Wang KO a Shenzhen: Sharapova trova Sabalenka. Brisbane perde i pezzi

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Wang KO a Shenzhen: Sharapova trova Sabalenka. Brisbane perde i pezzi

I crampi della 17enne cinese salvano Masha, che consola l’avversaria: “Se giochi così sarai numero 1”. Giornata nera a Brisbane per le teste di serie: fuori Svitolina (1), Kvitova (4) e Bertens (6). Wozniacki e Goerges ok ad Auckland

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Maria Sharapova e Xinyu Wang - WTA Shenzhen 2019 (foto via Facebook, @ShenzhenOpenTennis)

BRISBANE – Un “tonfo” al giorno, o anche tre. Dopo la sconfitta di ieri di Sloane Stephens (testa di serie numero 3), a salutare Brisbane sono altre tre favorite del seeding: la prima, Elina Svitolina, la quarta, Petra Kvitova, e la sesta, Kiki Bertens. A prendersi i tre “scalpi” sono state rispettivamente Aliaksandra SasnovichAnett Kontaveit e Donna Vekic. In un primo set dall’andamento decisamente anomalo per il circuito WTA (nessuna palla break concessa dalle due giocatrici in undici turni di servizio), Kontaveit ha conquistato il primo parziale strappando il servizio a Kvitova nel dodicesimo gioco, trasformando la prima palla break del set. Nel secondo parziale Petra è stata due volte avanti nel punteggio (2-0 e 5-2), ma non ha saputo capitalizzare il vantaggio e ha infine ceduto set e match al tiebreak. “Il 2018 mi ha dato tanta fiducia, adesso sento di poter competere con le top 10. Quando scendo in campo, sento che tutto è possibile”, ha dichiarato Kontaveit a fine match. Nei quarti di finale se la vedrà per la terza volta in carriera con Lesia Tsurenko (1-1 i precedenti).

Il secondo “upset” di giornata lo ha messo a segno Donna Vekic, battendo 7-5 al terzo Kiki Bertens. Dopo aver conquistato il primo parziale al tiebreak annullando alla giocatrice olandese un set point sul 3-5, e aver ceduto malamente il secondo set per 1-6, la giocatrice croata è letteralmente risalita dal baratro nel parziale decisivo: con Bertens avanti 5-4 40-15, Vekic ha annullato i due match point e operato il contro break mettendo a segno quattro punti consecutivi, prima di incamerare i due game successivi chiudendo set e match per 7-5. “È stata ua grande partita, entrambe abbiamo lottato fino all’ultimo punto. Ho annullato due match point, sono orgogliosa. Oggi però mi sentivo un po’ goffa in campo. Dal punto di vista fisico è stata una bella prova. Posso giocare bene e a lungo, e vincere. Ne sono felice”.  Al secondo turno Vekic affronterà la giocatrice che ha messo a segno l’ultima sorpresa di giornata: Aliaksandra Sasnovich.

La 24enne bielorussa ha eliminato in tre set la prima favorita del seeding Elina Svitolina, che dodici mesi fa si era laureata campionessa a Brisbane battendo in finale proprio Sasnovich. Due break ad uno nel primo parziale, condotto magistralmente dalla bielorussa e concluso per 6-4, prima di un evidente calo di rendimento nel secondo set, che la campionessa in carica si è aggiudicata per 6-0. Nel parziale decisivo Sasnovich ha ottenuto il break decisivo già nel terzo gioco e ha mantenuto il vantaggio sino alla fine, senza concedere nemmeno una opportunità per rientrare alla sua avversaria, disegnando angoli e colpendo soprattutto con il rovescio. Sul 3-5 Sasnovich, 40-0 e servizio Svitolina, l’ucraina ha subito cinque punti consecutivi e Sasnovich ha chiuso l’incontro in suo favore al primo match point. “Cosa è cambiato rispetto al match dello scorso anno? Prima di quella partita avevo mangiato troppo risotto ai funghi!, ha scherzato Aliaksandra, che poi ha aggiunto: “Mio padre sarà qui il 4 gennaio e proverò ad essere ancora in gara… voglio che mi veda giocare”.

