Indian Wells: Venus ora è la Williams più forte. "Serena vincerà ancora"

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Indian Wells: Venus ora è la Williams più forte. “Serena vincerà ancora”

INDIAN WELLS – Serena non è ancora pronta per avversarie della caratura della sorella. Qualche emozione solo nel finale. Kerber batte Vesnina, fuori Svitolina

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[8] V. Williams b. S. Williams 6-3 6-4 (da Indian Wells, Luca Baldissera)

Diciassette anni dopo il “fattaccio” della mancata semifinale, nel 2001, con conseguente drammatica polemica dell’intero clan Williams opposto al pubblico californiano, dettagliatamente raccontato nel nostro approfondimento, eccoci qui. Finalmente anche il centrale di Indian Wells vede il suo “Williams Show”, dopo che per ben 28 volte (17 vittorie Serena, 11 Venus) questo match, per alcuni affascinante, per altri povero di tensione emotiva, era andato in scena ai quattro angoli del mondo tennistico. Dopo il loro primo confronto (secondo turno dell’Australian Open 1998, vinse Venus 7-6 6-1), questo terzo turno è la loro partita più “precoce” in un tabellone WTA. Per il il resto, solo incroci dagli ottavi in poi, e 12 finali. Venus, ovviamente favorita della vigilia contro la sorella al rientro dopo la gravidanza, rispetta senza grossi problemi il pronostico, e fa suo l’incontro in due set.

L’ingresso in campo delle Williams è molto tranquillo, scrosciano applausi, il pubblico sta ancora riempiendo lo stadio, l’atmosfera è gradevole nella bella serata della Coachella Valley. Inizia Venus alla battuta, ci sono tre game laboriosi per le giocatrici al servizio con palle break annullate da entrambe, due Venus, quattro Serena, poi la sorella più anziana prende il volo, brekkando al sesto game, e chiudendo poco dopo 6-3. Come nei due turni precedenti, Serena picchia duro col servizio e coi fondamentali, ma è quasi ferma, e contro un’avversaria della caratura e dell’esperienza di Venus le pallate senza adeguata copertura degli angoli non possono bastare. Spesso in allungo, la campionessa di 23 Slam (contro i 7 di Venus, mica male il palmarès in campo stasera) sbaglia a volte di metri, e a tratti si innervosice pure. Da parte sua, Venus spinge e serve bene (5 ace finora), e questo le basta e avanza per controllare il gioco. “Sto migliorando, certo è frustrante quando sbagli colpi che di solito non vanno mai fuori, ma almeno, per lo più, ci sto andando vicino. Non sono esattamente dove vorrei essere, ma ci arriverò“, ammetterà Serena a fine partita.

 

Nel secondo set le cose non cambiano, Venus sale 3-0 con due break, c’è un giusto sussulto da fuoriclasse orgogliosa da parte di Serena, che recupera uno dei due servizi, e si avvicina fino al 3-2. Il pubblico la incoraggia, ma è chiaro che non appena Venus sale un minimo con l’intensità, è durissima per la sorella minore reggere gli scambi“Era da tempo che non la vedevo giocare a livello così alto, pochi errori, consistente al servizio” valuta Serena in conferenza stampa.

Due game dopo, è ancora break Venus, che sale 5-2 con un gran dritto a sventaglio che provoca gli “oooh” degli spettatori. Al servizio per chiudere, Venus arriva al match-point, ma viene fulminata da un bel passante di rovescio di Serena, poi sbaglia male uno schiaffo al volo, commette doppio fallo, e perde la battuta. Serena tiene a 30, si riavvicina ancora sul 5-4, e la tensione a questo punto sul campo e sugli spalti è palpabile. Venus potrà anche essere superiore in questo momento, ma le implicazioni psicologiche di questo tipo di sfida sono evidentemente pesanti, a prescindere dagli aspetti atletici e tecnici. Due dritti orribili messi in rete le costano una palla break del possibile 5-5, ma il servizio la salva, e due punti dopo, quando finalmente chiude il match alla seconda occasione, il suo sospiro di sollievo sembra arrivare fino alla tribuna stampa. Venus va a incontrare Anastasia Sevastova agli ottavi, precedenti 1-0 per la statunitense, Serena torna in Florida a casa ad allenarsi in vista di Miami, il suo rientro si può valutare come positivo, tutto considerato.


