Il 2017 di Carreno Busta: a testa bassa fino alla top 10

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Il 2017 di Carreno Busta: a testa bassa fino alla top 10

Finalmente protagonista nei grandi appuntamenti, l’iberico ha chiuso la migliore stagione della carriera da numero 10 del mondo. Ma il bello deve ancora venire

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BRAVO E FORTUNATO

Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita”, disse Confucio. Adagio antico che un giocatore tutta fatica e intelligenza tennistica come Pablo Carreno Busta deve essersi ripetuto come un mantra chissà quante volte, a mo’ di incitamento autogeno, rincorrendo a testa bassa una pallina scagliata da avversari spesso meglio attrezzati di lui in quanto a talento. La dedizione – che non può che essere parte integrante della tua indole quando i modelli adolescenziali sono Ferrero e Ferrer, due docenti emeriti dell’università mondiale dell’impegno – alla lunga paga sempre e per Pablo da Gijon, città del nord della Spagna che affaccia sul golfo di Biscaglia nonché residenza dello scrittore Luis Sepúlveda, ciò è significato irrompere in punta di piedi, quasi con timidezza, in quella Top 10 che fa da preludio all’eccellenza di questo diabolico sport. È successo per la prima volta lunedì 11 settembre, all’indomani della vittoria di Nadal agli US Open. Un major nel quale la cavalcata trionfale di Carreno Busta, 161° tennista a far capolino tra i primi dieci nella storia dell’ATP e contemporaneamente 18° spagnolo, si è interrotta solo in semifinale, sotto i colpi (e gli ace) di un redivivo Kevin Anderson. Un traguardo raggiunto, tra l’altro, senza lasciare per strada nemmeno un set. Aiutati che il ciel t’aiuta, si dice in questi casi. Quindi bravo e fortunato, che non guasta mai, il tennista iberico ad approfittare di un tabellone a New York assai favorevole, con quattro giocatori provenienti dalle qualificazioni nei primi quattro match sostenuti – forse un record – e un claudicante Diego Schwartzman nella quinta e più importante partita della carriera.

THE STORY SO FAR

Nato ventisei primavere fa da mamma Maria Antonia, dottoressa, e papà Alonso, architetto, Pablo – una passione anche per il calcio e per lo Sporting di Gijon, squadra della città natale, in particolare – inizia a giocare a tennis già all’età di sei anni. Cresciuto tennisticamente nell’accademia di Ferrero ad Alicante, dopo una luminescente esperienza da juniores dove fu anche numero 6 al mondo, nel corso del 2009 passa tra i professionisti, ma è solo nel 2013, quattro anni più tardi, che comincia a frequentare in pianta stabile i tornei del circuito maggiore. I primi anni al cospetto dei giocatori più forti al mondo non sono tutti rose e fiori, complice anche qualche noia fisica alla schiena che sembra addirittura metterne in dubbio il proseguo dell’attività. La tempra però è quella giusta e il 2016 rappresenta finalmente l’anno della svolta, con i successi sul veloce di Winston-Salem, prima, e Mosca, poi, quest’ultimo ai danni del nostro Fognini. Il resto è storia recente.

PRIMI SEGNALI

Risultati alla mano, il tennista spagnolo ha innegabilmente vissuto quest’anno la miglior stagione della carriera, culminata con la partecipazione, benché da subentrante, alle Finals londinesi. E pensare che l’annata non era affatto nata sotto una buona stella. Estromesso anzitempo da Istomin nello slam australiano e, da lì a poco, sconfitto in Coppa Davis dal carneade croato Skugor, Carreno Busta ha dovuto attendere fino a marzo inoltrato per lanciare con decisione il primo segnale ai rivali, in virtù della semifinale raggiunta sul cemento di Indian Wells, poi sconfitto da Wawrinka. Con il circus che torna a fare tappa sull’amata terra europea, arrivano in primavera le prime conferme ad un vento che pare ormai essere decisamente cambiato. Pablo si è fatto grande. In maggio, infatti, l’allievo di Samuel Lopez e Cesar Fabregas incamera con autorità il tradizionale torneo dell’Estoril – primo hurrà in stagione e terzo torneo di sempre a finire nella bacheca dell’asturiano – con lo scalpo emotivamente prestigioso di Ferrer, uno dei suoi idoli indiscussi.

