Roland Garros, uomini: Djokovic-Berdych e Thiem-Goffin gli ultimi quarti

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Roland Garros, uomini: Djokovic-Berdych e Thiem-Goffin gli ultimi quarti

Novak Djokovic chiude in quattro set la contesa con Bautista Agut e si qualifica per i quarti di finale di un torneo dello Slam per la 28esima volta consecutiva (lo precede solo Roger Federer a quota 36), la decima, non consecutiva, a Parigi. Affronterà Tomas Berdych che ha battuto Ferrer in tre set. Primi quarti di finale Slam per Dominic Thiem e David Goffin che superano Granollers e Gulbis

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[1] N. Djokovic b. [14] R. Bautista Agut 3-6 6-4 6-1 7-5 (da Parigi, Laura Guidobaldi)

Novak Djokovic non si fa intimorire dal bravo spagnlo Roberto Bautista Agut e centra per la decima volta i quarti al Roland Garros. Batte l’iberico per 3-6 6-4 6-1 7-5 e ora aspetta il vincente tra Berdych e Ferrer.

Finalmente si gioca! In un misto di pioggia e vento, martedì, scendono in campo il n. 1 del mondo e Roberto Bautista-Agut. I due sono ancora infreddoliti poiché cominciano con scambi relativamente “pacati” e prolungati. Il serbo non si fa attendere e strappa il servizio al Roberto. Ma attenzione! Lo spagnolo reagisce immediatamente, non solo mettendo a segno il controbreak ma, a sua volta, strappando il servizio a Nole per salire poi 4-2.

Non ne approfitta perché il serbo si riavvicina sul 3-4. Una sottilissima pioggia continua ad inumidire il campo, lentissimo ovviamente, la giornata è grigia e cupa ma “colorata” dai tanti ombrelli aperti sullo Chatrier. E… setpoint Bautista Agut che azzarda un vincente sulla riga… fallito. Ne arriva un secondo ed è quello buono. Il primo set parla spagnolo, 6-3. Ma piove di nuovo e il gioco è sospeso.

Dopo l’interruzione, Djokovic sembra più tonico rispetto al primo parziale e mette a segno 7 punti di fila. Roberto si salva perché annulla la bellezza di 5 pallebreak tallonando Nole sul 2-2. Il festival dei break continua, ed è normale considerate le condizioni del campo oggi. Il n. 1 del mondo cade in errori che nelle migliori condizioni non commette ma, nonostante tutto, riesce a controllare l’avversario, superandolo 5-3. Ma Bautista imbriglia ancora Djoker che, nel frattempo, rompe due corde nello spazio di pochi minuti. È un parziale stregato per l’iberico perché nonostante il passo sul 4-5, Novak alla fine mette il sigillo sul set vincendolo 6-4. Tutto da rifare dunque. Il campionissimo di Belgrado ora prende il sopravvento e stacca l’iberico sul 4-1. Gli scambi sono bagnati e prolungati ma, con il passare del tempo, è Nole a prendere le redini del set. Ma Giove Pluvio non perdona e continua a inondare Parigi e i poveri campi di Porte d’Auteuil. Il match viene nuovamente sospeso per poi essere definitivamente rimandato al giorno dopo.

Siamo giunti al mercoledì e, nonostante la giornata uggiosa e cupa, la pioggia dà un po’ di resspiro. I giocatori scendono in campo ed è la volta anche di Djokovic e Bautista Agut. Il serbo continua con lo slancio con cui stava giocando il giorno prima, intascando il set 6-1. Nel quarto parziale deve nuovamente faticare poiché Roberto non ci sta a lasiare il campo troppo presto. Lo spagnolo lo aggredisce e lo sorprende portandosi in vantaggio 4-2. Ma è un fuoco di paglia. Nole si ricorda di essere il n. 1 e, dopo aver raggiunto l’avversario sul 4-4, mette a segno il break sul 5-5 per aggiudicarsi il set 7-5.

Tutto regolare, dunque. Novak Djokovic continua la sua corsa verso la storia e accede ai quarti di finale dove attende il vincente tra Berdych e Ferrer.

[13] D. Thiem b. M. Granollers 6-2 6-7(2) 6-1 6-4 (da Parigi, Antonio Garofalo)

Dominic Thiem continua la sua fantastica stagione, quella della definitiva consacrazione nel tennis che conta, approdando per la prima volta in carriera ai quarti di finale di un torneo dello slam, terzo austriaco dopo Melzer e Muster.

Thiem partiva decisamente bene strappando il servizio a Granollers nel terzo gioco, manovrava in maniera magnifica con il rovescio spedendo lo spagnolo molto fuori dalla riga di fondo, il che sul campo numero 2 con gli out piuttosto ridotti significa serio rischio di schiantarsi sulle mura. Proprio quando l’allievo di Bresnik era sul punto di chiudere il parziale la pioggia prendeva il sopravvento inducendo l’arbitro a sospendere il gioco. Alla ripresa il game assumeva i contorni della maratona e l’austriaco riusciva a completare l’opera solo al ventiquattresimo punto ed alla quinta palla set. In realtà si trattava solo di un anticipo di quello che sarebbe stato il secondo set, che sebbene Thiem cominciasse con il piede giusto avvantaggiandosi subito di un break – subito restituito – diveniva presto una lotta punto a punto. Che trovava la sua logica conclusione nel tie-break, in verità giocato sotto una pioggia battente. Un doppio fallo ed un paio di sbracciate di rovescio che non trovavano il campo mettevano in difficoltà Thiem e Granollers zitto zitto con la sua regolarità si portava in parità. La pioggia non manifestava intenzione di diminuire di intensità e arrivava una nuova sospensione.