 

Negli altri incontri di giornata, Pliskova e Sevastova non cadono nella stessa trappola delle altre favorite del seeding. La quinta e ottava teste di serie superano infatti in due set le qualificate Bouzkova e Dart. Nei quarti di finale Karolina Pliskova sfiderà la padrona di casa Ajla Tomljanovic (battuta in due set Johanna Konta), mentre Sevastova se la vedrà con la seconda favorita del seeding Naomi Osaka, sotto 1-2 nei precedenti confronti diretti.

SHENZHEN – “Hai giocato in maniera incredibile. Prenditi cura di te stessa. Se continuerai a giocare così, diventerai numero 1 del mondo, te lo prometto. Con queste parole Maria Sharapova ha rincuorato e reso onore alla 17enne cinese Xinyu Wang, costretta al ritiro sul 7-6 2-5 a causa dei crampi. La giovanissima giocatrice di casa, entrata in tabellone grazie ad una wild card (e giunta al secondo turno dopo la vittoria all’esordio nel derby contro la qualificata Xun), ha messo in serio rischio la permanenza nel torneo della testa di serie numero 5 e cinque volte campionessa Slam. Dopo essersi aggiudicata un lunghissimo primo set (73 minuti di gioco), conquistato al tiebreak per 7 punti a 4 grazie a due errori consecutivi di Sharapova alla battuta (un doppio fallo e un dritto), Wang si è portata subito avanti di un break anche nel secondo parziale (2-1 e servizio). Quando Masha ha rimesso le cose a posto con due giochi consecutivi, la cinese ha chiesto l’intervento del fisioterapista.

Al rientro in campo la 17enne è crollata a terra nel corso del primo punto in preda ai crampi. Impossibilitata a continuare il match, Wang si è ritirata in lacrime sul punteggio di 5-2 in favore di Sharapova, che si è seduta in panchina vicino alla sua avversaria e l’ha rincuorata in attesa della sua uscita dal campo. “Nessuno vuole finire un match in questo modo, che sia una vittoria o una sconfitta. Penso che oggi la giocatrice maggiormente dominante sia stata lei”, ha dichiarato Maria in conferenza stampa. Nei quarti di finale la russa se la vedrà con la prima favorita del seeding Aryna Sabalenka, che ha superato Ekaterina Alexandrova con un doppio 6-3. Un solo precedente tra le due, giocato nella finale di Tianjin del 2017: a conquistare il match e il titolo fu Sharapova al termine di due set combattuti (7-5 7-6).

AUCKLAND – Esordio stagionale con qualche ruggine per la campionessa in carica dell’Australian Open. La numero del seeding Caroline Wozniacki, finalista ad Auckland lo scorso anno, ha superato in 81 minuti di gioco la lucky loser Laura Siegemund e al prossimo turno se la vedrà con la qualificata canadese Bianca Andreescu (che aveva sconfitto proprio Siegemund nelle qualificazioni) per la prima volta in carriera. Non credo sia stato uno dei miei migliori match… Non bisogna attendersi troppo dal primo incontro dell’anno, tranne essere pronta per la lotta e dare il massimo. Ho cercato di ritrovare il ritmo, lei però è una giocatrice che di ritmo non te ne dà molto. Mi sto allenando molto bene, per cui spero di migliorare partita dopo partita”, ha dichiarato Wozniacki.

Ha invece già strappato un pass per i quarti di finale la testa di serie numero 2, Julia Goerges (6-4 6-4 a Mona Barthel), che sfiderà adesso Eugenie Bouchard, autrice di una rimonta vincente contro Bibiane Schoofs al termine di 2 ore e 36 minuti di partita. Doppio 6-4 per la canadese dopo aver perso il primo set al tiebreak. L’unica testa di serie ad uscire sconfitta dai match di giornata è la settima, la belga Kirsten Flipkens, battuta per 6-1 al terzo dalla 22enne spagnola Sara Sorribes Tormo.

