Tennis e mental coaching: immagina, puoi

Focus

Tennis e mental coaching: immagina, puoi

La visualizzazione è una delle tecniche più usate nello sport coaching. Qui ne parliamo con riferimento ad un classico ambito di utilizzo, l’apprendimento di un gesto tecnico

Pubblicato

il

La visualizzazione (o imagery) è una delle tecniche maggiormente utilizzate all’interno dei programmi di preparazione mentale degli atleti. Sono infatti diverse le sue possibili applicazioni in ambito sportivo. Con la visualizzazione è possibile rievocare una sensazione positiva legata alla prestazione o viceversa dissociare da quest’ultima degli stati d’animo negativi, correggere un determinato gesto tecnico oppure automatizzare un determinato programma motorio. Ciò consente, di conseguenza, di utilizzarla all’interno di programmi di mental training aventi obiettivi diversi. Come, ad esempio, diminuire l’ansia prima della partita, aumentare la concentrazione ed il focus, migliorare uno specifico gesto atletico, incrementare l’autostima e la fiducia in se stesso. La visualizzazione risulta addirittura utile nel trattamento del dolore e nella riduzione dei tempi di recupero da un infortunio.

Per capire meglio cosa si intende quando si parla di imagery applicata allo sport coaching, in quest’articolo ci soffermeremo su uno degli ambiti di utilizzo più conosciuti, quello dell’apprendimento (o perfezionamento) di un gesto sportivo. Insomma, vedremo come immaginare che stiamo effettuando un servizio vincente ci aiuta a migliorare la nostra battuta.

Iniziamo andando a sentire cosa ci dice la scienza al riguardo. Scopriamo così, per prima cosa, che diversi studi sperimentali hanno rilevato che immaginare un gesto motorio determina una stimolazione, seppure lieve, dei muscoli interessati dalla visualizzazione. Praticamente, nell’eseguire un servizio in allenamento o nell’immaginarlo soltanto si attivano gli stessi percorsi nervosi che trasportano i segnali al sistema muscolare. I muscoli “virtualmente” coinvolti nel gesto vengono infatti attraversati da un potenziale elettrico, registrato mediante uno strumento chiamato elettromiografo, e questi piccolissimi impulsi elettrici agevolano la memorizzazione del movimento, facilitandone l’esecuzione corretta in futuro (sempreché abbiamo immaginato di eseguirlo come si deve, ovviamente). Ma non solo. Ci sono anche i neuroni a specchio, un particolare tipo di neuroni scoperto a metà degli anni ’90 dal neuroscienziato italiano Giacomo Rizzolatti, che risulta si attivino sia quando si compie un gesto motorio, sia quando lo si osserva mentre è compiuto da altri, sia quando il gesto viene semplicemente immaginato, facilitandone l’apprendimento. Le teorie scientifiche citate, dunque, confermano che immaginare il movimento nella nostra mente ci aiuta poi ad eseguirlo meglio in campo.

 

A questo punto, la cosa migliore da fare per capire come funzionano queste tecniche è vedere assieme un esercizio di visualizzazione mentale finalizzato al miglioramento di un gesto tecnico, basato – in ossequio ai citati neuroni specchio – sulla tecnica del modellamento, tanto cara alla Programmazione Neuro-Linguistica.

1) Scegliamo per prima cosa il gesto tecnico su cui vogliamo lavorare con la visualizzazione: il servizio, il dritto o il rovescio. In base anche al nostro livello di gioco, cerchiamo di essere i più precisi possibili nell’individuazione del tipo di colpo. Ad esempio, se siamo agonisti magari decideremo di lavorare sulla nostra seconda di servizio in kick. Se invece siamo dei principianti, ci limiteremo a cercare di interiorizzare il movimento “scolastico” della battuta.

