Miami: inarrestabile Osaka, Serena resta al palo. Camila non riparte

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Miami: inarrestabile Osaka, Serena resta al palo. Camila non riparte

La campionessa di Indian Wells non si ferma più e domina anche l’ex n.1 del mondo, apparsa lontana da una condizione accettabile. Azarenka spazza via Bellis

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N. Osaka b. [WC] S. Williams 6-3 6-2 (Laura Guidobaldi)

Naomi Osaka sembra inarrestabile. Reduce da una tourné scintillante sui campi di Indian Wells conclusasi con la netta vittoria in finale su Daria Kasatkina, quest’oggi al primo turno del Miami Open, Naomi (n. 22 WTA) fa un sol boccone della campionissima Serena Williams che, a Key Biscayne, ha alzato il trofeo ben otto volte. Senza la minima soggezione, la giapponese bombarda ininterrottamente Serena che, non ancora al meglio nel ritmo e negli appoggi, non riesce a contenere l’esplosività e la rapidità dell’avversaria. Dritti esplosivi e servizi bombardieri nonché un’ottima copertura del campo, consentono a Naomi di comandare quasi sempre il gioco e di indurre all’errore la Williams. E così, dopo 1 ora e 17 minuti, la tennista giapponese ma naturalizzata americana, stordisce il suo idolo di ragazzina con un inappellabile 6-3 6-2. Al prossimo turno, Naomi affronterà la testa di serie n. 4 Elina Svitolina.

 

La partita

Primo turno shock in quel di Miami. La supereroina del circuito femminile Serena Williams (wild card anche in Florida) affronta la neocampionessa di Indian Wells, la 20enne giapponese Naomi Osaka. “È giovane e molto aggressiva. È un’ottima giocatrice, con grande talento” diceva Serenona due anni fa a proposito di Naomi e, quest’oggi, ironia della sorte, le due si affrontano per la prima volta proprio all’indomani della nascita della stella della Osaka sui campi californiani. Un’esplosione da parte della nipponica anche grazie al suo coach, Sascha Bajin, ex sparring partner della Williams, nonché ex coach della Azarenka e della Wozniacki. E, del resto, l’ex n. 1 del mondo è da sempre idolo e modello di Naomi. Come dicevamo, non ci sono precedenti tra le due tenniste; la Williams vanta ben otto trionfi al Miami Open in 17 partecipazioni e la sua prima presenza a Crandon Park risale a venti anni fa.

L’avvio del match è carico di tensione per la Osaka che deve presto dimenticare il successo californiano e fronteggiare l’eccellenza e il mito di Serena Williams. Nonché la sua battuta. La Williams infatti mette subito a segno cinque punti di fila e, fino al 3-2, non perde neanche un punto con la prima di servizio. Tutta di nero e rosso vestita (in California indossava un completo blu e giallo) la Osaka tuttavia si libera progressivamente della tensione iniziale, lasciando andare i colpi che tanto hanno fatto male alle avversarie a Indian Wells anche se, rigida sulle gambe, troppi colpi si affossano a rete.

Ma ecco che sul 3-3, Serena è costretta a fronteggiare tre palle break; la prima è quella giusta per la Osaka che sale 4-3 e poi 5-3. Decisamente molto più sciolta e tranquilla rispetto all’inizio dell’incontro, la 20enne di Osaka (sì, è nata proprio a Osaka) libera totalmente il braccio lasciando partire traccianti fulminanti tant’è che, dal 40-0, Serena si fa raggiungere sulla parità. Dritto e rovescio schizzano sulle righe e sorprendono spesso la cadetta delle sorelle Williams, soprattutto in lungolinea. Sempre più sicura di sé, ora la Osaka è incontenibile. In un crescendo di ritmo, la tennista giapponese bombarda la statunitense, soprattutto con il dritto, facendola spostare da una parte all’altra del campo per poi annichilirla con il vincente finale. Niente da fare per Serena, il primo set parla giapponese, chiuso da Naomi per 6-3. La Osaka concede solo una palla break e vince l’80% dei punti con la prima di servizio.

