Miami: bene i giovani, brilla Shapo. Fognini controlla, ora Kyrgios

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Miami: bene i giovani, brilla Shapo. Fognini controlla, ora Kyrgios

MIAMI – Giornata felice per i ragazzi: Zverev e Coric faticano ma passano. Il neo 18enne Kuhn non impensierisce Fognini (sfiderà Kyrgios). Vincono anche Tiafoe e Khachanov

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[15] F. Fognini b. [WC] N. Kuhn 6-2 6-4 (da Miami, Luca Baldissera)

La curiosità maggiore del quarto match in programma sul campo 2 di Crandon Park era vedere all’opera Nicola Kuhn, il diciottenne nato in Austria, attualmente 211 ATP, trasferitosi in Spagna, wild card qui a Miami, e capace di onorarla vincendo il primo turno (prima vittoria nel ciscuito maggiore) contro Darian King. Come da pronostico magari solo con qualche incertezza nel secondo set, più per distrazione che per altro, il nostro Fabio Fognini non ha avuto il minimo problema a superare il giovane iberico d’adozione.

Non gioca affatto male, Nicola, non sembra uno cresciuto tennisticamente in spagna: serve bene, spinge sia di dritto che di rovescio, ha forse una mano ancora ruvida quando si tratta di gestire variazioni e volée, ma nel complesso potrà diventare un buonissimo giocatore da cemento, a mio avviso. E anche da terra rossa, perchè no. Fabio però è due categorie superiore a dire poco, e semplicemente fa e disfa a suo piacimento. Quando l’azzurro accelera, non c’è niente da fare per l’avversario, le uniche difficoltà se le crea Fognini da solo con qualche errore evitabile. Due break decidono il primo set, nel secondo, forse per un calo di concentrazione anche comprensibile visto il controllo palesato sul match fino a questo momento, Fabio perde un po’ di ritmo nei game di servizio, infilandosi in una girandola di break fatti e subìti (3 fatti, 2 concessi), lasciando un po’ troppo spazio a Kuhn, che ci prova come è giusto che sia. Fabio, in ogni caso, chiude al decimo game il secondo parziale e il match, è stato un buon ingresso nel torneo per lui, attende ora il vincente tra Nick Kyrgios e Dusan Lajovic. Nicola ha fatto buona impressione, attendiamo di vedere se e quanto potrà crescere di livello, Fognini può essere soddisfatto per una vittoria mai in discussione.

 

[4] A. Zverev b. D. Medvedev 6-4 1-6 7-6(5) (Michele Trabace)

Pericolo scampato. Potrebbe essere questo il titolo che riassume la vittoria da parte di Alexander Zverev, numero 4 del seeding, nei confronti di Daniil Medvedev, numero 52 ATP, in quello che era il terzo scontro diretto tra i due e altrettante vittorie del tedesco (ultimo confronto andato in scena nel 2017 a Washington). Se a Indian Wells Zverev era inciampato all’esordio in una sconfitta, la prestazione odierna non si è distaccata molto da quella andata in scena in California: spesso troppo passivo e troppo dietro la linea di fondo, oltre ad essere non completamente concentrato su quello che avveniva in campo; Sascha è riuscito a venire a capo della questione solo grazie alla grinta che gli ha permesso di rimanere a galla, ma che non può bastare per essere competitivi ad alti livelli se si vuole arrivare in fondo nei tornei che più contano. Sicuramente la querelle dovuta alla fine del rapporto professionale con Ferrero, con annesse accuse e pronta risposta, non sta aiutando l’ultimo vincitore al Foto Italico, il quale non sembra essere in fiducia e soprattutto a suo agio in campo.

Il primo set parte all’insegna dell’equilibrio, entrambi sembrano poter controllare agevolmente il proprio turno di battuta, fino a quando Medvedev riesce a strappare il servizio all’avversario portandosi avanti 4-2. Sascha capisce di dover interpretare il gioco in un altro modo e, benché manifesti un certo nervosismo, riesce con una reazione rabbiosa a ribaltare l’andamento delle operazioni, portandosi sul 5-4 col servizio a disposizione: il nativo di Amburgo ripiomba nei consueti alti e bassi, annullando 4 break point e vanificando 2 set point, riuscendo al terzo disponibile finalmente ad incamerare la prima partita per 6-4. L’aver ottenuto il primo parziale non rasserena il numero 5 del mondo, che disputa una seconda frazione scellerata, sparendo dal campo e consentendo a Medvedev di stravincere il secondo set per 6-1. Si va al terzo. I due protagonisti ora si affrontano in una battaglia di nervi, nessuno dei due riesce a prevalere sull’altro ed entrambi tengono la battuta fino a raggiungere il decisivo tie-break: inizio con tanta paura di perdere e si gira sul 3 pari, ma il primo a procurarsi un vantaggio è proprio Zverev che arriva sul 6-5 ed al primo match point riesce a porre fine alle ostilità, esultando con le braccia al cielo. Il prossimo ostacolo per lui sarà David Ferrer.