DA PARIGI A LONDRA

Dopo due ‘mille’ disputati in chiaroscuro – a Madrid, sconfitto all’esordio dall’imprevedibile Paire, e Roma, fuori senza demeritare per mano del connazionale Bautista Agut – Parigi, che continua a valer bene una messa, significa una duplice prima volta: la vittoria su un Top 10, Raonic, e i quarti di finale centrati in una prova monumento, parafrasando il gergo ciclistico, disputati e persi per ritiro contro l’invincibile Nadal in versione mattone tritato.

Detto poc’anzi dell’exploit newyorchese e della successiva partecipazione senza acuti significativi a quello che fu il Masters – due partite e due sconfitte contro Thiem e il futuro vincitore Dimitrov nell’O2 Arena di Londra – c’è poco altro di rilevante da aggiungere se non il sottolineare un bilancio consuntivo alquanto positivo, che recita 36 vittorie totali in stagione a fronte di 26 sconfitte, di cui 6 fedelmente rispettose delle gerarchie del computer. Mai Pablo aveva saputo fare di meglio nei precedenti 8 anni da professionista e la sensazione che, in barba alla next-gen che scalpita, tra talento, inesperienza e aspettative da non disattendere, il bello debba ancora venire.

MATURITÀ

Quasi un metro e novanta per ottanta chili scarsi di peso, Carreno Busta è un giocatore che per peculiarità, e per sua stessa ammissione, predilige cimentarsi sul rosso ma che si è dotato negli anni di una competenza tecnica che gli consente oggi di ben figurare su ogni tipo di superficie. Dati alla mano – quarti in Bois de Boulogne e semifinali a Flushing Meadows la dicono lunga – un uomo per tutte le stagioni. Insieme al rovescio bimane, se non il suo colpo migliore sicuramente quello portato con la maggiore naturalezza di esecuzione, Pablo ha saputo costruire un bagaglio senza particolari lacune, che consta di un diritto pesante, solido e sufficientemente redditizio e di un servizio robusto, vario e ad alta percentuale. Difensore eccellente grazie a una mobilità atipica per atleti di quella mole e stratega impeccabile nelle scelte tattiche, un vero e proprio ragioniere applicato al gioco del tennis, ciò che stupisce di lui è soprattutto la capacità di alzare l’asticella nei momenti importanti dell’incontro. Spartiacque, quest’ultimo aspetto, tra il buon giocatore e il campione, in uno sport dove spesso la vittoria dista alla sconfitta giusto lo spazio di una manciata di punti. A fortificare il concetto, un dato piuttosto eloquente: negli ultimi dodici mesi l’asturiano è stato in grado di affrontare positivamente una numerosità di palle break pari in percentuale al Federer illegale di questo 2017 e solo tre punti in meno di Nadal, notoriamente un fenomeno nel togliersi dagli impicci quando la pallina si fa rovente. Il tutto senza la garanzia di un servizio alla Isner o la ribattuta di Murray.

NIENTE È IMPOSSIBILE

Troppe volte sottovalutato da spettatori e addetti ai lavori – ma non dai colleghi che già nel 2013 lo votarono come “Most Improved Player” – probabilmente per il suo non risultare mai appariscente nelle soluzioni adottate in campo, Carreno Busta in un’intervista concessa di recente, denotando un’umiltà non comune, ha voluto dire di sé: Non sono certo un fuoriclasse, ma sono un giocatore che ha lavorato molto per arrivare in alto”. Altissimo, con il superlativo di chi in off-season a ricaricare le batterie ci va con la decima posizione del ranking in tasca e la serenità scaturita dall’aver fornito di sé ogni volta la miglior versione possibile.

Esponente di quella classe operaia che finisce sempre per andare in paradiso, Carreno Busta, sempre a proposito di dedizione, ha inoltre aggiunto: “Mi è stato più volte ripetuto che nulla è impossibile se si lotta per ottenere ciò che più si desidera. Io sto lottando e le cose stanno andando alla grande, così non mi arrendo”. “Nothin’ is impossible”, dunque, come recitava qualche anno or sono il claim pubblicitario di una nota casa di abbigliamento, con il compianto Jonah Lomu quale azzeccato testimonial. I Carreno Busta del mondo, e il loro esempio concreto, sono qui ogni giorno a ricordarcelo. Perché non sempre a vincere è il più talentuoso, spesso finisce per prevalere chi ne ha più voglia. Lo sport tout court è pieno di queste dimostrazioni e su Pablo, chiamato a gran voce a non far rimpiangere la generazione d’oro spagnola destinata come tutte al crepuscolo, ci si può mettere la mano sul fuoco.

