ATP Montecarlo, day 4: i protagonisti hanno detto...

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ATP Montecarlo, day 4: i protagonisti hanno detto…

Le parole dei protagonisti dopo la giornata di ottavi di finale. Il disappunto di Murray e Wawrinka, Pouille prova a tenere alta la guardia

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Giornata di sconfitte illustri al Country Club di Montecarlo quella che ha visto disputarsi gli ottavi di finale. Ecco come hanno reagito alcuni dei protagonisti scesi in campo.

Rafael Nadal: Ho giocato in modo molto aggressivo, con una grande intensità fin dal primo punto. Mi sentivo molto più a mio agio soprattutto con il diritto. Sono stato bravo a mantenere quel livello per tutto il match, penso sia stata quella la chiave”.

Andy Murray: Sono molto arrabbiato. Sentivo come se avessi parecchie chance di vincere la partita. Ero molto vicino, credo. Però, chissà, forse domani o tra qualche giorno sarò in grado di confrontare dove sono adesso rispetto a dov’ero una settimana fa. Il mio gomito sta sicuramente molto meglio. Ho servito molto bene oggi, meglio della partita contro Muller. È questa l’unica via per migliorare. Quindi spero di aver intrapreso la direzione giusta per tornare al 100%“.

 

Stan Wawrinka: “Sicuramente sono molto contrariato perché volevo giocare meglio e fare un risultato migliore qui. D’altra parte ho ancora bisogno di lavorare duro, utilizzare le prossime due settimane per abituarmi alla superficie e continuare la mia preparazione per essere pronto a giocare a Madrid”.

Lucas Pouille: “Murray era uno dei favoriti. Adesso il tabellone è molto più aperto. Ci sono state alcune sconfitte sorprendenti rispetto agli altri anni, ma io mi concentrerò sul mio lato del tabellone. Devo affrontare Cuevas, gioca molto bene sulla terra rossa. Ho visto qualcuno dei punti che ha fatto contro Stan: sembra giocare alla grande in questo momento. Sarà comunque una partita molto difficile, anche se non affronterà Stan”.

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Wimbledon: Kyrgios sta bene, tre set a zero a Garin e prima semifinale Slam

LONDRA – Problemi fisici superati per Nick, e superato senza problemi anche il bravo Cristian. Prima semifinale Slam, aspetta Nadal o Fritz

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Pic credits Wimbledon Twitter

N.Kyrgios b. C,Garin 6-4 6-3 7-6(5) (da Londra, il nostro inviato)

Sono da poco passate le 15 quando fanno il loro ingresso sul “court” 1 di Wimbledon il “miracolato” Cristian Garin (bravissimo a infilarsi nel corridoio di tabellone lasciato libero da Matteo Berrettini, s’intende) e Nick Kyrgios, per il loro match di quarti di finale. Bel pomeriggio, tribune strapiene, è chiaro che la curiosità è tanta, ed è rivolta all’australiano.

In effetti, Nick inizia a giocare con un paio di minuti di ritardo, durante i quali Cristian incassa un parziale di 9 punti a 0, trovandosi subito avanti di un break. Nel terzo game, Kyrgios si accende, e da quel momento cambia tutto. Subito recuperato lo svantaggio, Nick procede a velocità di crociera, si permette di annullare con disinvoltura (bastonando col servizio) due pericolose palle break sul 4-4, e chiude il primo parziale 6-4. Poco da fare per il cileno, la palla di Kyrgios semplicemente viaggia troppo più veloce con tutti i colpi, a partire dal servizio.

La tribuna stampa del campo 1 è laterale, e si vede molto bene come sulle palle filanti e piatte di Nick, in particolare il rovescio lungolinea, Garin si trova sistematicamente a colpire in ritardo di dritto, un po’ come era successo a Iga Swiatek qualche giorno fa. L’impugnatura, e lo swing di Cristian sono adatti alla terra battuta o al cemento non troppo rapido, senza la necessaria velocità di braccio è dura sull’erba. Velocità di braccio che non manca di certo a Kyrgios, le sue fucilate schioccano che è un piacere. I disagi fisici palesati nella partita contro Nakashima sembrano spariti, non lo vedo toccarsi la spalla nemmeno una volta, meglio così.

Nel secondo set, di conseguenza, l’australiano va avanti 4-1, ma non sarebbe Nick se non arrivasse prima o poi qualche momento di difficoltà totalmente autoinflitto. Una smorzata senza senso gli costa una palla del controbreak, che però viene annullata con una seconda palla vincente. Tutto regolare in casa Kyrgios, insomma, che sale 5-2, e poco dopo, quando è passata un’ora e un quarto, si prende il 6-3 e il vantaggio di due set a zero.

