Tennis e mental coaching: immagina, puoi

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Tennis e mental coaching: immagina, puoi

La visualizzazione è una delle tecniche più usate nello sport coaching. Qui ne parliamo con riferimento ad un classico ambito di utilizzo, l’apprendimento di un gesto tecnico

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La visualizzazione (o imagery) è una delle tecniche maggiormente utilizzate all’interno dei programmi di preparazione mentale degli atleti. Sono infatti diverse le sue possibili applicazioni in ambito sportivo. Con la visualizzazione è possibile rievocare una sensazione positiva legata alla prestazione o viceversa dissociare da quest’ultima degli stati d’animo negativi, correggere un determinato gesto tecnico oppure automatizzare un determinato programma motorio. Ciò consente, di conseguenza, di utilizzarla all’interno di programmi di mental training aventi obiettivi diversi. Come, ad esempio, diminuire l’ansia prima della partita, aumentare la concentrazione ed il focus, migliorare uno specifico gesto atletico, incrementare l’autostima e la fiducia in se stesso. La visualizzazione risulta addirittura utile nel trattamento del dolore e nella riduzione dei tempi di recupero da un infortunio.

Per capire meglio cosa si intende quando si parla di imagery applicata allo sport coaching, in quest’articolo ci soffermeremo su uno degli ambiti di utilizzo più conosciuti, quello dell’apprendimento (o perfezionamento) di un gesto sportivo. Insomma, vedremo come immaginare che stiamo effettuando un servizio vincente ci aiuta a migliorare la nostra battuta.

Iniziamo andando a sentire cosa ci dice la scienza al riguardo. Scopriamo così, per prima cosa, che diversi studi sperimentali hanno rilevato che immaginare un gesto motorio determina una stimolazione, seppure lieve, dei muscoli interessati dalla visualizzazione. Praticamente, nell’eseguire un servizio in allenamento o nell’immaginarlo soltanto si attivano gli stessi percorsi nervosi che trasportano i segnali al sistema muscolare. I muscoli “virtualmente” coinvolti nel gesto vengono infatti attraversati da un potenziale elettrico, registrato mediante uno strumento chiamato elettromiografo, e questi piccolissimi impulsi elettrici agevolano la memorizzazione del movimento, facilitandone l’esecuzione corretta in futuro (sempreché abbiamo immaginato di eseguirlo come si deve, ovviamente). Ma non solo. Ci sono anche i neuroni a specchio, un particolare tipo di neuroni scoperto a metà degli anni ’90 dal neuroscienziato italiano Giacomo Rizzolatti, che risulta si attivino sia quando si compie un gesto motorio, sia quando lo si osserva mentre è compiuto da altri, sia quando il gesto viene semplicemente immaginato, facilitandone l’apprendimento. Le teorie scientifiche citate, dunque, confermano che immaginare il movimento nella nostra mente ci aiuta poi ad eseguirlo meglio in campo.

 

A questo punto, la cosa migliore da fare per capire come funzionano queste tecniche è vedere assieme un esercizio di visualizzazione mentale finalizzato al miglioramento di un gesto tecnico, basato – in ossequio ai citati neuroni specchio – sulla tecnica del modellamento, tanto cara alla Programmazione Neuro-Linguistica.

1) Scegliamo per prima cosa il gesto tecnico su cui vogliamo lavorare con la visualizzazione: il servizio, il dritto o il rovescio. In base anche al nostro livello di gioco, cerchiamo di essere i più precisi possibili nell’individuazione del tipo di colpo. Ad esempio, se siamo agonisti magari decideremo di lavorare sulla nostra seconda di servizio in kick. Se invece siamo dei principianti, ci limiteremo a cercare di interiorizzare il movimento “scolastico” della battuta.

