ATP Miami: Federer trova del Potro, Stan e Berdych facile

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ATP Miami: Federer trova del Potro, Stan e Berdych facile

Lo svizzero batte un convincente Tiafoe in un’ora e un quarto. DelPo si sbarazza di Haase. Out Thiem contro Coric, nessun problema per gli altri big

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[4] R. Federer b. [Q] F. Tiafoe 7-6(2) 6-3 (Paolo Di Lorito)

Tiafoe, che alla vigilia del match aveva dichiarato quanto fosse eccitato all’idea di affrontare una leggenda come Federer, una volta sceso in campo si è lasciato tutto questo alle spalle ed è riuscito a giocare con una calma quasi in contrasto con la sua età. Il diciannovenne americano ha disputato un egregissimo match, mostrando un servizio e un dritto che gli permettono di competere già con i top player del circuito. Il primo set è un assolo del giocatore alla battuta, con il numero 101 al mondo che non trova particolari difficoltà nel tenere lo scambio da fondo, mentre Federer non riesce mai a rendersi pericoloso in risposta. Tiafoe invece nel dodicesimo gioco si porta persino a due punti dal set, prima che lo svizzero risolva tutta con un ace. Nel tie-break Roger, come gli abbiamo già visto fare innumerevoli volte in passato, cambia marcia: i servizi si fanno più insidiosi, i colpi da fondo più potenti e le discese a rete più frequenti. Il sonoro “Come on!” arrivato dopo 43 minuti di set sottolineano quanto filo da torcere gli abbia dato Francis, e le cose non cambiano di molto nel secondo parziale. Anzi inizialmente sembrano mettersi anche peggio per Federer che va sotto di un break, ma recupera immediatamente. Il livello di tennis sembra alzarsi ulteriormente da entrambe le parti, ma ad un tratto la luce nel gioco di Tifaoe si spegne e sul 3-2 subisce il break decisivo. Pesano gli errori gratuiti commessi, su tutti una volée di rovescio larga di metri, e in un batter d’occhio Federer si ritrova con un vantaggio inaspettato che ovviamente non spreca. Un’ora e 14 minuti gli sono sufficienti per accedere agli ottavi dove troverà del Potro.

[29] J.M. del Potro b R. Haase 6-2 6-4 (Andrea Franchino)

 

Debutto nel Miami Open per Juan Martin del Potro (testa di serie n°29) e Robin Haase per guadagnarsi la partita contro il giocatore che “tremare il mondo fa” ossia Roger Federer. Il giocatore argentino (34 ATP) vorrebbe completare il rientro nel tennis che conta, l’olandese (48 ATP, fresco semifinalista a Dubai) vuole confermare l’attuale stato di forma. Del Potro comincia premendo sull’acceleratore e mette subito in difficoltà l’avversario, strappandogli il servizio al 3° gioco e lasciandogli briciole sui propri turni alla battuta. Haase dimostra di avere qualche problema con il servizio (5 doppi falli nel set) e cede nuovamente il servizio al settimo gioco, consentendo all’argentino di andare a chiudere il primo set con un turno a zero dopo 40 minuti. Nella seconda frazione il match diventa un po’ più equilibrato, l’unica emozione nei primi giochi è legata ad una caduta di del Potro nel primo punto del quinto gioco che lascia il gigante di Tandil dolorante e gli appassionati in apprensione. Nel gioco successivo Delpo, dopo essere stato 40-15, deve fronteggiare 2 palle break, la prima viene annullata con un servizio vincente, sulla seconda è salvato dal nastro che beffa Haase che dopo aver buttato fuori dal campo l’avversario e avrebbe soltanto dovuto mettere in campo un comodo diritto. La partita si risolve nel nono gioco, dove il giocatore argentino cambia marcia e ottiene 3 palle break (complice l’ennesimo doppio fallo di Haase) che gli consentono di andare a servire per il match e chiudere l’incontro tenendo il servizio a zero. Buona prestazione complessiva per Juan Martin che ci auguriamo possa essere in piena forma nel prossimo match del torneo.

