ATP IW: il pokerissimo di Roger Federer

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ATP IW: il pokerissimo di Roger Federer

INDIAN WELLS – Un break nel finale di ciascun parziale permette a Roger di superare Wawrinka. Quinto trionfo nel deserto e 90esima affermazione in un torneo per Federer

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da Indian Wells, il nostro inviato

[9] R. Federer b. [3] S. Wawrinka 6-4 7-5

 

Dopo 181 minuti di battaglia nella finale femminile ed una veloce cerimonia di premiazione con discorsi (tutto sommato brevi) e stelle filanti (decisamente lunghe), arriva finalmente il momento della partita certamente più attesa del pomeriggio. E diciamo “finalmente” non per intendere che la durata del match femminile ha sgradevolmente ritardato l’ingresso in campo di Federer e Wawrinka, ma solo per dire che la finale maschile arriva “alla fine” del programma di due settimane di gare. E però anche abbastanza vero che durante la finale WTA parecchi spettatori si sono riparati dal solleone del deserto nei punti di ristoro o sotto gli alberi della Plaza, per poi tornare a popolare gli spalti con i loro asciugamani giallo fluo alla discesa in campo del duo svizzero: un vero peccato, vista la battaglia offerta dalle due donzelle.

Federer non ha avuto bisogno di aver paura per fare ‘90’, anzi ha dimostrato grande fiducia nel suo tennis 2.0 (o 3.0, o quello che volete, ormai abbiamo perso il conto, e ci importa in maniera relativa). Solidissimo con il servizio nel primo set, ha saputo compensare il calo della sua battuta e l’aumento di pressione di Wawrinka da fondocampo mettendo in mostra le sue doti di difensore e colpendo nei momenti cruciali con un impietoso “2 su 2” nelle palle break avute in dirittura di arrivo dei set.

Il primo set è partito a velocità supersonica, tenendo una media comodamente sotto ai tre minuti a game, e governato con il pugno di ferro dalla legge della battuta. Grossi problemi per i ribattitori, mai in grado di ottenere più di due ‘quindici’ per gran parte del parziale. Ed anche quando ci si addentra negli scambi, nessuno dei due sembra avere intenzione di palleggiare a lungo, men che meno Federer che si esibisce in più rovesci tagliati all’inizio di questo match che non in tutto il resto dell’anno, con la comprensibile intenzione di non fare a sganassoni da fondo con Wawrinka. Stan parte da lontano sulla seconda dell’avversario per sbracciare come suo solito, Roger non disdegna la via della rete, e si prende il lusso anche di vincere qualche scambio sulla diagonale rovescia. Il flash decisivo arriva al decimo game, sul 4-5, quando dal 30-15 Wawrinka cede la battuta ed il set in soli 29 minuti chiudendo il game con due errori gratuiti di diritto.

Ma la reazione di Stan non si fa attendere: con tre poderosi diritti da fondo sale subito 0-40 sul servizio Federer nel gioco d’apertura del secondo set, ed ottiene il break subito, grazie anche ad un Roger che mette solamente una prima di servizio su sei. Nel game seguente ci sarebbero due occasioni per il controbreak immediato, ma su entrambe Wawrinka gioca bene e consolida il break sul 2-0. Il n.3 del mondo comincia a mettere in campo qualche risposta di più, soprattutto sugli slice esterni che lo costringono ad allungarsi, mentre Federer inizia a fare più fatica a controllare la battuta dell’avversario, ora meno monotona e più attenta a cambiare le direzioni. Tre errori gratuiti costano a Stan il turno di battuta sull’1-2, rimettendo il match sulla carreggiata dei servizi. L’ex n.1 del mondo deve inventarsi qualche bella volée per parare le risposte ed i passanti di Stan, che però più di una volta eccede nel picchiare negli scambi da fondo e vede i suoi colpi veleggiare oltre la linea di fondo. E proprio due colpi lunghi gli costano cari sul 5-6, quando concede il match point a Federer, il quale è abilissimo a contenere da fondocampo per poi attaccare con un diritto lungolinea da sinistra e chiudere con una volèe dopo un’ora e 20 minuti.

Wawrinka in lacrime, dà simpaticamente dello s****zo a Federer ed il DJ accompagna la premiazione con “Hall of Fame” dei The Script – il BNP Paribas Open chiude un’altra grande edizione con uno dei più grandi ad alzare la coppa.