2) Scegliamo poi un giocatore che esegue quel gesto tecnico nel modo in cui vorremmo eseguirlo e recuperiamo i relativi video (Internet e You Tube sono una manna per questo). Se si tratta di uno dei nostri giocatori preferiti è meglio, perché la cosa – come vederemo – permetterebbe un coinvolgimento emozionale che potrebbe tornarci utile. Può però capitare che il nostro idolo sia un giocatore che esegue quel determinato colpo con una tecnica diversa (ad esempio, siamo innamorati dell’elegante rovescio a una mano di Roger Federer o di quello possente di Stan Wawrinka ma noi siamo bimani) o  estremamente personale (pensiamo al dritto ad uncino di Nadal, reso così efficace dalle capacità fisiche e tecniche del maiorchino) e noi vogliamo lavorare proprio su quel fondamentale. Dovremo di conseguenza cercare il modello di riferimento tra gli altri giocatori e allora – piccola “pillola di coaching” – facciamo attenzione. È importante evitare infatti, anche se esegue il gesto alla perfezione, di prendere a modello un tennista che, sotto sotto, non ci piace, magari perché è uno dei grandi rivali del nostro idolo. O per qualsiasi altro motivo. Dobbiamo essere sinceri con noi stessi al riguardo, evitare forzature e scartare questo giocatore, per evitare qualsiasi tipo di rifiuto “inconscio” nel prosieguo dell’esercizio che ne potrebbe ridurre l’efficacia. Di nuovo, se sono un principiante magari osserverò il video realizzato da un maestro che esegue il movimento “base”. Come in tutte le cose, andiamo per gradi.

3) Dopo aver studiato i video, chiudiamo gli occhi ed immaginiamo di avere quel giocatore davanti a noi. Prendiamoci tutto il tempo necessario ad arricchire di dettagli il nostro “video personale”. Passaggio importante: utilizziamo tutti i nostri sensi. A tale proposito una piccola nota a margine. Ognuno di noi possiede un senso dominante, quello cioè attraverso il quale interagisce in via preferenziale con il mondo esterno (e di come sia importante riconoscerlo nell’ambito dell’allenamento mentale – e  non solo- ne parleremo in uno dei prossimi articoli). Ciò non toglie che interagiamo con l’esterno con tutti i nostri sensi e di conseguenza è importante, proprio per replicare il più possibile quello che accade quando effettuiamo realmente un colpo sul campo da gioco, coinvolgerli tutti. Anche con riferimento a qualcosa di cui magari ci rendiamo conto con un po’ di ritardo: “Sai che oggi c’è la temperatura giusta? Sento bene la racchetta in mano, me ne sto rendendo conto adesso che non ho come al solito la mano congelata” è una frase che capita di sentire in questo periodo di allenamenti invernali. Generalmente i sensi a cui facciamo riferimento quando parliamo, in questo ambito, dell’interazione con l’ambiente esterno sono la vista, l’udito ed il tatto, per i quali si parla rispettivamente di “canali di comunicazione” visivo, auditivo e cinestesico. Arricchito dunque il video con dettagli che coinvolgono i sensi in questione (come ad esempio, il suono della pallina, la sensazione del vento che accarezza la pelle… Il freddo alla mano lasciamolo stare, noi vogliamo visualizzare il colpo ideale, non introduciamo elementi che ci possono disturbare), passiamo qualche minuto a visualizzare il nostro modello eseguire alla perfezione quel determinato colpo.