Risultati:

WTA Brisbane

D. Vekic b. [6] K. Bertens 7-6(5) 1-6 7-5
[5] Ka. Pliskova b. [Q] M. Bouzkova 7-5 6-2
A. Kontaveit b. [4] P. Kvitova 7-5 7-6(1)
[8] A. Sevastova b. [Q] H. Dart 6-2 6-0
A. Tomljanovic b. J. Konta 6-2 7-6(2)
A. Sasnovich b. [1] E. Svitolina 6-4 0-6 6-3

Il tabellone completo

WTA Shenzhen

[1] A. Sabalenka b. E. Alexandrova 6-3 6-3
[5] M. Sharapova b. [WC] X. Wang 6-7(4) 5-2 rit.
Y. Wang b. O. Jabeur 3-6 6-4 6-4
[Q] M. Niculescu b. Kr. Pliskova 6-7(2) 6-3 6-4

Il tabellone completo

WTA Auckland

[1] C. Wozniacki b. [LL] L. Siegemund 6-3 6-2
[3] S.W. Hsieh b. M. Puig 6-1 7-6(3)
S. Sorribes Tormo b. [7] K. Flipkens 6-4 1-6 6-1
E. Bouchard b. [Q] B. Schoofs 6-7(5) 6-4 6-4
[2] J. Goerges b. M. Barthel 6-4 6-4

Il tabellone completo

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ATP

Jannik Sinner vince ad Anversa il quarto titolo dell’anno: best ranking e Torino più vicina

Ancora una prestazione impeccabile dell’azzurro che regola Schwartzman con un doppio 6-2

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Jannik Sinner - Anversa 2021 BELGA PHOTO KRISTOF VAN ACCOM

[1] J. Sinner b. [2] D. Schwartzman 6-2 6-2

Con un’altra prestazione maiuscola, Jannik Sinner mette le mani sul trofeo di Anversa regolando Diego Schwartzman con lo stesso doppio 6-2 con cui si era imposto sabato contro Harris. Nell’ora e un quarto di gioco, il pur rapidissimo e solido argentino è stato travolto dal ritmo imposto agli scambi da un Sinner dominante su entrambe le diagonali e incontenibile nelle accelerazioni in parallelo; molto bene anche al servizio nonostante l’usuale non altissima percentuale di prime, ma dalle quali ha ricavato 21 punti su 23, piantando anche otto ace.

L’occhio va subito alla classifica, con quel numero 11, a soli 55 punti dalla top ten, che è anche best ranking. E, altrettanto importante, è il passo avanti nella Race, con il sorpasso su Norrie che vale il nono posto (non contando Nadal, fermo per il resto della stagione), a 110 punti Hurkacz. Dopo il bis a Sofia, avevamo accennato alla possibilità ancora aperta di diventare il primo azzurro a vantare quattro titoli in una stagione. Non sappiamo se Jannik si sia distrattamente soffermato a pensare “possibilità?” con la giusta e necessaria dose di presunzione, ma di sicuro il nostro non se l’è fatta sfuggire.

 

IL MATCH – Entrambi arrivano in finale senza aver ceduto alcun set, con el Peque che in semifinale ha fatto valere il peso dell’esperienza su un Brooksby peraltro al sesto incontro della settimana, mentre Sinner ha impressionato tenendo a bada il servizio di Lloyd Harris. Avversario ovviamente ben diverso da Harris, Schwartzman inizia tenendo la battuta, subito imitato da Sinner. Diagonale sinistra proposta dall’uno e volentieri accettata dall’altro, entrambi vogliono mettere in campo il loro miglior ritmo prendendosi l’opportuno margine di sicurezza per valutare se sia sufficiente a prevalere. L’azzurro tira più forte e sta più vicino al campo, quindi il ventinovenne di Buenos Aires può solo confidare negli errori del nostro – errori gratuiti, perché, costretto troppo lontano, ha poche chance di forzarli. Hanno invece il passaporto argentino i due brutti dritti che, seguiti da un paio di gran punti in accelerazione di Sinner, valgono il sorpasso già al terzo game, subito consolidato da un turno di servizio autoritario contro quello in vetta alla classifica dei migliori ribattitori delle ultime 52 settimane.

