Schiavone si ritira. Dopo 8058 giorni di carriera

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Schiavone si ritira. Dopo 8058 giorni di carriera

Tanto è durata la sua carriera, cominciata a Orbetello nel 1996 e conclusasi 22 anni dopo contro la stessa avversaria che ha battuto per vincere il Roland Garros. “Il cuore ha bisogno di sogni e adesso voglio vincere uno Slam da coach”

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Il ricordo di Ubaldo Scanagatta
Spunti tecnici: Schiavone, quanto eri bella da veder giocare. E che rovescio

Come ampiamente preventivabile al momento dell’annuncio della conferenza stampa, tenuta alle 14 locali (20 italiane) a New York, Francesca Schiavone ha comunicato la sua decisione di ritirarsi dal tennis. La 38enne milanese, che ha disputato il suo ultimo match a Gstaad lo scorso luglio, appenderà la racchetta al chiodo per cominciare una carriera da coach.

 

Di seguito le prime dichiarazioni di Francesca: “È un momento molto importante della mia vita. Sono arrivata alla decisione di lasciare il tennis con il cuore, perché la mia mente quando sono arrivata qui mi diceva ‘per favore, vai in campo, lotta per sconfiggere le avversarie più giovani’. Il mio cuore però mi dice che sono in pace, sono molto felice della mia carriera e della mia vita. Mi sveglio la mattina e mi sento bene“. Il futuro dell’ormai ex tennista è già tracciato. “Avevo due sogni: vincere il Roland Garros ed entrare in top 10. Il cuore ha bisogno di sogni e adesso voglio vincere uno Slam da coach“ ha detto Francesca, che in seguito ha confermato come la sua nuova carriera sia già iniziata: “Sto già allenando da alcuni mesi, è stimolante vedere tanti ragazzi che vogliono imparare. La milanese ha dichiarato di aver cominciato a lavorare prevalentemente con uomini, per testare le sue abilità.

C’è ovviamente anche spazio per i ricordi. “Ogni volta che parlo del Roland Garos è come se un pezzo di me andasse via. Mi piacerebbe parlarne ma alcuni ricordi rimarranno per sempre nel mio cuore“.

L’AUDIO INTEGRALE


I NUMERI DI FRANCESCA

Schiavone ha fatto tanto per il tennis italiano, stabilendo record e inaugurando l’epoca d’oro che avrebbe poi visto i successi di Flavia Pennetta, Sara Errani e Roberta Vinci. Ripercorriamo il viaggio della nostra Leonessa attraverso i numeri della sua splendida carriera.

1 – il numero di mani usate da Francesca per giocare il rovescio. Il suo gioco è stato sempre apprezzato per la varietà di soluzioni e rotazioni, oltre che per la sagacia tattica che le consentiva di tenere il passo di avversarie dotate di maggiore potenza. A impreziosire ulteriormente il suo tennis è appunto il rovescio a una mano, caratteristica che peraltro fa di lei l’ultima monomane capace di vincere un torneo del Grande Slam (l’ormai celeberrimo Roland Garros 2010).

2  le finali Slam giocate da Schiavone in carriera, una vinta e una persa, entrambe al Roland Garros. La prima presenza nell’ultimo atto di un Major risale alla vittoriosa cavalcata del 2010. Francesca, testa di serie numero 17, dopo aver rimontato un set a Regina Kulikova, regola in due set la qualificata Sophie Ferguson, Li Na (tds 11) e Maria Kirilenko (tds 30). Ai quarti di finale domina Caroline Wozniacki, allora numero 3 del mondo, e in semifinale approfitta del ritiro di Elena Dementieva, tds n. 5, dopo aver vinto il primo set. In finale arriva un altro successo in due set contro Samantha Stosur e il bacio alla terra rossa del Philippe Chatrier. L’anno seguente dimostra che non si è trattato di un caso e raggiunge ancora la finale all’Open di Francia, ma stavolta deve arrendersi alla solidità di Li Na.

