Indian Wells: Venus ora è la Williams più forte. "Serena vincerà ancora"

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Indian Wells: Venus ora è la Williams più forte. “Serena vincerà ancora”

INDIAN WELLS – Serena non è ancora pronta per avversarie della caratura della sorella. Qualche emozione solo nel finale. Kerber batte Vesnina, fuori Svitolina

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[8] V. Williams b. S. Williams 6-3 6-4 (da Indian Wells, Luca Baldissera)

Diciassette anni dopo il “fattaccio” della mancata semifinale, nel 2001, con conseguente drammatica polemica dell’intero clan Williams opposto al pubblico californiano, dettagliatamente raccontato nel nostro approfondimento, eccoci qui. Finalmente anche il centrale di Indian Wells vede il suo “Williams Show”, dopo che per ben 28 volte (17 vittorie Serena, 11 Venus) questo match, per alcuni affascinante, per altri povero di tensione emotiva, era andato in scena ai quattro angoli del mondo tennistico. Dopo il loro primo confronto (secondo turno dell’Australian Open 1998, vinse Venus 7-6 6-1), questo terzo turno è la loro partita più “precoce” in un tabellone WTA. Per il il resto, solo incroci dagli ottavi in poi, e 12 finali. Venus, ovviamente favorita della vigilia contro la sorella al rientro dopo la gravidanza, rispetta senza grossi problemi il pronostico, e fa suo l’incontro in due set.

L’ingresso in campo delle Williams è molto tranquillo, scrosciano applausi, il pubblico sta ancora riempiendo lo stadio, l’atmosfera è gradevole nella bella serata della Coachella Valley. Inizia Venus alla battuta, ci sono tre game laboriosi per le giocatrici al servizio con palle break annullate da entrambe, due Venus, quattro Serena, poi la sorella più anziana prende il volo, brekkando al sesto game, e chiudendo poco dopo 6-3. Come nei due turni precedenti, Serena picchia duro col servizio e coi fondamentali, ma è quasi ferma, e contro un’avversaria della caratura e dell’esperienza di Venus le pallate senza adeguata copertura degli angoli non possono bastare. Spesso in allungo, la campionessa di 23 Slam (contro i 7 di Venus, mica male il palmarès in campo stasera) sbaglia a volte di metri, e a tratti si innervosice pure. Da parte sua, Venus spinge e serve bene (5 ace finora), e questo le basta e avanza per controllare il gioco. “Sto migliorando, certo è frustrante quando sbagli colpi che di solito non vanno mai fuori, ma almeno, per lo più, ci sto andando vicino. Non sono esattamente dove vorrei essere, ma ci arriverò“, ammetterà Serena a fine partita.

 

Nel secondo set le cose non cambiano, Venus sale 3-0 con due break, c’è un giusto sussulto da fuoriclasse orgogliosa da parte di Serena, che recupera uno dei due servizi, e si avvicina fino al 3-2. Il pubblico la incoraggia, ma è chiaro che non appena Venus sale un minimo con l’intensità, è durissima per la sorella minore reggere gli scambi“Era da tempo che non la vedevo giocare a livello così alto, pochi errori, consistente al servizio” valuta Serena in conferenza stampa.

Due game dopo, è ancora break Venus, che sale 5-2 con un gran dritto a sventaglio che provoca gli “oooh” degli spettatori. Al servizio per chiudere, Venus arriva al match-point, ma viene fulminata da un bel passante di rovescio di Serena, poi sbaglia male uno schiaffo al volo, commette doppio fallo, e perde la battuta. Serena tiene a 30, si riavvicina ancora sul 5-4, e la tensione a questo punto sul campo e sugli spalti è palpabile. Venus potrà anche essere superiore in questo momento, ma le implicazioni psicologiche di questo tipo di sfida sono evidentemente pesanti, a prescindere dagli aspetti atletici e tecnici. Due dritti orribili messi in rete le costano una palla break del possibile 5-5, ma il servizio la salva, e due punti dopo, quando finalmente chiude il match alla seconda occasione, il suo sospiro di sollievo sembra arrivare fino alla tribuna stampa. Venus va a incontrare Anastasia Sevastova agli ottavi, precedenti 1-0 per la statunitense, Serena torna in Florida a casa ad allenarsi in vista di Miami, il suo rientro si può valutare come positivo, tutto considerato.