Il secondo set procede sulla scia vincente del primo per la nipponica, che si aggiudica il game di apertura, il quinto di fila. Serena si salva dopo aver rischiato di perdere il servizio nel secondo gioco e pareggia i conti sull’1-1. Ma ora è lei che si procura due possibilità per spiazzare l’avversaria al servizio che, però, nel momento del pericolo, sfodera una battuta vincente (e sale a 6 ace) dimostrando per l’ennesima volta grande personalità nei momenti più delicati e facendo così un passo in avanti sul 2-1. Adesso è lei ad insidiare Serena procurandosi due palle per il 3-1; la Williams ne salva una con il suo tennis dirompente ma poi è ancora la giapponese a travolgerla, allungando il passo sul 3-1. La Osaka scaraventa sulla Williams l’ennesimo ace (il settimo), costringendo la 23 volte campionessa slam a fare miracoli per difendersi. Per ora non c’è storia e Naomi scappa sul 4-1. Serena tenta di rimanere attaccata allo score ma la giapponesa allunga ancora sul 5-2.

Naomi non si ferma più. Pressata dall’avversaria, Serena Williams scaraventa un dritto fuori a campo aperto, consegnandole così l’ultimo punto. La magia continua per la Osaka che, con un impietoso 6-3 6-2, elimina il suo mito di sempre. Al prossimo round Naomi avrà un altro test complicato perché dall’altra parte della rete ci sarà la n. 4 del seeding Elina Svitolina. Nei confronti diretti le due sono 2-2 e, l’ultimo match (Dubai 2018), è stato vinto dalla tennista ucraina.

D. Vekic b. C. Giorgi 6-0 7-5 (Michelangelo Sottili)

È un rientro amaro quello di Camila Giorgi che cede in due set alla croata Donna Vekic, n. 55 WTA, autrice peraltro di un’ottima prestazione. La ventiseienne di Macerata, 62a del ranking, veniva da un mese di stop dopo il problema all’adduttore che l’aveva costretta al ritiro contro Sofya Zhuk al secondo turno di qualificazione a DubaiL’inizio di stagione non è stato brillante neanche per Vekic che ha messo in fila due vittorie solo nell’International di Hobart a gennaio, ma si è imposta nell’unico precedente fra le due, sull’erba di Birmingham nel 2013, ancora sedicenne.

La scelta di Vekic di iniziare in risposta si rivela azzeccata: Giorgi cede rapidamente il turno con quattro gratuiti. Camila appare molto poco centrata soprattutto con il dritto e il vento non aiuta il suo tennis; gli errori si susseguono e le poche volte in cui lo scambio comincia Donna tiene con incredibile tranquillità la pressione da fondo, compie alcune difese impressionanti ed è addirittura lei stessa a uscirne con un vincente. Il suo primo errore arriva all’inizio del quarto gioco, ma la croata, che pare sempre sapere da che parte arriverà la palla, dimostra lucidità sotto ogni aspetto fermandosi per chiedere la verifica elettronica sulla prima battuta di Camila: il falco le dà ragione e recupera il game da 40-0 privando l’avversaria dell’opportunità di scuotersi muovendo il punteggio. Molto efficace anche al servizio, Vekic chiude il primo set 6-0 in 21 minuti lasciando sei punti all’italiana. In apertura di secondo set, Camila vince finalmente un game, con la speranza che la ventunenne di Osijek senta la pressione per trovarsi sotto nel punteggio; speranza che risulta vana e, anzi, è lei a brekkare al terzo gioco. Giorgi è però entrata in partita, rimane in scia e agguanta il 4 pari, con l’avversaria che rimane sorpresa o, meglio, stordita, a giudicare dal goffo tentativo di smorzata con cui regala il 5-4 dopo aver subito due ottimi rovesci vincenti. Il decimo gioco risulta purtroppo decisivo: la croata recupera da 0-30 e l’occasione rimane nella testa di Camila che cede il turno di battuta successivo esordendo con due doppi falli subito seguiti da altri due gratuiti. Tornata in fiducia, Vekic chiede comunque i consigli di Torben Beltz per poi chiudere 7-5 mettendo il sigillo con il servizio slice da destra che tanti punti le ha dato questa sera. Al prossimo turno un incontro non proibitivo con Elena Vesnina, testa di serie n. 24, ma questa settimana scesa al 43° posto del ranking; uno pari i precedenti.

