ATP Barcellona: Tsitsipas vola in finale, un anti-Rafa a sorpresa?

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ATP Barcellona: Tsitsipas vola in finale, un anti-Rafa a sorpresa?

Il giovane greco supera con autorità Carreno Busta. Sfiderà Nadal, che affonda anche Goffin portando la serie di set consecutivi vinti sul rosso a 44

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da Barcellona, il nostro inviato Federico Bertelli

GOFFIN SPAZZATO VIA – Oggi il diario del torneo titolava “Ruge la bestia”, un’affermazione valida anche per il match di oggi, con Rafa che, dopo essere stato “provocato” in avvio da un Goffin molto intraprendente, tira fuori una prestazione demolitrice e continua nella sua opera di marcare il territorio, distruggendo psicologicamente l’ennesimo avversario. In vista del Roland Garros ci si comincia a chiedere chi potrà mai anche solo pensare di battere un Rafa così 3 su 5. Fortunatamente domani arriva sangue fresco, che ancora non è stato mentalmente segnato dalla furia del maiorchino. Ovviamente la finale di domenica (ore 16:00) ha un chiaro favorito, ma se Tsitsipas almeno riuscirà a giocare il suo miglior tennis potrebbe esserci partita.

Per quanto riguarda la partita odierna c’è poco da dire; un Nadal che dopo un buon inizio del vallone comincia ad aumentare la pressione e con due strappi importanti, uno a metà set per riportare le cose in parità e uno alla fine per negare il tiebreak a Goffin, ha stroncato le speranze di David. Ciò che impressiona maggiormente – e qui molto probabilmente c’è la mano di Moya – è come Rafa adesso sia molto più aggressivo che in passato: non si accontenta di una superiorità fisica sugli scambi prolungati, ma gioca appena possibile colpi più piatti e potenti. Non a caso infatti Nadal ha vinto la partita soprattutto negli scambi fra 1-4 colpi: in questa categoria di punti, in cui Goffin avrebbe dovuto necessariamente primeggiare, Nadal ha guadagnato il 35% dei punti in più del suo avversario. Ritorna pertanto alla mente il commento di Cuevas dei giorni scorsi: “Battere Nadal adesso è molto più complicato a causa della sua aggressività; prima di demolirlo devi riuscire a non finire dominato. Inoltre ha quella difesa che ha sempre avuto”.

 

Partita che insomma finisce col 6-4 del primo set, con Goffin che conclude il match con uno sconsolato doppio fallo. Nell’intervista post-partita a caldo con Corretja per la televisione spagnola, Rafa rimarca che per rimanere a questi livelli, con una concorrenza che migliora sempre, è necessario mantenere alta la voglia di competere. Parlando di Tsitsipas invece le parole sono di rispetto: “Ho visto la sua partita di oggi contro Carreno e ha vinto un match difficile: gioca un tennis aggressivo, è giovane, ha potenziale, per cui essere aggressivo e attento come oggi”. Rafa si è poi presentato ai microfoni dei giornalisti presenti in sala stampa: “Oggi ho notato molta differenza con gli altri giorni; ho giocato molto bene, in pieno controllo. Sono soddisfatto soprattutto del fatto che è avvenuto nel giorno della partita più complicata fino ad ora”. E poi scherza parlando del giovane greco: “Credo che sarebbe meglio se non vincesse la sua prima finale” . 

Si era invece presentato per primo in sala stampa, uno sconsolato Goffin: Giocando come Nadal sulla terra è impossibile vincere, per me poi, con il mio fisico, lo è ancora di più. Quello che posso fare è cercare di colpire la palla con anticipo e tirare i colpi anche col rovescio. Purtroppo è necessario giocare la partita perfetta per due ore e mezza e con Nadal che non ti regala niente è difficile; inoltre stando così indietro in risposta è quasi impossibile ottenere punti facili col servizio, a differenza di quanto può avvenire invece su un campo rapido”. Infine una precisazione sulle proprie condizioni fisiche: Il mio occhio adesso va meglio, per qualche settimana ho giocato con le lenti a contatto, ma adesso, anche grazie a degli esercizi specifici, va molto meglio e gioco senza”.

