Roland Garros: Fognini spegne Edmund, due italiani agli ottavi

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Roland Garros: Fognini spegne Edmund, due italiani agli ottavi

PARIGI – Fabio rimonta uno svantaggio di 2 set a 1 e torna agli ottavi a Parigi dopo 7 anni. Per la prima volta dal magico 1976 due azzurri negli ultimi 16 al Roland Garros

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[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 21 – Fabio sì, Camila no

[18] F. Fognini b. [16] K. Edmund 6-3 4-6 3-6 6-4 6-4  (da Parigi, il nostro inviato)

 

Dopo 42 anni (Panatta e Barazzutti), riportiamo due azzurri agli ottavi di finale. Fognini gioca un match non entusiasmante, pieno di errori, ma sotto 2 set a uno non era banale risalire la china di un match che si era messo molto male. Per lo spettacolo c’è tempo, intanto Fognini avanza ed è vurtualmente n.15 ATP.

Dopo infatti un primo set in cui recupera da 3-1 a 6-3, nel secondo la rimonta di due break viene mortificata dal Fabio peggiore, che con tre erroracci evitabilissimi lascia spazio a Edmund, poi abile a piazzare il break sul 4-3 del bruttissimo terzo set. Nel quarto il n.1 italiano è bravo a uscire dalle sabbie mobili con un decimo gioco da applausi, mentre nel quinto scava la distanza verso un opaco Edmund quando più serve, ossia ancora al fotofinish sul 5-4. Rimedia così a una giornata pessima col dritto.

Il meteo ufficiale dice che ci sono 20 gradi, ma se ne percepiscono di più e forse è così anche per il corpulento signore che si sente male sull’1-0 30-40 Edmund (seconda palla break Fognini), coi soccorsi dalla lentezza inquietante. Non inquietante ma certo preoccupante la partenza di Fabio, che subisce il break in apertura da 40-0 e due giochi dopo rischia di rifare la frittata sempre da 40-0. Dopo però comincia a tessere la sua ragnatela mettendo in campo il suo tennis superiore, centrando 5 giochi di fila dal 3-1 Edmund. In particolare gioca un eccellente ottavo game, con un rovescio davvero importante e per tutta la rimonta insiste sapientemente sul dritto dell’attuale n.1 britannico, molto altalenante. Kyle cade nel nono game, tradito dal terreno, e un italiota gli urla “fenomeno”: ci facciamo sempre riconoscere…

Gli altezzosi inglesi però non sono da meno, come il genio che ironizza sull’italiano dopo il break subito sul 2-1 Edmund, però Fognini ha altro a cui pensare, perché di punto in bianco, mentre sta dominando, spegne la luce omaggiando il ventitreenne nato a Johannesburg di un parziale di 12 punti a 0. Non sbrocca però sul 4-1 0-15 quando gli viene chiamato un fallo di piede per lo 0-30. Verrebbe da dire che non è perché sa che deve controllarsi al massimo dopo New York, ma perché è davvero molto concentrato, infatti riesce a strappare due volte la battuta all’avversario quando proprio nessuno se lo aspettava, rimettendosi a far spostare da una parte all’altra il n.16 ATP che va fuori giri. Lì però Kyle chiede il MTO e… entra in scena il Fogna: due gratuiti, uno di rovescio e uno di dritto, poi sul set-point del 30-40 gioca un rovescio a tutta senza alcuna necessità che non trova il campo (“Edmund è stato molto furbo a chiamare il fisio“, dirà Fognini). Follia: lo sfogo con due racchette scaraventate sarà utile?

Il terzo set non è estremamente deludente, è osceno: non una palla corta, non un cambio di ritmo, solo errori a grappoli (soprattutto di Fabio ma non solo). Sul 3-2 Edmund, il MTO lo chiama l’italiano che si stende a terra con la caviglia sinistra sofferente. Non sembra un problema, ma il set viene buttato alle ortiche all’ottavo game con due gratuiti di dritto e uno di rovescio (siamo a 32 non forzati solo contando i due fondamentali, in due ore e qualche minuto), prima di chiudere con un doppio fallo. Stendiamo un velo pietoso per carità di patria.

