Verso Italia-Francia, la sfida del '77: vendetta compiuta, Italia in finale

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Verso Italia-Francia, la sfida del ’77: vendetta compiuta, Italia in finale

Da campioni in carica battiamo i transalpini nella semifinale del 1977 e andiamo in finale dove affronteremo l’Australia. Panatta e Barazzutti sudano sette camicie ma superano Dominguez e Jauffret. Sulle tribune uno scatenato Serafino trascina i tifosi

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L'Italia della Coppa Davis 1976 contro il Cile

Verso Italia-Francia, la sfida del ’75: disastro Panatta, via Gardini

Continuiamo la nostra marcia di avvicinamento alla sfida valevole per i quarti di finale di Coppa Davis tra Italia e Francia che si terrà a Genova nel primo week-end di aprile (6-8). Dopo aver rivisitato il match tra le due nazionali del 1975 giocato al Roland Garros e perso dagli azzurri, passiamo a quello del 1977 che si giocò invece al Foro Italico. Come al solito partiremo dagli avvenimenti che contraddistinsero a livello sociale quell’anno per poi passare allo sport e di conseguenza al tennis.

 

Il 19 gennaio del 1977 a Miami cade per la prima e unica volta nella storia la neve. Il giorno dopo viene ufficialmente proclamato presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, noto imprenditore (produttore di arachidi). Sarà premio Nobel per la pace nel 2002. A marzo esce nelle sale il primo episodio della saga Guerre Stellari, mentre ad agosto muore Elvis Presley, oramai divorato dagli effetti devastanti di droghe e barbiturici. Viene trovato morto nel bagno della sua dimora a Graceland. Nel marzo del 1977 avviene il più grave disastro aereo dell’aviazione civile. Due aerei in procinto di decollare all’aeroporto di Tenerife, un Boeing della KLM ed uno della Pan Am, si scontrano sulla piccola pista spagnola dove erano atterrati per caso, visto che l’aeroporto di Las Palmas era chiuso per un attentato avvenuto poche ore prima. Tutti i presenti sul volo della KLM e buona parte di quelli della Pan Am moriranno nell’incidente, alla fine saranno ben 583 le vittime, una vera e propria tragedia. A settembre a Marsiglia verrà utilizzata per l’ultima volta la ghigliottina.

Nel nostro paese dilagano sempre gli scontri sociali e gli scontri in piazza e i conseguenti disordini tra forze dell’ordine e manifestanti sono all’ordine del giorno. Visto il perpetrarsi degli stessi il Ministro dell’Interno Francesco Cossiga si vede costretto a mandare addirittura i carri armati a Bologna dove nel mese di marzo gli scontri proseguono per tre giorni di fila. Dopo l’uccisione in aprile a Roma a seguito di altri incidenti dell’agente Passamonti, lo stesso Cossiga vieta manifestazioni pubbliche fino al 31 maggio. I radicali manifestano lo stesso il 22 maggio per celebrare l’anniversario della legge sull’aborto, nei nuovi disordini viene uccisa la studentessa Giorgiana Masi, allora compagna di classe di Federica Sciarelli (oggi conduttrice della trasmissione Chi l’ha visto). Scoppia lo scandalo Lockeed, i radicali chiedono le dimissioni del presidente Leone. La Rai inizia le trasmissioni a colori in via definitiva, cessa Carosello e gli spot prendono il format che ancora adesso è in vigore in televisione. Nel 1977 Enzo Tortora inaugura un nuovo programma, Portobello. Vengono abolite alcune festività (che oggi chiamiamo soppresse), Epifania e Festa della Repubblica saranno poi reintrodotte più avanti negli anni. Vengono arrestati il gangster Turatello a Milano ed il bandito Renato Vallanzasca. Mistero Buffo di Dario Fo viene trasmesso in televisione, la Santa Sede ne chiede subito la sospensione insieme alla DC ma senza successo. Il Festival di Sanremo, presentato da Mike Bongiorno (sempre lui) e Maria Giovanna Elmi, viene vinto dagli Homo Sapiens con la canzone “Bella da Morire”. Il singolo più venduto in Italia è “Amarsi un po'” di Lucio Battisti.

