Fognini contro Nadal è davvero mission impossible?

Editoriali del Direttore

Fognini contro Nadal è davvero mission impossible?

ROMA – Sì per i bookmakers. Ma le quote mi paiono assolutamente sproporzionate. La vittoria di Fognini viene pagata a 10… assurdo!

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da Roma, il Direttore

Roma festeggia Fabio Fognini nei quarti di finale per la prima volta, all’undicesima partecipazione, dopo cinque sconfitte al primo turno, tre al secondo, due al terzo. Ha superato la “prova del nove” di Tommasiana creazione, battendo il tedesco dal nome impronunciabile e a prova di refuso con tutte quelle consonanti interrotte soltanto da un paio di “o” – Gojowczyk – nonostante il palese nervosismo iniziale dovuto all’…obbligo di vincere contro un giocatore peggio classificato, ma ieri subito dopo il vittorioso doppio 6-4, al Foro non ho fatto che incontrare gente che mi chiedeva: “Ma adesso Fabio ce la può fare a battere anche Rafa Nadal?”. D’istinto viene da dire subito: no! Però, però, poi ti prendono i dubbi. E non certo perché si debba credere alla proprietà transitiva: Thiem ha battuto Nadal a Madrid, Fognini ha battuto Thiem, quindi ne consegue che… No, non ne consegue un bel nulla. Il punto semmai è un altro. Non c’è alcun dubbio che Rafa Nadal debba considerarsi favorito contro chiunque quando un match si disputa sulla terra battuta.

Ma, a prescindere dal fatto che Rafa qui a Roma non ha più vinto il torneo dal 2013 (e quella era la settima volta), non c’è neanche dubbio sul fatto che Fognini ora ha molto più di un tempo un pubblico capace di sostenerlo e caricarlo. “Siamo riusciti a connetterci finalmente” ha detto Fabio che non poteva aver dimenticato quella volta in cui era uscito dal Foro Italico seppellito dai fischi. La grande sfida Fognini-Nadal è programmata ancora, per la terza volta di fila, per un mezzogiorno di fuoco. Non si sa se sia dipeso da una qualche superstizione: sua? Degli organizzatori? Una gran logica non mi pare ce l’abbia. Certo non mi sembra l’orario migliore possibile per SKY-TV una cui diretta in altro orario (perché non le 14,30? Anche se occorreva consentire la diretta di un quarto di finale a TV8 perché programmare Nadal-Fognini a mezzogiorno anziché alle 14,30?) avrebbe avuto ben altra share di audience. L’altro giorno quell’orario non l’aveva davvero chiesto Fabio, che anzi se ne era lamentato pubblicamente perché la sera prima aveva finito di giocare il doppio perso con Bolelli a tardissima sera. Però forse quell’orario può non solo portare bene a Fabio, ma può essere anche propedeutico ad evitare una attesa troppo lunga e logorante per un giocatore dai nervi sempre tesi come lui.

Ricordo che ai tempi in cui ero direttore del torneo ATP di Firenze, Josè Luis Clerc mi chiedeva sempre di giocare per primo, in apertura di giornata, perché era impaziente di… sbrigare la pratica. L’attesa lo innervosiva. Lo accontentai perché avevo intravisto le sue straordinarie qualità e lui, uscendo dalle qualificazioni, fu anche il primo a vincere un torneo. Ieri abbiamo visto come fosse teso e nervoso Fabio nei primi game del match con Gojowczyk. Ok, lì aveva tutto da perdere e invece contro Nadal chi ha da perdere sarà Rafa… che però ha un’altra testa e… poi non c’è partita sul “rosso” in cui non sia lui ad aver tutto da perdere. Insomma c’è abituato. Però a mio avviso cominciare bene per Fabio sarà fondamentale. È vero che gli è riuscito rimontare Rafa da due set sotto all’US Open 2015, ma è stato un miracolo e i miracoli non si ripetono spesso. Sarà fondamentale perché con l’appoggio entusiasta del pubblico un Fabio partito in vantaggio potrebbe galvanizzarsi, caricarsi e entrare in quella che gli americani definiscono “The Zone”. Cioè quella area in cui tutto ti riesce, tutto provi e tutto va a menadito.

Partire invece subito con un break di handicap potrebbe rivelarsi fatale. Anche se Rafa al servizio non è Isner: brekkarlo si può. Ma il rischio è che il pubblico, prima ancora di Fognini, si ammosci. Secondo me, anche se Rafa è avanti 10 a 3 nel totale dei confronti diretti e 5 a 2 in quelli circoscritti alla terra battuta – nel video di chiusura della giornata di ieri ho sbagliato questo dato – ci può essere molta più partita di quella che sembrano prevedere i bookmakers che pagano una vittoria di Fabio addirittura a 10. Io dico che si tratta di una quota incredibilmente incoraggiante. Per prima cosa nel riportare in basso tutti i confronti diretti direi che quelli precedenti al 2015 non meritano di essere presi in considerazione. Al 2015 risalgono i 3 successi di Fabio, a Rio in semifinale 1-6 6-2 7-5, a Barcellona in ottavi 6-4 7-6, all’US Open 3-6 4-6 6-4 6-3 6-4. Intervallati dai due di Nadal ad Amburgo 7-5 7-5 e in autunno a Pechino sul cemento 7-5 6-3. Un solo match nel 2016, vinto da Rafa 6-2 7-6. E tre poi nel 2017 tutti vinti da Nadal, a Miami in semifinale 6-1 7-5, a Madrid 7-6 3-6 6-4 (unico match sulla terra battuta, sia pure quella veloce della capitale spagnola), a Shanghai 6-3 6-1. Ecco, se andiamo a vedere dal 2015 in poi, i loro duelli sulla terra rossa sono stati cinque e tre ne ha vinti Nadal.