Sto lavorando per ritornare me stessa, da zero a Serena sono arrivata appena alla S, ma la strada è questa“, aveva raccontato la neo-mamma, mentre la neo-zia Venus, stasera, ha detto che “lei ha solo poche partite rispetto a me nell’ultimo anno, ha giocato bene, per me non è stato affatto facile. Quello che è successo nel 2001? Non mi è mai nemmeno venuto in mente. Sono sicura che Serena in poco tempo ritornerà in alto, e a vincere tornei. Questo è quello che vedo di lei. Questo è quello che vedono tutti, penso“. Giusto, anche se scontato, così.

[10] A. Kerber b. [24] E. Vesnina 7-5 6-2 (Giacomo Capra)

Un anno fa il successo di Elena Vesnina su Angelique Kerber negli ottavi di finale di questo torneo pose le basi per la trionfale cavalcata dell’outsider russa, che arrivò alla vittoria del titolo più importante della sua carriera. Questa volta nel remake dello stesso match la giocatrice tedesca riesce a prendersi la rivincita sconfiggendo la sua avversaria odierna per la prima volta dal 2012. 3-2 i precedenti in favore della 30enne di Brema. Praticamente perfetto l’avvio di match di Angelique, Elena al contrario appare subito contratta e nervosa. Tenta di aggrapparsi al suo servizio in kick ma non riesce ad evitare un parziale di 4 game a 0. Il set però cambia volto all’improvviso: un paio di punti ben giocati aprono la strada alla rimonta della russa e, al successivo cambio campo, è la teutonica ad apparire frustrata durante il colloquio con il coach. Il finale di set si rivela una vera battaglia: dopo cinque game consecutivi vinti Elena fallisce il tentativo di servire per il set e Kerber finisce per spuntarla chiudendo 7-5 al quarto set point. L’inizio del secondo parziale, a dispetto del punteggio, è molto combattuto ma la giocatrice russa spreca malamente tutte le occasioni che riesce a costruirsi. Avanti 5-1 Angelique perde ancora una volta troppo facilmente il primo dei due break di vantaggio. Elena ha l’occasione per accorciare sul 5-3 ma alla terza palla game un nastro tramutatosi in un vincente avversario le toglie anche gli ultimi residui di fiducia. Finirà per cedere partita e incontro al primo match point. Complessivamente buona prestazione Angelique Kerber che esce alla distanza facendo valere la sua grande solidità. Vesnina invece paga la poca concretezza e un servizio che nella partita odierna non le ha quasi mai permesso di prendere vantaggio nello scambio. Negli ottavi di finale l’attuale numero 10 del mondo se la vedrà con la francese numero 7 del seeding Caroline Garcia (precedenti 3-2 per la tedesca).

[2] C. Wozniacki b. A. Sasnovich 6-4 2-6 6-3 (Michelangelo Sottili)

Una oltremodo fallosa e spesso poco lucida Caroline Wozniacki ha la meglio su Aliaksandra Sasnovich, n. 49 WTA, dopo due ore e un quarto di tennis altalenante sotto il sole della California. Sasnovich parte aggressiva e centratissima sorprendendo con il rovescio una Wozniacki piuttosto lontana dalla riga di fondo e che evidenzia problemi con la profondità dei colpi. Lo 0-3 “pesante” arriva inevitabile come papà Piotr in campo con i suoi consigli. Forse coincidenza o forse si mette a pensare “cosa le avrà detto?”, ma la ragazza di Minsk perde sicurezza e, fra doppi falli e dritti incerti, consente a Caroline di portarsi sul 5-4 con solo a qualche buona difesa e un palleggio dall’ampio margine. Il coach prova a darle delle indicazioni sullo swing del servizio, ma Aliaksandra fatica proprio a trovare la palla in battuta e cede turno e set. Il rovescio bielorusso torna a fare danni soprattutto sul lato destro danese e il secondo parziale registra ancora una buona partenza della ventitreenne che, questa volta e pur non senza difficoltà, mantiene il livello di gioco e il vantaggio. Troppo passiva invece Wozniacki che, ancora incapace di trovare il giusto ritmo, ha sperato vanamente in un altro crollo dell’avversaria. Nella partita decisiva, Sasnovich cerca di riproporre la solita partenza sprint, ma tornano i doppi falli (saranno 14 alla fine) mentre Caroline fa qualcosa (poco) in più e sbaglia meno; sono però alcuni errori imperdonabili di Aliaksandra a campo aperto a determinare l’esito del set e del match. La campionessa dell’Australian Open si qualifica così per gli ottavi dove avrà bisogno di una prestazione ben più convincente contro Daria Kasatkina.

