ATP Miami: Federer trova del Potro, Stan e Berdych facile

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ATP Miami: Federer trova del Potro, Stan e Berdych facile

Lo svizzero batte un convincente Tiafoe in un’ora e un quarto. DelPo si sbarazza di Haase. Out Thiem contro Coric, nessun problema per gli altri big

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[4] R. Federer b. [Q] F. Tiafoe 7-6(2) 6-3 (Paolo Di Lorito)

Tiafoe, che alla vigilia del match aveva dichiarato quanto fosse eccitato all’idea di affrontare una leggenda come Federer, una volta sceso in campo si è lasciato tutto questo alle spalle ed è riuscito a giocare con una calma quasi in contrasto con la sua età. Il diciannovenne americano ha disputato un egregissimo match, mostrando un servizio e un dritto che gli permettono di competere già con i top player del circuito. Il primo set è un assolo del giocatore alla battuta, con il numero 101 al mondo che non trova particolari difficoltà nel tenere lo scambio da fondo, mentre Federer non riesce mai a rendersi pericoloso in risposta. Tiafoe invece nel dodicesimo gioco si porta persino a due punti dal set, prima che lo svizzero risolva tutta con un ace. Nel tie-break Roger, come gli abbiamo già visto fare innumerevoli volte in passato, cambia marcia: i servizi si fanno più insidiosi, i colpi da fondo più potenti e le discese a rete più frequenti. Il sonoro “Come on!” arrivato dopo 43 minuti di set sottolineano quanto filo da torcere gli abbia dato Francis, e le cose non cambiano di molto nel secondo parziale. Anzi inizialmente sembrano mettersi anche peggio per Federer che va sotto di un break, ma recupera immediatamente. Il livello di tennis sembra alzarsi ulteriormente da entrambe le parti, ma ad un tratto la luce nel gioco di Tifaoe si spegne e sul 3-2 subisce il break decisivo. Pesano gli errori gratuiti commessi, su tutti una volée di rovescio larga di metri, e in un batter d’occhio Federer si ritrova con un vantaggio inaspettato che ovviamente non spreca. Un’ora e 14 minuti gli sono sufficienti per accedere agli ottavi dove troverà del Potro.

[29] J.M. del Potro b R. Haase 6-2 6-4 (Andrea Franchino)

 

Debutto nel Miami Open per Juan Martin del Potro (testa di serie n°29) e Robin Haase per guadagnarsi la partita contro il giocatore che “tremare il mondo fa” ossia Roger Federer. Il giocatore argentino (34 ATP) vorrebbe completare il rientro nel tennis che conta, l’olandese (48 ATP, fresco semifinalista a Dubai) vuole confermare l’attuale stato di forma. Del Potro comincia premendo sull’acceleratore e mette subito in difficoltà l’avversario, strappandogli il servizio al 3° gioco e lasciandogli briciole sui propri turni alla battuta. Haase dimostra di avere qualche problema con il servizio (5 doppi falli nel set) e cede nuovamente il servizio al settimo gioco, consentendo all’argentino di andare a chiudere il primo set con un turno a zero dopo 40 minuti. Nella seconda frazione il match diventa un po’ più equilibrato, l’unica emozione nei primi giochi è legata ad una caduta di del Potro nel primo punto del quinto gioco che lascia il gigante di Tandil dolorante e gli appassionati in apprensione. Nel gioco successivo Delpo, dopo essere stato 40-15, deve fronteggiare 2 palle break, la prima viene annullata con un servizio vincente, sulla seconda è salvato dal nastro che beffa Haase che dopo aver buttato fuori dal campo l’avversario e avrebbe soltanto dovuto mettere in campo un comodo diritto. La partita si risolve nel nono gioco, dove il giocatore argentino cambia marcia e ottiene 3 palle break (complice l’ennesimo doppio fallo di Haase) che gli consentono di andare a servire per il match e chiudere l’incontro tenendo il servizio a zero. Buona prestazione complessiva per Juan Martin che ci auguriamo possa essere in piena forma nel prossimo match del torneo.