L’angolo della telecamera principale non rende giustizia alle traiettorie dell’azzurro che mette in mostra anche esiziali dritti stretti che aprono in campo quanto e più del rovescio sull’altro lato. Dopo un altro break che vale il 4-1, sembra esserci esserci un attimo di rilassamento, ma Jannik non ha intenzione di concedere nulla e da sinistra salva le due opportunità argentine di accorciare. Diego rimane aggrappato ai punti come un mastino, annulla due set point al settimo gioco e tenta di opporsi al 40-0 di quello successivo prima di capitolare alla quinta opportunità.

Sinner non si siede sugli allori del quarto 6-2 consecutivo inflitto agli avversari e parte fortissimo anche nel secondo parziale scatenando il rovescio lungolinea che, insieme al dritto micidiale, spiana la strada all’immediato vantaggio. Schwartzman può solo cercare di rimanere in scia, non perdere troppo campo e tenere la testa fuori dall’acqua in attesa di un calo dell’avversario che, viceversa, non accenna a lasciare la presa. Anzi, prosegue sullo stesso ritmo forsennato e ogni piccolo errore di Diego diventa pesante come un macigno nell’economia del punteggio. Inevitabile un altro break e un altro 6-2 per il nostro giovanissimo alfiere che alza il quinto trofeo ATP in carriera su sei finali disputate. Per quanto riguarda invece i rimpianti per quella persa a Miami, in attesa della conclusione della Corsa a Torino, di certo si affievoliranno sempre più fino a svanire di fronte a questo livello di tennis.

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ATP

ATP Mosca: a Karatsev il derby russo, Cilic a caccia del ventesimo titolo

Khachanov dura un set contro il connazionale. Acuto di fine stagione per il trentatreenne croato, che elimina Berankis

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Aslan Karatsev - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

La folta presenza di tennisti russi nel torneo ATP 250 di Mosca ha trovato in Aslan Karatsev il più valido rappresentante per conquistarsi un posto in finale. Il ventottenne infatti ieri ha sconfitto 7-6(7) 6-1 il connazionale Karen Khachanov in un incontro tanto equilibrato ed incerto nel primo set quanto rapido e a senso unico nel secondo. Nel tie-break che ha deciso la prima frazione Karatsev su è trovato sotto 6 punti a 3 e in totale è stato in grado di annullare 4 set point. “Ho cercato di non pensare al punteggio nel tie-break e di giocare un punto alla volta”, ha detto Karatsev nell’intervista in campo a fine partita. Sul 5-6 ho messo a segno una grande risposta e lui si è innervosito, ed è così che sono riuscito a vincere. Per me significa tantissimo raggiungere la finale; sono stato a questo torneo molte volte, quindi la finale di domani sarà speciale per me”.

Esploso in Australia quest’anno – dove al primo Slam giocato in carriera ha raggiunto la semifinale – Karatsev ha dimostrato ampiamente che non si trattava di un episodio isolato, ma bensì semplicemente un processo di maturazione avvenuto ad un’età particolarmente avanzata per uno sportivo. Attualmente è N.22 del mondo e addirittura matematicamente sarebbe ancora in corsa per un posto alle ATP Finals di Torino, occupando la posizione N.13 della Race (con 2.180 punti), 775 punti dietro Hurkacz l’ultimo giocatore qualificato. Al momento tutto questo discorso passa in secondo piano, tuttavia, perché per Aslan c’è qualcosa di più importante: alle 15 di domenica 24 ottobre giocherà la sua terza finale ATP – ovviamente raggiunte tutte in questa stagione – e l’obiettivo è portare a casa il secondo trofeo dopo quello di Dubai a marzo.