4) A questo punto immaginiamo di entrare dentro al video, di entrare dentro al corpo di quel giocatore. Ora siamo noi quel giocatore – ecco il coinvolgimento emozionale di cui si parlava in precedenza: sentirci nei panni del nostro giocatore preferito può darci una marcia in più nell’esecuzione dell’esercizio – ed iniziamo a guardare, ascoltare e percepire attraverso i suoi sensi, che sono diventati i nostri. Quando ci siamo abituati, facciamo il passo successivo: iniziamo ad eseguire il colpo che desideriamo apprendere (o migliorare) e che fino a pochi secondi prima osservavamo eseguire dall’esterno. Anche in questa fase, più siamo dettagliati meglio è. Possiamo suddividere il nostro gesto tecnico in più parti e visualizzare l’esecuzione di ogni singola parte. Possiamo immaginare di essere nella sala di montaggio del nostro video, in modo da poter tornare indietro e rivedere meglio una determinata parte del movimento, rallentare la velocità, fare uno zoom su un determinato particolare, ecc. Chiaramente più il nostro livello di gioco è alto più questa capacità di visualizzare nel dettaglio singole parti è importante ed estremamente funzionale nel perfezionamento del colpo. Mentre visualizziamo l’esecuzione ottimale del gesto tecnico è importante restare concentrati sul processo che porterà a quel risultato e sulle sensazioni positive generate da che ciò che stiamo vedendo, ascoltando e percependo nella nostra mente. Potrebbero infatti – anzi, è pressoché sicuro: perciò rimaniamo concentrati! – presentarsi pensieri che ci distolgono dal nostro lavoro di visualizzazione del gesto tecnico. Ad esempio, potrebbe capitare di pensare al punto in cui atterra la pallina quando la colpiamo così bene, a come utilizzare questo nuovo colpo durante il match, magari di volare con la fantasia sino a vederci vincere un torneo grazie a quel  colpo. Insomma, ci può passare per la testa di tutto. Dobbiamo rimanere focalizzati sull’esecuzione e perfezionare mentalmente l’azione in tutti i suoi minimi dettagli. Anche questo, se ci pensiamo bene, fa parte dell’allenamento mentale. Come riusciremo infatti ad eseguire perfettamente quel colpo sul campo, con tutte le variabili e gli elementi di disturbo che ci possono essere, se non riusciamo a farlo nemmeno quando siamo tranquilli, con gli occhi chiusi, in una stanza?

5) Dopo aver eseguito mentalmente per un’ultima volta il colpo in maniera perfetta ed esserci soffermati ancora un momento sulle sensazioni che proviamo nell’eseguirlo in modo corretto, prendiamo un bel respiro e apriamo gli occhi.

Il passo successivo? Prenotare l’ora, preparare il borsone ed andare in campo a mettere in pratica quanto abbiamo allenato mentalmente.

Un esercizio come quello descritto è importante che all’inizio venga eseguito dal giocatore sotto la guida di un mental coach. Poi, una volta appresi i principi, il giocatore potrà eseguirlo in completa autonomia. Capita di frequente che proprio per consentire al giocatore di esercitarsi da solo, ma agevolarlo nel processo di visualizzazione, il coach registri per lui un audio dell’esercizio in cui ripercorre tutti i passaggi. Poi, con il passare del tempo, più il giocatore diventa abile nelle visualizzazione più potrà ulteriormente personalizzare le varie fasi dell’esercizio.

Scettici? Curiosi?
Come sempre, l’invito è quello di sperimentare, ricordando che come l’allenamento fisico anche quello mentale richiede una pratica costante. Siamo infatti consapevoli che ci vuole un po’ prima di iniziare ad eseguire correttamente un gesto tecnico dopo aver iniziato ad allenarlo. La stessa cosa vale per la nostra capacità di utilizzare le tecniche di visualizzazione: ci vuole allenamento. Cerchiamo perciò di inserire nel nostro programma di allenamento del tempo da dedicare al mental training (il bello della cosa è che possiamo magari usare dei “tempi morti” della nostra giornata: il tragitto in autobus, il viaggio in treno o anche solo quella decina di minuti prima che inizi il nostro telefilm preferito) e di applicarci con costanza: vedremo che ciò ci permetterà di velocizzare i tempi di apprendimento e memorizzazione del nuovo gesto. E quando capiteranno – e sappiamo che durante un percorso di apprendimento possono capitare – quei momenti di stanchezza o di scoramento che rischiano di farci venire qualche dubbio, scrolliamoceli di dosso ricordando la frase di un uomo che della capacità di realizzare quello che aveva immaginato ha fatto una ragione di vita, Walt Disney:
“Se puoi sognarlo, puoi farlo.”


Ilvio Vidovich è collaboratore dal 2014 di Ubitennis, per cui ha seguito da inviato tornei ATP e Coppa Davis. Personal coach certificato, ha conseguito un Master in Coaching, una specializzazione in Sport Coaching e tre livelli di specializzazione internazionale in NLP (Programmazione Neuro Linguistica), tra i quali quello di NLP Coach, ed è membro del Comitato Scientifico della ISMCA. Giornalista pubblicista, è anche istruttore FIT e PTR.