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Roland Garros: giornata di sorprese nel femminile, dopo Pliskova fuori anche Halep e Collins

Continuano a cadere, una dopo l’altra, le teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros. Prima di oggi erano nove, cui se ne aggiungono oggi altre quattro

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Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non si ferma l’ecatombe di teste di serie in questa edizione del Roland Garros femminile. Prima dell’inizio della giornata odierna, erano nove ad aver già salutato Parigi (Samsonova, 25; Jabeur, 6; Kontaveit, 5; Muguruza, 10; Krejcikova, 2; Kvitova, 32; Raducanu, 12; Sakkari, 4; Cirstea, 26), cui se ne aggiungono altre quattro: Pliskova (8), Alexandrova (30), Halep (19) e Collins (9).

Dopo i soli quattro game racimolati da Karolina Pliskova contro la numero 227 WTA Leolia Jeanjean, ben più combattuto è il match di Ekaterina Alexandrova, che dopo aver vinto al tiebreak il primo set si spegne perde il secondo parziale e si fa rimontare due volte nel terzo da Irina-Camelia Begu. La russa infatti, testa di serie numero 30, nel set decisivo va due volte avanti di un break: prima sul 2-0, poi sul 4-2, ma in entrambi i casi perde immediatamente il servizio. Saranno decisivi i soli sette punti vinti con la prima (su 18) nel terzo set, che consentiranno alla rumena di recuperare dallo svantaggio di 2-4 infilando quattro game consecutivi e chiudendo 6-7 (3) 6-3 6-4. Al terzo turno Begu troverà proprio Jeanjean, con la ghiotta chance di eguagliare il suo miglior risultato in uno slam, cioè gli ottavi di finale, ottenuti proprio qui a Parigi nel 2016 e all’Australian Open nel 2015).

La numero 63 del ranking rimane così l’unica rumena in tabellone, complice l’inaspettata sconfitta di Simona Halep. La testa di serie numero 19 cede alla giovane Zheng Qinwen (e ad una non perfetta condizione fisica), non sfruttando un set e un break di vantaggio. La campionessa del 2018 vince infatti facilmente il primo set – in cui commette solo quattro gratuiti contro i 13 della sua avversaria – e si porta avanti anche nel secondo, salendo 2-1 e servizio. Da quel momento, però, la partita cambia: dopo un game a tratti stellare da dieci minuti, la giovane cinese trova il controbreak immediato e vince cinque game di fila, strappando il servizio all’ex numero uno del mondo in altre due occasioni e portando il match al terzo. Il suo gioco molto aggressivo e un contemporaneo calo fisico di Halep, costretta a chiamare due volte il fisioterapista, chiudono precocemente la contesa in favore di Zheng, che si impone 2-6 6-2 6-1 sfruttando un immacolato 100% di punti vinti con la prima (13/13) e ben 27 vincenti.

 

L’ultima sorpresa di giornata vede l’uscita di scena della finalista dell’Australian Open Danielle Collins, sconfitta in due set da Shelby Rogers (non proprio una terraiola doc). Dopo essersi immediatamente ritrovata sotto 0-4 ad inizio match, la testa di serie numero nove riesce in qualche modo a risalire la china fino al 4-4, dove però perde nuovamente il servizio e, di fatto, consegna alla sua avversaria le chiavi del primo set. Con altri tre break (sei in totale) Rogers si porta a casa anche un secondo set mai in discussione, in un incontro in cui a fare la differenza sono senz’altro i tanti errori gratuiti di Collins (28).

