ATP Finals: Cilic deluso e confuso, Bjorkman ottimista

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ATP Finals: Cilic deluso e confuso, Bjorkman ottimista

ATP Finals da dimenticare per Cilic, che ha perso tutti e tre i match e la top 5 ATP. Ma il suo coach Bjorkman rimane positivo: “Solo un brutto finale, Marin può crescere ancora”

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Le ATP Finals sono state una grande delusione per Marin Cilic. Il tennista croato alla vigilia era accreditato come uno dei pochissimi in grado di mettere in discussione il previsto duopolio Federer-Nadal. Invece, in un torneo ricco di sorprese, in primis proprio il ritiro di Nadal e la sconfitta in semifinale di Federer, c’è stata anche quella dell’inatteso flop del campione degli US Open 2014, che ha perso tutti e tre i match disputati nel girone. Una delusione peraltro ricca di rimpianti, dato che in due di quei match – contro Zverev e Sock  – si era trovato avanti di un break nel set decisivo.

“Devo parlare con il mio team dei motivi di questo calo di forma, soprattutto in questo momento chiave della stagione, dove potevo guadagnare molti punti”, ha dichiarato un Cilic molto amareggiato. Il croato era arrivato a Londra da n. 5 del mondo con le oggettive possibilità di puntare al terzo gradino della classifica ATP (Zverev era distante 600 punti), ed invece si vede sfuggire proprio in dirittura d’arrivo persino il suo obiettivo stagionale di terminare l’anno tra i top 5, dato che è stato scavalcato in classifica da Dimitrov. E qualora fosse Goffin ad alzare il trofeo delle Finals, il giocatore di Medjugorje si ritroverebbe in settima posizione, peggio dello scorso anno quando terminò sesto. E in un annata con tanti top player a mezzo servizio non è proprio un gran risultato.

Vede invece il bicchiere messo pieno il coach del 29enne croato, Jonas Bjorkman: “Lo so che queste tre sconfitte sono una grande delusione per Marin e per tutto il team, ma dobbiamo restare positivi. Marin è un ragazzo fantastico, ama lavorare e sono certo possa ancora migliorare. A livello di gioco e di risultati. Abbiamo avuto un brutto finale di una stagione complessivamente ottima. Ma il tennis è così, talvolta è ingiusto. Non vince sempre il migliore, basta giocare un po’ peggio alcuni punti decisivi e si perde“, ha dichiarato il 45enne svedese, tornando sul fatto che il suo giocatore sia contro Zverev che contro Sock è stato molto vicino alla vittoria, quindi non sono state delle prestazioni totalmente negative“Dobbiamo rimanere positivi e con questo stato d’animo trascorrere le vacanze. Sia io che Marin abbiamo imparato diverse cose da questa stagione e per questo ci auguriamo di iniziare nel migliore dei modi la prossima”, ha aggiunto Bjorkman dando quindi appuntamento agli Australian Open, dove il suo allievo non ha brillato particolarmente negli ultimi anni (non supera il terzo turno dal 2011) ma seppe raggiungere la sua prima semifinale Slam nel 2010, a 19 anni.

 

Che poi è anche quanto ha fatto lo stesso Cilic, cercando di trarre anche lui qualcosa di positivo da questa brutta settimana londinese“Ho giocato bene tutta la stagione. Questi due ultimi match, dove ho perso dopo essere stato in grande vantaggio, forse sono un messaggio per preparami meglio per la prossima stagione”, ha concluso il n. 1 croato.

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Accadde Oggi

Accadde oggi: 23 anni fa, Federer entrava in classifica per la prima volta

Era il 22 settembre 1997: vincendo otto partite in un torneo satellite svizzero, Federer guadagnò i suoi primi 12 punti ed entrò nel ranking alla posizione 803. Per non uscirne più e firmare ogni record possibile

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Nella settimana in cui Denis Shapovalov entra per la prima volta in top 10, c’è un’altro tennista dal rovescio a una mano da celebrare, e risponde (ovviamente) al nome di Roger Federer. Ventitrè anni fa, il 22 settembre 1997, Federer ottenne i primi punti ATP che gli permisero di entrare nel ranking alla posizione 803.

All’epoca Federer partecipò a un torneo satellite ITF, una vecchia modalità di tornei che duravano un mese e si strutturavano in quattro tappe, nelle città di Noes, Nyon, Biel e Bossonens; grazie alla semifinale raggiunta nel primo evento, al quale gli fu garantito l’accesso da una wild card, e alle otto vittorie complessive nel corso delle quattro settimane, Federer guadagnò i primi 12 punti utili a iscrivere il suo nome nelle classifiche ufficiali.

Negli ultimi 23 anni di strada ne ha fatta lo svizzero, a partire dalla prima stagione terminata al n. 704 mentre nel 1998 era già tra i primi 400 del mondo. L’8 febbraio del 1999 è entrato per la prima volta nella top 200 e sette mesi più tardi, il 20 settembre 1999, tra i primi 100. La scalata è proseguita senza intoppi negli anni successivi e l’ingresso in top 30, top 20 e top 10 sono avvenuti rispettivamente nel 2000, 2001 e 2002. L’inizio di stagione 2003 ha portato con sé la quinta piazza della classifica mondiale mentre la conquista del numero uno del mondo è arrivata dopo la vittoria all’Australian Open 2004, il 2 febbraio.