[1] S. Wawrinka b. H. Zeballos 6-3 6-4 (Michele Trabace)

Apre il programma odierno sullo Stadium di Crandon Park Stan Wawrinka, opposto all’argentino Horacio Zeballos (n.75 ATP) nella prima volta da testa di serie numero 1 in un Masters. Tra i due, entrambi classe ’85, ci sono due precedenti giocati entrambi sulla terra (Buenos Aires 2012 e Roland Garros 2013), vinti dal tennista elvetico senza mai perdere un set. Stan incomincia concedendo due palle break nel game inaugurale dell’incontro, ma è bravo a infilare quattro punti di fila grazie a un ace e tre buone prime che gli aprono il campo. Rotto il ghiaccio, nel quarto gioco si procura tre palle break e alla prima occasione fa partire il suo proverbiale rovescio lungolinea che gli consegna il vantaggio. Da questo momento il campione in carica degli US Open sbaglia poco o nulla, chiudendo il parziale per 6-3 con addirittura il 94% di punti realizzati con la prima di servizio in campo (16 su 17). Il secondo set inizia con Wawrinka che ottiene un break nel primo game, indirizzando ancor di più il match e limitandosi poi a controllare il gioco fino a portare a compimento il suo esordio vincente a Miami con un ace finale. Secondo turno vinto agevolmente in un’ora e cinque minuti, per il tre volte campione Slam che qui a Key Biscayne non ha mai superato gli ottavi (raggiunti nel 2009 e 2014) e ambisce a riscattare la finale persa a Indian Wells la scorsa settimana.

 

B. Coric b. [6] D. Thiem 6-1 7-5 (Michelangelo Sottili)

Dopo i match di Pavlyuchenkova, Querrey e Isner, il Grandstand offre finalmente un incontro in cui entrambi i giocatori non mostrano limiti più o meno evidenti quando si tratta di spostarsi sul campo: sono Dominic Thiem e Borna Coric, di fronte per la prima volta. Fuori dai primi 100 della Race a testimonianza di una prima parte di 2017 decisamente complicata, il ventenne di Zagabria parte però bene quest’oggi: saldamente al comando nei propri turni di battuta, ottiene il break già al secondo gioco approfittando di un doppio fallo e di due errori macroscopici del dritto austriaco. Quella che potrebbe essere solo una falsa partenza si conferma per il resto del set, con Thiem che accumula un numero insensato di gratuiti nel vano tentativo di sfondare l’avversario, mentre a Coric basta limitare i rischi per chiudere 6-1. L’austriaco deve perdere il servizio anche in apertura di secondo set per capire che è il momento di cambiare qualcosa. Si fa allora più prudente, ricorre con maggior frequenza a variazioni slice con il rovescio e recupera subito il break. Pur racimolando pochi punti in risposta, Thiem dà sempre l’impressione di avere sulle corde l’affondo decisivo che sembra finalmente arrivare quando Coric serve sul 4-5: il braccio del croato trema e ai vantaggi arrivano tre set point che l’austriaco spreca incredibilmente, se la prende con la racchetta e, oltre all’attrezzo, si rompe anche il tempo. Dopo ore di pioggia, Coric raggiunge Thiem sul 5 pari, lo brekka sempre grazie a imprecisioni del dritto avversario e fa suo il match senza mai aver fatto o pensato nulla di tennisticamente rilevante. Al prossimo turno, lo aspetta Adrian Mannarino e sarà un’altra prima volta.

[10] T. Berdych b. [WC] A. Rublev 6-3 6-2 (Giovanni Vianello)

Esordio contro il promettente russo Rublev per Tomas Berdych, t.d.s. 10 e n. 14 della classifica mondiale, Berdych che è reduce dalla scioccante sconfitta con Nishioka ad Indian Wells, in una partita in cui ha servito due volte per il match ed ha anche avuto match point. Il primo set va al ceco per 6-3. Entrambi i giocatori mettono in luce un buon gioco, Berdych pressa da fondo soprattutto col dritto mentre Rublev varia di più gli schemi e non disdegna la rete. Il gioco segue i servizi fino al 4-3 per il n. 14 del mondo, con il russo che aveva già annullato tre palle break nel complesso, ma che nell’ottavo game cede la battuta a 15. Nel nono game Berdych rischia qualcosa, servendo per il set va avanti 30-0 ma si fa rimontare fino al 30-40, poi tuttavia gioca solido ed incamera così la frazione 6-3. Il secondo set ha molto meno da raccontare, Berdych si assicura due break di vantaggio in partenza, salendo 4-0, con Rublev che si dimostra impotente di fronte alla maggior consistenza del ceco; in seguito Tomas tiene due servizi e si aggiudica il secondo set 6-2. È stato un Berdych discreto quello visto oggi, ha offerto solo due palle-break in tutto il match (annullandole entrambe) ed ha sfoderato il suo solito dritto portentoso. Rublev, invece, ha mostrato buone cose solo nel primo set, ma ha subito tre break consecutivi tra la fine del primo parziale e l’inizio del secondo, break che denotano una certa immaturità.

