Muguruza litiga ancora, Wang ne approfitta e va in finale da ripescata

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Muguruza litiga ancora, Wang ne approfitta e va in finale da ripescata

Garbiñe Muguruza litiga con Sam Sumyk e Qiang Wang ne approfitta rifilandole un 6-2 6-0. Ashleigh Barty rimonta la campionessa in carica Julia Goerges

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NO BARTY, NO PARTY – La 22enne Ashleigh Barty prosegue il suo cammino di crescita a passi piccoli ma costanti, e dopo gli ottavi di finale raggiunti agli US Open (suo miglior risultato a livello Slam) arriva anche una finale importate come quella dell’Elite Trophy di Zhuhai. Un’anno fa di questi tempi l’australiana si era fermata in semifinale contro Vandeweghe (che poi sarebbe diventata la sua compagna di doppio), mentre adesso è riuscita a battere in rimonta la campionessa in carica Julia Goerges, conquistando così la sesta finale della carriera di cui tre arrivate nel 2018.

Nel primo set la tedesca è riuscita agevolmente ad imporre il suo gioco potente da fondo e con le sue variazioni di rovescio ha creato non pochi problemi alla numero 19 del mondo, la quale sembrava davvero in balia della sua avversaria. Tuttavia per assistere ad un cambio di rotta non si è dovuti attendere molto perché un black-out improvviso e duraturo ha colpito Julia, senza che essa potesse più rendersi competitiva. Il suo calo di intensità è corrisposto proprio ad un aumento di livello da parte di Barty che finalmente è riuscita ad ingranare mettendo in mostra tutto la sua tecnica e la sua sensibilità, soprattutto nei pressi della rete. Goerges perde la bussola a metà del secondo set quando, in vantaggio di un break sul 2-1, non riesce più a essere pericolosa e anche la lucidità inizia ad abbandonarla. La beffa più grande arriva nel sesto game quando sopra 40-0 finisce per subire il break complicandosi la vita con un serve-and-volley sconclusionato. Sono proprio le scelte completamente errate a far palesare i problemi della numero 14 del mondo e le cose non migliorano affatto nel parziale decisivo dove il crollo appare ancora più evidente. Barty chiude 6-2 al primo match point dopo un’ora e 49 minuti di tennis tutto sommato godibile e vale anche la pena sottolineare il genuino abbraccio tra le due a fine partita, a dimostrazione di come Goerges, nonostante gli sprazzi di frustrazione mostrati durante l’incontro, sia rimasta lucida a sufficienza per mostrarsi amichevole nei confronti della sua avversaria.

MUGU-SUMYK AI FERRI CORTI – Se nella prima semifinale si è assistito ad una sfida tra due giocatrici dotate di grande manualità, nel secondo incontro di giornata di sono affrontate due tenniste che fanno della resistenza da fondo uno dei loro punti di forza: Qiang Wang e Garbiñe Muguruza. Inizialmente il posto della cinese era riservato a Madison Keys ma l’americana, a qualche ora dall’inizio della partita, è stata costretta a dare forfait a causa del consueto problema al ginocchio sinistro che già l’aveva obbligata a lasciare anzitempo gli ultimi due tornei da lei disputati, a Wuhan e Pechino. Per la gioia del pubblico di casa dunque la numero 22 del mondo è stata ripescata e non si è lasciata scappare l’occasione e con il coltello tra i denti si è esibita in una prestazione monstre, soprattutto alla battuta, che le ha permesso di raggiungere la quarta finale della stagione e la certezza dell’ingresso in top20 (a discapito di Kontaveit). Tuttavia è difficile parlare di vero e proprio match con Muguruza perché questa semifinale è stata pesantemente influenzata da un episodio che ha visto protagonista la tennista spagnola e il suo coach Sam Sumyk, da poco tornato a svolgere questo ruolo.

 