[WC] V. Azarenka b. C. Bellis 6-3 6-0 (Federico Bertelli)

Facile vittoria per Azarenka che dopo qualche difficoltà iniziale ha chiuso sul velluto un match fra un peso leggero e un peso massimo. I precedenti confronti diretti segnavano un 2-0 a favore della bielorussa, che ha rispettato dunque il pronostico a dispetto di una classifica ovviamente bugiarda. Ovvia curiosità per vedere il percorso di ripresa di Vika, che si presentava a questo match da numero 186 del mondo dopo lo stop per la maternità del 2017. L’autrice del sunshine double del 2016 parte con un po’ di nervosismo, come da lei ammesso anche nell’intervista post partita. Subito quattro break point salvati nel primo game di servizio. Tuttavia, nel giro di pochi game la bielorussa ritrova buone sensazioni e virtualmente la partita si chiude sul 2 pari primo set. Da un punto di vista tattico la chiave del match è sicuramente il servizio: Bellis infatti riesce a portare a casa soltanto il primo game di servizio giocato, segue una striscia di 7 break consecutivi a favore di Azarenka. Servizio troppo leggero quello dell’americana, che consente alla bielorussa di essere sempre più aggressiva in risposta e comandare il punto. Nel secondo set Vika prende definitivamente il comando delle operazioni anche sui propri turni di servizio, e riesce sempre più ad impostare il gioco su combinazioni servizio-dritto che indirizzano definitivamente la partita: su tutti emerge il dato dei punti conquistati nel secondo set con scambi al di sotto dei 4 colpi, pari a poco meno del 50% del totale.

GLI ALTRI MATCH: IL RITORNO DI BETHANIE (dal nostro inviato a Miami, Luca Baldissera)

L’attenzione degli appassionati di Miami, in questo “day 1 e mezzo” (si inizia a “tutto tabellone”, ieri sono stati giocati solo 12 incontri, oggi ne vanno in campo 20), in attesa del “big match” della serata tra Naomi Osaka e Serena Williams, si è focalizzata tutta, nella tarda mattinata, sul grandstand, dove ha fatto il suo rientro alle competizioni l’amatissima Bethanie Matteck-Sands. Purtroppo per la statunitense e per i tanti tifosi che la sostenevano, la francese Alizè Cornet si è dimostrata troppo solida, anche facilitata dalle condizioni di gioco non certo rapide qui a Crandon Park. Solo nel secondo set c’è stata vera lotta, ma spesso gli attacchi e le discese a rete di Bethanie sono stati ben contrati dalla difesa e dai passanti di Alizè. In ogni caso, dalla tribuna è sembrata davvero a posto fisicamente, i movimenti erano buoni, non aveva fasciature o altro come prevenzione sul ginocchio. Possiamo quindi sperare che la bruttissima disavventura di cui eravamo stati testimoni nel secondo turno di Wimbledon 2017 contro Sorana Cirstea sia definitivamente archiviabile come un brutto ricordo.

Nel frattempo, sul campo numero 1, un gran bel match tra Ekaterina Makarova e Timea Bacsinszky ha visto la russa prevalere al terzo set, dopo una partita altalenante nel punteggio e a tratti come livello di gioco, ma comunque divertente e condita da punti di pregevolissima fattura come questo. Arriva, purtroppo, la notizia del ritiro per infortunio a un piede di Amanda Anisimova, che tanto bene aveva giocato a Indian Wells. Forfeit che lascia via libera a Garbine Muguruza, al terzo turno senza colpire una pallina. Zarina Dyas, che era stata battuta al primo turno da Serena Williams in California, si è presa una piccola rivincita sul tennis USA eliminando Jennifer Brady in due set molto lottati, quasi due ore di battaglia, e la qualificata cinese Yafan Wang anche lei dopo un match serrato concluso al tie-break decisivo (ma dominato e vinto a zero) ce l’ha fatta contro Marketa Vondrousova.

