ATP Basilea: meglio di così non poteva andare

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ATP Basilea: meglio di così non poteva andare

BASILEA- Semifinali dall’esito incerto alla St. Jakobshalle. Alle 14:30 del Potro-CIlic, a seguire Federer-Goffin

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da Basilea, il nostro inviato

È tempo di semifinali a Basilea. Per la prima volta, da quando nel 1975 si sono iniziate a registrare le statistiche, sono giunti al penultimo atto tutte e quattro le prime teste di serie. Per di più tutti i giocatori impegnati oggi sono stati almeno una volta finalisti in questo torneo. Ben tre di loro poi sono ex campioni: Roger  Federer ha vinto sette titoli (2006, 2007, 2008, 2010, 2011, 2014, 2015) su dodici finali, del Potro ha portato a casa due coppe consecutive nel 2012 e nel 2013, mentre Marin Cilic difende il titolo conquistato nel 2016. Il quarto semifinalista è David Goffin, runner-up nel 2014 quando fu sconfitto piuttosto nettamente da Federer.

Gli incontri odierni sono quantomai aperti, sebbene i precedenti, in entrambi i casi, pendano decisamente da parte di uno dei giocatori. Del Potro, ad esempio, ha perso solo due volte in undici confronti con Cilic e viene da sei vittorie consecutive, inclusa la splendida rimonta realizzata l’anno scorso in finale di Coppa Davis. Entrambi però hanno mostrato qualche amnesia di troppo durante la settimana, permettendo ad avversari in palese difficoltà di rientrare in partita. L’argentino oggi è chiamato a dimostrare tutti i propri miglioramenti sulla diagonale sinistra, se vuole fare partita pari. Per tutti e due sarà fondamentale mantenere alto il rendimento al servizio e cercare di aggredire il prima possibile l’avversario.
Nel secondo incontro invece la bilancia sembrerebbe pendere tutta dalla parte di Federer. I precedenti recitano un netto 5-0 in favore dello svizzero che ha sofferto poco anche nei due match disputati sotto il tetto della St. Jakobshalle. Il sette volte campione del torneo però finora non ha completamente convinto. Se contro un Paire inesistente aveva passeggiato nonostante una scarsa confidenza coi colpi da fondo, contro Mannarino si è salvato grazie a un miracolo e alla spinta del pubblico. Il belga d’altra parte è l’unico a non aver ancora perso un set e il suo tennis geometrico e rapido risulta molto efficace sull’azzurro cemento indoor di Basilea. Per Federer dunque una sfida da non sottovalutare e aperta anche ad una possibile sorpresa.

Di seguito gli eventuali incroci e relativi H2H in finale:

 

Federer-del Potro 17-6
Federer-Cilic    7-1
Goffin-del Potro 1-1
Goffin-Cilic 3-2

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Berrettini e Sinner, alla larga dalle…cattive imitazioni

Nessun italiano è mai riuscito a sfondare il muro dei quarti di finale agli Australian Open. Grande occasione per Berrettini e Sinner per riscrivere la storia del tennis azzurro.

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Due italiani contemporaneamente nei quarti di finale di una prova del Grande Slam non si vedevano da quando Paolo Bertolucci e Adriano Panatta, nel 1973, giunsero a questo punto al Roland Garros. Panatta si spinse fino in semifinale dove però perse in tre set da Nikola Pilić, già giustiziere ai quarti di Bertolucci.

Può forse stupire, tuttavia, pensare che nessun italiano sia mai riuscito ad andare oltre i quarti di finale in Australia. Berrettini e Sinner, dunque, hanno un’enorme occasione per riscrivere anche questo pezzetto di storia del tennis azzurro.

Nel 1935 Giorgio De Stefani approdò tra i migliori otto, ma venne spazzato via da Fred Perry con un triplo 6-0. Dopo di lui, toccò la stessa sorte a Nicola Pietrangeli nel 1957, quando perse anche lui in tre set contro Malcolm Anderson. Vano fu anche il tentativo di Cristiano Caratti, che nel 1991 lottò strenuamente contro Patrick McEnroe, ma cedette 6/2 al quinto set.