D. Shapovalov b. [24] D. Dzumhur 6-1 7-5 (Manuel Calcaterra)

Vuole lasciare il segno il giovanissimo e talentuoso Denis Shapovalov, attuale numero 46 del mondo, per l’ultima occasione di giocare il torneo Master 1000 di Miami sui campi di Key Biscane. Se escludiamo, infatti, una breve parentesi nel secondo set, è un match di secondo turno senza storia quello vinto dal tennista classe ’99, nato in Israele da genitori russi, ma con passaporto canadese, e il bosniaco numero 30 del ranking, Damir Dzumhur, al loro primo scontro diretto. Pur presentandosi sulla carta come sfavorito, almeno per quanto definito dalla classifica ATP, il divario tra il canadese e il suo avversario è netto in termini sia di talento sia di variazione dei colpi, e il canadese mette in mostra tutta la sua classe in un primo set vinto nettamente per sei giochi a uno in meno di mezz’ora; set in cui Shapovalov porta a casa “a zero” 3 dei suoi turni di battuta su 4.Nel secondo parziale ci sarebbe poco di più da raccontare se fosse per lo sprizzo di orgoglio del giocatore di Sarajevo Dzumhur che, approfittando anche di un calo di concentrazione del giovane canadese, con qualche colpo miracoloso dettato più dalla frustrazione di una partita giocata a rincorrere che non dal talento tennistico, recupera per ben due volte un break di svantaggio, ma è costretto alla resa definitiva nel dodicesimo game, con Shapovalov che chiude i conti alla prima occasione utile sul punteggio finale di 6-1 7-5. Al terzo turno attende il vincente del match tra la testa di serie n. 11 Sam Querrey e Radu Albot.

[17] N. Kyrgios b. D. Lajovic 6-4 6-1 (Raffaello Esposito)

Prima dell’inizio il direttore del torneo James Blake guida una commemorazione della strage avvenuta nel giorno di San Valentino alla Marjory Stoneman Douglas Hig School. In maglietta gialla con la scritta MSD STRONG i giocatori ascoltano The Star-Spangled Banner mentre sullo schermo scorrono immagini di ex alunni che recitano il motto della scuola. “Be positive, Be passionate, Be proud to be an eagle”. Ci proviamo anche noi. Sul campo dello Stadium sono ancora visibili le tracce del terremoto che un paio d’ore prima ha sbalzato Federer dal trono quando Nick Kyrgios (20 ATP) entra in campo e batte Dusan Lajovic (108 ATP). L’australiano dopo lo scorso turno di Davis (… l’ultima per come ce la ricordiamo?) era svanito dai radar causa guai al gomito e nei primi momenti del match lo scioglie in continuazione. Un dritto infuocato e una seconda tirata intorno ai 208 kmh sembrano dire che tutto va bene. Si va a velocità supersonica, i giochi durano intorno al minuto e i due vengono pure ripresi da Lahyani perché si alzano dalle pause prima del tempo. E per rimanere in tema il primo set termina in un attimo quando Kyrgios sfrutta un momento di incertezza del serbo per andare a doppia palla break con gran risposta anticipata lungolinea e prendersi il 6-4 poco dopo con una irridente smorzata al volo. Vinto così il parziale Nick distrugge psicologicamente Lajovic nel primo game in risposta del secondo. Sembra disinteressato, ribatte a un metro dalla riga di servizio e a un certo punto gioca un tweener inoffensivo in palleggio sul quale l’altro non trova di meglio che sbagliare. Il serbo perde quel turno e, completamente in confusione, non centra più il campo per qualche minuto, quanto basta per precipitare 0-4. E con la sparuta manciata di punti che ha racimolato in risposta Lajovic conosce già il suo destino. Al prossimo turno l’australiano sarà affar nostro perché a rispondere alle sue bombe di servizio sarà Fabio Fognini. Nessun precedente ma tanta attesa per un incontro che si preannuncia elettrico.