[16] A. Zverev b. Y.H. Lu 6-0 6-3 (Domenico Giugliano)

Fa il suo debutto a Miami, per il suo primo turno del torneo, Alexander Zverev. Il suo avversario è il cinese di Taipei Lu. Il giovane talento tedesco parte subito alla grande, breakkando subito l’avversario e chiudendo con un perentorio 6-0 in 25 minuti. Nel secondo set il copione non cambia. Sasha breakka subito l’avversario. Lu non tiene il ritmo da fondo del più giovane degli Zverev e in 35 minuti il match è già finito con un perentorio 6-3. Un ottimo esordio a Miami per Zverev che in questo torneo dalle grandi assenze può avere un ottima opportunità per arrivare in fondo e dimostrare di essere finalmente pronto per il salto di qualità, soprattutto se il rovescio e il servizio saranno quelli di questa sera.

Gli altri incontri (Giovanni Vianello)

Nel primo match sul campo 1, Ferrer conferma di essere nella fase calante della propria carriera e subisce un pesante 6-2 6-3 dall’argentino Diego Schwartzman. Ferru è apparso nell’arco dell’intero match l’ombra del guerriero indomito che era un tempo, soprattutto a causa delle gambe che ormai non frullano più come una volta. Querrey liquida la pratica Robredo in due set. Giornata particolarmente felice al servizio per Sam, che ha messo in campo il 75% di prime palle e conquistato un eccellente 94% di punti con la prima. David Goffin patisce un grosso spavento nel primo set (va infatti sotto 4-0), ma poi rimonta e vince in due frazioni contro il giovane giocatore proveniente dalle qualificazioni Darian King, nativo delle Barbados. Da segnalare che per King si trattava della seconda volta consecutiva al secondo turno in un Masters 1000, avendo raggiunto tale risultato anche ad Indian Wells, quando aveva perso in tre set da Monfils. Malek Jaziri conferma i propri progressi degli ultimi mesi ed elimina la tds 31 Feliciano Lopez in tre set, in una partita pregevole sotto il punto di vista estetico. John Isner si rende protagonista della solita prestazione maiuscola al servizio ed elimina dal torneo Thomaz Bellucci in due set. Partenza diesel di Kyrgios che va sotto 0-3 con doppio break nel primo set prima di piazzare un parziale di 6 giochi a 1 e chiudere 6-4. Nel secondo set nessuna distrazione: l’australiano controlla le operazioni e chiude 6-3. Vittorie in due set anche per Bautista Agut e Karlovic contro Kukushkin e Kuznetsov.

Risultati:

[1] S. Wawrinka b. H. Zeballos 6-3 6-4
[27] D. Ferrer b. D. Schwartzman 6-2 6-3
[24] G. Muller b. A. Seppi 7-6(3) 7-6(1)
[22] S. Querrey b. [PR] T. Robredo 6-3 6-2
A. Mannarino b. [32] P. Lorenzi 6-4 3-6 6-2
[8] D. Goffin b. [Q] D. King 7-5 6-1
[10] T. Berdych b. [WC] A. Rublev 6-3 6-2
M. Jaziri b. [31] F. Lopez 6-3 4-6 6-3
[18] J. Isner b. [WC] T. Bellucci 7-5 7-6(5)
[4] R. Federer b. [Q] F. Tiafoe 7-6(2) 6-3
B. Coric b. [6] D. Thiem 6-1 7-5
[16] A. Zverev b. Y.H. Lu 6-0 6-3
[14] R. Bautista Agut b. [Q] M. Kukushkin 6-3 7-6(3)
[17] I. Karlovic b. A. Kuznetsov 7-6(4) 6-1
[12] N. Kyrgios b. D. Dzumhur 6-4 6-3
[29] J.M. del Potro b. R. Haase 6-2 6-4