Nel quarto parziale il campione del 250 di San Paolo si scuote, pur senza risparmiarsi diversi errori. Sale 3-0 ma viene subito riacciuffato, ma sul 5-4 e servizio Edmund, trova la zampata decisiva grazie a una risposta e un vincente, entrambi di dritto, il colpo finora più deficitario. In una situazione del genere, non era nè scontato nè semplice, anche se lo stesso Fognini asicura: “Ero tranquillo anche quando ero sotto due set a uno“. Entrambi i giocatori escono per prepararsi al fresco al rush finale.

Quinto set: tutti e due salgono di livello (è il minimo per il pubblico pagante, indisciplinato nel sistemarsi dopo le soste – con evidente e ripetuto fastidio comprensibile del semifinalista degli Australian Open). Sul 3-2 il ligure è bravo ad annullare 2 palle break con due vincenti, nonostante ben due falli di piede chiamati, con Fogna che esulta davanti al simpatico giudice di sedia (quanto lo amiamo quando fa così). Segue un settimo game con tre punti buttati, ma sul 5-4 per lui con l’avversrio al servizio, Fabio mette pressione e sullo 0-40 al secondo match-point alza le braccia, tra le ovazioni della folla quasi tutta per lui (“A Parigi ho dei bellissimi ricordi, sin dai quarti del 2011. Certo che il pubblico è con me perchè li diverto: la gente o mi ama o mi odia“), compreso il tifoso d’eccezione Diego Armando Maradona (Mi segue da un po’. A Buenos Aires mi ha fregato la racchetta, ma mi ha regalato una maglietta unica). BravoAl prossimo Marin Cilic non sarà felice d’incontrare Fabio, che più avanza più può trovare il suo tennis con continuità (2-1 per il campione di New York 2014 i precedenti, ma non vanno oltre il 2011).

Il tabellone maschile

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ATP Santiago: Cecchinato subito fuori, Mager rinuncia al torneo

Ennesima sconfitta per Marco contro il boliviano Dellien in 3 set. Il finalista di Rio, esausto, rinuncia al torneo cileno

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La prima partita giocata sul Centrale di Santiago del Cile vede il nostro Marco Cecchinato sfidare il boliviano Hugo Dellien, una sfida che ha visto il sudamericano prevalere in 3 set 6-3 1-6 6-3. Una sconfitta grave per il nostro giocatore che prosegue il suo drammatico momento sportivo, negli ultimi 12 mesi il suo bilancio nei tornei è di 7 vinte e 27 perse con una sola vittoria registrata nei primi due mesi del 2020.

E questa volta l’occasione per vincere era ghiotta dal momento che anche Dellien non vinceva un match ATP dal primo turno dello US Open dello scorso agosto. Dopo aver dominato il secondo set con un perentorio 6-1 Cecchinato ha ceduto il servizio sul 2-1 del terzo per il suo avversario, un break che non riuscirà poi a recuperare.

L’Italia perde anche un altro possibile protagonista ma per motivi completamente diversi: Gianluca Mager dopo la straordinaria settimana che lo ha visto arrivare in finale all’ATP 500 di Rio de Janeiro, è stato costretto a rinunciare al torneo cileno per la fatica accumulata in Brasile.
Al suo posto in tabellone ripescato il peruviano Juan Pablo Varillas.

