US Open: Nadal e del Potro passeggiano, Verdasco sfianca Murray

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US Open: Nadal e del Potro passeggiano, Verdasco sfianca Murray

Delpo non concede palle break a Kudla nel pomeriggio, Rafa regola Pospisil la sera. Andy scopre Verdasco con il coach nella pausa: “Le regole vanno fatte rispettare!”

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RAFA CENTRATO – Dopo il velocissimo e poco probante test contro il connazionale David Ferrer, il numero uno del tabellone Rafael Nadal ha superato per tre set a zero Vasek Pospisil nell’ultimo match in programma sull’Arthur Ashe e ha staccato il pass per il terzo round. Il campione in carica, che ha centrato la 42esima vittoria del suo 2018, è partito meglio sin dai primi punti, concentrato e deciso al punto giusto per trovare il ritmo. Pospisil non è stato supportato dal servizio nelle fasi iniziali della gara e l’aggressività in risposta ha permesso a Nadal di portarsi subito sul 3-0. Il primo parziale si è deciso di fatto nel secondo gioco, perché entrambi hanno concesso pochissimo nei successivi turni e Rafa ha incassato il 6-3 in poco più di trenta minuti.

La prima metà del secondo set è l’unica frazione di match in cui si assiste a una partita. Il canadese inizia a giocare il dritto in maniera più sciolta, raccogliendo diversi punti con l’inside-in. Nel quarto gioco si guadagna tre palle break consecutive, ma la prima di servizio tira fuori dai guai Nadal. Ciò non avviene qualche minuto dopo, quando è autore di due passanti da “circoletto rosso” che gli permettono di trovare il break a zero e portarsi in vantaggio 4-2. Ma il vantaggio svanisce subito. Tre non forzati col colpo in uscita dal servizio rimettono Nadal nel set. L’occasione mancata spezza definitivamente ogni speranza residua per Pospisil, che perde dodici degli ultimi tredici punti del parziale, vinto 6-4 dallo spagnolo. Il tre volte vincitore a New York aumenta la pressione da fondocampo nel primo gioco del terzo set e ottiene il break che gli consente di affrontare con più tranquillità il parziale. Il dritto uncinato si fa man mano più penetrante e il secondo break, sancito da un gran lob di rovescio nel sesto gioco, mette la parola fine sull’incontro. Dopo due ore esatte Nadal chiude la partita e saluta il Centrale di Flushing Meadows. Giocherà contro il russo Khachanov nel terzo round.

Antonio Ortu

 

VERDASCO BATTE I FANTASMI – Sull’Arthur Ashe Andy Murray, reduce da un infortunio domestico al naso occorso ieri mentre giocava con la sua bimba di 10 mesi, (e prontamente condiviso su Instagram dallo stesso Andy), cede con l’onore delle armi a Fernando Verdasco, testa di serie numero 31. Nelle precedenti 14 occasioni nelle quali i due avevano incrociato le racchette Fernando era riuscito soltanto una volta a sconfiggere Andy nel 2009.

Il campo centrale è gremito nei tre lati all’ombra, mentre solo qualche coraggioso spettatore occupa le tribune in pieno sole. Nel primo set il servizio salta e non sembra essere un vantaggio per i giocatori, mentre da entrambi i lati del campo si sprecano gli errori non forzati. Murray sicuramente sente maggiormente la partita, innalzando “come-on” al cielo a ogni punto e scuotendo avvilito la testa a ogni occasione mancata, e non saranno poche alla fine del parziale. Verdasco appare più rilassato, seppur non meno falloso dell’avversario. Fernando riesce però a restare concentrato e a piazzare alcuni ottimi vincenti, fino ad arrivare a servire per il set sul 6 a 5. Questa volta Verdasco non intende smarrire la battuta e, lottando su ogni scambio, si porta sull’uno a zero dopo praticamente un’ora di gioco. Il secondo set inizia sulla falsa riga del primo, con break e controbreak che si susseguono. Nel corso del quinto gioco un pallonetto in corsa di Verdasco cade sulla linea tra gli applausi del pubblico e il rammarico di Murray che lascia andare la pallina convinto finisca fuori. Andy da quel momento però si scuote, limita gli errori e leva il pugno verso gli spalti più e più volte. Murray non lascia più nulla a Fernando e pareggia i conti con un parziale di 6 giochi a 2 che non ammette repliche.

