ATP Dubai: Murray ha otto vite

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ATP Dubai: Murray ha otto vite

Il numero uno del mondo vince un tiebreak da trentotto punti contro Kohlschreiber: salva sette match point prima di chiudere al terzo. Vincono Verdasco e Pouille

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Fatica tantissimo Andy Murray per raggiungere la semifinale dei Dubai Duty free Tennis Champioships, contro un Philip Kohlschreiber in versione deluxe. Lo scozzese, pur conducendo 4-1 nei precedenti, ha sempre sofferto contro il tedesco che è riuscito a vincere almeno un set in tutte le sfide passate. L’inizio della partita fa intuire che anche oggi ci sarà battaglia. Kohlschreiber sente benissimo la palla e trova tanti vincenti, soprattutto di dritto. Murray risponde colpo su colpo e anzi è lui il primo ad avere la possibilità di spezzare l’equilibrio nel sesto gioco. Il teutonico si salva e continua imperterrito a spingere a tutto braccio. Due dritti, uno vincente a 161 km/h e uno a sventaglio non ribattuto da Murray, procurano a Kohlschreiber due palle break consecutive, ben annullate dal numero uno al mondo. Entrambi continuano a giocare in modo molto solido e la logica conclusione di questo parziale è il tiebreak. Murray recupera dopo il doppio fallo iniziale e cambia campo in vantaggio 4-2. Kohli però impatta sul 4-4 con il quindicesimo vincente di dritto e, grazie a un doppio fallo dell’avversario, si aggiudica il jeu decisif per 7 punti a 4. Il tedesco sulle ali dell’entusiasmo vince i primi cinque punti del secondo set che sommati agli ultimi del primo fanno una striscia di dieci punti consecutivi a favore del numero 29 del mondo. A questo punto però si registra un piccolo passaggio a vuoto da parte di Kohlschreiber, che vince appena due dei successivi quattordici punti e si ritrova sotto 3-1. Si procede poi senza sussulti fino al 5-4, quando Murray va a servire per il set. Qui il tedesco pesca il jolly e con due dritti vincenti riporta il match in parità.

Si approda di nuovo al tiebreak, dopo due ore di gioco. Murray sale abbastanza rapidamente 6-4, ma si vede il primo set point cancellato da una splendida palla corta. Sul secondo il tedesco gioca tutto in spinta e ottiene il 6 pari. Da qui in avanti sarà un turbinio di set point e match point, ma soprattutto di punti da incorniciare. Kohlschreiber annulla altri due set point sul 7-6 e sull’8-7 prima di arrivare a match point sul 9-8 (annullato da una smorzata assolutamente folle di Murray). Il livello è altissimo, fioccano i vincenti e si gioca senza timore, a prescindere dalla delicatezza della situazione. Alla fine, dopo sette match point annullati d’autorità, è il tennista di Dumblane a chiudere 20-18 all’ottava occasione utile. Un set pari dopo 2 ore e 25 minuti. In apertura di terzo set, il tedesco non sembra aver accusato alcun contraccolpo psicologico, conscio forse di avere poco da rimproverarsi sui match point, e si procura una palla break nel terzo gioco. Non riesce però a trasformarla e si scioglie tutto insieme. Se da una parte Kohlschreiber cala, Murray sale e il risultato di questa equazione è il 6-1 che chiude la partita. Prestazione da numero uno esperto per Murray che viene a capo di una situazione complicatissima contro un Kohlscreiber in stato di grazia. In semifinale attende il vincente del match tra Pouille (3-0 i precedenti) e Donskoy (1-0 i precedenti).

 