3 – le Fed Cup vinte. Il primo successo risale al 2006 contro il Belgio di Justine Henin e Kirsten Flipkens. Schiavone vince il primo singolare contro Flipkens, ma viene sconfitta da Henin. La sfida viene decisa dal doppio grazie al ritiro della coppia belga nel terzo set. Arrivano poi due allori consecutivi nel 2009 e nel 2010. In entrambe le occasioni in finale pagano dazio gli Stati Uniti, orfani delle sorelle Williams.

4 – il best ranking, raggiunto nel gennaio 2011 grazie ai quarti di finale agli Australian Open. Nessuna giocatrice italiana è mai arrivata così in alto in classifica e al maschile solo Adriano Panatta può vantare lo stesso risultato.

8 – i titoli vinti in carriera, il primo a Bad Gastein nel 2007 dopo ben sette sconfitte consecutive in finale. Poi Mosca, Barcellona, Roland Garros, Strasburgo, Marrakech fino ai più recenti (e più sorprendenti) ruggiti di Rio (2016) e Bogotà (2017), quando ormai il declino era già iniziato da un pezzo.

11 – milioni di montepremi raccolti in carriera. Prima italiana a superare quota 10 milioni, superata poi anche dalle altre Fab Four azzurre: Flavia Pennetta (oltre 14 milioni), Sara Errani (oltre 13 milioni) e Roberta Vinci (oltre 11 milioni).

61 – le partecipazioni consecutive nei tornei del Grande Slam. La striscia si è interrotta agli Australian Open 2016, quando è stata sconfitta nelle qualificazioni da Virginie Razzano, fallendo dunque l’aggancio ad Ai Sugiyama (62) che è rimasta detentrice del record. Un vero peccato, anche perché difficilmente gli organizzatori del Roland Garros le avrebbero negato una wild card per permetterle di superare la giapponese. Per quanto riguarda le partecipazioni totali invece, Francesca è al terzo posto all time con 70 gettoni, dietro a Amy Frazier (71) e Venus Williams (80).

284 – i minuti impiegati per sconfiggere Svetlana Kuznetsova negli ottavi di finale degli Australian Open 2011, la bellezza di 4 ore e 44 minuti. 6-4 1-6 16-14 il punteggio finale che lancia Francesca verso i quarti di finale e il best ranking di numero 4 del mondo. La partita, durante la quale l’italiana ha salvato ben sei match point, è l’incontro femminile più lungo nella storia dei tornei dello Slam.

454 – la posizione nel ranking, piuttosto ingenerosa, che occupa al momento dell’annuncio ufficiale del suo ritiro

8058 – i giorni trascorsi dal suo esordio nel circuito professionistico all’ultimo incontro ufficiale, 22 anni dopo. Nel primo turno dell’edizione 1996 di un minuscolo torneo ITF di Orbetello, Francesca (sedicenne proveniente dalle qualificazioni e ancora priva di classifica) sconfisse la francese Anne Laure Le Guennec, n. 765 del mondo. Dopo oltre ottomila giorni è stata sconfitta da Samantha Stosur al primo turno del torneo di Gstaad, il 17 luglio 2018. Salvo improbabili passerelle che Francesca dovesse decidere di concedersi, l’avversaria del suo ultimo match in carriera rimarrà la stessa di quello più importante. Come nelle migliori sceneggiature.

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Lorenzo Sonego…come se nei quarti ci fosse mio figlio

Lui e Matteo Berrettini sono, insieme ai giovanissimi Sinner, Musetti e Zeppieri, le nostre migliori speranze per il futuro del nostro tennis

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La gioia di Lorenzo Sonego - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il quasi incredibile exploit del ragazzo torinese che l’8 aprile era ancora n.103 del mondo e che oggi prima di affrontare il sorprendente Dusan Lajovic nei quarti del Masters 1000 di Montecarlo è già (da lunedì prossimo) n.65 dopo aver cominciato il torneo da n.96 mi ha fatto felice come un ragazzino. Anzi, come un papà.

Sì perché Lorenzo, come anche Matteo Berrettini, è un ragazzo beneducato, semplice, serio, simpatico, di bei principi, un comportamento sempre corretto, con i piedi per terra e sono sicuro che resterà sempre tale anche se dovesse diventare famoso. Sono ragazzi che assomigliano, come genere di persona, a Paolo Lorenzi, un altro buon esempio di educazione.