GUERRA DI NERVI Verdasco entra con piglio deciso nel terzo set, scende a rete senza paura e il suo coraggio viene premiato. Murray, dal canto suo, sembra arrivare un pochino in ritardo sulla palla ogni qualvolta gli scambi si allungano. Anche Andy prova alcune discese a rete, ma Verdasco è più veloce e lo passa per ben tre volte consecutive. Il risultato è Fernando che vola a condurre 4 a 1. Andy si aggrappa all’orgoglio, recupera un break e accende il pubblico con un potente rovescio in diagonale che lascia immobile Verdasco. Fernando non si perde d’animo, si concentra sul proprio turno di servizio e, malgrado un errore sciagurato, riesce a chiudere il discorso terzo parziale sul 6-4. Murray scuote sempre più la testa, mentre Fernando esulta in direzione del suo angolo sottolineando con i gesti la capacità di restare concentrato.

Dopo i 10 minuti di pausa introdotti dalla direzione del torneo per far fronte al caldo e all’umidità, si riparte con Murray al servizio. Il rinfrescante break non ha certo raffreddato gli animi. Al contrario in conferenza stampa Murray rivelerà: “Io ho fatto una doccia, Fernando un bagno di ghiaccio. Quando sono uscito dalla doccia l’ho trovato che parlava con il suo allenatore e un doppista spagnolo. Allora sono andato a dirlo al Supervisor. A loro ho chiesto cosa stessero facendo, visto che c’è una chiara regola sul fatto che non si possa parlare con l’allenatore. Poi lui se n’è andato. Certamente non sono stati insieme per molto tempo, ma questo è uno dei più grandi eventi del mondo, se ci sono regole del genere vanno fatte rispettare. Non è corretto che un giocatore parli con il proprio allenatore e l’altro no!” Verdasco darà poi la sua versione dei fatti: “Conosco la regola e infatti ho visto il mio allenatore negli spogliatoi soltanto perché ha usato la toilette, ma non ci siamo detti nemmeno una parola. Nella vasca vicino a me c’era Baghdatis in compagnia del suo coach, che parla spagnolo“.

Andy urla la sua rabbia al cemento blue dell’Arthur Ashe dopo ogni errore. Anche lo stadio si accende nel secondo game quando Murray riesce a uscire vincitore da uno scambio durissimo, passando Fernando dopo un paio di ottimi recuperi in corsa. Il livello di gioco si è decisamente alzato e ora i vincenti si susseguono. I giochi seguono ora i servizi fino al settimo game quando Verdasco alza ulteriormente il ritmo in risposta e si prende il break. Fernando appare ora inarrestabile e libera la sua potenza non solo sui colpi, ma anche al servizio. Andy sembra sofferente e scoraggiato, ma recupera uno svantaggio di 0-30 nel proprio turno di battuta e resta, così, aggrappato al match. Ora la pressione si sposta sulle spalle di Fernando, il braccio trema sia al servizio che da fondo campo, e Murray si trova sulla racchetta cinque palle break, annullate coraggiosamente da Verdasco. La tensione è alle stelle, Fernando litiga con il pubblico, l’arbitro e con se stesso, mentre Murray lancia maledizioni al cielo. È un servizio vincente che regala infine, alla terza occasione utile, il game, il set e la partita a Verdasco. Ora per Fernando la sfida di terzo turno con Juan Martin Del Potro.

