Sette anni dopo, Nadal nei quarti a Wimbledon. Djokovic convincente

LONDRA - 35esimo quarto di finale Slam per Rafa: battuto Vesely in tre set. Nole perfetto contro Khachanov. Nishikori in rimonta. Del Potro-Simon sospesa (2-1 per Delpo)

Sette anni dopo, Nadal nei quarti a Wimbledon. Djokovic convincente
Rafa Nadal - Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Londra, il nostro inviato

NADAL IN CONTROLLO – Che il programma venga deciso in base alla “star-power” dei protagonisti è ormai risaputo. Di conseguenza, nel tradizionale “manic Monday” che vede impegnati tutti i protagonisti rimasti in gara, l’assegnazione del Centrale è inevitabilmente andata a Roger, Serena e Rafa. Il n.1 del mondo (ormai sicuro del trono fino a Cincinnati) è stato programmato per ultimo, quanto nonostante l’ora tutt’altro che tarda il cielo aveva deciso di nascondere il sole dietro le nubi e di addolcire la temperatura vivamente estiva di questo insolitamente rovente inizio luglio londinese. Per i primi due set la sfida mancina tra Nadal e Vesely ha regalato uno spettacolo avvincente come un panino al prosciutto: scambi sorprendentemente brevi, servizi piuttosto incisivi ed una spiccata tendenza di Vesely a giocare un terribile turno di battuta a set, sufficiente per consentire a Nadal di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Nel primo set quattro errori gratuiti ed un doppio fallo nel quarto game hanno regalato a Nadal il break necessario all’iberico per mettere in cascina il parziale in soli 30 minuti. Abbastanza simile anche il secondo set, sebbene nei due break subiti da Vesely tenendo complessivamente un solo punto c’è stata più collaborazione di Nadal, che ha messo a segno alcuni pregevoli colpi vincenti da fondocampo.

 

Il primo sussulto lo si è avuto sul 2-2 del terzo set, nel quale tra la sorpresa generale lo spagnolo si è prima fatto raggiungere da 40-15 a 40-40 e poi ha commesso due errori gratuiti consecutivi per concedere il primo break della partita. Vesely ha provato a scendere a rete con più solerzia, insistendo con la palla corta di rovescio lungolinea ed inventandosi anche qualche bella volée. Il suo vantaggio però ha avuto breve durata perché il suo tentativo di movimentare il gioco con anticipi e cambi traiettoria lo ha anche costretto a prendere qualche rischio in più che si è concretizzato con tre gratuiti di rovescio nel game seguente e controbreak immediato. Un Nadal meno preciso e spietato del solito non è però riuscito a sferrare il colpo di grazia al match: impreciso da fondo ed in difficoltà in risposta sulle traiettorie di servizio di Vesely, contrastate sempre da 3-4 metri oltre la riga di fondo, ha avuto bisogno della collaborazione dell’avversario che sul 4-5, dopo aver annullato due match point con altrettanti servizi vincenti ed essersi procurato una palla del 5-5, ha commesso tre errori gratuiti per concludere la partita dopo 1 ora e 53 minuti. Nadal torna quindi ai quarti di finale a Wimbledon per la prima volta dal 2011 e attende il vincente tra Del Potro e Simon.