Sto lavorando per ritornare me stessa, da zero a Serena sono arrivata appena alla S, ma la strada è questa“, aveva raccontato la neo-mamma, mentre la neo-zia Venus, stasera, ha detto che “lei ha solo poche partite rispetto a me nell’ultimo anno, ha giocato bene, per me non è stato affatto facile. Quello che è successo nel 2001? Non mi è mai nemmeno venuto in mente. Sono sicura che Serena in poco tempo ritornerà in alto, e a vincere tornei. Questo è quello che vedo di lei. Questo è quello che vedono tutti, penso“. Giusto, anche se scontato, così.

[10] A. Kerber b. [24] E. Vesnina 7-5 6-2 (Giacomo Capra)

Un anno fa il successo di Elena Vesnina su Angelique Kerber negli ottavi di finale di questo torneo pose le basi per la trionfale cavalcata dell’outsider russa, che arrivò alla vittoria del titolo più importante della sua carriera. Questa volta nel remake dello stesso match la giocatrice tedesca riesce a prendersi la rivincita sconfiggendo la sua avversaria odierna per la prima volta dal 2012. 3-2 i precedenti in favore della 30enne di Brema. Praticamente perfetto l’avvio di match di Angelique, Elena al contrario appare subito contratta e nervosa. Tenta di aggrapparsi al suo servizio in kick ma non riesce ad evitare un parziale di 4 game a 0. Il set però cambia volto all’improvviso: un paio di punti ben giocati aprono la strada alla rimonta della russa e, al successivo cambio campo, è la teutonica ad apparire frustrata durante il colloquio con il coach. Il finale di set si rivela una vera battaglia: dopo cinque game consecutivi vinti Elena fallisce il tentativo di servire per il set e Kerber finisce per spuntarla chiudendo 7-5 al quarto set point. L’inizio del secondo parziale, a dispetto del punteggio, è molto combattuto ma la giocatrice russa spreca malamente tutte le occasioni che riesce a costruirsi. Avanti 5-1 Angelique perde ancora una volta troppo facilmente il primo dei due break di vantaggio. Elena ha l’occasione per accorciare sul 5-3 ma alla terza palla game un nastro tramutatosi in un vincente avversario le toglie anche gli ultimi residui di fiducia. Finirà per cedere partita e incontro al primo match point. Complessivamente buona prestazione Angelique Kerber che esce alla distanza facendo valere la sua grande solidità. Vesnina invece paga la poca concretezza e un servizio che nella partita odierna non le ha quasi mai permesso di prendere vantaggio nello scambio. Negli ottavi di finale l’attuale numero 10 del mondo se la vedrà con la francese numero 7 del seeding Caroline Garcia (precedenti 3-2 per la tedesca).

[2] C. Wozniacki b. A. Sasnovich 6-4 2-6 6-3 (Michelangelo Sottili)

Una oltremodo fallosa e spesso poco lucida Caroline Wozniacki ha la meglio su Aliaksandra Sasnovich, n. 49 WTA, dopo due ore e un quarto di tennis altalenante sotto il sole della California. Sasnovich parte aggressiva e centratissima sorprendendo con il rovescio una Wozniacki piuttosto lontana dalla riga di fondo e che evidenzia problemi con la profondità dei colpi. Lo 0-3 “pesante” arriva inevitabile come papà Piotr in campo con i suoi consigli. Forse coincidenza o forse si mette a pensare “cosa le avrà detto?”, ma la ragazza di Minsk perde sicurezza e, fra doppi falli e dritti incerti, consente a Caroline di portarsi sul 5-4 con solo a qualche buona difesa e un palleggio dall’ampio margine. Il coach prova a darle delle indicazioni sullo swing del servizio, ma Aliaksandra fatica proprio a trovare la palla in battuta e cede turno e set. Il rovescio bielorusso torna a fare danni soprattutto sul lato destro danese e il secondo parziale registra ancora una buona partenza della ventitreenne che, questa volta e pur non senza difficoltà, mantiene il livello di gioco e il vantaggio. Troppo passiva invece Wozniacki che, ancora incapace di trovare il giusto ritmo, ha sperato vanamente in un altro crollo dell’avversaria. Nella partita decisiva, Sasnovich cerca di riproporre la solita partenza sprint, ma tornano i doppi falli (saranno 14 alla fine) mentre Caroline fa qualcosa (poco) in più e sbaglia meno; sono però alcuni errori imperdonabili di Aliaksandra a campo aperto a determinare l’esito del set e del match. La campionessa dell’Australian Open si qualifica così per gli ottavi dove avrà bisogno di una prestazione ben più convincente contro Daria Kasatkina.