I primi giochi si sono svolti su un ritmo elevatissimo con entrambe le giocatrici che se le sono date di santa ragione e la prima a mettere la testa avanti è stata Wang conquistando un break nel quinto game. A quel punto Garbiñe ha pensato bene di chiedere l’intervento di Sumyk e da qui è iniziato tutto, o forse qualcosa (la loro relazione?) si è conclusa. Il suo coach cercava di invitarla ad avere una posizione più aggressiva e avanzata in campo mentre la spagnola ribatteva che, ogni volta che ci provava, veniva punita dagli angoli che la cinese riusciva a trovare con apparente disinvolture. Questo scambio di vedute presto ha preso una piega più veemente ed evidentemente Sam non ha gradito l’atteggiamento di Muguruza e glielo ha fatto sapere dicendogli apertamente: “io non parlo con le persone quando sono nervose, sto cercando di darti una mano” ma neanche questo è stato sufficiente a far sbollentare la tennista e il suo coach, a dir poco stizzito, le ha voltato le spalle tornandosene al suo posto ben prima che il tempo a sua disposizione fosse terminato. L’impatto negativo che questo diverbio ha avuto sul match di Muguruza è palese: zero game vinti da lì in poi. La spagnola è come se fosse uscita dal campo e l’equilibrio che fino a quel momento aveva regnato sul match se n’è andato con lei. Wang dal canto suo ha continuato a martellare su ogni colpo e, dopo cinque game consecutivi, ha fatto suo anche il primo set con un ace di seconda. Purtroppo col passare dei game quello che sembrava essere un brutto presentimento si rivela essere realtà: Muguruza non è più emotivamente in grado di proseguire e la batosta che alla fine le infligge Wang è di quelle che lasciano il segno. Dal 2-1 del primo set la cinese conquista 11 game consecutivi finendo per vincere 6-2 6-0. Domani con Barty (che ha vinto l’unico precedente quest’anno sulla terra di Strasburgo) giocherà il match più importante della sua carriera davanti al pubblico di casa, ma tutti ormai guardano già al futuro e non vedono l’ora che possa spiccare il volo anche fuori dalla madre patria. Con una sconfitta amarissima invece si conclude una delle stagioni più nere della giovane carriera di Muguruza, la quale non è nuova a battibecchi del genere con Sam Sumyk e arrivati a questo punto sarebbe utile chiedersi a quanto ammontano le responsabilità di uno e dell’altro e per quanto tempo conviene continuare questo sodalizio.

Risultati:

[9] A. Barty b. [5] J. Goerges 4-6 6-3 6-2
[11] Q. Wang b. [7] G. Muguruza 6-2 6-0

Gironi e tabellone

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Barty si prende il trofeo di Birmingham e il n.1

L’australiana salva un set point nel secondo parziale e supera Goerges per il terzo titolo su tre superfici diverse. Da lunedì sarà in vetta al ranking WTA

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[2] A. Barty b. [8] J. Goerges 6-3 7-5

Ashleigh Barty è la nuova numero uno del mondo. Dopo il primo titolo Slam, conquistato un paio di settimane fa al Roland Garros, la vittoria nel WTA Premier di Birmingham in finale contro Julia Goerges le consegna anche la vetta del ranking. Un traguardo ampiamente meritato per quanto fatto vedere in questa prima metà di 2019, nella quale Barty ha stupito per continuità e adattabilità a tutte le superfici. Il torneo inglese è il terzo vinto in stagione dall’australiana dopo le affermazioni sul cemento di Miami e, ovviamente, sulla terra rossa di Parigi. In totale sale a cinque il numero dei trofei custoditi nella sua bacheca.

Barty scalza dunque Naomi Osaka, prima della classe da 21 settimane, e diventa la 27esima numero uno da quando per la prima volta fu stilata una classifica delle migliori giocatrici del mondo, nel novembre del 1975. Allora fu Chris Evert a sedere per prima sul trono del tennis femminile, seguita a ruota dall’unica altra australiana capace di issarsi in cima al ranking, anche se solo per due settimane, ovvero Evonne Goolagong. Il regno di Barty è presumibilmente destinato a durare più a lungo, se il livello di gioco messo in mostra negli ultimi mesi la sosterrà. Oltre al tennis vario ed elegante sorprende la forza mentale della 23enne di Ipswich, che le ha permesso di trionfare anche nella finale odierna. In una giornata in cui tecnicamente non era proprio straripante, Barty ha vinto grazie alla maggiore costanza, che le ha permesso di assorbire gli urti degli alti di Goerges e di approfittare dei suoi (numerosi) bassi.

 

In avvio di match, sembrava infatti che la tedesca fosse padrona della situazione. Impeccabile al servizio e da subito pungente in risposta (due palle break mancate nel primo gioco dell’incontro), Goerges si è però accartocciata nel quinto game che le è di fatto costato il primo set. Nel secondo parziale, Barty ha avuto l’occasione di mettere in ghiaccio la situazione sin da subito, ma dopo aver sciupato due palle break ha dovuto fare i conti con la rinnovata aggressività e precisione di Goerges. La tedesca ha cominciato a mettere i piedi in campo sin dalla risposta, mietendo vincenti da entrambi i lati del campo. Sul 3-1 però un altro black out ha permesso a Barty di impattare sul 3-3.