Alla ripresa delle ostilità, come avrebbe detto il grande Sandro Ciotti, l’austriaco metteva subito il turbo sballottando il povero Granollers da una parte all’altra del campo. Non c’era più partita, Thiem volava subito 4-0 per il 6-1 nel terzo set e poi brekkava l’avversario anche nel settimo gioco del quarto set. Sia che debba giocare nei quarti di finale contro Goffin (2-4 nei precedenti) sia che debba farlo contro Gulbis (3-1 in suo favore) che stanno ancora battagliando sul campo 2, questo Thiem partirà favorito per andare a giocare la probabile semifinale contro Novak Djokovic forte dei 24 successi ottenuti in stagione sulla terra battuta.

[7] T. Berdych b. [11] D. Ferrer 6-3 7-5 6-3 (Tommaso Voto)

La pioggia battente che in questi giorni cade su Parigi ha costretto gli organizzatori del Roland Garros a dover riscrivere più volte il programma di gioco, ma tra sospensioni, campi bagnati e lamentele dei giocatori (Halep e Radwanska soprattutto) c’è una sola certezza: il tetto sul Philippe Chartie non è più un’opzione rinviabile, perché in queste condizioni la regolarità del torneo rischia di essere compromessa.

Il n.7 del seeding Berdych supera in tre set uno spento Ferrer, che ha giocato decisamente sottotono e non è riuscito a sfruttare le opportunità concesse dal suo avversario, soprattutto nel secondo set. C’era molta curiosità alla vigilia di questa partita, in quanto i due tennisti vivono un momento decisamente complicato, perché il ceco si presenta a Bois de Boulogne senza allenatore (il divorzio con Vallverdu è avvenuto a Roma dopo il doppio bagel contro Goffin), mentre David combatte con qualche infortunio di troppo e con risultati sulla terra battuta al di sotto dei suoi standard abituali. Questa crisi si rispecchia nella classifica, infatti “Ferru” è uscito dalla top 10 dopo quasi sei anni e rischia un lento, ma inevitabile declino. Il valenziano è avanti 8-6 nei precedenti (ma 3-3 sulla terra battuta), ma ha perso l’ultimo a Madrid qualche settimana fa e sembra soffrire la violenza dei colpi del ceco. Ferrer e Berdych tornano in campo sul di 2-1 per lo spagnolo, che nel primo gioco è stato anche costretto a salvare tre palle break consecutive.

Tomas gioca un primo set solido e convincente, infatti mette alle corde il suo avversario, che cerca di spingere con il diritto, ma la sua palla è decisamente poco penetrante. I rimpianti per Ferrer sono condensati tutti nel secondo parziale, quando spreca complessivamente 7 opportunità per il break e per riaprire quantomeno il match. Berdych è stranamente un cecchino, non subisce cali di tensione e si costruisce il set point, nel dodicesimo gioco, con un rovescio lungolinea in corsa che si stampa sulla riga. Un diritto vincente a campo aperto porta il 7-5 a favore del ceco, che è attento e preciso a non lasciare un minimo spazio di manovra allo spagnolo. Il terzo set si muove sullo stesso spartito tattico, con Ferrer che cerca di muovere il gioco, ma Berdych è sempre attento e preciso sulle palle break. Il 6-3 finale consegna i quarti (e Djokovic) al ceco, che in questo torneo vanta una semifinale ottenuta nel 2010, persa poi da Soderling. Per Tomas la sfida contro il n.1 sarà durissima, considerando che è dietro 23-2 nei precedenti. Non sconfigge Nole dal 2013, nei quarti di finale degli Internazionali d’Italia.

[12] D. Goffin b. E. Gulbis 4-6 6-2 6-2 6-3 (Raoul Ruberti)

David Goffin e Ernests Gulbis entrano in campo per il loro quarto turno, infine, quando sono ormai passate le quattro del pomeriggio di martedì. I due, costretti dal maltempo ad un allenamento della vigilia fianco a fianco sullo stesso campo, non giocano ormai da sabato. La notizia è buona soprattutto per la testa di serie numero dodici: i giorni di sosta forzata appianano la differenza tra le loro fatiche di terzo turno – Gulbis ha usufruito del ritiro di Tsonga dopo appena sette game, mentre David è riuscito a imporsi su Almagro soltanto al quinto set – e costringono Gulbis a ricominciare quasi da zero il proprio torneo. Il lettone, difatti, ha recentemente ammesso di aver bisogno di giocare molte palle molto spesso, in modo particolare col dritto, perché altrimenti “dopo due giorni mi scordo come colpire”. Quando l’incontro inizia però, l’impressione è assai diversa.

Sul terreno che è una fangosa incognita, Goffin viene spedito a destra e a manca dalle bordate avversarie e subito scivola (letteralmente) indietro nel punteggio. Alla serie dritto vincente in risposta-break-pallata in cielo-warning che conclude a suo sfavore i primi due game, tuttavia, segue già una sospensione del gioco. Né i giocatori né tanto meno il pubblico sono d’accordo e la loro insistenza ottiene un momentaneo ok per proseguire, sufficiente però soltanto a far sì che Gulbis conservi un turno di servizio tribolato prima che tutto si fermi di nuovo. L’insofferente Ernests a questo punto inforca il borsone e si incammina verso il tunnel; quando la giudice di sedia lo ferma per dirgli di rimanere in campo, lui le risponde che “tanto non ci farete giocare lo stesso”. Tempo trenta secondi e una voce dal walkman gli dà ragione: si fa ritorno negli spogliatoi, sbuffando. Non se ne uscirà prima di mezzogiorno e mezza del giorno seguente.

