Fed Cup, l'Italia in Russia per evitare la C: Garbin lancia Paolini e Trevisan

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Fed Cup, l’Italia in Russia per evitare la C: Garbin lancia Paolini e Trevisan

Si aspettavano Giorgi ed Errani, e saranno invece Paolini e Trevisan a scendere in campo nel play-out per evitare una retrocessione che sulla carta pare inevitabile. Pavlyuchenkova e Potapova guideranno le nostre avversarie

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Jasmine Paolini e Martina Trevisan – Italia vs Slovacchia, Fed Cup 2017 (foto Fabrizio Maccani)
 
 

IL SORTEGGIO E LE SCELTE DEI CAPITANI


Sabato 20 apriledalle 13
A. Potapova vs M. Trevisan
A. Pavlyuchenkova vs J. Paolini

Domenica 21 apriledalle 13.30
A. Pavlyuchenkova vs M. Trevisan
A. Potapova vs J. Paolini
D. Kasatkina/N. Vikhlyantseva vs E. Cocciaretto/S. Errani

Se a Montecarlo i nostri tennisti si sono fatti apprezzare per i risultati conseguiti sul campo, a Mosca in questo week-end le nostre ragazze sono chiamate ad un’impresa alquanto improba. Vincere contro la Russia l’incontro valido per i play-out del World Group II di Fed Cup ed evitare l’onta della retrocessione in serie C. Tathiana Garbin ha cercato di caricare a dovere l’ambiente per questa delicata sfida, ma sulla carta non si può nascondere che si tratta di un’impresa alquanto improba.

La nostra capitana per l’occasione ha convocato Camila Giorgi, Sara Errani, Jasmine Paolini, Martina Trevisan ed Elisabetta Cocciaretto. Sull’altra sponda Igor Andreev ha chiamato a guidare la truppa russa Daria Kasatkina, Anastasia Pavlyuchenkova, Anastasia Potapova, Natalia Vikhlyantseva e la 17enne Daria Koval. È chiaro che anche per la Russia si tratta di una sfida delicata, retrocedere in C non sarebbe una buona notizia nemmeno per loro. Vediamo lo stato di forma delle due squadre

 

ITALIA


C’è poco da stare allegri in casa Italia, Camila Giorgi ha iniziato l’anno maluccio. Condizioni fisiche non perfette ne hanno limitato la resa, appena 3 vittorie e 6 sconfitte per lei. Qualche timido segnale di risveglio invece per Sara Errani, sulla carta la tennista con la peggior classifica di singolo tra le nostre (nr.207) esclusa la giovanissima Cocciaretto. Sara ha infatti raggiunto la scorsa settimana da lucky loser (era stata battuta nelle qualificazioni proprio dalla Paolini) i quarti di finale sulla terra di Bogotà, battuta poi dall’australiana Sharma. Poca roba vero, ma in questo momento tutto fa brodo e può darle morale. L’esperienza di Sara sarà fondamentale sulla terra indoor di Mosca e in Fed l’azzurra non ha mai lesinato il proprio impegno.

Trevisan e Paolini non crediamo abbiano speranze di scendere in campo come singolariste a meno di clamorose sorprese… che infatti sono arrivate! Jasmine Paolini ha raggiunto il secondo turno a Bogotà e a livello ITF ha vinto il torneo di Curitiba in Brasile sulla terra. Martina Trevisan è riuscita invece un paio di volte ad approdare nei tabelloni principali dei tornei principali, sulla terra di Charleston ha perso al secondo turno da Kiki Bertens.

RUSSIA


Pavlyuchenkova e Kasatkina sono apparentemente messe meglio delle nostre ragazze ma non è che abbiano fatto sfracelli. Pavlyuchenkova (nr. 34 WTA) ha fatto registrare 10 vittorie e 8 sconfitte nel 2019 ma ha brillato soprattutto agli Australian Open dove ha raggiunto i quarti di finale, poi nulla di eccezionale. Peggio ha fatto Daria Kasatkina, appena 2 vittorie e ben 7 sconfitte, eppure è la migliore a livello di classifica del lotto delle convocate (nr. 22 WTA). Ed allora ecco che al fianco della Pavlyuchenkova nei singolari ci potrebbe essere una tra Potapova e Vikhlyantseva.