L’affettatrice numero due della WTA, Monica Niculescu (per deferenza e affetto consideriamo la nostra Roberta Vinci come la numero uno), anche lei qualificata, ha vinto bene contro Yulia Putintseva, mentre Alison Riske, in un inizio di giornata che evidentemente porta bene alle ragazze uscite indenni dai due turni preliminari (tre vittorie, una sconfitta finora), ha avuto la meglio in tre set su Magda Linette. L’unica qualificata a perdere è stata l’inglese Katie Boulter, eliminata dalla quadrumane di Taipei Su-Wei Hsieh.

GLI ALTRI MATCH: LA BUONA STELLA DI OCEANE (Raffaello Esposito)

Lotta serrata e vittoria ben oltre le due ore per Oceane Dodin e Varvara Lepchenko. La lucky loser francese – che si era ritirata dopo un set contro Riske nel turno decisivo delle quali – scappa avanti un set contro la paraguaiana Veronica Cepede Roig, perde il secondo netto al tie break ma conserva fiato e concentrazione per imporsi con un chiaro 6-3. Trama simile sul periferico campo 9 dove Varvara Lepchenko suda le proverbiali sette camicie per estromettere la qualificata Viktorija Golubic, brava a tenere sempre in forse l’esito del match arrendendosi solo al dodicesimo gioco del terzo set.

Vittorie senza troppi patemi negli altri incontri di giornata. Nell’ultimo match allo Stadium la campionessa olimpica Monica Puig replica l’affermazione recente agli AusOpen sconfiggendo una Samantha Stosur che appare ormai in disarmo. Sui campi secondari vanno in scena trame simili, con le ragazze di casa che non riescono nell’en plein. Vincono la qualificata Danielle Collins che strapazza la romena Begu lasciandole la miseria di due giochi e la giovanissima Sofia Kenin – lei pure passata dalle quali – e brava a portare a casa entrambi i set per un’incollatura. È stata scoperta da Kournikova (e un poco anche da noi, modestamente…) ma le auguriamo con tutto il cuore una carriera diversa. Niente da fare invece per le connazionali Brengle e Davis. Madison prosegue nel suo periodo grigio e perde senza quasi lottare contro la ragazzina bielorussa Aryna Sabalenka, opponendo qualche resistenza solo nel secondo set. Destino pressoché identico per Lauren Davis, opposta alla picchiatrice croata Petra Martic che appare estremamente in palla nell’ultimo periodo, come dimostrato pochi giorni fa nel match contro la numero uno del mondo Simona Halep. Petra sorvola il primo set alla grande e chiude con attenzione nel secondo, 6-1 7-5 lo score. Lo stesso punteggio che a parziali invertiti consente alla russa Vikhlyantseva,, sulla rampa di lancio in questo periodo, di prevalere nello scontro fra qualificate sulla svedese Rebecca Peterson. Per concludere, ancora un match fra giocatrici provenienti dal torneo quali in cui Andrea Petkovic pareggia gli scontri diretti – molto indietro nel tempo – con la slovena Polona Hercog infliggendole una dura lezione con tanto di bagel finale.

Risultati:

C. Witthoeft b. T. Maria 6-3 6-4
E. Makarova b. T. Bacsinszky 6-2 2-6 6-4
Z. Diyas b. J. Brady 7-5 7-6(8)
A. Cornet b. [WC] B. Mattek-Sands 6-2 7-5
[Q] A. Riske b. M. Linette 1-6 6-0 6-2
[Q] M. Niculescu b. Y. Putintseva 6-2 6-4
[Q] Y. Wang b. M. Vondrousova 6-2 4-6 7-6(0)
S.W. Hsieh b. [Q] K. Boulter 6-4 7-5
[WC] V. Azarenka b. C. Bellis 6-3 6-0
[LL] O. Dodin b. V. Cepede Royg 6-4 6-7(3) 6-3
[Q] D. Collins b. I.C. Begu 6-1 6-1
N. Osaka b. [WC] S. Williams 6-3 6-2
[Q] N. Vikhlyantseva b. [Q] R. Peterson 7-1 6-5
V. Lepchenko b. [Q] V. Golubic 6-4 5-7 7-5
[Q] A. Petkovic b. [Q] P. Hercog 6-2 6-0
D. Vekic b. C. Giorgi 6-0 7-5
P. Martic b. L. Davis 6-1 7-5
A. Sabalenka b. M. Brengle 6-1 6-4
[Q] S. Kenin b. [Q] S. Voegele 6-4 6-4
M. Puig b. S. Stosur 6-3 6-4