Mercoledì, terminato il nuovo giro di riscaldamento, il match riprende da dove aveva lasciato: da Goffin che zampetta all’inseguimento del dominante Gulbis. Finché, per un game, il servizio di quest’ultimo si inceppa e David è subito di nuovo dentro il set. Ma la macchina da vincenti riprende presto a funzionare a pieno regime, si tira fuori dai guai (palle break sul 4-4) e strappa il game che chiude il primo set con una dolce palla corta. Gulbis uno, Goffin zero e un’altra, identica palla corta apre il secondo set. I punti che seguono sono però sono tutti del belga, e c’è un perché: Goffin ha trovato il modo di dare un taglio laterale alla palla e così questa non si alza più troppo, e per il lettone diventa difficile organizzare un attacco. In breve il vantaggio è montato a 4-0, e una tardiva reazione non impedisce di trovarsi da capo, un set pari – il primo perso da Gulbis nell’intero torneo.

La pazienza è la virtù dei forti, e dei meno forzuti. Più di una volta, in situazioni di equilibrio nel punteggio del game, il minuto venticinquenne di Rocourt riesce a rimanere lì sullo lo scambio, giocando in controtempo, “in levare”, finché una palla-macigno dell’avversario non termina fuori. Capita più volte: alla fine i gratuiti di Gulbis saranno sessantanove e il dato, da solo, sarebbe sufficiente a spiegare i suoi ultimi, insufficienti due set. Nella manche finale i turni di servizio di Goffin sono ormai diventati poco più che una formalità, mentre il lettone si trova sempre più spesso a fronteggiare il mostro del triplo break point.  Invano: una serie di errori con entrambi i fondamentali certifica che il cigno è tornato brutto anatroccolo, il principe è di nuovo ranocchio, e che se dominare per un solo set non basta nei tornei qualsiasi, figuriamoci a Porte d’Auteuil. David Goffin guarda la nona seconda di servizio avversaria che si spegne in rete, poi può dirigere i suoi pensieri al quarti di finale contro Dominic Thiem. A Ernests Gulbis rimane invece un compito forse più arduo: quello di non sprofondare, di nuovo, nel buio.

Risultati

Ottavi di finale:

[12] D. Goffin b. E. Gulbis 4-6 6-2 6-2 6-3
[1] N. Djokovic b. [14] R. Bautista Agut 3-6 6-4 6-1 7-5
[13] D. Thiem b. M. Granollers 6-2 6-7(2) 6-1 6-4
[7] T. Berdych b. [11] D. Ferrer 6-3 7-5 6-3

Quarti di finale:

[2] A. Murray b. [9] R. Gasquet 5-7 7-6(3) 6-0 6-2
[3] S. Wawrinka b. A. Ramos-Vinolas 6-2 6-1 7-6(7)

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Gli outfit del Roland Garros 2021

Dopo un Roland Garros 2020 decisamente avaro di sorprese ‘stilistiche’, quest’anno tanti brand hanno fatto centro. Nike vince con la semplicità, Head e Lacoste… la coppa!

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Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

L’anno scorso c’eravamo divertiti poco a commentare gli outfit di quello strano Roland Garros d’autunno, tra collezioni già viste e obbrobriosi scaldamuscoli per difendersi dalle rigide temperature. Quest’anno si è fortunatamente tornati alla normalità. Le stelle del tennis hanno potuto sfoggiare vestiti preparati appositamente per l’occasione dai grandi brand. E noi siamo ben lieti di poterveli commentare: tra mise degne della cornice parigina e rovinose cadute di stile.

Rafa Nadal – Nike

Rafa Nadal – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

A Parigi Rafa abbandona il pantaloncino bianco che su di lui sta sempre benissimo, per un lugubre nero che proprio fortuna non gli porta. Nike ha cercato di ravvivare l’outfit con la classica maglietta fluo, in questa occasione gialla, ma senza ottenere un risultato originale, anzi. Da salvare assolutamente però le scarpe che possono diventare le sneakers di tendenza del marchio americano per questa estate 2021. Su di esse fa bella mostra il numero 13, ovvero come tutti ben sapete gli slam parigini vinti fino a oggi da Nadal. Nota positiva quindi in questa sconfitta per Rafa, la possibilità di riutilizzare questo riuscitissimo modello anche per il Roland Garros 2022. In fin dei conti come le Loro Altezze Reali, Kate Middleton e Letizia di Spagna, insegnano non c’è niente di più chic di un capo riciclato in più occasioni. (Chiara Gheza)

 

Serena Williams – Nike

Serena Williams – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Finalmente una scelta vincente per Serena. A Parigi, quest’anno, la campionissima statunitense sfoggia un outfit decisamente azzeccato. Innanzitutto il colore: quel verde tra la menta, il pistacchio e leggermente fluo rispecchia il tennis di carattere ed esplosivo della 23 volte campionessa Slam. E poi spicca benissimo sull’ocra della terra, creando un mix di colori vivaci che annunciano il tempo dell’estate. La fascia nera in vita, decisamente elegante, ci sta a pennello, facendo da contrasto alle tinte luminose dell’abitino. Il gonnellino un po’ asimmetrico è grazioso e aggiunge un tocco di leggerezza ai pantacourt, molto più grintosi ed essenziali.