Ma guardate i punteggi di quelle vittorie: ci sono tre 7-5 e due 7-6. Insomma se si pensa alla differenza di palmares e di reputazione che hanno i due giocatori sui campi rossi, Fabio ha dimostrato di avere un tipo di tennis che dà fastidio a Nadal. Vuoi per le improvvise accelerazioni, per la capacità di cambiare ritmo, per la varietà degli schemi, per le qualità di tocco nella smorzata e nel lob, per l’abilità nel gioco sottorete, per l’anticipo sulle palle liftate meno profonde di Rafa… beh Fabio ha il gioco adatto per mettere in difficoltà Nadal. Ciò se, ovvio, Fabio indovina la buona, anzi la straordinaria giornata. Contro Thiem l’ha vissuta. Ma non solo contro l’austriaco, se è vero – come è vero – che Fabio in carriera ha battuto 11 top-ten. Qui sotto riproporremo in link gli articoli che hanno descritto alcune delle loro sfide. In particolare però direi che è il match di un anno fa a Madridrileggete l’ottimo ed esauriente articolo di Ferruccio Roberti – a suscitare le maggiori speranze.

Fabio lo perse dopo aver sciupato mille occasioni, incluso un setpoint sul 5-3 (ma servizio Rafa che batte bene nell’occasione), per portare a casa il primo set nel quale aveva servito inutilmente (e malamente) sul 5-4. Ma in precedenza Fabio aveva mancato 3 palle per il 4-1 e un doppio break. Raggiunto sul 5-5 ecco un bello 0-40 per Fabio sul servizio di Rafa: tre palle break annullate dal maiorchino che così arriva sul 6-5 e poi nel tiebreak se lo aggiudica senza storia. Poi però Fabio domina il secondo. Così come Rafa sprinta via nel terzo quando sul 3-2 strappa la battuta a Fabio e vola sul 5-2. Non era finita, perché Fognini serve sul 4-5 e ha la palla del 5 pari. Ma proprio lì commette doppio fallo e… adios. Resta l’impressione che un Fognini appena un po’ più lucido avrebbe potuto far suo il match. Si giocava in Spagna e tutto il pubblico era ovviamente per Nadal. Si fosse giocato a Roma, con quella stessa sequenza di punteggi, io penso che sarebbe finita diversamente. Fabio avrebbe trovato nel pubblico quelle energie nervose per far suoi i punti più importanti.

Vorrei che oggi si ripetessero alcune delle prime situazioni e allora io credo che il Foro Italico si trasformerebbe in una bolgia come ai tempi di Re Adriano, anni 1976-1978. Fabio sarà nervoso, ma forse meno di ieri. Rafa ha grande esperienza, ma anche lui è umano e sa che Fabio ha il tennis che può metterlo in difficoltà. Proprio sereno sereno non sarà. Se fra Nadal e Fognini ci sia grande corrente di simpatia non è dato sapere. Di certo non parve che ci fosse all’epoca del loro duello a Amburgo quando Fognini, infastidito dai continui consigli di zio Toni a Rafa, sbottò con un celeberrimo “no me rompas las huevos” , invitando Rafa a dire a Toni di star zitto. Rafa lì scosse la testa e successivamente, in conferenza stampa, fece capire di non aver gradito l’intervento di Fabio… e agli spagnoli disse che Fognini non era un tipo dalle reazioni del tutto normali. Spero e penso che sarà una bella partita. Rafa ha la grande capacità di giocare fino dal primo punto con l’attenzione con cui giocherebbe un matchpoint. Fabio dovrà cercare di averne altrettanta per centrare quella semifinale che alla vigilia di questo torneo, dopo tre sconfitte consecutive, sarebbe sembrata un sogno irrealizzabile. Ma che ora forse non è poi così mission impossible.

PRECEDENTI – NADAL VS FOGNINI 10-3 

2013 ATP Masters 1000 Roma Clay R32 – Rafael Nadal 6-1 6-3
2013 Roland Garros Clay R32 – Rafael Nadal 7-6(5) 6-4 6-4
2013 Pechino Hard QF – Rafael Nadal 2-6 6-4 6-1
2014 ATP Masters 1000 Miami Hard R16 – Rafael Nadal 6-2 6-2
2015 Rio de Janeiro Clay SF – Fabio Fognini 1-6 6-2 7-5
2015 Barcellona Clay R16 – Fabio Fognini 6-4 7-6(6)
2015 Amburgo Clay F – Rafael Nadal 7-5 7-5
2015 US Open Hard R32 – Fabio Fognini 3-6 4-6 6-4 6-3 6-4
2015 Pechino Hard SF – Rafael Nadal 7-5 6-3
2016 Barcellona Clay QF – Rafael Nadal 6-2 7-6(1)
2017 ATP Masters 1000 Miami Hard SF – Rafael Nadal 6-1 7-5
2017 ATP Masters 1000 Madrid Clay R32 – Rafael Nadal 7-6(3) 3-6 6-4
2017 ATP Masters 1000 Shanghai Hard R16 – Rafael Nadal 6-3 6-1


SCANAGATTA RACCONTA [VIDEO]

Nei prossimi giorni altri video aneddoti della serie “Scanagatta racconta” incentrati su Nicola Pietrangeli, Paolo Bertolucci, Bjorn Borg e Rafa Nadal a confronto, Boris Becker.

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