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Qualificazioni maschili Roland Garros: Italia – Francia 0-3, ne rimangono in gioco sei

Tre partite decise al terzo set decretano altrettante sconfitte degli azzurri impegnati quest’oggi, dopo il bilancio in parità della prima giornata

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Paolo Lorenzi - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Parigi, Andrea Pellegrini Perrone

Il bilancio complessivo dopo il primo turno è sei su quindici. Ci si aspettava qualcosa di meglio dagli italiani impegnati nel tabellone maschile delle qualificazioni del Roland Garros 2019. Nella giornata di oggi sono arrivate, purtroppo soltanto sconfitte. Forse ancora più amare perché tutte al set decisivo.

Parecchio rammarico in tutti e tre i match, ma andiamo in ordine cronologico: il primo a giocare – in apertura di programma sul campo 14 – è stato Matteo Viola contro Mathias Bourgue, che proprio al Roland Garros portó al quinto set Andy Murray nel 2016. Nonostante un inizio di match in salita l’azzurro era stato bravo a riacciuffare il primo set recuperando un break di svantaggio e iniziando a rispondere in modo ottimale specialmente con il rovescio, portandosi poi a condurre per 4-3 e servizio. Dopo due ulteriori break in un primo set caratterizzato da tante risposte vincenti, nel decimo game Viola si issava sino al 40-0 prima di essere trascinato ai vantaggi dove riusciva comunque a chiudere il primo parziale. Nel secondo set è salita drasticamente la percentuale di punti ottenuti con la prima da Bourgue e i due break conquistati dal francese nel secondo e nel sesto gioco son stati portati fino in fondo, al 6-1 finale. Nel terzo parziale Viola veniva breakkato in apertura, cancellava una palla del doppio break nel settimo game per poi arrendersi due game più tardi. Bravo il transalpino a spingere nelle fasi delicate, come sul 4-3 0-30. Punteggio finale 4-6 6-1 6-3.

 

Cede alla distanza Paolino Lorenzi a seguito di un netto crollo dopo aver condotto per un set ed un break. Il tennista toscano, infatti, nonostante un inizio complesso con un secondo game nel quale aveva dovuto annullare cinque palle break, era stato bravo a capitalizzare le occasioni concesse da Couacaud in chiusura di primo parziale ed in apertura di secondo per andare a condurre 6-4 1-0 e servizio. La reazione del tennista francese nel secondo set era immediata con un contro-break istantaneo che ha fatto entrare in partita il pubblico, sempre più caloroso col proseguire del match, anche per la crescita del livello di Couacaud. Lorenzi, nonostante qualche difficoltà, teneva i successivi servizi prima di cedere la battuta nel decimo game permettendo così al classe 1995 di issarsi al terzo set. Nel parziale decisivo, dopo un primo game combattuto, c’è stato un crollo fisico di Lorenzi apparso impotente di fronte alle accelerazioni lungolinea di Couacaud, abile a comandare il gioco col rovescio e a non far rientrare mai l’italiano congedandolo con un netto 6-0. 

Il terzo ed ultimo italiano impegnato quest’oggi era Arnaboldi, la cui partita è stata giocata per buona parte sotto una discreta pioggia che ha condizionato il campo, rendendolo ancor più lento a partire dalla metà del secondo set. Dopo una falsa partenza il tennista canturino, subito sotto 3-0, poi 4-1 40-30 ed anche 5-2, era stato bravo ad allungare il primo parziale al tie break, ma anche qui ha pagato lo scotto di un inizio negativo e nonostante la tentata rimonta da 2-6 a 5-6 si è dovuto arrendere lasciando al giovane avversario il primo parziale. Nel secondo set Andrea è stato bravo a dettare i ritmi di gioco alternando slice mortiferi e discese a rete, mandando fuori palla Blancaneux e conquistando il break decisivo nell’ottavo gioco prolungando la contesa al terzo set. Ancora una falsa partenza viene pagata cara da Arnaboldi: il giovane francese, da subito molto carico e bravo a trascinare il pubblico, ha conquistato immediatamente il break nel secondo gioco e si è issato sul 3-0. Una sospensione per pioggia sul 4-1 di una ventina di minuti rianimava il tennista italiano che al rientro teneva il servizio e si procurava una chance per rientrare, molto ben annullata dal francese. Chiamato a servire per il match sul 5-3, il braccio non ha tremato: chiamando a sé il pubblico dopo ogni punto, Blancaneux si è portato sul 40-15 prima di chiudere al secondo match point diventando così l’undicesimo transalpino a conquistare il pass per il secondo turno di qualificazione