[20] D. Kasatkina b. [13] S. Stephens 6-4 6-3 (Chiara Nardi)

Daria Kasatkina supera Sloane Stephens, si conferma una delle giocatrici più in forma del 2018 e negli ultimi sette mesi anche un’ottima “ammazza-campionesse Slam”. Così, dopo le recenti regine di Roland Garros, Wimbledon e Australian Open, oggi cade sotto i suoi colpi la vincitrice dello Slam newyorkese. Dopo l’equilibrio iniziale, in cui Stephens riesce spesso a sfondare le difese di Kasatkina con il dritto, il set prende la via russa. I tanti errori della statunitense e l’ottima capacità di difendersi di Daria, che quando mette in campo la prima riesce a comandare bene lo scambio, la portano sul 5-2. Qui arriva un passaggio a vuoto per Kasatkina, i gratuiti aumentano nettamente, ma sul 5-4 0-30, Sloane le dà una mano e con due risposte sbagliate la statunitense perde un set che aveva quasi riaperto. Stephens sfoga la rabbia sulla racchetta e riceve un warning dalla giudice di sedia. Il secondo set si apre alla grande per la n. 1 di Russia, che arriva ad un punto dal 3-0. Stephens è brava a non crollare e a non far scappare definitivamente l’avversaria, ma Kasatkina gestisce ottimamente i suoi turni di servizio con maggior lucidità, grande intelligenza tattica e straordinarie difese, non concedendo occasioni per rientrare nel match alla statunitense. Dasha non ha bisogno di tornare alla battuta per chiudere l’incontro e al primo match point, regalato da Sloane con un dritto finito sulla rete, va a segno con un bel passante di dritto. Adesso affronterà Caroline Wozniacki, che ha sconfitto a San Pietroburgo.

GLI ALTRI INCONTRI (Paolo Di Lorito)

Dopo 5 sconfitte in altrettanti precedenti, Caroline Garcia batte l’australiana Daria Gavrilova in un incontro sofferto durato quasi 2 ore. Entrambe mettono in mostra un gioco molto confusionario fatto di tanti errori e inevitabili break e contro-break. I coach delle due tenniste intervengono svariate volte per cercare di mettere un po’ di ordine nelle menti delle loro assistite ma non sembrano riuscire nel loro intento, e la tensione resta palpabile durante tutto l’incontro. Gavrilova ha la sfortuna di commettere gli errori nei momenti cruciali e viene sconfitta 7-5 6-4 dalla testa di serie n. 7 la quale ora trova Kerber.

Dopo averla battuta nella finale di Newport due mesi fa, Danielle Collins si ripete e vince 6-4 6-4 contro la 18enne Sofya Zhuk. Se il successo di due giorni fa contro Madison Keys era stato influenzato dai notevoli errori di quest’ultima, la performance odierna è un vero e proprio esempio di solidità in campo per la n. 117 del mondo. Collins, nonostante la minor esuberanza rispetto alla russa, ha saputo contenere la potenza di Zhuk, ancora troppo acerba e come ha spiegato lei stessa “sapevo che se avessi seguito la tattica consigliatami dal mio coach sarebbe andata bene.” Danielle ha anche trovato il tempo per esternare delle interessanti riflessioni venute alla luce in questi giorni: “È stata dura entrare nei professionisti dopo il collage, quando ti trovi a giocare piccoli tornei dove le uniche persone a guardare i tuoi match sono i tuoi genitori e il tuo coach; ora è un vero piacere giocare in un torneo così grande davanti al pubblico americano“.

Collins al prossimo turno incontrerà Suarez Navarro che ha messo a segno l’impresa di giornata. La testa di serie n.27 infatto ha eliminato la più quotata n.4 Elina Svitolina col punteggio di 7-5 6-3. L’ucraina è rimasta a ruota della sua avversaria fino al dodicesimo game del primo set e da lì in poi ha ceduto inesorabilmente lasciando la meritata vittoria alla sua avversaria. Infine il match dal più elevato livello tecnico in campo se lo aggiudica Anastasija Sevastova che batte in maniera più agevole del previsto Julia Goerges con un doppio 6-3. La lettone raggiunge il quarto turno di un Premier per la sesta volta in carriera e ora giocherà contro Venus Williams.