[20] D. Kasatkina b. [13] S. Stephens 6-4 6-3 (Chiara Nardi)

Daria Kasatkina supera Sloane Stephens, si conferma una delle giocatrici più in forma del 2018 e negli ultimi sette mesi anche un’ottima “ammazza-campionesse Slam”. Così, dopo le recenti regine di Roland Garros, Wimbledon e Australian Open, oggi cade sotto i suoi colpi la vincitrice dello Slam newyorkese. Dopo l’equilibrio iniziale, in cui Stephens riesce spesso a sfondare le difese di Kasatkina con il dritto, il set prende la via russa. I tanti errori della statunitense e l’ottima capacità di difendersi di Daria, che quando mette in campo la prima riesce a comandare bene lo scambio, la portano sul 5-2. Qui arriva un passaggio a vuoto per Kasatkina, i gratuiti aumentano nettamente, ma sul 5-4 0-30, Sloane le dà una mano e con due risposte sbagliate la statunitense perde un set che aveva quasi riaperto. Stephens sfoga la rabbia sulla racchetta e riceve un warning dalla giudice di sedia. Il secondo set si apre alla grande per la n. 1 di Russia, che arriva ad un punto dal 3-0. Stephens è brava a non crollare e a non far scappare definitivamente l’avversaria, ma Kasatkina gestisce ottimamente i suoi turni di servizio con maggior lucidità, grande intelligenza tattica e straordinarie difese, non concedendo occasioni per rientrare nel match alla statunitense. Dasha non ha bisogno di tornare alla battuta per chiudere l’incontro e al primo match point, regalato da Sloane con un dritto finito sulla rete, va a segno con un bel passante di dritto. Adesso affronterà Caroline Wozniacki, che ha sconfitto a San Pietroburgo.

GLI ALTRI INCONTRI (Paolo Di Lorito)

Dopo 5 sconfitte in altrettanti precedenti, Caroline Garcia batte l’australiana Daria Gavrilova in un incontro sofferto durato quasi 2 ore. Entrambe mettono in mostra un gioco molto confusionario fatto di tanti errori e inevitabili break e contro-break. I coach delle due tenniste intervengono svariate volte per cercare di mettere un po’ di ordine nelle menti delle loro assistite ma non sembrano riuscire nel loro intento, e la tensione resta palpabile durante tutto l’incontro. Gavrilova ha la sfortuna di commettere gli errori nei momenti cruciali e viene sconfitta 7-5 6-4 dalla testa di serie n. 7 la quale ora trova Kerber.

Dopo averla battuta nella finale di Newport due mesi fa, Danielle Collins si ripete e vince 6-4 6-4 contro la 18enne Sofya Zhuk. Se il successo di due giorni fa contro Madison Keys era stato influenzato dai notevoli errori di quest’ultima, la performance odierna è un vero e proprio esempio di solidità in campo per la n. 117 del mondo. Collins, nonostante la minor esuberanza rispetto alla russa, ha saputo contenere la potenza di Zhuk, ancora troppo acerba e come ha spiegato lei stessa “sapevo che se avessi seguito la tattica consigliatami dal mio coach sarebbe andata bene.” Danielle ha anche trovato il tempo per esternare delle interessanti riflessioni venute alla luce in questi giorni: “È stata dura entrare nei professionisti dopo il collage, quando ti trovi a giocare piccoli tornei dove le uniche persone a guardare i tuoi match sono i tuoi genitori e il tuo coach; ora è un vero piacere giocare in un torneo così grande davanti al pubblico americano“.