Piccola curiosità statistica su Karatsev: il russo è il primo tennista dal 1992 a disputare nella stessa stagione almeno due finali di singolare, doppio e doppio misto. L’ultimo a riuscirsi era stato 29 anni fa l’australiano Mark Woodforde, vincitore in carriera di 17 prove Slam tra doppio e doppio misto, e 4 titoli ATP di singolare. Karatsev invece quest’anno ha raggiunto la finale in doppio sempre al fianco del connazionale Andrej Rublev nell’ATP 250 di Doha perdendo, e più recentemente al Masters di Indian Wells portando a casa il titolo. Per quel che riguarda il doppio misto invece in entrambe le occasioni era al fianco di Elena Vesnina ma i due hanno perso sia al Roland Garros che alle Olimpiadi di Tokyo.

 

Ad opporsi al gioco d’anticipo del russo nella finale dell’ATP 250 di Mosca ci sarà il veterano Marin Cilic. Nonostante il trentatreenne croato abbia ormai abbandonato da un po’ di tempo i piani alti del tennis, il suo gioco potente gli permette ancora di togliersi tante soddisfazioni, e così in semifinale è arrivata la vittoria 6-3 6-4 sul lucky loser lituano Ricardas Berankis. Quest’anno Cilic, nonostante le prestazione opache negli Slam, è riuscito a togliersi qualche soddisfazione, tra cui il titolo vinto sull’erba di Stoccarda; se dovesse accaparrarsi anche il trofeo di Mosca arriverebbe al ragguardevole traguardo di 20 titoli in carriera su 35 finali disputate. Ricordiamo che in passato ha già vinto otto tornei sul cemento indoor, a dimostrazione di quanto il suo gioco sia adattabile ad ogni condizione e superficie.

In una notevole prestazione al servizio contro Berankis, Cilic ha messo a segno 10 ace e ha vinto l’83% (33/40) di punti con la sua prima di servizio per concludere l’incontro dopo un’ora e 31 minuti. “È stata una partita difficile, Ricardas ha giocato bene”, ha detto Cilic a fine gara. “Il primo set è stato fantastico da parte mia, ho servito alla grande, ma poi Ricardas ha iniziato a trovare il suo ritmo e ha giocato molto meglio nel secondo. Si è trattato di un incontro ostico e mentalmente difficile, ma sono riuscito a giocare il mio miglior tennis al momento giusto”. Oggi il croato scenderà in campo per la terza volta in carriera nell’atto conclusivo del torneo di Mosca, dove ha già trionfato due volte nel biennio 2014-15 battendo in entrambi i casi Bautista Agut. L’unico precedente tra Cilic e Karatsev è avvenuto ad agosto di quest’anno sul cemento di Cincinnati al primo turno, dove a vincere è stato Cilic per 7-5 6-3.

Qui il tabellone completo dell’ATP di Mosca e degli altri tornei della settimana

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Flash

ATP Anversa, Sinner: “Sto lavorando su un aspetto del mio gioco, ma non vi dico quale!”

Dopo la vittoria su Harris, l’azzurro tira le somme del 2021: “Giocare un’altra finale vuol dire tanto. Credo di aver fatto una buona stagione, seppur con alcuni alti e bassi che secondo me sono normali”

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Jannik Sinner ad Anversa 2021 (Credits: @atptour on Twitter)

È uno Jannik Sinner soddisfatto quello che ha parlato ai microfoni della stampa dopo la netta vittoria riportata ai danni di Lloyd Harris nella semifinale dello European Open di Anversa: “Ho iniziato bene in entrambi i set, ho cercato di crearmi un vantaggio con il servizio e mi sentivo bene anche in risposta. Di sicuro è più facile giocare quando sono in vantaggio, perché sono molto più rilassato. Lui è un grande giocatore, non concede niente, quindi sapevo di dover rimanere concentrato: per esempio, quando ero avanti 4-1 nel secondo non volevo consentirgli di riavvicinarsi. In generale sono stato molto solido“.

