ATP San Pietroburgo: Wawrinka torna normale, primo successo per Zverev

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ATP San Pietroburgo: Wawrinka torna normale, primo successo per Zverev

Alexander Zverev è il primo teenager a conquistare un titolo ATP dalla vittoria di Marin Cilic a New Haven nel 2008. Stan Wawrinka interrompe a undici la striscia di successi in finale

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[5] A. Zverev b. [1] S. Wawrinka 6-2 3-6 7-5

stat Zverev Wawrinka

Il torneo ATP 250 di San Pietroburgo si chiude col botto: al termine di una finale discontinua, che ha alternato grandi giocate a errori grossolani, Alexander Zverev ha superato il vincitore degli US Open Stan Wawrinka. Il campione di 3 Slam (Australian Open 2014, Roland Garros 2015 e US Open 2016) non perdeva una finale da ‘s-Hertogenbosch 2013 (quando venne battuto da Nicolas Mahut), poi ha infilato un’impressionante striscia di undici vittorie, tra cui svettano quelle che gli hanno dato i 3 Major. Sono quindi ancora più validi i meriti di Alexander Zverev, che dopo un gran primo set è visibilmente calato nel secondo fino a trovarsi sotto 3-0 nel terzo. Lì ha avuto la forza di crederci ancora e l’uomo delle finali è tornato il giocatore discontinuo che lontano dagli Slam mostra i soliti limiti di concentrazione, permettendo il recupero dell’avversario che nel finale ha centrato il decisivo break sul 5 pari sfruttando la maggiore freschezza atletica.

 

Sul veloce indoor della Sibur Arena di San Pietroburgo va in scena la finale del torneo che ha visto la luce nel 1995, quando a vincere fu l’idolo di casa Yevgeny Kafelnikov. Stan Wawrinka arriva in finale dopo il percorso netto (6 set vinti e nessuno perso) contro Rosol, Troicki e Bautista-Agut, coi gradi di testa di serie n.1 e soprattutto con la fresca vittoria agli USOpen nella finale di 14 giorni fa contro Djokovic. Dall’altra parte della rete, Alexander Zverev è arrivato all’ultimo atto del torneo russo anche lui senza aver perso un set, dopo aver eliminato nell’ordine Khachanov, Medvedev, Youzhny (giustiziere di Milos Raonic ai quarti) e in semifinale Tomas Berdych. Il diciannovenne di Amburgo ha oggi l’occasione di vincere il suo primo titolo ATP, dopo le finali perse a Nizza e Halle e dopo una seconda parte di stagione davvero deludente, con le premature uscite di scena a Toronto, Cincinnati e New York.

Nel primo set è lo svizzero ad avere subito le prime occasioni di togliere il servizio all’avversario, con una palla break nel gioco d’apertura grazie a un’efficace e vincente stop-volley e due nel terzo game, ma una risposta larga di Stan e un suo gratuito di rovescio permettono al n.27 del mondo di mantenere la battuta. Sul 2 pari, è Zverev a ottenere il suo primo break-point dopo due passanti incrociati vincenti, uno di rovescio e uno di dritto, ma il vincitore di 3 Slam ritrova il servizio e sistema le cose. Fino al 3-2 Zverev regna un grande equilibrio, si alternano giocate ottime a qualche errore gratuito di troppo, con The Man che martella dal fondo e il finalista di Nizza e Halle che mostra un gioco più propositivo, dove i colpi dal fondo (regolari nonostante giochi 3 metri dietro la riga) sono alternati a un ricorso frequente della rete. Nel sesto gioco però arriva il break, a favore del tedesco, con lo svizzero che sul 30 pari arriva in ritardo a colpire col rovescio – che finisce abbondantemente largo – e il teutonico che con un bel dritto inside-out prende un pezzetto di riga e si porta sul 4-2. Da lì in poi il set è un monologo di Zverev, che fa vedere diversi serve&volley molto ben giocati e mette a segno dal 3-2 30 pari un parziale di 10 punti a zero, chiusi sul primo di tre set-point con con un dritto vincente a uscire in avanzamento dopo un brutto back di rovescio dello svizzero. 6-2 per il giovane Sascha, di fronte a uno spento Wawrinka.