Le fasi finali del set sono state piuttosto concitate: prima Barty ha perso l’occasione di andare a servire per il match sul 4-4, poi ha concesso addirittura un set point nel decimo game (annullato con l’ace) e infine è riuscita ad ottenere l’agognato break grazie ad un altro brutto game al servizio giocato da Goerges. Chiudere il match è stata una formalità per una Barty in missione, che nella valigia per Wimbledon metterà, oltre alla salsiera ornata di nastri giallo-verdi di Birmingham, anche tanta fiducia, una striscia aperta di dodici vittorie consecutive e la certificazione di essere ufficialmente la migliore giocatrice del mondo.

LE NUMERO 1 WTA DAL 1975

1 USAChris Evert
2 AUSEvonne Goolagong
3 USAMartina Navratilova
4 USATracy Austin
5 FRGSteffi Graf
6 YUGMonica Seles
7 ESPArantxa Sánchez
8 SUIMartina Hingis
9 USALindsay Davenport
10 USAJennifer Capriati
11 USAVenus Williams
12 USASerena Williams
13 BELKim Clijsters
14 BELJustine Henin
15 FRAAmélie Mauresmo
16 RUSMaria Sharapova
17 SRBAna Ivanovic
18 SRBJelena Janković
19 RUSDinara Safina
20 DENCaroline Wozniacki
21 BLRVictoria Azarenka
22 GERAngelique Kerber
23 CZEKarolína Plíšková
24 ESPGarbiñe Muguruza
25 ROUSimona Halep
26 JPNNaomi Osaka
27 AUS Ashleigh Barty

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Birmingham: solo Goerges tra Barty e il numero 1 del ranking WTA

La campionessa del Roland Garros supera con un doppio 6-4 Barbora Strycova e raggiunge la finale del Premier di Birmingham. In caso di successo contro Goerges (battuta Martic in semi) salirà in vetta alla classifica mondiale

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Ashleigh Barty - Birmingham 2019 (foto via Twitter, @the_LTA)

Tra tutte le tenniste affrontate a Birmingham finora dalla numero 2 del mondo Ashleigh Barty, Barbora Strycova era potenzialmente la più insidiosa su questa superficie (fatta eccezione per Venus Williams ovviamente) e se oggi il match tra le due è stato particolarmente sbilanciato in favore di Barty – che ha ottenuto l’undicesima vittoria consecutiva – il motivo va cercato soprattutto dalle parti della ceca. Quest’ultima infatti, nonostante le due finali già raggiunte su questi campi (2014 e 2016, perse tutt’e due) si è rivelata molto nervosa e i suoi errori le sono stati fatali.

L’australiana ha fatto il suo deliziando il foltissimo pubblico inglese con un paio di ricami impeccabili nei pressi della rete, e anche Barbora si è lasciata guardare con i suoi serve&volley. Tuttavia entrambe si sono dimostrate molto fallose: se però gli errori di Barty, arrivati quasi tutti col dritto, lasciavano impassibile la giocatrice australiana, la 33enne numero 51 del mondo reagiva ai suoi gratuiti con gesti di stizza. Una volta subito il break nel quinto game i suoi monologhi non si sono praticamente più interrotti e il primo set è andato nelle mani della sua avversaria per 6-4. Nel secondo parziale la campionessa in carica del Roland Garros ha mostrato ancor più solidità, soprattutto con la battuta (10 dei suoi 11 ace sono arrivati nella seconda frazione) e il break decisivo, che ha decretato un’altro 6-4, è arrivato nel finale.

Per la prima volta da quando questo evento è diventato un Premier nel 2014, non ci sarà una ceca nella finale di singolare. Domani sarà infatti Barty a disputarla: sarà la sua quarta finale del 2019, in seguito ai titoli di Miami e Roland Garros, e la sconfitta all’ultimo atto con la quale aveva aperto la stagione a Sydney. In caso di vittoria l’australiana diventerà la nuova numero 1 WTA mentre una sconfitta in finale la collocherebbe due punti dietro Naomi Osaka, il divario più stretto tra la n. 1 e la n. 2 nella storia del tennis femminile.

 

Sarà Julia Goerges la giocatrice che proverà a guastare il “Barty party”. La tedesca ha dominato la propria semifinale con autorità, rifilando un netto 6-4 6-3 a Petra Martic. Entrambe si trovano bene sui prati, pur avendo un approccio decisamente diverso al gioco: molto più varia e ragionata la manovra di Martic che ricorre spesso al rovescio slice (quasi due volte su tre), mentre Goerges picchia senza tanti fronzoli con ambedue i fondamentali da fondocampo (vicino allo zero il numero di rovesci non giocati in top).