Lo svizzero si è poi trovato in vetta alla classifica per più tempo di chiunque altro nella storia del tennis, 310 settimane, anche se ora Djokovic sembra in grado di operare il sorpasso: al serbo basterebbe mantenere la vetta fino all’8 marzo 2021 per riuscirci.

Ci sono altri primati che Federer è invece quasi certo di conservare per molto altro tempo: a 39 anni è ancora in top 5 (è il numero 4 del mondo), il più anziano dopo Ken Rosewall, mentre detiene in solitaria il record di numero 1 più anziano, in virtù dell’exploit a Rotterdam nel febbraio 2018 a 36 anni e 6 mesi.

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Roland Garros: avanza solo Cecchinato nella seconda giornata di qualificazioni

Il siciliano convince contro Ernests Gulbis. Al secondo turno troverà Lestienne. Salutano subito Parigi Matteo Viola, Stefano Napolitano e Federico Gaio

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Marco Cecchinato - Qualificazioni Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Dopo l’ottima giornata di ieri dei tennisti italiani nelle qualificazioni del Roland Garros (quattro vittorie e una sconfitta), oggi la rotta si è invertita e si sono registrati tre KO. L’unico giocatore azzurro a centrare il successo nel primo turno è stato Marco Cecchinato che in due set, 6-3 7-5, ha superato Ernests Gulbis, ex semifinalista dello Slam parigino. Il n. 110 del mondo già a Roma aveva fatto vedere dei progressi evidenti che si sono confermati anche oggi, giornata nella quale ha subìto solo un break e vinceto oltre il 70% dei punti sia con la prima che con la seconda. Il suo prossimo avversario sarà il francese Constant Lestienne.

Ad essere stati sconfitti invece sono Matteo Viola, Stefano Napolitano e Federico Gaio, tutti in due set. Quest’ultimo è stato battuto dall’argentino Renzo Olivo, certamente un esperto della terra rossa, per 6-4 6-4, nonostante l’italiano fosse stato in vantaggio 3-1 nel primo set, con ulteriori occasioni nei game successivi. Viola invece ha perso da Jurij Rodionov, con l’austriaco che si è imposto 6-3 7-6(4). Matteo, attuale n. 228 del mondo, ha avuto diverse opportunità soprattutto nel secondo set dove non ha sfruttato due set point in risposta sul 6-5. Napolitano infine (ripescato dopo il ritiro di Alejando Tabilo) è stato battuto dal 23enne spagnolo Carlos Taberner dopo quasi due ore di match (6-4 7-5).

Il tabellone maschile completo con tutti i risultati aggiornati

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È già finita la collaborazione tra Sabalenka e Kindlmann

La bielorussa aveva assunto il coach tedesco per lo US Open, subito scaricato a fine torneo. Affronterà il finale di stagione con il suo sparring partner in veste di allenatore

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Aryna Sabalenka - Wuhan 2019 (via Twitter, @wuhanopentennis)

Appena un mese fa Aryna Sabalenka aveva iniziato la collaborazione col tedesco Dieter Kindlmann, ma in questi 30 giorni non sembra essersi creato un vero feeling. La bielorussa infatti ha annunciato che il rapporto tra i due è già giunto al termine. Attualmente Sabalenka si trova a Strasburgo per il torneo WTA International, dove ha superato agevolmente il primo turno contro Ellen Perez, ma il passo falso che sembra essere costato il posto al tedesco è la sconfitta al secondo turno degli US Open per mano di Azarenka. L’accordo tra Sabalenka e Kindlmann era proprio quello di lavorare fino al termine dello Slam newyorkese e poi valutare il da farsi.

“Gli ho detto che penso di non essere pronta per una nuova persona nel mio team al momento“, ha spiegato la n. 12 del mondo. “Lui è una persona fantastica, un grande allenatore, ma io non sono pronta. Per il momento lavorerò con il mio sparring partner (Anton Dubrov, ndr) come coach”. La prossima sfida è costituita dagli ottavi di finale del torneo francese, dove la bielorussa affronterà la russa Anna Blinkova.

UN BREVE RECAPSabalenka ha iniziato a lavorare con Tursunov nell’estate del 2018 e i due hanno subito mostrato di essere molto affiatati. Le prime crepe sono comparse un anno dopo, nell’agosto 2019, quando è stata annunciata una prima rottura che in realtà è durata poco. Nel finale di stagione i due hanno ripreso a lavorare insieme – e si è visto: Aryna ha vinto Wuhan e ‘Masterino’ di Zhuhai – salvo poi allontanarsi di nuovo, ritrovarsi a febbraio dopo l’Australian Open (giocato da Sabalenka senza Tursunov) e allontanarsi di nuovo circa un mese fa, quando la tennista bielorussa ha annunciato la collaborazione con Kindlmann che si è già conclusa.

 

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