[1] S. Wawrinka b. H. Zeballos 6-3 6-4 (Michele Trabace)

Apre il programma odierno sullo Stadium di Crandon Park Stan Wawrinka, opposto all’argentino Horacio Zeballos (n.75 ATP) nella prima volta da testa di serie numero 1 in un Masters. Tra i due, entrambi classe ’85, ci sono due precedenti giocati entrambi sulla terra (Buenos Aires 2012 e Roland Garros 2013), vinti dal tennista elvetico senza mai perdere un set. Stan incomincia concedendo due palle break nel game inaugurale dell’incontro, ma è bravo a infilare quattro punti di fila grazie a un ace e tre buone prime che gli aprono il campo. Rotto il ghiaccio, nel quarto gioco si procura tre palle break e alla prima occasione fa partire il suo proverbiale rovescio lungolinea che gli consegna il vantaggio. Da questo momento il campione in carica degli US Open sbaglia poco o nulla, chiudendo il parziale per 6-3 con addirittura il 94% di punti realizzati con la prima di servizio in campo (16 su 17). Il secondo set inizia con Wawrinka che ottiene un break nel primo game, indirizzando ancor di più il match e limitandosi poi a controllare il gioco fino a portare a compimento il suo esordio vincente a Miami con un ace finale. Secondo turno vinto agevolmente in un’ora e cinque minuti, per il tre volte campione Slam che qui a Key Biscayne non ha mai superato gli ottavi (raggiunti nel 2009 e 2014) e ambisce a riscattare la finale persa a Indian Wells la scorsa settimana.

 

B. Coric b. [6] D. Thiem 6-1 7-5 (Michelangelo Sottili)

Dopo i match di Pavlyuchenkova, Querrey e Isner, il Grandstand offre finalmente un incontro in cui entrambi i giocatori non mostrano limiti più o meno evidenti quando si tratta di spostarsi sul campo: sono Dominic Thiem e Borna Coric, di fronte per la prima volta. Fuori dai primi 100 della Race a testimonianza di una prima parte di 2017 decisamente complicata, il ventenne di Zagabria parte però bene quest’oggi: saldamente al comando nei propri turni di battuta, ottiene il break già al secondo gioco approfittando di un doppio fallo e di due errori macroscopici del dritto austriaco. Quella che potrebbe essere solo una falsa partenza si conferma per il resto del set, con Thiem che accumula un numero insensato di gratuiti nel vano tentativo di sfondare l’avversario, mentre a Coric basta limitare i rischi per chiudere 6-1. L’austriaco deve perdere il servizio anche in apertura di secondo set per capire che è il momento di cambiare qualcosa. Si fa allora più prudente, ricorre con maggior frequenza a variazioni slice con il rovescio e recupera subito il break. Pur racimolando pochi punti in risposta, Thiem dà sempre l’impressione di avere sulle corde l’affondo decisivo che sembra finalmente arrivare quando Coric serve sul 4-5: il braccio del croato trema e ai vantaggi arrivano tre set point che l’austriaco spreca incredibilmente, se la prende con la racchetta e, oltre all’attrezzo, si rompe anche il tempo. Dopo ore di pioggia, Coric raggiunge Thiem sul 5 pari, lo brekka sempre grazie a imprecisioni del dritto avversario e fa suo il match senza mai aver fatto o pensato nulla di tennisticamente rilevante. Al prossimo turno, lo aspetta Adrian Mannarino e sarà un’altra prima volta.

[10] T. Berdych b. [WC] A. Rublev 6-3 6-2 (Giovanni Vianello)

Esordio contro il promettente russo Rublev per Tomas Berdych, t.d.s. 10 e n. 14 della classifica mondiale, Berdych che è reduce dalla scioccante sconfitta con Nishioka ad Indian Wells, in una partita in cui ha servito due volte per il match ed ha anche avuto match point. Il primo set va al ceco per 6-3. Entrambi i giocatori mettono in luce un buon gioco, Berdych pressa da fondo soprattutto col dritto mentre Rublev varia di più gli schemi e non disdegna la rete. Il gioco segue i servizi fino al 4-3 per il n. 14 del mondo, con il russo che aveva già annullato tre palle break nel complesso, ma che nell’ottavo game cede la battuta a 15. Nel nono game Berdych rischia qualcosa, servendo per il set va avanti 30-0 ma si fa rimontare fino al 30-40, poi tuttavia gioca solido ed incamera così la frazione 6-3. Il secondo set ha molto meno da raccontare, Berdych si assicura due break di vantaggio in partenza, salendo 4-0, con Rublev che si dimostra impotente di fronte alla maggior consistenza del ceco; in seguito Tomas tiene due servizi e si aggiudica il secondo set 6-2. È stato un Berdych discreto quello visto oggi, ha offerto solo due palle-break in tutto il match (annullandole entrambe) ed ha sfoderato il suo solito dritto portentoso. Rublev, invece, ha mostrato buone cose solo nel primo set, ma ha subito tre break consecutivi tra la fine del primo parziale e l’inizio del secondo, break che denotano una certa immaturità.