DJOKOVIC PERENTORIO – Un Novak Djokovic totalmente in controllo contro Karen Khachanov. Nel loro primo scontro diritto, il serbo ha saputo arginare e scardinare le bordate del russo, producendo un tennis solido e chirurgico, chiudendo in 1 ora e 46 minuti per 6-4 6-2 6-2. Novak accede per la decima volta in carriera ai quarti di Wimbledon ed è quarto a pari merito con Murray nella lista dei giocatori dell’Era Open che hanno raggiunto il maggior numero di quarti a Church Road. Si tratta, inoltre, del suo 41esimo quarto di finale major in carriera ed è secondo (a pari merito con Jimmy Connors) nella classifica dei tennisti che hanno disputato più quarti nell’Era Open. Il primo è Roger Federer con 54 quarti slam. Il prossimo avversario di Nole sarà Kei Nishikori; su 15 scontri diretti finora il serbo ne ha vinti ben 13 e l’ultima vittoria del giapponese risale al 2014. I due non hanno mai giocato sull’erba. Una piccola distrazione di Djokovic permette a Khachanov di strappargli il servizio in apertura; ma è un piccolo fuoco di paglia; non solo il serbo mette a segno l’immediato controbreak ma riesce a staccarsi nello score sul 4-2. Ma attenzione, perché il russo lo incalza martellando di dritto, da un angolo all’altro, spingendo Djokovic fuori dal campo. Novak è costretto a difendere e subisce un altro break con Karen che si avvicina 3-4 per poi annullare il gap sul 4-4. Ma la differenza la fa ancora l’ex n. 1 del mondo che si assicura il break che conta di più, per poi chiudere la prima frazione per 6-4.

Novak Djokovic – Wimbledon 2018 (foto via Twitter, @Wimbledon)

C’è una palla break per Nole anche sull’1-0 del secondo set, convertita senza colpo ferire grazie a un doppio fallo di Khachanov. Ed ora il serbo sale in cattedra: 3-0 per lui e poi 4-1. Più concreto al servizio e più preciso, Nole approfitta invece degli errori dell’avversario, sale ancora 5-2 per poi far suo anche il secondo parziale per 6-2. Insomma, il russo sembra sciogliersi via via. Tante imprecisioni per lui (17 errori non forzati in totale ad inizio terzo set) a fronte dei soli 8 di Djokovic che, invece, realizza ben 21 vincenti. Il serbo continua a servire bene e ad essere in totale controllo da fondo. Non passa quasi niente e Nole riprende tutto. Insomma, è quasi sempre lui a comandare gli scambi e, al terzo matchpoint, chiude anche il terzo set per 6-2. “Sono molto contento” dice Novak subito dopo la partita, “per i break e il servizio, lui serve bene, ha un buon dritto ma ho controllato bene la situazione. Negli ultimi giochi era difficile perché non c’era più tanta luce e si era alzato il vento“. L’ex n. 1 del mondo raggiunge il suo decimo quarto di finale a Wimbledon, il suo 41esimo nei major. Al prossimo round affronterà Kei Nishikori, con cui ha vinto 13 volte su 15 e i due non si sono mai incontrati sull’erba.

da Londra, la nostra inviata Laura Guidobaldi

KEI E GINOCCHIO MANDANO GULBIS KO  L’unico precedente l’aveva vinto lui nel 2014 sulla terra di Barcellona ma si sa, su erba è tutta un’altra cosa. Kei Nishikori (28 ATP) invece ha saputo domare sulla superficie a lui meno amica potenza ed estro di un avversario capace di tutto in carriera. Ernests Gulbis (138 ATP), gran personaggio del tennis odierno – a prescindere, come direbbe il principe De Curtis, dalla classifica –, esce dal torneo con alla cintola il fresco scalpo del principino Zverev e la convinzione di essere ancora un degno avversario per chiunque, se solo vuole. Nishikori aveva il problema di rispondere alle cannonate di Gulbis in battuta, e questo era scritto, ma fin dal principio è in difficoltà anche sulle risposte del lettone, sempre precise, profonde e potenti. Ernests sfiora il break al terzo gioco e lo concretizza nel quinto, dopodiché tiene fino alla fine, spesso dando la sensazione di essere in pieno controllo.