 

Tutto, però, potrebbe cambiare nel giro di poche ore, con la grande speranza che Berrettini e Sinner riescano a mantenersi lontani dalle “cattive imitazioni”

Giovanni Pelazzo

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Critiche a Tennis Australia per le magliette ‘Peng Shuai’ sequestrate agli spettatori. Martina Navratilova: “Codardi, non è politica”

Ancora polemiche a Melbourne dopo il caso Djokovic: stavolta nella bufera il sequestro delle magliette con scritta in supporto della giocatrice cinese

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Non c’è nulla di politico nel mostrarsi preoccupati per le sorti di Peng Shuai, la tennista cinese scomparsa dai radar dopo la denuncia su Weibo e riapparsa solamente in quelle che a quasi tutti sono parse imbarazzanti – nella loro tragicità – rappresentazioni sceniche di Stato. A quasi tutti, perché tra gli attori di questa vicenda il Comitato Olimpico Internazionale, principalmente nella persona del suo CEO, ha ripetutamente assicurato come non ci fosse alcunché da preoccuparsi, perseguendo quella linea della “quiet diplomacy” che, per quanto in termini assoluti perfettamente legittima e spesso efficace, nell’era della voracità dei social media è subito apparsa come un tentativo di prendere tempo nell’attesa che una nuova ondata di indignazione facesse scivolare il caso Peng nell’oscurità dell’oblio. C’è chi invece è intenzionato a tenere ben accesa la luce, come alcuni spettatori dell’Australian Open che all’interno dell’impianto indossavano magliette con la scritta “Where is Peng Shuai?” e per questo affrontati dalla security che ha anche fatto intervenire la polizia.

L’immediata spiegazione data all’agente di polizia da uno degli stessi spettatori fermati è che non si tratta di un messaggio politico: “Non c’è scritto di votare per i liberali o i laburisti. Parliamo di una tennista perseguitata e la WTA ha fatto sentire la propria voce. Stiamo semplicemente ripetendo quello dice la WTA”. Il poliziotto dice di comprendere e che non sta “dicendo che non può avere queste opinioni” ma “queste sono le regole fissate da Tennis Australia e [quelli della sicurezza] sono autorizzati a sequestrare le magliette e lo striscione”.

Nelle regole di accesso si legge appunto che sono proibiti, tra gli altri, gli articoli di qualsiasi natura, inclusi cartelli e abbigliamento, dal contenuto politico. È proprio questo che rimarca Tennis Australia, intervenuta sull’episodio con un puntuale e ineludibile comunicato che continua così: “La sicurezza di Peng Shuai è la nostra principale preoccupazione. Continuiamo a lavorare con la WTA per cercare più chiarezza sulla sua situazione e faremo tutto il possibile per assicurare il suo benessere”.

 

Si ritorna però al tema principale con le parole di Martina Navratilova replicando a Tennis Australia su Tennis Channel: “Non c’è nulla di politico, questa è una dichiarazione che riguarda i diritti umani. Lo trovo davvero da codardi”. E continua: “Si stanno arrendendo su questa vicenda, lasciano che i cinesi dettino loro cosa fare nel loro Slam. È proprio da deboli”.

Tra i giocatori, si è fatto sentire Nicolas Mahut che su Twitter ha polemicamente chiesto: “Cosa succede? Che mancanza di coraggio! Mettiamo che non aveste lo sponsor cinese 1573”. Il riferimento è al liquore che dà il nome allo Show Court 2 di Melbourne Park, sponsorizzazione che ha evidentemente messo Tennis Australia nella scomoda posizione di dover approvare e difendere una regola insensata. E “codarda”, per dirla con Martina.

Così, conclusosi l’affaire Djokovic e dopo una settimana in cui si il tennis giocato è finalmente tornato protagonista, lo Slam australe torna nella bufera. Prima incolpevolmente per gli incendi dell’edizione 2020, poi con i tre diversi gradi di quarantena dello scorso anno (dall’isolamento duro a quelli di Adelaide con il balcone) e ora questa novità per cui i diritti umani e la sicurezza di una ragazza sono “politica”, dalle parti di Melbourne ci stanno mettendo tanto impegno per togliere l’etichetta Happy dal loro Slam.

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Australian Open

Ubaldo Scanagatta su Sinner e Berrettini: “Li vedo entrambi favoriti nei quarti dell’Australian Open”

Per il direttore Jannik è più giovane di Tsitsipas, ma forse più maturo. Mentre le traiettorie esterne del servizio di Matteo possono mettere in difficoltà Monfils

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Jannik Sinner all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Nel consueto appuntamento sulla pagina Instagram di Ubitennis con “Il punto di Ubaldo”, il direttore Ubaldo Scanagatta si dice ottimista sulle possibilità di Jannik Sinner e di Matteo Berrettini di arrivare alle semifinali dell’Australian Open. Nel video, a questo link, Ubaldo adduce delle motivazioni tecniche al suo pronostico: infatti, a suo modo di vedere, le traiettorie esterne del servizio di Berrettini – che giocherà nella mattinata di martedì, alle ore 11 italiane – possono mettere in difficoltà Monfils, che solitamente si piazza in posizione molto arretrata in risposta. Sinner, invece, è mentalmente più solido di Tsitsipas, che negli ottavi contro Fritz non ha destato grandissime impressioni.

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