Il primo quarto di finale dell’ATP 500 di Dubai aveva visto scendere in campo Robin Haase ( 66 ATP ) e Damir Dzumhur (77 ATP), mattatori rispettivamente di Tomas Berdych e Stan Wawrinka. L’unico precedente, l’anno scorso sulla terra rossa di Montecarlo, si era concluso con una netta vittoria del bosniaco ( 6-2 6-0 ). Nel primo set Dzumhur cerca di far muovere il proprio avversario sia orizzontalmente che verticalmente, con frequenti smorzate e discese a rete. L’olandese però, nonostante l’altezza (un metro e novanta) , si muove benissimo e non si lascia irretire dalle trame del bosniaco, ottenendo il break già nel terzo gioco. Dzumhur, visibilmente contratto ed emozionato, commette qualche errore di troppo in manovra e non si rende mai pericoloso in risposta. Dal canto suo, Haase fa valere la differenza di cilindrata tra i due, continua a spingere e strappa nuovamente la battuta al proprio avversario nel settimo gioco. Poi con l’ennesimo turno di servizio a zero, chiude 6-2 un set nel quale ha perso un solo punto al servizio. Il secondo parziale inizia in continuità con quanto visto finora. Haase infatti si procura una palla break nel terzo gioco, non riuscendo però a sfruttarla. Il tennis si sa è il gioco del diavolo e nel game successivo ne abbiamo l’ennesima prova. Dzumhur, che fino ad allora aveva vinto un solo punto in risposta, approfitta di una paio di incaute avventure a rete di Haase e piazza il break. Dopo essere salito 4-1 però, torna a subire il tennis potente dell’olandese e si fa recuperare. Haase si issa anche a palla break nel nono gioco, ma Dzumhur è bravo ad annullarla e a ottenere a sua volta, nel game successivo, due chance di break, che sono anche due set point. Sul primo Haase si salva col dritto, ma sul secondo è ingannato dal nastro che devia la risposta del bosniaco. 6-4 Dzumhur e un set pari dopo un’ora e cinque minuti. Il terzo set si apre malissimo per il tennista di Sarajevo che perde la battuta a zero con due doppi falli di fila. Haase lo imita commettendo tre doppi falli, di cui due consecutivi, e restituendo il break. Dzumhur però non ne approfitta e cede per la seconda volta il servizio, ancora con un doppio fallo. Da qui in avanti i due giocatori tengono facilmente i propri turni di battuta, nonostante due piccole interruzioni per pioggia, e il match scivola placidamente in mani olandesi in poco meno di due ore di gioco. Con questa vittoria Haase vola in semifinale e rientra in top-50, mentre Dzumhur sale alla 67esima posizione, suo nuovo best ranking.

Il secondo match in programma è quello tra la testa di serie numero 4 Gael Monfils e Fernando Verdasco ( 35 ATP ). Tre i precedenti tra i due, tutti piuttosto datati e tutti vinti dal parigino. Dopo un primo turno di battuta tenuto a zero dallo spagnolo, segue un game fiume da sedici punti, nel quale a Monfils non bastano tre ace, di cui due su palle break, per arginare la potenza di un Verdasco molto propositivo sin da subito. Il madrileno spinge con entrambi i fondamenti e mette a segno molti vincenti, limitando al contempo il numero degli errori. Monfils è costretto a rincorrere in lungo e in largo e si trova a dovere fronteggiare una palla del 5-1 che di fatto chiuderebbe il set. Il francese si salva e nel gioco successivo approfitta di un piccolo calo del proprio avversario per procurarsi una palla del controbreak, sulla quale lo spagnolo fa buona guardia. Si tratta dell’ultimo sussulto del primo set che viene incamerato da Verdasco col punteggio di 6-3 in 37 minuti. Nel secondo set Verdasco continua a tirare forte e a sbagliare poco, Monfils fatica da fondo ed è costretto a rifugiarsi nel proprio servizio. Dopo quattro giochi relativamente facili per chi è alla battuta, lo spagnolo torna a farsi pericoloso in risposta e centra il break, confermato subito dopo a zero. Il francese ora è in confusione e con due dritti fuori misura concede tre consecutive palle break. Sulla prima il challenge smentisce il giudice di linea che aveva giudicato buono il passante di rovescio di Verdasco, sulle altre due è bravissimo Monfils che poi chiude il game ai vantaggi. La situazione sembra comunque ormai compromessa, perché il madrileno oggi è intrattabile alla battuta ( 88% di prime palle in campo e 84% di punti vinti con la prima). Inizia però a piovere piuttosto intensamente, cosa che spinge il giudice di sedia a sospendere il match per una mezz’oretta circa. Al rientro Monfils tiene la battuta e nel gioco successivo ottiene il break a zero, approfittando di un Verdasco forse distratto dalla pausa. Il francese però non è proprio in giornata oggi e restituisce subito il favore. Questa volta lo spagnolo non si fa pregare e chiude con l’ennesimo turno di servizio immacolato. In semifinale affronterà Robin Haase da favorito (3-3 i precedenti).