GLI ALTRI INCONTRI

Borna Coric torna in campo, dopo essere stato a un passo dallo sconfiggere Roger Federer in semifinale a Indian Wells, e vince in rimonta una partita infinita contro l’argentino Leonardo Mayer. Il giovane tennista croato, testa di serie n. 29 del torneo, fatica infatti non poco ad aver la meglio su Mayer. Il sudamericano si trova a condurre un set a zero dopo essersi aggiudicato un tie-break giocato sul filo dell’equilibrio. L’inerzia del match cambia, però, a partire dal secondo parziale: Coric riesce finalmente a imporre il proprio ritmo e a conquistare il passaggio del turno dopo quasi tre ore di battaglia. Sul campo numero 1 va in scena un avvincente sconto tra due promesse del tennis: il britannico Kyle Edmund, numero 12 del tabellone, e il padrone di casa, Frances TiafoeLo statunitense, classe 1998, si è aggiudicato il primo titolo in carriera un mesetto orsono a Delray Beach. Per la gioia del pubblico che gremisci gli spalti, Frances conferma l’ottimo stato di forma conquistando al terzo set la vittoria e il conseguente passaggio del turno. L’epilogo della partita, ovvero il tiebreak vinto da Tiafoe con il punteggio di 7-5, è la degna conclusione di un confronto interessante tra il potente dritto del giovane statunitense e quello dall’impugnatura atipica di Kyle. Tiafoe, malgrado qualche errore di troppo, dimostra più grinta nei momenti caldi. Edmund, al contrario, si scioglie quando sul 5-4 in suo favore va a servire per il match. Ora ad attendere Frances un veterano del circuito: Tomas Berdych, testa di serie n. 10, che ha confermato i favori del pronostico, vincendo, senza troppi affanni, la sfida contro il giapponese Yoshihito Nishioka.

Un altro “habitué” dell’ATP World Tour, David Ferrer, si sbarazza con un 6-2 periodico di Evgeny Donskoy, nato a Mosca nel 1990. David, apparso particolarmente rilassato e sorridente sia nel corso dell’incontro che al termine dello stesso, ha messo in campo una prestazione solida e convincente. A tenere alto il nome del tennis russo ci pensa, però, Karen Khachanov che, pur faticando, vince con il punteggio di 7-5, 6-3 la partita contro il rumeno Marius Copil. Sul campo numero due è Fernando Verdasco, testa di serie numero 31, ad avere la meglio su Guillermo Garcia Lopez. La partita, non particolarmente emozionante, fatica ad entrare nel vivo. Fernando, forse non al meglio fisicamente, appare fin dai primi scambi particolarmente contrariato. Garcia Lopez ne approfitta portandosi in vantaggio di un set. Uno sciagurato turno in battuta di Guillermo in avvio di secondo parziale concede però il game a Verdasco. Il break regala a Fernando un’iniezione di fiducia e cambia irrimediabilmente il corso dell’intero incontro: nel secondo e terzo set infatti Verdasco conquista 12 giochi a fronte dei due dell’avversario (Guillermo chiama anche un medical time-out per un sospetto attacco allergico), e si regala, al prossimo turno, la sfida con Thanasi Kokkinakis, giustiziere di sua maestà Roger Federer. Lo statunitense Sam Querrey fatica solamente nel primo set, conquistato al tie-break, prima di aver ragione del moldavo Radu Albot e volare al terzo turno dove ad attenderlo trova Denis Shapovalov.

Risultati:

[4] A. Zverev b. D. Medvedev 6-4 1-6 7-6(5)
[29] B. Coric b. L. Mayer 6-7(5) 6-3 6-4
D. Shapovalov b. [24] D. Dzumhur 6-1 7-5
[28] D. Ferrer b. E. Donskoy 6-2 6-2
F. Tiafoe b. [21] K. Edmund 7-6(4) 4-6 7-6(5)
[32] K. Khachanov b. M. Copil 7-5 6-3
[10] T. Berdych b. [PR] Y. Nishioka 6-1 6-4
[31] F. Verdasco b. G. Garcia-Lopez 4-6 6-0 6-2
[11] S. Querrey b. R. Albot 7-6(4) 6-1
[Q] T. Kokkinakis b. [1] R. Federer 3-6 6-3 7-6(4)
[16] P. Carreno Busta b. D. Istomin 6-1 6-0
[15] F. Fognini b. [WC] N. Kuhn 6-2 6-4
[6] K. Anderson b. N. Basilashvili 6-4 6-3
S. Johnson b. [18] A. Mannarino 6-3 6-3
[8] J. Sock b. [Q] Y. Bhambri 6-3 7-6(3)
[17] N. Kyrgios b. D. Lajovic 6-4 6-1

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Kokkinakis toglie il n.1 a Federer, tie-break ancora fatale. Tornerà in campo sull’erba

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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