SOPRAVVIVONO RYBAKINA, KEYS E SABALENKAAlla roboante vittoria di Iga Swiatek – in striscia aperta da 30 partite consecutive – si aggiungono anche i successi di Elena Rybakina, Madison Keys e Aryna Sabalenka. La kazaka fa un po’ più fatica soltanto nel primo set, dove comunque è sempre lei a fare la partita, conquistandolo al fotofinish. Da quel momento saranno otto i giochi consecutivi conquistati dalla testa di serie numero 16, che si impone 6-4 6-0 sfruttando ben 34 vincenti. Perde gli stessi game Aryna Sabalenka, in un incontro piuttosto simile a quello di Rybakina. La bielorussa vince 6-1 6-3 anche grazie a 37 winners, raggiungendo al terzo turno Camila Giorgi, che oggi si è imposta su Yulia Putinseva. Ben più laboriosa l’affermazione di Madison Keys, che estromette dal torneo Caroline Garcia. Match in cui la statunitense, numero 22 del seeding, è comunque sempre stata in vantaggio e in controllo. Nel primo set Keys rischia di sciupare sul più bello il break ottenuto nel sesto gioco, perdendolo quando va a servire per il set sul 5-3. Per sua fortuna, tuttavia, nel game successivo arriva un altro break, che le regala un primo set sublimato dal 93% di punti vinti con la prima. L’equilibrio regna anche nel secondo parziale, dove nessuna delle due giocatrici riesce mai a prendere il largo. Si arriva così al tiebreak, in cui Keys parte meglio e si porta sul 5-2 con due servizi a disposizione. Finisce 6-4 7-6 (3) in suo favore, con una prestazione particolarmente aggressiva che, con 33 vincenti, porta i risultati sperati.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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ATP

Roland Garros: Ruud e Rune avanti facilmente, Goffin supera Tiafoe [VIDEO]

Il norvegese batte facilmente Ruusuvuori, il danese si conferma elemento da tenere d’occhio battendo Laaksonen. Alcune cronache parigine del giorno

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Casper Ruud - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

[8] C.Ruud b. E.Ruusuvuori 6-3 6-4 6-2

Come prevedibile, ordinaria amministrazione per Ruud nel derby del nord contro Ruusuvuori, che per un set (il secondo) tiene botta e si costruisce anche le sue occasioni, ma la solidità e la tranquillità del norvegese sono troppo superiori per causargli veri problemi. Infatti ottimo inizio, anche al servizio (chiuderà con il 69% di punti con la prima, 70 con la seconda) e break nel sesto gioco per Ruud, nonostante un inizio anche abbastanza solido del finlandese, ma il doppio di colpi vincenti del n.8 del seeding fa compiere il salto. Dopo un primo set point annullato con l’ausilio del servizio da Ruusuvuori, che prova a mantenersi quantomeno in scia, nell’ultimo game non c’è storia: ottimo il rendimento al servizio del norvegese, e poi il solito dritto pesante fa chiudere il parziale per 6-3. Break trovato prima nel secondo set dal n.8 al mondo, nel terzo game, dopo uno scambio durissimo, dove però ha quasi sempre comandato, incidendo bene col dritto (e dire che Ruusuvuori aveva iniziato, molto propositivo, e ha pagato forse l’esserlo stato troppo su alcuni colpi). Conferma di esser salito di livello il n.61 al mondo, giocando un ottimo tennis che gli regala le prime 2 palle break della sua partita, dove però Ruud sale in cattedra sfruttando ancora servizio e dritto, e sembra non soffrire neanche i cambi di ritmo e accelerazioni del finlandese.

Bravissimo quest’ultimo, nel nono game, a risalire da 0-40 e annullare tre set point, con molto coraggio e lucidità, quantomeno prolungando il set e scaricando la pressione sulle spalle e sul servizio di Ruud. Alla fine, pur se con qualche minuto di ritardo, Casper vince 6-4 un set di ottimo livello, dove il finlandese lascia non pochi rimpianti: 4 palle break sprecate a fronte di un gioco di sciabola e fioretto quasi perfetto, ma il martello di Ruud si è dimostrato nuovamente quasi inarrivabile. Il norvegese sembra aver voglia di accelerare le operazioni, e così ecco il break nel terzo set quasi subito, nel terzo gioco, che ottiene salendo meglio sulla palla anche di rovescio e mettendo un po’ di più i piedi in campo, imponendo un ritmo non presente nelle corde del finlandese. Il quinto game sembra segnare la definitiva resa di Ruusuvuori, che mostra un paio di grossolani errori a fronte della difesa perfetta del suo avversario, che andrà poi a chiudere in scioltezza 6-2 con un’ottima prestazione, condita anche da 39 vincenti, 12 più dei non forzati. Al prossimo turno affronterà, da favorito, il nostro Lorenzo Sonego.

