Vajda: “Federer? Meno veloce, ma stupefacente. I giovani? Dico Tsitsipas”

Seconda parte dell'intervista con il coach di Djokovic. "Tra Roger e Nole ci sono 5 anni di differenza. Il focus di Federer sarà sugli Slam". Su Zverev, Vajda ha detto a Lendl che...

Vajda: “Federer? Meno veloce, ma stupefacente. I giovani? Dico Tsitsipas”

Qui la prima parte dell’intervista esclusiva: “Il clic per Djokovic? La vittoria su Nadal. Gli è passata la paura di perdere”


Dopo una breve interruzione, riprendo l’intervista con Marian dicendogli, ovviamente scherzando, che ha vinto il premio come miglior coach dell’anno (per aver riportato Djokovic da n.22 a n.1 in 6 mesi), grazie al mio voto! Sempre scherzando gli ho dapprima detto che il mio era stato il voto decisivo. Naturalmente non era vero.

 

Hai vinto l’Award come Coach of the Year grazie a me Marian!
Davvero!? (ride).

Che cosa pensi a proposito di Roger Federer per l’anno prossimo, pensi che giocherà ancora?Dipenderà da lui naturalmente, penso che giocherà sempre meno tornei, si focalizzerà sugli Slam. È stupefacente quel che fa a 37 anni. Anche negli anni ’70 noi non si voleva mai smettere, volevamo continuare, la nostra generazione voleva giocare il più a lungo possibile. Newcombe fino a 37 anni, Connors fino a 41 (e non cita Rosewall che è andato anche oltre! nota di Ubs). Roger è come uno dei vecchi tempi, non ha nella testa la minima idea di dover smettere. Si sente bene, anche se è un pochino meno veloce, questo sì, certo.

Tuttavia contro Novak a Parigi-Bercy ha fatto un bel match, no?
Sì, è stato un match di grande intensità. Roger ha avuto anche il momentum, ma gli è mancato quell’extra… (poi aggiunge, e non si capisce se vuol far intendere che Novak era più fresco alla fine anche per motivi anagrafici, nota di Ubs). Ci sono cinque anni di differenza…

Marian io sono un po’ deluso da Zverev, di cui si parla come un prossimo probabile n.1. Nella partita giocata contro Novak ha commesso un errore sulla palla break, quando ha giocato quel lob fuori invece di un più comodo passante lungolinea. Poi, perso il primo set con il doppio fallo sulla palla break, dall’1-1 in poi ha fatto solo tre punti, uno con un ace, un altro grazie a un doppio fallo di Novak, e solo il terzo dopo uno scambio!
Eh ancora c’è un gran gap, deve lavorare un po’ di più.

Allora forse dovrebbe ingaggiare te invece di Lendl… (lo provoco scherzando, nota di Ubs).
No, no! Lendl può farcela, Ivan è veramente concentrato. Io glielo ho detto ieri: “You have a very good guy”, “hai un gran bel tipo”. Io ho preso Novak quando era giovane (12 anni fa!) e così ho detto a Ivan hai un gran bel giovanotto con cui lavorare, e lui mi ha risposto: “Sì, sì lo farò, ci lavorerò”.

Lendl era un guerriero… (quasi a suggerire che Zverev invece ogni tanto dà l’impressione di lasciarsi andare, nota di Ubs).
Sì, Ivan non mollava mai. È dura per Ivan (sottinteso: dover allenare uno che non lotti, nota di Ubs). Deve digerirlo, ma gli spiegherà un sacco di cose. Ivan è molto intelligente, parlerà, parlerà… (e, ancora sottinteso, riuscirà a trasformarlo, nota di Ubs).

Di questi giovani tennisti emergenti chi vedi meglio?
Tsitsipas è molto buono, De Minaur mi piace, molto rapido, anche Coric può migliorare ancora, è giovane no? Ha compiuto appena 22 anni.

E di Khachanov che dici?
È molto buono, ha battuto Novak che però non ha giocato bene. Ma Khachanov è forte, è un ragazzo che non ha paura, tira i colpi e va. Ha molta fiducia.

Ti piace più di Medveved?
Ha un miglior servizio, un miglior dritto.

Nel frattempo arriva un collega svizzero che chiede, non avendo sentito l’inizio di questa mia intervista, come sia ricominciata l’avventura con Novak. “Aveva bisogno di calmarsi, io ero il più vicino fra la gente che poteva dargli una mano, quello che poteva trasferirgli maggior calma. Sono stato con lui undici anni prima del break, poi un altro anno e ora sono dodici. Sono stato più con lui che con mia moglie!”.

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