L’ultimo incontro in programma comincia quando a Dubai sono già abbondantemente passate le 23. A sfidarsi sono Lucas Pouille(15 ATP), reduce dalla finale a Marsiglia persa da Tsonga e ancora alla ricerca della forma migliore dopo l’infortunio al piede patito a gennaio, e Evgeny Donskoy (116 ATP), giustiziere di Roger Federer. L’unico precedente tra i due risale agli US Open 2015 ed ha visto la vittoria del russo in quattro set. I due mettono in campo un gioco abbastanza simile: esplosivo, anticipato e con una buona propensione alla verticalizzazione. Il russo, come ieri contro Federer, tiene benissimo il campo e anche grazie al servizio non concede chance. Pouille non è da meno e il match fila via liscio fino al decimo game. Qui il russo incappa in quattro errori non forzati e cede il set 6-4 in 33 minuti. Nel secondo parziale la musica non cambia, entrambi procedono spediti, cancellando col servizio ogni minima velleità del giocatore in risposta. Sul 5-5 Donskoy scherza con le righe e alla sesta palla break, strappa la battuta all’avversario. Il russo non trema e chiude il set con un ace. Nel terzo set Pouille prova a fare corsa di testa sin da subito e si invola sul 4-1, salvo poi subire la rimonta di un Donskoy mai domo. Sul 5-4 il francese riesce a procurarsi due match point, ma commette errori banali e tiene in scia il russo, che appare più pimpante al momento. Si arriva quindi al tiebreak decisivo: Pouille parte a tutta e si porta sul 5-0, poi amministra il vantaggio e chiude 7-2, dopo 2 ore e 22 minuti. Per il francese si prospetta una durissima sfida contro Andy Murray, col quale non ha mai vinto in tre incontri. Per Donskoy resta un’ottima settimana, impreziosita dallo scalpo di Roger Federer.

Risultati:

R. Haase b. D. Dzumhur 6-2 4-6 6-4
F. Verdasco b. [4] G. Monfils 6-3 7-5
P. Kohlschreiber 6-7(4) 7-6 (18) 6-1
[7] L. Pouille b. E. Donskoy 6-4 5-7 7-6(2)

Lorenzo Colle

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Wawrinka crolla a Ginevra, avanzano i favoriti a Lione

L’ex campione del Roland Garros si fa rimontare da Dzumhur, fuori anche Fucsovics e Garin: Zverev sfrutterà l’occasione? In Francia vincono Bautista, Basilashvili e Shapovalov

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Stan Wawrinka - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

C’è tanta delusione a Ginevra alla fine di un mercoledì molto movimentato. Stan Wawrinka, seconda testa di serie, è stato eliminato al secondo turno da Damir Dzumhur, che è partito dalle qualificazioni e in questo 2019 aveva vinto appena quattro match. La sconfitta è arrivata in maniera inaspettata per Stan, partito benissimo nel primo set (6-3) e un po’ più distratto nel secondo set (3-6). Il break iniziale conquistato all’inizio del terzo set lo aveva comunque messo in un’ottima posizione, ma dal vantaggio di 3-0 ha rimesso in partita un encomiabile Dzumhur, che non ha mai mollato la presa anche quando lo svizzero lo sommergeva di colpi vincenti. Nel silenzio di stupore del campo centrale il bosniaco ha chiuso 6-4 il parziale decisivo e sfiderà Radu Albot nei quarti di finale.

Da quando è diventato un top 50 stabile, solo in due stagioni era arrivato al Roland Garros con meno vittorie (15) di quest’anno, entrambe le volte a causa del ginocchio: il destro, che fece crac a inizio 2007 e lo costrinse a fermarsi per quattro mesi, e poi il sinistro, che nel 2018 – dopo l’operazione – gli ha consentito di vincere appena quattro partite tra gennaio e maggio. Quest’anno il fisico ha retto abbastanza da permettergli di disputare dieci tornei: bene a Rotterdam, dove ha raggiunto la finale, benino a Madrid (quarti), così così a Indian Wells (terzo turno, sconfitto da Federer) e poco altro. Tra i favoriti di Parigi non ci sarà il suo nome, almeno alla vigilia.

Oltre alla testa di serie numero due hanno lasciato il torneo anche due dei quattro favoriti alla vittoria finale. Marton Fucsovics (tds 4) ha ceduto in due set a Delbonis, la sua seconda vittoria di spessore consecutiva dopo quella ottenuta contro Grigori Dimitrov all’esordio. È uscito di scena anche il campione di Monaco e di Houston, Christian Garin, sconfitto in tre set da Taro Daniel. Tutta la pressione è allora sulle spalle di Alexander Zverev. Il numero uno del tabellone è arrivato a Ginevra per ritrovare un feeling positivo col campo in vista del Roland Garros: ora ha la grande chance di mettere in bacheca il titolo, ma dovrà farsi strada tra i tanti terraioli ancora in gioco e tra i fantasmi di un 2019 che stenta a decollare.