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Serie A1 femminile: Lucca scuce lo scudetto a Prato, a Todi finisce 3-0

Il derby Toscano assegna il titolo 2020: Il CT Lucca vince tutti i singolari e conquista il titolo nella città umbra. Vittorie di Tatiana e Jessica Pieri, in mezzo quella di Bianca Turati

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Finali Scudetto Serie A1 Femminile Todi 12 Agosto 2020 TC Lucca Foto Giampiero Sposito

La finale della Serie A1 BMW femminile ha incoronato il Circolo Tennis Lucca, che dopo due semifinali consecutive, stavolta può festeggiare il primo scudetto. Il team capitanato da Ivano Pieri si è imposto per 3-0 sul Tennis Club Prato, alla settima finale in otto anni (sei scudetti).

UN MATCH POI SALVATO – Nel match che ha aperto la finale/scudetto, quello tra le numero 3 dei rispettivi team, primo punto per Lucca grazie a Tatiana Pieri che ha battuto in rimonta per 26 76(4) 15-13, in due ore e 19 minuti, Lucrezia Stefanini dopo averle annullato anche un match-point.

Primo set dominato dalla 22enne di Carmignano che ha avuto qualche difficoltà solo al momento di chiuderlo mentre la 21enne lucchese ha pagato la bassa percentuale con la seconda di servizio. Più equilibrio in avvio di seconda frazione: nel terzo gioco un doppio fallo ed un rovescio di Stefanini mandano per la prima volta in vantaggio la Pieri (2-1) ma per poco (2-2). Ancora break Lucca (3-2) e contro-break Prato (3-3) con Stefanini che infila tre giochi consecutivi e sale 5-3. Al momento di chiudere però la portacolori di Prato cede ancora la battuta e Lucca torna in corsa (5-5). In una fase di partita caratterizzata da diversi errori da entrambe le parti addirittura Pieri prende un break di vantaggio ma a decidere è il tie-break che Lucca si aggiudica per 7 punti a 4. Nel super tie-break decisivo Stefanini sale 4-1, 8-5 e sul 10-9 si procura una chance per chiudere ma Pieri si salva e poi si impone per 15-13 al quinto match-point.

 

“E’ stato un match incredibile, sono felicissima. Non so nemmeno quanti match-point ho avuto… – detto la Pieri -. Nel primo set giocavo un po’ corto: poi dal secondo in poi ho giocato sempre meglio e lei ha iniziato a sbagliare qualcosa in più. Per Lucca era importante partire bene. Questa Serie A è stata importantissima per riprendere confidenza con il tennis agonistico dopo il lockdown””.

ALTRO SUPER TIE-BREAK – Quindi Bianca Turati ha ribaltato il pronostico superando 57 64 10-7, dopo oltre due ore e mezza di lotta, la slovacca Kristina Kucova nel match tra le numero 2.

Prima un improvviso scroscio di pioggia, poi il vento forte: condizioni di gioco tutt’altro che facili. Break in avvio per Turati ma subito contro-break per Kucova, quest’anno imbattuta in campionato. La 23enne di Como gioca due metri dietro la riga di fondo: la 30enne di Bratislava con i piedi ben piantati in campo. Nell’ottavo game la slovacca di Prato centra il break (5-3) ma in quello successivo sciupa tutto cedendo la battuta a zero con un doppio fallo finale. Nel decimo gioco Turati salva un set-point al termine di uno scambio infinito e poi è 5 pari, ma due game più tardi con uno smash piazzato Kucova sigla il 7-5. Il secondo set inizia sulla falsariga del primo. Nel quarto gioco la slovacca non sfrutta la chance per allungare 3-1 e poi inizia a complicarsi la vita nei turni di servizio innervosendosi e permettendo alla Turati di prendere per tre volte un break di vantaggio (3-2 e 4-3 e 5-4): e la comasca al decimo gioco finalmente pareggia il conto dei set (6-4). A decidere ancora una volta è un combattutissimo super tie-break: la Turati prende tutto e allunga sull’8-4, Kukova prova a recuperare (8-7) ma Bianca chiude per 10 punti a 7 regalando il doppio vantaggio a Lucca.

