Borg-McEnroe? Panatta apprezza…

Adriano Panatta dice la sua sul film che sta dividendo critica e tifosi. "Mi è piaciuto, è molto credibile. Borg? Lo chiamavo il 'matto calmo'. McEnroe è ancora una furia"

Di Riccardo Sozzi
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Borg-McEnroe, si va in scena

Se non ci fossero state le NextGen Finals e le Nitto ATP Finals, il film Borg-McEnroe sarebbe probabilmente stato l’oggetto di maggior discussione dell’intero mondo del tennis. Il film, uscito nelle sale italiane il 9 novembre, sta letteralmente dividendo la critica internazionale e, se a livello cinematografico pare si tratti di un ottimo film sotto molti aspetti, ha comunque suscitato reazioni discordanti. Lo stesso John McEnroe si è detto amareggiato per “non esser stato preso in considerazione al momento di scrivere la sceneggiatura”.

Un parere molto interessante arriva da Adriano Panatta. Il campione del Roland Garros 1976 si è schierato apertamente a favore del film, giudicandolo “… ottimo, tanto più che sono partito prevenuto perché molti film sullo sport in generale e sul tennis in particolare di solito sono orrendi, invece questo è molto credibile. Sono riusciti a rendere molto bene anche le fasi di gioco“. Anche la trasposizione dei sentimenti provati dai due giocatori, che sembrano vivere una partita di tennis come una questione di vita o di morte, è stata molto simile alla realtà.Per Borg è stato molto difficile – racconta Panatta. Battendo tutti i record da lui ci si aspettava che vincesse sempre, ma a un certo punto non ha più retto il peso di questa enorme pressione e si è ritirato a soli 26 anni. Io lo chiamavo ‘matto calmo’, espressione in cui lui si riconosceva benissimo: in campo era glaciale, ma dentro aveva il fuoco. Con Bjorn sono ancora molto amico e ci sentiamo regolarmente, ma anche con McEnroe ho un buon rapporto. Qualche anno fa abbiamo giocato assieme al Roland Garros nel doppio delle leggende e lui è rimasto sempre lo stesso, vuole vincere e se qualcosa non va diventa una furia“.

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