TSITSIPAS NON TREMA – Altra vittoria contro un giocatore di prima fascia per il giovane greco, che sembra sempre più in rampa di lancio: il titolo di promessa comincia davvero a stargli stretto nonostante sia ancora un teenager. Se fino a qualche tempo fa qualcuno ancora lo scambiava per Alexander Zverev, siamo sicuri che non accadrà più dopo questo torneo, visto che la sua esposizione mediatica sta crescendo esponenzialmente. A differenza di ieri il giovane greco esce bene dai blocchi e comincia fin dalle prime battute a sciorinare un gran tennis, riuscendo a breakkare in apertura il guaje Carreno (ragazzo in asturiano, Pablo è originario di Gijon). Un Tsitsipas che in quest’avvio gioca da manuale e la sua unica pecca è quella di non capitalizzare al meglio le palle break avute (solo un 29% di trasformazione delle palle break nel set). Il greco riesce a comandare bene gli scambi: saranno ben l’88% gli scambi che finiranno sotto i 9 colpi, indice evidente del fatto che Tsitsipas – nonostante buone dote difensive – non sia disposto ad accettare palleggi eccessivi. Emerge come il ragazzo sia davvero un aggressive all-round player, testimoniato anche dalle sue frequenti discese a rete (nel primo set 10/13). Si arriva così al 5-3 Tsitsipas con il greco che per la prima volta nel match sente la tensione: l’asuturiano è lesto ad annullare un set point e a capitalizzare l’unica palla break avuta nel set. In questo frangente si avverte l’unico momento di difficoltà di Stefanos, che però riesce ad arginare, anche grazie all’aiuto di Carreno, l’emorragia e tiene il servizio sul 5-5. A quel punto, grazie ad alcune esecuzioni sciagurate dello spagnolo, riesce a portarsi sullo 0-40 e al terzo set point chiude il primo parziale.

Partita che a questo punto si fa serrata, con entrambi i tennis che riescono a dare fastidio in risposta al servizio del loro avversario e con Tsitsipas che non riesce più trovare la splendida fluidità delle prime battute del primo set. Ciononostante, in un set in cui da entrambe le parti si comincia a notare un po’ di tensione, Tsitsipas mantiene i nervi saldi e nel sesto gioco riesce a strappare alla prima occasione un break di importanza capitale. Giocando poi un buon tennis riesce ad arginare i tentativi di rientro di Carreno e a chiudere al secondo match point un match di qualità, con un saldo positivo vincenti-errori non forzati (23-21) e con un bel 15-23 nelle discese a rete. Soprattutto impressiona il dato delle discese a rete, in un tennis moderno in cui a rete ci si va proprio se costretti. Dopo questa partita il giovane greco è già sicuro di sfondare il muro della top 50; anche in caso di sconfitta in finale infatti sarà numero 44 del mondo.

A fine partita, nell’intervista con Alex Corretja a fine match per Teledeporte, l’ateniese dichiara: Mi sento estremamente a mio agio qua a Barcellona, mi sento come a casa”. E rispetto alle prospettive in finale, ovvero se preferisca Nadal o Goffin, il ragazzo non si sbilancia e mantiene un atteggiamento positivo: “È una domanda difficile. Quello che so è che sono entrambi ottimi giocatori e in ogni caso mi porterà a caso delle sensazioni positive dal prossimo incontro, indipendentemente dall’avversario”. E poi in conferenza stampa: “Le mie sensazioni sono positive. Non è ancora finita, cercherò di rimanere concentrato e spingermi al limite. Ho un chiaro piano in mente: se riesco ad eseguirlo come voglio, credo che potrò fare una buona partita”. Rispetto all’ipotesi di giocare contro Rafa, ribadisce il concetto più volte espresso:Giocare contro Nadal è un sogno per tutti, ho visto una quantità incredibile di sue partite e credo di conoscere come gioca. L’unica cosa che posso dire è che cercherò di godermela, giocare contro Rafa sulla terra battuta è un po’ come avere una lezione gratis di tennis”. Infine due parole su un episodio della sua vita che avrebbe potuto essere drammatico: “Stavo giocando un torneo di calcetto a Creta e avevamo un giorno libero; le condizioni erano complicate per nuotare, ma mi sono tuffato lo stesso con degli amici, non ci eravamo resi conto del pericolo. All’improvviso ho avuto paura, volevo rientrare verso la spiaggia, ma non riuscivo, le onde mi sommergevano: per fortuna mio padre mi aveva visto e si lanciò in acqua per salvarmi. Mi raggiunse e cerco di trascinarmi alla spiaggia. Passarono cinque minuti terribili in cui stavamo lottando per tornare a riva, poi per fortuna abbiamo trovato uno scoglio in mare a cui aggrapparci. Fu la nostra salvezza. Tutte le emozioni che ho sentito quel giorno hanno cambiato il mio modo di vedere il mondo”.