 

Risultati:

F. Delbonis b. [4] M. Fucsovics 6-4 6-2
A. Ramos-Vinolas b. J. Sousa 6-0 6-3
N. Jarry b. D. Kudla 6-3 6-3
T. Daniel b. [3] C. Garin 6-2 4-6 6-4
[5] R. Albot b. J. Londero 6-1 6-7(3) 6-4
[Q] D. Dzumhur b. [2] S. Wawrinka 3-6 6-3 6-4

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È stata meno sorprendente la giornata in riva al fiume al fiume Rodano. Il torneo di Lione ha ancora le sue prime tre teste di serie e due giocatori francesi per cui fare il tifo. Tuttavia in mattina c’è stato il forfait di Richard Gasquet che ha lasciato strada a Fritz, probabilmente a scopo precauzionale in vista del Roland Garros. Hanno invece superato il secondo round Benoit Paire e Jo Wilfried Tsonga. Il primo si è sbarazzato in due set di Pablo Cuevas, che sta giocando da un’ottima stagione sulla terra battuta e veniva dal successo nel challenger di Aix-en Provence. Tsonga ha piegato il qualificato canadese Steven Diez dopo due ore e quaranta minuti. Il francese ha arrancato per tutta la partita, complice anche un problema fisico che l’ha costretto più volte al medical time out. Il tie-break del secondo set in cui Diez si è disunito ha concesso a Tsonga di far girare la partita, con un break in apertura di terzo set ha raggiunto i quarti nel torneo in cui ha trionfato due anni fa.

Hanno vinto in rimonta Denis Shapovalov (tds 3) e Roberto Bautista Agut (tds 2), entrambi impegnati con un giocatore francese. Bautista ha eliminato il giovane Moutet, che ieri aveva esaltato il pubblico lionese vincendo al fotofinish contro Opelka. Shapovalov ha rischiato di pagare una falsa partenza contro Ugo Humbert: perso 6-2 il primo, si è incartato nel secondo set, trascinato fino a un pericoloso tie-break dopo aver controllato le operazioni sin dal terzo game. Ha completato la rimonta dopo due ore e un quarto di partita e sfiderà Benoit Paire per un posto in semifinale. In chiusura di giornata ha vinto anche il primo favorito del seeding, Nikoloz Basilashvili, contro il giustiziere di Jannik Sinner, Tristan Lamasine.

Risultati:

N. Basilashvili b. [LL] T. Lamasine 7-5 7-5
J. Tsonga b. [Q] S. Diez 3-6 7-6(2) 6-3
B. Paire b. P. Cuevas 6-4 6-3
[3/WC] D. Shapovalov b. U. Humbert 2-6 7-6(3) 6-2
T. Fritz b. [6/WC] R. Gasquet w/o
[2] R. Bautista Agut b. [WC] C. Moutet 4-6 6-4 6-3

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Qualificazioni maschili Roland Garros: Italia – Francia 0-3, ne rimangono in gioco sei

Tre partite decise al terzo set decretano altrettante sconfitte degli azzurri impegnati quest’oggi, dopo il bilancio in parità della prima giornata

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Paolo Lorenzi - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Parigi, Andrea Pellegrini Perrone

Il bilancio complessivo dopo il primo turno è sei su quindici. Ci si aspettava qualcosa di meglio dagli italiani impegnati nel tabellone maschile delle qualificazioni del Roland Garros 2019. Nella giornata di oggi sono arrivate, purtroppo soltanto sconfitte. Forse ancora più amare perché tutte al set decisivo.

Parecchio rammarico in tutti e tre i match, ma andiamo in ordine cronologico: il primo a giocare – in apertura di programma sul campo 14 – è stato Matteo Viola contro Mathias Bourgue, che proprio al Roland Garros portó al quinto set Andy Murray nel 2016. Nonostante un inizio di match in salita l’azzurro era stato bravo a riacciuffare il primo set recuperando un break di svantaggio e iniziando a rispondere in modo ottimale specialmente con il rovescio, portandosi poi a condurre per 4-3 e servizio. Dopo due ulteriori break in un primo set caratterizzato da tante risposte vincenti, nel decimo game Viola si issava sino al 40-0 prima di essere trascinato ai vantaggi dove riusciva comunque a chiudere il primo parziale. Nel secondo set è salita drasticamente la percentuale di punti ottenuti con la prima da Bourgue e i due break conquistati dal francese nel secondo e nel sesto gioco son stati portati fino in fondo, al 6-1 finale. Nel terzo parziale Viola veniva breakkato in apertura, cancellava una palla del doppio break nel settimo game per poi arrendersi due game più tardi. Bravo il transalpino a spingere nelle fasi delicate, come sul 4-3 0-30. Punteggio finale 4-6 6-1 6-3.