La 18enne Potapova ha fatto semifinale a Budapest ed è nr. 74 del ranking, mentre Vikhlyantseva che è nr.113 WTA ha raggiunto il terzo turno partendo dalle qualificazioni ad Indian Wells ed il secondo partendo sempre dalle qualificazioni agli Australian Open. Insomma sulla seconda singolarista Andreev dovrà fare una scelta non facile.

PRECEDENTI TRA LE GIOCATRICI


Sono pochi, vista la presenza di molte tenniste giovani tra le convocate. Pavlyuchenkova conduce 4-2 su Errani, da rimarcare la vittoria dell’anno scorso di Paolini su Kasatkina, una delle più belle partite della nostra atleta.

Giorgi vs Vikhlyatseva 1-0
2017 Birmingham, grass, R32, Giorgi 6-3 7-6(4)

Errani vs Pavlyuchenkova 2-4
2011 Mosca, Fed Cup, hard, Pavlyuchenkova 7-6(5) 7-6(4)
2014 Parigi, F, hard, Pavlyuchenkova 3-6 6-2 6-3
2015 Monterrey, Q, hard, Errani 7-5 6-4
2015 Miami, R64, hard, Errani 6-1 7-6(5)
2015 Madrid, R32, clay, Pavlyuchenkova 3-6 7-6(7) 6-4
2017 Rabat, S, clay, Pavlyuchenkova 6-4 6-0

Errani vs Kasatkina 1-1
2015 Bad Gastein, Q, clay, Errani 6-3 3-6 6-2
2016 Brasile (olimpiadi), R16, hard, Kasatkina 7-5 6-2

Jasmine Paolini vs Kasatkina 1-1
2014 Georgia, F, clay, Kasatkina 6-1 4-6 10-7
2018 Praga, R32, clay, Paolini 7-6(6) 6-3

PRECEDENTI TRA LE NAZIONALI (RUSSIA-ITALIA 5-2)


Russia in vantaggio nei precedenti confronti tra le nazionali, la cui cronologia delle sfide ci dà un po’ il senso della crescita del nostro movimento femminile. Dalle nette sconfitte dei primi anni all’impresa sfiorata a Brindisi nel 2005, quando sull’1-1 Francesca Schiavone sprecò ben 4 match point contro Elena Dementieva prima di crollare al terzo set, alle finali giocate nel 2007 (persa da campionesse in carica) a quella del 2013 (ultimo trionfo italico nella competizione). Va detto che prima del dominio degli ultimi anni della Repubblica Ceca erano state proprio Italia e Russia all’inizio degli anni 2000 a dominare l’albo d’oro della manifestazione.

22 maggio 1968 – Roland Garros (terra), Parigi, Francia – 2°turno World Group

Urss b. ITALIA 3-0
Galina Baksheeva b. Lea Pericoli 7-5 8-6
Anna Dmitrieva b. Maria-Teresa Riedl 6-3 6-0
Galina Baksheeva/Olga Morozova b. Francesca Gordigiani/Lea Pericoli 6-2 6-3

19-25 maggio 1980 – T.C. Rot-Weiss (terra), Berlino, Germania – 2°turno World Group

Urss b. ITALIA 2-1
Daniela Porzio b. Olga Zaitseva 6-3 6-3
Olga Morozova b. Sabina Simmonds 6-4 6-2
Julia Kashevarova/Olga Zaitseva b. Daniela Porzio/Sabina Simmonds 7-5 3-6 9-7

23-24 aprile 2005 – Circolo del Tennis Brindisi (terra), Brindisi, Italia – 1°turno World Group

Russia b. ITALIA 4-1
Francesca Schiavone b. Dinara Safina 7-5 6-3
Elena Dementieva b. Tathiana Garbin 6-4 6-3
Elena Dementieva b. Francesca Schiavone 4-6 7-6(2) 6-0
Elena Bovina b. Maria Elena Camerin 6-3 3-6 6-2
Vera Douchevina/Dinara Safina b. Tathiana Garbin/Mara Santangelo 6-3 7-5