[16] A. Zverev b. Y.H. Lu 6-0 6-3 (Domenico Giugliano)

Fa il suo debutto a Miami, per il suo primo turno del torneo, Alexander Zverev. Il suo avversario è il cinese di Taipei Lu. Il giovane talento tedesco parte subito alla grande, breakkando subito l’avversario e chiudendo con un perentorio 6-0 in 25 minuti. Nel secondo set il copione non cambia. Sasha breakka subito l’avversario. Lu non tiene il ritmo da fondo del più giovane degli Zverev e in 35 minuti il match è già finito con un perentorio 6-3. Un ottimo esordio a Miami per Zverev che in questo torneo dalle grandi assenze può avere un ottima opportunità per arrivare in fondo e dimostrare di essere finalmente pronto per il salto di qualità, soprattutto se il rovescio e il servizio saranno quelli di questa sera.

Gli altri incontri (Giovanni Vianello)

Nel primo match sul campo 1, Ferrer conferma di essere nella fase calante della propria carriera e subisce un pesante 6-2 6-3 dall’argentino Diego Schwartzman. Ferru è apparso nell’arco dell’intero match l’ombra del guerriero indomito che era un tempo, soprattutto a causa delle gambe che ormai non frullano più come una volta. Querrey liquida la pratica Robredo in due set. Giornata particolarmente felice al servizio per Sam, che ha messo in campo il 75% di prime palle e conquistato un eccellente 94% di punti con la prima. David Goffin patisce un grosso spavento nel primo set (va infatti sotto 4-0), ma poi rimonta e vince in due frazioni contro il giovane giocatore proveniente dalle qualificazioni Darian King, nativo delle Barbados. Da segnalare che per King si trattava della seconda volta consecutiva al secondo turno in un Masters 1000, avendo raggiunto tale risultato anche ad Indian Wells, quando aveva perso in tre set da Monfils. Malek Jaziri conferma i propri progressi degli ultimi mesi ed elimina la tds 31 Feliciano Lopez in tre set, in una partita pregevole sotto il punto di vista estetico. John Isner si rende protagonista della solita prestazione maiuscola al servizio ed elimina dal torneo Thomaz Bellucci in due set. Partenza diesel di Kyrgios che va sotto 0-3 con doppio break nel primo set prima di piazzare un parziale di 6 giochi a 1 e chiudere 6-4. Nel secondo set nessuna distrazione: l’australiano controlla le operazioni e chiude 6-3. Vittorie in due set anche per Bautista Agut e Karlovic contro Kukushkin e Kuznetsov.

Risultati:

[1] S. Wawrinka b. H. Zeballos 6-3 6-4
[27] D. Ferrer b. D. Schwartzman 6-2 6-3
[24] G. Muller b. A. Seppi 7-6(3) 7-6(1)
[22] S. Querrey b. [PR] T. Robredo 6-3 6-2
A. Mannarino b. [32] P. Lorenzi 6-4 3-6 6-2
[8] D. Goffin b. [Q] D. King 7-5 6-1
[10] T. Berdych b. [WC] A. Rublev 6-3 6-2
M. Jaziri b. [31] F. Lopez 6-3 4-6 6-3
[18] J. Isner b. [WC] T. Bellucci 7-5 7-6(5)
[4] R. Federer b. [Q] F. Tiafoe 7-6(2) 6-3
B. Coric b. [6] D. Thiem 6-1 7-5
[16] A. Zverev b. Y.H. Lu 6-0 6-3
[14] R. Bautista Agut b. [Q] M. Kukushkin 6-3 7-6(3)
[17] I. Karlovic b. A. Kuznetsov 7-6(4) 6-1
[12] N. Kyrgios b. D. Dzumhur 6-4 6-3
[29] J.M. del Potro b. R. Haase 6-2 6-4

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Sinner brillantissimo, ad Anversa arriva la quarta vittoria nel tour. OK Murray

La rivincita su Majchrzak vale a Jannik il secondo turno contro Monfils. Murray non brilla ma vince