Nel secondo parziale il pubblico assiste a un bellissimo terzo game, nel quale Stan si procura e poi fallisce tre palle per centrare il break, prima di riuscirci al quarto tentativo, quando il serve&volley di Zverev fallisce. Come on” del campione di Montecarlo 2014, che si porta in vantaggio per la prima volta nel match, 2-1 e servizio. Il pubblico applaude convinto perché spera che il match si protragga fino al terzo set. Lo fa a ragione, perché è interessante e spettacolare il confronto tra la solidità di Wawrinka (che a tratti tira fuori il suo miglior rovescio) e la capacità di Zverev di giocare ottimi servizi, mostrando anche una buona tenuta dal fondo e una bella conquista della rete, non solo in seguito al servizio. Il set segue i servizi fino al 5-3 per Stan quando, esattamente come nel primo parziale, il giocatore avanti di un break non ha nemmeno bisogno di servire per il set perché lo porta a casa nel turno precedente, brekkando una seconda volta l’inseguitore. Alexander, infatti, chiude malamente con un doppio fallo, accontentando il pubblico e giocandosi tutto al set decisivo.

I segni di cedimento (o quantomeno d’insicurezza) che il diciannovenne di Amburgo ha mostrato nel secondo set esplodono all’inizio del terzo. Sascha paga la giovane età e non si capacita di come, dopo un gran primo set, siano bastati 4 o 5 errori per perdere il secondo parziale e ritrovarsi a ripartire daccapo. Di contro, Wawrinka è sempre più in fiducia: la profondità dei suoi colpi aumenta mentre diminuisce sempre di più il numero di errori. Nel secondo gioco, al temine di uno scambio lunghissimo durato 31 colpi, Zverev è costretto ad annullare una palla break, ma ne concede subito un’altra in seguito a un dritto incrociato che finisce largo. Il tedesco scaraventa a terra la racchetta, manifestando chiaramente al sua frustrazione. Stan non ha peraltro nemmeno bisogno di un avversario in difficoltà, perché trova il break con un gran rovescio incrociato, che conferma tenendo a zero il successivo turno di battuta, 3-1. Sembra che il match abbia poco altro da dire, il trend è decisamente a favore dello svizzero, ma The Man, nonostante la capacità di giocare al meglio le fasi finali dei tornei (come detto viene da 11 finali consecutive vinte, 12 se si considera anche la vittoria in Davis del 2014 con Federer a Lille sulla Francia), accusa un passaggio a vuoto proprio nel suo momento migliore. Sul 40 pari manda in rete un back di rovescio e poi gioca un facile dritto dal centro del campo spedendolo abbondantemente oltre la linea di fondo. Controbreak Zverev, che ringrazia e poi aggancia il rivale sul 3 pari. Il match è tornato in perfetta parità e segue i servizi fino al 5 pari e servizio Wawrinka, quando Stan, avanti 40-15 riesce nella tragica impresa di commettere quattro gratuiti cedendo il servizio e dando all’avversario la possibilità di servire per il match al cambio di campo. Va detto però che gli errori dello svizzero sono solo in apparenza dei colpi buttati, in realtà Wawrinka ha finito la benzina e negli scambi che vanno oltre ai 10 colpi è costretto a forzare cercando improbabili vincenti. Merito a Zverev per averlo capito, senza avere troppa fretta di chiudere gli scambi. Il tedesco dimostra quindi la maturità giusta per meritare il primo titolo ATP, che arriva al game successivo al secondo match-point.

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Coronavirus: tennis fermo fino a giugno, ranking congelati. Tutti contro il Roland Garros

Comunicato congiunto dei due tour: non si giocherà a Roma e Madrid, né da altre parti sulla terra battuta. Tutti d’accordo e schierati contro la FFT

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Lo stadio Pietrangeli gremito durante gli Internazionali BNL d'Italia 2019 (foto Felice Calabrò)

Lo spostamento del Roland Garros da maggio a settembre lo aveva lasciato intuire, ma adesso c’è anche l’ufficialità: dopo i tornei di aprile, salta anche tutto il mese di maggio dei circuiti ATP e WTA. In pratica, per il momento non ci sarà alcuna stagione su terra battuta. Questo impatta sui due grandi tornei combined rossi, il Mutua Madrid Open e gli Internazionali BNL d’Italia di Roma.