 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

H.Rune b. H.Laaksonen 6-2 6-3 6-3

Nessun problema anche per un altro dei giovincelli del momento, Holger Vitus Nodskov Rune, che dopo aver portato a scuola Shapovalov, spazza via anche Henri Laaksonen, in balia totale del vincitore dell’ultimo Challenger di Sanremo. Non tantissimi vincenti per il danese, ma davvero pochi errori e soprattutto un impressionante 86% di punti vinti con la prima, che comminano la sentenza. Già dall’inizio va forte Rune, che subito nel secondo gioco mostra la superiorità sulla superficie, portando a casa il break. Bravo però lo svizzero ad evitarne ulteriori, e addirittura ad avere lui la chance per recuperarlo (sarà l’unica di tutto il match), ma il danese non trema e rimane avanti. Alla fine Rune porta a casa il set 6-2 abbastanza nettamente, causa anche un brutto game conclusivo di Laaksonen, che si limita a ribattere e scambiare da fondo, territorio di Holger, che puntualmente lo punisce. Buon inizio di secondo per lo svizzero, che annulla palla break, e sembra cercare qualche soluzione alternativa, specie per uscire dallo scambio, dove Rune appare irresistibile. Ma nel secondo gioco break spettacolare per il n.40 al mondo, che prima gioca una contro smorzata da manuale, poi chiude il game con un rovescio vincente, mostrando come anche le variazioni non riescano a scalfirlo.

Anche il secondo set va dunque agevolmente in cascina per il danese, senza neanche strafare più di tanto. La differenza di peso di palla e di attitudine alla superficie sono un vantaggio troppo netto. Anche nel terzo set il break arriva subito per Rune: un po’ falloso Laaksonen in questo caso, ma c’è da dire che la forma odierna del classe 2003 di certo non aiuta il morale dello svizzero. Alla fine chiude 6-3 anche il terzo Holger, quasi passeggiando e senza neanche troppo forzare, anche a causa di un medical time out abbastanza lungo a metà parziale. Così inizia a giocare più rilassato e lascia scorrere la partita, in controllo dall’inizio alla fine. Al prossimo turno avrà uno tra il qualificato Cachin e Hugo Gaston, nel qual caso match di prim’ordine tra le fantasie del francese e le geometrie di Rune, che in ogni caso appare largamente favorito per trovare il primo quarto turno Slam della carriera.

D. Goffin b. F. Tiafoe [24] 3-6 7-6 (1) 6-2 6-4 (Andrea Mastronuzzi)

Sul “Simonne Mathieu” si continua a far festa. Dopo aver fatto da cornice alla vittoria di Jeanjean su Pliskova e alla conseguente gioia del pubblico francese, il terzo campo per importanza del Roland Garros è infatti diventato la casa degli appassionati belgi che hanno assistito a un’ottima prestazione del loro beniamino Goffin. L’ex top 10 è stato capace di battere in quattro set la testa di serie numero 24 Francis Tiafoe. Il risultato smentisce la classifica ma non più di tanto i pronostici: se infatti l’americano precede Goffin di 21 posizioni, i precedenti (3-1 per il belga) e la maggiore esperienza di David sulla terra parigina (dove Tiafoe ha vinto quest’anno la prima partita dopo sei sconfitte al primo turno) avevano spinto le case di scommesse a dare per favorito il numero 48 del mondo.

Goffin ha rimontato un set di svantaggio. Tiafoe, infatti, è stato impeccabile nel corso del primo parziale, specie al servizio: nei suoi turni ha perso solo quattro punti. In virtù del break messo a segno nel quarto gioco, l’americano ha chiuso sul 6-3 in meno di mezz’ora. La musica ha però cambiato tono fin dall’inizio del secondo set, apertosi con un parziale di 12 punti a 2 in favore del belga. Dopo questo passaggio a vuoto Tiafoe è riuscito a rientrare nel set, perdendolo però al tie-break. Nel terzo parziale Goffin ha avuto vita facile (6-2) grazie alle difficoltà con la prima e agli errori non forzati (ben 17 in soli 8 game) dell’avversario. Nel quarto set Tiafoe è tornato a mettere in mostra un buon tennis, pur non incidendo abbastanza con il dritto. Il belga è però salito su livelli che aveva già raggiunto nei match contro Nadal a Madrid e con Hurkacz a Roma, a testimonianza della buona stagione sulla terra (inaugurata con il successo a Marrakech) che sta disputando. Manovrando perfettamente con il dritto, Goffin ha ottenuto il break decisivo sul 4-4 pari e ha poi chiuso sul 6-4 al secondo match point, nonostante Tiafoe avesse fatto di tutto per restare nel match.

