. Gojo stavolta sembra non replicare il primo parziale e quando va a servire sul 5-4 40-30 pensa anche di averla chiusa, sulla risposta a suo giudizio lunga dell’avversario. Ma l’arbitro stavolta è dalla parte di Giannessi e giudica buono il colpo, nonostante le reiterate proteste del n. 223 del mondo, quasi incredulo. Il croato accusa il colpo: doppio fallo, dritto larghissimo ed è 5 pari e poco dopo è di nuovo tie-break. Ma mentre Gojo è rimasto probabilmente su quel set point che crede sia stato annullato dall’arbitro, il tennista italiano sfrutta il momento, si invola subito sul 4-0 e sembra replicare il dominio del tie-break precedente. Il folle terzo set tuttavia ha ancora qualche emozione da riservarci: Gojo chiude gli occhi, si mette a tirare il dritto a tutto braccio e recupera i due mini-break. Ma quando va a servire sul 4-5, vanifica tutto con un doppio fallo e subito dopo è 7-4 per Giannessi, che si porta 2 set a 1, dopo oltre 3 ore e un quarto di gioco.

La partita sembra poter finire qui, con Giannessi che ottiene il break in apertura del quarto parziale e sembra in controllo. Invece il match continua ad essere un thriller: non di quelli belli, ma comunque ricco di suspense. Gojo infatti si riprende il break nel quarto game e la partita torna in equilibrio. Quando tutto sembra condurre a un altro tie-break, l’ennesimo (doppio) colpo di scena: dopo aver lasciato un solo punto negli ultimi tre turni di battuta, Gojo cede il servizio a zero. Ma sembra quasi che nessuno dei due abbia il coraggio di vincerla (o abbia troppo paura di perderla): Giannessi si porta a due punti dal match, ma con alcune scelte tattiche non corrette ed un doppio fallo rimette in gioco il suo avversario. Che a sua volta scialacqua tre break-point prima che alla quarta occasione sia il semifinalista di Umago 2017 a mettere in rete l’ennesima palla corta giocata male e portare tutto di nuovo al jeu décisif, per dirla come da queste parti. E stavolta a spuntarla (7-4) è Gojo: dopo 4 ore si va al quinto.

Il parziale decisivo inizia con entrambi i giocatori visibilmente stanchi, ma che cercano con orgoglio di trovare le energie necessarie per l’ultimo allungo vincente. Con il dritto di Gojo che ha perso in potenza e gli scambi che si allungano sempre di più, sembra che il match sia indirizzato sul terreno preferito del mancino di La Spezia. E il “dai che è cucinato” con cui un tifoso italiano incita Giannessi sembra confermarlo, quando nel quarto game si procura tre palle break consecutive. Invece, proprio dopo che Gojo ne ha annullata una, si vede l’ex top 100 italiano toccarsi la gamba: è il primo accenno di crampi (primo visibile, dalle voci post match sembra che in realtà le prime avvisaglie c’erano state alla fine del terzo set). Il croato le annulla tutte e tre e poi anche una quarta, ed il break nel gioco successivo, con l’azzurro sempre più in difficoltà, sembra mettere la parola fine alle sue speranze. Invece le emozioni di questo folle match non sono finite. Giannessi si gioca le ultime carte e cerca di rallentare gli scambi per far andare fuori giri Gojo. Tattica che sembra non funzionare, dato che lo spezzino si ritrova sotto 3-5 15-40. Invece insiste e con coraggio si tira fuori dalla buca e dopo aver annullato anche un terzo match point infila un parziale di 6 punti a 0 che lo porta ad avere tre occasioni per il 5 pari. Stavolta però Gojo si scuote prima che sia troppo tardi, sfrutta le evidenti difficoltà negli spostamenti del suo avversario e poi chiude con il 20esimo ace per regalarsi il suo primo secondo turno Slam (salutando polemicamente il tifoso italiano che nelle fasi calde dell’ultimo set esultava ai suoi errori) e la top 200. Per Giannessi, il rammarico di essere andato veramente vicino alla vittoria e di non aver sfruttato l’inerzia a suo favore all’inizio del quarto set.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Andrea Trono, l’allenatore che ha portato Agamenone dal n. 600 al Roland Garros: “Tutto è iniziato da una battuta, oggi coroniamo un sogno” [ESCLUSIVA]

Il coach leccese racconta il percorso dell’italo-argentino. Agamenone: “Il ripescaggio mi ha dato una felicità indescrivibile”

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Franco Agamenone e Andrea Trono (foto via Instagram @francoagamenone)

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Quelle tra giovedì e venerdì sono state 24 ore intense per Franco Agamenone e il suo allenatore Andrea Trono. Dopo la sconfitta con Kolar al terzo e decisivo turno di qualificazione al tabellone principale del Roland Garros, erano pronti a tornare in Italia per il Challenger di Vicenza. Come dice Trono, però, “nella vita ci vuole anche un po’ di fortuna” e i sacrifici del giocatore italo-argentino gliel’hanno fatta meritare. Franco è stato infatti ripescato come lucky loser e domani farà il suo esordio nel main draw di uno Slam: un traguardo, ma anche un nuovo punto di partenza, che arriva a un anno e mezzo di distanza da una decisione difficile – trasferirsi stabilmente in Italia, a Lecce – tramutatasi nella svolta decisiva per la sua vita tennistica.