15-16 settembre 2007 – Small Sports Arena “Luzhniki” (veloce indoor), Mosca, Russia – finale

Russia b. ITALIA 4-0
Anna Chakvetadze b. Francesca Schiavone 6-4 4-6 6-4
Svetlana Kuznetsova b. Mara Santangelo 6-1 6-2
Svetlana Kuznetsova b. Francesca Schiavone 4-6 7-6(7) 7-5
Elena Vesnina b. Mara Santangelo 6-2 6-4

25-26 aprile 2009 – Nova Yardinia (terra), Castellaneta Marina, Italia – semifinali

ITALIA b. Russia 4-1
Flavia Pennetta b. Anna Chakvetadze 6-4 6-0
Francesca Schiavone b. Svetlana Kuznetsova 1-6 6-2 6-3
Svetlana Kuznetsova b. Flavia Pennetta 6-0 6-3
Francesca Schiavone b. Anastasia Pavlyuchenkova 7-6(7) 4-6 6-2
Sara Errani/Roberta Vinci b. Anastasia Pavlyuchenkova/Nadia Petrova 1-6 6-3 6-4

16-17 aprile 2011 – Sports Palace Megasport (veloce Indoor), Mosca, Russia – semifinali

Russia b. ITALIA 5-0
Vera Zvonareva b. Sara Errani 6-0 6-2
Svetlana Kuznetsova b. Roberta VInci 6-2 6-7(4) 6-1
Vera Zvonareva b. Roberta Vinci 6-4 6-2
Anastasia Pavlyuchenkova b. Sara Errani 7-6(5) 7-6(4)
Anastasia Pavlyuchenkova/Ekaterina Makarova b. Alberta Brianti/Maria Elena Camerin 7-6(3) 6-1)

2-3 novembre 2013 – Tennis Club Cagliari (terra), Cagliari, Italia – finale

ITALIA b. Russia 4-0
Roberta Vinci b. Alexandra Panova 5-7 7-5 8-6
Sara Errani b. Irina Khromacheva 6-1 6-4
Sara Errani b. Alisa Kleybanova 6-1 6-1
Karin Knapp/Flavia Pennetta b. Margarita Gasparyan/Irina Khromacheva 4-6 6-2 10-4

PRONOSTICO


Sicuramente le padrone di casa russe partono favorite, ma forse la scelta della terra rossa potrebbe quantomeno livellare un po’ i valori e darci qualche speranza in più. Serviranno comunque tutto il cuore e la grinta delle nostre ragazze per centrare l’impresa, speriamo che Garbin dalla panchina riesca a caricarle a dovere. Anche perché come abbiamo scritto in precedenza la sfida è delicata anche per le russe e non è detto che la tensione non possa giocare un brutto scherzo anche alle nostre avversarie. In quel caso dovremmo essere pronti ad approfittarne.

RUSSIA 70% – ITALIA 30%

COPERTURA TV – “SuperTennis” trasmetterà in diretta la sfida di Mosca tra Russia e Italia e le semifinali. Questa la programmazione:

Sabato 20 aprile

  • alle ore 12.45, 14.45 e 16.45 SuperTennis Today
  • dalle ore 05.00 LIVE semifinali: Australia-Bielorussia primo e secondo singolare
  • dalle ore 13.00 LIVE playoff: Russia-Italia primo e secondo singolare
  • dalle ore 17.00 differita semifinali: Francia-Romania primo e secondo singolare

Domenica 21 aprile

  • alle ore 12.45, 15.15, 17.15 e 19.15 SuperTennis Today
  • dalle ore 05.00 LIVE semifinali: Australia-Bielorussia terzo e quarto singolare, doppio
  • dalle ore 13.30 LIVE playoff: Russia-Italia terzo e quarto singolare, doppio
  • dalle ore 19.30 differita semifinali: Francia-Romania terzo e quarto singolare, doppio