Gli spagnoli hanno già confermato la cancellazione del torneo per il 2020: in prima pagina sul sito ufficiale del torneo campeggia la notizia che l’edizione di quest’anno non avrà luogo. Stesso iter per l’ATP 250 di Estoril. La Federtennis italiana invece non ha ancora preso una posizione ufficiale, sebbene permanga la certezza che il torneo non potrà disputarsi nelle date previste. Il comunicato pubblicato sui sociali degli IBI prende atto della sospensione ma non conferma la cancellazione definitiva del torneo.

In uno scenario in cui ormai si procede da un rinvio all’altro, si dovrebbe riprendere a giocare – condizionale quantomai d’obbligo – con i tornei su erba previsti per la settimana dall’8 al 14 giugno, che al momento restano programmati come previsto. Si tratta dei tornei di Stoccarda (maschile) e Nottingham (femminile) assieme al combined di ‘s-Hertogenbosch.

Ultima notizia rilevante: i ranking ATP e WTA rimarranno congelati fino a quella data. Dunque i punti conquistati nella scorsa stagione non verranno scalati, per il momento.

 

Di seguito proponiamo la traduzione completa del comunicato congiunto di ATP, WTA, ITF e delle organizzazioni di tre Slam su quattro; è escluso solo il Roland Garros, al quale è rivolto un attacco più o meno velato in coda al comunicato.

“Dopo attenta analisi e a causa dell’epidemia in corso di COVID-19, tutti i tornei ATP e WTA della stagione primaverile sulla terra battuta non saranno giocati nelle date inizialmente previste. Questo include i tornei combined ATP/WTA di Madrid e Roma, insieme ai tornei WTA di Strasburgo e Rabat e ai tornei ATP di Monaco, Estoril, Ginevra e Lione.

La stagione del tennis professionistico è ora sospesa fino al 7 giugno 2020, inclusi i tornei Challenger e ITF. Al momento i tornei previsti dall’8 giugno in avanti sono ancora in calendario come previsto. In seguito a questa decisione, i ranking ATP e ATP saranno congelati per tutto questo periodo e fino ad ulteriore comunicazione.

Le sfide che comporta la pandemia di COVID-19 per il tennis professionistico richiedono la più ampia collaborazione di sempre da parte di tutti nella comunità tennistica, in modo che il nostro sport possa andare avanti nell’interesse di giocatori, tornei e tifosi.

Stiamo vagliando tutte le opzioni per preservare al massimo il calendario tennistico in base a varie possibili date di ripresa dei due Tour, data che resta sconosciuta in questo momento. Siamo in prima linea per risolvere tali questioni con i nostri giocatori e responsabili dei tornei oltre agli altri enti che governano il tennis nelle settimane e nei mesi a venire”.

Come detto, arriva in coda la chiara stoccata alla Federazione francese che ieri ha annunciato lo spostamento dello slam parigino destando stupore e sdegno tra gli addetti ai lavori:

Questo non è il momento di agire unilateralmente bensì all’unisono. Tutte le decisioni relative all’impatto del Coronavirus sul tennis necessitano di adeguati consulti e revisioni con le parti in causa, un’opinione condivisa da ATP, WTA, ITF, AELTC, Tennis Australia e USTA”.

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Gli ultimi vincitori di Indian Wells: Johnson fa suo il Challenger, Begu il WTA 125K

La rumena supera Doi con un doppio 6-3. Sock perde il derby in finale ma mostra segnali di ripresa. La finale dell’ATP Challenger resterà probabilmente l’ultima partita giocata quest’anno a Indian Wells

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Irina Camelia Begu - WTA 125K Indian Wells 2020 (foto Luigi Serra)

Si sono conclusi nella nottata di ieri i due Challenger di Indian Wells maschili e femminili. Eventi che probabilmente resteranno gli unici giocati in California quest’anno, vista la cancellazione del Masters 1000 di Indian Wells a causa del coronavirus.

