ATP Ranking: due russi tra i primi 20, inizia la caduta di Dimitrov

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ATP Ranking: due russi tra i primi 20, inizia la caduta di Dimitrov

Khachanov e Medvedev (entrambi a best ranking) otto anni dopo Youzhny e Davydenko. Dimitrov crolla, Filippo Baldi fa il suo ingresso in top 200

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Se i tornei Challenger non esistessero bisognerebbe inventarli per consentire ai nostri connazionali di vincerli. Nel 2018 ne hanno sino ad oggi conquistati quattordici. La scorsa domenica l’impresa è riuscita a Filippo Baldi e a Thomas Fabbiano, rispettivamente a Ismaning e Ningbo. La vittoria ha portato in dote al ventiduenne milanese l’ingresso tra i migliori 200 giocatori del mondo (+ 107 posti da gennaio a oggi) e la possibilità quindi di disputare le qualificazioni dei tornei ATP di categoria superiore. Fabbiano è tornato molto vicino alla top 100. Di seguito l’elenco degli italiani compresi tra le prime 200 posizioni.

Classifica ATP Giocatore Punteggio Var.
15 F. Fognini 2315 -1
21 M. Cecchinato 1838 -2
43 A. Seppi 1096 3
53 M. Berrettini 932 -1
106 T. Fabbiano 560 25
110 L. Sonego 531 -9
114 P. Lorenzi 503 1
144 S. Travaglia 401
147 S. Bolelli 392 -1
148 L. Vanni 385 3
153 G. Quinzi 374 2
167 S. Caruso 341 4
164 A Giannessi 339 -1
176 F. Baldi 314 63
189 A. Arnaboldi 294 1

Restando in tema di Challenger, segnaliamo la vittoria di Ivo Karlovic in quello disputato a Calgary. Il 39enne croato è il vincitore di Challenger più anziano di sempre. Risalendo la classifica, ai piani altissimi prosegue la lenta ma inesorabile discesa di Grigor Dimitrov. Il bulgaro – numero 3 ai nastri di partenza della stagione – è ormai a un passo dall’uscita dalla top ten e mesto 22esimo nella Race per Londra.

In top 20 irrompono a una sola posizione di distanza l’uno dall’altro due russi classe ’96: Khachanov (vincitore a Mosca) e Medvedev. Ne fanno le spese Cecchinato e Raonic.

Classifica ATP Giocatore Nazione Punteggio Variazione
1 R. Nadal Spagna 7660
2 N. Djokovic Serbia 7445
3 R. Federer Svizzera 6260
4 J.M. del Potro Argentina 5760
5 A. Zverev Germania 5025
6 M. Cilic Croazia 4185
7 D. Thiem Austria 3825
8 K. Anderson S. Africa 3730
9 J. Isner USA 3380 1
10 G. Dimitrov Bulgaria 3335 -1
11 K. Nishikori Giappone 2910
12 D. Goffin Belgio 2855
13 B. Coric Croazia 2415
14 K. Edmund GB 2330 1
15 F. Fognini Italia 2315 -1
16 S. Tsitsipas Grecia 2155
17 D. Schwartzman Argentina 1880
18 J. Sock USA 1850
19 K. Kachanov Russia 1845 7
20 D. Medvedev Russia 1842 1

Kyle Edmund, grazie alla vittoria ottenuta ad Anversa, scavalca Fabio Fognini al 14esimo posto. La vittoria di Stefanos Tsitsipas a Stoccolma non ha prodotto effetti sulla classifica del ventenne di Atene ma, sotto il profilo statistico, ha avuto il merito di mettere la Grecia sulla mappa delle nazioni che possono vantare la conquista di un torneo ATP di categoria superiore ai Challenger dall’inizio dell’era Open. L’inciso sulla vittoria di Tsitsipas fa da preambolo alla classifica riservata alla Next Generation, che questa settimana non mostra variazioni.

NextGen
Posizione Giocatore Nazione Punteggio Classifica ATP
1 A. Zverev Germania 4770 5
2 S. Tsitsipas Grecia 2155 16
3 D. Shapovalov Canada 1450 29
4 A. de Minaur Australia 1308 31
5 F. Tiafoe USA 1055 45
6 T. Fritz USA 898 57
7 A. Rublev Russia 750 76
8 J. Munar Spagna 641 79

Il regolamento della manifestazione prevede che al torneo prendano parte di diritto i sette migliori tennisti al mondo nati dopo il 31/12/1996 ai quali si unirà un loro coetaneo destinatario di una wild card. La wild card sarà assegnata al vincitore del torneo di qualificazione che si disputerà dal 2 al 4 novembre allo Sporting di Milano 3 tra gli otto migliori NextGen italiani. Invariata anche la classifica valida per le finali londinesi.