Per finire, le scarpe. Come accade sempre con Serena, nulla è lasciato al caso. Non solo le stringhe sono anch’esse di colore verde fluo ma, soprattutto, sono calzature che, in un certo senso, “raccontano” la storia e la personalità di “Queen” Serena, in particolare con la scritta in francese “Je ne m’arrêtrai jamais” (non mi fermerò mai). Insomma, nonostante la sconfitta (a Porte d’Auteuil ha perso contro Rybakina), Serena Williams continuerà a inseguire il 24° Major. Le avversarie sono avvisate. (Laura Guidobaldi)

Novak Djokovic e gli altri atleti Lacoste

Novak Djokovic – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Come abbiamo ripetuto più e più volte tra le pagine di questa rubrica il connubio Lacoste/Djokovic si dimostra a ogni torneo e soprattutto a ogni slam vincente. Sicuramente quello che ormai è diventato un classico abbinamento di pantaloncino bianco e maglia tinta unita, e viceversa, si rivela sempre elegante e di estrema classe. A Parigi il colore prescelto era un rosso aranciato. Certo, però, dopo tanti outfit simili potrebbe essere arrivato per Lacoste il momento di osare inserendo un tocco di originalità ai completi del numero 1 del mondo. Originalità che non abbiamo visto sul campo, ma che è spuntata in occasione delle foto di Nole con il trofeo del Roland Garros davanti alla Tour Eiffel. La polo bianca, infatti, riportava un coccodrillo un pochino più grande accanto a una riproduzione stilizzata dello stesso Nole. Promossa a pieni voti. (Chiara Gheza)

Daniil Medvedev – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il resto degli atleti Lacoste, uomini e donne, si è invece presentato in campo con capi presi della collezione speciale riservata al Roland Garros. Che anche quest’anno si è contraddistinta per uno stile pulito ed elegante, in grange armonia con la passerella parigina. I colori scelti per quest’anno sono il navy e un giallo canarino che vorremmo vedere più spesso sui campi dei due circuiti, anche perché ben “stacca” con qualunque superficie. Per i maschietti c’era anche una polo in verde scuro, altra tonalità estremamente sottovalutata dai brand di abbigliamento di tennis.

Il meglio, forse, il brand del coccodrillo lo ha riservato per le donzelle. Il vestito di Anastasia Pavlyuchenkova era davvero apprezzabile, con quel lungo scollo a v sul seno e le pieghe in fondo. Peccato per le Nike nere che non c’entravano quasi nulla. Daniil Medvedev avrebbe dovuto risolvere questo problema di matching tra vestito e scarpe da qualche torneo, essendo diventato testimonial delle nuove scarpe performance di Lacoste. E invece il suo total blue si interrompe proprio con delle scarpe bianche. A questo punto cominciamo a pensare che il problema sia del russo e non del coordinamento tra le aziende che gli passano il materiale tecnico. (Valerio Vignoli)

Anastasia Pavlyuchenkova – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Roger Federer – Uniqlo

Roger Federer – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Non vedevamo Roger Federer in uno Slam praticamente da un anno e mezzo. E, in tutta onestà, la sua classe tanto nei gesti quanto nei vestiti, c’era mancata. Questo completo griffato Uniqlo però lascia un pochino perplessi. Non è una stecca, per carità. Ma nemmeno un vincente. Il rosso al Roland Garros sulla terra rossa si matcha male. Lo ribadiamo per la millesima volta. Qui si compensa con una tonalità viva ma non troppo, sportiva ma non troppo, elegante sicuramente. L’abbinamento con un grigio scuro è efficace oltreché, a memoria, già stato sperimentato con successo dal fuoriclasse di Basilea. Però boh. Niente di trascendentale. Ci si aspettava qualcosa di più forse.

Da notare come questa sia stata praticamente la prima volta di Federer in uno Slam senza scarpe firmate Nike. A Parigi, infatti ai suoi piedi c’erano delle scarpe fatte da “On”, un brand svizzero noto per le sue calzature da corsa, di cui Roger è uno dei principali azionisti. A contrario del modello di Federer “da passeggio”, queste scarpe tecniche non sono ancora in commercio e non è chiaro se e da quando lo potranno essere. Così come è particolarmente difficile acquistare anche i suoi completi Uniqlo, almeno in Italia, se non dal sito della azienda nipponica. Un paradosso considerato l’enorme potenziale di marketing del campione rossocrociato. (Valerio Vignoli)

Barbora Krejcikova – Head

Barbora Krejcikova – Roland Garros 2021 (foto via Twitter @rolandgarros)

Molto posata e discreta la neocampionessa del Roland Garros, Barbora Krejcikova. E lo conferma anche il suo outfit che è ben lontano da eccessi e vistosità. Si tratta di un completo alquanto tradizionale, con un gonnellino blu notte molto corto e stretto, associato ad una canotta molto semplice che, tuttavia, rivela un guizzo fantasioso, proprio come succede a volte nel gioco di ‘Bara’. Ricordiamo infatti che la ceca è anche una doppista provetta (tant’è che, oltre al singolare, a Parigi ha vinto anche il titolo in doppio) e quindi dotata di un tennis completo e spesso raffinato. Infatti quella striscia obliqua color azzurro ‘Tiffany’ viene a vivacizzare e rinfrescare quanto basta il top bianco e blu. Semplice ma di effetto. (Laura Guidobaldi)