Risultati:

[2] C. Wozniacki vs A. Sasnovich 6-4 2-6 6-3
[7] C. Garcia b. [26] D. Gavrilova 7-5 6-4
[WC] D. Collins b. [WC] S. Zhuk 6-4 6-4
[10] A. Kerber b. [24] E. Vesnina 7-5 6-2
[20] D. Kasatkina b. [13] S. Stephens 6-4 6-3
[21] A. Sevastova b. [12] J. Goerges 6-3 6-3
[27] C. Suarez Navarro b. [4] E. Svitolina 7-5 6-3
[8] V. Williams b. S. Williams 6-3 6-4

Il tabellone completo

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WTA Finals: trionfo di Garbine Muguruza davanti al “suo” pubblico

Garbine Muguruza supera in finale Anett Kontaveit e chiude l’anno con il prestigioso trofeo delle Finals. Titolo di doppio a Krejcikova/Siniakova

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. A. Kontaveit 6-3 7-5

Con una progressione di condizione e adattamento ai 1600 metri sul livello del mare di Guadalajara, Garbine Muguruza è riuscita a conquistare il titolo delle Akron WTA Finals 2021, prima giocatrice spagnola ad aggiudicarsi questo prestigioso torneo nella storia della manifestazione.

Credo abbia un’importanza simile ai tornei dello Slam, perché anche se manca la tradizione che rende gli Slam speciali, qui ogni due giorni si gioca una finale di un torneo importante contro una giocatrice fortissima”. Questo aveva detto Muguruza durante la conferenza stampa dopo la semifinale vinta con Paula Badosa. E la sua reazione al momento della vittoria, con le mani portate al volto, lo sdraiarsi a terra e la celebrazione in gruppo del suo team guidato dall’allenatrice Conchita Martinez conferma quanto ci tenessero tutti a questa vittoria, soprattutto perché arrivata durante la prima edizione delle Finals disputata in America Latina.

 

L’inizio di partita è stato titubante per le due giocatrici, ma certamente lo è stato di più per Kontaveit, all’esordio in partite di questa importanza, che ha commesso decisamente molti più errori del solito: 22 grautiti per lei alla fine del primo parziale, contro solamente sei colpi vincenti.

Dopo essersi fatta recuperare immediatamente il break di vantaggio preso al terzo gioco, Muguruza è riuscita a infilare una serie di cinque giochi consecutivi che ha chiuso il primo set per 6-3 in 43 minuti. Nel secondo parziale, a causa di un calo di Muguruza soprattutto al servizio (dal 75 al 55 per cento di prime palle) e di alcuni errori grossolani a rete in alcune occasioni delicate, è stata Kontaveit ad andare in vantaggio di un break sul 4-3 per poi arrivare a servire per il match sul 5-4. Lì, come aveva tremato Muguruza qualche game prima regalando il turno di battuta con quattro errori gratuiti, anche Kontaveit ha dimostrato di non avere i nervi d’acciaio ed ha restituito il favore per il 5-5. Sul rush finale del set è stato evidente che era Muguruza quella ad avere più benzina nel serbatoio e il parziale finale di 12-4 ha siglato la fine del match e la vittoria delle WTA Finals per Muguruza.

Mi sento davvero felice, e anche un po’ sollevata – ha raccontato la spagnola in conferenza stampa – perché all’inizio del torneo ho fatto fatica a trovare un buon gioco, ma poi sono riuscita progressivamente ad adattarmi. Questa vittoria significa ancora di più perché è stata ottenuta qui in America Latina, e specialmente in Messico, dove il pubblico mi ha sempre sostenuta fin dalla prima volta che sono venuta a giocare qui, quando ero una giocatrice sconosciuta”.

Credo davvero che questa sia stata la mia migliore stagione in carriera, anche se non ho vinto tornei dello slam. È stata una stagione in cui sono riuscita a trovare continuità nel gioco, anche se con alti e bassi nel risultato. Le ultime stagioni sono state altalenanti, ma mai per colpa del mio tennis: qualche volta magari non riesco a mettere tutti i pezzi insieme, ma il mio tennis è sempre lì. Ora sono riuscita a trovare un equilibrio verso cui ho lavorato tanto con il mio team: questa vittoria ci dimostra che il lavoro paga e che stiamo seguendo la strada giusta.