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ATP Queen’s, Berrettini raggiunge la semifinale. Prova di spessore contro Evans

C’è molto equilibrio tra Matteo e il britannico, ma nei punti più pesanti emerge il numero 1 azzurro. Sfida a De Minaur per un posto in finale

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Matteo Berrettini - ATP Queen's 2021 (via Twitter, @QueensTennis)

Terza semifinale della stagione e dodicesima nel circuito ATP per Matteo Berrettini. Sulla pregiata e prestigiosa erba del Queen’s il numero 1 d’Italia (e del main draw) ha battuto due set a zero Daniel Evans, secondo britannico affrontato nel torneo dopo Andy Murray al secondo round.

Il match era molto insidioso per Matteo. Lo stile di gioco di Evans si adatta bene all’erba e col suo rovescio tagliato non ha problemi a gestire il back e le botte di dritto del giocatore romano. Inoltre la partita è iniziata con oltre tre ore di ritardo (e menomale che è cominciata, viste le tetre previsioni) per via della pioggia. In un’ora e 38 di relativo equilibrio il nostro ha dimostrato di essere il migliore in campo, chiudendo 7-6(5) 6-3.

Ora il suo record sull’erba è 16-5, numeri che lo mettono accanto ai principali favoriti per arrivare in fondo anche a Wimbledon. Due anni fa, dopo le grandi settimane di Stoccarda e Halle, riuscì a spingersi fino agli ottavi. Solo Federer lo fermò. Ora ha anche una semifinale Slam sulle spalle e soprattutto, considerando l’infortunio all’addominale che l’ha tenuto fuori a lungo, il suo 2021 è stato di altissimo livello. Delle sei sconfitte subìte, solo due (Bublik ad Antalya e Davidovich a Montecarlo) sono arrivate contro giocatori sotto la sesta posizione mondiale.

 

Gli abbiamo fatto notare questa statistica in conferenza, chiedendogli se effettivamente oggi la situazione sia questa – ovvero che non perde quasi mai le partite che non deve perdere, quando la condizione lo assiste. Matteo è stato molto simpatico – e un po’ scaramantico – nella risposta. “Per fortuna non puoi vederlo, ma intanto mi tocco” ha detto sorridendo. “Però un po’ di verità c’è in quello che hai detto: mi sento molto più convinto e molto più maturo. Anche quel set che ho perso con Bublik a gennaio, sono convinto che se lo rigiocassi dieci volte lo perderei al massimo una volta“.

Ora sfiderà Alex de Minaur per un posto in quella che sarebbe la sua ottava finale in carriera nel circuito ATP, la seconda su erba. L’australiano ha eliminato a sorpresa uno dei giocatori più in forma in circolazione, il campione di Stoccarda Marin Cilic (3-6 6-3 6-4). Ma Berrettini non si sente favorito, pur considerando il gap al servizio tra i due giocatori (oggi Berrettini ha messo a segno 13 ace, l’australiano solo due in tre set). “Chi dice che nel tennis parti 15-0 se servi meglio… non è un tennista professionista!” ha spiegato. “Il servizio non è l’unico fattore sull’erba, e infatti una delle partite più difficili che ho giocato su questa superficie è stata contro Schwartzman, che non ha un gran servizio ma è molto bravo con il colpo subito dopo il servizio“.

Matteo Berrettini – ATP Queen’s 2021 (via Twitter, @QueensTennis) (1)

LA PARTITA – Rispetto al match di secondo turno con Murray e al primo contro Travaglia, Berrettini è riuscito a prendere la rete con più convinzione (ha annullato così due break point nel secondo game), sostenuto da un dritto abbastanza rodato, che nel primo game del match gli ha consentito di portarsi 0-40. Quando Evans nel primo parziale si è ritrovato sotto palla break, ha giocato sempre in maniera perfetta: servizi (anche seconde) a velocità sostenute e attacchi sul lato del rovescio di Matteo. In più c’è anche una bella volée in tuffo sul 2-2 15-40. L’italiano non ha trasformato nemmeno una delle otto palle break guadagnate tra primo e quinto game.