I Risultati degli italiani:

M. Bourgue b. M. Viola 4-6 6-1 6-3
E. Couacaud b. P. Lorenzi 4-6 6-4 6-0
G. Blancaneux b. A. Arnaboldi 7-6(5) 3-6 6-3

I sei italiani approdati al secondo turno affronteranno i seguenti avversari nella giornata di domani:

Bolelli vs Koefer (quinto e ultimo match sul court 12, inizio alle 10:00)
Mager vs Giraldo (terzo match sul court 9)
Napolitano vs Otte (terzo match sul court 15)
Quinzi vs Guinard (terzo match sul court 13)
Travaglia vs Serdarusic (terzo match sul court 8)
Caruso vs Zhang (terzo match sul court 6)

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Naufragio Dimitrov a Ginevra, Zverev ai quarti. Moutet al fotofinish su Opelka a Lione

Altra brutta sconfitta per Griga, che non riesce a difendere il set di vantaggio contro Delbonis in un torneo zeppo di atleti in crisi di fiducia. Prima tra tutti Zverev, che batte Gulbis all’esordioi. Passi avanti per il piccolo Corentin, passi indietro per Hurkacz

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Grigor Dimitrov - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Giornata tra alti e bassi, intonata all’umore degli spaesati protagonisti in gara, quella andata in onda in riva al lago Lemano per la terza giornata del corso di recupero in corso di svolgimento nelle aule dell’ATP di Ginevra. Frequentata con scarsissimo profitto la prima parte di stagione, si sono dati appuntamento nel corso dello stesso pomeriggio Grigor Dimitrov (quest’anno discreto solo in Australia, con quarti a Brisbane e quarto turno a Melbourne, da censura tutto il resto), Sascha Zverev (una sola semifinale nel 2019, ad Acapulco, peraltro persa malissimo contro Nick Kyrgios), Damir Dzumhur (tristanzuolo record di cinque/otto in stagione) e Deliciano Lopez (appena due vittorie in tabellone principale nel tour maggiore e a settembre ci sono trentotto candeline da spegnere): abbastanza per respirare tutta la paura blu dell’abisso di fiducia.

Paura che ancora una volta ha attanagliato la controfigura del bulgaro, qui costretto alle qualificazioni e incapace di difendere il set di vantaggio preso a Federico Delbonis, un altro che non è in fondo alla buca ma vi è pericolosamente vicino. Sembrava semplice, dopo il seiuno in scioltezza del primo set, ma per l’uomo che doveva essere la reincarnazione di Federer nulla è semplice in questo periodo, nemmeno godere del conforto di un break a favore all’alba del set decisivo. Al momento, con l’occhio spento, il rovescio in croce e i piedi sempre troppo lontani dalla riga di fondo, non si vede cosa possa fare svoltare il mesto Griga.

 

A spingere in coda alla serata il match del primo, traballante favorito Zverev – che intanto ha cominciato lasciando tre game a Gulbis – ha pensato il derby degli incerti tra Dzumhur e Feliciano Lopez, lottato oltremodo e vinto in rimonta dal bosniaco, che aveva perso al tie break il primo set; la stessa rimonta riuscita al redivivo Ramos Vinolas su Mannarino, al solito abbagliante un momento e spento in quello successivo. Tutti molto inquieti, nell’attesa dell’esordio di Stan Wawrinka previsto per domani.

Risultati primo turno
A. Ramos b. [6] A. Mannarino 6-7(2) 6-3 6-2
J. Sousa b. L. Mayer 6-2 6-7(6) 6-4
F. Delbonis b. [Q] G. Dimitrov 1-6 6-4 6-2
[Q] D. Dzumhur b. [WC] F. Lopez 6-7(2) 6-4 7-5
H. Dellien vs [WC] J. Tipsarevic

Secondo turno
[1] A. Zverev b. E. Gulbis 6-2 6-1

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A Lione ha brillato la stella di Corentin Moutet, ventenne atteso in modo persino troppo pressante da stampa e tifosi dopo gli incoraggianti risultati ottenuti nell’ultimo anno e mezzo. Ritiratosi a migliorare esperienza e colpi nel circuito Challenger per un buon periodo, Moutet è riapparso nel tour maggiore battendo il lanciamissili USA Reilly Opelka, al quale è persino riuscito a strappare due volte il servizio nella frazione inaugurale. Ceduto di schianto il secondo set, il buon Corentin è riemerso da un break di svantaggio in quello decisivo e nel furibondo tredicesimo gioco ha annullato due match point consecutivi prima di chiudere alla quinta chance capitatagli.