La tattica della tedesca oggi è stata più efficace, anche grazie alla maggiore incidenza del servizio. Goerges non ha infatti mai messo l’avversaria in condizione di tessere le proprie trame e a suon di bordate da fondo si è aperta un varco nella difesa della croata. Il primo set è stato deciso da un unico break nel nono gioco, mentre nel secondo Goerges ha preso in mano le operazioni fin dall’inizio senza lasciare scampo a Martic. Per lei si tratterà della sedicesima finale WTA (7-8 il bilancio), la seconda su erba dopo quella persa a Maiorca nel 2017 contro Anastasia Sevastova.

a cura di Paolo Di Lorito e Lorenzo Colle

Risultati:

[2] A. Barty b. B. Strycova 6-4 6-4
[8] J. Goerges b. P. Martic 6-4 6-3

Il tabellone completo

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Bencic vs Kenin per il titolo a Maiorca

Belinda supera in rimonta Angie Kerber, la giovane americana piega Sevastova. Si preannuncia un match spettacolare oltre che inedito

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Belinda Bencic si toglie la soddisfazione di battere la campionessa di Wimbledon Angelique Kerber e giocherà la seconda finale dell’anno a Maiorca.

BELLA BELINDA – Il divario nel primo set è minore di quello che il punteggio (6-2) potrebbe suggerire. Bencic infatti non gioca male, ma non riesce a pungere quando il punto scotta e finisce sempre per sbattere contro il muro di Kerber. La tedesca strappa il servizio all’avversaria già nel primo game e si difende con grande attenzione quando è lei a concedere palle break (tre nel quarto gioco, una nel sesto). Alla seconda occasione utile Kerber riesce a trovare nuovamente la via del break e veleggia serena verso la conquista del primo parziale.

Il secondo set si apre sempre sul filo dell’equilibrio, filo che vibra moltissimo sul 2-2 quando Kerber si procura tre consecutive palle break. Bencic però non ci sta e le annulla tutte con coraggio. Finalmente la svizzera sembra un pochino più intraprendente e finalmente anche per lei arriva il momento di strappare il servizio alla rivale grazie ad alcune risposte molto aggressive. Al momento di chiudere il parziale però Bencic combina un pasticcio affossando in rete un comodo smash e restituendo il break con un doppio fallo. Il nervosismo della giocatrice svizzera è evidente nei gesti e nelle reazioni plateali dopo ogni punto perso, fosse anche per merito di Kerber. Tuttavia il suo tennis regge e la trasporta fino al tiebreak, dominato da Bencic per 7 punti a 2.

Il terzo set si decide in pratica tra il secondo e il terzo gioco con Bencic che salva 3 palle break e poi in quello successivo strappa la battuta alla campionessa di Wimbledon. Sarà questo il break decisivo perché Belinda salverà altre due palle break sul 4-3 e servizio prima di chiudere 6-4. La svizzera giocherà per il secondo titolo della stagione dopo il prestigioso titolo di Dubai conquistato a Febbraio.

LA SCALATA DI SOFIA Affronterà in finale Sofia Kenin, che ha avuto la meglio in tre set su Anastasia Sevastova. La statunitense ha condotto per quasi tutta la partita, con l’unica eccezione dei quattro game di amnesia che le hanno fatto perdere il secondo set. Il match infatti fino al 6-4 4-2 non era mai stato in discussione. Sevastova non riusciva a contenere e ad aggirare le traiettorie filanti e potenti di Kenin. A questo punto però la statunitense ha un passaggio a vuoto e, insieme alla precisione, perde quattro giochi di fila e conseguentemente il parziale.

In avvio di terzo set però le cose si rimettono subito a posto e Kenin non lascia all’avversaria neanche l’illusione di poter completare la rimonta. Abbastanza rapidamente sale infatti 5-1 e chiude poco dopo con un netto 6-2. Terza finale dell’anno (e della carriera) per Kenin che domani proverà a conquistare il suo secondo titolo WTA. Sfuma invece la quarta finale consecutiva a Maiorca per Sevastova, vincitrice nel 2017 e runner up nel 2016 e 2018. Non ci sono precedenti tra le due finaliste.

Risultati:

[3] B. Bencic b. [1] A. Kerber 2-6 7-6(2) 6-4
[7] S. Kenin b. [3] A. Sevastova 6-4 4-6 6-2

 

Il tabellone completo

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