Il tabellone completo

 

Risultati:
[WC] T. Seybot Wild b. F. Bagnis 6-1 3-6 6-1
[6] H. Dellien b. M. Cecchinato 6-3 1-6 6-3
R. Carballes Baena vs J. Munar
[WC] M.T. Barrios Vera vs [Q] C. Taberner



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evidenza

L’incredulità di Mager: “Non ho ancora realizzato quello che ho fatto”

La vittoria su Thiem, la prima finale in un torneo ATP a Rio, la Top 100. “Il tennis è uno sport pazzesco. Una settimana fa perdevo al primo turno delle qualificazioni contro un giocatore fuori dai primi 300”, ha dichiarato il ligure

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Gianluca Mager - Rio de Janeiro 2020 (via Twitter, @RioOpenOficial)

Non si è conclusa con il lieto fine la meravigliosa cavalcata di Gianluca Mager a Rio. In finale, il 25enne sanremese ha messo in difficoltà il cileno Cristian Garin, uno dei tennisti più in forma del momento, ma non abbastanza da portare a casa l’incontro. Grazie alla sua maggiore solidità, Garin si è imposto in due set, con lo score di 7-6 7-5. Il sudamericano deve però ringraziare anche l’ungherese Attila Balasz che nel prosieguo della semifinale sospesa per pioggia sabato ha trascinato Mager in una maratona di quasi tre ore, conclusasi al tie-break del terzo. E così il ligure è arrivato con la spia della riserva accesa all’epilogo del torneo. 

Oggi ero stanco. Lui ha giocato un po’ meno. Io con Balasz ho giocato una partita durissima, ha affermato con grande sincerità Mager, che comunque non ha nulla da rimproverarsi. Ho cercato di stringere gli scambi, cercando di essere aggressivo. Lui ha giocato molto bene. È un ottimo giocatore. Molto forte. Veniva dalla vittoria a Cordoba. Non mi recrimino niente. Ho avuto le mie occasioni ed è andata male”. Complimenti quindi a Garin, che con quest’altro trionfo sbarca per la prima volta in Top 20. Il 23enne cileno, che sembrava essersi un po’ perso nella transizione tra junior e professionismo, si sta imponendo come uno dei volti nuovi del circuito e soprattutto sulla terra rossa sarà un osso duro anche per i più forti.

Ma, per quanto ci riguarda, i complimenti vanno soprattutto a Gianluca, che a Rio de Janeiro è partito dalle qualificazioni, da n.128 del ranking, e ha raggiunto la sua prima finale in un torneo ATP. E nemmeno in un 250 ma in un 500. Lo ha fatto mostrando un tennis tenace e aggressivo, con colpi penetranti e che hanno lasciato di stucco gli avversari, a volte colti di sorpresa dalla sua qualità di gioco.

È stata una settimana veramente incredibile. Questo sport è pazzesco. Una settimana fa ero a Buenos Aires e perdevo al primo turno delle qualificazioni contro un giocatore 300 al mondo (il 18enne argentino Juan Manuel Cerundolo n.383 del ranking ATP ndr). Giusto una settimana dopo ho raggiunto la mia prima finale in un torneo ATP, di categoria 500, qui a Rio de Janeiro”, ha spiegato Mager, dopo la finale che gli ha aperto le porte dei primi 100 del mondo. “Un’emozione incredibile. Sette giorni di emozioni indescrivibili. Dalla gioia alla tensione pre-match. Nella mia testa non ho ancora ben realizzato il fatto di essere entrato nei primi 100. Domani forse comincerò a realizzarlo”. Attualmente il ligure occupa la 77esima posizione mondiale ed è il quinto azzurro dopo Berrettini, Fognini, Sonego e Sinner. 

Nella sua straordinaria avventura carioca, Mager ha eliminato dal tabellone avversari di altissimo livello e sulla carta molto più quotati di lui. Due su tutti: Casper Ruud e Dominic Thiem. Il nextgen norvegese ma con un grande feeling sulla terra rossa era lanciatissimo in seguito al suo primo trofeo sul circuito maggiore a Buenos Aires. Thiem di presentazioni non ne ha nemmeno bisogno e, dopo la finale persa di un soffio contro Djokovic agli Australian Open, era arrivato a Rio con l’intenzione di dominare il torneo, visto anche un field non proprio eccezionale.