Risultati:

S. Tsitsipas b. [5] P. Carreno Busta 7-5 6-3
[1] R. Nadal b. [4] D. Goffin 6-4 6-0

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Evans ha il vento in poppa, a Dubai sfiderà Tsitsipas in semifinale

La prima semifinale opporrà il britannico, che ha sorpreso Rublev ed entrerà in Top 30 per la prima volta, al secondo favorito del torneo, che ha battuto Struff in volata

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Dan Evans - Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

Il vento l’ha fatta da padrone anche oggi in quel di Dubai, premiando chi si è saputo adattare meglio. Vediamo come sono andati i primi due quarti di finale, che hanno promosso l’atteso Stefanos Tsitsipas (finalista in carica) e il meno atteso Dan Evans.

D. Evans b. [6] A. Rublev 6-2 7-6 (9)

Le emozioni di sicuro non mancano quando Dan Evans scende in campo, come si è visto oggi nel successo su Andrey Rublev, ottenuto in due ore e 12 minuti vendicando la sconfitta del mese scorso ad Adelaide.

 

Reduce da due match durissimi contro Fognini ed Herbert, l’aspettativa era che il britannico avesse bisogno di colpire subito per non trovarsi coinvolto in un’altra maratona. In realtà solo il primo dei due assunti si è rivelato corretto: Evans ha colpito subito, concretizzando la terza chance avuta nel primo gioco, ed è scappato sul 4-1 pesante da cui Rublev non è riuscito a rientrare.Ammirevole il piano tattico dell’una volta tracagnotto albionico, il cui riadattamento tattico post-ban ricorda un po’ quello di Mardy Fish all’inizio dello scorso decennio – nato come giocatore di rete, Evans si è costruito un gioco difensivo di prim’ordine, l’apparente passività della sua posizione in campo compensata dalla straordinaria consistenza del suo back e dalla sua bravura nel cambiare lungolinea, e non è che si sia dimenticato come chiudere nei pressi del net, tutt’altro.

Il vento ha chiaramente determinato l’alto numero di break di questa settimana, influenzando per prima cosa il lancio di palla, e Rublev è forse il giocatore che ne ha fatto più le spese. Fra i giocatori di vertice, il russo è quello che perde più velocità fra prima e seconda, risultando perciò dipendente da alte percentuali con la prima, che non sono arrivate – solo 58% di prime in campo nel primo set, con un magro 57% di punti realizzati, 50 e 64 nel secondo.

Più di tutto, però, è stato lo zero su sei nelle palle break a condannarlo nel primo parziale (problema già avuto ieri con Krajinovic), in cui si è trovato immediatamente con le spalle al muro, implicitamente rendendo molto più pesante ogni eventuale chance avuta e sprecata. Furioso, e spesso coinvolto in una sticomitia con sé stesso, il russo ha dato la sensazione di poterla ribaltare all’inizio del secondo, quando ha salvato tre palle break immediate per poi passare nel quarto gioco, iniziando a muovere l’avversario, costretto a colpire tanti dritti in corsa.

Invece, Evans ha ritrovato le gambe, e ha iniziato a spingere lo slice per prendersi il punto a rete (19 discese nel secondo contro le 10 del primo), completando il capolavoro tattico che l’ha portato a servire per il match sul 5-4. Proprio al momento di chiudere, però, Evans si è irrigidito, commettendo un doppio fallo e un gratuito di dritto che hanno offerto due palle break a un avversario che era parso rassegnato alla sconfitta, trascinando il set al tie-break.