Il campionato di calcio è vinto dalla Juve dopo un incredibile testa a testa con il Torino campione in carica. I bianconeri chiudono in testa con 51 punti (sui 60 disponibili), il Torino si ferma a 50. A gennaio muore al termine di uno stupido scherzo il centrocampista della Lazio Luciano Re Cecconi. Entrato in una gioielleria di un conoscente si finge un rapitore, il proprietario non lo riconosce e spara, Re Cecconi muore sul colpo. La Juventus vince anche il suo primo trofeo europeo battendo nella finale di Coppa Uefa l’Athletic Bilbao. La Coppa del mondo di sci viene vinta per la seconda volta consecutiva da Ingemar Stenmark, Niki Lauda dopo la beffa del 1976 vince il mondiale piloti con la Ferrari che si aggiudica per il terzo anno di fila quello costruttori. Francesco Moser si laurea campione del mondo vincendo la competizione in linea a San Cristobal in Venezuela. Batte allo sprint il compagno di fuga tedesco Dietrich Thurau, che poi diventerà suo fedele compagno in molte “Sei Giorni”, terzo finisce Franco Bitossi, beffato nel ’72 allo sprint dal compagno Marino Basso. La Mobil Girgi Varese di Bob Morse e Dino Meneghin vince il campionato di basket battendo in finale la Sinudyne Bologna, ma la grossa impresa la fa la nostra nazionale agli Europei in Belgio. Per la prima volta nella nostra storia battiamo la Russia (95-87), gli azzurri poi chiuderanno quarti. Nella pallanuoto vince la Canottieri Napoli che precede di tre punti il Recco.

Il nostro tennis stava vivendo il suo periodo d’oro. Nel 1976 Adriano Panatta aveva vinto Roma ed il Roland Garros, l’Italia aveva vinto la Coppa Davis, insomma eravamo tra i migliori al mondo. Anche il 1977 ci aveva regalato non poche soddisfazioni. Adriano era caduto ai quarti sia a Roma che a Parigi, ma aveva vinto Houston battendo nell’ordine Connors, Rosewall, Dibbs e Gerulaitis. Molto meglio quell’anno Barazzutti, del quale oltre la famosa semifinale agli US Open persa con Connors vanno ricordate le vittorie a Charlotte, Bastad (6-3 6-0 a Panatta in semifinale) e Parigi indoor (in 5 set su Brian Gottfried). Panatta e Bertolucci sono sempre una validissima coppia, Zugarelli è sempre sulla breccia, proprio nel 1977 gioca la finale al Foro Italico dove soccombe solo dopo 4 set combattuti a Vitas Gerulaitis.

In Coppa Davis siamo i campioni in carica e iniziamo la difesa del titolo in trasferta giocando e vincendo agevolmente contro la Svezia priva di Borg (4-1). Nella finale europea altra trasferta a Barcellona contro la Spagna di Orantes e Higueras. Quest’ultimo sorprende Barazzutti, ma Panatta supera in 4 set un Orantes malconcio che si sta riprendendo da un infortunio patito ad inizio stagione. Il doppio è nostro e Barazzutti chiude la contesa superando senza problemi Orantes. L’ultimo singolare della sfida regala però uno spettacolo indecoroso. A punteggio acquisito Pietrangeli vorrebbe far giocare Zugarelli che però aveva lasciato borsone e racchette in albergo, tocca a Panatta che proprio tanta voglia non ha. Gli spagnoli schierano lo sconosciuto Soler, il pubblico sugli spalti è stato molto indisciplinato nella tre giorni insultando e inveendo contro i nostri a menadito. Nonostante il risultato acquisito la musica non cambia nemmeno sul 3-1 per l’Italia. Panatta si innervosisce e lascia andare via facile il match al suo avversario, 6-1 6-0 in meno di 40 minuti. In campo vola di tutto, mentre Adriano rientra negli spogliatoi la gente gli sputa addosso e gli strappa le racchette di mano, l’azzurro non ci vede di più e si butta tra la folla tirando pugni a destra e a manca. Arriva Pietrangeli e cerca di riportare la calma, Guido Oddo dalla cabina Rai prova a mantenere un certo aplomb: “Vediamo Panatta impegnato in una discussione con dei tifosi”. Negli spogliatoi arriva un signore distinto che non si qualifica e riprende tutta la squadra (che nel frattempo stava cercando di calmare Panatta), Zugarelli lo lascia parlare e poi dopo la ramanzina sbotta: “Ma chi c…. è questo?”. Il signore se ne va inviperito e uscendo incrocia Pietrangeli che fa: “Buonasera Console…”.