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Jannik Sinner - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

CHE SINNER! – In finale al Challenger di Ostrava il 5 maggio scorso, Kamil Majchrzak lo aveva annichilito. In quell’occasione autore di un match perfetto, al primo turno di Anversa il qualificato polacco non ritrova però lo stesso avversario un po’ a corto di energie, bensì la versione migliore di Jannik Sinner che onora la wild card superandolo in due set. Il sipario si apre su un Sinner davvero centrato e reattivo che comanda lo scambio, nel palleggio a ritmo sostenuto si dimostra più solido e capace di muovere il gioco, oltre che di chiudere con accelerazioni puntuali. Majchrzak, nei primi 100 dallo scorso luglio, è stordito da una partenza tanto aggressiva e muove finalmente il punteggio tenendo la battuta al quinto game.

Jannik concede qualche errore con il dritto, ma i suoi piedi sono sempre vicinissimi al campo e si guadagna un set point in risposta sul 5-1. Kamil però lo annulla, prende fiducia e brekka al gioco successivo approfittando di un paio di imprecisioni a rete del giovane azzurro che, viceversa, si irrigidisce un po’ e regala qualche errore di troppo. Di nuovo con la battuta a disposizione, al quarto set point Sinner riesce mettere al sicuro un parziale che si stava complicando.

L’essere arrivato così vicino a girare una partita dalla quale non vedeva via d’uscita fa perdere un po’ di grinta a Majchrzak, quanto basta perché praticamente regali il turno di battuta in apertura a uno Jannik che ritrova invece la tranquillità necessaria e delle percentuali con il servizio migliori rispetto a quelle del primo set. Con una splendida chiusura lungolinea di rovescio, Sinner si prende un altro break al settimo game e, stavolta senza affanni, vola al secondo turno dove lo attende la prima testa di serie, Gael Monfils. Dopo la semifinale Challenger della scorsa settimana, arriva la quarta vittoria nel circuito maggiore per Jannik che ha dominato l’incontro, con solo una piccola flessione nella seconda parte del primo parziale in cui era peraltro ampiamente in vantaggio. Una vittoria che, almeno virtualmente, gli vale un altro piccolo passo verso la top 100 (per ora, sarebbe n. 114) e al cut off dell’Australian Open.

MURRAY SENZA LODE – Rispetto alle ultime incoraggianti apparizioni, è una versione di Andy Murray decisamente sottotono quella che supera 6-4 7-6 la wild card Kimmer Coppejans. Andy arriva ad Anversa forte di una condizione in costante crescita e, per batterlo, ormai c’è bisogno di mettere in campo una prestazione di alto livello, come hanno recentemente dovuto fare Dominic Thiem e Fabio Fognini. Ecco, allora, che la sfida inedita contro il n. 158 ATP rischia di diventare quasi un allenamento per l’ex numero uno del mondo. Un rischio che sembra concretizzarsi dopo il 3-0 iniziale, ma tre doppi falli scozzesi rimettono subito in corsa l’avversario e diventa chiaro in fretta che non assisteremo a un incontro entusiasmante.

Coppejans mette in campo oltre l’80% di prime battute su cui però perde quasi la metà dei punti, il contrario di quello che avviene sul servizio di Andy, prefetto con la prima tranne la parte in cui ne mette dentro una ogni cinque minuti (sarà il 44% alla fine del primo set, per essere più precisi). Concede anche qualche errore di troppo nel palleggio con il dritto, ma resta comunque il più solido e, senza particolari emozioni, incamera il parziale brekkando al decimo gioco.

 

Il secondo set si apre con Kimmer che inizia a fare punti rispondendo al primo servizio e piazza vincenti tra dritto, rovescio e drop shot; insomma, non ci sono più certezze e arriva anche il doppio fallo di Murray sulla palla break. Il venticinquenne di Ostenda rientra in fretta nell’uniforme da Challenger cedendo subito il vantaggio; Andy non sa approfittarne per portare definitivamente l’inerzia dalla propria parte e, anzi, subendo nove punti di fila, deve ricorrere al servizio per evitare di finire sotto un 1-4 pesante. Tanti errori da parte di entrambi, pochi scambi tesi e qualche bella smorzata a catturare temporaneamente l’attenzione.