ATP – Partiamo proprio da quella che potrebbe essere l’ultima partita giocata ad Indian Wells quest’anno, la finale del Challenger maschile tra Jack Sock e Steve Johnson. Un derby tutto americano, tra due tennisti che venivano da momenti simili ma diametralmente opposti. Il vincitore di Parigi-Bercy 2017 Jack Sock, non aveva vinto una partita a livello ATP/Challenger dagli ottavi di finale di Bercy del 2018 contro Jaziri fino alla recentissima vittoria di primo turno contro Albot a Delray Beach. Un calvario durato due anni che forse sembra essere in via di risoluzione. L’americano ha fatto rivedere in questa settimana sprazzi del suo gioco, battendo in partite durissime ottimi avversari come Kudla e Donskoy e soprattutto la testa di serie numero 1 Ugo Humbert.

Discorso non troppo diverso per Steve Johnson, reduce da un 2019 molto deludente e che quest’anno ha deciso di ripartire dai Challenger, una scelta che finora sta pagando. Il tennista californiano ha già vinto il Challenger di Bendigo, in finale contro il nostro Stefano Travaglia, e raggiunto le semifinali di Newport Beach. Alla fine è stato Steve Johnson a prevalere (6-4 6-4), come nel precedente scontro tra i due proprio a Delray Beach. In una partita tra due giocatori molto simili, dal servizio e dritto potenti, ha prevalso quello più in forma. Restano però tanti segnali positivi per Sock, che sembra essere tornato quantomeno un giocatore di tennis ed esce dalla California con tanta fiducia in più. Johnson sale di 12 posizioni e si porta al numero 63, ma il balzo in avanti più pesante è di Sock, che passa da non avere classifica ad essere il numero 383 del mondo.

Steve Johnson – ATP Challenger Indian Wells 2020 (via Twitter, @OracleChallngrs)

WTA Primo trionfo in un 125k (quarto della carriera a livello WTA) per la tennista rumena Irina Begu. La degna ciliegina di un torneo pienamente meritato da parte di Begu, che non ha lasciato nemmeno un set nella strada verso la finale. La tennista rumena ha raccolto scalpi eccellenti durante il torneo come quello di Taylor Townsend, ottavi di finale allo scorso US Open e giustiziera di Halep, sconfitta nettamente per 6-0 6-2, e delle due padrone di casa Kristie Ahn e Jessica Pegula. In finale non ha lasciato scampo alla tennista giapponese Misaki Doi (6-3 6-3), che aveva raggiunto la finale sfruttando il ritiro di Vera Zvonareva. La differenza di forma tra le due è stata netta, con Doi che nel 2020 non aveva ancora vinto una partita se non nelle qualificazioni di Doha. Begu continua a risalire nel ranking dopo la vittoria dell’ITF del Cairo due settimane fa, e riprende 23 posizioni portandosi al numero 81 del mondo. Consolazione comunque per Doi, che guadagna 10 posizioni e questa settimana sarà numero 76 del mondo.

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Challenger Indian Wells: Sinner eliminato da Kudla negli ottavi, fuori anche Caruso e Marcora

Troppe occasioni mancate (1/12 il dato delle palle break) da Jannik, che cede 6-2 al terzo. Sconfitte in due set per gli altri due azzurri. Vince ancora Jack Sock

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Jannik Sinner - Indian Wells 2020 (foto Luigi Serra)

Non ci sarà nemmeno un italiano tra gli ultimi otto giocatori che si contenderanno il titolo all’Oracle Challenger Series di Indian Wells, evento che precede il primo appuntamento del circuito ‘Mille’ della nuova stagione. A fare più scalpore è la sconfitta di Jannik Sinner contro Denis Kudla. L’altoatesino presentava una delle candidature più forti per la vittoria finale. Inoltre trovare un po’ più di feeling sul cemento californiano giocando nelle fasi conclusive del Challenger gli avrebbe dato maggiore fiducia, dal momento che lui sui campi dell’Indian Wells Tennis Garden giocherà pure il Masters la prossima settimana (qui l’entry list aggiornata).