 

Sarò anziano, ma sono valori che apprezzo, al di là del tennis. Perché sono valori che non tradiscono mai, sia che uno diventi un campione oppure no. Roger Federer è sempre stato una persona per bene, e così anche Rafa Nadal, Novak Djokovic, Andy Murray, seppure con sfumature magari diverse. Sarebbero stati dei grandi anche se avessero vinto di meno.

Gli exploit monegaschi ripetuti di Lorenzo, uno che ama ricordare quanto sia bello giocare a tennis, come si diverta, quanto sia eccitante essere incoraggiato dal pubblico, le emozioni di un campo centrale fanno piacere a tutto l’Italia più sana del tennis. “È stato bello già giocarci nel primo turno delle qualificazioni – ha detto Sonego dopo la partita – mi aiuterà contro il mio prossimo avversario chiunque esso sia [Lorenzo non poteva sapere in quel momento che Lajovic, n.48 del mondo avrebbe battuto dopo Goffin 63 64 anche Thiem n.5 63 63 dopo aver condotto addirittura per 5-0 nel primo] e con il sostegno del pubblico certamente darò il meglio di me stesso. Io stanco? Non si può essere stanchi quando si ha la fortuna di giocare il torneo di Montecarlo!

Le caratteristiche umane e tecniche, l’impegno a lavorare duro per progredire ancora ci sono tutte. Sonego serve benissimo, sui 200 km orari e con Berrettini è il tennista italiano che serve meglio in tutto l’ultimo ventennio. Ma più di Berrettini in questo momento sembra in grado di tenere il servizio anche sotto pressione. Lo scrivo anche se oggi sul 5-4 ha servito per il match è ha perso la battuta per la prima volta nel match. Nei turni precedenti non l’aveva mai persa con Seppi, e una sola volta con Khachanov.

Ha un gran dritto ed è miglioratissimo nella risposta e nel rovescio che sono ancora invece due punti deboli di Berrettini che comunque – non va dimenticato – gli sta ancora davanti in classifica (è n.55) ed ha la sua stessa età, anche se quest’anno sembra sentire più la pressione di vincere rispetto a un anno fa.

Forse rispetto a Berrettini sembra migliore a rete, ma è difficile dirlo, perché a rete ci viene spesso a punto semiconquistato.

Felice, anzi felicissimo per gli exploit di Lorenzo, sono dispiaciuto per la sfortuna di Cecchinato, febbricitante, quando avrebbe potuto battere altrimenti un Pella che comunque non sbaglia mai una palla e mai l’avevo visto così centrato.

Dispiace che abbia mancato un’opportunità importante per guadagnare punti pesanti in vista della cambiale del Roland Garros. Questa sfortuna mi ha ricordato l’episodio di Volandri al Roland Garros, quando contro Puerta mancò un’opportunità memorabile per infilarsi alle fasi finali del torneo perché limandosi qualche pellicina d’una mano con un rasoio si procurò delle vesciche che gli impedirono di difendersi come avrebbe potuto.

Volandri non ebbe più occasioni del genere. Cecchinato, ne sono quasi certo, ne avrà ancora.

Infine mi scuso con i lettori se non scrivo neppure una riga sul match di Fognini con Zverev, che ho potuto seguire solo fino alla fine del primo est. Vi assicuro – e lo dico soprattutto ai miei lettori più maligni – che non è per partito preso, ma sono dovuto partire prima della fine del suo match.

