Wimbledon, le quote: equilibrio tra Raonic e Isner, qualche insidia per Nadal

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Wimbledon, le quote: equilibrio tra Raonic e Isner, qualche insidia per Nadal

I bookmakers non vedono rischi per Federer e Djokovic, che ha battuto Nishikori 13 volte di fila. Nole è considerato il più serio antagonista per il successo finale

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C’è un chiaro favorito in tre dei quattro quarti di finale maschili in programma questo pomeriggio. La sfida più aperta per i bookmaker è quella tra Milos Raonic e John Isner, anche perché mancano punti di riferimento per il pronostico. I precedenti infatti si perdono tra il 2012 e il 2016 (3-1 per lo statunitense) e non forniscono grosse indicazioni. Raonic – una finale e una semifinale da queste parti – si fa preferire a 1.66, quota che mette d’accordo i principali operatori del betting. Isner si gioca a 2.20, con l’equilibrio che si traduce anche nella previsione di una partita che può allungarsi. Viene ritenuto molto probabile che nel match si possano giocare più di 44 game (1.61 su Bet 365), mentre – al cospetto di due califfi del servizio – è praticamente scontato almeno un tie break (1.01).

Più indirizzate le altre sfide. Federer (1.08) e Djokovic (1.12) vengono considerati ostacoli insormontabili, rispettivamente, per Anderson e Nishikori. Per chi va in cerca dell’impresa: quella del sudafricano (sempre battuto nei quattro precedenti) pagherebbe da 7.50 (William Hill) a 10 volte (Bet365) la posta. Un ampio raddoppio della giocata (2.25) è previsto se Federer dovesse lasciare per strada un set. Nishikori ha perso da Djokovic negli ultimi 13 incroci, compresi quelli recenti di Madrid e Roma. Il successo nipponico viene ritenuto improbabile (quota 6, di media), così come vale 1.72 l’ipotesi che Nole chiuda i conti in tre set.  Viaggia col vento a favore Nadal (1.36 unanime), che contro del Potro ha vinto in 11 dei 16 precedenti. Qui però ci può essere partita, secondo i bookmaker: l’argentino si prende a 3.10 su William Hill e l’ipotesi che possa conquistare almeno un set è calda: 1.44. Piatto ricco in caso di quinto set: quota 6.00 nel caso dovesse spuntarla Nadal, 8.50 per l’argentino.

ANTEPOST – Federer resta chiaramente il grande favorito per il successo finale (1.72 su Bet365). Più interessanti le quote per l’eventuale assalto al trono: Djokovic (5) si lascia preferire rispetto a Nadal (6), considerando che i due possono trovarsi in semifinale. Outsider del Potro a 11, con Nishikori fuori dai radar (34). Schizza ogni valutazione per chi si trova nello stesso spicchio di tabellone del re svizzero: Raonic vale 15, Anderson 29, Isner 41.

 

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Il tennis riparte anche in Spagna: in campo Bautista Agut e Carreño Busta

Si gioca anche in Spagna questo week-end: tre spagnoli più un ‘intruso’ australiano, che però è cresciuto (tennisticamente e non) ad Alicante

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Vi avevamo fatto un riepilogo dei posti in cui si giocherà a tennis a giugno, benché ancora fuori dai circuiti professionistici, ma l’elenco è in costante aggiornamento. In attesa di novità sul circuito nazionale che dovrebbe partire da Lleida il 10 luglio, tre dei migliori giocatori del paese torneranno in campo a Benitachell, piccolo centro della comunità autonoma Valenciana. Gli spagnoli Roberto Bautista Agut, Pablo Carreño Pablo Andújar e l’australiano Alex de Miñaur – che è cresciuto in Spagna, ad Alicante – competeranno nel Region of Valencia Tennis Challenge, un quadrangolare che andrà in scena da venerdì a domenica.

Il mini-torneo, pensato anche per rilanciare il turismo nella zona valenciana, verrà trasmesso dall’emittente sportiva spagnola Gol e dovrebbe andare in onda anche su Tennis Channel Internazional. Riportiamo di seguito l’ordine di gioco delle tre giornate d’esibizione:

Venerdì 5 giugno

 
  • 16:30 – de Miñaur vs Andújar
  • 18.30 – Bautista Agut vs Carreño Busta

Sabato 6 giugno

  • 13.30 – Andújar vs Bautista Agut
  • 15.30 – de Miñaur vs Carreño Busta

Domenica 7 giugno

  • 13.30 – Bautista Agut vs de Miñaur
  • 15.30 – Carreño Busta vs Andújar


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Tennis Channel mischia le epoche: Sampras, Agassi e Federer si sfidano in un torneo virtuale

Due tabelloni da 32 giocatori, uno maschile e uno femminile, vedranno sfidarsi i più grandi campioni degli ultimi 25 anni. In forma simulata, s’intende…

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Lo sterile eppure irresistibile esercizio di confrontare tennisti che hanno calcato i campi da tennis in epoche diverse non troverà mai una vera e propria risoluzione. Ma ogni tanto ci si prova, tra il serio – con analisi comparative di statistiche e titoli – e il faceto, come proverà a fare in questo caso Tennis Channel.