Semaforo verde anche per Benoit Paire, dopo le solite mattane contro Mackenzie McDonald e per Pablo Cuevas, vincitore in due su un Hubert Hurkacz in leggero calo dopo le meraviglie mostrate al Sunshine Double. In chiusura di programma ha allietato gli spettatori Felix Auger-Aliassime, chirurgico nell’evitare un pericoloso tie-break nel secondo set – dopo aver vinto quello del primo – breakkando Millman sul 6-5, all’ultima occasione utile. Un dritto largo dell’australiano manda Auger-Aliassime ai quarti da Johnson, incontro nel quale il canadesino sarà favorito.

Risultati primo turno
C. Moutet b. R. Opelka 6-3 2-6 7-6(10)
P. Cuevas b. H. Hurkacz 6-4 6-4
B. Paire b. M. McDonald 3-6 7-6(5) 6-1

Risultati secondo turno
S. Johnson b. P.H. Herbert 7-6(6) 5-7 6-1
F. Auger-Aliassime b. J. Millman 7-6(3) 7-5

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Seppi e Sonego subito fuori a Ginevra. Sinner subisce la rivincita dal lucky loser

Lunedì triste per l’Italia, che perde tutti e tre i giocatori in corsa questa settimana. Momentaccio per Seppi, che arriva a 9 sconfitte consecutive

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Andreas Seppi - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non piove solo sugli Internazionali di Roma. Anche a Ginevra e a Lione il maltempo si fa sentire, ma l’effetto è solo quello di ritardare le sconfitte dei tre italiani impegnati in un lunedì il cui grigio non lascia il minimo spiraglio d’azzurro. Eliminati con rimpianti Andreas Seppi, Lorenzo Sonego e Jannik Sinner e senza altri nostri rappresentanti nei due tornei che precedono il Roland Garros, l’attenzione si sposta ora su quei quindici che daranno battaglia per entrare nel tabellone del Roland Garros, dei quali sei (sui dodici che hanno già esordito) hanno passato il primo turno.

ANDREAS, QUASI MA NON BASTA – Nonostante l’ultima vittoria ottenuta in febbraio a Delray Beach e un primo set da dimenticare, la nona sconfitta consecutiva per Andreas Seppi arriva inaspettata per come era riuscito a girare l’incontro e per il vantaggio nella partita finale. L’avversario, il n. 92 ATP Hugo Dellien e primo boliviano a entrare in top 100 trentaquattro anni dopo Mario Martinez, durante il Golden Swing sudamericano ha fatto conoscere a un pubblico più ampio il dritto pesante e la prima robusta di cui dispone. La pioggia smette di cadere, quattro connazionali di Hugo (metà del pubblico, quindi) si immortalano gioiosi sulle gradinate e tutti sono pronti per cominciare. Quasi tutti, perché Andreas propone una delle sue partenze tutt’altro che scattanti a cui ci ha peraltro abituati, quindi non preoccupa più di tanto il break subito al secondo gioco mentre l’avversario sale 3-0 con facilità. Con il passare dei minuti, veramente pochi, appare chiara la difficoltà dell’azzurro nel trovare soluzioni alla pressione di Dellien, il quale continua a girare attorno alla palla sfoderando il suo drittone per comandare il gioco quasi senza concedere errori, e il 6-1 arriva tanto rapido quanto inevitabile.