È stato il tie-break a decidere il vincitore del primo set. Tie-break non giocato al meglio dal britannico, che è partito bene con un passante di dritto (2-0) e ha cambiato campo avanti 4-2, ma un doppio fallo con la seconda atterrata fuori dal corridoio ha rimesso in gioco Matteo, molto bravo anche in quest’occasione ad appiccicarsi alla rete dopo l’attacco (nonostante non abbia messo in campo la prima) e raccogliere il punto. Ancora più apprezzabile il punto che gli ha dato il set, sul 6-5, tutto giocato in spinta col dritto.

Penso di aver giocato una buona partita“, ha commentato Evans a caldo. “Ovviamente nel primo set mi sono messo nella posizione di vincere il set ma non ci sono riuscito; that’s life, lui è un giocatore di classe e ti punisce se sbagli. Credo comunque di aver giocato del buon tennis questa settimana”.

Berrettini nel secondo set ha migliorato le statistiche al servizio (7 ace, di cui 4 in un unico game sull’1-1, e 70% di prime in campo). L’unico spavento ha dovuto gestirlo sul 2-2, nel game di servizio successivo a quello “perfetto”: con un doppio fallo ha mandato Evans a palla break, ma ha dimostrato di non avere grossi problemi a gestire il rovescio in back basso del suo avversario, girando intorno alla palla per piazzare il dritto d’attacco e restare in vantaggio. Ha poi messo pressione a Evans nell’ottavo game (grande attacco col dritto in “chop”) e il britannico ha risposto con tre errori non forzati. Dopo aver piazzato il primo break del match, Matteo ha recuperato da 15-30 nel suo turno (fortunata volée per pareggiare i conti, solo baciata e non respinta dal nastro) per prendersi un’altra convincente vittoria.

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ATP Queen’s: Murray cede in due set alla potenza di Berrettini. Matteo ai quarti

Si chiude con un doppio 6-3 il match più atteso di giornata: prova convincente per l’azzurro contro il 5 volte campione del torneo

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Matteo Berrettini - ATP Queen's 2021 (via Twitter, @QueensTennis)

Ci si aspettava un Matteo Berrettini molto competitivo su erba, sulla falsariga di ciò che si è visto nel 2019 (ultimo anno in cui si è giocato sul verde) e avendo ammirato i match di Matteo all’ultimo Roland Garros, dove si è fermato solo contro Djokovic in quarti. Matteo è in ottima forma e lo sta dimostrando all’ATP 500 del Queen’s, dove è l’unico azzurro ancora in gara. Giocherà nei quarti di finale, dopo aver estromesso dal torneo Andy Murray che al Queen’s ha vinto cinque volte. 6-3 6-3 il punteggio finale.

Non è facile andare in campo quando vieni da tre anni in cui hai giocato così poco“, ha raccontato Andy in conferenza stampa. “Soprattutto quando sei sull’erba e affronti un avversario che serve così“. Interrogato proprio su Berrettini, e sulle sue chance di competere per il titolo in uno Slam e in particolar modo a WImbledon, Andy è stato come sempre molto sincero e ha predicato cautela. “Non saprei. Bisogna vedere come si comporta contro avversari di alto livello, perché oggi io non ho giocato così bene. Sicuramente ha nel servizio e nel dritto due grosse armi, ma dipenderà dal suo rendimento in risposta” lasciando intendere come ci sia ancora un po’ di gap tra la risposta di Berrettini e quella dei ‘top-top’, come li ha chiamati Murray. Un feedback che viene da un bi-campione di Wimbledon è da considerarsi a prescindere assai prezioso per chi abita ormai stabilmente la top 10.

