ATP Ranking: Tsitsipas entra in top 10. Le teste di serie di Indian Wells

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ATP Ranking: Tsitsipas entra in top 10. Le teste di serie di Indian Wells

Grossi movimenti in classifica prima di Indian Wells, che ora ha le sue teste di serie (c’è anche Kyrgios). 84 giocatori su 100 occupano una posizione diversa rispetto alla scorsa settimana

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I  tornei 500 di Acapulco e Dubai e il 250 di San Paolo disputati la scorsa settimana hanno determinato un terremoto di elevata magnitudine sulla classifica ATP. Ottantaquattro dei primi cento giocatori del mondo occupano infatti una posizione nel ranking diversa rispetto a sette giorni fa.

Di seguito i cambiamenti più rilevanti:

LA TOP 20

 

Posizione
NazioneGiocatorePuntiVariazione
1SerbiaN. Djokovic10955 =
2SpagnaR. Nadal8365 =
3GermaniaA. Zverev6595 =
4SvizzeraFederer46003
5Argentinadel Potro4585-1
6Sud AfricaAnderson4295-1
7GiapponeNishikori4190-1
8AustriaThiem3800 =
9USAIsner3405 =
10GreciaTsitsipas31751
11CroaziaCilic3095-1
12CroaziaCoric26981
13RussiaKhachanov2675-1
14CanadaM. Raonic2275 =
15RussiaMedvedev2230=
16ItaliaCecchinato2091=
17ItaliaFognini1885=
18GeorgiaBasilashvili18651
19FranciaMonfils17404
20SpagnaCarreno Busta1705=

TESTE DI SERIE A INDIAN WELLS

Il sorteggio del primo Masters 1000 stagionale si terrà nella notte tra martedì e mercoledì (alle 00:00), e quest’ultimo aggiornamento di classifica ne ufficializza anche le teste di serie. Saranno 32, e corrisponderanno agli attuali primi 32 giocatori del mondo con l’eccezione di Gasquet e del Potro, che non saranno della partita: al loro posto una testa di serie andrà a Kyrgios e Pella. Tra i favoriti del seeding ci sarà anche Laslo Djere, vincitore dell’ATP 500 di Rio de Janeiro una settimana fa.

  1. Djokovic
  2. Nadal
  3. Zverev
  4. Federer
  5. Anderson
  6. Nishikori
  7. Thiem
  8. Isner
  9. Tsitsipas
  10. Cilic
  11. Coric
  12. Khachanov
  13. Raonic
  14. Medvedev
  15. Cecchinato
  16. Fognini
  17. Basilashvili
  18. Monfils
  19. Carreno Busta
  20. Goffin
  21. Bautista Agut
  22. Edmund
  23. De Minaur
  24. Shapovalov
  25. Schwartzman
  26. Dimitrov
  27. Simon
  28. Pouille
  29. Fucsovics
  30. Djere
  31. Kyrgios
  32. Pella

ITALIA – Settimana incolore per i nostri rappresentanti di vertice. Le notizie migliori vengono dalle retrovie grazie Caruso e Mager in netta crescita grazie ai buoni risultati ottenuti ai Challenger di Yokohama e Indian Wells e a Sonego che è riuscito a raggiungere gli ottavi di finale a San Paolo.

ITALIANI IN TOP 200

ClassificaGiocatorePuntiVariazione
16Cecchinato2091=
17Fognini1885=
47Seppi9602
57Berrettini895-1
83Fabbiano6652
105Lorenzi5441
107Sonego5287
135Travaglia430-3
147Quinzi3843
150Vanni3811
151Bolelli379-15
164Baldi3333
168Caruso31610
169Giannessi309-1
177Arnaboldi2873
185Mager27512
189Giustino273=

Immutate le prime sette posizioni della classifica avulsa riservata alle NextGen, che sono al momento interamente appannaggio di giocatori compresi nella top 100.

RACE TO MILAN

Posizione ATPNazioneGiocatoreNato nelPunti
10GreciaTsitsipas19981360
24Australiade Minaur1999475
35USATiafoe1998405
58CanadaAuger-Aliassime2000365
66FranciaU. Humbert1998253
25CanadaShapovalov1999225
94NorvegiaRuud1998224

Il primo under 21 italiano e potenziale ottavo partecipante alla finale milanese è Jannick Sinner, tredicesimo nella race alla data odierna. Anche questa settimana il diciassettenne altoatesino si è messo in evidenza conquistando il torneo ITF di Trento.

La classifica riservata ai migliori giocatori della stagione è la seguente.