Come successo ieri con Herbert, Evans ha sfruttato il vento per spingere un’altalena di emozioni: si è portato avanti 3-1 con un altro punto di grande acume, chiamando l’avversario avanti due volte per poi passarlo con un rovescio lungolinea:

5/17 a rete per il russo, che però ha continuato il forcing da fondo recuperando immediatamente. L’equilibrio si è rotto con un doppio fallo esiziale del britannico sul 5-5, ma Rublev ha sotterrato il set point in rete in maniera desolante, ed Evans non si è fatto pregare, attaccando la seconda successiva a rete per salire a match point. Rublev è stato molto bravo, però, e ha giocato uno scambio attentissimo in cui Evans non ha mai potuto spingere. Il britannico è salito di nuovo a match point con uno slice lungolinea che ha sorpreso il russo, ancora bravo a salvarsi nello scambio. Un altro contropiede gliene ha dato un terzo sul 10-9, e stavolta il passante di Rublev è finito lungo, dandogli il più importante risultato della carriera a livello 500.

Ho fatto un casino sui match point, soprattutto quando ho servito per il match“, ha detto, sempre candido. “Sembra un clichè, ma alla fine conta rimanere lì con la testa e resistere, perché sapevo che le chance sarebbero arrivate. La calma e la freddezza sono gli aspetti di cui sono più contento al momento“.

Ho ancora benzina, è per questo che mi alleno, per durare cinque match in questo tipo di tornei“, ha risposto alla domanda su quanto i lunghi match giocati finora l’abbiano prosciugato. “Sarò pronto per domani“. In questo momento Evans salirebbe al N.27 delle classifiche mondiali, una rinascita incredibile per un giocatore soggetto a una squalifica per abuso di sostanze illegali – il parallelo con il fresco ritiro di Sharapova non può che sovvenire, con i dovuti distinguo. Per il tipo di gioco che ha è difficile che possa salire ancora molto, ma non può che far piacere vedere un giocatore che non solo possiede una grande varietà, ma anche una garra insospettabile.

Dan Evans – Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

[2] S. Tsitsipas b. J.-L. Struff 4-6 6-4 6-4

Decisamente diverso ma persino più combattutto il match fra due giocatori con un servizio molto più pesante quali il finalista 2019, Stefanos Tsitsipas, e Jan-Lennard Struff, con il greco che ha prevalso in due ore e 22 minuti, pareggiando gli scontri diretti sul 2-2.

La prima opportunità l’ha avuta proprio il teutonico (spesso vincente nel braccio di ferro), nel quinto game, ma una buona prima al centro di Tsitsipas gli ha fatto scentrare la risposta. Il greco è calato con la prima, però, scendendo dall’oltre 80% di inizio match al 59, concedendo lo 0-40 nel decimo gioco, tre set point. La tds N.2 ha salvato le prime due chance, ma sulla terza Struff ha spinto alla grande, esibendosi in due parate a rete che hanno portato l’avversario a steccare il passante in controbalzo, consegnandogli il parziale.

Tsitsipas non è certo tipo da uscire dal match, ed è passato subito nel secondo, dettando sapientemente e giocando sul tennis erratico del tedesco e crescendo con il rovescio, con cui è riuscito ad opporsi con più vigore alle prime e alle botte semi-piatte dell’avversario. La lentezza del campo ha continuato a favorire il peso di Struff, che si è procurato la palla del contro-break nel quarto gioco, fallita mettendo largo un dritto su una palla bassa. Nel quinto gioco ha steccato un dritto che avrebbe di fatto chiuso il set, rischiando di pagarlo quando Struff si è portato 15-40 nel momento in cui stava servendo per il set. Il servizio l’ha però cavato d’impaccio, permettendogli di andare al terzo.

Il set decisivo si è aperto come il precedente, con due palle break Tsitsipas, ma stavolta Struff si è salvato, grazie anche a un avversario un po’ incerto sugli appoggi, tenendo la battuta dopo due ulteriori chance avute dal greco e divenendo ancora più aggressivo. Al momento del dunque, però, Tsitsipas ha messo i pattini rimontando da 40-0 sotto nel nono game, procurandosi la palla per servire per il match con due recuperi clamorosi. Un’altra stecca l’ha inizialmente fermato, ma una risposta profonda ha nuovamente aperto la strada, e stavolta Struff ha regalato, mettendo lungo un dritto che ha chiuso la partita.