da New York, Chiara Gheza

IL CALDO NON SPAVENTA DEL POTRO – A Juan Martin del Potro il nome di Denis Kudla suscita solo bei ricordi: fu contro di lui infatti che giocò il primo match nel 2016 al rientro dopo l’infortunio al polso, e forse oggi per commemorare l’occasione si è esibito in una serie spropositata di rovesci in back. La testa di serie n. 3 ha dominato – come dimostrano le zero palle break concesse – vincendo in tre set e il match, per via anche delle elevate temperature, è stato tutt’altro che avvincente ma nonostante il gran caldo l’argentino non ha mostrato particolari segni di insofferenza fatta eccezione per il suo classico atteggiamento flemmatico. Adesso lo attende una super-sfida contro Verdasco.

Paolo Di Lorito

Risultati:

[1] R. Nadal b. V. Pospisil 6-3 6-4 6-2
[27] K. Khachanov b. [LL] L. Sonego 7-5 6-3 6-3
N. Basilashvili b. [18] J. Sock 4-6 6-3 6-2 7-6(2)
G. Pella b. P. Lorenzi 7-5 6-0 6-2
[9] D. Thiem b. S. Johnson 6-7(5) 6-3 5-7 6-4 6-1
T. Fritz b. [WC] J. Kubler 6-3 3-6 6-3 rit.
[28] D. Shapovalov b. A. Seppi 6-4 4-6 5-7 7-6(2) 6-4
[5] K. Anderson b. J. Chardy 6-2 6-4 6-4
[3] J.M. del Potro b. D. Kudla 6-3 6-1 7-6(4)
[31] F. Verdasco b. [PR] A. Murray 7-5 2-6 6-4 6-4
[20] B. Coric b. R. Carballes Baena 7-6(4) 6-2 6-3
D. Medvedev b. [15] S. Tsitsipas 6-4 6-3 4-6 6-3
[11] J. Isner b. N. Jarry 6-7(7) 6-4 3-6 7-6(2) 6-4
D. Lajovic b. C. Norrie 6-2 2-6 6-4 6-4
[25] M. Raonic vs G. Simon 6-3 6-4 6-4
[WC] S. Wawrinka b. [Q] U. Humbert 7-6(5) 4-6 6-3 7-5

Fuori Tsitsipas, Wawrinka trova Raonic

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US Open, il CDC allenta le misure anti-Covid. C’è speranza per Djokovic? Intanto si cancella da Cincinnati

Negli ‘States’ i non vaccinati seguiranno le stesse linee guida dei vaccinati. Si attende la decisione sui viaggi internazionali, in cui spera Novak Djokovic

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Novak Djokovic - Bercy 2021 (foto Roberto Dell'Olivo)

Continua inesorabile il countdown verso lo US Open 2022, al via il prossimo 29 agosto. Già il primo Masters 1000 della stagione estiva su cemento nordamericano si avvia verso la conclusione, quello di Montreal, e subito un altro sta per cominciare a Cincinnati. Insomma, è quasi la vigilia dell’ultimo Slam dell’anno. Quasi fosse una storia da racchiudere in un romanzo, come accaduto in Australia, Novak Djokovic sembra costretto alla rinuncia, dal momento che ad oggi, 12 agosto, gli Stati Uniti non accettano stranieri senza doppia dose di vaccino contro il Covid-19. Tuttavia le probabilità di vedere il fresco campione di Wimbledon in campo, che fino a non molte ore fa erano vicine allo 0, sono aumentate.

