WTA Ranking: Kasatkina, prima volta in top 10. Giorgi sale ancora

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WTA Ranking: Kasatkina, prima volta in top 10. Giorgi sale ancora

In top 20 le uniche a mantenere invariata la propria posizione sono Halep, Osaka e Sevastova. Goerges esce dalle 10, Ostapenko dalle 20. Crollo di Venus e Vandeweghe

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È iniziato ieri il penultimo atto di questa stagione, le Finals (qui la guida a cura di AGF). Oltre ai punti ottenuti l’anno scorso a Singapore, la WTA ha già scalato quelli dell’Elite Trophy di Zhuhai, che partirà a fine mese. Questo, contestualmente ai risultati dei tornei di Mosca e Lussemburgo, ha provocato un mezzo terremoto in classifica.

TOP10 E TOP20 – Le uniche stabili sono Simona Halep (n.1), Naomi Osaka (n.4) e Anastasija Sevastova (n.11).  In top10, Angelique Kerber supera Caroline Wozniacki  e si porta al n.2. Due posti in più per Kvitova (n.5) e Stephens (n.6), perde 3 posizioni invece Pliskova (n.8). Best ranking per Bertens (+1, n.9) e Kasatkina, che con la vittoria a Mosca sale di 4 gradini e si posiziona al n.10. Esce invece dalla top10 Goerges (-5, n.14). A nulla sono serviti i 280 punti del titolo in Lussemburgo. La tedesca, tra Mosca e Zhuhai, ne perdeva infatti 1170. In top20, sono in ascesa Sabalenka (+3, n.12), Mertens (+3, n.13), Serena Williams (+2, n.15), Keys (+3, n.16). Entra per la prima volta tra le venti Anett Kontaveit (+1, n.20), che prende il posto di Ostapenko (-3, n.21) sempre più in crisi. Retrocedono anche Muguruza (-4, n.17 e Garcia (-6, n.18).

Pos. Giocatrice Punti Tornei Diff. dal 08/10/18
1 Simona Halep 6921 16 0
2 Angelique Kerber 5375 18 1
3 Caroline Wozniacki 5086 18 -1
4 Naomi Osaka 4740 19 0
5 Petra Kvitova 4255 20 2
6 Sloane Stephens 3943 19 2
7 Elina Svitolina 3850 18 -1
8 Karolina Pliskova 3840 22 -3
9 Kiki Bertens 3710 24 1
10 Daria Kasatkina 3315 24 4
11 Anastasija Sevastova 3185 22 0
12 Aryna Sabalenka 3145 26 3
13 Elise Mertens 3065 22 3
14 Julia Goerges 2995 23 -5
15 Serena Williams 2976 9 2
16 Madison Keys 2817 16 3
17 Garbiñe Muguruza 2725 22 -4
18 Caroline Garcia 2600 22 -6
19 Ashleigh Barty 2420 20 1
20 Anett Kontaveit 2375 23 1

UP AND DOWN – Innanzitutto Camila Giorgi. Anche se per semplici aggiustamenti di classifica, l’italiana tocca il n.26, best ranking anche per lei. Sorridono anche Belinda Bencic (+10, n.37), Saisai Zheng (+10, n.47), Ons Jabeur (+39, n.62) e Eugenie Bouchard (+20, n.88).  Prosegue la corsa verso i piani alti di Dayana Yastremska (+6, n.60). Altri movimenti in salita:

 

39           +5          [GBR]    Johanna Konta
109         +15       [RUS]    Margarita Gasparyan
124         +37       [RUS]    Vera Zvonareva

In forte discesa  Venus Williams (-18, n.40), finalista al Masters un anno fa, Coco Vandeweghe (-46, n.101), finalista a Zhuhai, Carina Witthoeft (-68, n.168), campionessa uscente in Lussemburgo, e la nostra Errani (-11, n.103). Altri movimenti in discesa:

51           -12        [SVK]    Magdalena Rybarikova
54           -13        [PUR]    Monica Puig
66           -13        [ROU]   Irina-Camelia Begu

CASA ITALIA

In classifica generale, oltre al nuovo best ranking di Camila Giorgi e all’ulteriore crollo di Sara Errani, Martina Di Giuseppe (n.182) guadagna 38 posti in più grazie al titolo a Santa Margherita di Pula. Salgono in classifica anche Paolini (+6, n.187) e Martina Trevisan (+6, n.191). Perde ben 24 posizioni Georgia Brescia (n.342),  semifinalista a Obidos nel 2017. Complessivamente, il ranking medio della top5 italiana è 137,8. Nella top20 nazionale,  Martina Di Giuseppe sale al n.3 d’Italia.