Collins al prossimo turno incontrerà Suarez Navarro che ha messo a segno l’impresa di giornata. La testa di serie n.27 infatto ha eliminato la più quotata n.4 Elina Svitolina col punteggio di 7-5 6-3. L’ucraina è rimasta a ruota della sua avversaria fino al dodicesimo game del primo set e da lì in poi ha ceduto inesorabilmente lasciando la meritata vittoria alla sua avversaria. Infine il match dal più elevato livello tecnico in campo se lo aggiudica Anastasija Sevastova che batte in maniera più agevole del previsto Julia Goerges con un doppio 6-3. La lettone raggiunge il quarto turno di un Premier per la sesta volta in carriera e ora giocherà contro Venus Williams.

Risultati:

[2] C. Wozniacki vs A. Sasnovich 6-4 2-6 6-3
[7] C. Garcia b. [26] D. Gavrilova 7-5 6-4
[WC] D. Collins b. [WC] S. Zhuk 6-4 6-4
[10] A. Kerber b. [24] E. Vesnina 7-5 6-2
[20] D. Kasatkina b. [13] S. Stephens 6-4 6-3
[21] A. Sevastova b. [12] J. Goerges 6-3 6-3
[27] C. Suarez Navarro b. [4] E. Svitolina 7-5 6-3
[8] V. Williams b. S. Williams 6-3 6-4

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WTA Ranking: Barty chiude da regina. Conferme e delusioni del 2019, Italia nel baratro

L’australiana termina la stagione in vetta. Un anno fa era n.15. Barty non è l’unica ad aver migliorato la propria classifica: in top 20 ci sono 8 nuove atlete rispetto alla fine del 2018. Giorgi conclude l’anno al n.98

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Ashleigh Barty (via Twitter, @WTA)

Con la vittoria alle Finals di Shenzhen Ashleigh Barty chiude la stagione al n.1 del ranking per la prima volta in carriera. Primato meritatissimo in virtù dei titoli conquistati durante il 2019. Oltre alle Finals, ricordiamo il titolo a Parigi, quelli di Miami e di Birmingham. Esattamente dodici mesi si laureava campionessa a Zhuhai e si assestava al n.15 della classifica. Un balzo di 14 posti che l’ha portata non solo in top ten ma addirittura al n.1, con un vantaggio di 1911 punti sulla seconda, Karolina Pliskova.

TOP 10 E TOP 20 – Rispetto al 2018, ci sono molte novità. Abbiamo 8 nuovi ingressi in top 20, di cui 2 direttamente in top 10. Si tratta di Bianca Andreescu (n.5), che un anno fa era addirittura n.178, e Belinda Bencic (n.8), che registra un bel +29 posti. Rientra nelle venti Johanna Konta (n.12, +27) accanto a cinque esordienti: Sofia Kenin (n.14 e ben 38 posti in più), Petra Martic (n.15, +17), Marketa Vondrousova (n.16, +51), Alison Riske (n.18, +45) e Donna Vekic (n.19, +15).

Chi sono invece quelle che mancano all’appello? Salutano il gruppo delle migliori Sloane Stephens, che precipita dal n.6 al n.25, Anastasija Sevastova, che passa dal n.12 al n.27,  Julia Goerges (n.28, -14), Qiang Wang (n.29, -9) e Garbiñe Muguruza (n.36, -18). Quelle però in maggiori difficoltà sono Caroline Wozniacki, un anno fa n.3 mentre quest’anno è in discesa di 35 posti (n.38),  Caroline Garcia (n.45, -26) e Daria Kasatkina, dal n.10 al n.69 nell’arco di un anno.

 

Mantengono la posizione di un anno fa Kvitova (n.7), Bertens (n.9) e Sabalenka (n.11). Rispetto al finale di stagione 2018, migliorano la propria classifica Pliskova, che sale dal n.8 al n.2, Osaka (n.3, +2) e Serena (+6, n.10). Simona Halep, che ha chiuso per due stagioni al n.1, quest’anno si deve accontentare di terminare al n.4, ma con uno Slam in più nel palmares. Retrocede leggermente Svitolina (n.6, -2) mentre crolla Kerber, precipitando dal n.2 al n.20.

Le giocatrici comprese in top 25 capaci di chiudere la stagione al loro best ranking sono, oltre ovviamente a Barty,
Martic (14), Riske (18), Vekic (19), Muchova (21) e Yastremska (22).