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Montecarlo: Fognini è principesco, Zverev cede di schianto

Il N.3 del mondo regge solo nel primo set, nel secondo Fognini lo manda in confusione totale. Due italiani nei quarti per la seconda volta in un Masters 1000

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Dalla nostra inviata a Montecarlo,

Fabio Fognini chiude il programma del campo centrale sconfiggendo con una prestazione superba il numero 3 del mondo, Alexander Zverev. Nei due precedenti incontri, entrambi disputati nel 2017 a Roma e Pechino, era sempre stato Sascha ad avere la meglio sull’azzurro. L’ingresso sul campo di Fabio è accolto da applausi entusiasti dei tanti italiani che gremiscono il Montecarlo Country Club. “Questo per me è il vero torneo di casa” dichiarerà poi Fabio a fine incontro, ringraziando i tifosi e gli amici accorsi a sostenerlo. Sotto gli occhi attenti di Francesca Schiavone e Flavia Pennetta, il match inizia sul filo dell’equilibrio fino al quinto gioco quando proprio Fognini spezza il ritmo di Zverev e si prende il primo break. È solamente un’illusione poiché Sascha piazza subito il contro break. L’atmosfera sul Ranier III è elettrica, il gioco divertente, seppur Zverev commetta qualche errore di troppo. Si arriva al tie-break con lo stadio ormai trasformato in una torcida azzurra che incita Fabio e accoglie ogni suo punto con un grido d’esultanza. Zverev scuote la testa, mentre Fognini, malgrado la variopinta fasciatura alla caviglia destra, si muove bene sul campo e approfittando di un errore di Alexander mette a segno il primo mini-break. Il settimo punto è infinito, Fabio lotta e corre per il campo ma Zverev, implacabile, riporta il conto dei mini-break in parità. Una volée alta, accompagnata da un boato del pubblico, regala a Fognini il primo set point, ma Zverev l’annulla con freddezza. Nel punto successivo però Sascha commette un errore di rovescio che manda Fabio a servire per il set. Fognini serve bene, scende a rete e chiude con uno smash, urlando tutta la sua gioia al cielo azzurro del Principato.

 

Curioso come il primo punto del secondo set sia la fotocopia esatta dell’ultimo del primo parziale. Fabio galvanizzato dalla folla che lo sospinge gioca concentrato e manda fuori giri Zverev tenendo scambi prolungati, e trasformando alla terza occasione utile la palla break nel secondo gioco: Sascha scende a rete, colpisce la pallina che danza sul nastro e ricade nella metà campo del tedesco. Fognini vola poi sul tre a zero con un bel servizio e dritto e mostra il pugno al suo angolo. Sascha appare sempre più contrariato e, mani sui fianchi, fa lunghi monologhi per tentare di trovare la chiave di lettura dell’incontro. Nel sesto gioco Zverev tenta di chiamare a rete Fabio con una smorzata sulla quale l’azzurro arriva in scivolata rimandando una palla alta che Sasha colpisce malissimo, regalando il punto a Fognini. Fabio sorride mentre si riavvia verso il fondo del campo. L’errore, il 25mo della partita, pesa come un macigno sulle giovani spalle del tedesco che cede la battuta e manda così Fognini a servire per l’incontro. È un dritto angolato, infine a costringere Zverev all’errore e a far volare Fabio nei quarti di finale di Montecarlo. “Non è stato il miglior match della mia carriera, ma ci siamo andati vicino. Le condizioni erano difficili per via del vento. Prima della partita ho chiesto al fisioterapista di Nadal quale fosse la situazione sul campo.” afferma sorridendo Fognini in mix zone. “Il gomito l’ho sentito durante il gioco, ma vado avanti!” È la seconda volta nella storia che due italiani si qualificano ai quarti dello stesso Masters 1000, accadde ad Amburgo 2005 con Seppi e Volandri. A Montecarlo era accaduto l’ultima volta nel 1978 quando Corrado Barazzutti battè Adriano Panatta proprio nei quarti. Si trattava allora di un torneo WCT. Ora per Fabio la sfida sarà con il croato Borna Coric. Un solo precedente lontanissimo a Umago 2014 vinto da Fabio quando Borna era ancora minorenne.