Invece a poco servirà la vittoria sul numero 978 del mondo Sem Verbeek di mercoledì. Kudla era il vero test per Jannik. Troppe le occasioni sprecate dall’italiano (chiuderà con una sola palla break sfruttata su dodici), le più pesanti a inizio primo set, quando ha l’opportunità di strappare il servizio all’avversario (bravo a salvarsi con la battuta) ma poi concede il break a zero nel game successivo. Il set, già in salita, scivola via nel nono game dopo che Jannik manca altri due break point per impattare 4-4.

Lo statunitense concede in avvio di secondo parziale, ma Sinner non ne approfitta, manca cinque palle del doppio break e – come in precedenza – perde la battuta nel gioco successivo. In compenso gioca un buon tie-break per pareggiare la partita, ma a inizio terzo parziale arriva un altro (più grave e prolungato) passaggio a vuoto: sul 4-0 Kudla il match è praticamente chiuso. Il 6-2 finale arriverà dopo 2 ore e 18 minuti, rendendo inutile questo meraviglioso passante di rovescio di Jannik.

Sono più nette le sconfitte di Roberto Marcora e Slvatore Caruso. Il primo partiva sfavorito contro il californiano Marcos Giron, già campione in un Challenger della Oracle Series qualche mese fa a Houston. In sostanza il match si è deciso sul finire del primo set. Giron sul 5-5 è riuscito a strappare il servizio al lombardo alla sesta occasione, salvo poi perdere immediatamente il vantaggio e finire al tie-break. Qui Marcora si è ritrovato in vantaggio 3-0, ma ha subìto un parziale di sei punti a zero che ha dato a Giron il primo set e una spinta non indifferente in apertura di secondo. In soli 21 minuti il numero 104 ATP ha chiuso con due break il set e il match, conquistando i quarti di finale.

Il suo prossimo avversario è Brandon Nakashima, che ha battuto in due set Salvatore Caruso in un’ora e 18 minuti. C’era infatti la chance di vedere un derby italiano nei quarti, ma invece la sfida sarà tutta a stelle e strisce. Nakashima non ha ancora perso un set durante il torneo e arriva dal suo primo quarto di finale in carriera in un torneo ATP. Caruso ha vinto però in doppio assieme al monegasco Arneodo, 10-5 al match tie-break su Jannik Sinner e Frances Tiafoe.

È nei quarti anche Jack Sock, uscito vincitore dal match thriller contro Evgeny Donskoy. Il russo ha servito per il match sul 5-4 nel terzo, ma Sock ha reagito, forzando un tie-break da lui vinto 7 punti a 3. L’ex top 10 non vinceva tre partite consecutive dal Masters 1000 di Parigi-Bercy 2017, il suo ultimo trofeo vinto, che al tempo gli permise di giocare alle ATP Finals di Londra. Grazie a questo risultato scalerà oltre 200 posizioni nel ranking (al momento è 768) e potrebbe rientrare tra i primi 500 del mondo se batterà Denis Kudla, suo avversario nei quarti. Ha superato gli ottavi anche Steve Johnson, mentre a Tiafoe è stato fatale il tie-break del terzo contro Barrere.

Risultati:

J. Sock b. [13] E. Donskoy 6-4 4-6 7-6(3)
[11] D. Kudla b. [6] J. Sinner 6-3 6-7(4) 6-2
[14] M. Giron b. R. Marcora 7-6(4) 6-1
B. Nakashima b. [10] S. Caruso 6-4 6-3
[9] G. Barrere b. [8] F. Tiafoe 4-6 6-2 7-6(4)
M. Krueger b. S. Korda 6-2 6-1
[5] S. Johnson b. [12] T. Daniel 7-6(3) 6-2
N. Rubin b. R. Sarmiento 6-3 6-1

 

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