 

Cede alla distanza Paolino Lorenzi a seguito di un netto crollo dopo aver condotto per un set ed un break. Il tennista toscano, infatti, nonostante un inizio complesso con un secondo game nel quale aveva dovuto annullare cinque palle break, era stato bravo a capitalizzare le occasioni concesse da Couacaud in chiusura di primo parziale ed in apertura di secondo per andare a condurre 6-4 1-0 e servizio. La reazione del tennista francese nel secondo set era immediata con un contro-break istantaneo che ha fatto entrare in partita il pubblico, sempre più caloroso col proseguire del match, anche per la crescita del livello di Couacaud. Lorenzi, nonostante qualche difficoltà, teneva i successivi servizi prima di cedere la battuta nel decimo game permettendo così al classe 1995 di issarsi al terzo set. Nel parziale decisivo, dopo un primo game combattuto, c’è stato un crollo fisico di Lorenzi apparso impotente di fronte alle accelerazioni lungolinea di Couacaud, abile a comandare il gioco col rovescio e a non far rientrare mai l’italiano congedandolo con un netto 6-0. 

Il terzo ed ultimo italiano impegnato quest’oggi era Arnaboldi, la cui partita è stata giocata per buona parte sotto una discreta pioggia che ha condizionato il campo, rendendolo ancor più lento a partire dalla metà del secondo set. Dopo una falsa partenza il tennista canturino, subito sotto 3-0, poi 4-1 40-30 ed anche 5-2, era stato bravo ad allungare il primo parziale al tie break, ma anche qui ha pagato lo scotto di un inizio negativo e nonostante la tentata rimonta da 2-6 a 5-6 si è dovuto arrendere lasciando al giovane avversario il primo parziale. Nel secondo set Andrea è stato bravo a dettare i ritmi di gioco alternando slice mortiferi e discese a rete, mandando fuori palla Blancaneux e conquistando il break decisivo nell’ottavo gioco prolungando la contesa al terzo set. Ancora una falsa partenza viene pagata cara da Arnaboldi: il giovane francese, da subito molto carico e bravo a trascinare il pubblico, ha conquistato immediatamente il break nel secondo gioco e si è issato sul 3-0. Una sospensione per pioggia sul 4-1 di una ventina di minuti rianimava il tennista italiano che al rientro teneva il servizio e si procurava una chance per rientrare, molto ben annullata dal francese. Chiamato a servire per il match sul 5-3, il braccio non ha tremato: chiamando a sé il pubblico dopo ogni punto, Blancaneux si è portato sul 40-15 prima di chiudere al secondo match point diventando così l’undicesimo transalpino a conquistare il pass per il secondo turno di qualificazione

I Risultati degli italiani:

M. Bourgue b. M. Viola 4-6 6-1 6-3
E. Couacaud b. P. Lorenzi 4-6 6-4 6-0
G. Blancaneux b. A. Arnaboldi 7-6(5) 3-6 6-3

I sei italiani approdati al secondo turno affronteranno i seguenti avversari nella giornata di domani:

Bolelli vs Koefer (quinto e ultimo match sul court 12, inizio alle 10:00)
Mager vs Giraldo (terzo match sul court 9)
Napolitano vs Otte (terzo match sul court 15)
Quinzi vs Guinard (terzo match sul court 13)
Travaglia vs Serdarusic (terzo match sul court 8)
Caruso vs Zhang (terzo match sul court 6)

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Naufragio Dimitrov a Ginevra, Zverev ai quarti. Moutet al fotofinish su Opelka a Lione

Altra brutta sconfitta per Griga, che non riesce a difendere il set di vantaggio contro Delbonis in un torneo zeppo di atleti in crisi di fiducia. Prima tra tutti Zverev, che batte Gulbis all’esordioi. Passi avanti per il piccolo Corentin, passi indietro per Hurkacz