Siamo in semifinale, ci tocca di nuovo la Francia ma stavolta si gioca al Foro Italico. I francesi oppongono i soliti due, Francois Jauffret e Patrice Dominguez, c’è da vendicare l’inopinata sconfitta di due anni prima al Roland Garros. Sugli spalti il pubblico si fa sentire e come, aizzata da un signore enorme che da un po’ di anni accompagna le nostre squadre nazionali in giro per il mondo nei vari sport. Si chiama Giuseppe Serafini, ma per tutti è Serafino. Praticamente fa di professione il tifoso, sostiene le squadre italiane (dal basket al calcio) e le varie nazionali tra cui l’Italia di Davis. Il suo compito è quello di trascinare i tifosi. A volte però i suoi comportamenti superano la decenza e creano dei problemi. Era già successo a Barcellona contro la Spagna ed ai giornalisti che si lamentavano con Galgani della sua presenza il nostro presidente rispose:” Io no gli do una lira ma non posso vietargli l’acquisto del biglietto per seguire i nostri o ritirargli il passaporto. Certo la sua presenza ci crea non pochi problemi”. Al Foro Italico è di casa ma durante il primo singolare tra Panatta e Dominguez esagera, arrivano i carabinieri e lo portano via con il pubblico che lo incita ritmando il suo nome. Si ripeterà nel 1979 in finale contro gli USA, entrando in campo e regalando in mondovisione un simpatico siparietto con McEnroe. Nel frattempo sul campo è battaglia vera, Dominguez non molla una palla ma Adriano stavolta la spunta in 5 set.

Scendono in campo Barazzutti e Jauffret, il francese si dimostra il solito osso duro. Va avanti due set a uno, Galeazzi in Tv sembra preoccupato: “Questo Jauffret continua a saltellare come un grillo dopo due ore, Barazzutti si deve dare una mossa”. Corrado lo sta a sentire, vince il quarto set poi il match viene sospeso per oscurità. Si riprende il sabato mattina, Jauffret scende in campo scarico, Barazzutti lo travolge, 6-1 e quindi 2-0 Italia. Dopo un paio di ore c’è il doppio, Jauffret accusa il colpo e non supporta al meglio Dominguez, i francesi impegnano Panatta e Bertolucci che però alla fine prevalgono in 4 set. Il capitano francese Darmon dopo il doppio dichiara: “Abbiamo preparato al meglio questa sfida saltando tutti i tornei dell’ultimo periodo, se abbiamo perso è solo perché l’Italia è stata più forte, nulla da recriminare”. Vendicata la sconfitta di due anni prima i nostri approdano alla seconda finale consecutiva, andranno in Australia e sarà purtroppo una sconfitta (con annessa destituzione di Pietrangeli i cui modi non andavano più giù ai componenti della squadra), ma questa è un’altra storia. Ecco i dettagli della sfida del 1977:

14-16 settembre 1977, Roma, clay, outdoor, Semifinale
ITALIA-FRANCIA 4-1

Panatta-Dominguez 6-4 4-6 6-4 3-6 6-3
Barazzutti-Jauffret 6-4 2-6 2-6 6-2 6-1
Bertolucci/Panatta-Dominguez/Jauffret 6-1 3-6 9-7 6-1
Panatta-Jauffret 6-2 6-1
Dominguez-Barazzutti 6-2 0-6 8-6

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L’aria di Bergamo fa bene a Napolitano

L’azzurro torna a Bergamo e ritrova ottime sensazioni. Lo scorso anno fu finalista (sconfitto da Berrettini). Agli ottavi sfiderà Donskoy, numero 1 del tabellone

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Stefano Napolitano - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

Non c’è dubbio che il Greenset di Bergamo sia perfetto per il tennis di Stefano Napolitano. 359 giorni dopo la finale dell’anno scorso, in cui impegnò fino all’ultimo Matteo Berrettini, il ragazzo di Biella è tornato al Pala Agnelli. Non sono stati dodici mesi facili, al punto che la classifica è rimasta sostanzialmente invariata (allora era n.207 ATP, oggi è 196), ma il feeling è rimasto. Reduce da una campagna australiana appena sufficiente, aveva bisogno di un risultato positivo per ritrovare ottimismo. Missione compiuta: il 6-3 6-4 contro il turco Cem Ilkel è filato via liscio, senza particolari squilli. Stefano (accompagnato a Bergamo da papà Cosimo) ha giocato con attenzione e non ha corso rischi. Ilkel è un giocatore senza particolari punti deboli, ma anche senza grandi squilli.

In particolare, la sua “velocità di crociera” è piuttosto bassa. Per questo, Napolitano ha avuto il tempo di costruire le sue geometrie, fatte di colpi piatti e potenti. Non ha avuto bisogno di spingere troppo sull’acceleratore, ed è una buona notizia in vista del match contro Evgeny Donskoy, testa di serie numero 1. Napolitano ama costruirsi il punto e lo ha fatto molto bene, specie con il rovescio incrociato, ottimo per aprirsi il campo e magari chiudere col il colpo successivo. La netta superiorità ha legittimato un pizzico di distrazione, specie in avvio di secondo set: avanti 6-3 2-0, si è fatto riprendere con qualche errore di troppo, ma ha trovato il break decisivo sul 3-3.

 

In quel game, Ilkel si è trovato sul 40-0 ma cinque punti consecutivi hanno segnato definitivamente l’incontro (da segnalare la gran difesa, chiusa da un bel passante stretto, con cui l’azzurro si è procurato la palla break). Contro Donskoy dovrà evitare ogni distrazione: la missione non è impossibile, ma ci sarà bisogno del miglior Napolitano. Giovedì sarà tempo di ottavi: dei sedici giocatori ancora in gara, ben otto sono italiani. Per adesso il torneo è positivo, ma gli azzurri dovranno dimostrare di poter arrivare in fondo. Oltre ai due derby italiani (Vavassori-Marcora e Vanni-Giustino), il clou sarà proprio Napolitano-Donskoy, in campo intorno alle 17.30-18.

Ufficio Stampa Trofeo Faip-Perrel

Risultati secondo turno:

Raul Brancaccio (ITA) b. Quentin Halys (FRA) 6-4 6-1
Tristan Lamasine (FRA) b. Filip Horansky (SVK) 6-3 6-1
Roberto Marcora (ITA) b. Mohamed Safwat (EGI) 7-6(8) 6-4
Arthur De Greef (BEL) b. Danilo Petrovic (SRB) 6-3 6-4
Andrea Vavassori (ITA) b. Riccardo Bonadio (ITA) 7-5 5-7 6-4
Evgeny Donskoy (RUS) b. Bernabe Zapata Miralles (SPA) 6-4 6-2
Baptiste Crepatte (FRA) b. Alexander Bublik (KAZ) 6-3 6-2
Stefano Napolitano (ITA) b. Cem Ilkel (TUR) 6-3 6-4