RACE TO LONDON
Posizione Giocatore Nazione Punteggio Classifica ATP
1 R. Nadal Spagna 7480 1
2 N. Djokovic Serbia 7445 2
3 J.M. del Potro Argentina 5300 4
4 R. Federer Svizzera 5160 3
5 A. Zverev Germania 4770 5
6 M. Cilic Croazia 3825 6
7 K. Anderson S. Africa 3720 8
8 D. Thiem Austria 3535 7
9 J. Isner USA 3020 9
10 K. Nishikori Giappone 3000 11

L’assenza per infortunio di del Potro rende (purtroppo) ancora più interessante la battaglia per la conquista di uno degli ultimi quattro posti effettivi disponibili e delle due riserve. In attesa che l’ultimo Masters 1000 del 2018 – quello di Parigi-Bercy – suggelli la rosa dei partecipanti, questa settimana alcuni dei più autorevoli pretendenti sono impegnati nei 500 di Vienna (Anderson, Thiem, Isner, Nishikori e Coric) e Basilea (Cilic e Fognini). Concludiamo con l’elenco dei giocatori che hanno raggiunto il loro best ranking:

Classifica Giocatore Nazione
19 K. Kachanov Russia
20 D. Medvedev Russia
39 M. Ebden Australia
49 D. Lajovic Serbia
86 I. Ivashka BLR
92 U. Humbert Francia

Prosegue l’ascesa del NextGen Humbert che, dopo avere fatto capolino sette giorni orsono tra i primi 100 del mondo, sale altri sette gradini arrivando così ad un ragguardevole + 186 da inizio anno.

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Uno sguardo alla geografia dell’ultima classifica ATP

Dal 16 marzo non ci sono aggiornamenti su questo fronte, e non ce ne saranno per molte altre settimane. Vediamo cosa ci dice la top 100 a livello geografico e anagrafico, dal più vecchio (Federer) al più giovane (Sinner)

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Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Come è ormai noto, la classifica ATP (come del resto quella femminile) è cristallizzata all’ultimo aggiornamento del 16 marzo, e così rimarrà fino al momento in cui sarà possibile riprendere a giocare – e quindi ad accumulare punti, scalare posizioni ed eventualmente battere primati. A quest’ultimo discorso è particolarmente interessato Novak Djokovic, che senza l’interruzione per l’epidemia di COVID-19 avrebbe probabilmente già scavalcato Pete Sampras al secondo posto della classifica dei tennisti che hanno trascorso più settimane in testa al ranking.

Poco male per Nole, che raggiungerà comunque quota 286 e si lancerà all’inseguimento di Federer, primo con 310 settimane. Se riuscirà a raggiungere anche il campione svizzero lo scopriremo nei prossimi mesi, per adesso possiamo concentrarci su quello che ci dice la classifica ATP che abbiamo a disposizione. Perché per diverse settimane ancora rimarrà immutata. Lo facciamo con l’aiuto del lavoro grafico svolto da Paolo Brunello, che ringraziamo, e che ci fornisce un ottimo spaccato della ripartizione geografica della top 100 maschile.

I grafici sono tre, tutti interattivi, e potete ‘giocarci’ qui se navigate da mobile o direttamente nell’articolo, se ci leggete da computer. Cliccando su ogni nazione, vi comparirà l’anagrafica degli atleti e il loro ranking.

 

Il giochino delle percentuali è semplice, poiché il campione è esattamente 100 e dunque ogni numero corrisponde anche a una percentuale. Il 68% degli attuali top 100 è europeo, e il blocco Francia-Spagna-Italia contribuisce con ben 29 atleti, quasi un terzo del totale. Gli otto atleti italiani corrispondono al numero di quelli statunitensi, un risultato molto ragguardevole se si considera la differenza di estensione e di popolazione (gli USA sono oltre cinque volte più popolati dell’Italia).

Tutto il nord America (Stati Uniti + Canada) vanta gli stessi top 100 – dodici – della Francia, nazione leader di questa statistica, così come l’intero continente americano assomma gli stessi atleti assommati da Francia e Spagna, 21. Sono invece 19 le nazioni che vantano un solo tennista in top 100, la maggior parte delle quali (14) sono europee; si aggiungono Bolivia (Dellien), Brasile (Thiago Monteiro) e Uruguay (Cuevas) per il sud America oltre a Corea del Sud (Soonwoo Kwon) e Sudafrica (Harris).

