La nuova vita di Daniela Hantuchova

Intervista con l'ex n. 5 del mondo, ora commentatrice. "Difficile fare pronostici sul torneo femminile. Grande equilibrio". Coach Pistolesi? "Una delle persone più divertenti del tour"

La nuova vita di Daniela Hantuchova
Daniela Hantuchova - Wimbledon 2017 (foto via Twitter, @dhantuchova)

da Londra, la nostra inviata

Esattamente un anno fa, sulla suggestiva terrazza dell’All England Club che si affaccia sui campi attigui al Center Court, Daniela Hantuchova annunciava il suo ritiro. Smessi i panni della tennista professionista, Daniela cominciava così a dedicarsi pienamente alla sua nuova carriera, quella di commentatrice televisiva per i canali Fox Sports Asia. Un anno dopo, su quella stessa terrazza, l’abbiamo intervistata. Atleta dall’incedere particolarmente elegante, slanciata, bionda e dal volto raffinato, la 35enne slovacca è considerata tutt’ora una delle protagoniste più affascinanti del circuito. Una carriera lunga e brillante quella della slovacca che raggiunge il best ranking al n. 5 WTA. Hantuchova vanta sette sigilli in bacheca, tra cui due titoli a Indian Wells (2002, 2007). Si issa in altre nove finali WTA e in semifinale all’Australian Open (2008). Nel 2002 in Fed Cup guida la Slovacchia alla vittoria in finale contro la Spagna di Conchita Martinez. Realizza inoltre il Career Grand Slam in doppio misto, conquistando quattro trofei: Australian Open 2002 (con Kevin Ulliyet), Roland Garros 2005 (con Fabrice Santoro), Wimbledon 2001 (con Leos Friedi) e US Open 2005 (con M. Bhupathi). Disputa altre tre finali Slam (due all’Australian Open e una al Roland Garros) in doppio femminile, in coppia con Aratxa Sanchez e Sugiyama.

 

Parlaci un po’ della tua nuova vita da commentatrice di tennis.
È una nuova esperienza e molto più divertente di quanto pensassi. È in effetti una vita nuova e posso trasmettere alle persone la mia esperienza di giocatrice, per questo è una bella opportunità, mi piace davvero tanto.

Dopo essere stata giocatrice, com’è preparare un match da reporter?
In effetti è una cosa abbastanza simile a quando giocavo. E poi non devo partire zero perché essendomi ritirata solo da un anno, conosco ancora bene quasi tutte le giocatrici. Quando si gioca si deve conoscere molto bene il proprio avversario, le sue caratteristiche; poi ovviamente da commentatrice devo informarmi su tutte le statistiche e su molti giocatori allo stesso tempo. Però non è detto che quello che interessa al giocatore del proprio avversario, interessi anche al pubblico e viceversa.

Cosa ne pensi del tennis femminile attuale?
Credo che il tennis femminile non potrebbe godere di una forma migliore. Ne parlavamo proprio l’altro giorno in studio mentre facevamo i pronostici per i possibili quarti di finale e, in effetti, non ci sono partite scontate e le previsioni sono molto difficili. Questo significa che c’è molto equilibrio in campo.

Halep ha vinto il suo primo slam; Serena sta tornando…
È fantastico vedere una persona come Simona Halep essere numero 1 del mondo e vincere finalmente il suo primo Slam, così come è successo anche in Australia per Caroline Wozniacki. Lo meritano tanto e sono persone e atlete straordinarie.

Claudio Pistolesi è stato il tuo allenatore per un periodo. Com’è stata l’esperienza con lui?
Con Claudio la cosa che ricordo di più è che si rideva sempre. È fantastico. Senza voler togliere nulla alle sue capacità tecniche, quando penso a lui, quello che mi viene in mente sono le grandi risate e il divertimento che abbiamo avuto lavorando insieme. È assolutamente una delle persone più divertenti del circuito. Sul piano tecnico, una cosa molto importante che mi diceva era di andare a rete più spesso e quindi di verticalizzare il gioco, visto che giocavo molto in doppio. Inoltre, insisteva molto sul fatto di essere più aggressiva da fondo colpendo molto in anticipo a ridosso della linea di fondo.

Sei molto attiva sui social, posti spesso foto molto carine. Com’è nato il tuo interesse per la moda?
Sì mi piace parlare un po’ di moda, è divertente anche perché quando si è impegnati con una carriera da atleta siamo quasi sempre vestiti in modo sportivo, l’abbigliamento e gli accessori sono per la maggior parte legati allo sport. Adesso ho più tempo per dedicarmi a questo tipo di cose e poi, soprattutto, vado spesso in Italia.

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