ATP Miami: Federer trova del Potro, Stan e Berdych facile

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ATP Miami: Federer trova del Potro, Stan e Berdych facile

Lo svizzero batte un convincente Tiafoe in un’ora e un quarto. DelPo si sbarazza di Haase. Out Thiem contro Coric, nessun problema per gli altri big

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[4] R. Federer b. [Q] F. Tiafoe 7-6(2) 6-3 (Paolo Di Lorito)

Tiafoe, che alla vigilia del match aveva dichiarato quanto fosse eccitato all’idea di affrontare una leggenda come Federer, una volta sceso in campo si è lasciato tutto questo alle spalle ed è riuscito a giocare con una calma quasi in contrasto con la sua età. Il diciannovenne americano ha disputato un egregissimo match, mostrando un servizio e un dritto che gli permettono di competere già con i top player del circuito. Il primo set è un assolo del giocatore alla battuta, con il numero 101 al mondo che non trova particolari difficoltà nel tenere lo scambio da fondo, mentre Federer non riesce mai a rendersi pericoloso in risposta. Tiafoe invece nel dodicesimo gioco si porta persino a due punti dal set, prima che lo svizzero risolva tutta con un ace. Nel tie-break Roger, come gli abbiamo già visto fare innumerevoli volte in passato, cambia marcia: i servizi si fanno più insidiosi, i colpi da fondo più potenti e le discese a rete più frequenti. Il sonoro “Come on!” arrivato dopo 43 minuti di set sottolineano quanto filo da torcere gli abbia dato Francis, e le cose non cambiano di molto nel secondo parziale. Anzi inizialmente sembrano mettersi anche peggio per Federer che va sotto di un break, ma recupera immediatamente. Il livello di tennis sembra alzarsi ulteriormente da entrambe le parti, ma ad un tratto la luce nel gioco di Tifaoe si spegne e sul 3-2 subisce il break decisivo. Pesano gli errori gratuiti commessi, su tutti una volée di rovescio larga di metri, e in un batter d’occhio Federer si ritrova con un vantaggio inaspettato che ovviamente non spreca. Un’ora e 14 minuti gli sono sufficienti per accedere agli ottavi dove troverà del Potro.

[29] J.M. del Potro b R. Haase 6-2 6-4 (Andrea Franchino)

 

Debutto nel Miami Open per Juan Martin del Potro (testa di serie n°29) e Robin Haase per guadagnarsi la partita contro il giocatore che “tremare il mondo fa” ossia Roger Federer. Il giocatore argentino (34 ATP) vorrebbe completare il rientro nel tennis che conta, l’olandese (48 ATP, fresco semifinalista a Dubai) vuole confermare l’attuale stato di forma. Del Potro comincia premendo sull’acceleratore e mette subito in difficoltà l’avversario, strappandogli il servizio al 3° gioco e lasciandogli briciole sui propri turni alla battuta. Haase dimostra di avere qualche problema con il servizio (5 doppi falli nel set) e cede nuovamente il servizio al settimo gioco, consentendo all’argentino di andare a chiudere il primo set con un turno a zero dopo 40 minuti. Nella seconda frazione il match diventa un po’ più equilibrato, l’unica emozione nei primi giochi è legata ad una caduta di del Potro nel primo punto del quinto gioco che lascia il gigante di Tandil dolorante e gli appassionati in apprensione. Nel gioco successivo Delpo, dopo essere stato 40-15, deve fronteggiare 2 palle break, la prima viene annullata con un servizio vincente, sulla seconda è salvato dal nastro che beffa Haase che dopo aver buttato fuori dal campo l’avversario e avrebbe soltanto dovuto mettere in campo un comodo diritto. La partita si risolve nel nono gioco, dove il giocatore argentino cambia marcia e ottiene 3 palle break (complice l’ennesimo doppio fallo di Haase) che gli consentono di andare a servire per il match e chiudere l’incontro tenendo il servizio a zero. Buona prestazione complessiva per Juan Martin che ci auguriamo possa essere in piena forma nel prossimo match del torneo.