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Il circuito ATP riparte a metà agosto, due Slam e tre Masters 1000 tutti consecutivi

Si riparte dal torneo di Washington il 14 agosto. Dalla settimana successiva 3000 punti in paio a New York, poi subito Madrid, Roma e Roland Garros

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Alla fine l’annuncio è arrivato. Il circuito ATP riprenderà tra circa due mesi, alla metà di agosto con il torneo 500 di Washington D.C. Cancellato il Masters 1000 di Toronto, dalla settimana successiva avrà inizio il tour de force con in palio due titoli del Grande Slam e tre titoli Masters 1000 senza mai una pausa per chi arrivasse in fondo.

Come vedete da sabato 22 agosto parte il Western&Southern Open che per quest’anno si trasferisce da Cincinnati a Flushing Meadows; il combined si giocherà fino a venerdì 28 agosto. Lunedì 31 agosto partirà lo US Open nel medesimo luogo e dunque lo Slam americano manterrà le date originali. L’ATP ha permesso lo svolgimento di un ATP 250 durante la seconda settimana dello US Open: a Kitzbuhel prenderà il via la stagione sulla terra battuta europea, che proseguirà poi con tornei di rango superiore.

Neanche il tempo di tornare da New York, infatti, che scatterà il Masters 1000 di Madrid, seguito immediatamente da quello di Roma, gli Internazionali d’Italia. Il ciclo terribile si chiuderà con l’edizione 2020 del Roland Garros a Parigi.

 

Anche il circuito challenger ripartirà nella settimana di lunedì 17 agosto mentre gli ITF già a partire dal 3 agosto.

A metà luglio è previsto un ulteriore aggiornamento con il calendario per l’autunno: resta incerto il destino dei tornei asiatici, più speranze per l’indoor europeo che culminerà con le ATP Finals di Londra. L’ATP 500 di Vienna, ad esempio, ha confermato tramite un comunicato ufficiale l’intenzione di disputare il torneo nelle date previste, ovvero dal 24 ottobre all’1 novembre. Gli organizzatori del torneo austriaco hanno anche aperto alla possibilità di giocare di fronte a un pubblico.

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Il rovescio di Sinner è il più “pesante” del mondo, parola di O’Shannessy

Dal lato del rovescio nessuno imprime tanto spin quanto l’altoatesino e anche la velocità di palla è in (e da?) top 5

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Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Costretti a un off season anticipata e forzata, le possibilità dell’appassionato di tennis sono due: guardare avanti e avanzare ipotesi sul futuro dello sport o volgersi indietro, scartabellando tra gli incontri passati in cerca di numeri e storie interessanti. Chi di dati in archivio ne ha da vendere è il solito Craig O’Shannessy, che sul sito ATP ha passato in rassegna i giocatori per stabilire chi avesse il rovescio più potente. Dalla sua analisi, lo statistico australiano ha tratto fuori un nome ben preciso: Jannik Sinner.

Secondo O’Shannessy il giovane italiano, numero 73 ATP, possiede il “rovescio più potente e cattivo“. Al di là delle disquisizioni estetiche sul gesto, che è oggettivamente fluido, pulito e eseguito apparentemente senza sforzo, chiunque abbia visto Sinner, anche solo in televisione, si sarà accorto dell’effettiva potenza del colpo. Due sono i punti forti del rovescio di Jannik stando ai rilevamenti di O’Shannessy: spin e velocità di palla. In entrambe le categorie l’azzurro compare tra i primi cinque all’interno di un campione di 94 giocatori, che considera coloro che hanno disputato almeno dieci match tra il 2018 e il 2020 su campi dotati di tecnologia Hawk-Eye (indispensabile per certe misurazioni).

SPIN – Imprimere spin alla palla ha il doppio vantaggio di consentire un maggior controllo, aumentando il margine di errore, e di mandare di là dalla rete una palla “scomoda” per l’avversario, più difficile da gestire. Dal lato del rovescio nessuno dà più rotazione alla palla di Jannik Sinner, che nei 17 incontri presi in considerazione ha fatto registrare una media di 1858 rotazioni al minuto.