Ha poi aggiunto: “Raggiungere un’altra finale vuol dire tanto per me, credo di aver giocato bene e di aver fatto una buona stagione, seppur con alcuni alti e bassi che secondo me sono normali. Non mi interessa chi sarà il mio prossimo avversario, scenderò in campo e farò del mio meglio“. La conferenza stampa si è svolta durante la seconda semifinale, e quindi l’azzurro non conosceva ancora il nome del suo avversario: ora sappiamo invece che gli toccherà il secondo favorito del torneo Diego Schwartzman (curiosamente anche a Sofia la finale contro Monfils aveva messo di fronte il primo seed Sinner e il numero due), che ha battuto Jenson Brooksby 6-4 6-0 – fra i due non ci sono precedenti.

LE SUPERFICI INDOOR E IL LAVORO “SEGRETO”

Non è un mistero che Sinner ami giocare al chiuso, dove ha vinto gli ultimi sette incontri giocati senza mai perdere un set fra Sofia e Anversa. Interrogato sull’argomento ha commentato: La superficie è buona per il mio stile di gioco, perché non ci sono né il sole né il vento. Indoor poi la palla non rimbalza molto alta, come invece succede per esempio ad Indian Wells. Certo, le condizioni sono le stesse per entrambi i giocatori, quindi se le condizioni sono cattive lo sono per entrambi e viceversa“.

 

Una prestazione di questo livello non è però motivo di adagiarsi sugli allori, come ben sanno sia lui che Riccardo Piatti: “Non siamo mai soddisfatti, c’è sempre qualcosa da migliorare. Io vedo delle cose da sistemare, lui ne vede altre. Ora stiamo lavorando tanto su una cosa in particolare, anche se non voglio dire cosa, ma è un aspetto che sto cercando di mettere in pratica anche durante le partite. Non vi dico cos’è perché altrimenti nella prossima partita vi metterete a parlare solo di quello! Però lavoriamo su ogni aspetto, inclusi i piani tattico e mentale“.

LA PROGRAMMAZIONE: VIENNA, BERCY, LA DAVIS…E TORINO?

Questo risultato consente a Sinner di rimanere in corsa per le ATP Finals, obiettivo che lo sta portando a giocare tutte le settimane. A prescindere dall’esito del match di domani, infatti, la settimana prossima sarà a Vienna, dove spera di poter scendere in campo mercoledì per riposarsi un pochino, anche come dice lui stesso dipende solo dal torneo: “La verità è che non siamo noi a decidere quando giochiamo, possiamo solo chiedere, poi decidono gli organizzatori: se a Vienna mi metteranno mercoledì bene, altrimenti giocherò martedì“.

Esordire di mercoledì lo obbligherebbe a giocare tutti i giorni, programmazione che alcuni giocatori preferiscono perché consente loro di mantenere il ritmo partita, mentre altri prediligono il giorno di pausa ad inizio torneo. Sinner però non sembra avere una condizione favorita in questo senso: “Se hai giocato tre ore sicuramente preferisci riposarti il giorno successivo, però onestamente non ho una preferenza, dipende dalla situazione“.

Il suo avversario a Vienna sarà Reilly Opelka (in coppia con il quale ha peraltro vinto il titolo di doppio ad Atlanta durante l’estate), ma per ora la sua mente è rivolta giustamente alla finale: “Non penso ad Opelka, ora mi concentro sul match di domani. Sicuramente è un primo turno complicato, lui tirerà forte e mi darà poco ritmo, e io magari non avrò buonissime sensazioni perché non avrò molto tempo per adattarmi al campo“.

La grande densità del calendario di queste ultime settimane è anche il motivo per cui ha deciso di giocare meno partite in doppio: “Ho preferito non giocare in queste ultime settimane in doppio perché credo di aver fatto tante partite quest’anno [al momento sono 59 con 41 vittorie, ndr]; in ogni caso mancano ancora molti tornei, Vienna, Parigi, una fra Stoccolma e Milano, poi la Davis, quindi vedremo“. E chissà che non si aggiunga un altro impegno sempre in Italia del nord, verrebbe da dire: di sicuro lui se lo augura!

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