Mager li ha battuti entrambi, Ruud al primo turno e Thiem ai quarti, sempre in due set. “Quando ho saputo che dovevo giocare contro Ruud, che veniva dalla vittoria a Buenos Aires, pensavo che sarebbe stato un bel test. Proprio in termini di tennis. Giocare contro uno che veniva dalla sua prima vittoria in un torneo ATP. Ho provato a godermi il momento e la situazione. Non ho pensato molto”, ha raccontato l’azzurro. “Mentre con Thiem è stata una partita sospesa. Quella sera lì non sono riuscito a dormire. Non ho chiuso occhio. Pensavo al fatto che stavo giocando con un Top 5. La mattina dopo ero nervosissimo. Il mio allenatore (Flavio Cipolla, ex n.70 del ranking mondiale ndr) e la mia fidanzata mi hanno aiutato a darmi una calmata”. Ed ha decisamente funzionato, in quello che finora è forse l’upset più grosso della stagione. 

Qualcuno può chiedersi: ma perché non ne abbiamo mai sentito parlare prima di questo Mager se è così forte? In effetti, il tennista di Sanremo si è tenuto ben lontano dai radar. Carriera da junior inesistente. Esordio tardivo tra i pro a 19 anni e poi tanta gavetta. Alla fine del 2018 era ancora attorno alla 300esima posizione mondiale e aveva compiuto il salto da future a challenger. Poi l’esplosione nel 2019, con una stagione da 48 vittorie e 29 sconfitte e l’avvicinamento alla Top 100. “Quando ero ragazzo giocavo per divertirmi. Non avevo mai preso in considerazione l’idea di provarci seriamente. Ero giovane e non me ne rendevo conto. Crescendo verso i 18 anni sono maturato e ho capito che quello che volevo fare era giocare a tennis”, ha rivelato lo stesso Mager. Ho fatto un sacco di sacrifici. Ho speso un sacco di tempo. Ogni anno mi muovevo per andarmi ad allenare. Ho imparato tanto”.

Una bella storia, di quelle in cui i sogni si realizzano e gli sforzi vengono ripagati. Anche se la settimana di Rio potrebbe essere l’inizio di un nuovo romanzo nella carriera di Mager. Quello fatto di Masters 1000 e di tornei dello Slam, e, ci auguriamo, di altri e più prestigiosi successi.

Si ringrazia il collega brasiliano João Victor Araripe, che gestisce il blog brasiliano ‘Break Point’, per aver raccolto le dichiarazioni di Gianluca Mager

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evidenza

Classifica ATP: con Mager tornano ad essere otto gli italiani in top100

Gianluca guadagna 51 posizioni grazie alla finale raggiunta a Rio de Janeiro: è numero 77 del mondo. Continua la scalata al ranking di Garin, Jannik Sinner perde 7 posti e si piazza al numero 75

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Gianluca Mager - Rio de Janeiro 2020 (via Twitter, @RioOpenOficial)

Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e – da qualche anno – tennisti. Mettete una racchetta in mano a un bambino nato nei confini patri e da qui a pochi lustri avrete ottime chance di vederlo entrare nella top 100. Per il momento l’impresa è riuscita al sanremese Gianluca Mager.

Nato nel ’94, cresciuto alla scuola di Diego Nargiso, Mager grazie alla finale di Rio de Janeiro è passato in sette giorni dalla posizione numero 128 alla 77; è il quarantacinquesimo italiano ad entrare nell’elite del tennis mondiale da quando nel 1973 fu istituito il ranking ed il quinto negli ultimi dieci mesi dopo Sonego, Travaglia, Caruso e Sinner. Inoltre – poiché non di sola gloria campano i tennisti – ha guadagnato un assegno di quasi 200.000 dollari, di poco inferiore al totale dei premi sino ad oggi da lui incassati.