[1] S. Wawrinka b. H. Zeballos 6-3 6-4 (Michele Trabace)

Apre il programma odierno sullo Stadium di Crandon Park Stan Wawrinka, opposto all’argentino Horacio Zeballos (n.75 ATP) nella prima volta da testa di serie numero 1 in un Masters. Tra i due, entrambi classe ’85, ci sono due precedenti giocati entrambi sulla terra (Buenos Aires 2012 e Roland Garros 2013), vinti dal tennista elvetico senza mai perdere un set. Stan incomincia concedendo due palle break nel game inaugurale dell’incontro, ma è bravo a infilare quattro punti di fila grazie a un ace e tre buone prime che gli aprono il campo. Rotto il ghiaccio, nel quarto gioco si procura tre palle break e alla prima occasione fa partire il suo proverbiale rovescio lungolinea che gli consegna il vantaggio. Da questo momento il campione in carica degli US Open sbaglia poco o nulla, chiudendo il parziale per 6-3 con addirittura il 94% di punti realizzati con la prima di servizio in campo (16 su 17). Il secondo set inizia con Wawrinka che ottiene un break nel primo game, indirizzando ancor di più il match e limitandosi poi a controllare il gioco fino a portare a compimento il suo esordio vincente a Miami con un ace finale. Secondo turno vinto agevolmente in un’ora e cinque minuti, per il tre volte campione Slam che qui a Key Biscayne non ha mai superato gli ottavi (raggiunti nel 2009 e 2014) e ambisce a riscattare la finale persa a Indian Wells la scorsa settimana.

 

B. Coric b. [6] D. Thiem 6-1 7-5 (Michelangelo Sottili)

Dopo i match di Pavlyuchenkova, Querrey e Isner, il Grandstand offre finalmente un incontro in cui entrambi i giocatori non mostrano limiti più o meno evidenti quando si tratta di spostarsi sul campo: sono Dominic Thiem e Borna Coric, di fronte per la prima volta. Fuori dai primi 100 della Race a testimonianza di una prima parte di 2017 decisamente complicata, il ventenne di Zagabria parte però bene quest’oggi: saldamente al comando nei propri turni di battuta, ottiene il break già al secondo gioco approfittando di un doppio fallo e di due errori macroscopici del dritto austriaco. Quella che potrebbe essere solo una falsa partenza si conferma per il resto del set, con Thiem che accumula un numero insensato di gratuiti nel vano tentativo di sfondare l’avversario, mentre a Coric basta limitare i rischi per chiudere 6-1. L’austriaco deve perdere il servizio anche in apertura di secondo set per capire che è il momento di cambiare qualcosa. Si fa allora più prudente, ricorre con maggior frequenza a variazioni slice con il rovescio e recupera subito il break. Pur racimolando pochi punti in risposta, Thiem dà sempre l’impressione di avere sulle corde l’affondo decisivo che sembra finalmente arrivare quando Coric serve sul 4-5: il braccio del croato trema e ai vantaggi arrivano tre set point che l’austriaco spreca incredibilmente, se la prende con la racchetta e, oltre all’attrezzo, si rompe anche il tempo. Dopo ore di pioggia, Coric raggiunge Thiem sul 5 pari, lo brekka sempre grazie a imprecisioni del dritto avversario e fa suo il match senza mai aver fatto o pensato nulla di tennisticamente rilevante. Al prossimo turno, lo aspetta Adrian Mannarino e sarà un’altra prima volta.

[10] T. Berdych b. [WC] A. Rublev 6-3 6-2 (Giovanni Vianello)

Esordio contro il promettente russo Rublev per Tomas Berdych, t.d.s. 10 e n. 14 della classifica mondiale, Berdych che è reduce dalla scioccante sconfitta con Nishioka ad Indian Wells, in una partita in cui ha servito due volte per il match ed ha anche avuto match point. Il primo set va al ceco per 6-3. Entrambi i giocatori mettono in luce un buon gioco, Berdych pressa da fondo soprattutto col dritto mentre Rublev varia di più gli schemi e non disdegna la rete. Il gioco segue i servizi fino al 4-3 per il n. 14 del mondo, con il russo che aveva già annullato tre palle break nel complesso, ma che nell’ottavo game cede la battuta a 15. Nel nono game Berdych rischia qualcosa, servendo per il set va avanti 30-0 ma si fa rimontare fino al 30-40, poi tuttavia gioca solido ed incamera così la frazione 6-3. Il secondo set ha molto meno da raccontare, Berdych si assicura due break di vantaggio in partenza, salendo 4-0, con Rublev che si dimostra impotente di fronte alla maggior consistenza del ceco; in seguito Tomas tiene due servizi e si aggiudica il secondo set 6-2. È stato un Berdych discreto quello visto oggi, ha offerto solo due palle-break in tutto il match (annullandole entrambe) ed ha sfoderato il suo solito dritto portentoso. Rublev, invece, ha mostrato buone cose solo nel primo set, ma ha subito tre break consecutivi tra la fine del primo parziale e l’inizio del secondo, break che denotano una certa immaturità.