Pos. Giocatrice Class. WTA Diff. dal 01/10/18
1 Camila Giorgi 26 0
2 Sara Errani 103 0
3 Martina Di Giuseppe 182 3
4 Jasmine Paolini 187 -1
5 Martina Trevisan 191 -1
6 Giulia Gatto-Monticone 206 -1
7 Deborah Chiesa 226 0
8 Anastasia Grymalska 230 0
9 Jessica Pieri 266 0
10 Stefania Rubini 301 0
11 Georgia Brescia 342 0
12 Gaia Sanesi 347 0
13 Federica Di Sarra 401 0
14 Camilla Rosatello 406 1
15 Angelica Moratelli 408 -1
16 Lucrezia Stefanini 419 0
17 Martina Caregaro 433 0
18 Martina Colmegna 455 0
19 Dalila Spiteri 456 0
20 Lucia Bronzetti 489 0

NEXT GEN RANKING

Ancora un posto in più per Dayana Yastremska che si posiziona al n.4 del ranking. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1998).

Pos. Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 01/10/18
1 Aryna Sabalenka 1998 12 0
2 Sofia Kenin 1998 49 0
3 Viktoria Kuzmova 1998 56 0
4 Dayana Yastremska 2000 60 1
5 Vera Lapko 1998 65 -1
6 Marketa Vondrousova 1999 70 0
7 Amanda Anisimova 2001 93 0
8 Anastasia Potapova 2001 94 0
9 Anna Blinkova 1998 97 1
10 Olga Danilovic 2001 99 -1

NATION RANKING

Gli Stati Uniti guidano la classifica in solitaria. Seguono la Repubblica Ceca e la Germania. Rientra in classifica la Cina al posto della Spagna. Crollo della Francia. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Pos. Nazione Punteggio Diff. dal 15/10/18
1 Stati Uniti 37 0
2 Repubblica Ceca 44 -1
3 Germania 80 0
4 Russia 81 1
5 Romania 91 -2
6 Ucraina 94 1
7 Bielorussia 95 1
8 Australia 100 1
9 Cina 105
10 Francia 108 -4

LE TOP 50

1 0 [ROU] Simona Halep 27 6921 16
2 1 [GER] Angelique Kerber 30 5375 18
3 -1 [DEN] Caroline Wozniacki 28 5086 18
4 0 [JPN] Naomi Osaka 21 4740 19
5 2 [CZE] Petra Kvitova 28 4255 20
6 2 [USA] Sloane Stephens 25 3943 19
7 -1 [UKR] Elina Svitolina 24 3850 18
8 -3 [CZE] Karolina Pliskova 26 3840 22
9 1 [NED] Kiki Bertens 26 3710 24
10 4 [RUS] Daria Kasatkina 21 3315 24
11 0 [LAT] Anastasija Sevastova 28 3185 22
12 3 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3145 26
13 3 [BEL] Elise Mertens 22 3065 22
14 -5 [GER] Julia Goerges 29 2995 23
15 2 [USA] Serena Williams 37 2976 9
16 3 [USA] Madison Keys 23 2817 16
17 -4 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2725 22
18 -6 [FRA] Caroline Garcia 25 2600 22
19 1 [AUS] Ashleigh Barty 22 2420 20
20 1 [EST] Anett Kontaveit 22 2375 23
21 -3 [LAT] Jelena Ostapenko 21 2363 21
22 1 [CHN] Qiang Wang 26 2155 23
23 1 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 2153 21
24 1 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1900 29
25 2 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1805 20
26 2 [ITA] Camila Giorgi 26 1800 21
27 -1 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1755 20
28 1 [TPE] Su-Wei Hsieh 32 1720 27
29 1 [RUS] Maria Sharapova 31 1602 13
30 1 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 24 1570 21
31 2 [CZE] Katerina Siniakova 22 1492 24
32 2 [CRO] Petra Martic 27 1465 21
33 -1 [CZE] Barbora Strycova 32 1460 23
34 1 [CRO] Donna Vekic 22 1455 25
35 1 [USA] Danielle Collins 24 1395 27
36 1 [CHN] Shuai Zhang 29 1370 27
37 10 [SUI] Belinda Bencic 21 1344 21
38 0 [AUS] Daria Gavrilova 24 1335 23
39 5 [GBR] Johanna Konta 27 1300 24
40 -18 [USA] Venus Williams 38 1206 12
41 4 [GRE] Maria Sakkari 23 1164 26
42 -2 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1160 22
43 3 [AUS] Ajla Tomljanovic 25 1157 28
44 -2 [FRA] Kristina Mladenovic 25 1155 27
45 3 [KAZ] Yulia Putintseva 23 1145 24
46 -3 [FRA] Alizé Cornet 28 1130 27
47 10 [CHN] Saisai Zheng 24 1128 23
48 1 [BEL] Alison Van Uytvanck 24 1110 26
49 2 [USA] Sofia Kenin 19 1073 29
50 2 [BEL] Kirsten Flipkens 32 1058 25