IL DETTAGLIO DELLA TOP 50

Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
0 [AUS] Ashleigh Barty 23 7851 15
0 [CZE] Karolina Pliskova 27 5940 19
0 [JPN] Naomi Osaka 22 5496 17
1 [ROU] Simona Halep 28 5462 17
-1 [CAN] Bianca Andreescu 19 5192 15
2 [UKR] Elina Svitolina 25 5075 22
-1 [CZE] Petra Kvitova 29 4776 17
-1 [SUI] Belinda Bencic 22 4745 25
1 [NED] Kiki Bertens 27 4245 27
-1 [USA] Serena Williams 38 3935 10
3 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3120 24
-1 [GBR] Johanna Konta 28 2879 17
0 [USA] Madison Keys 24 2767 15
-2 [USA] Sofia Kenin 20 2740 24
0 [CRO] Petra Martic 28 2617 18
0 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2390 12
1 [BEL] Elise Mertens 23 2290 26
1 [USA] Alison Riske 29 2210 24
1 [CRO] Donna Vekic 23 2205 23
-3 [GER] Angelique Kerber 31 2175 22
5 [CZE] Karolina Muchova 23 1864 15
2 [UKR] Dayana Yastremska 19 1825 24
-1 [GRE] Maria Sakkari 24 1820 23
-3 [USA] Amanda Anisimova 18 1793 17
-2 [USA] Sloane Stephens 26 1737 20
-1 [EST] Anett Kontaveit 23 1645 19
0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 1617 23
0 [GER] Julia Goerges 31 1610 21
0 [CHN] Qiang Wang 27 1563 20
0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1560 22
0 [USA] Danielle Collins 25 1558 18
0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1505 24
0 [CZE] Barbora Strycova 33 1491 21
0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1460 25
0 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1425 28
0 [ESP] Garbiñe Muguruza 26 1412 16
0 [KAZ] Elena Rybakina 20 1401 27
0 [DEN] Caroline Wozniacki 29 1383 16
1 [CHN] Saisai Zheng 25 1375 25
-1 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1360 27
0 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1351 27
0 [POL] Magda Linette 27 1320 27
0 [SWE] Rebecca Peterson 24 1275 23
0 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1250 27
0 [FRA] Caroline Garcia 26 1235 25
0 [CHN] Shuai Zhang 30 1216 25
1 [BEL] Alison Van Uytvanck 25 1175 24
-1 [CHN] Yafan Wang 25 1165 25
0 [SLO] Polona Hercog 28 1145 24
0 [BLR] Victoria Azarenka 30 1115 18

CASA ITALIA

La nota dolente è che Camila Giorgi perde ancora 4 posizioni e chiude quest’annata da dimenticare al n.98. L’Italia rischia di non avere giocatrici in top 100 a inizio 2020, quando a Camila scadranno i punti ottenuti in Australia. Un anno fa Giorgi concludeva la stagione migliore della sa carriera al 26esimo posto. Questa invece sarà la stagione peggiore dal 2011, quando si fermò per la pausa invernale al n.149. Segnaliamo, tra le altre, i 39 posti in più di Sara Errani che torna al n.200 dopo aver raggiunto la finale all’ITF di Asuncion, dove ha perso da un’altra italiana, Elisabetta Cocciaretto (+60, n.215).

Camila Giorgi
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
98 -4 Camila Giorgi 680 17
117 2 Jasmine Paolini 571 29
153 8 Martina Trevisan 393 25
175 5 Giulia Gatto-Monticone 350 24
199 2 Martina Di Giuseppe 297 28
200 39 Sara Errani 297 20
215 60 Elisabetta Cocciaretto 281 15
311 29 Martina Caregaro 177 16
315 -5 Stefania Rubini 173 20
343 -5 Jessica Pieri 149 24
356 -4 Lucia Bronzetti 140 25
364 0 Cristiana Ferrando 134 20
371 -4 Bianca Turati 128 14
397 -11 Deborah Chiesa 112 22
411 1 Camilla Scala 106 16
429 -25 Federica Di Sarra 100 15
430 -5 Lucrezia Stefanini 99 20
447 -9 Claudia Giovine 93 15
454 -13 Gaia Sanesi 92 18
463 9 Camilla Rosatello 89 14