Mi fa piacere che si pensi una cosa dal genere di me“, ha risposto Berrettini in riferimento alla sua candidatura per la vittoria di Wimbledon. “Sono d’accordo con lui, una delle cose tecniche che devo migliorare è la risposta, soprattutto su una superficie così veloce su cui è difficile avere chance. Credo comunque di star migliorando torneo dopo torneo, perché più si risponde ai migliori servizi del circuito e più si migliora. Ovviamente non sarò mai il Novak o l’Andy di turno, perché ho armi diverse; poi per vincere uno Slam non lo so, credo che ci siano anche altre cose. Ma ormai nella mia testa ormai sono quelli gli obiettivi“.

 

LA PARTITA – Berrettini ha giocato un match leggermente superiore rispetto a quello vinto contro Stefano Travaglia all’esordio: 28 colpi vincenti a fronte di 14 errori non forzati. Il fondamentale che non ha avuto bisogno di alcun rodaggio è stato il servizio: l’ha aiutato a tirarsi fuori dal 15-40 nel secondo game della partita, servendo sempre attorno alle 140 miglia orarie (circa 225 km/h). Murray ha ancora evidenti difficoltà a spingere il dritto e questa insicurezza dal lato destro ha permesso a Matteo di portarsi avanti di un break sul 2-2, dopo un game molto solido in risposta da parte sua. Il due volte campione dei Championship è apparso anche un po’ scoraggiato dopo il break subito e ha ceduto il servizio una seconda volta, consapevole di non riuscire a far male a Matteo in nessun modo dal lato destro.

Se nel primo set c’è stata una piccola mano da parte di Murray nel game in cui Berrettini ha spezzato l’equilibrio, nel secondo l’azzurro ha giocato il miglior game della partita per prendersi il vantaggio, pescando un paio di tocchi di gran livello dal lato del rovescio. Rimandati invece i colpi al volo, sui quali Matteo sta lavorando e potrebbero rivelarsi un fattore fondamentale per Wimbledon. Questo lo sa bene anche lo stesso Berrettini, come ha confermato in conferenza stampa dopo aver battuto Travaglia al primo turno: ha detto di essere consapevole che più si alzerà il livello dell’avversario e più i passanti arriveranno veloci. Per questo sta provando a buttarsi di più a rete. Il secondo set è comunque filato via abbastanza liscio (Murray con grande cuore ha anche salvato due palle del 5-1, punteggio fin troppo severo però): solo 3 punti persi con la prima in campo per Berrettini nel secondo, 6 in tutto il match, più un dritto che ha preso velocità e ritmo col passare dei game.

Al prossimo round dovrà affrontare un altro giocatore del Regno Unito, Dan Evans, che nel primo match di giornata ha vinto un match complicato contro Adrian Mannarino: il francese ha avuto tre set point nel secondo set, di cui uno nel tie-break, vinto 9 punti a 7 da un Evans grintoso. Non ci sono precedenti tra il britannico e Matteo. “Si adatta benissimo alla superficie, usa bene lo slice, viene a rete ed è veloce; è un signor giocatore sull’erba” ha detto Matteo di Evans, “ma credo di avere le armi per metterlo in difficoltà. La partita di oggi ha confermato che qui il servizio è la cosa più importante, perché spesso non si entra nello scambio“.

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ATP

ATP 500 Queen’s: Draper continua a stupire, Fognini si deve inchinare a Cilic

Il giovane britannico Jack Draper si impone su Bublik in due tiebreak per dare vita al derby britannico con Norrie, Fognini non riesce a scalfire la grande forma di Cilic

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Jack Draper - Queen's 2021

Nella prima giornata riservata agli ottavi di finale del Queen’s è buona la seconda per Alex De Minaur, che supera senza problemi in due set il suo connazionale John Millman. Demon aveva stentato all’esordio contro un giocatore poco avvezzo all’erba come Laszlo Djere, con cui aveva dovuto rimontare un set. Oggi la vittoria è stata molto più netta, con Millman in grande difficoltà in risposta per larghi tratti (15 punti vinti in tutta la partita). Il numero 22 del mondo ha potuto concentrare tutte le sue energie sul servizio avversario, che ha chiuso con una pessima prestazione soprattutto con la prima (45%) e cinque break totali subiti. Il tennista australiano sfiderà nei quarti del torneo londinese Marin Cilic, che ha battuto in due set Fabio Fognini.