Il belga non ha le armi per fare davvero male e il suo gioco mal si sposa con quello di Murray che, in una serata tutt’altro che brillante, riesce ad alzare il livello quanto basta per arrivare al tie-break. Lì, un bel punto per uno e il resto sono errori, compreso lo smash finale di Coppejans su una difesa di Andy degna del suo nome. In ogni caso, per l’uomo dall’anca artificialmente rivestita si trattava come sempre di mettere nelle gambe un altro match e guadagnarsi l’opportunità di giocare ancora: missione compiuta. Un giorno di riposo e giovedì gli toccherà il vincente fra Pablo Cuevas e Hugo Dellien, non due assidui frequentatori del duro indoor.

GLI ALTRI MATCH – Passo falso di Richard Gasquet che si fa rimontare il 6-1 iniziale da Soonwoo Kwon, n. 88 ATP in rapida ascesa (era fuori dai 200 a febbraio). L’esperienza non mette Richard al riparo dalla classica reazione di inizio secondo set, ma il francese recupera sul 2 pari. Il ventunenne coreano ha però trovato il tempo sulla risposta e il suo rovescio bimane, piuttosto compatto, è solido ed efficace, come in occasione della palla break che gli permette poi di chiudere con il servizio. Gasquet perde la battuta all’inizio della partita decisiva aprendo con un doppio fallo – come se l’altro non fosse già abbastanza in fiducia – e Kwon mantiene senza problemi il vantaggio fino alla stretta di mano.

Feliciano Lopez torna in campo dopo il match teso con Daniil Medvedev allo US Open. Il trentottenne di Toledo salva tutte le sei palle break concesse e supera 7-6 6-4 Cameron Norrie, pareggiando così il risultato della sfida a Los Cabos dello scorsa anno. Al prossimo turno, se la vedrà con Stan Wawrinka, anch’egli al rientro dopo la sconfitta newyorchese patita dal russo del momento. Dopo quattro sconfitte consecutive, torna alla vittoria Jan-Lennard Struff; a pagare la voglia di riscatto tedesca è il qualificato Gregoire Barrere che raccoglie tre giochi.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. [Q] K. Majchrzak 6-4 6-2
[7] J.L. Struff b. [Q] G. Barrere 6-2 6-1
F. Lopez b. C. NOrrie 7-6(2) 6-4
G. Simon b. S. Darcis 6-1 6-2
A. Murray b. [WC] K. Copejans 6-4 7-6(4)
[Q] M. Copil b. F. Delbonis 6-4 7-6(3)
S. Kwon b. R. Gasquet 1-6 6-3 6-4
U. Humbert b. J. Kovalik 6-4 7-5

Il tabellone di Anversa completo e aggiornato

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Classifica ATP, Berrettini nuovo numero 1 d’Italia: è a un passo dai primi 10

La semifinale di Shanghai regala a Matteo l’ottavo posto nella Race e l’undicesimo nel Ranking (superato Fabio Fognini). Nadal prepara il sorpasso su Djokovic e si avvicina al numero 1 di fine anno

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Matteo Berrettini - Shanghai 2019 (foto via Twitter, @atptour)

Settimana sontuosa per chi si dedica al commento della classifica ATP, soprattutto se di nazionalità italiana. Il tennis è sport meno di altri incline a sentimenti filo-patriottici, tranne quando si gioca (o giocava) la Coppa Davis; indipendentemente da questa considerazione, è però bello vedere i propri connazionali vestire i panni dei protagonisti.

Il Masters 1000 di Shanghai ha portato in dote a Matteo Berrettini svariate novità positive, a cominciare dalla posizione in classifica più alta che abbia mai raggiunto in carriera – l’undicesima – a soli 30 punti di distanza dalla decima occupata da Bautista Agut. In questo finale di stagione Berrettini non ha però punti in scadenza a differenza dell’iberico e ha quindi concrete chance di diventare il quarto tennista italiano a raggiungere la top ten da quando nel 1973 venne istituita la classifica come oggi la conosciamo. Prima di lui ci sono riusciti Adriano Panatta (4), Corrado Barazzutti (7) e Fabio Fognini (9).

L’allievo di Santopadre ha poi portato a compimento un’impresa che era nell’aria già da qualche settimana: diventare il capofila del nostro movimento maschile. Un’impresa difficile da prevedere a inizio stagione e che nel corso del 2019 era già brevemente riuscita a Marco Cecchinato. Il futuro ci dirà se Matteo saprà emulare – o superare – Fabio Fognini e Filippo Volandri, che nel corso di questo millennio sono i due giocatori rimasti complessivamente più a lungo al comando del tennis italiano.

