Qualificazioni ATP: tre azzurri ci provano a Rio, Arnaboldi vola in Florida

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Qualificazioni ATP: tre azzurri ci provano a Rio, Arnaboldi vola in Florida

Sonego, Giannessi e Donati a caccia di un posto nel main draw dell’ATP 500 di Rio de Janeiro

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Lorenzo Sonego - Buenos Aires 2019 (foto via Twitter, @ArgentinaOpen)

Il circuito ATP continua a viaggiare su due binari paralleli, quello della terra rossa sudamericana e quello del cemento nordamericano: per la prossima settimana sono in programma i tornei di Rio de Janeiro e Delray Beach. Il primo appartiene alla categoria dei 500, e com’era prevedibile vista la superficie di gioco, è lì che si sono concentrati maggiormente gli sforzi dei tennisti azzurri. Nel tabellone di qualificazione infatti sono presenti tre italiani, ma il solo Lorenzo Sonego (t.d.s. 2) parte con i favori del pronostico. Il 23enne numero 109 del mondo ha pescato il belga Kimmer Coppejans (25 anni, n. 195), il quale comunque ha già incamerato sei vittorie quest’anno, incluse le due sfide che hanno permesso al Belgio di qualificarsi per la fase finale di Coppa Davis. Una di queste è arrivata contro Dutra Silva e proprio il brasiliano sarà l’avversario al primo turno di qualificazione di Matteo Donati (23 anni, n. 210). L’italiano ha dalla sua l’unico precedente, giocato lo scorso anno nel Challeger di Como. Il più sfortunato nel sorteggio è stato Alessandro Giannessi: per lui c’è l’ostica sfida contro il numero 66 del mondo Juan Ignacio Londero, fresco vincitore del torneo di Cordoba.

Il torneo di Delray Beach, in Florida, appartiene invece alla categoria 250. Qui l’unico rappresentante dei colori italiani è Andrea Arnaboldi (31 anni, n. 176) che sfiderà la testa di serie numero 2 Adrian Menendez-Maceiras (33 anni, n. 121). A contendersi uno dei quattro posti per il tabellone principale – che vedrà il ritorno in campo di del Potro – c’è anche Daniel Evans. Il britannico, ancora alla ricerca di continuità nei risultati, dovrebbe avere vita facile contro il tedesco Dominik Koepfer (24 anni, n. 178).

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Hai sempre sognato di mandare un SMS a Sharapova? Ora puoi

Dopo il successo della video-chiamata con i suoi fan, Maria mette a disposizione un numero cellulare dove mandarle direttamente dei messaggi: “Scrivetemi!”

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Poco più di un mese è passato dal ritiro dal tennis professionistico di Maria Sharapova – evento ormai sommerso da notizie ben più sconvolgenti – ma questo breve lasso di tempo ovviamente non ha intaccato la fama della campionessa Slam che continua ad essere seguita in ogni sua attività da milioni di fan. In segno di gratitudine, Masha non perde mai l’occasione per dimostrare la vicinanza al suo pubblico, nonostante i commenti delle sue colleghe l’abbiano sempre dipinta come una persona fredda e altezzosa, e in questo periodo di isolamento lo strumento più facile da usare per far ciò è ovviamente il computer.

La settimana scorsa Maria aveva organizzato una video-chiamata con i suoi fan e 150 persone avevano risposto all’appello avendo la possibilità di parlarle direttamente per due ore. Adesso invece, sull’onda dell’entusiasmo scaturito da quel pomeriggio passato in compagnia virtuale, la diretta interessata ha escogitato un altro metodo per restare vicina ai suoi tifosi. L’ex numero 1 del mondo ha pubblicato online un numero di telefono sul quale sarà possibile inviarle dei messaggi per “dirmi come state, farmi delle domande, o semplicemente salutarmi. Sono ben accette anche delle fantastiche ricette”. Insomma, Maria avrà sì lasciato il mondo del tennis, ma per fortuna la sua personalità esuberante non se n’è certo andata.