NEXT GEN RANKING

Dayana Yastremska supera Amanda Anisimova al n.3 nel ranking Next Gen. Entra per la prima volta in classifica Katarina Zavatska, nella posizione più bassa, il n.10. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 16
3 1 Dayana Yastremska 2000 22
4 -1 Amanda Anisimova 2001 24
5 0 Elena Rybakina 2000 37
6 0 Iga Swiatek 2001 61
7 0 Cori Gauff 2004 68
8 0 Anastasia Potapova 2001 93
9 0 Varvara Gracheva 2000 105
10 Katarina Zavatska 2000 110

NATION RANKING

L’unica novità della classifica di fine anno per compagini nazionali è l’ingresso del Kazakistan al n.10. Esce dalla top 10 la Svizzera. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 25
2 0 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 98
4 0 Russia 106
5 0 Cina 114
6 0 Germania 121
7 0 Bielorussia 128
8 0 Francia 145
9 0 Australia 148
10 Kazakistan 149

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Per Barty è un trionfo da N.1: sue le Finals di Shenzhen

Grande prova dell’australiana che supera in due set Svitolina e si porta a casa l’assegno più ricco della Storia del tennis, 4,4 milioni di dollari

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [8] E. Svitolina 6-4 6-3

La più classica delle ciliegine sulle torte. Coronando la stagione che l’ha vista conquistare la prima posizione mondiale e il primo titolo Slam in carriera a Parigi, Ashleigh Barty ha vinto le WTA Finals, di scena per la prima volta a Shenzhen, in Cina. Per riuscire in quest’ennesima impresa del suo meraviglioso 2019, la tennista australiana ha dovuto spezzare un incantesimo chiamato Elina Svitolina, che l’aveva ipnotizzata in tutti i cinque precedenti scontri diretti. Nell’occasione più importante a prevalere è stata però Barty, in due set, con il punteggio di 6-4 6-3, facendo valere il suo tennis, composto di continue variazioni di angoli e ritmo. La regolarità e solidità da fondocampo di Svitolina non si è rivelata sufficiente per contrastare il suo talento.

Grazie a questo successo la 23enne di Ipswich consolida ulteriormente la sua leadership, portandosi a 1900 punti di distanza da Karolina Pliskova. Nella prima parte di 2020 potrebbe addirittura incrementare il vantaggio. E dire che qualcuno dopo il Roland Garros la riteneva una numero uno pro tempore.

 

Il MATCH – Inizio di match segnato dal dominio del servizio. Le due tenniste danno il loro meglio con questo fondamentale, lasciando le briciole a chi sta in ribattuta. Quando si entra nello scambio comincia ad emergere però il tanto prevedibile quanto tutto sommato gradevole tema tattico della partita. È Barty a costruire gioco, con il suo ampissimo arsenale di colpi: rovesci in slice, dritti a sventaglio e colpi al volo. Svitolina pure fa la Svitolina, ovvero si getta su ogni palla, cerca di limitare al massimo gli errori, e di tenere alto il ritmo.

Nel nono gioco, guadagnarsi la prima palla break, grazie ad un recupero straordinario, è proprio la tennista ucraina. Barty però riesce a salvarsi e ad andare avanti per 5 a 4, mettendo così pressione alla battuta alla propria avversaria. E Svitolina, che fino a quel momento era stata impeccabile nei suoi turni di battuta, si squaglia, mette poche prime e regala diversi set point. Il terzo è quello buono per la giocatrice aussie che chiude con una risposta vincente su una seconda molto morbida il primo set in suo favore, dopo tre quarti d’ora di gioco.

Di marca molto diversa il secondo parziale. Seguendo il suggerimento del suo allenatore Andrew Bettles, Svitolina tenta di essere meno remissiva e più propositiva. La tattica paga ed è lei ad ottenere un primo allungo, andando 2 a 1 e servizio. Purtroppo per Svitolina, dall’altra parte della rete c’è un’avversaria alquanto ispirata. Da sotto 0-30, Barty mette in fila una serie di punti magistrali, alternando diverse soluzioni tecniche. Con uno smash vincente, l’australiana realizza l’immediato controbreak. Non paga, Barty strappa il servizio nuovamente alla sua avversaria nel sesto gioco, salendo 4 a 2.