NON HO L’ETA’ – Nonostante Zverev sia convinto che il ricambio generazionale – pur sfavorito dallo stop – sia dietro l’angolo, gli under 21 in top 100 sono appena sette, se consideriamo come limite l’anno di nascita 1999 che dunque esclude i giocatori che compieranno 22 anni entro la fine del 2020 – ovvero i classe ’98 Tsitsipas, Ruud, Humbert e Ymer. Il più giovane in classifica è ovviamente Jannik Sinner, e siamo abbastanza convinti che possiate indovinare anche il più anziano. Dopo Roger c’è Feliciano Lopez, nato un mesetto più tardi, e a seguire il trittico Verdasco-Kohlschreiber-Seppi. L’età media della top 100 è 27,34.

I giocatori fermati nel loro miglior momento, ovvero coloro che occupano al momento il best ranking, sono sette: si tratta di Thiem (3), Fritz (24), Evans (28), Humebrt (42), Paul (57), Balazs (76) e Dennis Novak (85).

Per ciò che concerne le possibilità future, ovvero come l’ATP potrà gestire la ripresa dell’attività agonistica a livello di classifica, abbiamo fatto un po’ di ipotesi in questo articolo.

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Cosa significa che il ranking è congelato? Qualche ipotesi sul futuro

Le classifiche sono state bloccate fino alla ripresa della stagione, ma come verranno ri-organizzate alla fine della crisi?

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Novak Djokovic - Dubai 2020 (via Twitter, @atptour)

Come noto, ATP e WTA hanno congiuntamente annullato tutti i tornei previsti fino alla stagione su erba (che dovrebbe iniziare l’8 giugno), cosa che era già nell’aria, anche se indubbiamente lo spostamento del Roland Garros ha un po’ forzato la mano a entrambi i circuiti, titolari di una sfilza di eventi che avevano perso la loro funzione propedeutica.

All’annuncio è stata aggiunta una piccola postilla, vale a dire che entrambi i ranking verranno congelati almeno fino a quella data. Come ha spiegato il sito della WTA, questo significa che le classifiche del 16 marzo 2020 (che poi sono le stesse del 9) rimarranno invariate fino all’eventuale ripresa, senza che i punti ottenuti durante lo stesso periodo del 2019 vengano scalati – tautologicamente, “congelati” significa… “congelati”.

La domanda quindi è: come verranno stilate le classifiche quando e se si tornerà a giocare? L’unica certezza è che il consueto modello di confronti annuali fra le prestazioni delle varie settimane della stagione dovrà essere almeno parzialmente aggiustato, a meno che la stagione non venga cancellata del tutto, perché in quel caso si ripartirebbe sostanzialmente da capo nel 2021, con soli due mesi di stagione da scalare, due mesi che peraltro includono solo uno dei 14 tornei da almeno 1000 punti, vale a dire l’Australian Open.

 

Il grande scoglio è che, se si riprenderà durante l’estate, molti giocatori potranno ancora contare su alti punteggi ottenuti, di fatto, 18 mesi prima, mentre chi ha avuto una grande seconda metà di 2019 (un caso su tutti, Daniil Medvedev), rischierebbe di dover salvare il proprio ranking in un lasso molto breve.

CHE FARE? – Una soluzione potrebbe essere scalare una percentuale dei punti che non si sono potuti difendere questa primavera, così da non affossare giocatori che hanno ottenuto un’alta quota del proprio punteggio durante questo periodo, senza allo stesso tempo consentir loro di “vivere di rendita”.

Salomonicamente, se il 50% di quei punteggi venisse decurtato a fine 2020, giocatori come Lajovic, Fognini o Isner non crollerebbero in maniera ingiusta, e allo stesso tempo potrebbero cercare di rimontare i punti in uscita per ammortizzarli prima della fine dell’anno solare.

Una seconda soluzione potrebbe essere la desincronizzazione fra stagione e anno solare nei prossimi tre anni, organizzando due stagioni di 18 mesi: si concluderebbe la stagione 2020-21 la settimana prima con il Roland Garros (stile campionato argentino di Clausura), e si ripartirebbe subito con altri 18 mesi, concludendo l’accorpamento con le Finals torinesi del 2022. Lo scalo o incremento dei punti si rifletterebbe allo stesso modo, procedendo su coppie da sei Slam ciascuno, quindi in sostanza i punti dell’Australian Open 2020 si rifletterebbe su Wimbledon 2021, Wimbledon 2020 (a questo punto il secondo Slam di quest’anno in ordine cronologico) su US Open 2021 e così via, fino ai punti del Roland Garros 2021 che scalerebbero agli US Open 2022.