Fed Cup, semifinali: grande equilibrio a Brisbane e Rouen

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Flash

Roland Garros: primi ottavi parigini per Pegula, ritiro Badosa per un infortunio al polpaccio. 17esima seconda settimana nei Major per Keys

Avanti Kasatkina prossima avversaria di Camila Giorgi. Fuori per ritiro la spagnola Badosa, a casa anche Cornet per problemi fisici. Agli ottavi si affronteranno Keys e Kudermetova, rispettivamente al quarto e al secondo ottavo di finale nello Slam francese

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Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Continua l’ecatombe delle teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros 2022, delle 32 presentatesi ai nastri di partenza del torneo ne sono rimaste in gara solamente 11. Ma ciò che sorprende maggiormente non è tanto il numero in sé, seppur assolutamente rilevante, bensì la qualità delle regine che depongono la corona. Sabato, infatti, con l’allineamento del torneo agli ottavi di finale sono uscite di scena anche le forze numero 3 e 7 del seeding: Badosa e Sabalenka. Dopo l’eliminazione della bielorussa per mano di una scintillante Camila Giorgi, il ritiro a partita in corso della spagnola – che non riuscirà dunque ad eguagliare i quarti raggiunti la scorsa edizione – ha sancito che nel quarto round dello Slam parigino saranno presenti solamente due delle prime 11 teste di serie.

PEGULA LA PIU ALTA CLASSIFICATA NEL RANKING, RIMASTA IN CORSA, PER FRONTEGGIARE SWIATEK – Questo perché, oltre all’inarrestabile marcia della n. 1 Swiatek, – anche se nel suo terzo turno ha faticato più del previsto con la montenegrina Kovinic – Jessica Pegula (tds n. 11) ha superato la slovena e tds n. 24 Tamara Zidansek, (nel secondo incontro sul Campo 14, dopo il successo in quattro set di Rublev su Garin) che nel turno precedente ha potuto usufruire del walkover dell’egiziana Sherif, con lo score di 6-1 7-6(2) in quasi un’ora e mezza di gioco (1h29 per l’esattezza). La 28enne di Buffalo conferma, con l’ennesima ottima prestazione, la sua stagione positiva sulla terra battuta, che ha visto la statunitense centrare il traguardo più importante della sua carriera con l’ultimo atto conquistato nell’altura madrilena – che ha rappresentato per lei, la prima finale in un WTA 1000. La n. 11 del mondo si è qualificata per la prima volta al quarto turno del Major di Porte d’Auteuil, portandosi a casa un incontro dai risvolti diametralmente opposti nei due set. Il primo parziale è stato a senso unico in favore della figlia dell’imprenditore Terry Pegula, – proprietario delle franchigie dei Buffalo Bills della National Football League e dei Buffalo Sabres della National Hockey League, con un patrimonio stimato di circa 5 miliardi – che ha lasciato per strada un solo game, indirizzando inesorabilmente la frazione con uno sprint alla partenza da cinque giochi consecutivi. Il set sarebbe potuto essere ancora più rotondo, ma nel sesto game un calo di concentrazione di Jessica ha contribuito a mandare in frantumi tre set point permettendo così alla semifinalista dello scorso Open di Francia di evitare il bagel e di sbloccarsi in una sfida che fino ad allora l’aveva vista totalmente in balia dell’avversaria.

L’esito del parziale, però, non poteva essere messo in discussione viste le enormi difficoltà palesate dalla 24enne di Postumia e difatti Tamara nel game che segue si fa strappare il servizio per la quarta volta in altrettanti turni di battuta. Decretando così un 6-1 in mezz’ora, spaccata come un orologio svizzero, senza la minima discussione. Alla ripresa della contesa, il copione sembrava essere il medesimo del set inaugurale dopo il 3-0 di Pegula ad aprire le danze in men che non si dica. Invece, sul 3-1 la tennista newyorkese si distrae nuovamente come gli era già capitato quando aveva avuto la chance d’infliggere il bagel alla sua più giovane contendente. A questo punto il set prosegue sul sottile filo dell’equilibrio, con una sola palla break (per Zidansek) nei successivi 8 game. Si arriva così al tiebreak e anche nel jeu décisif, la n. 10 del seeding getta alle ortiche un vantaggio di 3-0 perdendo il servizio due volte di fila. Dopodiché però si scuote e vince i successivi quattro punti, ponendo fine al match. Tra le statistiche più rilevanti, da evidenziare il computo tra i vincenti e gli errori non forzati, nettamente favorevole all’americana (25/18 contro 16/31) con un +7 per lei ed un pesante -16 per la numero 25 del ranking. Un altro dato significativo è il rendimento del servizio, con il 63% di punti vinti con la prima per la tennista nordamericana e solo il 56% per la slovena, ma la vera differenza si è riscontrata sulla seconda: un perentorio 68% di trasformazione (17/25) a fronte di un misero 31%.