 

Di seguito la Top 5 nella categoria “spin”:

1. Jannik Sinner = 1858 rpm
2. Martin Klizan = 1840 rpm
3. Felix Auger-Aliassime = 1825 rpm
4. Pablo Cuevas = 1735 rpm
5. John Millman = 1680 rpm

Sinner è accompagnato da nomi che hanno nel rovescio il loro colpo migliore o più solido. Nell’elenco troviamo un solo monomane, Pablo Cuevas, sempre molto apprezzato per il suo rovescio classico che gli ha fruttato buonissimi risultati soprattutto sulla terra battuta. Non si legge il nome di nessun giocatore attualmente incluso nella Top 10 del ranking ATP. Tra i migliori dieci giocatori del mondo, quello che produce più spin con il rovescio è Gael Monfils (1551 rpm), seguito da Stefanos Tsitsipas (1280 rpm) e Daniil Medvedev (1262 rpm). Leggermente più indietro Rafael Nadal (1252 rpm) e Novak Djokovic (1148 rpm), mentre Roger Federer si attesta intorno alle 548 rotazioni per minuto, dato viziato dal maggior impiego del colpo tagliato rispetto ai colleghi top 10.

VELOCITA’ DI PALLA – Anche in quanto a velocità, il rovescio di Jannik non ha niente da invidiare al resto del circuito. In questa particolare categoria, l’altoatesino si siede al quinto posto con una media di circa 69 miglia orarie (111 km/h), ma la differenza con chi lo precede non è poi così abissale, come si può vedere.

1. Nikoloz Basilashvili = 71.2 mph
2. John Millman = 70.2 mph
3. Rafael Nadal = 69.8 mph
4. Ugo Humbert = 69.2 mph
5. Jannik Sinner = 69.1 mph

Se non sorprende leggere i nomi di Basilashvili e Millman (unico insieme a Sinner ad apparire in entrambe le Top 5), un pochino forse stupisce vedere Nadal in terza posizione. Il rovescio del maiorchino, a lungo bistrattato dalla critica, ma in effetti il vero e proprio colpo naturale di Rafa, viaggia ad una media di quasi 70 miglia all’ora (circa 112 km/h). Nessuno tra gli attuali top 10 tira forte come lui, né Dominic Thiem (67.4 mph), né Novak Djokovic (67.3 mph) né Alexander Zverev (67 mph). Il rivale di una vita, Roger Federer, con le sue 66.1 miglia orarie di media è perfettamente in linea con la media del campione (66 mph).

Rafa Nadal – Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

IL DOMINIO MILANESE – I dati di Sinner hanno toccato il loro apice durante la vittoriosa cavalcata alle Next Gen ATP Finals. Nel corso del torneo, l’azzurro ha fatto registrare una velocità media dal lato del rovescio di 75.3 mph, ovvero ben 7.1 miglia orarie in più rispetto alla media dei cinque avversari affrontati (Tiafoe, Ymer, Humbert, Kecmanovic, De Minaur). Impressionante è stato il rendimento durante il match contro Mikael Ymer, dominato 4-0 4-2 4-1 sparando rovesci alla spaventosa media di 80.2 miglia orarie (129 km/h).

Ad aiutarlo, oltre al braccio e al tempismo perfetto, è intervenuta la posizione in campo, sempre molto aggressiva. Nel corso del torneo milanese, Jannik ha messo i piedi in campo per colpire il rovescio nel 23% dei casi (il doppio rispetto agli avversari affrontati) e solo il 13% delle volte è stato costretto a indietreggiare più di due metri oltre la linea di fondo. I dati ovviamente sono gli uni figli degli altri: è ovvio che colpendo forte ci si può trovare più facilmente nella posizione di attaccare con i piedi dentro il campo e di conseguenza su palle più comode si può anche spingere più forte. Se a questo si aggiunge la fiducia inscalfibile e la determinazione di Sinner in quel periodo, ecco che abbiamo la settimana perfetta.

Di certo c’è che nel corso delle Next Gen Finals il mondo del tennis si è accorto della pericolosità del rovescio di Sinner, un colpo su cui probabilmente si appoggeranno molto le sorti della sua carriera futura e che già allo stato attuale è tra i migliori al mondo.