Il canale statunitense interamente dedicato al tennis è pronto a lanciare il torneo simulato All-Star Fantasy Showdown, che vedrà sfidarsi in due tabelloni da 32 giocatori i migliori tennisti e le migliori tenniste di delle ultime decadi. Non è ben chiaro se verrà utilizzato il motore grafico di un videogame o quale altro software – lo scopriremo a partire dall’8 giugno – ma sappiamo che nel tabellone maschile coesisteranno Sampras, Agassi, Federer e Nadal, oltre a Djokovic, Hewitt, Rafter, Murray e altri campioni tra cui Carlos Moya che giocherà – non proprio lui, diciamo il suo simulacro – il match d’esordio contro Agassi.

Anche tra le donne sarà aspra contesa – benché virtuale. Le sorelle Williams, ovviamente, ma anche Halep e Sharapova, Capriati e Davenport; quest’ultima sarà coinvolta anche in persona nella trasmissione Tennis Channel Live in cui diversi analisti discuteranno gli esiti delle partite.

 

Il claim del torneo annuncia che nove scontri diretti che non sono mai andati in scena sul campo verranno simulati da questo torneo. “I telespettatori di Tennis Channel vedranno per la prima volta alcune sfide tra giocatori che hanno influenzato profondamente il gioco nelle ultime due decadi e mezzo“, ha detto il senior vice president dell’emittente John MacDonald. Sarà possibile anche rivedere i match on demand sulla piattaforma Tennis Channel Plus.

A.S.

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De Minaur: “Kyrgios è un vero uomo-squadra”

Il ventunenne australiano ha rivelato alcuni aspetti poco noti del suo controverso connazionale

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Nick Kyrgios e Alex de Minaur - ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

Alex De Minaur, N.26 ATP, ha chattato su Facebook con tennis.com dalla sua casa di Alicante, in Spagna, concentrandosi su un tema in particolare: il suo rapporto con Nick Kyrgios, l’altra metà del tennis australiano d’alta classifica. Apparentemente, i due non hanno moltissimo in comune, al di là della cittadinanza. Alex è un ragazzo tranquillo e un gran lavoratore che si è costruito una straordinaria base atletica per compensare alcuni limiti di peso di palla, mentre Kyrgios ha sempre fatto di tutto per farci sapere che, a) della professionalità non gli interessa molto, e b) che la sua opinione, possibilmente cosparsa di Trinidad Scorpion, non mancherà mai.

E invece Demon ha rivelato una grande affinità fra i due, parsa già evidente durante la ATP Cup, quando i due si sono distinti per una vittoria drammatica contro il doppio britannico nei quarti di finale della neonata competizione, ufficializzando la loro bromance:

“Abbiamo sempre avuto un grande rapporto. Nick ha sempre fatto tutto ciò che può per aiutarmi e gliene sarò sempre riconoscente. Siamo piuttosto diversi ma complementari.

Si può dire che la ATP Cup giocata in casa, in particolare, sia stata un grande anello di congiunzione fra i due, perché che Nick sia un eccezionale frontman è noto, ma anche De Minaur, da buon epigono di Hewitt, è un giocatore che fagocita l’entusiasmo del pubblico, e che ha già dimostrato di trovarsi a suo agio nei match più equilibrati, anche perché, leggero com’è, di punti facili non ne porterà mai a casa molti – in ATP Cup, ha giocato quattro match su quattro al terzo.

Il finalista della scorsa edizione delle Next Gen milanesi (pubblico a favore: poco), ha infatti voluto sottolineare l’attitudine dell’amico per questo tipo di eventi: “Quando si parla di competizioni a squadre, non vorresti mai avere nessun altro al suo posto. Starà dalla tua parte in ogni situazione e farà qualunque cosa per aiutarti. Sono aspetti che non si vedono in campo, cose che succedono a porte chiuse. Vorrei che ci fossero delle videocamere a riprenderci in spogliatoio e sul nostro pullman, così tutti potrebbero vedere quanto riesca a coinvolgere tutti”.

I due hanno giocato insieme in Davis per la prima volta nel 2018, e chissà che non riescano a farlo anche quest’anno, seppur in un contesto molto diverso. Risiedendo in Spagna (ha la doppia cittadinanza da parte di madre), la situazione del Demone non è diversa da quella di tutti noi: “Non siamo potuti uscire di casa per due mesi, è stato un periodo decisamente folle. Due settimane fa ho potuto ricominciare a uscire e ad allenarmi.

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