 

KUDERMETOVA APPROFITTA DEL PROBLEMA FISICO DI BADOSA – E’ invece durato soltanto un’ora e due minuti il terzo incontro di giornata sul Suzanne Lenglen tra la n. 4 delle classifiche, nonché n. 3 del tabellone Paula Badosa e la russa Veronika Kudermetova. Il primo set vinto 6-3 dalla tennista senza bandiera, a discapito di quello che potrebbe far pensare il punteggio c’è stata lotta vera con l’iberica che era partita meglio issandosi sul 2-0 e addirittura avendo a disposizione due break point per il 3-0 “pesante” in un game da 15 punti. La n. 29 WTA, salvatasi dallo spettro del 4-0, ha assestato una striscia, durissima da digerire per la spagnola, di 5 giochi a 1 con la quale ha messo le mani sul primo parziale. Sostanzialmente il match si è concluso qui, poiché dopo aver subito il break sull’1-1 del secondo set la campionessa dell’edizione ottombrina d’Indian Wells ha dovuto alzare bandiera bianca per via di un infortunio al polpaccio destro. Ricordiamo che con questo successo la 25enne di Kazan, si porta sul 4-2 nel bilancio degli scontri diretti. La russa infatti ha trionfato nei primi tre confronti diretti con l’ex n. 2 del mondo nativa di Manhattan; nel 2019 in California a livello di semifinale e replicando un anno dopo ad Abu Dhabi e in un altro penultimo atto sulla terra verde di Charleston. Poi però Badosa ha accorciato le distanze vincendo gli ultimi due H2H; (prima di oggi) prendendosi prima la rivincita nei quarti di finale del primo appuntamento del Sunshine Double del 2021 – dove Paula ha ottenuto il risultato più prestigioso della sua attività da professionista – e successivamente superandola nettamente qualche settimana fa in casa in quel di Madrid.

KEYS IN RIMONTA PER LA QUARTA VOLTA AGLI OTTAVI DI PARIGI – Ultimo terzo turno femminile di questa 126esima edizione del secondo Slam dell’anno, la sfida conclusiva del Day 7 sul Simonne Mathieu tra la tds n. 22 Madison Keys e la numero 16 Elena Rybakina. Scontro inedito tra le due giocatrici, che curiosamente hanno una classifica WTA che corrisponde al loro seed in questo torneo. Da una parte l’ex finalista dello Us Open 2017, che con il successo all’esordio su Kalinskaya ha posto fine ad una serie di cinque sconfitte consecutive contro Top 100 ed ha centrato la sua prima vittoria stagionale sul rosso. Dall’altra la kazaka, che proprio a Parigi lo scorso anno raggiunse il suo primo ottavo di finale in un torneo del Grande Slam e battendo Serena Williams divenne soltanto la terza tennista del suo Paese a qualificarsi per i quarti del Roland Garros. La 22enne di Mosca, naturalizzata kazaka, si è arresa per 3-6 6-1 7-6(3) in 2h11 e con il ko odierno ha purtroppo per lei confermato una certa tendenza negativa, che l’ha vista perdere 11 delle ultime 15 partite contro Top 50, di cui 7 delle ultime 8 sfide. L’ex n. 7 del mondo si è vista scippare il primo set, grazie al break maturato nell’ottavo gioco, nel quale si sono materializzate le prime opportunità in risposta del match. Al momento di chiudere il parziale in favore della n. 16 del tabellone, abbiamo assistito al game più combattuto del set, (15 punti giocati) dopo un’intera frazione nel segno dell’equilibrio e dei servizi, dove Elena ha dovuto fronteggiare tre palle del contro-break.