Rendendosi conto che così non si va da nessuna parte, Garin è molto bravo a prendersi il massimo dei rischi possibili per rimanere a galla, spinge, va a rete con successo, e francamente legittima il suo essere arrivato a questo punto del torneo. Una volée di rovescio lungolinea vincente spinta da fondocampo da Nick provoca il boato stupito del pubblico, ma subito dopo un drittaccio fallito dà a Cristian la palla break per salire 4-2. Ovvio missile esterno con la prima, annullata, ne arriva un ‘altra, drop shot vincente dell’australiano, ecco la terza, cancellata con un attacco. “Why do I have to give break points?” (“perchè devo regalare palle break?), grida Kyrgios al suo angolo, prima di risolvere il game con due battute imprendibili. Come detto, tutto normale per lui, siamo 3-3.

Si prosegue semza grossi problemi seguendo le battute, fino al tie-break, dove Nick si incarta in un paio di erroracci di troppo, va sotto 5-3, e viene graziato da una steccata di dritto del cileno, che poi fallisce di un pelo, col nastro che gli porta via la palla, un passante ravvicinato. Sul 5-5, un duello tra pallate di Garin e volée di Kyrgios (un po’ ingenuo qui Cristian) viene vinto da Nick, che arriva a match point. Una chiamata errata sulla risposta che sarebbe stata vincente dell’australiano rimanda solo di pochi secondi la conclusione, col rovescio largo di Garin che manda Kyrgios per la prima volta in una semifinale Slam. Attende il vincitore della sfida fra Nadal e Fritz.

Simpatico Kyrgios a fine partita: “Bellissima atmosfera, non pensavo sarei arrivato a tanto nella mia carriera, sono orgoglioso di me stesso. Non ho un coach, non potrei affliggere nessuno con un peso simile (risate), ma va bene, sono in una semifinale Slam, sono felice. Credo di aver giocato un po’ troppo indietro a tratti, lui è molto bravo, ora mi preparerò per la prossima partita. Ma adesso non voglio pensarci, voglio andare a casa, cucinare qualcosa, guardare un film, tutto qui!”

 

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Wimbledon, Halep ritrova semifinale e gioia: “Ho ricominciato a credere in me stessa, anche grazie a Mouratoglou”

Simona torna tra le ultime quattro in uno Slam dopo due anni e mezzo: “Ho lavorato duro negli ultimi mesi per raggiungere questo livello”

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Simona Halep – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @Wimbledon)

Simona Halep non giocava a Wimbledon da tre anni, quando aveva vinto il torneo. Dopo la cancellazione dei Championships nel 2020 per il Covid, l’anno scorso la rumena non ha potuto difendere il suo titolo a causa di un infortunio al polpaccio subito a Roma. Non raggiungeva la semifinale in uno Slam dall’Australian Open di due anni fa. Aveva anche pensato al ritiro: ha confessato che il 2021 è stato l’anno più difficile della sua vita tanto che era arrivata a riferire alla famiglia di voler chiudere con il tennis. Ora la ex numero 1 del mondo è di nuovo felice, ha detto di amare ancora questo gioco e non è un caso che sia tornata a splendere nel torneo in cui ha provato una delle gioie più grandi della sua carriera. Domani contro Rybakina giocherà per guadagnarsi un posto in finale.

Dopo la vittoria per 6-2 6-4 su Anisimova, le parole pronunciate da Halep in sala stampa dicono molto della sua voglia di rivalsa e della consapevolezza propria di chi ha lavorato intensamente per recuperare il tempo perso.

D: Nel 2019 hai fatto un percorso magico in questo torneo. Come descriveresti invece il cammino di quest’anno?

 

Halep: “Sono diversa, sono una giocatrice diversa. Nessun match è stato uguale a quelli del 2019. Sto semplicemente acquisendo fiducia, mi sto godendo il fatto di essere in campo. Penso di essere migliorata di un po’ in ogni partita. Ho avuto avversarie difficili e ho fatto quello che dovevo ogni volta”.

D: Come ti senti per ciò che hai raggiunto?

Halep: “Sono super contenta. Ho lottato molto, come ho detto diverse volte. Essere in una semifinale Slam significa molto. Devo riconoscere che ho fatto le cose per bene negli ultimi due, tre mesi. Ho lavorato duro ed è pura gioia essere tornata a questo livello in uno Slam“.

D: Domani torni in campo. I tuoi match sono stati molto rapidi, immagino tu ti senta fresca e pronta per tornare a giocare.

Halep: “Sì, mi sento pronta. Mi sento bene fisicamente e mentalmente. Anche la mia avversaria ha giocato oggi. In questo momento penso solo al fatto che ho una grande occasione di giocare una semifinale a Wimbledon”.

D: Una delle tradizioni di Wimbledon è che il campione in carica inauguri il Campo Centrale l’anno successivo. Per tre anni non hai potuto goderti questo momento per diverse circostanze. Una possibilità per riguadagnarti questo diritto è vincere di nuovo il titolo. E’ una cosa a cui hai pensato?