Il tennista ligure diventa così la quarta testa italiana a cadere questa settimana al Queen’s, dopo quelle di Travaglia, Sinner e Sonego. Il suo avversario comunque non era certamente dei più facili, Marin Cilic reduce dal successo di Stoccarda e due volte campione del torneo londinese. Come da pronostico è il servizio di Cilic a fare da padrone, e il tennista italiano deve soffrire molto di più sui suoi turni di battuta. Nonostante le premesse è Fognini il primo ad avere palla break, ma Cilic fa buona guardia con un servizio vincente. L’occasione mancata scombussola Fabio, che subisce il break a zero nel turno di battuta immediatamente successivo. Il set sostanzialmente si chiude qui, con Cilic praticamente intoccabile al servizio e che chiude il primo set con ben undici ace.

Il secondo set inizia meglio per Fabio, che riesce a mettere molta più pressione a Cilic in risposta. Il croato, che già ha dimostrato negli ultimi anni di andare a fasi alterne, incappa in un pessimo game al servizio e cede la battuta per la prima volta già nel secondo game. Fognini ora sembra soffrire molto meno al servizio ma il ritorno di Cilic è dietro l’angolo. L’ex finalista di Wimbledon alza notevolmente i giri del motore e trova delle grandi risposte che gli valgono il break e il rientro definitivo nel set.

 

I due trascinano la contesa fino al tie-break ma non senza rischi per il tennista croato, che deve salvare con un ace un pericolosissimo set point sul 6-5 Fognini. La storia cambia radicalmente nel “gioco decisivo”. Il tennista italiano è il primo ad andare sotto e regala due match point a Cilic con un doppio fallo. Se sul primo Fabio annulla coraggiosamente con un gran dritto va meno bene nel secondo, con Cilic che aiutato dal servizio chiude e si regala i quarti al Queen’s per l’ottava volta in carriera.

Sorprende relativamente la sconfitta di Aslan Karatsev contro Cameron Norrie. Il tennista britannico ha fatto valere la maggiore esperienza sulla superficie rispetto al suo avversario. Questa era infatti la settima partita in carriera sull’erba per il tennista russo, che già aveva sofferto al primo turno contro il cileno Tabilo. Norrie ha avuto un momento di calo solamente a metà del primo set, quando ha ceduto la battuta per l’unica volta nel match poco dopo aver breakkato Karatsev con uno splendido game di risposta. Solo un incidente di percorso, visto il resto della prestazione. Il tennista britannico ha infilato un parziale di dieci game a quattro che ha messo in ghiaccio la partita e lo proietta verso un derby casalingo estremamente interessante con Jack Draper.

Il 19enne londinese, che ha battuto Sinner al primo turno, ha superato in due tie-break il molto più quotato Alexander Bublik. In un primo set dominato dai servizi nessuno dei due ha offerto palle break, e al tie-break il giovanissimo tennista britannico si è dimostrato più pronto e solido. Nonostante un doppio svantaggio di un mini-break, Draper è riuscito a rimontare trovando un parziale decisivo di tre punti dal 4-5.

Il momento positivo è continuato nel secondo set e Draper ha sperato questa volta di evitare il tredicesimo gioco portandosi in vantaggio di un break, ma l’inesperienza si è fatta sentire al momento di servire per il match. Bublik ne ha approfittato ed è andato addirittura vicino a portare la partita al terzo set, fallendo un set point quando Draper è andato a servire per il tie-break. In buona sostanza la partita di Bublik è finita su quella occasione mancata, poiché nel tie-break sono stati vinti tutti dal padrone di casa. L’ex finalista di Wimbledon juniores si aggiudica così la seconda vittoria in carriera in tre partite a livello ATP e fa un balzo vertiginoso nella classifica mondiale; al momento sarebbe n.250 del mondo. Draper diventa anche il più giovane britannico della storia del torneo (in Era Open) a qualificarsi per i quarti di finale.

[4] A. De Minaur b. J. Millman 6-1 6-3
C. Norrie b. [5] A. Karatsev 7-5 6-2
[WC] J. Draper b. A. Bublik 7-6(5) 7-6(0)
M. Cilic b. [8] F. Fognini 6-3 7-6(4)

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