Annullate tutte e tre le occasioni, è riuscita a vincere il parziale al terzo set point. A questo punto parte la rimonta di Keys che annichilisce l’asiatica 6-1, ma poteva anche essere 6-0 – set ball cancellato da Rybakina nel sesto game – e trascina il duello alla frazione finale. Un terzo set bellissimo, molto emozionante con nessuna delle due protagoniste che vuole scoprirsi troppo per non commettere l’errore fatale. Una sola palla break sul 4-4 per l’ex n. 12 del mondo, che convertita l’avrebbe portata servire per il match. Non colta la chance, si giunge al tiebreak; l’esito finale più giusto di un match ricco di pathos. Al super tiebreak conclusivo s’impone Madison per 10 punti a 3, un dominio frutto del 6-0 di apertura del gioco decisivo che ha reso sostanzialmente vano l’equilibrio perdurato nel set. Con questa affermazione per la 17esima volta nella carriera Keys si guadagna la seconda settimana nei Major, in un bilancio complessivo dal 2015 che a questo punto degli Slam recita 17-5. A Parigi è riuscita a sfondare il muro del terzo turno in tre occasioni – esclusa quella odierna; le ultime nel 2018 quando giunse in semifinale e un anno più tardi quando invece si fermò nei quarti. A livello di numeri, meglio l’americana per prime scagliate in campo (74% contro 45%), speculare invece la percentuale sull’efficacia della prima palla: 76. Ma l’ex top ten a stelle e strisce ha delineato come fattore realmente differenziale della sfida; la capacità di fare la partita: 44 winners e 38 non forzati per lei a fronte di un -7 della n. 1 del Kazakistan (20/27).

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Q. Zheng b. A. Cornet 6-0 3-0 rit. (Pellegrino Dell’Anno)

Qinwen Zheng non si ferma: dopo la sorprendente vittoria con Simona Halep (di mezzo anche l’attacco di panico della rumena), avanza al quarto turno superando la padrona di casa Alizè Cornet, costretta però al ritiro a inizio del secondo set. Il risultato finale è di 6-0 3-0, prima del forfait della francese, che aveva fatto sperare il pubblico dopo la bella vittoria al secondo turno contro Ostapenko, n.13 del seeding. I problemi della n.40 al mondo erano chiari già nel primo, non avendo vinto neanche un punto sulla prima della cinese, da parte sua brava tatticamente a usare ben 10 volte la smorzata per stancare la sua avversaria, che purtroppo nulla ha potuto contro i problemi fisici. E allora strada spianata ai giovani, verrebbe da dire: Zheng, classe 2002, all’esordio nello Slam rosso centra il quarto turno, prenotando soprattutto il posto dell’avversaria di Iga Swiatekla cannibale n.1 al mondo. Miracoli suoi e un po’ di fortuna finora per la n.77 al mondo, che se vorrà avere una flebile speranza contro la polacca dovrà attingere a piene mani da entrambi questi calderoni.

[20] D. Kasatkina b. S. Rogers 6-3 6-2

Non serve il ritiro dell’avversario invece a Daria Kasatkina, che prosegue l’ottimo momento di forma battendo senza neanche troppo sforzo 6-3 6-2 Shelby Rogers, giocatrice certo meno adatta alla superficie della russa. L’ex n.10 al mondo(qui già tra le migliori 8 quattro anni fa) fa la differenza sul servizio e sulla solidità. 72% di punti vinti con la prima e solo due palle break concesse a fronte di 11 (5 concretizzate), e soprattutto solo 7 errori non forzati, una miseria. Certo pochi i suoi 15 vincenti rispetto ai 28 dell’americana, che ha anche però regalato ben 41 punti, gettando lì la partita in pratica. Dunque vince e convince Daria Kasatkina, che al prossimo turno affronterà Camila Giorgi vittoriosa su Aryna Sabalenka, in una partita molto aperta, dove la russa, se aggiungerà un po’ di vincenti e qualche variazione alla solidità odierna, potrebbe anche essere leggermente favorita.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Flash