Legenda – Nella top 50 trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice- anni – punti – tornei.

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Uno sguardo alla geografia dell’ultima classifica ATP

Dal 16 marzo non ci sono aggiornamenti su questo fronte, e non ce ne saranno per molte altre settimane. Vediamo cosa ci dice la top 100 a livello geografico e anagrafico, dal più vecchio (Federer) al più giovane (Sinner)

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Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Come è ormai noto, la classifica ATP (come del resto quella femminile) è cristallizzata all’ultimo aggiornamento del 16 marzo, e così rimarrà fino al momento in cui sarà possibile riprendere a giocare – e quindi ad accumulare punti, scalare posizioni ed eventualmente battere primati. A quest’ultimo discorso è particolarmente interessato Novak Djokovic, che senza l’interruzione per l’epidemia di COVID-19 avrebbe probabilmente già scavalcato Pete Sampras al secondo posto della classifica dei tennisti che hanno trascorso più settimane in testa al ranking.

Poco male per Nole, che raggiungerà comunque quota 286 e si lancerà all’inseguimento di Federer, primo con 310 settimane. Se riuscirà a raggiungere anche il campione svizzero lo scopriremo nei prossimi mesi, per adesso possiamo concentrarci su quello che ci dice la classifica ATP che abbiamo a disposizione. Perché per diverse settimane ancora rimarrà immutata. Lo facciamo con l’aiuto del lavoro grafico svolto da Paolo Brunello, che ringraziamo, e che ci fornisce un ottimo spaccato della ripartizione geografica della top 100 maschile.

I grafici sono tre, tutti interattivi, e potete ‘giocarci’ qui se navigate da mobile o direttamente nell’articolo, se ci leggete da computer. Cliccando su ogni nazione, vi comparirà l’anagrafica degli atleti e il loro ranking.

 

Il giochino delle percentuali è semplice, poiché il campione è esattamente 100 e dunque ogni numero corrisponde anche a una percentuale. Il 68% degli attuali top 100 è europeo, e il blocco Francia-Spagna-Italia contribuisce con ben 29 atleti, quasi un terzo del totale. Gli otto atleti italiani corrispondono al numero di quelli statunitensi, un risultato molto ragguardevole se si considera la differenza di estensione e di popolazione (gli USA sono oltre cinque volte più popolati dell’Italia).

Tutto il nord America (Stati Uniti + Canada) vanta gli stessi top 100 – dodici – della Francia, nazione leader di questa statistica, così come l’intero continente americano assomma gli stessi atleti assommati da Francia e Spagna, 21. Sono invece 19 le nazioni che vantano un solo tennista in top 100, la maggior parte delle quali (14) sono europee; si aggiungono Bolivia (Dellien), Brasile (Thiago Monteiro) e Uruguay (Cuevas) per il sud America oltre a Corea del Sud (Soonwoo Kwon) e Sudafrica (Harris).

NON HO L’ETA’ – Nonostante Zverev sia convinto che il ricambio generazionale – pur sfavorito dallo stop – sia dietro l’angolo, gli under 21 in top 100 sono appena sette, se consideriamo come limite l’anno di nascita 1999 che dunque esclude i giocatori che compieranno 22 anni entro la fine del 2020 – ovvero i classe ’98 Tsitsipas, Ruud, Humbert e Ymer. Il più giovane in classifica è ovviamente Jannik Sinner, e siamo abbastanza convinti che possiate indovinare anche il più anziano. Dopo Roger c’è Feliciano Lopez, nato un mesetto più tardi, e a seguire il trittico Verdasco-Kohlschreiber-Seppi. L’età media della top 100 è 27,34.