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Wawrinka: “Posso fare ancora grandi cose. Io come Murray? Lui è avanti anni luce”

Stan Wawrinka racconta a L’Equipe gli ultimi progetti di carriera e le dirette con l’amico Paire. “Ci piace goderci la vita! Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene…”

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Stan Wawrinka - Australian Open 2020 (foto Twitter @AustralianOpen)

Tra uno “StanPairo” (le dirette con Paire) e l’altro, Stan Wawrinka si concede a L’Equipe per un’intervista sulla situazione attuale del tennis, l’isolamento forzato e i suoi pensieri sulla fase finale della sua carriera. L’ex n. 3 del mondo e tre volte campione Slam è uno dei grandi protagonisti social di questo confinamento, soprattutto grazie alle esilaranti live chat su Instagram con l’amico Benôit Paire.

Tanto esilaranti che Stan avrebbe perfino voluto che il quotidiano francese titolasse la sua intervista con due frasi, a scelta, pronunciate da Benoît durante le loro dirette. Non essendo stato possibile, lo stesso Wawrinka ha ricontattato L’Equipe: “Allora, questa intervista? Sono pronte le domande?“. Eccome se lo erano, racconta il giornalista Quentin Moynet, che non poteva proprio esimersi dal rivolgerne una su quelle chiacchierate virtuali con tanto di aperitivo:Facciamo quello che ci piace e in modo naturale, non ci chiediamo se vada bene per la nostra immagine” ammette lo svizzero, “siamo noi in tutto e per tutto. Con Benoît siamo un buon doppio! Raccontiamo aneddoti, qualche stupidaggine e le persone entrano nel nostro mondo. Parliamo apertamente come se ci fossimo solo noi due, a casa mia, a casa sua, al ristorante o a un torneo; e ci divertiamo. La derisione fa interamente parte del nostro rapporto e della nostra vita. Anche quando non facciamo uno “StanPairo” in diretta, passiamo del tempo insieme. Ci telefoniamo spesso in questo periodo. Non mi sorprende perché siamo spontanei. Lo facciamo perché ci fa piacere”.

E per bere un piccolo cocktail…Questo è un difetto che abbiamo entrambi, siamo sportivi d’élite ma ci piace goderci la vita (sorride)”.

 

Ai due amici piace concedersi degli aperitivi ma Stan apprezza molto anche la buona tavola. Domanda secca (ammettiamolo, Stan in carriera ha avuto questa tendenza): è ingrassato in questa quarantena? “Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene, non sono aumentato molto. Resto un peso massimo del tennis! Ho sempre contato sul fisico. Non sono grasso, altrimenti non avrei avuto questa carriera ma non sono neanche snello. Ho sempre trovato più o meno il giusto equilibrio tra la pesantezza e i muscoli, che sono quelli che mi aiutano di più nel mio gioco” […].

Contemporaneamente ai vostri aperitivi, l’attualità del tennis è stata intensa in queste ultime settimane nonostante lo stop del circuito. Teme il fatto che non si possa riprendere a giocare quest’anno?

È difficile immaginare di uscirne subito. La cosa più importante è pensare alla salute di tutti. Bisogna vedere se ci sarà una seconda ondata. Il tennis è uno degli sport più complicati da gestire in piena crisi da coronavirus perché si arriva da ogni parte del mondo, è necessario che si possa viaggiare e radunarsi. Il tennis sarà l’ultima tappa. Il Roland Garros, per esempio, non è organizzato da cinquanta persone. E anche se si gioca senza pubblico, c’è tantissima gente sul posto. È troppo presto per saperlo, tutto è possibile, anche che non si rigiochi affatto quest’anno“.

In questo momento di pausa, c’è anche il tempo per riflettere su un tennis più “unito”. Ne aveva già parlato Andrea Gaudenzi nella prima conferenza ufficiale con la stampa italiana. Ma la proposta rivoluzionaria arriva da Roger Federer. Che ne pensa Stan?