I colpi di Nishikori non lo scalfiscono mentre i suoi aprono crateri nelle fragili sicurezze dell’avversario. Non bastasse questo, al termine del primo set Kei deve chiamare il fisioterapista per un dolore al braccio destro e gli interventi si susseguono poi nelle due pause seguenti. Certo, ribattere continuamente le mazzate di Gulbis non migliora la situazione. Poi passa il tempo, l’antidolorifico fa effetto, il suo avversario non sfrutta golose palle break e si arriva al 6 pari. Qui giunti Kei usa l’esperienza, sale 5-1 su un rovescio largo e resiste fino al 7-5 che pareggia le sorti. Il momento d’oro è passato, il giapponese adesso ha l’inerzia dalla sua parte e ritrova tempo e anticipo sui colpi mettendo all’angolo il lettone che deve salvare quattro palle break per giungere ancora al tie break. Nishikori gioca alla grande quando conta ed è in comando 4-2 quando Gulbis cade molto male sul ginocchio sinistro ed esce dal campo. Al rientro Ernests è in grado quasi solo di servire ma non cede e Kei va in confusione sui suoi dritti in back da fondocampo. Il punteggio scorre, entrambi mancano palle set finché il giapponese trova l’attacco giusto per il 12-10 che lo manda a condurre. Alla pausa Gulbis rientra per ulteriori accertamenti ma la sensazione che vada avanti a fatica è netta e il break subito all’inizio del quarto parziale ne è conferma. Non è più in grado di combattere ad armi pari, Nishi sale 4-0 e questo è l’epitaffio del match. Possibili quarti di nobiltà contro Nole, se il serbo batterà Khachanov.

Kei Nishikori – Wimbledon 2018 (foto via Twitter, @Wimbledon)

DELPO NON LA CHIUDE – L’oscurità ferma Juan Martin del Potro e Gilles Simon quando Delpo, in vantaggio di due set conquistati al tie-break, cede il terzo al dodicesimo gioco. Un match per lunghi tratti piacevole, con i vincenti che superano i gratuiti. Quasi a non voler rovinare il manto, Simon muove con leggerezza i suoi 70 chili – con presumibile arrotondamento per eccesso – per intercettare certe manate argentine che sembrano arrivargli contemporaneamente allo schiocco dell’impatto. Pur dimostrando di saper anticipare, prendere in mano lo scambio e magari chiudere a rete, il più delle volte Gillou usa le geometrie semplicemente per non permettere all’altro un comodo sventaglio di dritto. Delpo accetta qualche palleggio, varia con il rovescio slice che galleggia nell’aria e aspetta il momento per accelerare. Dopo che a nessuno dei due è riuscito l’allungo, nel tie-break Simon perde completamente la lucidità conquistando un solo punto. L’appannamento per Delpo arriva invece al successivo settimo game con tre macroscopici gratuiti di dritto, ma recupera subito lo svantaggio trasformando finalmente una palla break: è la numero 14. Una volé colpita senza guardare la palla costringe Simon a salvare quattro set point sul 5-6, ma nel tie-break concede campo ed errori e Del Potro non lo perdona. Anche il terzo parziale sembra inevitabilmente diretto al gioco decisivo, ma Gilou mette a segno una gran risposta di rovescio sul 30-40 rimandando tutto a domani. Chi vince troverà Rafa Nadal.

hanno collaborato Raffaello Esposito e Michelangelo Sottili

Risultati (parte bassa)

[2] R. Nadal b. J. Vesely 6-3 6-3 6-4
[24] K. Nishikori b. [Q] E. Gulbis 4-6 7-6(5) 7-6(10) 6-1
[5] J. M. del Potro vs G. Simon 7-6(1) 7-6(5) 5-7 sospesa per oscurità
[12] N. Djokovic b. K. Khachanov 6-4 6-2 6-2

Gli altri risultati (parte alta)

[1] R. Federer b. [22] A. Mannarino 6-0 7-5 6-4
[13] M. Raonic b. M. McDonald 6-3 6-4 6-7(5) 6-2
[9] J. Isner b. [31] S. Tsitsipas 6-4 7-6(8) 7-6(4)
[8] K. Anderson b. G. Monfils 7-6(4) 7-6(2) 5-7 7-6(4)

Il tabellone maschile

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