I giocatori fermati nel loro miglior momento, ovvero coloro che occupano al momento il best ranking, sono sette: si tratta di Thiem (3), Fritz (24), Evans (28), Humebrt (42), Paul (57), Balazs (76) e Dennis Novak (85).

Per ciò che concerne le possibilità future, ovvero come l’ATP potrà gestire la ripresa dell’attività agonistica a livello di classifica, abbiamo fatto un po’ di ipotesi in questo articolo.

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Focus

Cosa significa che il ranking è congelato? Qualche ipotesi sul futuro

Le classifiche sono state bloccate fino alla ripresa della stagione, ma come verranno ri-organizzate alla fine della crisi?

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Novak Djokovic - Dubai 2020 (via Twitter, @atptour)

Come noto, ATP e WTA hanno congiuntamente annullato tutti i tornei previsti fino alla stagione su erba (che dovrebbe iniziare l’8 giugno), cosa che era già nell’aria, anche se indubbiamente lo spostamento del Roland Garros ha un po’ forzato la mano a entrambi i circuiti, titolari di una sfilza di eventi che avevano perso la loro funzione propedeutica.

All’annuncio è stata aggiunta una piccola postilla, vale a dire che entrambi i ranking verranno congelati almeno fino a quella data. Come ha spiegato il sito della WTA, questo significa che le classifiche del 16 marzo 2020 (che poi sono le stesse del 9) rimarranno invariate fino all’eventuale ripresa, senza che i punti ottenuti durante lo stesso periodo del 2019 vengano scalati – tautologicamente, “congelati” significa… “congelati”.

La domanda quindi è: come verranno stilate le classifiche quando e se si tornerà a giocare? L’unica certezza è che il consueto modello di confronti annuali fra le prestazioni delle varie settimane della stagione dovrà essere almeno parzialmente aggiustato, a meno che la stagione non venga cancellata del tutto, perché in quel caso si ripartirebbe sostanzialmente da capo nel 2021, con soli due mesi di stagione da scalare, due mesi che peraltro includono solo uno dei 14 tornei da almeno 1000 punti, vale a dire l’Australian Open.

 

Il grande scoglio è che, se si riprenderà durante l’estate, molti giocatori potranno ancora contare su alti punteggi ottenuti, di fatto, 18 mesi prima, mentre chi ha avuto una grande seconda metà di 2019 (un caso su tutti, Daniil Medvedev), rischierebbe di dover salvare il proprio ranking in un lasso molto breve.

CHE FARE? – Una soluzione potrebbe essere scalare una percentuale dei punti che non si sono potuti difendere questa primavera, così da non affossare giocatori che hanno ottenuto un’alta quota del proprio punteggio durante questo periodo, senza allo stesso tempo consentir loro di “vivere di rendita”.

Salomonicamente, se il 50% di quei punteggi venisse decurtato a fine 2020, giocatori come Lajovic, Fognini o Isner non crollerebbero in maniera ingiusta, e allo stesso tempo potrebbero cercare di rimontare i punti in uscita per ammortizzarli prima della fine dell’anno solare.

Una seconda soluzione potrebbe essere la desincronizzazione fra stagione e anno solare nei prossimi tre anni, organizzando due stagioni di 18 mesi: si concluderebbe la stagione 2020-21 la settimana prima con il Roland Garros (stile campionato argentino di Clausura), e si ripartirebbe subito con altri 18 mesi, concludendo l’accorpamento con le Finals torinesi del 2022. Lo scalo o incremento dei punti si rifletterebbe allo stesso modo, procedendo su coppie da sei Slam ciascuno, quindi in sostanza i punti dell’Australian Open 2020 si rifletterebbe su Wimbledon 2021, Wimbledon 2020 (a questo punto il secondo Slam di quest’anno in ordine cronologico) su US Open 2021 e così via, fino ai punti del Roland Garros 2021 che scalerebbero agli US Open 2022.