I tornei dello Slam sono più grandi, più famosi, c’è la tradizione. Ma qui alle Finals si sa che ci sono soltanto le migliori, e se si vince questo torneo si può davvero dire di essere la migliore dell’anno”.

Con questo successo Muguruza sale alla terza posizione della classifica mondiale, mentre la finalista Kontaveit, reduce da un finale di stagione straordinario ma sconfitta due volte su due negli ultimi tre giorni da Muguruza, conclude questa sua magnifica annata al n. 7.

Nel torneo di doppio, vittoria della testa di serie n. 1 Barbora Krejcikova/Katerina Siniakova che hanno sconfitto in finale Su Wei Hsieh/Elise Mertens per 6-3, 6-4.

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WTA Finals: Muguruza di forza, Kontaveit di grinta. Saranno loro a contendersi il titolo di “maestra”

Garbine Muguruza vince il derby spagnolo con Paula Badosa e in finale ritrova Anett Kontaveit, vincitrice di Maria Sakkari

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. P. Badosa 6-3 6-3

C’è stata sicuramente la tensione di un match importante tra due atleti dello stesso Paese, soprattutto due Top 10 che non si erano mai incontrate prima, ma non c’è stato l’equilibrio della grande sfida. Nella prima semifinale delle Akron WTA Finals di Guadalajara Garbine Muguruza ha battuto senza appello Paula Badosa, che si era classificata prima nel suo girone Chichen Itza, ma che forse nella inutile partita di lunedì persa contro Iga Swiatek ha perso il ritmo gara ed ha finito per entrare in campo senza il giusto spirito.

Non so per quale motivo oggi il mio tennis non era in campo – ha detto Badosa dopo la sconfitta – se lo sapessi forse avrei potuto fare qualcosa mentre ero in campo. Non mi sono sentita me stessa durante il match, fin dall’inizio, ma non voglio togliere meriti a [Garbine] che ha fatto quello che doveva fare, cogliendo le occasioni che ha avuto e vincendo con pieno merito la parita”.

 

Muguruza ha strappato il servizio all’avversaria al terzo game e sulla sua battuta è stata granitica, concedendo le briciole nei suoi turni di servizio. Badosa dopo il break, è invece sempre stata in affanno, dovendo rimontare due volte da 0-30 e perdendo la battuta una seconda volta alla fine del set. Muguruza ha mantenuto quasi costantemente in mano il pallino del gioco, aprendo il campo alla prima occasione senza aver paura di esporsi ai colpi di Badosa. Molto profonda negli scambi da fondo, Muguruza ha usato molto bene i lungolinea per spostare l’avversaria e crearsi delle aperture per chiudere sia a rete sia a fondo.

Il match ha preso definitivamente la strada di Muguruza nei primi game del secondo set: sullo 0-1 Badosa ha servito un game da 16 punti nel quale ha finito per cedere la battuta alla quarta palla break; subito dopo si è giocato l’unico gioco combattuto del match sul servizio Muguruza, nel quale Badosa non è riuscita a concretizzare ben tre occasioni del controbreak.

Una volta capitalizzato il vantaggio sul 3-0 Muguruza ha inserito il pilota automatico fino alla fine, e il punteggio avrebbe potuto anche essere più severo dato che Badosa ha continuato a faticare nei propri turni di servizio senza avere mai la chance di poter fare qualcosa alla risposta.

In totale Muguruza ha sfruttato solamente tre delle 11 palle break avute, ed ha avuto occasioni per strappare il servizio a Badosa in altre due occasioni rendendo il punteggio molto più pesante di quello che in realtà è stato.

“Sono molto contenta di come ho giocato oggi – ha confermato Garbine alla stampa – sicuramente è stata la mia miglior partita in questo torneo. Era un match difficile, due spagnole una contro l’altra, in un’occasione così importante, in un match inedito che comporta sempre qualche aggiustamento. La partita si è giocata molto di più a livello mentale che non tecnico, e sono stata concentrata e decisa dal primo minuto di gioco. Sono felice di essere riuscita a migliorare progressivamente il mio modo di giocare in queste condizioni di altura, soprattutto al servizio, ma anche negli altri reparti del mio gioco”.