Stefanos Tsitsipas – Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

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Djokovic scherza con Khachanov a Dubai, resterà N.1

Terza passeggiata di salute per il serbo, che chiude di nuovo in un’ora. Rimarrà in vetta per almeno due settimane, ma potrebbero diventare due mesi

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Novak Djokovic non sembra accorgersi del crescente livello degli avversari, stendendo la tds N.7 Karen Khachanov per 6-2 6-2 in un’ora e sette minuti, portando il totale speso in campo a tre ore e sei, meno della finale di Melbourne.

La buona notizia per il serbo, aldilà di una condizione scintillante, è che questa vittoria gli permette di rimanere in vetta al ranking per le prossime due settimane a prescindere dal risultato di Nadal ad Acapulco – Nole difende pochissimi punti (appena 315) fino a Madrid, ed è quindi probabile che resti davanti per almeno i prossimi due mesi, superando Pete Sampras e avvicinando le 310 settimane di Federer.

Khachanov l’aveva notoriamente battuto in finale a Bercy nel 2018, ma questo match è somigliato di più al loro recente confronto in Davis, vinto facilmente da Nole – i confronti diretti sono sul 3-1 ora.

 

Nole ha sofferto pochissimo, prendendo le misure all’avversario come un boa fin dall’inizio, e ha breakkato a zero nel quarto gioco, quando Khachanov ha sbagliato tutto lo sbagliabile prima di essere trafitto da una risposta vincente di dritto:

Il russo non è quasi mai riuscito a rispondere, perdendo i primi otto punti sulla prima dell’avversario, e ha ceduto nuovamente la battuta mostrando tutti i suoi limiti di mobilità e rapidità di braccio – anche una striscia di 14 punti di fila per Nole durante il parziale. Gli va dato comunque merito per aver avuto un sussulto d’orgoglio sul 5-1, quando ha salvato set point su una brutta smorzata e per la prima volta è riuscito a dominare gli scambi, cancellando uno dei due break. Djokovic non si è scomposto, e ha subito chiuso il parziale, vincendo il 60% di punti sulla prima dell’avversario.

Nuovo set ma stessa storia: immediata opportunità per Djokovic su un dritto in rete del russo, che è riuscito a reggere in quella situazione ma ha continuato ad arrancare sui drop shot di Djokovic, mai infastidito dalla pressione dell’avversario e pronto a chiudere lo scambio a piacimento. L’ennesima smorzata, al termine di uno scambio da 20 colpi, gli ha dato lo 0-40 nel terzo gioco, subito sfruttato con un pallonetto non controllato da Khachanov. Ecco la palla corta:

Il match si è concluso rapidamente, se mai è iniziato. Khachanov ha mostrato simpatia quando ha esultato su un raro punto fatto su una palla corta del serbo, ma ha concesso un altro break che ha chiuso la partita senza colpo ferire.

Mi sento bene e sto giocando bene, amo giocare in notturna“, ha detto Nole. “Mi piace giocare qui, l’ho sempre detto. Anche se sono concentrato non vuol dire che non mi diverta, la competizione è sempre qualcosa che mi dà piacere. Non sono sempre calmo in campo, ma la capacità di focalizzarmi sui colpi e l’esperienza di anni sul tour sicuramente mi aiutano a non perdere il controllo“.

Il suo prossimo avversario sarà il vincente del derby Gasquet-Monfils, contro i quali ha uno score totale di 29-1, perciò è presumibile che possa guardare con ottimismo al match di domani, anche perché quando sta così non ci sono partite per cui non possa farlo.

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Djokovic, un’ora di lezione a Kohlschreiber. A Dubai avanza ancora un Evans miracolato

Nole gioca una gran bella partita: ora gli manca una sola vittoria per difendere il primo posto, almeno per questa settimana. Struff batte Basilashvili in appena 39 minuti, avanza Tsitsipas

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dal sito ufficiale del Dubai Duty Free Tennis Championships

Pare che Novak Djokovic stia affrontando il torneo di Dubai come il warm-up del Sunshine Double che sarà, tra un paio di settimane. Per meglio dire: la rilassatezza è quella con cui si scende in campo quando non c’è nulla in palio (e si prova ogni soluzione tecnica traendone profitto), ferocia e concentrazione tradiscono il facilmente intuibile motivo per cui il serbo ha fatto scalo negli Emirati. Difendere la prima posizione in classifica riconquistata in Australia, trono per la cui difesa dovrà spendersi verosimilmente con un certo ardore fino alle falde del torneo di Roma, quando per il suo rivale Nadal inizierà a suonare un allarme da 3000 punti (i 1000 degli Internazionali e i 2000 di Parigi).