Il difetto principale, al di là dello scalo di punti su tornei diversi per superficie e punti, sarebbe l’unicità delle Finals (o dell’ATP Cup), che renderebbe gli scali temporanei un po’ disomogenei, anche se tutto si ribilancerebbe alla fine del 2022 – perciò la prima soluzione sembra decisamente più praticabile. L’unica cosa certa è che sarà bello tornare a preoccuparsi di queste cose, perché vorrà dire che questo periodo sarà solo un ricordo.

Teorie a parte, prima di vedere qualche numero relativo al congelamento, ripassiamo le due attuali top 20.

RANKING ATP

1 Novak Đoković 10220
2 Rafael Nadal 9850
3 Dominic Thiem 7045
4 Roger Federer 6630
5 Daniil Medvedev 5890
6Stefanos Tsitsipas4745
7Alexander Zverev3630
8Matteo Berrettini2860
9Gaël Monfils2860
10David Goffin2555
11Fabio Fognini2400
12Roberto Bautista Agut2360
13Diego Sebastián Schwartzman2265
14Andrej Rublëv2234
15Karen Chačanov2120
16Denis Shapovalov2075
17Stan Wawrinka2060
18Christian Garín1900
19Grigor Dimitrov1850
20Félix Auger-Aliassime1771


RANKING WTA

1Ashleigh Barty8717
2Simona Halep6076
3Karolína Plíšková 5205
4Sofia Kenin4590
5Elina Svitolina4580
6Bianca Andreescu4555
7Kiki Bertens4335
8Belinda Bencic4010
9Serena Williams3915
10Naomi Ōsaka3625
11Aryna Sabalenka3615
12Petra Kvitová3566
13Madison Keys2962
14Johanna Konta2803
15Petra Martić2770
16Garbiñe Muguruza2711
17Elena Rybakina2471
18Markéta Vondroušová2307
19Alison Riske2256
20Maria Sakkarī2130


FERMI IN VETTA – Innanzitutto, i due leader delle classifiche mondiali, Novak Djokovic e Ashleigh Barty, non aggiungeranno altre settimane al proprio bottino di testa, se si eccettua la settimana di bonus omaggiata da ATP e WTA con le classifiche del 16.

L’australiana si ferma per ora a 35, a quattro di distanza da Amélie Mauresmo, mentre Djokovic è a 281, a cinque da Pete Sampras e a 29 dal record assoluto di Roger Federer – una sfortuna che per il serbo è controbilanciata dai 4000 punti che il suo diretto inseguitore, Rafa Nadal, si troverebbe a difendere nello spazio d’un mattino fra Flushing Meadows e Porte d’Auteuil.

CUI BONO? – Per molti giocatori, impossibilitati a difendere i risultati dello scorso anno, il blocco previene una dolorosa uscita in termini di punti. Escludendo i punti del Roland Garros in quanto già fissato all’interno del calendario, i dieci più colpiti da un’eventuale stillicidio ad oltranza dei ranking sarebbero stati, fra gli uomini, Nadal (-2260), Thiem (-1970), Federer (-1960), Djokovic (-1915), Tsitsipas (-1400), Fognini (-1235), Medvedev (-815), Auger-Aliassime (-716), Lajovic (-696) e Isner (-690), mentre, fra le donne, Pliskova (-1831), Bertens (-1830), Barty (-1440), Halep (-1161), Andreescu (-1120), Kvitova (-1015), Bencic (-1006), Kerber (-990), Konta (-930) e Kontaveit (-885).

FERMATI SUL PIÙ BELLO – Questi sono i giocatori che si trovavano con la miglior classifica personale in Top 100 al momento del congelamento dei punteggi, escludendo ovviamente i due capofila, che per definizione esibiscono il proprio best ranking: fra gli uomini abbiamo Thiem (3), Berrettini (8), Rublev (14), Lajovic (23), Fritz (24), Evans (28), Humbert (42), Sonego (46), Paul (57), Balazs (76), e Novak (85); fra le donne Kenin (4), Rybakina (17), Sakkari (20), Zheng (34), Jabeur (39).

Ovviamente la posizione di classifica descrive una fase transitoria (o almeno, lo faceva), e molti di questi giocatori sono al proprio picco in termini di classifica grazie a congiunture temporali favorevoli (basti pensare a Berrettini, che ha ancora il best ranking pur avendo giocato solo due partite quest’anno), ma per quasi tutti questi giocatori lo stop ha spezzato un momento di forma.