Matteo Berrettini – Lotto

Matteo Berrettini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Con Lotto e il nostro Matteo siamo alle solite: ok la pulizia, ok il minimalismo, ma si potrebbe osare un pò di più. In fondo, il completo indossato dal nostro n.1 in questa fortunata campagna sulla terra rossa, terminata agli Open di Francia, non è altro che la più semplice delle combo maglietta bianca-pantaloncino nero. A rendere per così dire originale l’outfit ci sono solamente i dettagli in lilla (colore che se usato con parsimonia come in questo caso ha un suo perché): sui fianchi della maglietta e a richiamo nei polsini. Per così dire per l’appunto. C’è chi azzarda troppo e chi lo fa troppo poco. Il brand di Trevignano (Treviso) rientra sicuramente in questo secondo schieramento, almeno quando si tratta di vestire Berrettini.

Aggiornamento sulla nostra battaglia per far togliere il cappellino all’indietro a Matteo: non è stata ancora vinta ma noi non molleremo. Mai. Intanto il cappello ce lo togliamo noi di fronte al grande match giocato dall’azzurro contro Nole. (Valerio VignolI)

Fabio Fognini – EA7

Fabio Fognini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Armani è sempre sinonimo di classe ed eleganza in tutto il globo. A Parigi, però, secondo nostro modestissimo parere, il colore scelto per l’outfit di Fognini non sembra essere particolarmente riuscito. Fabio aveva inaugurato la stagione su terra rossa con un completo in total azzurro Tiffany, già molto impegnativo da portare, ma comunque originale. Sulla terra rossa del Roland Garros il modello resta lo stesso ma l’azzurro tiffany si trasforma in un fucsia/viola quasi fastidioso per l’occhio di chi guarda. Le scarpe rimangono però le stesse scelte per l’abbinamento di Montecarlo, ovvero azzurre e aggiungiamo menomale; il fucsia anche ai piedi sarebbe stato davvero troppo. (Chiara Gheza)

Collezione Nike

Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Il brand del baffo per una volta punta sulla sobrietà ed eleganza. Era ora, viene da dire. La collezione nike per questo Roland Garros è giocata sull’accostamento di tonalità scure e quindi di impatto sui campi in terra rossa parigini: blu (nelle sue varie tinte, dal navy al petrolio), grigio fumo, e un viola brillante ma non sgargiante (come quello che troppo spesso abbiamo visto nei circuiti negli ultimi anni e che hanno invece proposto gli arci-rivali di Adidas). A questo azzeccato match di colori è stato combinato un sapiente gioco di trame e texture, con l’inserimento di sottili pinstripes e inserti in trasparenza per le donne. Insomma, Nike ha fatto davvero centro quest’anno nella capitale della moda.

Il completo del nostro Lorenzo Musetti sembra uscito direttamente dalla collezione di Roger Federer, purtroppo dismessa con la dipartita del fenomeno elvetico a favore di Uniqlo. Polo viola con le righine, colletto a contrasto navy, pantaloncino grigio. Un outfit principesco per il principino del tennis italiano. Questo era il modello più riuscito della proposta maschile ma persino lo smanicato indossato di Carlos Alcaraz riusciva a mantenere una certa eleganza. Oltre che a mostrare la possente muscolatura di quello che molti etichettano già come il nuovo Nadal.

Sloane Stephens al Roland Garros 2021 (Credit: @WTA on Twitter)

La rediviva Sloane Stephens, che sui campi di Bois De Boulogne si è sempre trovata a suo agio, ci mostra una delle proposte della collezione femminile di Nike. In questa raffinata canottiera si notano bene tutte le variazioni di colore, motivi e tessuti. L’afroamericana ci aggiunge il suo tocco sporty con il capellino blu petrolio. Un outfit inappuntabile e appropriatissimo per lo Slam parigino. (Valerio Vignoli)

Collezione Adidas

Stefanos Tsitsipas
Stefanos Tsitsipas – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Molo elegante Stefanos Tsitsipas nel suo completo Adidas. Semplice ma brillante, con shorts luminosi, con quel viola acceso dai riflessi un po’ ciclamino che compensa la grande semplicità della t-shirt bianca. Ciò che stona invece sono scarpe e calzini neri. Un tocco troppo “dark” a un completo la cui brillantezza si addice benissimo alla vivacità del tennista greco.

Alexander Zverev – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Non ci siamo invece per quanto riguarda il look di Zverev. Stessi shorts di Tsitipas, giusto un pò più lunghi, e va bene, ma la t-shirt smanicata nera proprio non va. Una canotta che manca di eleganza, troppo svolazzante e larga e, diciamolo, un po’ troppo da spiaggia. (Laura Guidobaldi)

Fila x MSGM

Sofia Kenin – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Dopo aver presentato una collezione un pò scialba agli Australian Open, Fila cambia decisamente passo per il Roland Garros. E lo fa grazie ad una Capsule Collection studiata insieme a MSGM, brand italiano fondato poco più di una decina di anni fa a Milano, che fonde la qualità del Made in Italy con una spiccata vocazione allo streetwear: la “moda di strada” ormai definitivamente sdoganata da tutte le grandi firme. Il risultato di questa collaborazione è stato la cosa più interessante vista in campo a questi Open di Francia in termini di vestiario. Il modello probabilmente che meglio rappresenta l’intera collezione è il vestito dell’americana Sofia Kenin. Salta all’occhio la trama multicolore e caleidoscopica, in cui si possono scorgere delle foglioline verdi, su uno sfondo che varia tra il blu, il viola e l’azzurro. Quel colletto nero e bianco a contrasto, molto stretto sul collo e di un tessuto diverso, dà esattamente quel tocco di contemporaneità. Le scarpe in pendant completano un outfit che più generazione z non si può.