Il difetto principale, al di là dello scalo di punti su tornei diversi per superficie e punti, sarebbe l’unicità delle Finals (o dell’ATP Cup), che renderebbe gli scali temporanei un po’ disomogenei, anche se tutto si ribilancerebbe alla fine del 2022 – perciò la prima soluzione sembra decisamente più praticabile. L’unica cosa certa è che sarà bello tornare a preoccuparsi di queste cose, perché vorrà dire che questo periodo sarà solo un ricordo.

Teorie a parte, prima di vedere qualche numero relativo al congelamento, ripassiamo le due attuali top 20.

RANKING ATP

1 Novak Đoković 10220
2 Rafael Nadal 9850
3 Dominic Thiem 7045
4 Roger Federer 6630
5 Daniil Medvedev 5890
6Stefanos Tsitsipas4745
7Alexander Zverev3630
8Matteo Berrettini2860
9Gaël Monfils2860
10David Goffin2555
11Fabio Fognini2400
12Roberto Bautista Agut2360
13Diego Sebastián Schwartzman2265
14Andrej Rublëv2234
15Karen Chačanov2120
16Denis Shapovalov2075
17Stan Wawrinka2060
18Christian Garín1900
19Grigor Dimitrov1850
20Félix Auger-Aliassime1771


RANKING WTA

1Ashleigh Barty8717
2Simona Halep6076
3Karolína Plíšková 5205
4Sofia Kenin4590
5Elina Svitolina4580
6Bianca Andreescu4555
7Kiki Bertens4335
8Belinda Bencic4010
9Serena Williams3915
10Naomi Ōsaka3625
11Aryna Sabalenka3615
12Petra Kvitová3566
13Madison Keys2962
14Johanna Konta2803
15Petra Martić2770
16Garbiñe Muguruza2711
17Elena Rybakina2471
18Markéta Vondroušová2307
19Alison Riske2256
20Maria Sakkarī2130


FERMI IN VETTA – Innanzitutto, i due leader delle classifiche mondiali, Novak Djokovic e Ashleigh Barty, non aggiungeranno altre settimane al proprio bottino di testa, se si eccettua la settimana di bonus omaggiata da ATP e WTA con le classifiche del 16.

L’australiana si ferma per ora a 35, a quattro di distanza da Amélie Mauresmo, mentre Djokovic è a 281, a cinque da Pete Sampras e a 29 dal record assoluto di Roger Federer – una sfortuna che per il serbo è controbilanciata dai 4000 punti che il suo diretto inseguitore, Rafa Nadal, si troverebbe a difendere nello spazio d’un mattino fra Flushing Meadows e Porte d’Auteuil.

CUI BONO? – Per molti giocatori, impossibilitati a difendere i risultati dello scorso anno, il blocco previene una dolorosa uscita in termini di punti. Escludendo i punti del Roland Garros in quanto già fissato all’interno del calendario, i dieci più colpiti da un’eventuale stillicidio ad oltranza dei ranking sarebbero stati, fra gli uomini, Nadal (-2260), Thiem (-1970), Federer (-1960), Djokovic (-1915), Tsitsipas (-1400), Fognini (-1235), Medvedev (-815), Auger-Aliassime (-716), Lajovic (-696) e Isner (-690), mentre, fra le donne, Pliskova (-1831), Bertens (-1830), Barty (-1440), Halep (-1161), Andreescu (-1120), Kvitova (-1015), Bencic (-1006), Kerber (-990), Konta (-930) e Kontaveit (-885).

FERMATI SUL PIÙ BELLO – Questi sono i giocatori che si trovavano con la miglior classifica personale in Top 100 al momento del congelamento dei punteggi, escludendo ovviamente i due capofila, che per definizione esibiscono il proprio best ranking: fra gli uomini abbiamo Thiem (3), Berrettini (8), Rublev (14), Lajovic (23), Fritz (24), Evans (28), Humbert (42), Sonego (46), Paul (57), Balazs (76), e Novak (85); fra le donne Kenin (4), Rybakina (17), Sakkari (20), Zheng (34), Jabeur (39).