Il belga, che nelle dichiarazioni a caldo ha ringraziato i suoi tifosi parlando di “atmosfera incredibile”, non raggiungeva il terzo turno al Roland Garros dal 2019: aveva infatti perso nei match di esordio a Parigi sia l’anno scorso che nel 2020. Il prossimo avversario sarà proprio quell’Hurkacz battuto due settimane fa in Italia con un doppio 7-6.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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ATP

Roland Garros: Lorenzo Sonego va al terzo turno superando Sousa e i suoi dubbi

Il torinese fatica nel primo set ma riesce ad avere la meglio sul portoghese. Sfiderà Casper Ruud al terzo turno

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

[32] L. Sonego b. J. Sousa 7-6 6-3 6-4

Nell’urlo liberatorio di Lorenzo Sonego dopo la chiusura del match contro Joao Sousa c’è tanto: la voglia di urlare a tutti che lui c’è ancora e il desiderio di scacciare via tutti i dubbi accumulati negli ultimi mesi, che pure si sono visti oggi. Ma il torinese è riuscito comunque a vincere in tre set: 7-6 6-3 6-4 al portoghese Joao Sousa, un risultato che gli vale per la seconda volta in carriera il terzo turno al Roland Garros. Sfiderà in un match difficile il top ten Casper Ruud, ma lo Slam parigino a prescindere da questo può essere una buona iniezione di fiducia.

IL MATCH – Sonego inizia il match molto bene, deciso a comandare il gioco e in spinta su tutti i colpi. Fa il break al primo game con una bella palla corta unita a una volèe a chiudere seguita da un errore di dritto di Sousa (1-0). Ma poco dopo, nel quarto game, non sfrutta le occasioni. Permette a Sousa di ottenere un paio di punti in difesa e poi un rovescio gli sfila lungo: controbreak (2-2). Il copione si ripete: nel settimo game Lorenzo sale 0-40 con un passante di dritto e ottiene il break alla seconda opportunità (4-3) ma nel gioco successivo cede a sua volta la battuta (4-4). In questa fase si nota la mancanza di fiducia di Lorenzo, che spesso si costruisce bene il punto ma poi paga qualche indecisione di troppo nel colpo che dovrebbe essere definitivo. Sousa, così, si garantisce il tie-break e poi tenta la zampata: un paio di brutti errori del nostro nel dodicesimo game portano il lusitano ad avere quattro set point in risposta. Qui Lorenzo, nel momento più difficile, è bravo a tirare fuori gli artigli salvandosi col servizio. Il nostro riesce ad arrivare al tie-break. Nel jeu decisif mette subito la testa avanti (1-3) e rimane in vantaggio fino a chiudere 7-4 con un ace al centro.

 

Rinfrancato dal set portato a casa dopo lo spavento, Sonego parte bene nel secondo set salendo 2-0 grazie a un passante vincente e col dritto che torna a girare forte (Lorenzo cerca sempre di spostarsi per colpire a sventaglio, nella sua comfort zone). Perso il servizio, Sousa inizia ad innervosirsi, prendendosela con la sfortuna e con il fatto che l’avversario tende a colpire spesso le righe (dimenticandosi che, le righe, stanno lì anche per essere prese). Sale il rendimento al servizio di Lorenzo che arriva a servire per il secondo set senza dover fronteggiare palle del controbreak. C’è anche un medical time out chiesto da Sousa, probabilmente un affaticamento dovuto anche alle fatiche di Ginevra della settimana precedente. Sul 5-3 l’azzurro fa viaggiare il dritto con autorità e con una prima vincente blinda il secondo parziale (6-3).

Come nei due precedenti parziali, anche nel terzo set Sousa cede il servizio al primo turno di battuta: Sonego sale 15-40, alla seconda opportunità mette un dritto sulla riga e si prende l’1-0 e servizio. Sousa tenta il tutto per tutto per rientrare in partita: nel sesto game arriva a due palle break anche grazie al fatto che il nostro torna ad avvertire un po’ di tensione. Lorenzo però si salva e anzi fa il doppio break subito dopo, guadagnandosi un 15-40 con due dritti vincenti e poi ottenendo un errore dell’avversario. Joao ha un colpo di coda e recupera uno dei due break approfittando di un paio di errori di Lorenzo (5-3), poi tiene il servizio (5-4), ma alla seconda opportunità di servire per il match Sonego non sbaglia giocando in modo aggressivo e andandosi a prendere la vittoria. Ora la sfida, difficile, contro Casper Ruud.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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