Gli italiani in top 100 pertanto salgono a 8, a pari merito con gli statunitensi; solo Francia e  Spagna possono vantarne di più: rispettivamente dodici e nove. È però l’Italia a vantare i migliori giocatori classe 2001 e 2002 meglio classificati, ovvero Jannik Sinner e Lorenzo Musetti; quest’ultimo è al n. 311 del mondo e al torneo categoria 500 di Dubai proverà a infrangere la top 300.

ITALIANI IN TOP 200
Classifica Giocatore Punti Variazione
8 Berrettini 2860  
11 Fognini 2400  
46 Sonego 1038 6
75 Sinner 733 -7
77 Mager 718 51
84 Travaglia 684 1
86 Seppi 671 -6
100 Caruso 600 -3
112 Cecchinato 508 -1
121 Lorenzi 446 -3
126 Gaio 425 1
136 Fabbiano 399 -1
153 Giustino 340 1
154 Giannessi 338 3
157 Marcora 321 -7


Lorenzo Sonego eguaglia il suo best ranking grazie ai quarti di finale raggiunti a Rio, mentre Sinner e Marcora perdono punti e posizioni a causa del Challenger di Bergamo, teatro del primo exploit dell’altoatesino lo scorso anno e quest’anno malinconicamente privato di un vincitore da ragioni di salute pubblica. Questa settimana ammireremo Musetti e Fognini a Dubai; Cecchinato, Mager, Lorenzi e Caruso a Santiago del Cile.

LA TOP 20

 
Posizione Giocatore Nazione Punti ATP Delta
1 Djokovic Serbia 9720  
2 Nadal Spagna 9395  
3 Federer Svizzera 7130  
4 Thiem Austria 7045  
5 Medvedev Russia 5890  
6 Tsitsipas Grecia 4745  
7 Zverev Germania 3885  
8 Berrettini Italia 2860  
9 Monfils Francia 2860  
10 Goffin Belgio 2555  
11 Fognini Italia 2400  
12 Bautista Agut Spagna 2360  
13 Schwartzman Argentina 2265  
14 Rublev Russia 2219  
15 Shapovalov Canada 2075  
16 Wawrinka Svizzera 2060  
17 Khachanov Russia 2040  
18 Garin Cile 2005 7
19 Auger-Aliassime Canada 1771 -1
20 Isner USA 1760 -1


Alcune osservazioni

La vittoria a Rio de Janeiro ha regalato a Cristian Garin l’ingresso nella top 20. Questo ventiquattrenne cileno, che nello stile di gioco scintillante ricorda il suo connazionale Marcelo Rios quanto Steve Johnson John McEnroe, in 15 mesi ha scalato oltre 80 posizioni e conquistato quattro tornei: Houston, Monaco, Cordoba e, appunto, Rio de Janeiro. Chapeau.

– Dominic Thiem in Brasile ha fallito – complice Mager – l’assalto al terzo posto di Federer. Ma il sorpasso è ormai solo questione di pochi giorni, data l’assenza forzata dell’elvetico dal torneo di Dubai.

Felix Auger-Aliassime ha perso la quinta finale su cinque disputate. Il 10 su 10 di Benneteau non è più un miraggio.

COMPLIMENTI A… – Best ranking a profusione questa settimana:

  • Cristian Garin – n. 18
  • Ugo Humbert – n. 43
  • Alexander Bublik – n. 47
  • Yoshihito Nishioka – n. 48
  • Egor Gerasimov – n. 65
  • Tommy Paul – n. 66
  • Mikael Ymer – n. 72
  • Soonwoo Kwon – n. 76
  • Gianluca Mager – n. 77
  • Attila Balasz – n. 79

Doppia razione di complimenti per:

– Mager e Balasz, avversari in semifinale a Rio e per la prima volta in carriera tra i primi 100 del mondo.

– Nishioka per avere dato filo da torcere nella finale di Delray Beach ad un giocatore che lo sovrastava di oltre 40 cm di statura, Reilly Opelka.

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