Svitolina è però nota per essere un osso duro ed è determinata a confermare il titolo conquistato dodici mesi fa. La 25enne di Odessa rimane mentalmente in partita e accorcia le distanze, sfruttando un passaggio a vuoto di Barty. La partita è ora più che piacevole e i break si susseguono. Quello decisivo giunge nell’ottavo di gioco. Svitolina fa fatica a contenere sulla seconda e soprattutto non appena Barty la mette sul tocco va completamente in palla. L’australiana va così a servire per il match e senza alcuna esitazione porta a casa l’incontro e le WTA Finals dopo poco meno di un’ora e mezza di gioco. Più che le percentuali di prime in campo o i punti vinti con la seconda, a raccontare l’esito di questo match è la differenza notevole nella mole di vincenti ed errori tra le due tenniste. Ovviamente a favore di Barty. A conferma di una tennista che spesso impone il suo gioco sulle avversarie. E questa è una qualità da n.1.

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WTA Finals: Pliskova spegne la luce, Barty ne approfitta e vola in finale

L’australiana perde il primo set contro un’ottima Pliskova, poi dilaga. In finale sfiderà Elina Svitolina

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [2] Ka. Pliskova 4-6 6-2 6-3

Sarà Ashleigh Barty la seconda finalista delle WTA Finals 2019. L’australiana se l’è vista brutta contro Karolina Pliskova, praticamente perfetta per un set e mezzo, ma, dopo aver ottenuto il break nel secondo parziale, è stata in grado di cambiare marcia e di portare a casa il match. Barty torna dunque avanti nei precedenti contro la ceca (3-2), ma soprattutto domenica potrà tentare di coronare la propria stagione da sogno contro Elina Svitolina, che l’ha sconfitta in tutti i cinque precedenti incroci

IL MATCH – La partita si prospetta combattuta fin dagli esordi. In particolare il servizio di Barty è quello che scricchiola di più anche perché Pliskova entra in campo con coraggio su ogni seconda, trovando anche soluzioni vincenti. L’australiana salva, con due rovesci vincenti e un ace, tre palle break già nel primo gioco, poi altre due nel terzo. Successivamente è lei ad avere la chance di strappare il servizio all’avversaria, ma non riesce a sfruttarla e sul 2-2 è infine costretta a capitolare all’ottava occasione concessa. Dopo questi primi cinque game di grande lotta, seguono improvvisamente quattro turni di servizi rapidi e indolori che conducono Pliskova a servire per chiudere il primo set. Un po’ di tensione della ceca regala a Barty l’occasione di rientrare. Pliskova però si riscuote e, supportata da servizio e dritto, archivia il primo set col punteggio di 6-4.

 

Il secondo set si apre sulla falsariga del primo con Pliskova molto arrembante e una Barty invece un po’ in difficoltà, soprattutto col dritto. L’australiana sbaglia troppo e subisce l’aggressività della ceca, ritrovandosi sotto 0-40 nel terzo gioco. Con l’ausilio dell’avversaria, riesce però a risalire la china e a tenere il servizio, non prima di aver annullato anche una quarta palla break. Nel gioco successivo, quasi dal nulla, Pliskova incappa in qualche errore di troppo e regala il break a Barty. Da questo momento la partita cambia volto. L’australiana infatti allunga sul 4-1 e comincia a prendere il comando degli scambi. Al servizio non soffre quasi per niente, contrariamente al difficile primo set, il dritto in manovra ora funziona a meraviglia e lo slice fa ammattire Pliskova. Costretta a colpire spesso in posizione scomoda o fuori equilibrio, la ceca cede nuovamente la battuta e il set col punteggio di 6-2.

Nel parziale decisivo i servizi tornano ad essere dominanti da entrambe le parti: nei primi cinque game si vedono solo tre punti vinti dalla giocatrice in risposta. Nel sesto però, Pliskova combina un pasticcio, come nel secondo parziale, e spedisce Barty avanti 4-2. La ceca palesa tutto il suo nervosismo quando, dopo l’ennesimo dritto in rete, scaglia con violenza la propria racchetta sul campo di gioco. Le chance per lei sono infatti pochissime perché Barty sta servendo benissimo adesso. Un piccolo momento di difficoltà arriva sul 5-3, al momento di chiudere, quando Barty che fino ad allora aveva concesso appena due punti in tutto il set con la battuta a disposizione, viene costretta ai vantaggi da una orgogliosa Pliskova. La ceca annulla infatti con coraggio due match point, ma deve poi arrendersi al terzo.

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