 

RACE TO LONDON

La semifinale di Shanghai ha regalato infine a Berrettini l’ottavo posto nella classifica dei migliori giocatori dell’anno:

Posizione Nazione Giocatore Punti
1 Spagna Nadal 9225
2 Serbia Djokovic 7945
3 Russia Medvedev 5875
4 Svizzera Federer 5690
5 Austria Thiem 4525
6 Grecia Tsitsipas 3730
7 Germania Zverev 2855
8 Italia Berrettini 2525
9 Spagna Bautista Agut 2485
10 Belgio Goffin 2325


Fabio Fognini, pur perdendo la leadership italiana, ha comunque brillantemente tenuto vive le sue chance di prendere parte al torneo che chiude la stagione: nella Race è undicesimo con 2235 punti, seguito da Nishikori con 2180 e Monfils con 2170. Rallenta la rincorsa di Djokovic al primato stagionale di Nadal, mentre Daniil Medvedev supera Federer grazie al trionfo cinese.

Questo straordinario atleta, che ricorda vagamente un Buster Keaton allampanato, sta vivendo una seconda parte di stagione eccezionale: finale a Washington, Montreal, US Open e vittoria a Cincinnati, San Pietroburgo e Shanghai. Not too bad per un giocatore sino a pochi mesi era poco considerato dalla maggioranza degli appassionati in considerazione del suo stile di gioco poco ortodosso. A quanto si legge nei commenti alle sue vittorie però, gli italiani – sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori come constatava Ennio Flaiano – hanno quasi unanimamente cambiato idea sulle “magnifiche sorti e progressive” del giovane moscovita residente a Montecarlo. Torniamo alla battaglia per Londra.

Con la semifinale di Shanghai Stefanos Tsitsipas si è matematicamente conquistato il diritto di partecipare per la prima volta in carriera al torneo che a Londra chiude la stagione. Restano quindi ancora quattro posti da assegnare: i due effettivi più le due riserve. Questa settimana tre dei contendenti saranno impegnati in due tornei 250: Fognini a Stoccolma, Goffin e Monfils ad Anversa.

CLASSIFICA NEXT GENERATION

La partecipazione di Tsitsipas al torneo londinese inevitabilmente priverà quello milanese del trionfatore della scorsa edizione ma allo stesso modo rende più interessante la lotta per accedervi. Attualmente ai primi otto posti della classifica troviamo:

Posizione ATP Nazione Giocatore Nato nel Punti
6 Grecia Tsitsipas 1998 3820
17 Canada Auger-Aliassime 2000 1681
26 Australia de Minaur 1999 1430
34 Canada Shapovalov 1999 1255
53 USA Tiafoe 1998 970
59 Norvegia Ruud 1998 931
49 Serbia Kecmanovic 1999 893
70 Francia Humbert 1998 778


Auger-Aliassime, de Minaur e Shapovalov sono già matematicamente qualificati. Ad essi si unirà Jannik Sinner grazie a una wild card. In lizza per i quattro posti ancora disponibili oltre a Tiafoe, Ruud, Kecmanovic e Humbert c’è lo svedese Mikael Ymer, che si è portato a soli 27 punti di distanza da Humbert grazie alla vittoria ottenuta al Challenger 100 di Mouilleron-le-Captif.

CASA ITALIA

Nelle prime 200 posizioni mondiali troviamo ancora 16 italiani:

Classifica Giocatore Variazione
11 Berrettini 2
12 Fognini =
56 Sonego -1
72 Seppi =
73 Cecchinato -4
83 Travaglia 2
89 Fabbiano 2
95 Caruso 3
117 Lorenzi 1
119 Sinner 8
124 Mager -1
145 Giustino -3
147 Giannessi 4
149 Gaio 2
162 Baldi -9
186 Marcora 1


Oltre a Berrettini, anche Salvatore Caruso e Jannik Sinner – semifinalista al Challenger vinto da Ymer – hanno migliorato il proprio best ranking. Questa settimana sullo scacchiere europeo si esibiranno Fognini e Travaglia a Stoccolma, Sonego e Sinner ad Anversa, Fabbiano e Seppi a Mosca. Al momento sono ancora impegnati nell’ultimo turno del torneo di qualificazione Paolo Lorenzi a Anversa e Gianluca Mager a Stoccolma, mentre Caruso ha fallito quella di Anversa.