Diego Schwartzman – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Ma è degna di nota anche la parte maschile della collezione. La t-shirt di Diego “El Peque” Schwartzman si contraddistingue per una vaporosissima stampa rosa porcellino, con cui contrastano ancora i bordini e il colletto a strisce bianche e nere, più sottili rispetto a quelle del vestito di Kenin. Il motivo è ripreso nei pantaloncini bianchi. Un completo eccentrico ma di grande impatto e richiamo streetwear. Fila ha decisamente portato una ventata di freschezza a Parigi insomma. (Valerio Vignoli)

Coco Gauff – New Balance

Coco Gauff al Roland Garros 2021 (Credit: @rolandgarros on Twitter)

Un outfit dalla trama futurista per Coco Gauff. Ed è una scelta azzeccata da New Balance, perché l’abitino rappresenta ad hoc la “rising star” americana, la campionessa del futuro. Si tratta di un capo ad effetto, estremamente grintoso, come la personalità della 17enne. Molto bello il top nero, aggraziato dalle spalline sottili ma comunque molto semplice ed essenziale. A spezzare l’uniformità e la semplicità del top ci pensa la gonna, dalla fantasia un po’ anarchica e geometrica, con le sfumature del grigio e del giallo. Insomma, un modello che esprime grande grinta e solidità con un tocco di luminosità al tempo stesso. Un’altra scelta felice è la fascia rossa per i capelli, che dona tantissimo a Coco. La fascia non solo vivacizza ulteriormente l’abito ma, con quella tinta, strizza l’occhiolino all’ocra parigina. Un modello molto adatto, insomma, a un’atleta giovane e spigliata, dal tennis sempre più esplosivo. (Laura Guidobaldi)

Alejandro Davidovich Fokina – Diadora

Alejandro Davidovich Fokina – Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Diadora è un marchio storico in Italia, non solo nel tennis. Ricordi carissimi sono legati a un campione di calcio del quale si è tornato a parlare moltissimo nell’ultimo mese grazie a una produzione Netflix: Roberto Baggio. A Parigi è Davidovich Fokina a indossare un completo Diadora che promuoviamo a pieni voti (e non solo a causa della nostalgia per Baggio). Il pantaloncino grigio scuro corredato da maglia grigia chiara con maniche arancioni è allo stesso tempo elegante e particolare. Forse i colori possono sembrare spenti a prima vista, ma rispetto ai tanti toni fluo che negli ultimi anni imperversano sui campi da tennis, è una scelta fuori dal coro che ci piace molto. (Chiara Gheza)

Con la collaborazione di Chiara Gheza

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Al femminile

Il Roland Garros di Krejcikova e dei ritiri

Lo Slam sulla terra rossa ha proposto quattro semifinaliste esordienti e una vincitrice a sorpresa. Ma anche tanti problemi fisici delle giocatrici di vertice

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Barbora Krejcikova - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il Roland Garros 2021 femminile si è concluso da alcuni giorni, la finale è stata disputata sabato scorso, eppure sono ancora intatte le mie perplessità sul torneo. Che Slam è stato? Come mettere in ordine di importanza gli eventi accaduti? Come ricorderemo la vittoria di Barbora Krejcikova? Come l’avvento di una giocatrice dalla maturazione tardiva, ma poi capace di mantenersi stabilmente ai piani del tennis? O invece come una impresa irripetibile, favorita da una serie di circostanze del tutto particolari?

Probabilmente solo i tempi della storia ci consentiranno di capire con certezza quali aspetti vadano considerati più rilevanti, e come inquadrarli. Ma credo che un discorso sulla qualità generale offerta dal torneo vada affrontato già oggi. Per questo tema rimando all’ultima pagina dell’articolo. Intanto cominciamo a parlare di chi ha vinto.

Barbora Krejcikova
E così, a Roland Garros terminato, gli albi d’oro ci dicono che Barbora Krejcikova non è solo la campionessa del singolare, ma anche la regina del torneo di doppio. Una impresa straordinaria: la accoppiata nei due tornei parigini non riusciva da 21 anni, dai tempi di Mary Pierce (edizione del 2000). E prima di lei, nell’era Open, ci sono riuscite solo Navratilova (1982, 1984), Ruzici (1978), Evert (1974, 1975), Court Smith (1973) e King (1972). E con il titolo di doppio, conquistato insieme alla storica compagna Siniakova, Barbora è tornata numero 1 delle classifiche di coppia.




 

In pratica nel giro di qualche mese Krejcikova si è trasformata da giocatrice specialista del doppio a protagonista assoluta, capace di risultati eccezionali in singolare. Come è stato possibile? Nata nel dicembre 1995, Barbora ha sviluppato una carriera inusuale, con una accelerazione di risultati in parte dovuta alla anomalia della stagione 2020, quella della pandemia.

Nella sua storia si possono identificare una serie di passaggi cruciali, che l’hanno portata fino alla situazione di oggi. Il primo momento chiave risale al 2013. Barbora, allora teenager, dopo essere stata una ottima junior (numero 3 del ranking), deve decidere se tuffarsi nel mare aperto del professionismo o se optare per soluzioni meno ambiziose ma più sicure, come per esempio l’attività nei tornei NCAA (il circuito delle università americane). Ne parla con i genitori, e d’accordo con la mamma prova a rivolgersi a Jana Novotna per avere un consiglio. Sia Krejcikova che Novotna sono nate e abitano a Brno, perché non approfittarne e sentire il parere di una campionessa così esperta?