Il tweet di Roger ha colto di sorpresa tutti perché giunge dal giocatore più grande di tutti. In generale, quando dice qualcosa, lo fa con lucidità e dietro c’è un vera riflessione. Quando Roger si esprime, le cose si muovono molto più velocemente. È nel consiglio dei giocatori, parla con Novak, Rafa. Ma non sono discussioni che iniziano ora, esistono già da tempo in seno alle istanze del tennis. Sono cose complicate da realizzare concretamente ed è per questo che ci vuole tempo. Se l’ATP e la WTA riescono a trovare una buona formula, potrebbe essere molto interessante per il futuro del tennis“.

C’è stato inoltre l’annuncio di un fondo di sostegno per i giocatori più bassi in classifica…

È molto importante sostenere i giocatori che hanno delle difficoltà. Se il tennis esiste, è grazie a tutti i tennisti, non solo a quelli che sono al top. Ma tutto ciò permette di capire che c’è una mancanza di armonia nel tennis pro: i tornei dello Slam fanno guadagnare molti soldi alle loro federazioni. E ciò provoca maggiore squilibrio tra quei quattro eventi e gli altri. La Francia o l’Inghilterra possono sostenere tutte le loro strutture, cosa che gli altri paesi non possono fare poiché non hanno alcuna riserva […]

La situazione attuale permetterà di unire punti di vista divisi da anni?

Diciamo che questa crisi favorisce il dialogo. Lo abbiamo visto, il Roland Garros ha cercato di forzare la mano, non è stata una buona soluzione. Da quel momento, c’è stato un dialogo […] È necessario mettersi attorno a un tavolo e trovare un accordo. In ogni caso, questa crisi prova, una volta ancora, che il tennis ha troppe identità”.

Un mese fa Stan Wawrinka ha compiuto 35 anni e la sua carriera, seppur ancora densa di impegni e competitività, si avvia verso la fase finale. Dopo il ritiro, ci sarà ancora un futuro nel tennis per lui, magari come allenatore o dirigente?

Un po’, forse. Ho la sensazione che non resterò molto in questo ambiente. Mi interessano anche altre cose, in altri campi. Ho delle sensazioni che mi portano altrove“.

E dove?È troppo presto per parlarne (sorride). Ho fatto molto più di quanto potessi immaginare o sperare. Ho vinto praticamente tutto quello che si può vincere nel tennis, è una fortuna enorme“.

Ha uno statuto che peserebbe nelle decisioni. Lei e Andy Murray siete i migliori giocatori dell’era attuale dopo i Fab 3…Vorrei tanto che fosse vero quando mi dicono che sono un giocatore dello stesso calibro di Andy” confessa Stan interrompendo il giornalista, “ma sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti della sua carriera. L’unica cosa che ci avvicina sono i tre titoli Slam. Per il resto, è avanti anni luce rispetto a me. È stato n. 1 del mondo, ha vinto più di 40 titoli (ne ha vinti 46), tantissimi Masters 1000 (14), e giocato non so quante finali Major (8). È pazzesco. Se avesse vinto uno o due Slam in più, ora si parlerebbe ancora di Fab 4“.

Andy Murray e Stan Wawrinka – Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell’Olivo)

A 35 anni, questa pausa forzate la preoccupa?

No, riesco a gestirla bene. Sono privilegiato, posso passare del tempo con mia figlia. L’aiuto a fare i compiti, dalle 8 del mattino alle 12 e poi ancora un po’ nel pomeriggio. E mi riposo. Sto perdendo un anno? Sono alla fine della carriera, non mi resta troppo tempo, ma non mi metto pressione. Siamo talmente lontani dalle gare… Adesso mantengo la forma fisica, ma non faccio un allenamento intenso. Sono abbastanza rilassato“.

Piccola parentesi, per chi non dovesse ricordarlo: Wawrinka si è sposato nel 2009 con la modella Ilham Vuilloud e nel 2010 i due hanno avuto una figlia, Alexia, prima del divorzio formalizzato nel 2015.

[…].

Stan si sente capace di vincere un secondo Roland Garros?  

Non ho più chance al Roland Garros di quante non ne abbia in un altro Slam. Ok, forse a Wimbledon di meno (ride). Mi ritengo ancora capace di fare grandi cose. Ad ogni modo lo pensavo all’inizio dell’anno. Ora le gare sono molto lontane. È facile pensare di poter realizzare grandi cose stando seduti sul divano”.

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