PRIMI DELLA CLASSE

Una sola variazione rispetto a sette giorni fa tra le prime dieci posizioni: Karen Khachanov ha rimpiazzato Nishikori all’ottavo posto. Il giapponese dovrebbe rientrare a Vienna, fisico permettendo. Più importante è però ciò che si sta profilando all’orizzonte e del quale abbiamo già dato ampio risalto: il sorpasso di Nadal ai danni di Djokovic al termine del Masters 1000 di Parigi-Bercy.

Un po’ più di movimento lo troviamo tra l’undicesima e la ventesima posizione dove, oltre a Berrettini, avanzano Diego Schwartzman, John Isner, Felix Auger-Aliassime, Stan Wawrinka, Lucas Pouille e Guido Pella. Perde invece due posizioni Gael Monfils. Kevin Anderson e Borna Coric escono dalla top 20. La sintesi grafica:

Posizione Nazione Giocatore Punti Variazione
1 Serbia Djokovic 9545 =
2 Spagna Nadal 9225 =
3 Svizzera Federer 6950 =
4 Russia Medvedev 5920 =
5 Austria Thiem 5085 =
6 Germania Zverev 4425 =
7 Grecia Tsitsipas 3900 =
8 Russia Khachanov 2990 1
9 Giappone Nishikori 2860 -1
10 Spagna Bautista Agut 2575 =
11 Italia Berrettini 2545 2
12 Italia Fognini 2415 =
13 Francia Monfils 2410 -2
14 Belgio Goffin 2280  =
15 Argentina Schwartzman 1995 1
16 USA Isner 1985 1
17 Canada Auger-Aliassime 1681 2
18 Svizzera Wawrinka 1670 2
19 Francia Pouille 1645 3
20 Argentina Pella 1620 1


BEST RANKING PER…

Classifica Giocatore Nazione
11 Berrettini Italia
17 Auger-Aliassime Canada
33 Hurkacz Polonia
37 Opelka USA
48 Bublik Khazakistan
51 Londero Argentina
75 M. Ymer Svezia
95 Caruso Italia


Volete sapere che posizione occupavano in classifica questi otto giocatori a inizio 2019? Ecco la risposta:

  • Berrettini: n. 52 (+41 posti)
  • Auger-Aliassime: n. 106 (+ 89)
  • Hurkacz: n. 88 (+ 55)
  • Opelka: n. 102 (+ 65)
  • Bublik: n. 165 ( + 117)
  • Londero: n. 117 ( + 66)
  • M. Ymer: n. 196 (+ 121)
  • Caruso: n. 156 (+ 61)

Complimenti.

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ATP

Seppi maratoneta a Mosca, colpo di Travaglia a Stoccolma

Andreas annulla due match point e batte Garin dopo quasi tre ore di lotta. “Steto” sopravvive ai trenta ace del temuto bombardiere USA Opelka. Niente da fare per Sonego con Tsonga

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Andreas Seppi -Zhuhai 2019 (via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Una buona giornata per il tennis di casa nostra, il lunedì indoor sparpagliato tra Anversa, Mosca e Stoccolma. Non era scontato, date le grige premesse emerse dai turni di qualificazione, già avari di buone novelle nei giorni passati e anche oggi non particolarmente confortanti. Tra la tarda mattinata e l’immediato dopo pranzo è arrivato il disco rosso per Gianluca Mager a Stoccolma e per Paolino Lorenzi ad Anversa, rispettivamente fermati da Dennis Novak e da Gregoire Barrere. Fortuna che Andreas Seppi e Stefano Travaglia hanno iniziato la settimana di luna buona.

SEPPI DI TIGNA E CORAGGIO – Bene, anzi benissimo Andreas Seppi, il quale ha aggiunto un nuovo pezzo alla proprio prestigiosa, ed estesissima, collezione di vittorie in rimonta in match di durata superiore alle due ore e mezza. Stavolta, a Mosca, luogo del cuore di Andreas in quanto sede del trionfo andato in archivio nell’annata 2012, ce ne sono volute quasi tre per superare El Tanque Garin in una partita ondivaga, altalenante e sinceramente tesa: non quanto di solito ci si aspetta da un primo turno in un 250 nel sottotetto europeo.