“Non ci posso credere”, le prime parole di Turati. “Siamo tutte ragazze che lottano su ogni punto…. Dopo il primo st il capitano mi ha detto che dovevo cambiare il modo di servire…. Potevamo essere 2-0 sotto ed invece siamo in vantaggio: ora speriamo che Jessica Pieri completi l’opera”.

IL TRIONFO DI JESSICA – Nella sfida tra le numero 1 ancora una sorpresa con la vittoria di Jessica Pieri che ha regolato per 61 64, in poco meno di un’ora ed un quarto di gioco, Martina Trevisan, non in grandissima giornata.

Partenza bruciante della 23enne di Bagni di Lucca che vola 4-0 giocando un tennis da favola: la 26enne fiorentina, irriconoscibile soprattutto col diritto, prova in qualche modo a contenere la sua avversaria che gioca profondo e sbaglia poco, ma Jessica Pieri con il terzo break archivia il parziale (6-1). Nel secondo set la reazione della Trevisan si concretizza in un break – il primo dell’incontro – al terzo gioco che Pieri però si riprende immediatamente (2-2). Di nuovo break Prato e contro-break Lucca per due volte (4-4). Nel nono game la Pieri tiene finalmente un turno di servizio (da segnalare un pallonetto millimetrico e un gran passante) e poi con il terzo game di fila brekka ancora Trevisan e regala lo scudetto a Lucca.

“Non me l’aspettavo – ammette Jessica Pieri – entrare in campo sul 2-0 è stato un bel vantaggio e sono davvero felicissima. In una stagione complicata dal coronavirus ci godiamo questo successo. Stare fuori dal campo per mesi e mesi non è stato facile per noi che siamo abituate a viaggiare tutto l’anno”.

Finale Serie A1 BMW femminile 2020
TC Prato – CT Lucca 0-3
T. Pieri (L) b. Stefanini (P) 2-6 7-6(4) 15-13
Turati (L) b. Kucova (P) 5-7 6-4 10-7
J. Pieri (L) b. Trevisan (P) 6-1 6-4

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WTA

WTA Praga: Giorgi sempre discontinua, Mertens la supera in due set

La solita valanga di colpi vincenti alternati a una ancora più grande di errori porta Camila alla sconfitta contro la N.3 del seeding. Fuori la N.2 Martic

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L’ultima partita della giornata di Praga presenta due tenniste in momenti opposti di forma, Camila Giorgi ed Elise Mertens. La numero 23 del mondo Mertens è reduce dalla sconfitta al primo turno di Palermo contro Sasnovich. Giorgi ha mostrato una buona condizione dal ritorno in campo, spingendosi a Palermo fino alla semifinale persa contro Ferro e superando Kostyuk in rimonta nel primo turno di Praga.

L’inizio della tennista italiana rispecchia le attese. Domina sin da subito tutti gli scambi da fondocampo e trova il break alla prima occasione, sfruttando un rovescio a rete di Mertens. La tennista belga però è glaciale nel game successivo e capitalizza qualche indecisione di Camila per restituire il break. La tennista italiana sembra calare di prestazione con il passare dei minuti. Giorgi continua a macinare metri di campo con il suo rovescio ma si trova sempre a soffrire durante i suoi turni di servizio, merito di una Mertens che non molla su ogni punto. La numero 23 del mondo ha il merito di mettere in difficoltà Giorgi con palle scariche e difese sempre profonde che fanno giocare quel colpo in più all’italiana che tanto la mette in difficoltà. Un settimo game da ben otto deuce e più di 10 minuti vale il break per Mertens, che tiene senza problemi il servizio e chiude per 6-4 un primo set meritato.

Nel secondo set il gioco di Camila si sgretola diventando sempre più impreciso: alla prima palla break concessa nel terzo gioco l’azzurra cede il servizio. Nel sesto avrebbe l’oppurnità di rientrare ma non riesce a sfruttare 4 palle del 3-4 di cui tre consecutive. A quel punto la partita è di fatto finita. Mertens chiude con un parziale di 11 punti a 1 e archivia la pratica in 1h44. Ora attende la vincente di Bouchard-Zidansek nei quarti di finale in programma venerdì.