ITF Grado, Cocciaretto in semifinale: “Sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi” [ESCLUSIVA]

Semifinale raggiunta in Friuli con l’obiettivo Top100: “Devo ripartire da zero. Obiettivo fare più partite possibili”. In campo anche Errani

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Elisabetta Cocciaretto a Grado
Elisabetta Cocciaretto - Guadalajara 2021 (Foto Facebook Abierto Zapopan 2021)

L’attenzione degli appassionati di tennis è tutta concentrata su Parigi, dove il gotha del tennis femminile sta dando spettacolo, con molti colpi di scena, diverse teste di serie cadute e nomi nuovi che si stanno facendo luce. Tuttavia, per coloro che non sono rientrate tra le 128 elette del main draw dello slam parigino, il circuito ITF ha offerto una vasta possibilità di scelta con ben 12 tornei in contemporanea. I più importanti sono i due W60 in corso di svolgimento ad Orlando in Florida e il torneo italiano di Grado.

E proprio nel comune dell’Alto Adriatico, situato tra Trieste e Venezia brillano i colori italiani, con ben due nostre rappresentanti che hanno raggiunte le semifinali. Sara Errani, testa di serie numero 5 del tabellone, che ha sconfitta l’austriaca Haas ed Elisabetta Cocciaretto, testa di serie numero 4, che ha sconfitto la svizzera Waltert.

Al termine della sfida contro la numero 211 al mondo durata quasi due ore giocata in condizioni abbastanza complicate, Cocciaretto è stata intervistata dal nostro Massimo Gaiba: “C’era abbastanza vento, lei comunque è una giocatrice forte, serve bene, risponde bene, ha una palla abbastanza pesante quindi diciamo che ho avuto molti alti e bassi, però sono contento di aver vinto e di giocare un’altra partita”.

 

Cocciaretto, che ha abbandonato prematuramente Parigi dopo la sconfitta nel secondo turno di qualificazione contro la russa Selekhmeteva, ha scelto di giocare a Grado per trovare la giusta condizione: “Io sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi, di fare più partite possibili e giocarne un’altra mi da l’opportunità di migliorare e giocare ancora, cosa che mi serve molto quest’anno”.

L’ultimo successo permetterà all’italiana, al momento numero 157 delle classifiche mondiali, di riprendere la cavalcata verso la top 100, fortemente penalizzata da una tendinopatia al ginocchio sinistro: “Sono stata ferma sette mesi, mi sono operata quindi devo ripartire da zero, per questo l’obiettivo è di fare più partite possibili.

Nella strada verso la finale Cocciaretto affronterà la slovena Jakupovic, numero 311 WTA ma con un best ranking al numero 69 datato novembre 2018. Nell’altra semifinale Errani affronterà la testa di serie numero 1 del torneo Ylena In-Albon.

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ATP

C’è Holger Rune in Danimarca (e questa sera anche a Parigi)

Il giovane danese, che stasera giocherà il terzo turno del Roland Garros contro Gaston, sarà in futuro il grande rivale di Alcaraz? Nell’attesa, una digressione sul tennis danese

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Holger Rune - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Secondo Shakespeare c’è del marcio in Danimarca, o almeno c’era quando scrisse “Amleto”.

A oltre 400 anni di distanza da quei giorni possiamo dire che nel presente e soprattutto nel futuro del regno di Danimarca c’è anche il tennis grazie a un ragazzo di 19 anni che fisicamente assomiglia così tanto al protagonista di Titanic, che se non avessimo visto più volte il film saremmo inclini a credere che Jack Crawford sia riemerso incolume dai fondali dell’Atlantico.

Ci riferiamo a Holger Vitus Nodskov Rune, numero 40 della classifica mondiale che questa sera scenderà in campo a Parigi per affrontare al terzo turno Hugo Gaston.