 

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Sinner e Piatti da Montemagno. Jannik ammette: “In campo faccio quello che mi sento”

Vi proponiamo la lunga intervista di Marco Montemagno alla giovane promessa altoatesina e al suo coach: “Jannik deve crescere e migliorare molto”

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La pausa forzata a causa del Coronavirus molti la stanno vivendo come un’occasione per tornare ad allenarsi fisicamente e restare in salute. Se però il tuo lavoro consiste già nel prenderti cura del tuo corpo, questo periodo lo si può utilizzare per ampliare le proprie conoscenze, o meglio ancora far ampliare la conoscenza che gli altri hanno di te. Questa è stata la scelta di Jannik Sinner e il suo coach Riccardo Piatti, che si sono fatti intervistare da una personalità totalmente estranea al mondo del tennis: Marco Montemagno (che in passato aveva intervistato anche Andrea Gaudenzi) Il 47enne residente a Brighton è un imprenditore media, intervistatore e public speaker con oltre 2 milioni di follower sui social, e nei suoi video pubblicati su Youtube si occupa principalmente di business e mondo digitale. La lunga intervista che ne è venuta fuori ha abbracciato tutti i temi principali della vita di un tennista.

Il giovane altoatesino ha preferito passare l’isolamento fuori dall’Italia, spiegando che sia lui che il suo team sono a Monaco, “in quarantena, con le stesse regole che ci sono in Italia. Sono in casa e mi sto concentrando tanto sul lavoro atletico. Facciamo quello che possiamo, ogni tanto come Roger, gioco contro il muro. Tenersi in forma è fondamentale. Noi giocatori giovani possiamo vivere questo come un momento in cui migliorare”.

Piatti ha poi aggiunto: “I giocatori, durante questo stop si dividono in tre fasce: i giovani lo possono vedere come una possibilità di crescita; i giocatori di livello intermedio possono perdere un po’ la motivazione in assenza dei tornei; i grandi come Federer, Nadal e Djokovic hanno l’esperienza per poter tornare al massimo. Per quanto riguarda Jannik, ho cercato di riempirgli la giornata, uno come lui è difficile da tener fermo, ha bisogno di muoversi. Il preparatore atletico sta nell’appartamento vicino al suo e ogni tanto ci vediamo in modo che lui possa continuare la sua preparazione. Deve crescere e migliorare molto: si può vedere che il fisico sta crescendo, i suoi pettorali stanno aumentando”.

 

Sinner comunque riesce a trovare qualcosa di positivo anche nel suo fisico “minuto” e lo vede come una fortuna dato che “in passato questo mi ha costretto ad imparare a giocare bene a tennis per poter vincere. Gli altri potevano contare sul gioco fisico, io dovevo trovare un’altra soluzione ed era quella di rubare il tempo, entrare sulla palla”. Per quanto riguarda la preparazione, Jannik ha poi ammesso: “Sono uno molto pignolo, non è sempre facile lavorare con me. In campo, cerco di ascoltare i suggerimenti, ma faccio sempre quello che mi sento. Mi danno molte informazioni, ma poi devo essere intelligente e non concentrarmi su quei dati perdendo tutto il resto”.

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Accadde Oggi

Accadde Oggi: un eroico Jim Courier trascina gli USA in Coppa Davis

In uno dei weekend di Coppa Davis più emozionanti di sempre, Jim Courier, numero 54 del mondo, resta in campo 8 ore per battere prima Tim Henman e poi Greg Rusedski nel singolare decisivo

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L’edizione del 1999 della Coppa Davis non è come tutte le altre: è l’edizione del centenario e il primo turno mette di fronte Gran Bretagna e Stati Uniti a Birmingham, si gioca in condizioni indoor. I padroni di casa si presentano con la formazione migliore formata da Tim Henman e Greg Rusedski mentre gli americani devono fare a meno di Pete Sampras e Andre Agassi e schierano in singolare Todd Martin e Jim Courier, quest’ultimo sceso al numero 54 delle classifiche mondiali. E proprio Courier firma una delle più straordinarie imprese della carriera vincendo in 5 set entrambi i singolari, incluso l’ultimo decisivo sul 2-2 contro Rusedski. Complessivamente rimane in campo per 7 ore e 58 minuti per portare i due punti agli USA.

Questi i risultati dei due match:

Venerdì 2 aprile 1999 – primo singolare
J. Courier b. T. Henman 7-6(2) 2-6 7-6(3) 6-7(10) 7-5

Domenica 4 aprile 1999 – singolare decisivo
J. Courier b. G. Rusedski 6-4 6-7(3) 6-3 1-6 8-6

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