[16] A. Zverev b. Y.H. Lu 6-0 6-3 (Domenico Giugliano)

Fa il suo debutto a Miami, per il suo primo turno del torneo, Alexander Zverev. Il suo avversario è il cinese di Taipei Lu. Il giovane talento tedesco parte subito alla grande, breakkando subito l’avversario e chiudendo con un perentorio 6-0 in 25 minuti. Nel secondo set il copione non cambia. Sasha breakka subito l’avversario. Lu non tiene il ritmo da fondo del più giovane degli Zverev e in 35 minuti il match è già finito con un perentorio 6-3. Un ottimo esordio a Miami per Zverev che in questo torneo dalle grandi assenze può avere un ottima opportunità per arrivare in fondo e dimostrare di essere finalmente pronto per il salto di qualità, soprattutto se il rovescio e il servizio saranno quelli di questa sera.

Gli altri incontri (Giovanni Vianello)

Nel primo match sul campo 1, Ferrer conferma di essere nella fase calante della propria carriera e subisce un pesante 6-2 6-3 dall’argentino Diego Schwartzman. Ferru è apparso nell’arco dell’intero match l’ombra del guerriero indomito che era un tempo, soprattutto a causa delle gambe che ormai non frullano più come una volta. Querrey liquida la pratica Robredo in due set. Giornata particolarmente felice al servizio per Sam, che ha messo in campo il 75% di prime palle e conquistato un eccellente 94% di punti con la prima. David Goffin patisce un grosso spavento nel primo set (va infatti sotto 4-0), ma poi rimonta e vince in due frazioni contro il giovane giocatore proveniente dalle qualificazioni Darian King, nativo delle Barbados. Da segnalare che per King si trattava della seconda volta consecutiva al secondo turno in un Masters 1000, avendo raggiunto tale risultato anche ad Indian Wells, quando aveva perso in tre set da Monfils. Malek Jaziri conferma i propri progressi degli ultimi mesi ed elimina la tds 31 Feliciano Lopez in tre set, in una partita pregevole sotto il punto di vista estetico. John Isner si rende protagonista della solita prestazione maiuscola al servizio ed elimina dal torneo Thomaz Bellucci in due set. Partenza diesel di Kyrgios che va sotto 0-3 con doppio break nel primo set prima di piazzare un parziale di 6 giochi a 1 e chiudere 6-4. Nel secondo set nessuna distrazione: l’australiano controlla le operazioni e chiude 6-3. Vittorie in due set anche per Bautista Agut e Karlovic contro Kukushkin e Kuznetsov.

Risultati:

[1] S. Wawrinka b. H. Zeballos 6-3 6-4
[27] D. Ferrer b. D. Schwartzman 6-2 6-3
[24] G. Muller b. A. Seppi 7-6(3) 7-6(1)
[22] S. Querrey b. [PR] T. Robredo 6-3 6-2
A. Mannarino b. [32] P. Lorenzi 6-4 3-6 6-2
[8] D. Goffin b. [Q] D. King 7-5 6-1
[10] T. Berdych b. [WC] A. Rublev 6-3 6-2
M. Jaziri b. [31] F. Lopez 6-3 4-6 6-3
[18] J. Isner b. [WC] T. Bellucci 7-5 7-6(5)
[4] R. Federer b. [Q] F. Tiafoe 7-6(2) 6-3
B. Coric b. [6] D. Thiem 6-1 7-5
[16] A. Zverev b. Y.H. Lu 6-0 6-3
[14] R. Bautista Agut b. [Q] M. Kukushkin 6-3 7-6(3)
[17] I. Karlovic b. A. Kuznetsov 7-6(4) 6-1
[12] N. Kyrgios b. D. Dzumhur 6-4 6-3
[29] J.M. del Potro b. R. Haase 6-2 6-4

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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