RACE TO LONDON

Posizione ATPNazioneGiocatorePunti
1SerbiaDjokovic2090
10GreciaTsitsipas1360
2SpagnaNadal1245
7GiapponeNishikori835
19FranciaMonfils815
15RussiaMedvedev760
30FranciaPouille720
22SpagnaBatista Agut700

Tsitsipas ha rimpiazzato Nadal al secondo posto. Se la stagione finisse oggi Federer sarebbe la prima riserva alle Finals, dal momento che occupa la nona piazza a 20 punti di distanza da Batista Agut. Ma per la gioia delle legioni di suoi fan la stagione non termina qui e il secondo uomo a toccare quota 100 trofei ATP (più un Challenger) dopo Connors ha quindi tempo per lasciare ad altri il ruolo di riserva.

Nutrita la pattuglia dei tennisti che questa settimana hanno raggiunto la miglior posizione in classifica della loro carriera. Ad eccezione dell’Asia e dell’Antartide – che si ostina a non produrre giocatori – abbiamo tutti i continenti rappresentati.

BEST RANKING

ClassificaGiocatoreNazione
10TsitsipasGrecia
18BasilashviliGeorgia
24de MinaurAustralia
31FucsovicsUngheria
32DjereSerbia
34PellaArgentina
48NorrieGBR
58Augier AliassimeCanada
62McDonaldUSA
64LonderoArgentina
67HurkaczPolonia
72GarinCile
87DellienBolivia
92L. HarrisSud Africa
94RuudNorvegia

La scorsa settimana avevamo chiesto di indicare i nomi dei giocatori sudamericani che hanno disputato almeno una finale di singolare nei quattro tornei dello Slam. Eccoli (in grassetto le vittorie):

WIMBLEDON

  • David Nalbandian, Argentina (2002)

ROLAND GARROS

  • Guillermo Vilas, Argentina (75,77,78,82)
  • Victor Pecci, Paraguay (79)
  • Andres Gomez, Ecuador (90)
  • Gustavo Kuerten, Brasile (97,2000,2001)
  • Gaston Gaudio, Argentina (2004)
  • Guillermo Coria, Argentina (2004)
  • Mariano Puerta (2005)

US OPEN

  • Guillermo Vilas, Argentina (77);
  • Juan Martin del Potro, Argentina (2009, 2018)

AUSTRALIAN OPEN       

  • Guillermo Vilas, Argentina (77,78,79);
  • Marcelo Rios, Cile (98);
  • Fernando Gonzalez, Cile (2007).

QUESITO DELLA SETTIMANA

Guido Pella a San Paolo ha vinto per la prima volta un torneo ATP. Quali altri giocatori nel 2019 sono riusciti a compiere la medesima impresa?

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Il tennis tira la cinghia in tempi di Covid, ma forse il challenger di Marbella ha esagerato

“Nella mia carriera tennistica non mi sono mai sentito tanto disprezzato da qualcuno dell’organizzazione”, racconta lo spagnolo Pedro Martinez. Il challenger di Marbella ha costretto lui e altri giocatori a pagarsi l’alloggio da soli

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Pedro Martinez – Marbella Open 2020 (foto via Twitter @MarbellaOpen)

Il 2020 continua a essere un anno non facile per giocare a tennis. Certo, va anche peggio per cose molto più importanti, ma, almeno qui, possiamo limitarci a parlare dello sport che amiamo. Se chi gioca per divertirsi deve fare i conti con un altro mese di stop (sempre che il clima non consenta di giocare all’aperto), la stagione con il buco in mezzo non è stata affatto clemente con i professionisti della racchetta, oltre che, naturalmente, con tutti quelli che traggono dai tour una fonte di reddito più o meno diretta.

Solo per fare un esempio, il 40% del personale di Tennis Canada ha perso il lavoro perché non è stato possibile organizzare la Rogers Cup. Senza contare le ricadute su un sistema che stava sfornando tennisti anche di altissimo livello, da Bianca Andreescu a Denis Shapovalov. Ecco quindi spiegati gli enormi sforzi per riuscire a organizzare eventi le cui probabilità di disputa sembravano quasi risibili, primo fra tutti lo US Open, con annesso il Masters 1000 di “Cincinnati” in una perfetta applicazione del concetto di economia di scopo, ma anche l’autunno europeo su terra battuta.