A. Kontaveit b. M. Sakkari 6-1 3-6 6-3

Per decidere l’avversaria di Garbine Muguruza in finale si sono affrontate nella sessione serale la vincitrice del girone Teotihuacan Anett Kontaveit e la vincitrice del “quarto di finale virtuale” del girone Chichen Itza Maria Sakkari. Due giocatrici che si conoscono molto bene (11 precedenti incontri diretti, 6-5 in favore di Kontaveit il bilancio) e si rispettano.

Si pensava che il fattore atletico potesse giocare un ruolo in favore di Kontaveit, che aveva avuto un giorno di riposo in più tra il girone e la semifinale, e invece è stata proprio la estone a dare l’impressione di essere più stanca verso la fine delle 2 ore e 2 minuti di match, ma è riuscita a supplire con la “garra” alla minore prestanza atletica, approfittando di una Sakkari che ancora una volta ha tentennato nei momenti più importanti del match.

Il primo set è volato nelle mani di Kontaveit in soli 27 minuti: troppi errori per Sakkari (13, contro solamente 2 vincenti), decisamente tesa per l’occasione e incapace di lasciare andare i suoi colpi usuali colpi vincenti da fondocampo. La greca tuttavia non si è persa d’animo e ha iniziato a combattere colpo su colpo, prima aggrappandosi ai propri turni di servizio e poi, dopo aver tenuto un difficile game da 16 punti sul 3-3 ha piazzato la zampata vincente aggiudicandosi il secondo parziale per 6-3 e trascinando la partita al terzo con un’avversaria che pareva decisamente in difficoltà con le gambe.

Il grande equilibrio dell’inizio del terzo set sembrava essersi interrotto quando Sakkari ha dato un colpo di acceleratore prendendosi il campo e il break di vantaggio per il 3-2. Ma dopo aver restituito immediatamente il favore (cedendo la battuta a zero, peraltro), ha commesso l’errore fatale quando, sul 3-4, si è fatta rimontare un game di servizio da 40-0, invischiandosi in una battaglia di 18 punti chiusa con un doppio fallo e un errore gratuito e consegnando quindi la vittoria a Kontaveit.

Davvero troppi i 31 errori gratuiti di Sakkari contro solamente 17 vincenti (32-34 il bilancio per Kontaveit), che non è riuscita a nascondere la delusione davanti ai microfoni dopo la fine della partita: “Ero molto vicina a cogliere questa grande occasione e l’ho buttata via, un’altra occasione sprecata. Questo è uno degli aspetti su cui voglio lavorare per la prossima stagione, soprattutto dal punto di vista mentale”.

“Partita molto dura – ha dichiarato invece Kontaveit – Maria ha migliorato molto il suo gioco dopo il primo set, soprattuttu al servizio Quando sono andata in svantaggio di un break nel terzo set mi sono detta che mi sarei divertita il più posibile per cui sono riuscita a decontrarmi e a giocare in maniera più rilassata.”

I precedenti ufficiali tra Muguruza e Kontaveit parlano di 3 vittorie a 2 in favore di Muguruza, l’ultima delle quali arrivata proprio due giorni fa in questo stesso torneo. Tuttavia tre di questi cinque incontri sono datati 2016 e 2017, quindi il loro risultato probabilmente non è troppo rilevante.

La finale si giocherà mercoledì sera alle 19.30 locali, le 2.30 in Italia.

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WTA Finals: Sabalenka smarrisce il servizio, in semifinale va Sakkari

Tra equilibrio e tanti errori Maria Sakkari supera Aryna Sabalenka e raggiunge Kontaveit in semifinale

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Maria Sakkari - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

M. Sakkari b. A. Sabalenka 7-6(1) 6-7(7) 6-3

È indubbio che il tennis è uno sport creato per l’eliminazione diretta, dove chi vince va avanti e chi perde va a casa. Semel in anno si gioca con il girone all’italiana, nelle Finals dei due circuiti, ma è quando si può assaporare l’atmosfera del “dentro o fuori” che il tennis dà il meglio di sé.

Alle Akron WTA Finals di Guadalajara l’ultimo incontro del round robin nel gruppo Chichen Itza tra Aryna Sabalenka e Maria Sakkari era di fatto un quarto di finale, perché la vincitrice avrebbe conquistato il secondo posto nel girone avanzando alle semifinali per incontrare Anett Kontaveit, vincitrice del gruppo Teotihuacan.