Nel secondo parziale, Seppi trova subito lucidità e comincia a muovere efficacemente la palla aprendosi il campo, lascia partire accelerazioni improvvise e raccoglie i frutti prendendosi il vantaggio al terzo game. Gli scambi si allungano ma, se Andreas è sempre più solido e riesce a essere aggressivo in risposta, l’altro concede finalmente alcuni errori, regali obbligati nel vano tentativo di riprendere il controllo del gioco. La reazione boliviana evita un punteggio pesante nel parziale ma non il terzo set e neanche sposta l’inerzia: con il numero degli spettatori triplicato grazie all’arrivo di una scolaresca, la Seppia nazionale continua a dettare le condizioni a cui Dellien deve suo malgrado adattarsi. La svolta arriva quando Hugo risale dalla buca salvando due palle dell’1-4 pesante e – un classico – riprendendosi il break di svantaggio, ma soprattutto l’iniziativa che lo porta a chiudere 6-4.
Per un set e mezzo, Andreas ha messo in campo il suo tennis migliore che da troppo mancava all’appello, ma il dazio della falsa partenza, ineludibile, è stato pagato con la sconfitta numero 14 in stagione che lo porta al primo posto della classifica per incontri persi nel circuito maggiore, un triste primato che l’italiano condivide con Chardy.

 

FUORI ANCHE SONEGO – Diventato ormai esperto nel superare le qualificazioni (sesta volta negli ultimi sei tentativi), Lorenzo Sonego cede con un doppio 7-6 a quel Radu Albot che, forse, avrebbe voluto evitare per un po’ di pensare all’Italia dopo il vergognoso comportamento di alcuni “tifosi” durante il suo match perso contro Fabio Fognini a Roma. Su un rilassante campo 2 immerso nel verde, il decimo gioco della prima partita risulta quello chiave, con Lorenzo che serve sul 5-4, annulla palle break a ripetizione finché la pioggia non prende il sopravvento; due ore dopo, non trasforma un set point nello stesso game, ma inizia con coraggio il tie-break guadagnandosi il 4-0. Troppo poco per tirare il fiato, perché lascia l’iniziativa ad Albot che rientra anche grazie a un paio di ottime risposte e fa sua la prima partita dopo aver annullato un’altra palla per il set. Andamento regolare nel secondo parziale sia per il punteggio sia per il gioco, con il moldavo piuttosto ordinato che cerca di muovere l’avversario e il torinese più esuberante pur senza strafare; ancora una volta, però, Albot è più concreto nel finale e il tie-break è ancora fatale a Sonego.

Tre minuti dopo il dritto al volo in contropiede con cui Dellien si è guadagnato il secondo turno a Ginevra, in quel di Lione arriva l’urlo di Tristan Lamasine a sottolineare il dritto vincente, un passante incrociato, con cui il ventiseienne francese n. 270 ATP si prende la rivincita su Jannik Sinner, a poco più di 24 ore di distanza dalla loro sfida nel tabellone cadetto. Sì, proprio come Salvatore Caruso si era qualificato a Estoril a spese di Pablo Cuevas per poi perderci nettamente al primo turno del main draw, Jannik si ritrova davanti l’avversario del giorno prima che, perdente fortunato, ha preso il posto di Mikhail Kukushkin, ritirato per dolore alla spalla destra. Spalla che invece non dà alcun problema a Lamasine, che sbraccia violento come se non fosse domani il secondo turno (infatti). E fa anche il fenomeno a rete, a sottolineare che è stato addirittura top 100 in doppio. Il nostro, viceversa, sempre tranquillo ma che non può non sentire la doppia pressione dell’opportunità favorevole e di quella che sembra la regola della vendetta del lucky loser, nel set iniziale commette errori che, insieme a quel 20% di prime trasformate, probabilmente gli ricordano di quando era under 10.

Dopo sette giochi consecutivi a favore di Tristan, Sinner entra in partita e si porta avanti di un break, facendosi però riprendere tra ingenuità proprie e meriti dell’avversario che lo punisce, anche fisicamente, centrandolo da distanza ravvicinata sulla (e con la) palla del 4 pari. La maggiore aggressività francese paga anche nel tie-break e Lamasine si prende la seconda vittoria in carriera nel circuito maggiore e gli ottavi contro la testa di serie numero 1 Nikoloz Basilashvili. Per il diciassettenne Jannik, restano comunque la soddisfazione e il risultato del primo main draw ATP dove il suo nome è introdotto dalla ‘Q’ di qualificato.

Risultati:

Ginevra
H. Dellien b. [8] A. Seppi 6-1 3-6 6-4
[5] R. Albot b. [Q] L. Sonego 7-6(6) 7-6(3)

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Lione
[LL] T. Lamasine b. [Q] J. Sinner 6-0 7-6(5)

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