Tutto è iniziato da una battuta, anzi da due. La battuta, nel senso di servizio, di Agamenone e quella ironica di Trono: Lo stavo osservando mentre provava i servizi e batteva solo in kick nonostante sia alto 1 metro e 90 e allora gli ho detto ‘così la rete non la vedrai mai’”. Lì c’è stato l’innesco di una collaborazione che ha già dato diversi frutti: tre Futures, tre Challenger, best ranking alla posizione 151 e ora la qualificazione a Parigi. In esclusiva a Ubitennis, Andrea Trono ha raccontato questo percorso, parlando anche delle caratteristiche di Franco e dei prossimi obiettivi.

D: Main draw in uno Slam al secondo tentativo (dopo l’eliminazione nelle qualificazioni all’Australian Open). Che valore ha questo risultato per Franco e per te?

 

Trono: È un risultato incredibile. Per Franco è il coronamento di un sogno, dopo tanti anni di sacrifici che ora sono stati ripagati. È un grande lavoratore e si merita di aver raggiunto questo traguardo nello Slam che più ama, essendo cresciuto sulla terra. Era il suo obiettivo sin da piccolo. Anche per me è un’emozione enorme: quando abbiamo iniziato a lavorare insieme un anno e mezzo fa era lontano da questi livelli. Abbiamo fatto tutta la trafila dei tornei e siamo arrivati fino a qui. È un traguardo che fa bene anche al mio circolo, il C.T. Mario Stasi di Lecce, alla mia struttura, il Salento Tennis Center, e a tutto il movimento tennistico salentino.

D: È la soddisfazione più grande nella tua vita nel mondo del tennis?

Trono: È sicuramente il risultato più prestigioso che ho conseguito. È stato emozionante vedere in giro tra i campi i top 10: è una realtà che fino a ieri vedevo solo in televisione. Ma sono entusiasta anche quando porto i miei allievi in giro per la Puglia nei Campionati giovanili regionali e li vedo crescere.

D: Mentre l’anno scorso i risultati sono sempre stati in crescendo, prima della vittoria di tre settimane fa nel Challenger di Roma Franco veniva da un periodo complicato tra febbraio e aprile. Significa che non è solo in grado di sfruttare i momenti positivi ma anche di mettersi alle spalle quelli negativi?

Trono: È proprio quello su cui abbiamo lavorato in questi mesi. Franco ha avuto una crescita esponenziale velocissima e una volta raggiunto un certo livello è fisiologico soffrire un po’ di vertigini. Probabilmente si è reso conto di dove era arrivato, ma a Roma ha dimostrato di saper superare i momenti difficili: è stata una grandissima dimostrazione di forza, tennistica e mentale.

D: Guardando al match di primo turno contro McDonald, è una partita alla sua portata? Come sta dopo il problema alla gamba accusato nel primo e nel terzo match di qualificazione?

Trono: Sta bene e lunedì sarà al 100%. Non è stato tanto il problema alla gamba a determinare la sconfitta contro Kolar: c’era un po’ di tensione, ma bisogna dare il giusto merito all’avversario. McDonald è uno specialista del veloce: sicuramente abbiamo pescato bene ma si tratta comunque di un numero 50 al mondo. In ogni caso, su questa superficie Franco può giocarsela.

D: Tornando indietro, come è iniziata la vostra collaborazione?

Trono: Franco è arrivato per la prima volta a Lecce tre anni fa per giocare il Campionato a squadre, all’epoca di Serie B. Tra noi c’era il classico rapporto che c’è tra un Capitano e un giocatore: dalla panchina gli davo giusto qualche indicazione per i match che giocava. Dopo il lockdown un giorno, dopo aver scherzato sul suo servizio, mi ha chiesto cosa si sarebbe potuto fare per migliorarlo e per qualche giorno si è lasciato guidare. Poi è andato a giocare due Futures 15mila e ha fatto due finali: erano anni che non aveva certi risultati. Così dopo un periodo di prova mi ha chiesto di diventare il suo coach.

D: Nonostante non sia giovanissimo, la sua crescita è stata impressionante. Su cosa avete lavorato?

Trono: Sin da subito ho cercato di stravolgere il suo gioco. Volevo farlo diventare molto più attivo e aggressivo e allora l’ho costretto ad andare a giocare sei settimane sul cemento a Monastir a marzo dell’anno scorso. Sono stati i primi tornei della sua vita sul veloce ed hanno rappresentato una svolta. Abbiamo lavorato tanto su aspetti come il taglio del campo, la territorialità, gli appoggi. Franco si è fidato ciecamente ed è diventato un giocatore camaleontico, un ottimo contrattaccante. Ha una grande testa e se continuerà a crederci potrà spingersi ancora più avanti.

D: Quali saranno le prossime tappe dopo Parigi e gli obiettivi da qui alla fine della stagione?

Trono: Faremo tutti i tornei Challenger in Italia sulla terra, poi andremo a Wimbledon per le qualificazioni nonostante l’assenza di punti. A inizio anno Franco mi ha chiesto quale fosse il mio obiettivo per lui e gli ho detto ‘entrare nei 150 entro maggio’: grazie a Roma ci siamo praticamente arrivati (151, ndr). Entro la fine della stagione proveremo ad entrare nei 100.

Abbiamo poi avuto modo di scambiare qualche battuta con lo stesso Agamenone: “Quando sono stato ripescato ho provato una felicità indescrivibile: sentivo di meritare un’altra opportunità”. Infine, su come si trova a Lecce: “E’ una città fantastica, tanta gente mi vuole bene. Allenarmi lì mi fa vivere meglio ogni giorno e rende le cose più facili. Sono un grande appassionato di calcio (tifa River Plate, ndr) e ho iniziato a seguire anche la squadra della città che quest’anno è tornata in Serie A”.

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