Infatti il CDC (Centre for Desease Control and Prevention) oltreoceano ha annunciato giovedì 11 agosto un alleggerimento delle misure anti-Covid. Niente più obbligo di quarantena se venuti in contatto con un soggetto positivo, oltre a un ridimensionamento del sistema di screening su chi non ha sintomi e modifiche ai regolamenti scolastici sui test per gli alunni. Greta Massetti del CDC ha dichiarato che in seguito ad avvenuta infezione o vaccinazione, ormai si stima che il livello di immunità della popolazione sia al 95%. I tempi sono dunque maturi per “responsabilizzare” la popolazione. Ciò che risulta più rilevante nelle indicazioni del CDC è che i non vaccinati seguiranno le stesse linee guida dei vaccinati. Ancora però non è stato comunicato nulla riguardo gli ingressi ai non vaccinati, in particolare da viaggi esteri. Tale comunicazione verrà data “nelle prossime settimane” si legge alla fine del comunicato del CDC.

Come detto però, mancano poco più di due settimane al via dello US Open. Che sia ora il momento dell’USTA per spingere verso un’accelerazione delle procedure per avere Djokovic a Flushing Meadows? Ricordiamo che per quanto concerne la Federazione statunitense Novak potrebbe giocare comunque il torneo. Certo è che, visto questo rilassamento delle misure contro il virus, la scelta di consentire l’accesso anche ai non vaccinati provenienti dall’estero è tutt’altro che improbabile. Djokovic sarebbe sicuramente pronto a volare negli States anche a ridosso del torneo, ma una tempestiva comunicazione da parte degli organismi in gioco scongiurerebbe episodi simili a quello avvenuto in Australia. Almeno dal punto di vista tennistico, dove non si rischia di avere un tabellone influenzato dal forfait di Djokovic, nel caso in cui al momento del sorteggio la questione sui viaggi internazionali sia ancora aperta. Non ci sono gli elementi per pronosticare cosa succederà.

 

Tra il sapere e il non sapere, Novak sta continuando ad allenarsi su cemento, il che dimostra che lui ci ha creduto sin dall’inizio. Ha però sempre ribadito che se non è certo di poter passare la frontiera, non viaggerà. Ecco perché ha dovuto cancellarsi dal Masters 1000 di Cincinnati (di cui si conoscono le teste di serie). Al suo posto entrerà Brandon Nakashima nella lista. Il sorteggio del tabellone principale è in programma alla mezzanotte tra venerdì e sabato, ora italiana (le 18 in Ohio).

Intanto a Cincinnati è arrivato invece Rafael Nadal, che potrebbe anche conquistare la prima posizione mondiale al termine dell’evento. Deve vincere il titolo e sperare che Medvedev non raggiunga i quarti. Rafa si è subito allenato con Marc Lopez

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ATP

US Open, spiraglio per Djokovic? Dal Congresso degli Stati Uniti chiedono a Biden di farlo giocare

Alcuni rappresentanti del congresso degli USA hanno ufficialmente richiesto di far entrare sul suolo statunitense l’ex numero uno del mondo

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

Da poche ore è arrivata la notizia ufficiale del forfait di Novak Djokovic dalla Rogers Cup, impossibilitato a partecipare al torneo di Montreal per le note restrizioni sui vaccini anti-covid. Un’altra rinuncia a causa della sua ostinazione a rifiutare l’ipotesi di vaccinarsi contro il Covid, che sta compromettendo la sua stagione. Per come stanno le cose oggi, il serbo è destinato a saltare anche il successivo ‘1000’ di Cincinnati e, soprattutto, l’ultimo slam della stagione, al quale comunque per ora è regolarmente iscritto.

Mancano poco più di tre settimane all’inizio dello US Open e per l’ex numero uno del mondo potrebbe aprirsi un piccolo spiraglio. Due rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, infatti, hanno formalmente richiesto al presidente Joe Biden che venga concesso ai tennisti stranieri non vaccinati di entrare negli USA. Si tratta di Claudia Tenney e Louie Gohmert, entrambi repubblicani, con la prima in particolare che insiste affinché “Novak Djokovic e ogni altro atleta internazionale possano disputare lo US Open”, definendo ridicola la legge attualmente in vigore. Questo perché la manifestazione è ritenuta di interesse nazionale.