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Grigor Dimitrov - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Giornata tra alti e bassi, intonata all’umore degli spaesati protagonisti in gara, quella andata in onda in riva al lago Lemano per la terza giornata del corso di recupero in corso di svolgimento nelle aule dell’ATP di Ginevra. Frequentata con scarsissimo profitto la prima parte di stagione, si sono dati appuntamento nel corso dello stesso pomeriggio Grigor Dimitrov (quest’anno discreto solo in Australia, con quarti a Brisbane e quarto turno a Melbourne, da censura tutto il resto), Sascha Zverev (una sola semifinale nel 2019, ad Acapulco, peraltro persa malissimo contro Nick Kyrgios), Damir Dzumhur (tristanzuolo record di cinque/otto in stagione) e Deliciano Lopez (appena due vittorie in tabellone principale nel tour maggiore e a settembre ci sono trentotto candeline da spegnere): abbastanza per respirare tutta la paura blu dell’abisso di fiducia.

Paura che ancora una volta ha attanagliato la controfigura del bulgaro, qui costretto alle qualificazioni e incapace di difendere il set di vantaggio preso a Federico Delbonis, un altro che non è in fondo alla buca ma vi è pericolosamente vicino. Sembrava semplice, dopo il seiuno in scioltezza del primo set, ma per l’uomo che doveva essere la reincarnazione di Federer nulla è semplice in questo periodo, nemmeno godere del conforto di un break a favore all’alba del set decisivo. Al momento, con l’occhio spento, il rovescio in croce e i piedi sempre troppo lontani dalla riga di fondo, non si vede cosa possa fare svoltare il mesto Griga.

 

A spingere in coda alla serata il match del primo, traballante favorito Zverev – che intanto ha cominciato lasciando tre game a Gulbis – ha pensato il derby degli incerti tra Dzumhur e Feliciano Lopez, lottato oltremodo e vinto in rimonta dal bosniaco, che aveva perso al tie break il primo set; la stessa rimonta riuscita al redivivo Ramos Vinolas su Mannarino, al solito abbagliante un momento e spento in quello successivo. Tutti molto inquieti, nell’attesa dell’esordio di Stan Wawrinka previsto per domani.

Risultati primo turno
A. Ramos b. [6] A. Mannarino 6-7(2) 6-3 6-2
J. Sousa b. L. Mayer 6-2 6-7(6) 6-4
F. Delbonis b. [Q] G. Dimitrov 1-6 6-4 6-2
[Q] D. Dzumhur b. [WC] F. Lopez 6-7(2) 6-4 7-5
H. Dellien vs [WC] J. Tipsarevic

Secondo turno
[1] A. Zverev b. E. Gulbis 6-2 6-1

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A Lione ha brillato la stella di Corentin Moutet, ventenne atteso in modo persino troppo pressante da stampa e tifosi dopo gli incoraggianti risultati ottenuti nell’ultimo anno e mezzo. Ritiratosi a migliorare esperienza e colpi nel circuito Challenger per un buon periodo, Moutet è riapparso nel tour maggiore battendo il lanciamissili USA Reilly Opelka, al quale è persino riuscito a strappare due volte il servizio nella frazione inaugurale. Ceduto di schianto il secondo set, il buon Corentin è riemerso da un break di svantaggio in quello decisivo e nel furibondo tredicesimo gioco ha annullato due match point consecutivi prima di chiudere alla quinta chance capitatagli.

Semaforo verde anche per Benoit Paire, dopo le solite mattane contro Mackenzie McDonald e per Pablo Cuevas, vincitore in due su un Hubert Hurkacz in leggero calo dopo le meraviglie mostrate al Sunshine Double. In chiusura di programma ha allietato gli spettatori Felix Auger-Aliassime, chirurgico nell’evitare un pericoloso tie-break nel secondo set – dopo aver vinto quello del primo – breakkando Millman sul 6-5, all’ultima occasione utile. Un dritto largo dell’australiano manda Auger-Aliassime ai quarti da Johnson, incontro nel quale il canadesino sarà favorito.

Risultati primo turno
C. Moutet b. R. Opelka 6-3 2-6 7-6(10)
P. Cuevas b. H. Hurkacz 6-4 6-4
B. Paire b. M. McDonald 3-6 7-6(5) 6-1

Risultati secondo turno
S. Johnson b. P.H. Herbert 7-6(6) 5-7 6-1
F. Auger-Aliassime b. J. Millman 7-6(3) 7-5

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