Ovviamente la posizione di classifica descrive una fase transitoria (o almeno, lo faceva), e molti di questi giocatori sono al proprio picco in termini di classifica grazie a congiunture temporali favorevoli (basti pensare a Berrettini, che ha ancora il best ranking pur avendo giocato solo due partite quest’anno), ma per quasi tutti questi giocatori lo stop ha spezzato un momento di forma.

In questo senso possiamo ricordare Evans semifinalista a Dubai, Fritz finalista ad Acapulco, Jabeur che ormai perdeva solo con le più forti, o Kenin che dopo un comprensibile appannamento e appagamento post-Slam era tornata a vincere a Lione e chissà che non fosse in procinto di lanciare un’OPA al primo posto del ranking, visti anche i punti che Barty avrebbe avuto in scadenza a Miami. Un peccato per questi giocatori e giocatrici, ma la speranza è che possano rifarsi presto.

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Cosa succede ai punti ATP persi a Indian Wells?

I punti del torneo 2019 in California escono per tutti ma una deroga nel regolamento permette di ripescare punti non conteggiati di altri tornei, per chi li ha giocati…

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Dominic Thiem - Indian Wells 2019 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Tra le preoccupazioni di queste settimane legate al coronavirus, ce ne sono di più o meno serie. Essendo qua per parlare di tennis, uno degli interrogativi principali che la cancellazione del torneo di Indian Wells ha suscitato riguarda i punti validi per il ranking: cosa accade a quelli guadagnati un anno fa? Si perdono? I giocatori prendono “uno zero” come se avessero saltato un torneo obbligatorio? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Prima di tutto, in nessun comma o articolo del regolamento ATP viene nominato il diritto di difendere i propri punti; anzi, è proprio il concetto di “difesa” – tanto caro nell’uso quanto temuto nella realtà da tutti, dagli stessi tennisti ai fan – a non essere assolutamente preso in considerazione. Quindi, dopo 52 settimane, i punti vengono sottratti a prescindere dalla effettiva possibilità del giocatore di tornare in campo per riconquistarli. Tra due settimane, come è probabilmente chiaro a chiunque, a Dominic Thiem saranno sottratti i 1.000 punti del suo primo titolo pesante e a Roger Federer i 600 della finale. Il fatto che non si sia disputato l’evento, tuttavia, apre la finestra su una regola finora mai utilizzata, rimasta nelle pieghe del Rulebook a prendere polvere. Nella loro lungimiranza e sicuramente toccando ferro, gli estensori della lettera A del paragrafo 03, capitolo IX, hanno inserito la norma per cui, se “nel periodo del ranking non ci sono quattro Grand Slam e otto Masters 1000, il numero dei migliori risultati di un giocatore fra tutti i tornei idonei sarà adattato di conseguenza”.

Tradotto, significa che, se uno di quei tornei viene cancellato, il giocatore farà entrare nel proprio conteggio il miglior risultato fra quelli scartati. Ricordiamo infatti che, oltre ai dodici tornei citati (e alle eventuali ATP Finals e ATP Cup), ci sono i sei migliori risultati a costituire il monte punti totale di un tennista che, allora, potrà far valere anche il settimo. Tornando a Thiem, potrà quindi consolarsi con i 90 punti degli ottavi di Montecarlo, primo dei due tornei esclusi; così, ne perderà 910 – non una gran consolazione, in effetti. D’altra parte, sono (non tanto) lontani i tempi in cui scartava vittorie di tornei “250”.

 

Il meccanismo è chiaro, come è chiaro che i tre fenomeni non giocano abbastanza tornei da averne di non-countable dove pescare punti. E sì, sappiamo che la Laver Cup figura nell’apposita casella di due di loro. A titolo di curiosità, diamo invece un’occhiata a qualche altro mancato (non per sua colpa) protagonista. Daniil Medvedev va in pareggio: la sconfitta ai sedicesimi da 45 punti viene infatti esattamente compensata dai quarti raggiunti a Marsiglia che entrano come settimo miglior risultato. Lo stesso capita a Sascha Zverev (quarti a Monaco di Baviera). Stefanos Tsitsipas vede volentieri svanire i 10 punti della sconfitta all’esordio, sostituiti dai 90 del Queen’s. 10 sono i punti per la sconfitta prematura di Matteo Berrettini compensati da Montecarlo e altrettanti quelli di Fabio Fognini che, con le sconfitte al primo impegno in diversi tornei nel 2019, non trae benefici.

Va da sé che, se salta all’occhio la sfortuna per chi lo scorso anno era arrivato alle fasi finali, lo stesso può dirsi per chi, non avendo nulla o quasi da difendere, perde l’occasione di incrementare il proprio bottino.

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