 

L’altro quarto di finale della parte bassa è già formato e vedrà di fronte Kristina Pliskova vincitrice a sorpresa in due set su Petra Martic e la rumena Bogdan che ha approfittato del walkover della sua avversaria Lesla Tsurenko. Giovedì in campo gli altri cinque ottavi di finale

Risultati:

2° turno
[3] E. Mertens b. C. Giorgi 6-4 6-2
A. Bogdan b. [Q] L. Tsurenko W/O
Kr. Pliskova b. [2] P. Martic 6-1 7-5

1° turno
L. Siegemund b. [Q] M. Sherif 4-6 6-0 6-1
T. Zidansek b. K. Siniakova 6-3 3-6 6-0

Il tabellone completo

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Italiani

A Praga, Giorgi vince in rimonta. Halep passa al settimo match point

Camila a corrente alternata. Esordio complicato per la n.2 del mondo. La spuntano entrambe al tie-break decisivo

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Il lunedì di pioggia lascia il posto a una giornata almeno inizialmente calda e soleggiata in quel di Praga. Fra i tanti incontri in programma, sono impegnate anche le due tenniste azzurre presenti in tabellone, Paolini e Giorgi, con diverse fortune, la favorita del seeding Halep e la sua principale antagonista Martic. Non sono mancati neanche i forfait: non sono scese in campo Daria Kasatkina per un infortunio agli ischiocrurali, la campionessa di Palermo Fiona Ferro a causa di un problema a una costola e Dayana Yastremska per un meno “atletico” mal di denti, sostituite da tre lucky loser. E abbiamo visto il gold badge Kader Nouni vestire i panni di uomo dei campi (in senso figurato, letteralmente ha solo indossato la mascherina) per passare ripetutamente lo “straccio” bonificando la palude in cui gli addetti avevano trasformato il campo 10 al termine del primo set di un incontro poco interessante.

CAMILA SUL FILO DI LANA – Dopo il bel torneo della settimana scorsa, Camila Giorgi torna in campo per un’altra battaglia e batte la diciottenne ucraina Marta Kostyuk al tie-break del terzo. Una Giorgi che “ha fatto il suo gioco” e ha avuto ragione di un’avversaria che, attualmente n. 140 WTA, si conferma ottima promessa.

Un doppio fallo e un tentativo di smorzata di Giorg permettono il 3-1 a Kostyuk che, inesperta, probabilmente pensa al contrario (“non regalare punti facili”), incespica sul servizio e fa rimanere in scia Camila che poi completa la rimonta all’ottavo gioco. Entrambe sembrano adottare il principio del non mettere pressione all’avversaria quando si trova sotto nel punteggio del game e regalano punti invece di tenere la palla in campo. Non proprio inaspettati, due errori necessariamente macroscopici di Giorgi chiudono il set a favore di Kostyuk. È però tutta un’altra musica nel secondo parziale: oltre a un punto importante giocato prendendosi l’opportuno margine sulla rete che per un attimo fa preoccupare per le condizioni di salute di Camila, la nostra aggiusta almeno momentaneamente la mira travolgendo Marta, pressoché impossibilita a contenere come era riuscita a fare finora; un piccolo passaggio a vuoto nella fase centrale non compromette l’esito del parziale che termina 6-2.

La partenza è invece da dimenticare nel set decisivo, ma l’azzurra ritrova i colpi riprendendosi il break e pareggiando al sesto gioco. Kostyuk tiene un servizio che vale oro, ma il vantaggio esterno che Camila annulla con decisione è altrettanto determinante, anche se la risposta torna a essere poco incisiva e la 2002 di Kiev può tornare avanti senza sprecare energie. Giorgi non vacilla servendo per restare nel match e interpreta il tie-break alla sua maniera, staccando Kostyuk con vincenti clamorosi, ma con sbavature che la tengono in vita (tennistica). È però l’ucraina a compromettere l’esito sbagliando la risposta aggressiva sul 4-5 che accompagna con uno dei soliti urli acutissimi e Camila si guadagna il secondo turno contro Elise Mertens.