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Flash

ATP Challenger Bergamo: Vavassori e la fortuna da afferrare

A Bergamo avrebbe dovuto giocare soltanto il doppio, ma l’improvviso forfait di Filippo Baldi lo ha spedito in tabellone. Lui ha saputo cogliere il momento, vincendo una bella partita contro Bonadio. “Non è ancora il momento di scegliere tra singolare e doppio”

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Andrea Vavassori - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

Ogni tanto capitano storie del genere. Andrea Vavassori si è presentato a Bergamo con grandi ambizioni, ma legate esclusivamente al doppio. È sempre più vicino ai top-100, punta a diventare un top-player nella specialità. Ma il 23enne torinese gioca un ottimo tennis e vuole ancora provarci con il singolare. Le nuove regole ATP-ITF gli hanno permesso di scalare un colpo solo oltre 400 posizioni (oggi è n.453 ATP), ma le qualificazioni “ridotte” gli tolgono spazio. “Ho iniziato l’anno giocando cinque tornei in America, ed è successo che Ryan Harrison si sia cancellato all’ultimo dal torneo di Dallas. Non avevo firmato come ‘alternate’ e non ho potuto giocare – racconta Vavassori, che in un colpo solo si è trovato al terzo turno del singolare grazie al bel successo su Riccardo Bonadioquesta cosa mi ha mandato fuori di testa, perché certe occasioni non capitano tutti i giorni. Da allora mi sono promesso di firmare sempre, ogni giorno”.

Quando le speranze di giocare sembravano ormai svanite, è arrivata la chiamata del supervisor Carmelo Di Dio, appena informato del forfait di Filippo Baldi per gravi motivi familiari. In quel momento, Vavassori si trovava al Tennis Club Città dei Mille per un allenamento con il suo compagno di doppio Julian Ocleppo. “Come prima cosa, tengo a dire che mi spiace molto per Filippo. Quando ho saputo che avrei giocato, ho chiamato immediatamente mio padre, che è anche il mio coach. Da Pinerolo, si è fiondato qui e sono contento che sia riuscito a venire. Io sono spesso fuori di casa e per ragioni economiche non sempre riesco a portarlo con me. Per questo, sono contento di questa vittoria ottenuta insieme. Contro Bonadio è stata una battaglia: per entrambi, era uno dei match più importanti della carriera. In palio c’erano 7 punti ATP e un assegno di 730 euro. In quasi due ore e mezzo, Vavassori si è imposto 7-5 5-7 6-4.

 

LA BELLEZZA DEL SERVE AND VOLLEY È stato un match divertente, spettacolare, tra le volée di Vavassori e i passanti di Bonadio. Perché il torinese è un giocatore vecchio stile, un “panda” del serve and volley. Va a rete quasi su ogni punto. “Ho cercato di farlo giocare male, sui campi veloci adotto sempre questa strategia. Dipende dall’avversario, ma queste caratteristiche possono dare fastidio. Lo fanno anche altri: penso all’americano Cressy, che ha giocato un torneo fantastico a Cleveland, facendo anche il chip and charge”. Un tennis spettacolare, bello da vedere, ancora più prezioso perché quasi scomparso. Mi piace perché è fastidioso per gli avversari e mi diverte. Io spero di continuare così, perché ottimi doppisti come Herbert sono diventati forti in singolare più in là con l’età. Tempo fa, era successo anche con Pat Rafter. Si tratta di un gioco difficile, chi gioca così emerge più avanti con l’età. Per coprire la rete devi essere formato, avere i riflessi pronti e la giusta esperienza”. Traduzione: il meglio di Andrea Vavassori deve ancora venire, anche se il doppio rappresenta qualcosa di importante.