 

Sarà Rune il giocatore in grado di lanciare il guanto della sfida a Carlos Alcaraz e a dare vita nei prossimi lustri – magari in compagnia di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti – a una saga all’altezza di quella a cui hanno dato vita Federer, Nadal, Djokovic e Murray negli ultimi 15 anni?

Ce lo auguriamo per il bene del tennis, ma per il momento a suo proposito ci sentiamo solo di dire che ci sembra un buon giocatore, dotato di notevole temperamento, che studia per diventare un campione.

E dove studia il giovane Holger? Studia nella piccola, civilissima nazione citata in apertura di articolo e abitata da sei milioni di anime, che nei secoli scorsi ha dato i natali a illustri letterati e filosofi, ma che è sempre stata parca di tennisti. 

Caroline Wozniacki – numero 1 del tennis femminile tra il 2010 e il 2012 – rappresenta la classica eccezione alla regola.

Ma cosa risponderebbe Rune a un novello Farinata degli Uberti che gli chiedesse: “chi fuor li maggiori tuoi?” o, per dirla in prosa, “chi furono i tuoi predecessori?”

Nonostante Rune non ce lo abbia chiesto ci prendiamo la libertà di rispondere in sua vece.

Holger Rune è il giocatore danese arrivato più in alto nella classifica del singolare da quando l’ATP la introdusse nel 1973.

Scorrendo a ritroso l’album di famiglia del tennis danese, subito dietro di lui ci imbattiamo in un nome che non ci suona nuovo, ovvero quello di Kenneth Carlsen (ma forse ci confondiamo con il Diavolo, al secolo Kent Carlsson) che nel giugno del 1993 sull’onda degli ottavi di finale raggiunti in Australia toccò la posizione numero 41.

Carlsen è il solo danese insieme a Rune –  a maggio vincitore a Monaco del suo primo torneo –  ad avere vinto tornei ATP e quello che sino ad oggi ne ha conquistati di più: 3.

Oltre a Rune e Carlsen gli unici tennisti danesi ad essere riusciti ad entrare tra le prime 100 posizioni mondiali in singolare sono stati Kristian Pless (65), Frederik Fetterlein (75) e un giocatore di cui parleremo in chiusura di articolo.

La Danimarca vanta però un giocatore che nella specialità del doppio nel 2012 vinse il torneo di Wimbledon, ovvero Frederick Nielsen.

Al trionfo di Frederick non poté assistere suo zio Kurt poiché era  morto l’anno precedente. E chissà quante emozioni e quanti ricordi avrebbero attraversato quel giorno il cuore di Kurt Nielsen nel vedere il nipote giocare sullo stesso campo in cui aveva disputato e perduto la finale del singolare nel 1953 e nel 1955, prima contro Vic Seixas e poi contro Tony Trabert.

Kurt Nielsen alla luce dei risultati è il tennista più forte che la Danimarca abbia mai avuto. Per restare ai quattro major, oltre alle finali di Wimbledon già citate, Nielsen arrivò una volta ai quarti dello US Open e 5 volte agli ottavi del Roland Garros.

Non disputò mai l’Australian Open e non volle mai unirsi al circuito dei professionisti.

Quasi altrettanto forte fu il mancino Jan Leschly che nel 1967 fu sconfitto da Clark Graebner nella semifinale dello US Open .

Avevamo promesso di citare in chiusura di articolo il nome del quinto danese capace di raggiungere la top 100 nell’era Open.

Fedeli alla promessa  sveliamo il suo nome: Torben Ulrich, che insieme al fratello Jorgen nei ricordi del nostro Direttore costituiva una coppia di hippy ante litteram.

Ulrich fu un campione di longevità tennistica; nel 1968 a 40 anni arrivò sino agli ottavi di finale degli US Open e a 45 suonati al numero 96 della classifica ATP.

Non è però questa la ragione per la quale lo abbiamo tenuto a guisa di dulcis in fundo, bensì perché è il padre di Lars Ulrich; Lars Ulrich è il fondatore e batterista di uno dei più importanti gruppi della scena rock mondiale degli ultimi 40 anni,  i “Metallica” e concittadino di Holger Rune: entrambi sono infatti nativi di Gentofte. 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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