Per Djokovic, dunque, le speranze di partecipazione aumentano, nel senso che c’è chi lo sta spalleggiando in via ufficiale (anche perché, a dire il vero, prima erano prossime allo zero…). Con un atto formale come l’esenzione chiesta da Tenney e Gohmert, infatti, potrebbe aprirsi un iter ufficiale per permettergli di competere.

 

È bene ricordare che lo US Open – come ogni altro torneo ATP – non impone alcun obbligo vaccinale per poter giocare. Di conseguenza, il problema del 21 volte campione Slam non è formalmente dato dal torneo, quanto piuttosto dalla (attuale) impossibilità ad entrare negli Stati Uniti. Sono infatti stati diversi i commenti di tennisti che hanno preso le parti del serbo, da Millman a Isner passando per Sandgren. Quest’ultimo non è vaccinato ma è statunitense, quindi potrà regolarmente scendere in campo per lo US Open (lui stesso definisce ridicola questa situazione).

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ATP

John Millman, il Covid negli USA e il caso Djokovic: “Non capisco perchè lui non possa giocare”

L’australiano ha poi aggiunto: “Se tutti rispettassero le regole sarei favorevole a leggi più restrittive, ma se i cittadini non vaccinati possono giocare…”

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John Millman - Eastburne 2022 (foto: profilo Instagram @johnnyhm)

Con ogni probabilità Novak Djokovic non prenderà parte ai più importanti tornei estivi, dato che questi si disputano negli Stati Uniti. Niente Open del Canada, Cincinnati e US Open dunque per l’ultimo vincitore di Wimbledon, dato che le politiche di entrata negli USA sono piuttosto severe e restrittive. Nessuno straniero, infatti, può mettere piede sul suolo statunitense se – come Djokovic – non è vaccinato.

Non è la prima volta che si vengono a creare dibattiti a tal proposito, visto che ad inizio anno è stato fatto tanto clamore mediatico per l’ingresso in Australia (e la successiva espulsione) dell’ex numero uno del mondo. A schierarsi dalla parte di Djokovic, nelle ultime ore, è stato proprio un australiano: John Millman.

L’attuale numero 76 ATP è stato costretto al ritiro dall’ATP250 di Los Cabos (qui il tabellone aggiornato) per via della sua positività al Covid-19. Il 33enne di Brisbane ha contratto il virus proprio negli Stati Uniti, dove la scorsa settimana era impegnato ad Atlanta (sconfitto 7-6 6-4 da Nakashima al secondo turno).

 

Millman ha dunque avuto il tempo necessario per farsi un’idea di quanto (poco) negli USA siano rispettate le norme anti-covid, come da lui stesso spiegato via twitter. A questo punto, l’australiano si è chiesto perché, nonostante il relativo disinteresse per il contenimento del virus, Novak Djokovic non possa giocare i tornei negli Stati Uniti. Tornei ai quali, fra l’altro, possono partecipare cittadini statunitensi non vaccinati, poichè non sono le organizzazioni degli eventi a frapporre questo tipo di restrizione.

Ho contratto il covid – spiega Millman sul suo profilo twitter ufficiale. “Ero negli USA e non mi è sembrato che qui molte persone rispettassero raccomandazioni e indicazioni. Per me non è un problema, ma a questo punto non capisco perché Novak Djokovic non possa competere.

L’australiano, per evitare fraintendimenti, ha poi proseguito e chiarito: “Voglio essere chiaro: se tutti seguissero le regole io sarei favorevole ad una politica vaccinale restrittiva in entrata. Tuttavia, per quel che ho potuto vedere, nessuno se ne curava molto. Inoltre, i tornei permettono di giocare ai cittadini non vaccinati e solo il 30% dei giocatori ha la dose booster– conclude Millman, che qualche ora dopo ha anche commentato: “Twitter è pieno di persone con opinioni diverse su questioni differenti, ma se un atleta dà un giudizio su qualcosa che esula dal suo sport gli viene ripetuto di pensare al proprio sport”.

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