“Lo scorso anno ho deciso di giocare soltanto Challenger, anche per conquistare i punti che nel 2019 avrebbero avuto un valore maggiore. Mi è servito come esperienza, inoltre si vive meglio: nei Futures non prendevo soldi e spendevo soltanto, mentre nei Challenger ho vinto parecchio in doppio e l’annata è stata decisamente positiva. Per me è importante perché non ho grandi entrate extra, a parte le gare a squadre con il TC Pistoia”. I punti intascati a Bergamo saranno un bottino importante per Vavassori, ma non è detto che sia finita qui: negli ottavi se la vedrà con Roberto Marcora in un mach tutto da giocare. “Ci siamo affrontati a Milano, fu una partita molto combattuta e l’ha spuntata lui 7-6 al terzo. Spero che possa essere altrettanto spettacolare, per noi e per il pubblico”.

UN TEAM PER CENTRARE GLI OBIETTIVI – E comunque c’è sempre il doppio: dopo il singolare, scenderà in campo in coppia con Julian Ocleppo. “In questo momento è la mia priorità, anche negli allenamenti. Punto a trovare un compagno fisso: spero che possa essere Ocleppo, non soltanto per l’amicizia ma perché ci troviamo alla grande e cresciamo partita dopo partita. Purtroppo non riusciamo a giocare sempre gli stessi tornei, perché lui ha 21 anni e sta provando a giocare con continuità il singolare. Ci siamo ritrovati a Bergamo dopo un po’ ed è come se il tempo non fosse passato. Anche io non voglio fare scelte affrettate: in fondo ho solo 23 anni e nel tennis possono bastare tre settimane buone per svoltare una carriera. Penso a Kevin Krawietz, che fino all’anno scorso ha giocato soltanto doppi, mentre ora si è trova al n.60 in doppio e al 200 in singolare”.

Vavassori, il “panda” del serve and volley all’italiana, punta ancora a fare cose importanti, anche perché dopo un anno e mezzo al Centro FIT di Tirrenia è tornato a casa e ha messo in piedi un team di ottimo livello presso il CT Pinerolo: oltre a papà Davide che lo segue da sempre, ci sono l’allenatore in seconda Gabriele Dutto, il preparatore atletico Massimo Libardoni, il mental coach Gianfranco Santiglia, lo zio Fabrizio Boccato che gli ha dato una grossa mano con lo yoga dinamico, nonché il responsabile dell’attrezzatura e consulente Paolo Moro. Con le persone giuste a fianco, si possono raggiungere grandi traguardi. Andrea Vavassori ne è convinto.

LA FORMA DI BRANCACCIO E MARCORA – L’Italia continua ad essere protagonista: prima del derby azzurro, sono arrivate due vittorie importanti perché giunte contro avversari di miglior classifica. Raul Brancaccio ha confermato l’ottimo momento di forma con un netto 6-4 6-1 a Quentin Halys, finalista due anni fa. Dopo aver lottato nel primo set, ha dominato nel secondo contro un avversario un po’ nervoso. Adesso nutre legittime ambizioni di arrivare al weekend: Tristan Lamasine è avversario duro ma non certo impossibile. Medesime speranze per Roberto Marcora, autore di un match gagliardo contro l’ostico Mohamed Safwat. Il lombardo ha avuto bisogno di sei setpoint per portare a casa il primo set, poi ha gestito con più agio il secondo e ha chiuso 7-6 6-4.

Essendosi “liberata” la parte bassa del tabellone con i forfait di Travaglia e Baldi, può puntare a eguagliare il risultato di Budapest. Tra l’altro, è stato eliminato anche il numero 3 del tabellone Alexander Bublik, costretto al ritiro quando il match contro Baptiste Crepatte era ormai compromesso. Al contrario, buon esordio per la testa di serie numero 1 Evgeny Donskoy. Il russo si è imposto con un rapido 6-4 6-2 sul giovane spagnolo Bernabe Zapata Miralles. Nella giornata di giovedì, si giocheranno tutti gli ottavi di finale. Il programma scatterà alle ore 10.