La belga si è imposta su Jasmine Paolini per 7-5 4-6 6-3 in un incontro estremamente equilibrato durato due ore e tre quarti. Complessivamente più che buona la prestazione dell’azzurra che ha perso il match per qualche imprecisione sui punti pesanti, nonostante sia riuscita a rientrare nel primo parziale annullando un set point sul servizio belga con un bel dritto, per poi cedere nuovamente la battuta e fallire due occasioni per il tie-break. Persa la seconda partita, Mertens accelera nel finale e vince il suo primo incontro dalla ripartenza dopo la precoce sconfitta palermitana inflittale da Sasnovich.

 

HALEP, CHE FATICA – Come aveva già fatto nei due confronti del 2019, Polona Hercog costringe al terzo set Simona Halep per poi cedere alla numero 2 del mondo. Simona, che aveva allungato di una settimana l’attesa dei fan con il forfait di Palermo, ha scelto di ripartire dal torneo di Praga, al termine del quale deciderà se partecipare allo US Open.

Dopo i primi due giochi combattuti, Halep prende il largo tra le usuali solidità e facilità nei cambi in lungolinea. Il 6-1 e il break in apertura suggeriscono che ormai siamo a metà della sessione di allenamento, ma Polona si riaccende quasi dal nulla dopo un paio di bei punti e la partita gira completamente: Simona cala in modo evidente, si irrigidisce, sbaglia, mentre la slovena piazza smorzate vincenti e soprattutto 6 giochi di fila. La lotta infuria nella partita finale, Simona sfodera tutta la sia grinta, eppure si fa prima raggiungere dal 3-1 poi dal 5-3, quando serve invano per il secondo turno e poi non sfrutta tre match point consecutivi in risposta – risposta non pervenuta in nessuna delle occasioni. Altre tre palle per andare in doccia evaporano al dodicesimo game finché, al tie-break Halep trasforma prontamente (per così dire) il primo di altri tre match point con un gran rovescio lungolinea scoccato in allungo ben lontana dal campo. Al prossimo turno troverà la wild card ceca Barbora Krejcikova, ottava del mondo in doppio ma oltre la centesima posizione in singolare.

PETRA, LINDA E LE ALTRE – La n. 2 del tabellone Petra Martic supera in due set la russa Varvara Gracheva, mentre cadono le teste di serie Pavlyuchenkova (n. 6), Strycova (7) e Sevastova (9) per mano rispettivamente di Arantxa Rus, Sara Sorribes Tormo e Irina-Camelia Begu. Primo incontro nel Tour WTA per la quindicenne ceca Linda Fruhvirtova che si arrende in due set alla connazionale Kristyna Pliskova, n. 69 del ranking. Allieva della Mouratoglou Academy con la sorella Brenda, Linda gioca già piuttosto bene, ma la differenza tra le due è evidente e la mancina di Louny, gettati due match point consecutivi in risposta che riaprono il secondo parziale, torna ad affidarsi a dritto e servizio (oltre che alle seconde “da quindicenne” e a un paio di errori dell’avversaria) e chiude 7-5.

Risultati:

[1] S. Halep b. P. Hercog 6-1 1-6 7-6(3)
[2] P. Martic b. V. Gracheva 7-6(2) 6-3
C. Giorgi b. M. Kostyuk 4-6 6-2 7-6(4)
I.C. Begu b. A. Sevastova 6-2 6-2
[3] E. Mertens b. J. Paolini 7-5 4-6 6-3
A. Rus b. [6] A.Pavlyuchenkova 7-5 6-2
[WC] B. Krejcikova b. M.P. Tig 6-4 6-3
S. Sorribes Tormo b. [7] B. Strycova 7-6(3) 6-1
Kr. Pliskova b. L. Fruhvirtova 6-2 7-5
L. Tsurenko b. E. Alexandrova 6-2 6-4
M. Frech b. E-G. Ruse 7-6(8) 6-3
L. Kung b. A. Bolsova 6-4 6-3
A Bogdan b. S. Sanders 6-1 6-1
T. Zidansek vs K. Siniakova 6-3 3-6 sospesa
L. Siegemund vs [Q] M. Sherif 4-6 4-0 sospesa

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