In questo senso possiamo ricordare Evans semifinalista a Dubai, Fritz finalista ad Acapulco, Jabeur che ormai perdeva solo con le più forti, o Kenin che dopo un comprensibile appannamento e appagamento post-Slam era tornata a vincere a Lione e chissà che non fosse in procinto di lanciare un’OPA al primo posto del ranking, visti anche i punti che Barty avrebbe avuto in scadenza a Miami. Un peccato per questi giocatori e giocatrici, ma la speranza è che possano rifarsi presto.

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Focus

Cosa succede ai punti ATP persi a Indian Wells?

I punti del torneo 2019 in California escono per tutti ma una deroga nel regolamento permette di ripescare punti non conteggiati di altri tornei, per chi li ha giocati…

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Dominic Thiem - Indian Wells 2019 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Tra le preoccupazioni di queste settimane legate al coronavirus, ce ne sono di più o meno serie. Essendo qua per parlare di tennis, uno degli interrogativi principali che la cancellazione del torneo di Indian Wells ha suscitato riguarda i punti validi per il ranking: cosa accade a quelli guadagnati un anno fa? Si perdono? I giocatori prendono “uno zero” come se avessero saltato un torneo obbligatorio? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Prima di tutto, in nessun comma o articolo del regolamento ATP viene nominato il diritto di difendere i propri punti; anzi, è proprio il concetto di “difesa” – tanto caro nell’uso quanto temuto nella realtà da tutti, dagli stessi tennisti ai fan – a non essere assolutamente preso in considerazione. Quindi, dopo 52 settimane, i punti vengono sottratti a prescindere dalla effettiva possibilità del giocatore di tornare in campo per riconquistarli. Tra due settimane, come è probabilmente chiaro a chiunque, a Dominic Thiem saranno sottratti i 1.000 punti del suo primo titolo pesante e a Roger Federer i 600 della finale. Il fatto che non si sia disputato l’evento, tuttavia, apre la finestra su una regola finora mai utilizzata, rimasta nelle pieghe del Rulebook a prendere polvere. Nella loro lungimiranza e sicuramente toccando ferro, gli estensori della lettera A del paragrafo 03, capitolo IX, hanno inserito la norma per cui, se “nel periodo del ranking non ci sono quattro Grand Slam e otto Masters 1000, il numero dei migliori risultati di un giocatore fra tutti i tornei idonei sarà adattato di conseguenza”.

Tradotto, significa che, se uno di quei tornei viene cancellato, il giocatore farà entrare nel proprio conteggio il miglior risultato fra quelli scartati. Ricordiamo infatti che, oltre ai dodici tornei citati (e alle eventuali ATP Finals e ATP Cup), ci sono i sei migliori risultati a costituire il monte punti totale di un tennista che, allora, potrà far valere anche il settimo. Tornando a Thiem, potrà quindi consolarsi con i 90 punti degli ottavi di Montecarlo, primo dei due tornei esclusi; così, ne perderà 910 – non una gran consolazione, in effetti. D’altra parte, sono (non tanto) lontani i tempi in cui scartava vittorie di tornei “250”.

 

Il meccanismo è chiaro, come è chiaro che i tre fenomeni non giocano abbastanza tornei da averne di non-countable dove pescare punti. E sì, sappiamo che la Laver Cup figura nell’apposita casella di due di loro. A titolo di curiosità, diamo invece un’occhiata a qualche altro mancato (non per sua colpa) protagonista. Daniil Medvedev va in pareggio: la sconfitta ai sedicesimi da 45 punti viene infatti esattamente compensata dai quarti raggiunti a Marsiglia che entrano come settimo miglior risultato. Lo stesso capita a Sascha Zverev (quarti a Monaco di Baviera). Stefanos Tsitsipas vede volentieri svanire i 10 punti della sconfitta all’esordio, sostituiti dai 90 del Queen’s. 10 sono i punti per la sconfitta prematura di Matteo Berrettini compensati da Montecarlo e altrettanti quelli di Fabio Fognini che, con le sconfitte al primo impegno in diversi tornei nel 2019, non trae benefici.

Va da sé che, se salta all’occhio la sfortuna per chi lo scorso anno era arrivato alle fasi finali, lo stesso può dirsi per chi, non avendo nulla o quasi da difendere, perde l’occasione di incrementare il proprio bottino.

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