Halep: “Sì ci ho pensato perché me l’hanno chiesto a inizio torneo. Sono in semifinale, il traguardo è ancora lontano, ma se c’è una chance di vincere farò di tutto per sfruttarla”.

D: Cosa hai pensato quando Anisimova ha iniziato a tirare una serie di vincenti verso la fine del match?

Halep: “Non è stato facile perché percepivo che lei stava giocando senza avere niente da perdere. Ma mi sono rifiutata di andare sul 5-5 anche se ero sotto 0-40. Mi sono caricata, ero convinta di poter finire il match sul 6-4″.

D: Hai già giocato diverse semifinali Slam. Cosa si prova in queste occasioni, prima di entrare in campo per una partita così importante?

Halep: “E’ passato molto tempo dalla mia prima semifinale nel 2014. Ora mi sento più forte: ho esperienza e posso controllare le mie emozioni. Quando ti ritrovi in una posizione in cui sei già stata, ti senti meglio perché hai imparato delle cose. Ogni volta che ho dentro di me qualcosa di nuovo su quanto successo, cerco di fare del mio meglio la volta successiva”.

D: Quando hai iniziato ad essere allenata da Patrick Mouratoglou, hai detto che lui era stato in grado diriaccendere la tua voglia, di rialimentare il desiderio di giocare e vincere. Cosa lo rende un grande allenatore?

Halep: “Ci siamo intesi molto rapidamente. Prima di tutto e una grande persona, poi come coach parla in modo molto semplice ma altrettanto potente. Prendo tutto ciò che mi dice in modo positivo e cerco di metterlo in pratica. Ha avuto fiducia nel fatto che potevo essere ancora una buona giocatrice. Mi ha trasmesso queste sensazioni e ho ricominciato a credere in me stessa. Lui pensa che tutto sia possibile e ciò mi aiuta molto”.

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Marion Bartoli sta con Kyrgios: “C’è bisogno di gente come lui nel tennis. Tsitsipas si doveva aspettare certe cose”

In esclusiva a Ubitennis.net, la campionessa di Wimbledon 2013 si è schierata dalla parte dell’australiano: “Porta qualcosa di diverso nel nostro mondo”

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Marion Bartoli - Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Per Marion Bartoli non ci sono dubbi: “Nikc Kyrgios fa bene al tennis”. Sono passati ormai quattro giorni dal match forse più entusiasmante – almeno fin qui – di questo Wimbledon, quello tra Kyrgios e Tsitsipas. Negli ultimi giorni di torneo potrebbero esserci incontri in grado di superare in bellezza e intensità la partita di sabato scorso, ma è piuttosto probabile che quest’ultima rimanga la più discussa di questa edizione dei Championships. Se ne parla e se ne parlerà ancora, a proposito dell’esigenza di nuove regole, della poca intraprendenza degli arbitri nel richiamare i giocatori e infine della domanda da un milione di dollari: Kyrgios è un bene o un male per il tennis?

Per il torneo che sta disputando, è onestamente difficile sostenere che si starebbe meglio senza l’australiano. È anche vero che la sua carriera è spesso stata più all’insegna della sregolatezza che del genio e che altrettanto di frequente Nick ha valicato i limiti della buona educazione e del buon senso, ma almeno secondo la Campionessa di Wimbledon 2013, intervistata in esclusiva da Adam Addicott per Ubitennis.net, giocatori come Kyrgios portano una ventata di novità, “un qualcosa che fa crescere l’entusiasmo per il gioco.

“Non credo sia un bene avere tutti che si comportano alla stessa maniera. C’è bisogno di elementi dirompenti con un carattere diverso”, dice Marion che ha comunque sottolineato che sarebbe preferibile non superare il limite che per lei consiste nel non “andare sistematicamente al faccia a faccia con l’arbitro”. Bartoli ha anche parlato di come ha reagito Tsitsipas ai comportamenti dell’australiano nel corso del match e, a parole, in conferenza stampa: “Ha riferito quello che ha provato ed è giusto così, va rispettato. Tuttavia, in fondo tutti sappiamo cosa può fare Kyrgios in campo, non è stato sorprendente. Mentre è sembrato che Stefanos fosse sorpreso e non me lo sarei aspettato”. Insomma, il greco doveva essere pronto e invece si è fatto distrarre e trascinare nei mental games dell’avversario.

 

La francese ha anche evidenziato la capacità di Nick di riuscire a controllarsi e di rimanere concentrato nell’arco di un intero match: è quanto successo con Nakashima. “È girato tutto attorno al tennis: non è stato estremo come al solito. Si vede che tiene molto a questo torneo.

Marion, infine, è stata anche interpellata a proposito del tabellone femminile. Per lei le favorite sono Jabeur, che ieri ha rimontato senza troppi problemi un set di svantaggio con Bouzkova, e Halep che ha dimostrato di essere in gran forma anche oggi contro Anisimova, battuta in due set: “Ma in questo torneo ci sono state tante sorprese, mai dire mai.

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