 

In un match tra due giocatrici non certo famose per i loro nervi d’acciaio, è stata Maria Sakkari a mantenere maggiormente il controllo delle sue emozioni nelle due ore e 47 minuti di gioco. Una grossa mano gliel’ha data il servizio dell’avversaria, in una delle sue peggiore giornate in quel colpo: 59% di prime palle, ma 36% di punti vinti sulla seconda e soprattutto 19 doppi falli, di cui due consecutivi molto pesanti nel tie-break del primo set. La qualità del tennis non è stata eccelsa: 29 vincenti e 56 errori gratuiti per Sabalenka, 27 vincenti e 36 gratuiti per Sakkari. Ma l’equilibrio, la tensione e la grande partecipazione del pubblico, che ha inneggiato ora l’una ora l’altra giocatrice hanno reso il match speciale.

All’inizio del match il nervosismo per la posta in palio era palpabile, nessuna delle due riusciva a dare continuità al proprio gioco. Lo stile di gioco delle due protagoniste è noto, simile ma diverso: più potente per Sabalenka, più atletico per Sakkari. Due rapidi break nelle fasi iniziali hanno subito dato l’impressione che i servizi non avrebbero dettato legge nella partita, anche se non è mai capitato che una delle due giocatrici di avvantaggiasse sull’altra di più di due game. Sakkari cedeva un game tostissimo dal 40-15 mandando Sabalenka a servire per il match, ma l’occasione se ne andava più velocemente di quanto non fosse arrivata. Si arrivava a una piccola chance sul 6-5 30-30 per la Bielorussa, ma il suo diritto volava in corridio. Si giungeva quindi al tie-break, dove la differenza la faceva questa volta la battuta: tre aces per Sakkari, due doppi falli per Sabalenka, e 7-1 per la greca.

Il secondo set è andato via abbastanza tranquillo per i primi sei game, fino al break subito da Sakkari sul 3-3. Sabalenka sul 5-3 si procurava anche due set point sul servizio dell’avversaria, ma era Sakkari ad annullare con gran coraggio. Lo psicodramma a quel punto era in pieno svolgimento: tre break degli ultimi tre giochi del set, e nuovo tie-break. Questa volta si procedeva punto a punto, il primo doppio fallo di Sabalenka arrivava sul 3-3, ma si rimaneva con il testa a testa. Il primo set point è per Aryna, ma è il secondo a essere quello buono.

Oltre due ore di gioco per arrivare al terzo set. Inevitabilmente all’inizio del parziale decisivo c’è stato un po’ di rilassamento, e Sabalenka iniziava con il suo show di doppi falli, minimo due per turno di battuta. Due break nei primi due giochi, poi la bielorussa metteva male un piede, ma le reazioni si limitavano a qualche smorfia. Sul punto a punto era Aryna ad avvantaggiarsi sul 3-1, ma da quel momento in poi diventava schiava del suo servizio: “Davvero non riesco a credere di aver servito così male oggi – ha detto una comprensibilmente delusa Sabalenka dopo il match – non sono riuscita a trovare il ritmo per tutta la partita ed è stato un disastro”. Ben 19 per lei i doppi falli totali, di cui 10 soltanto nei cinque turni di battuta del terzo set. Con una striscia di cinque games di fila Sakkari prendeva il controllo del punteggio, se non della partita, e conquistava la semifinale alla sua prima partecipazione alle WTA Finals.

È stata davvero una partita da montagne russe – ha dichiarato Sakkari nell’incontro post-match con la stampa – prima era avanti lei, poi io, alla fine ho giocato con il cuore e sono riuscita a vincere. Giocare per la prima volta di notte è ho impiegato un po’ ad abituarmi alle condizioni. Aryna ha un’apertura alare notevole, è difficile riuscire a servire in modo da metterla in difficoltà, ma una volta che sono riuscita a trovare il giusto schema le cose sono migliorate”.

Il torneo ovviamente non è ancora finito, ma sono molto contenta di essere arrivata in semifinale, cercherò di divertirmi il più possibile domani“.

Nel pomeriggio si era disputata l’altra partita del girone, totalmente ininfluente ai fini della qualificazione, nella quale la spagnola Paula Badosa, già con la testa alla semifinale di martedì, aveva perduto contro la già eliminata Iga Swiatek per 7-5 6-4.

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