2) Scegliamo poi un giocatore che esegue quel gesto tecnico nel modo in cui vorremmo eseguirlo e recuperiamo i relativi video (Internet e You Tube sono una manna per questo). Se si tratta di uno dei nostri giocatori preferiti è meglio, perché la cosa – come vederemo – permetterebbe un coinvolgimento emozionale che potrebbe tornarci utile. Può però capitare che il nostro idolo sia un giocatore che esegue quel determinato colpo con una tecnica diversa (ad esempio, siamo innamorati dell’elegante rovescio a una mano di Roger Federer o di quello possente di Stan Wawrinka ma noi siamo bimani) o  estremamente personale (pensiamo al dritto ad uncino di Nadal, reso così efficace dalle capacità fisiche e tecniche del maiorchino) e noi vogliamo lavorare proprio su quel fondamentale. Dovremo di conseguenza cercare il modello di riferimento tra gli altri giocatori e allora – piccola “pillola di coaching” – facciamo attenzione. È importante evitare infatti, anche se esegue il gesto alla perfezione, di prendere a modello un tennista che, sotto sotto, non ci piace, magari perché è uno dei grandi rivali del nostro idolo. O per qualsiasi altro motivo. Dobbiamo essere sinceri con noi stessi al riguardo, evitare forzature e scartare questo giocatore, per evitare qualsiasi tipo di rifiuto “inconscio” nel prosieguo dell’esercizio che ne potrebbe ridurre l’efficacia. Di nuovo, se sono un principiante magari osserverò il video realizzato da un maestro che esegue il movimento “base”. Come in tutte le cose, andiamo per gradi.

3) Dopo aver studiato i video, chiudiamo gli occhi ed immaginiamo di avere quel giocatore davanti a noi. Prendiamoci tutto il tempo necessario ad arricchire di dettagli il nostro “video personale”. Passaggio importante: utilizziamo tutti i nostri sensi. A tale proposito una piccola nota a margine. Ognuno di noi possiede un senso dominante, quello cioè attraverso il quale interagisce in via preferenziale con il mondo esterno (e di come sia importante riconoscerlo nell’ambito dell’allenamento mentale – e  non solo- ne parleremo in uno dei prossimi articoli). Ciò non toglie che interagiamo con l’esterno con tutti i nostri sensi e di conseguenza è importante, proprio per replicare il più possibile quello che accade quando effettuiamo realmente un colpo sul campo da gioco, coinvolgerli tutti. Anche con riferimento a qualcosa di cui magari ci rendiamo conto con un po’ di ritardo: “Sai che oggi c’è la temperatura giusta? Sento bene la racchetta in mano, me ne sto rendendo conto adesso che non ho come al solito la mano congelata” è una frase che capita di sentire in questo periodo di allenamenti invernali. Generalmente i sensi a cui facciamo riferimento quando parliamo, in questo ambito, dell’interazione con l’ambiente esterno sono la vista, l’udito ed il tatto, per i quali si parla rispettivamente di “canali di comunicazione” visivo, auditivo e cinestesico. Arricchito dunque il video con dettagli che coinvolgono i sensi in questione (come ad esempio, il suono della pallina, la sensazione del vento che accarezza la pelle… Il freddo alla mano lasciamolo stare, noi vogliamo visualizzare il colpo ideale, non introduciamo elementi che ci possono disturbare), passiamo qualche minuto a visualizzare il nostro modello eseguire alla perfezione quel determinato colpo.