Krejcikova si presenta a casa di Novotna con una lettera, e la risposta di Jana è sorprendente: non solo le consiglia di abbracciare senza tentennamenti l’attività professionistica, ma si offre di farle da coach per affrontare il complicato mondo dei tornei ITF, il passaggio obbligato che precede il ben più ricco Tour WTA.

Anche se non arrivano risultati immediati, le stagioni con Novotna la formano sul piano tecnico e mentale, e costituiscono la base della sua esperienza di giocatrice professionistica. Barbora in seguito dovrà per forza proseguire con altri coach quando Jana è costretta a smettere di allenarla per l’aggravarsi delle condizioni di salute.

Un secondo momento fondamentale nella carriera di Krejcikova va datato 2018, quando torna a formare un team stabile di doppio insieme a Katerina Siniakova. Barbora e Katerina sono quasi coetanee (Siniakova è più giovane di sei-sette mesi), e hanno giocato insieme già in diverse occasioni. Ma soprattutto la loro coppia ha conquistato tre junior Slam (Roland Garros, Wimbledon, US Open) nel 2013, prima che le loro strade si separassero alla fine della attività giovanile. Dal 2018 affrontano di nuovo insieme i tornei a livello WTA, e i risultati arrivano molto in fretta, risvegliando l’antica alchimia: semifinale a Doha, finale a Miami, vittoria al Roland Garros, vittoria a Wimbledon. La semifinale allo US Open e la finale al Masters valgono anche la posizione numero 1 delle classifiche di specialità.

I successi nel doppio significano non solo la tranquillità economica per proseguire la attività in singolare, ma permettono a Krejcikova di affrontare stadi e pubblici in occasioni importanti, che da singolarista non avrebbe la possibilità di sperimentare.

Un terzo momento fondamentale della carriera di Krejcikova arriva nel 2020, con la pandemia. Al contrario di quasi tutte le altre giocatrici, per lei lo stop del circuito internazionale si trasforma in una insperata fase di crescita. Lo ha raccontato lei stessa diverse volte. Qui mi rifaccio alla conferenza stampa di qualche giorno fa a Parigi, dopo la vittoria su Sloane Stephens. Domanda: “Durante il torneo di Strasburgo hai raccontato che per te sono stati fondamentali alcuni tornei giocati nel periodo della pandemia in Repubblica Ceca. Hai detto che ti hanno fatto sentire più pronta ad affrontare la sfida del singolare”.

Risposta: “Sì, penso siano stati davvero importanti. Ho avuto l’opportunità di giocare contro tutte le migliori ragazze della Repubblica Ceca, che ha tante buone giocatrici. Non ho avuto solo l’occasione di misurarmi con loro, ma anche di osservare come si allenano, come si preparano per le partite, etc. etc. Tutto questo mi ha davvero aiutato perché io ero fuori dalla top 100, ma in quei giorni mi sono resa conto di potermela giocare con tutte. Solo la mia classifica non era all’altezza, e non mi permetteva di partecipare ai loro stessi tornei. Ho capito che dovevo progredire nel ranking per dimostrarlo”.

Al primo impegno dopo lo stop per pandemia, Krejcikova partecipa al WTA di Praga grazie a una wild card (in quel momento è numero 118 del ranking) e perde al secondo turno da Simona Halep per 3-6, 7-5, 6-2. Ha di fronte una Halep in ottima condizione, che avrebbe vinto non solo quel torneo, ma anche i successivi Internazionali di Italia, eppure Barbora nei primi due set gioca benissimo, impegnando molto seriamente la numero 2 del mondo. Il salto di qualità è evidente, e mancano solo le occasioni per confermarlo.

Arriva il Roland Garros 2020, lo Slam autunnale. Grazie ai forfait di diverse giocatrici, Krejcikova entra per la prima volta direttamente nel tabellone principale di un Major. Di fatto è la sua terza volta in assoluto in uno Slam, visto che in precedenza, su 17 tentativi, 15 volte non aveva superato le qualificazioni: solo in due occasioni era riuscita entrare nel main draw (Roland Garros 2018 e Australian Open 2020) . Ma quella che scende in campo a Parigi è ormai una giocatrice matura, molto più sicura di sé e delle proprie possibilità. E infatti raggiunge il quarto turno (sconfitta da Podoroska in tre set) dopo avere battuto Strycova e Pironkova.

La crescita si consolida ulteriormente nel 2021, con altri due passaggi fondamentali: la finale a Doha, torneo WTA 1000, persa contro Muguruza; e infine il primo successo in carriera, nel WTA 250 di Strasburgo. La vittoria nella finale alsaziana contro Sorana Cirstea è l’ultimo gradino che le serve per scendere in campo a Parigi senza porsi limiti.

a pagina 2: Krejcikova al Roland Garros 2021

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Steve Flink: “Il terzo set di Djokovic-Nadal al Roland Garros è stato il più bello della loro rivalità”

Ultimo video con il Direttore Scanagatta: Djokovic può fare il Grande Slam? La doppietta di Krejcikova e i difetti caratteriali di Zverev

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Rafael Nadal e Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (ph. ©Cédric Lecocq _ FFT)