Risultati:

[1] N. Djokovic b. T. Fritz 6-3 6-0 
[10] D. Medvedev b. [6] S. Tsitsipas 6-2 1-6 6-4

D. Lajovic b. [4] D. Thiem 6-3 6-3
[Q] L. Sonego b. C. Norrie 6-2 7-5

[9] B. Coric  b. P. H. Herbert 6-4 6-2
[13] F. Fognini b. [3] A. Zverev 7-6(6) 6-1

G. Pella b. [11] M. Cecchinato 6-4 4-6 6-4
[2] R. Nadal b. G. Dimitrov 6-4 6-1

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Montecarlo: Sonego da vero guerriero domina Norrie. Primi quarti in un ‘1000’

Prestazione eccelsa di Lorenzo Sonego contro Cameron Norrie. L’azzurro domina l’avversario 6-2 7-5 e accede per la prima volta in carriera ai quarti di un Masters 1000

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da Montecarlo, la nostra inviata

Aveva detto di sentirsi un guerriero. Detto, fatto. Sui campi del Country Club, Lorenzo Sonego dimostra di amare la lotta e supera il n. 54 del mondo Cameron Norrie. Prestazione eccelsa del torinese che ha sempre condotto le danze nel match. L’unico momento di incertezza giunge sul 6-2 5-4 per l’azzurro, quando Norrie ha un guizzo di resistenza e di orgoglio e strappa il servizio all’avversario. Ma Lorenzo non batte ciglio, anzi. Ancora più concentrato e agguerrito, non solo si assicura il 6-5 ma va poi a prendersi anche il secondo parziale per 7-5. La favola continua e, per la prima volta in carriera, l’azzurro accede ai quarti di un Masters 1000.

 

PRIMO SET SUL VELLUTO – Non c’è storia nel primo parziale. Il britannico non riesce a trovare i meccanismi per mettere in difficoltà un Sonego ispiratissimo e centrato. Chirurgici i fondamentali dell’azzurro che mette in campo un ottimo servizio e fa ma molto male con il dritto e le smorzate. Dall’altra parte della rete il britannico sembra non avere le armi per metterlo in difficoltà e, in 36 minuti, il piemontese conquista la prima frazione per 6-4.

IL GUIZZO DI NORRIE NON BASTA – Lorenzo continua a macinare con i suoi colpi incisivi, propositivi, profondi e vari. Si porta alquanto rapidamente in vantaggio sul 5-3, mentre l’avversario continua ad essere particolarmente falloso. Tuttavia, sul 5-4 per l’azzurro, Norrie insiste cercando di scardinare i suoi schemi e tenta delle variazioni. Riesce ad incartare Lorenzo che, alcuni minuti che, per la prima volta nel match, gli concede due palle break. Dopo aver salvato la prima, sulla seconda viene tradito dal dritto e il britannico lo raggiunge sul 5-5. Ma Sonego non si scompone. Ancora più grintoso e concentrato di prima, senza manifestare alcun nervosismo, si rimbocca le maniche e continua a “servire” all’avversario un tennis di altissimo livello. Il sogno continua perché non solo avanza sul 6-5 ma, dopo un’ora e 24 minuti, riesce a chiudere con lo score di 6-2 7-5. Per la prima volta in carriera, Sonego giunge così ai quarti di un Masters 1000.

Grazie a tutti per essere venuti qui a vedermi” grida un raggiante e incredulo Sonego davanti ai numerossissimi italiani presenti sulle tribune del Court des Princes, “devo ringraziare tutti i miei amici di Torino per essere venuti qui a tifare per me, grazie al mio team e a tutti coloro che mi stanno vicino“. Ha uno sguardo franco e pulito il giovane Lorenzo, anche quando giunge in conferenza stampa; il volto solare si distingue per il candore e l’umiltà che sono tra le doti migliori del tennista piemontese: “sto facendo tanta esperienza con questi match. È vero che dopo Marrakesh sono venuto subito qui, ma ci tenevo tanto a disputare il torneo di Montecarlo, è una competizione molto importante”.

(in aggiornamento con le dichiarazioni)

Risultati:

[1] N. Djokovic b. T. Fritz 6-3 6-0
[10] D. Medvedev b. [6] S. Tsitsipas 6-2 1-6 6-4

[4] D. Thiem vs D. Lajovic 
[Q] L. Sonego b. C. Norrie 6-2 7-5

P. H. Herbert vs [9] B. Coric 
[13] F. Fognini vs [3] A. Zverev

G. Pella b. [11] M. Cecchinato 6-4 4-6 6-4
G. Dimitrov vs [2] R. Nadal 

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