Presumibile highlitght della settimana benché sia appena lunedì, l’incontro è finito nelle mani di Seppi in un modo che in molti riterranno inaspettato, vista la fiacca versione del maratoneta di Caldaro andata in scena nel primo set; primo set chiuso con due break a sfavore sul groppone e tante cattive sensazioni. All’improvviso, Andreas si è messo a macinare tennis matematico all’inizio della seconda partita, scappando avanti sul quattro a due e non riuscendo tuttavia a chiudere con il servizio a disposizione sul cinque a quattro, quando ha riammesso il cileno nel set dopo aver anche sciupato due palle per il terzo.

 

Di nuovo incupitosi, Seppi è stato costretto ad aggrapparsi all’ultimo lembo di match disponibile quando Garin per due volte ha avuto la palla per chiudere nel dodicesimo gioco, ma, salvatosi, ha disputato un gran tie break che gli è valso l’iscrizione alla volata nel set decisivo. Un set iniziato maluccio, a dir la verità, ma tenuto in piedi anche grazie alla stampella offerta dal carrarmato di Santiago del Cile, che ha dapprima restituito nell’ottavo game il break precedentemente conquistato, poi ha sprecato nel nono due palle per staccarsi ancora.

Costretto a servire per rimanere in vita, Garin si è salvato in un dodicesimo game da ventotto punti in cui ha dovuto cancellare a Seppi quattro match point, manifestando con urlacci ad altissimo voltaggio di decibel il proprio grande nervosismo. Nel nuovo tie break, tuttavia, egli ha proseguito nel suo pomeriggio eccessivamente prodigo, sprecando per due volte un minibreak di vantaggio e consegnando quello che obiettivamente è stato un gran match a Seppi, il quale, al prossimo turno, incrocerà la racchetta con il vincente della sfida tra Carballes Baena e Berankis.

VAI STETO – L’ottimo voto che merita Seppi va esteso anche a Stefano Travaglia, emerso vincitore dalla durissima sfida di primo turno contro il pivot USA Reilly Opelka, la cui impropria arma d’inizio scambio era ancora più temuta considerata la superficie, notoriamente piuttosto veloce, della Kungliha Tennishallen. Non lasciandosi troppo impressionare dai trenta, dicasi trenta, ace messi giù dall’avversario, Travaglia ha addirittura riscosso maggiori dividendi al servizio, con cui ha concesso appena due punti nella prima frazione vinta grazie al decisivo break ottenuto nell’undicesimo gioco.

Quando improvvisamente, e per l’unica volta nell’incontro, il 2.11 dal Michigan è riuscito a far breccia nel turno di battuta di Travaglia, portando dalla propria parte la seconda partita con l’incursione nel servizio italiano del decimo game, si è avuta l’ennesima conferma dello straordinario carattere di cui è dotato il tennista di Ascoli. Senza fare una piega, Stetone nel terzo set è tornato a essere l’unico tra i due contendenti insidioso in ribattuta, e il break decisivo, conquistato addirittura a zero nel nono gioco, gli ha consegnato la terza vittoria in carriera contro un top 50 e un secondo turno appetitoso contro il vincente del match tra la wild card Elias Ymer e il lucky loser Yuichi Sugita.

TSONGA TROPPO PER SONEGO – Ad Anversa nel match clou della prima giornata Jo-Wilfried Tsonga ha superato in 1h20 il nostro Lorenzo Sonego. Un match in cui un solo break per set ha fatto la differenza ma dove il piemontese ha raccolto un solo break point non riuscendo mai a scalfire il servizio del francese

Risultati:

Anversa

[5] G. Pella b. P. Gojowczyk 5-7 6-4 7-6(2)
[6] J-W. Tsonga b. L. Sonego 6-3 6-4

Mosca

A. Seppi b. [3] C. Garin 3-6 7-6(2) 7-6(4)
[Q] L. Rosol b. J.I. Londero 6-7(4) 7-6(7) 6-3
[7] A. Mannarino b. [Q] D. Dzumhur 7-6(2) 6-0

Stoccolma

S. Travaglia b. [6] R. Opelka 7-5 4-6 6-4
[8] D. Evans b. B. Tomic 6-4 1-6 6-3
[PR] J. Tipsarevic b. C. Moutet 6-2 6-4

I tabelloni della settimana

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