4) A questo punto immaginiamo di entrare dentro al video, di entrare dentro al corpo di quel giocatore. Ora siamo noi quel giocatore – ecco il coinvolgimento emozionale di cui si parlava in precedenza: sentirci nei panni del nostro giocatore preferito può darci una marcia in più nell’esecuzione dell’esercizio – ed iniziamo a guardare, ascoltare e percepire attraverso i suoi sensi, che sono diventati i nostri. Quando ci siamo abituati, facciamo il passo successivo: iniziamo ad eseguire il colpo che desideriamo apprendere (o migliorare) e che fino a pochi secondi prima osservavamo eseguire dall’esterno. Anche in questa fase, più siamo dettagliati meglio è. Possiamo suddividere il nostro gesto tecnico in più parti e visualizzare l’esecuzione di ogni singola parte. Possiamo immaginare di essere nella sala di montaggio del nostro video, in modo da poter tornare indietro e rivedere meglio una determinata parte del movimento, rallentare la velocità, fare uno zoom su un determinato particolare, ecc. Chiaramente più il nostro livello di gioco è alto più questa capacità di visualizzare nel dettaglio singole parti è importante ed estremamente funzionale nel perfezionamento del colpo. Mentre visualizziamo l’esecuzione ottimale del gesto tecnico è importante restare concentrati sul processo che porterà a quel risultato e sulle sensazioni positive generate da che ciò che stiamo vedendo, ascoltando e percependo nella nostra mente. Potrebbero infatti – anzi, è pressoché sicuro: perciò rimaniamo concentrati! – presentarsi pensieri che ci distolgono dal nostro lavoro di visualizzazione del gesto tecnico. Ad esempio, potrebbe capitare di pensare al punto in cui atterra la pallina quando la colpiamo così bene, a come utilizzare questo nuovo colpo durante il match, magari di volare con la fantasia sino a vederci vincere un torneo grazie a quel  colpo. Insomma, ci può passare per la testa di tutto. Dobbiamo rimanere focalizzati sull’esecuzione e perfezionare mentalmente l’azione in tutti i suoi minimi dettagli. Anche questo, se ci pensiamo bene, fa parte dell’allenamento mentale. Come riusciremo infatti ad eseguire perfettamente quel colpo sul campo, con tutte le variabili e gli elementi di disturbo che ci possono essere, se non riusciamo a farlo nemmeno quando siamo tranquilli, con gli occhi chiusi, in una stanza?

5) Dopo aver eseguito mentalmente per un’ultima volta il colpo in maniera perfetta ed esserci soffermati ancora un momento sulle sensazioni che proviamo nell’eseguirlo in modo corretto, prendiamo un bel respiro e apriamo gli occhi.

Il passo successivo? Prenotare l’ora, preparare il borsone ed andare in campo a mettere in pratica quanto abbiamo allenato mentalmente.

Un esercizio come quello descritto è importante che all’inizio venga eseguito dal giocatore sotto la guida di un mental coach. Poi, una volta appresi i principi, il giocatore potrà eseguirlo in completa autonomia. Capita di frequente che proprio per consentire al giocatore di esercitarsi da solo, ma agevolarlo nel processo di visualizzazione, il coach registri per lui un audio dell’esercizio in cui ripercorre tutti i passaggi. Poi, con il passare del tempo, più il giocatore diventa abile nelle visualizzazione più potrà ulteriormente personalizzare le varie fasi dell’esercizio.

Scettici? Curiosi?
Come sempre, l’invito è quello di sperimentare, ricordando che come l’allenamento fisico anche quello mentale richiede una pratica costante. Siamo infatti consapevoli che ci vuole un po’ prima di iniziare ad eseguire correttamente un gesto tecnico dopo aver iniziato ad allenarlo. La stessa cosa vale per la nostra capacità di utilizzare le tecniche di visualizzazione: ci vuole allenamento. Cerchiamo perciò di inserire nel nostro programma di allenamento del tempo da dedicare al mental training (il bello della cosa è che possiamo magari usare dei “tempi morti” della nostra giornata: il tragitto in autobus, il viaggio in treno o anche solo quella decina di minuti prima che inizi il nostro telefilm preferito) e di applicarci con costanza: vedremo che ciò ci permetterà di velocizzare i tempi di apprendimento e memorizzazione del nuovo gesto. E quando capiteranno – e sappiamo che durante un percorso di apprendimento possono capitare – quei momenti di stanchezza o di scoramento che rischiano di farci venire qualche dubbio, scrolliamoceli di dosso ricordando la frase di un uomo che della capacità di realizzare quello che aveva immaginato ha fatto una ragione di vita, Walt Disney:
“Se puoi sognarlo, puoi farlo.”