Per essere certo di volare in California da capoclassifica gli serve un’altra vittoria, e proverà a ottenerla ai quarti contro Karen Khachanov. Il russo costituirà certamente un banco di prova più affidabile, poiché né lo sfortunato Jaziri due giorni fa né tantomeno Kohlshcreiber oggi sono riusciti a costringere Nole al sudore. Anzi, il tedesco già sconfitto undici volte su tredici ha addirittura visto l’impietoso cronometro arrestarsi 33 secondi prima che scattasse l’ora di gioco, quasi il serbo avesse da onorare un appuntamento per cena. A lezione finita, Djokovic ha abbracciato l’avversario con fare guascone e vagamente consolatorio, somministratagli che aveva l’amara dozzina (sono infatti dodici, adesso, le sconfitte subite contro il serbo).

Kohlschreiber sicuramente non si è divertito, Djokovic – e i tifosi – certamente di più. Il serbo ha colpito con grande agio, per ricordare a chi ne lamenta un gioco troppo noioso che il suo modo di colpire la palla è un grande spettacolo, quando praticato con questa libertà d’esecuzione. E come spesso accade quando il serbo non ‘sente’ il timore di perdere, si è prodotto in vincenti di pregio assoluto. La splendida palla corta scoccata da lontanissimo – era quasi oltre il corridoio – e rivelatasi irraggiungibile per Kohli a inizio secondo set, per creare i presupposti di un immediato break, o il passante brutale con cui ha fulminato il tedesco che aveva incautamente guadagnato la rete nel terzo gioco .

Visibilmente e comprensibilmente scoraggiato, Kohlschreiber ha pure fallito un paio di comodissime benedizioni a rete (un devoto grazie a Rino per averci donato l’espressione) che se non altro hanno avuto il pregio di accorciargli l’agonia. Non era certo questo il giorno in cui dimostrare che a 37 anni può avere ancora qualcosa da dire nel circuito, sebbene il trend di classifica l’abbia visto sgusciare fuori – lo scorso maggio – da una top 50 difesa quasi ininterrottamente per dodici anni, e questo vorrà pur dire qualcosa.

GLI ALTRI INCONTRI – Nessuna grossa sorpresa, nessuno scossone consistente per il tabellone guidato da Djokovic. Degna di menzione la memorabile stesa subita da Basilashvili per mano di Struff, un 6-1 6-0 durante appena 39 minuti e 8 secondi che senza gli storici ventotto minuti dell’iconico Nieminen-Tomic di sei anni fa avrebbe forse ottenuto un piazzamento più dignitoso nella top 10 dei match più corti in Era Open. Tsitsipas ha annullato cinque palle break al tumultuoso Bublik senza per questo concedergli set, Rublev ha vinto il quindicesimo match stagionale contro Krajinovic e andrà a sfidare un sempre più miracolato Dan Evans.

Proprio il britannico è stato protagonista dell’unica partita davvero vibrante di giornata, nella quale si è permesso di annullare ben tre match point a Herbert nel tie-break del terzo set (è stato sotto 6-4 e poi 7-6). Da un lato è il francese che sta prendendo questa cattiva abitudine, se è vero che anche a Marsiglia ne aveva mancati tre contro Auger-Aliassime, dall’altro è Evans che dopo aver approfittato degli sciupii di Fognini ha trasformato un’altra sconfitta in una vittoria. Si dice che non ci sia due senza tre: dovesse ripetere l’impresa anche contro il centratissimo Rublev di queste settimane, avrebbe ottime possibilità di firmare un nuovo best ranking.

Risultati:

[1] N. Djokovic b. P. Kohlschreiber 6-3 6-1
D. Evans b. P-H. Herbert 7-5 3-6 7-6(7)
[6] A. Rublev b. F. Krajinovic 7-6(3) 6-0
[2] S. Tsitsipas b. A. Bublik 7-6(1) 6-4
[7] K. Khachanov b. [Q] D. Novak 6-3 6-4
J-L. Struff b. Basilashvili 6-1 6-0
R. Gasquet b. [8] B. Paire 6-4 6-4
[3] G. Monfils b. [Q] Y. Uchiyama 6-1 6-2

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