Quella del 2021 è stata un’edizione del Roland Garros con tanti spunti e altrettanti momenti da ricordare, non c’è dubbio. Ubaldo Scanagatta e Steve Flink hanno provato a fare il punto, spaziando dalle grandi rimonte di Djokovic all’interruzione del regno di Rafa Nadal, con uno sguardo anche a Wimbledon già imminente. Di seguito il video:

LE PARTI SALIENTI DELL’INTERVISTA

1:14 – Su Djokovic-Nadal. Ubaldo: “Il terzo set è stato uno dei migliori set che abbia mai visto e anche Djokovic lo ha evidenziato come uno dei suoi migliori match giocati al Roland Garros”. Flink: “Nel primo set erano entrambi nervosi, non è stato un grande set, il secondo è stato giocato molto bene, il terzo è stato il miglior set che abbiano giocato l’uno contro l’altro, nel quarto Djokovic ha giocato benissimo mentre Nadal era esausto. È stata una grande performance da parte di Djokovic, una fantastica rimonta e un terzo set che tutti noi ricorderemo”. Ubaldo: “Nel terzo set ci sono stati sette game ai vantaggi, entrambi hanno avuto break point. Per quanto concerne le emozioni non potevamo chiedere di meglio, un ritmo e una intensità incredibili”.

 

4:40 – Flink: “Chiunque avesse vinto il terzo set avrebbe portato a casa il match”. Ubaldo: “Quando hanno iniziato il tie-break del terzo set la sensazione è stata la stessa. L’inizio del quarto set stava per smentirci, ma poi Djokovic ha vinto sei game di fila”. Flink: “Rafa sembrava una po’ scoraggiato, non sembrava avere la stessa fiducia in sé stesso che di solito lo contraddistingue”.

08:40 – Flink: “Djokovic ha fatto un gran lavoro sia agli Australian Open che a Parigi. L’anno scorso la sua priorità era il record di settimane da numero 1 e lo ha ottenuto, quest’anno il suo obiettivo era di vincere tutti e quattro gli Slam e ha conquistato i primi due dell’anno”.

09:40 – Sulla finale con Tsitsipas. Flink: “La partita è cambiata nel momento in cui ha fatto il break del 3-1 nel terzo set in quel game molto combattuto, da lì in avanti non hai più avuto problemi nei suoi turni di servizio”. Ubaldo: “A volte Tsitsipas gioca bene all’inizio e poi perde un po’ la concentrazione, ma da quel momento Djokovic non ha concesso più nulla”.

11:50 – Ubaldo: “Ci sono stati due Djokovic. Quello contro Nadal è stato molto emozionante, le urla, le grida, l’incoraggiarsi. In finale invece è stato un po’ piatto all’inizio, come se fosse stanco e volesse conservare le energie. Anche dopo la vittoria è stato molto calmo”.

17:00 – Flink: “Djokovic ricorderà questo torneo principalmente per il match contro Nadal, ma anche per aver trovato il modo di vincere questa finale dopo essersi trovato due set in svantaggio, anche se non era ispirato come lo era contro Nadal”.

18:50 – Ubaldo: “Djokovic è stato criticato per il suo modo di comportarsi contro Berrettini, quando ha urlato prima e dopo il match point. Nadal e Federer non si sarebbero mai comportati in quel modo”. Flink: “Aveva un sacco di emozioni represse nel match contro Berrettini. È una questione di personalità, esprime le sue emozioni ma è anche una persona cortese. Penso che i media e i fan lo prendano di mira. Non gli danno abbastanza credito per le sue qualità”.

24:45 – Su Tsitsipas-Zverev: Ubaldo: “Quando Zverev si avvicina alla rete e non sta troppo a fondocampo è il miglior atleta tra i giovani, insieme a Tsitsipas. È molto pericoloso sia con il dritto che con il rovescio”. Flink: “Concordo, e se Zverev avesse fatto il break nel primo game del quinto set avrebbe affrontato lui Djokovic in finale invece di Tsitsipas”.

26:00 – Sulla performance di Zverev: “Non puoi giocare in quel modo e poi lamentarti, non puoi permettere che uno come Tsitsipas vada due set sopra. Non credo lui abbia il giusto temperamento, perché si trova spesso in situazioni simili”.

28:20 – Sulle possibilità del Grande Slam. Ubaldo: “Adesso tutti parlano della possibilità di Djokovic di vincere tutti e quattro gli Slam, e per me è il favorito a Wimbledon, dove ha già vinto cinque volte, e probabilmente lo sarà anche allo US Open. Zverev forse è l’unico vero avversario di Novak a Wimbledon”. Flink: “Concordo con te, ma ricordiamoci del 2016, quando era nella stessa situazione di oggi e perse al terzo turno contro Querrey per eccesso di confidenza. Sarei molto sorpreso se una cosa del genere si ripetesse. Non sentirà la pressione a Wimbledon, mentre potrebbe avvertirla allo US Open”.

34:45 – Sul torneo femminile. Flink: “Speravo vincesse Sakkari, perché è dinamica sul campo, si muove bene ed è divertente da vedere in campo. Krejcikova e Pavlyuchekova hanno giocato una finale di buona qualità”. Ubaldo: “Principalmente il terzo set, perché nei primi due set non hanno mai giocato bene nello stesso momento”. Flink: “Krejcikova dovrebbe essere orgogliosa di quello che ha fatto, ha sconfitto Stephens, Gauff e salvato match point contro Sakkari”.

Transcript a cura di Giuseppe Di Paola

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