Ilvio Vidovich è collaboratore dal 2014 di Ubitennis, per cui ha seguito da inviato tornei ATP e Coppa Davis. Personal coach certificato, ha conseguito un Master in Coaching, una specializzazione in Sport Coaching e tre livelli di specializzazione internazionale in NLP (Programmazione Neuro Linguistica), tra i quali quello di NLP Coach, ed è membro del Comitato Scientifico della ISMCA. Giornalista pubblicista, è anche istruttore FIT e PTR.

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

Pubblicato

il

[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set..

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così:
“Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (3) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo.

Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto:
“Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto”

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz.

Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet.

Il tabellone completo

Continua a leggere

Flash

Classifica ATP: Djokovic sempre più solo in vetta. Best ranking per Sonego e Musetti

Il serbo fa il vuoto anche nella Race per le Finals di Torino. Miglior classifica per Tsitsipas, Sinner esce dalla Top 20

Pubblicato

il

Novak Djokovic e Lorenzo Musetti - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

“Tutto ha il suo momento e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e uno per morire,…” ( Dal libro del Qoelet 3,1)

..e ci sarà probabilmente un tempo in cui Stefanos Tsitsipas festeggerà la conquista del suo primo major e Félix Auger-Aliassime del primo torneo in singolare.

Ma non oggi.

 

Oggi infatti sono Novak Djokovic e Marin Cilic a festeggiare: il primo a Parigi il suo diciannovesimo titolo dello Slam e il secondo a Stoccarda il diciannovesimo titolo in carriera, tre anni dopo l’ultimo conquistato sull’erba del Queen’s quando superò in finale proprio Djokovic.

LA TOP 20 ATP

Di seguito i primi venti giocatori al mondo subito dopo la conclusione del Roland Garros:

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia12113 
2MedvedevRussia10143 
3NadalSpagna8630 
4TsitsipasGrecia79801
5ThiemAustria7425-1
6ZverevGermania7350 
7RublevRussia5910 
8FedererSvizzera5065 
9BerrettiniItalia4103 
10Bautista AgutSpagna31701
11SchwartzmanArgentina3105-1
12Carreno BustaSpagna2905 
13GoffinBelgio2830 
14ShapovalovCanada2780 
15RuudNorvegia26901
16MonfilsFrancia2568-1
17HurkaczPolonia25333
18RaonicCanada2473 
19GarinCile24314
20DimitrovBulgaria24323-3

Alcune osservazioni:

·         Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud migliorano il proprio best ranking.

·         Bautista Agut scalza Diego Schwartzman dalla top 10.

·         Jannik Sinner esce dalle prime venti posizioni.

·         Djokovic sempre più simile al “viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich. I suoi avversari lo guardano con il binocolo dal fondovalle.

CASA ITALIA

È mancato l’acuto per definire trionfale la performance italiana a Parigi, ma in generale il coro se l’è cavata bene, grazie in particolare agli ottavi di finale di Lorenzo Musetti e Jannik Sinner ed ai quarti di Matteo BerrettiniHa steccato Lorenzo Sonego, dal quale a Parigi  abbiamo atteso invano la conferma dell’ottima performance romana. Nonostante la sconfitta al primo turno, Sonego ha comunque migliorato il suo best ranking così come ha fatto Musetti, che alla sua prima apparizione in un torneo dello Slam è arrivato alla seconda settimana ed agli ottavi si è preso il lusso di vincere due set contro Djokovic.

Si assottiglia di una unità la pattuglia degli italiani presenti tra i migliori 200 del mondo; Lorenzo Giustino – che nella precedente edizione del Roland Garros era giunto al secondo turno mentre quest’anno non ha superato le qualificazioni – è scivolato al numero 216.