Ufficio Stampa Trofeo Faip-Perrel

Risultati secondo turno:

Raul Brancaccio (ITA) b. Quentin Halys (FRA) 6-4 6-1
Tristan Lamasine (FRA) b. Filip Horansky (SVK) 6-3 6-1
Roberto Marcora (ITA) b. Mohamed Safwat (EGI) 7-6(8) 6-4
Arthur De Greef (BEL) b. Danilo Petrovic (SRB) 6-3 6-4
Andrea Vavassori (ITA) b. Riccardo Bonadio (ITA) 7-5 5-7 6-4
Evgeny Donskoy (RUS) b. Bernabe Zapata Miralles (SPA) 6-4 6-2
Baptiste Crepatte (FRA) b. Alexander Bublik (KAZ) 6-3 6-2
Stefano Napolitano (ITA) b. Cem Ilkel (TUR) 6-3 6-4

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ATP

ATP Delray Beach: Seppi è già ai quarti, battuto Thompson

Andreas supera un altro australiano in Florida ed è il primo qualificato ai quarti. Sfiderà Daniel Evans

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Andreas Seppi - ATP Sydney 2019 (foto via Twitter, @SydneyTennis)

Dopo quella contro Bernard Tomic, Andreas Seppi mette a segno un’altra vittoria “australiana” e, pur con un passaggio a vuoto che gli costa il secondo set, raggiunge per primo i quarti di finale nel torneo di Spiaggia del Re. L’avversario è il ventiquattrenne Jordan Thompson, già regolato in tre set al secondo turno di Melbourne un mese fa, risultato che gli ha comunque permesso di ritoccare il best ranking (n. 60). Perse 12 posizioni dopo il torneo di Rotterdam, Andreas ha la possibilità di recuperarle in fretta: lo scorso anno si è fermato per l’infiltrazione all’anca e non difende punti fino a Monte Carlo.

Il match sembra avere poco da dire ed è anche disturbato dal vento – “moderato”, secondo il lessico dei meteorologi che, evidentemente, non giocano a tennis. L’azzurro si mantiene ordinato e procede come un treno: Jordan, al contrario, è spesso scomposto come il suo dritto. Prova anche a cercare la via della rete, ma neanche in quei paraggi la fortuna arride al ragazzo di Sydney: quando non è infilato o costretto all’errore dalla palla insidiosa della Seppia nazionale, sbaglia la volée facile oppure, come in occasione del doppio break che è anche un set point, lascia il passante valutandolo erroneamente.

 

Nulla cambia nel secondo parziale finché, sul 4-1, Andreas inizia a commettere errori su errori, permettendo a Thompson di trovare fiducia in ogni zona del campo e allungare il match al terzo con cinque giochi consecutivi. Deciso a non regalare più nulla proprio alla vigilia del suo trentacinquesimo compleanno, Seppi rientra presto nei propri panni, mentre il dritto australiano torna a essere una miniera di gratuiti: break al quarto gioco e via libera per Andreas che venerdì ingaggerà una sfida inedita contro Daniel Evans.

Il qualificato britannico ha lasciato appena due giochi alla wild card Lloyd Harris, guadagnandosi così il terzo quarto di finale della carriera a livello di circuito maggiore (il primo dal 2017, quando a Sydney si arrese in finale a Gilles Muller). Negli altri incontri di giornata, dominio alla battuta di John Isner, secondo favorito del seeding, che ha perso appena un punto sulla prima di servizio (31 su 32) contro Lukas Lacko, chiudendo per 6-4 6-3 in 70 minuti di gioco. Nei quarti di finale troverà Adrian Mannarino, che ha conquistato la seconda vittoria stagionale superando in due set Denis Istomin.

Risultati:

A. Seppi b. J. Thompson 6-3 4-6 6-1
[8] A. Mannarino b. D. Istomin 6-2 7-6(3)
[Q] D. Evans b. [WC] L. Harris 6-0 6-2
[2/WC] J. Isner b. L. Lacko 6-4 6-3

Il tabellone completo

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