Anche dove si è riusciti a giocare, il pubblico si è rivelato un fattore determinante. O, più precisamente, l’assenza di pubblico o il numero estremamente ridotto di appassionati sugli spalti. Il Roland Garros ne è uscito complessivamente bene (24 milionilordi di utili) nonostante i mille spettatori al giorno rispetto agli oltre 34.000 giornalieri della passata edizione, sempre ricordando che si tratta di uno Slam, quindi con cifre relative ai diritti televisivi nemmeno paragonabili con quelle dei tornei minori. Un effetto diretto del minore introito generato dalla vendita dei biglietti e di tutte le attività collegate alla presenza degli appassionati si è senza dubbio registrato sui montepremi, nonostante si sia riusciti a non penalizzare i giocatori di fascia più bassa.

 

Il Western&Southern Open di passaggio a New York ha offerto in totale 4,2 milioni di dollari contro i 6 del 2019, aumentando però di circa il 10% l’assegno per gli sconfitti al primo turno che hanno pertanto incassato 24.560 dollari (lordi). Ciò a spese dei primi della classe, primo fra tutti il vincitore, Novak Djokovic, che si è accontentato di 285.000 dollari invece del milione abbondante dell’anno scorso.

Scendendo rapidamente di livello, l’ATP 250 di Anversa ha offerto un montepremi del 38% inferiore a quello del 2019 quando ad Andy Murray erano toccati 110.000 euro contro i 30.000 e spicci del freschissimo vincitore Ugo Humbert. Sempre a beneficio di chi ha più difficoltà a far quadrare i conti perché più spesso non arriva molto avanti nei tabelloni del Tour. A proposito di “sfortunati” vincitori, andando sulla pagina ATP di Sascha Zverev, constatiamo che i due titoli consecutivi a Colonia gli sono complessivamente valsi meno di 28.000 euro. Per fortuna ha giocato anche tre match di doppio insieme al fratello Mischa che gli hanno fruttato altri 3.000 euro. In definitiva, chi vince si accontenta, ma almeno tutti stanno facendo qualcosa perché qualche centinaio di professionisti o aspiranti tali non rischino di dover smettere di giocare. Forse non proprio tutti.

Zverev con il primo trofeo vinto a Colonia

SCARAMUCCE A MARBELLA

Più che altro, c’è qualcuno che la rende anche più complicata del solito, come sta succedendo al Challenger 80 di Marbella, almeno secondo quando denuncia Pedro Martinez, ventitreenne della provincia di Valencia che questo mese ha sfondato il muro della top 100 dopo il terzo turno al Roland Garros raggiunto partendo dalle qualificazioni. Affidandosi (malvolentieri) ai canali social, Martinez, iscritto appunto al Marbella, spiega che i Challenger offrono sempre l’ospitalità (pernottamento e colazione) ai giocatori, i quali devono però prenotare l’albergo con almeno due settimane di anticipo, cosa peraltro non semplice soprattutto quando sei impegnato in altri tornei.

Insomma, Pedro ha prenotato solo mercoledì scorso, non rispettando la disposizione del Rulebook ATP, come del resto non hanno rispettato i tempi Carballes Baena, Munar, Taberner e altri perché non sapevano quando sarebbero potuti arrivare. “In tutto il circuito Challenger si giocano più di 150 tornei all’anno in oltre 40 Paesi ed è la prima volta che un torneo adotta questa posizione” scrive Martinez riferendosi al fatto che le spese dell’albergo saranno a carico suo e dei suoi colleghi. Una decisione presa dal direttore del torneo Ronnie Leitgeb (sì, l’ex coach di Muster, Gaudenzi, Quinzi, ex presidente della federtennis austriaca, eccetera). E, forse, dover pagare non è nemmeno la parte peggiore.

Pedro continua il suo racconto: “È arrivato a dirmi che la persona che si occupa delle mie prenotazioni è stupida e che è disposto a darmi mille euro di tasca propria perché me ne torni a casa e non mi faccia più vedere ai suoi tornei, perché non ha alcun interesse che Carballes, Munar e io (i tre spagnoli con ranking più alto iscritti al torneo) siamo in tabellone e che nessuno verrà a vederci giocare. Hai appena finito di festeggiare l’ingresso nei top 100 e due settimane dopo ti senti dire questo. Mai nella mia carriera tennistica mi sono sentito tanto disprezzato da qualcuno dell’organizzazione e dubito che siano in molti ad avere avuto un’esperienza simile nel circuito”. Conclude con apprezzamenti per il sito del torneo, per tutti gli altri che ci lavorano e per il personale dell’ATP che tuttavia non ha voce in capitolo sull’argomento.

Il tweet di Carlos Taberner

Sullo stesso tono il tweet di Carlos Taberner, che indica Leitgeb come responsabile della decisione “unica, di negare l’ospitalità ai suoi giocatori”, oltre a non essersi degnato di rispondere ai miei messaggi o alle chiamate. Non manca la comprensibile amarezza: “È molto difficile accettare che queste cose accadano in uno dei pochi tornei che quest’anno si disputano nel tuo Paese e sentire un tale disprezzo quando credevi di giocare in casa. Si è aggiunto anche Carballes Baena, che aveva prenotato nove giorni prima del lunedì di inizio del torneo perché non sapeva se avrebbe giocato. “Credo un tempo sufficiente per informare l’hotel” scrive su Instagram, “e non penso che fosse pieno in questi tempi complicati per il Covid”. Proprio in virtù di questi tempi complicati, non sembra così folle aspettarsi quella elasticità che, a quanto dicono i tennisti, è sempre stata la norma dovunque abbiano giocato. Anche Carballes sottolinea come Leitgeb abbia trattato lui e Pedro in maniera “inappropriata”.

Da parte del torneo, non c’è stata ancora risposta. Nel frattempo, Martinez, secondo del seeding, ha giocato il suo incontro di primo turno e vinto. Il suo assegno passa così da 450 a 730 euro. Se arriverà ad alzare il trofeo, diventeranno 6.190. Meno le imposte e, a quanto pare, il costo dell’hotel.

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ATP

ATP Vienna: Rublev parte forte, già fuori Shapovalov

Solo cinque partite in programma nella prima giornata: Monfils si ritira contro Carreno, avanti Anderson e Coric

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Assegnati i due titoli ATP 250 della settimana ormai passata, il circuito si divide fra Vienna e Nur-Sultan. La capitale austriaca ospita un “500” che, per campo di partecipanti, quest’anno assomiglia molto a un Masters 1000, complice anche l’assenza del torneo di Basilea. Nonostante il ritiro dell’ultimo momento di Diego Schwartzman, restano ben cinque i top 10 in tabellone, tra i quali il numero 1 del mondo Novak Djokovic e l’idolo di casa Dominic Thiem, con un “taglio” al numero 31 del ranking. Proprio Thiem ha detto che questo “è probabilmente l’ATP 500 migliore di sempre“. Difficile contraddirlo guardando gli avversari che deve affrontare per replicare il trionfo dello scorso anno, anche se il primo ostacolo, Kei Nishikori, ha dato forfait ed è stato sostituito da Vitaliy Sachk, ventitreenne ucraino oltre il 500° posto del ranking al suo primo main draw ATP. Non che Dominic non sia in grado di crearsi problemi un po’ con chiunque ai primi turni.

Tornando a Schwartzman, ufficialmente ritirato per un problema alla spalla, non si può certo biasimare Diego per rinunciare a un torneo dove, in quanto finalista uscente, non ha quasi possibilità di incamerare punti, dopo aver disputato quindici incontro in sei settimane. Di certo non si lamenta Lorenzo Sonego, entrato come lucky loser, che debutterà contro Dusan Lajovic.

Il programma inizia con una delusione per gli spettatori austriaci, non più di mille (per sessione) sugli spalti: Dennis Novak, wild card e amicissimo per semprissima di Thiem, è stato sconfitto Kevin Anderson dopo due ore e tre quarti al tie-break del terzo set, nel quale si è trovato avanti per 6-3, senza però riuscire a trasformare nessuno dei tre match point, commettendo anche doppio fallo su quello con la battuta a disposizione. Anderson, entrato con il ranking protetto, è anche dovuto ricorrere al MTO all’inizio del terzo set per farsi trattare il ginocchio destro, operato due volte negli ultimi tredici mesi. Al prossimo turno, troverà Pablo Carreño Busta che è stato invece in campo appena 39 minuti contro Gael Monfils. Il trentaquattrenne parigino, come il coetaneo Anderson, ha richiesto un trattamento da parte del fisioterapista – al collo, nel suo caso – ma con risultati ben diversi: sotto 6-1 2-0 è arrivato il ritiro. Evitata la bolla newyorchese, Monfils è stato sconfitto all’esordio a Roma, Amburgo e Parigi, per poi dare forfait ai due tornei di Colonia. Protagonista di un ottimo avvio di stagione (ottavi a Melbourne, dodici vittorie di fila che gli hanno portato due titoli e una finale in febbraio), la pausa forzata non ha per nulla giovato a Lamonf.

 

Com’era prevedibile, non ha avuto alcun problema Andrey Rublev contro il qualificato Norbert Gombos. Il 6-3 6-2 è arrivato in un’ora esatta e con esso la vittoria numero 35 in stagione a fronte di 7 sconfitte, e ora il moscovita può attendere Jannik Sinner. O Casper Ruud. Relegato sul campo dei doppisti (ufficialmente Next Gen Court), Borna Coric ha regolato con un doppio 6-4 Taylor Fritz e aspetta senza troppa impazienza il vincitore del derby tra Novak Djokovic e Filip Krajinovic.

Nell’ultimo match di giornata, Jurij Rodionov, come Novak wild card e membro della scuderia di Wolfgang Thiem, si è reso protagonista dell’impresa di giornata battendo Denis Shapovalov davanti al pubblico amico. Il ventunenne nato a Norimberga, n. 153 ATP, mancino, dotato di buona mano e oggi particolarmente efficace nei pressi della rete, ha ottenuto la sua prima vittoria nel circuito maggiore un mese fa al Roland Garros contro Chardy. Il suo secondo successo arriva ora ai danni del numero 12 del mondo che, com’è intuibile, ci ha messo del suo per uscire in due set. 34 errori non forzati per Shapo tra i quali 10 doppi falli, decisivi nelle fasi finali dei due parziali.

Risultati:

[PR] K. Anderson b. [WC] D. Novak 6-7(2) 6-4 7-6(6)
P. Carreño Busta b. [7] G. Monfils 6-1 2-0 rit.
[5] A. Rublev b. [Q] N. Gombos 6-3 6-2
[WC] J. Rodionov b. [8] D. Shapovalov 6-4 7-5
B. Coric b. T. Fritz 6-4 6-4

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WTA

Azarenka non c’è, il derby neppure: Sabalenka fa suo il titolo di Ostrava

Aryna vince il settimo trofeo in carriera contro un’acciaccata Azarenka e poi bissa in doppio. Si conferma ‘giocatrice autunnale’, la top 10 è di nuovo vicina

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Aryna Sabalenka, con il trofeo di Ostrava 2020 (via Twitter, @WTA_insider)

Aryna Sabalenka è la vincitrice del torneo WTA di Ostrava. La 22enne bielorussa ha dominato il derby contro Victoria Azarenka, lasciandole appena quattro giochi (6-2 6-2) in poco più di un’ora di partita. Vika probabilmente è stata condizionata da qualche problemino al collo, ma la sensazione generale è che contro questa Sabalenka ci fosse davvero poco da fare oggi. La bielorussa ha anche bissato il successo in doppio, dove assieme alla collaudata partner Mertens ha superato con un netto 6-1 6-3 in finale la coppia composta da Dabrowski e Stefani.

FINALE A SENSO UNICO – La più giovane delle due bielorusse ha aggredito fin da subito la partita e l’avversaria, mostrando una evidente superiorità nel palleggio da fondo. In particolare a fare la differenza in favore di Sabalenka è stata la risposta, che quando non generava un vincente diretto, comunque finiva per indirizzare lo scambio dalla sua parte. Probabilmente il servizio di Azarenka, già di per sé non potentissimo, ha risentito del fastidio al collo, ma i numeri sono comunque impressionanti: 17 punti su 33 vinti da Sabalenka sulla prima avversaria (52%) e 10 su 15 sulla seconda (67%).

Altro dato impressionante è quello dei vincenti: ben sedici nel solo primo set con una media di due a game. Nel secondo set, Aryna non ha affatto rallentato e si è proiettata sul 4-1, mentre una sofferente Azarenka chiedeva l’intervento della fisioterapista per farsi massaggiare il collo sia sul 2-1 che sul 4-1. Al rientro in campo, Vika ha lasciato andare il braccio senza pensare su tre risposte e ha trovato un insperato break. Si è trattato però solo di un fuoco di paglia, perché Sabalenka ha subito ripreso le redini della partita vincendo i successivi due giochi e con essi la partita.

 

Settimo titolo in carriera dunque per Sabalenka, e se contiamo anche la vittoria del 125k di Mumbai nel 2017 si tratta del quinto successo (su otto) ottenuto nei mesi autunnali, una fase di stagione che la vede spesso protagonista. La settimana prossima a Linz, torneo al quale risulta ancora iscritta, Sabalenka ha una buona possibilità di riagguantare la Top 10, distante appena 35 punti. Non ha più possibilità invece Azarenka, che comunque non figurava nella entry list del torneo austriaco, e che verosimilmente chiuderà il suo ottimo 2020 alla posizione numero 14 della classifica WTA.

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