Questi gli azzurri presenti nella Top 200 maschile:

ClassificaNomeVariazionePunti
9Berrettini 4103
23Sinner-42320
26Sonego22042
29Fognini 1843
61Musetti151120
82Mager5893
86Cecchinato-3878
88Travaglia-10870
90Seppi8856
97Caruso-15814
143Gaio-5523
160Giannessi-1441
165Fabbiano-1431
169Lorenzi-2428
195Marcora-2358

Questa settimana appuntamento al Queen’s per Berrettini, Travaglia, Fognini, Sinner e Sonego. Nessun italiano invece ad Halle, dove tornerà in campo Roger Federer.

RACE TO TORINO

Novak Djokovic opera il sorpasso su Stefanos Tsitsipas, che aveva iniziato il torneo da leader della classifica che tiene conto dei soli risultati del 2021. Con i 2000 punti di Parigi, Nole si prende la vetta anche nella Race to Torino.

A questa classifica verrà dedicato un articolo specifico, la cui pubblicazione è prevista per martedì.

RACE TO MILANO (NEXT GEN)

Dopo Carlos Alcaraz, un altro classe 2003 si affaccia nel tennis che conta, il danese classe 2003 Holger Rune, che da fine maggio ha raggiunto due finali consecutive a livello Challenger perdendo ad Oeiras IV prima di sollevare il trofeo a Biella VII – nella settimana appena passata si è invece ritirato durante il suo match di quarti di finale a Lione.

Al primo posto della classifica riservata ai migliori under 21 dell’anno troviamo sempre più solo Jannik Sinner; terzo Lorenzo Musetti. Questa la Race to Milan:

PosizioneGiocatoreNazionePuntiPosizione ATPClasse
1SinnerItalia1510232001
2Augier-AliassimeCanada825212000
3MusettiItalia801612002
4KordaUSA775522000
5AlcarazSpagna484782003
6CerundoloArgentina4211412001
7BrooksbyUSA3521502000
8BaezArgentina3211592000
9RuneDanimarca2262322003

BEST RANKING

I giocatori presenti nella Top 100 che questa settimana hanno migliorato la loro miglior classifica di sempre sono:

GiocatoreNazionePosizione
TsitsipasGrecia4
RuudNorvegia15
KaratsevRussia24
EvansGB25
SonegoItalia26
FokinaSpagna35
PaulUSA50
MusettiItalia61
AlcarazSpagna78

Continua a leggere

ATP

ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

Pubblicato

il

[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik in altezza, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca ancora l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

LE PAROLE DI JANNIK – La sfida inedita tra classe 2001 si è chiusa con un risultato inaspettato vista la notevole differenza di classifica e di esperienza a livello ATP tra i due e un tale livello da parte di Draper potrebbe aver sorpreso l’azzurro. “È un buon giocatore, l’avevo visto a Miami. Non so se abbia giocato il torneo junior a Wimbledon e fatto dei buoni risultati [è arrivato in finale nel 2018, gli fanno notare, ed è a suo agio sull’erba], ma ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare io. All’inizio ha funzionato piuttosto bene, poi lui ha capito il mio gioco. Ha giocato i punti importanti meglio di me, mentre io non ho servito bene, cosa che mi capita già da un po’. ‘Sorpreso’ è una parola grossa, devi essere sempre preparato, ma credo che oggi lui abbia meritato la vittoria. Giornate così capitano. Si è allenato di più e ha maggiore esperienza di me sull’erba. Gli auguro buona fortuna, sperando che non abbia più infortuni – ne ha avuti un paio negli ultimi anni [frattura di un dito, tendinite al polso, ndr]. Nessun cambio di piani dopo l’uscita prematura al Queen’s, dove peraltro è iscritto anche al doppio insieme a Feliciano Lopez: “Abbiamo già il programma di allenamento per la prossima settima, quindi giocherò solo a Wimbledon”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement