Fed Cup, l'Italia in Russia per evitare la C: Garbin lancia Paolini e Trevisan

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Fed Cup, l’Italia in Russia per evitare la C: Garbin lancia Paolini e Trevisan

Si aspettavano Giorgi ed Errani, e saranno invece Paolini e Trevisan a scendere in campo nel play-out per evitare una retrocessione che sulla carta pare inevitabile. Pavlyuchenkova e Potapova guideranno le nostre avversarie

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Jasmine Paolini e Martina Trevisan – Italia vs Slovacchia, Fed Cup 2017 (foto Fabrizio Maccani)

IL SORTEGGIO E LE SCELTE DEI CAPITANI


Sabato 20 apriledalle 13
A. Potapova vs M. Trevisan
A. Pavlyuchenkova vs J. Paolini

Domenica 21 apriledalle 13.30
A. Pavlyuchenkova vs M. Trevisan
A. Potapova vs J. Paolini
D. Kasatkina/N. Vikhlyantseva vs E. Cocciaretto/S. Errani

Se a Montecarlo i nostri tennisti si sono fatti apprezzare per i risultati conseguiti sul campo, a Mosca in questo week-end le nostre ragazze sono chiamate ad un’impresa alquanto improba. Vincere contro la Russia l’incontro valido per i play-out del World Group II di Fed Cup ed evitare l’onta della retrocessione in serie C. Tathiana Garbin ha cercato di caricare a dovere l’ambiente per questa delicata sfida, ma sulla carta non si può nascondere che si tratta di un’impresa alquanto improba.

 

La nostra capitana per l’occasione ha convocato Camila Giorgi, Sara Errani, Jasmine Paolini, Martina Trevisan ed Elisabetta Cocciaretto. Sull’altra sponda Igor Andreev ha chiamato a guidare la truppa russa Daria Kasatkina, Anastasia Pavlyuchenkova, Anastasia Potapova, Natalia Vikhlyantseva e la 17enne Daria Koval. È chiaro che anche per la Russia si tratta di una sfida delicata, retrocedere in C non sarebbe una buona notizia nemmeno per loro. Vediamo lo stato di forma delle due squadre

ITALIA


C’è poco da stare allegri in casa Italia, Camila Giorgi ha iniziato l’anno maluccio. Condizioni fisiche non perfette ne hanno limitato la resa, appena 3 vittorie e 6 sconfitte per lei. Qualche timido segnale di risveglio invece per Sara Errani, sulla carta la tennista con la peggior classifica di singolo tra le nostre (nr.207) esclusa la giovanissima Cocciaretto. Sara ha infatti raggiunto la scorsa settimana da lucky loser (era stata battuta nelle qualificazioni proprio dalla Paolini) i quarti di finale sulla terra di Bogotà, battuta poi dall’australiana Sharma. Poca roba vero, ma in questo momento tutto fa brodo e può darle morale. L’esperienza di Sara sarà fondamentale sulla terra indoor di Mosca e in Fed l’azzurra non ha mai lesinato il proprio impegno.

Trevisan e Paolini non crediamo abbiano speranze di scendere in campo come singolariste a meno di clamorose sorprese… che infatti sono arrivate! Jasmine Paolini ha raggiunto il secondo turno a Bogotà e a livello ITF ha vinto il torneo di Curitiba in Brasile sulla terra. Martina Trevisan è riuscita invece un paio di volte ad approdare nei tabelloni principali dei tornei principali, sulla terra di Charleston ha perso al secondo turno da Kiki Bertens.

RUSSIA


Pavlyuchenkova e Kasatkina sono apparentemente messe meglio delle nostre ragazze ma non è che abbiano fatto sfracelli. Pavlyuchenkova (nr. 34 WTA) ha fatto registrare 10 vittorie e 8 sconfitte nel 2019 ma ha brillato soprattutto agli Australian Open dove ha raggiunto i quarti di finale, poi nulla di eccezionale. Peggio ha fatto Daria Kasatkina, appena 2 vittorie e ben 7 sconfitte, eppure è la migliore a livello di classifica del lotto delle convocate (nr. 22 WTA). Ed allora ecco che al fianco della Pavlyuchenkova nei singolari ci potrebbe essere una tra Potapova e Vikhlyantseva.

La 18enne Potapova ha fatto semifinale a Budapest ed è nr. 74 del ranking, mentre Vikhlyantseva che è nr.113 WTA ha raggiunto il terzo turno partendo dalle qualificazioni ad Indian Wells ed il secondo partendo sempre dalle qualificazioni agli Australian Open. Insomma sulla seconda singolarista Andreev dovrà fare una scelta non facile.

PRECEDENTI TRA LE GIOCATRICI


Sono pochi, vista la presenza di molte tenniste giovani tra le convocate. Pavlyuchenkova conduce 4-2 su Errani, da rimarcare la vittoria dell’anno scorso di Paolini su Kasatkina, una delle più belle partite della nostra atleta.

Giorgi vs Vikhlyatseva 1-0
2017 Birmingham, grass, R32, Giorgi 6-3 7-6(4)

Errani vs Pavlyuchenkova 2-4
2011 Mosca, Fed Cup, hard, Pavlyuchenkova 7-6(5) 7-6(4)
2014 Parigi, F, hard, Pavlyuchenkova 3-6 6-2 6-3
2015 Monterrey, Q, hard, Errani 7-5 6-4
2015 Miami, R64, hard, Errani 6-1 7-6(5)
2015 Madrid, R32, clay, Pavlyuchenkova 3-6 7-6(7) 6-4
2017 Rabat, S, clay, Pavlyuchenkova 6-4 6-0

Errani vs Kasatkina 1-1
2015 Bad Gastein, Q, clay, Errani 6-3 3-6 6-2
2016 Brasile (olimpiadi), R16, hard, Kasatkina 7-5 6-2

Jasmine Paolini vs Kasatkina 1-1
2014 Georgia, F, clay, Kasatkina 6-1 4-6 10-7
2018 Praga, R32, clay, Paolini 7-6(6) 6-3

PRECEDENTI TRA LE NAZIONALI (RUSSIA-ITALIA 5-2)


Russia in vantaggio nei precedenti confronti tra le nazionali, la cui cronologia delle sfide ci dà un po’ il senso della crescita del nostro movimento femminile. Dalle nette sconfitte dei primi anni all’impresa sfiorata a Brindisi nel 2005, quando sull’1-1 Francesca Schiavone sprecò ben 4 match point contro Elena Dementieva prima di crollare al terzo set, alle finali giocate nel 2007 (persa da campionesse in carica) a quella del 2013 (ultimo trionfo italico nella competizione). Va detto che prima del dominio degli ultimi anni della Repubblica Ceca erano state proprio Italia e Russia all’inizio degli anni 2000 a dominare l’albo d’oro della manifestazione.

22 maggio 1968 – Roland Garros (terra), Parigi, Francia – 2°turno World Group

Urss b. ITALIA 3-0
Galina Baksheeva b. Lea Pericoli 7-5 8-6
Anna Dmitrieva b. Maria-Teresa Riedl 6-3 6-0
Galina Baksheeva/Olga Morozova b. Francesca Gordigiani/Lea Pericoli 6-2 6-3

19-25 maggio 1980 – T.C. Rot-Weiss (terra), Berlino, Germania – 2°turno World Group

Urss b. ITALIA 2-1
Daniela Porzio b. Olga Zaitseva 6-3 6-3
Olga Morozova b. Sabina Simmonds 6-4 6-2
Julia Kashevarova/Olga Zaitseva b. Daniela Porzio/Sabina Simmonds 7-5 3-6 9-7

23-24 aprile 2005 – Circolo del Tennis Brindisi (terra), Brindisi, Italia – 1°turno World Group

Russia b. ITALIA 4-1
Francesca Schiavone b. Dinara Safina 7-5 6-3
Elena Dementieva b. Tathiana Garbin 6-4 6-3
Elena Dementieva b. Francesca Schiavone 4-6 7-6(2) 6-0
Elena Bovina b. Maria Elena Camerin 6-3 3-6 6-2
Vera Douchevina/Dinara Safina b. Tathiana Garbin/Mara Santangelo 6-3 7-5

15-16 settembre 2007 – Small Sports Arena “Luzhniki” (veloce indoor), Mosca, Russia – finale

Russia b. ITALIA 4-0
Anna Chakvetadze b. Francesca Schiavone 6-4 4-6 6-4
Svetlana Kuznetsova b. Mara Santangelo 6-1 6-2
Svetlana Kuznetsova b. Francesca Schiavone 4-6 7-6(7) 7-5
Elena Vesnina b. Mara Santangelo 6-2 6-4

25-26 aprile 2009 – Nova Yardinia (terra), Castellaneta Marina, Italia – semifinali

ITALIA b. Russia 4-1
Flavia Pennetta b. Anna Chakvetadze 6-4 6-0
Francesca Schiavone b. Svetlana Kuznetsova 1-6 6-2 6-3
Svetlana Kuznetsova b. Flavia Pennetta 6-0 6-3
Francesca Schiavone b. Anastasia Pavlyuchenkova 7-6(7) 4-6 6-2
Sara Errani/Roberta Vinci b. Anastasia Pavlyuchenkova/Nadia Petrova 1-6 6-3 6-4

16-17 aprile 2011 – Sports Palace Megasport (veloce Indoor), Mosca, Russia – semifinali

Russia b. ITALIA 5-0
Vera Zvonareva b. Sara Errani 6-0 6-2
Svetlana Kuznetsova b. Roberta VInci 6-2 6-7(4) 6-1
Vera Zvonareva b. Roberta Vinci 6-4 6-2
Anastasia Pavlyuchenkova b. Sara Errani 7-6(5) 7-6(4)
Anastasia Pavlyuchenkova/Ekaterina Makarova b. Alberta Brianti/Maria Elena Camerin 7-6(3) 6-1)

2-3 novembre 2013 – Tennis Club Cagliari (terra), Cagliari, Italia – finale

ITALIA b. Russia 4-0
Roberta Vinci b. Alexandra Panova 5-7 7-5 8-6
Sara Errani b. Irina Khromacheva 6-1 6-4
Sara Errani b. Alisa Kleybanova 6-1 6-1
Karin Knapp/Flavia Pennetta b. Margarita Gasparyan/Irina Khromacheva 4-6 6-2 10-4

PRONOSTICO


Sicuramente le padrone di casa russe partono favorite, ma forse la scelta della terra rossa potrebbe quantomeno livellare un po’ i valori e darci qualche speranza in più. Serviranno comunque tutto il cuore e la grinta delle nostre ragazze per centrare l’impresa, speriamo che Garbin dalla panchina riesca a caricarle a dovere. Anche perché come abbiamo scritto in precedenza la sfida è delicata anche per le russe e non è detto che la tensione non possa giocare un brutto scherzo anche alle nostre avversarie. In quel caso dovremmo essere pronti ad approfittarne.

RUSSIA 70% – ITALIA 30%

COPERTURA TV – “SuperTennis” trasmetterà in diretta la sfida di Mosca tra Russia e Italia e le semifinali. Questa la programmazione:

Sabato 20 aprile

  • alle ore 12.45, 14.45 e 16.45 SuperTennis Today
  • dalle ore 05.00 LIVE semifinali: Australia-Bielorussia primo e secondo singolare
  • dalle ore 13.00 LIVE playoff: Russia-Italia primo e secondo singolare
  • dalle ore 17.00 differita semifinali: Francia-Romania primo e secondo singolare

Domenica 21 aprile

  • alle ore 12.45, 15.15, 17.15 e 19.15 SuperTennis Today
  • dalle ore 05.00 LIVE semifinali: Australia-Bielorussia terzo e quarto singolare, doppio
  • dalle ore 13.30 LIVE playoff: Russia-Italia terzo e quarto singolare, doppio
  • dalle ore 19.30 differita semifinali: Francia-Romania terzo e quarto singolare, doppio

Fed Cup, semifinali: grande equilibrio a Brisbane e Rouen

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WTA

Sabalenka alla conquista di Strasburgo

A Norimberga sono ancora in corsa le prime due teste di serie, Putintseva e Siniakova. In Francia la favorita Sabalenka se la vedrà con la 19enne Yastremska, Garcia impegnata nel derby francese con Paquet

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Aryna Sabalenka - Strasburgo 2019 (foto via Twitter, @WTA_Strasbourg)

NORIMBERGA – Dopo le intense giornate di pioggia di inizio settimana, il tabellone del torneo WTA International di Norimberga è riuscito ad allinearsi senza problemi alle semifinali. A cercare di guadagnarsi un posto per la vittoria finale ci sarà anche Sorana Cirstea, la quale non raggiungeva una semifinale dal 2017, proprio a Norimberga. L’ex numero 21 al mondo (adesso 93) – capace di raggiungere anche i quarti al Roland Garros nel 2009 – ha lottato più del previsto contro la serba Nina Stojanovic (22 anni, n. 247) restando in campo per più di 2 ore. Adesso se la vedrà con Yulia Putintseva. La kazaka testa di serie n. 1 arriverà a questa sfida ancora più affaticata della sua avversaria, avendo battuto nei quarti di finale la wild card tedesca Anna Friedsman in 3 ore e 21 minuti, in quella che è stata la più lunga partita femminile della stagione fino ad ora.

Dall’altra parte del tabellone la sfida che decreterà l’altra finalista è quella tra Katerina Siniakova e Tamara Zidansek. Quest’ultima sta facendo sempre più parlare di sé e in Germania ha raggiunto la seconda semifinale della stagione dopo quella di Hua Hin a gennaio. La slovacca, attuale n. 68, è l’ennesima classe ’97 che si sta distinguendo nel circuito. A smorzare il suo entusiasmo proverà la t.d.s. numero 2 Siniakova, la quale non disputa una finale da Shenzhen dello scorso anno, quando perse da Halep.

 

Risultati:

[1] Y. Putintseva b. [WC] A. Friedsman 7-5 6-7(5) 7-6(2)
S. Cirstea b. [Q] N. Stojanovic 4-6 6-4 6-2
T. Zidansek b. V. Kudermetova 6-4 2-6 6-3
[2] K. Siniakova b. M. Brengle 1-6 6-4 6-0

Il tabellone completo

STRASBURGO – In larga parte sono stati rispettati i pronostici anche a Strasburgo, dove si sta disputando il secondo WTA International della settimana. Nonostante infatti la favorita del seeding Ashleigh Barty si sia ritirata prima di scendere in campo, a mantenere alto il livello del torneo ci hanno pensato le altre teste di serie, con l’unica intrusa che risponde al nome di Chloe Paquet. La semifinale raggiunta dalla 24enne francese è un risultato a dir poco straordinario se si considera il fatto che non aveva mai superato il secondo turno in un evento WTA, e per raggiungerla ha battuto 6-3 7-6(1) l’australiana Gavrilova. Adesso la n. 223 del mondo affronterà in un derby transalpino Caroline Garcia, tennista decisamente fuori dalla sua portata, ma se riuscirà a mettere l’emotività da parte non è detto che non possa scapparci la sorpresa.

L’altra parte di tabellone è dominata da Aryna Sabalenka, la quale nell’unica altra occasione in cui era la favorita per la vittoria del torneo non ha deluso le attese: si trattava del torneo di Shenzhen, da lei conquistato con la testa di serie n. 1. Qui è n. 2 ma come detto con il ritiro di Barty è lei la tennista da battere. In questa impresa non è riuscita Monica Puig, sconfitta in tre set dalla bielorussa che si è presa la rivincita dopo Charleston a suon di vincenti (30 di cui 9 ace). Adesso per Aryna si preannuncia una sfida ancora più ostica contro Dayana Yastremska. La 19enne ucraina non ha un gioco troppo dissimile da Sabalenka e in questo torneo non ha ancora perso un set.

Risultati:

C. Paquet b. D. Gavrilova 6-3 7-6(1)
[4] C. Garcia b. [Q] M. Kostyuk 3-6 6-3 6-2
[6] D. Yastremska b. F. Ferro 6-1 6-3
[2/WC] A. Sabalenka b. M. Puig 6-1 3-6 6-2

Il tabellone principale

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Giornate romane: il tifoso solitario

“Si arriva al Foro con la certezza di essere tutti figli della stessa madre. ma si esce con la consapevolezza di essersi imbruttiti spalla a spalla con chi segue un quindici su tre”

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Nick Kyrgios - Roma 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Foro Italico, martedì 14 maggio, ore 11.30. La fila per il Granstand è già abbastanza lunga. Quello che abbiamo davanti a noi è un nuovo gioco di tubi innocenti; le tribune sono coperte da certe tavole in legno dal colpo d’occhio persino gradevole. Ok, forse quest’anno va meglio, ma torniamo in fila. La sessione diurna è iniziata da poco più di mezz’ora quindi la speranza è che al prossimo cambio di campo si riesca ad entrare facilmente nel settore riservato ai possessori di biglietto per il centrale. L’annuncio però ci spiazza: “Non ci sono più posti liberi per chi ha il biglietto del centrale. Se volete, potete recarvi alle casse e fare un’integrazione per garantirvi un posto sul Granstand”. Già ci chiedono altri soldi, bene.

A chi ha frequentato abitualmente il Foro (e intorno a noi sembrano essere in pochi) la notizia puzza, ma non si demorde e si decide di aspettare. Al primo cambio di campo dalle tribune scendono, per guadagnare l’uscita, almeno una cinquantina di ragazzi. Anche questo sorprende, ma almeno si entra. Troviamo un posto abbastanza in alto ma pazienza, la partita è bella: Wawrinka contro Goffin, ci sarà persino un siparietto con uno spettatore colto da un malore ma abbastanza arzillo da rifiutare di lasciare lo stadio.

Il ‘capitale umano’ sul Grandstand

Ma non lo so… sono a vedere questa cosa del tennis”, si può udire a breve distanza; “Mi ha scritto – ‘nome generico’ – su Whatsapp”. Alle nostre spalle quella che sembra una scolaresca parla e ridacchia come se in classe non ci fosse il professore. Ecco che si spiega quella fila di ragazzini uscita dopo appena tre game. La giornata, insomma, non promette bene.

 

Nonostante tutto si decide di rimanere. Meglio Wawrinka che una brutta Sabalenka sul centrale. Tanto poi ci sono Kyrgios e Berrettini, la giornata è ancora lunga. L’impressione pessima però rimane, nonostante la passione di chi vive questo posto (ex?) magico sia talmente grande da superare tutto. Chi viene a vedere il tennis è quasi disperato. Si gira intorno alla ricerca di una faccia amica ma purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, la trova sempre più raramente. Qualcuno che conosca i precedenti tra i tennisti in campo, uno storico di risultati, una qualsiasi peculiarità di chi sta colpendo dritti e rovesci davanti ai suoi occhi. Insomma, una voce amica. Perché, paradossalmente, ce n’è bisogno. Si arriva al Foro con la certezza di essere tutti figli della stessa madre ma poi si esce con la consapevolezza di essersi imbruttiti spalla a spalla con chi segue un quindici su tre.

Le premesse della vigilia, inoltre, non erano nemmeno buone. Un martedì senza big probabilmente in un 1000 non si è quasi mai visto. Ci sono le richieste dei giocatori, per carità, ma il pubblico ha pagato. Oppure quelli del martedì, dopo l’aumento di prezzi del 100% del mercoledì, sono diventati spettatori di Serie B? Ma ci ha pensato Giove Pluvio, o la legge di Murphy, vedete un po’ voi.

Il programma del Centrale, ad ogni modo, rispecchia le aspettative. Kyrgios gioca una gran partita contro Medvedev e Berrettini regala una gioia a tutto il pubblico. Il resto lo fa un sole generoso e la consapevolezza che le giornate di tennis, nella vita della maggior parte dei presenti, siano sempre e solo una parte infinitesimale. Quindi pazienza se i prezzi dei panini, delle pizzette, dei gelati, e dell’acqua sfiorano la follia. A quelli si ci è fatto il callo.

Si sta sempre più stretti però, e bisognerebbe iniziare a pensare a una limitazione sui biglietti Ground che in realtà non sono altro che un biglietto sul “Pietrangeli”. Ma quasi sicuramente chi organizza lo sa già. E non è minimamente auspicabile che accada. Dopo tutto, comanda sempre il dio denaro. Magari siamo nostalgici nel sognare ancora un Foro Italico a portata d’uomo. Ma, con il rischio di essere ripetitivi, la magia di Roma è anche la sua unicità. Nel giro di cinquanta metri si possono vedere Tsitsipas, Shapovalov, Verdasco, Khachanov, del Potro e Cuevas (dimenticandone qualcuno di certo). In fondo ci piace così, ma ogni anno è sempre più una battaglia persa in partenza.

Un ground è anche Tsitsipas che salta come un grillo


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La foto di Fucsovics che fa discutere: la palla è buona o fuori?

Dieci giorni fa, In disaccordo con l’arbitro, Marton scattava una foto del segno per pubblicarla su Instagram

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Roma, day 1: Nikoloz Basilashvili ha dominato il primo set ed è pronto a servire in vantaggio 6-2 al tie-break nel secondo. Nikoloz batte e Marton Fucsovics non riesce a rispondere, ma l’esultanza georgiana è smorzata sul nascere dalla correzione della chiamata: la palla è fuori. Se non è facile per nessuno riprendere a giocare un match già vinto, “Basil” non è neanche il tennista più freddo in circolazione e non sorprende che la sua seconda di servizio sia accompagnata dal grido “fault!” del giudice di linea.

Nello spazio di pochissimi secondi, gli occhi di Fucsovics cambiano luce rivelando i suoi pensieri: adesso vinco i due punti sulla mia battuta, lui va in panico e non ne butta più una di là, anzi, di qua. Dal canto suo, Basilashvili pensa che in questo momento dovrebbe starsene a firmare autografi mentre esce vittorioso dal campo e, invece, tra un po’ si troverà ad aver messo in rete la prima di servizio sull’ultimo match point a sua disposizione.

Di nuovo, però, la realtà si capovolge in un attimo: l’arbitro Gianluca Moscarella scende a verificare il segno e, palmo della mano rivolto verso il basso con un movimento a indicare che la palla è scivolata sull’ultimo pezzetto di riga, comunica la pessima notizia a Marton. L’ungherese, incredulo davanti a quella traccia sul manto per lui fuori senza alcun dubbio, discute con l’arbitro, inutilmente, perché la decisione di rigiocare il punto è presa. Basil tira un sospiro di sollievo e non si lascia sfuggire l’occasione di chiudere subito l’incontro. Fucsovics fa quello che ci si aspetta: stringe la mano al vincitore e all’arbitro, mette il borsone sulle spalle, estrae il cellulare e va a fotografare il segno (comportamento ammesso una volta che l’incontro è finito). Con qualche riluttanza, lo posta su Instagram.

 
La ‘Instagram story’ incriminata

La stragrande maggioranza delle persone vede il segno fuori, per quanto la linea un po’ più pulita in quella zona dia una remota chance alla decisione di Moscarella. All’apparenza, quindi, è un punto a favore di chi vorrebbe la verifica elettronica anche sulla terra; tra questi c’è Denis Shapovalov, che non si lascia sfuggire queste occasioni per ribadire la sua posizione: “è ingiusto che i giocatori non abbiano la possibilità di ‘impugnare’ la chiamata dell’arbitro come sulle altre superfici“.

Chi è contrario, viceversa, crede che sarebbero molti di più gli episodi opposti, con hawk-eye, ottuso burocrate cieco di fronte all’evidenza, a imporre una decisione palesemente sbagliata sotto gli occhi di tutti. Se così fosse, resterebbe davvero preferibile l’imparzialità degli errori della tecnologia anche per quelli che non si fidano di quella degli uomini?

La polemica riguarda la terra battuta semplicemente perché sulle altre superfici (ci) si è obbligati a credere alla verifica elettronica su chiamate vicinissime alla riga; inoltre, il segno eventualmente lasciato sul duro non è di facile lettura e perciò non può essere ufficialmente valutato dal giudice di sedia. Questo non significa che non ci siano esempi di errori evidenti, come il servizio esterno – buono solo per il falco – con cui Isner annullò una pericolosa palla break a Jarry allo scorso US Open: il cileno indicò un segno ben fuori chiedendo se fosse quello all’arbitro, il quale confermò con un’espressione di impotente imbarazzo. A differenza di Fucsovic, di Shapovalov, eccetera, Jarry si limitò a riderci sopra invece di inscenare tragedie, scattare foto e scatenarsi sui social.

Ma non sono solo i sostenitori della tecnologia a volere l’introduzione della verifica elettronica sulla polvere rossa: anche qualcuno di coloro che restano scettici sulla sua affidabilità la vorrebbe vedere all’opera, ventilando il dubbio che non venga adottata proprio per evitare la prova del mattone tritato. A sminuire quelle che restano supposizioni, c’è l’ostacolo oggettivo rappresentato dal costo tutt’altro che trascurabile.

Forse, però, il vero problema non è la tecnologia avanzata, bensì quella arretrata: finché si spazzolano le righe con scope inadatte e con la precisione richiesta dal pavimento di un magazzino togliendo completamente il manto e rendendo di fatto molto difficile, quando non impossibile, capire dove inizi il segno, ci saranno sempre interpretazioni differenti. Aspettando fiduciosi la brillante soluzione a questa immane sciagura, è opportuno sincerarsi che tutti i giudici di sedia abbiano capito che, se un addetto spazza via venti centimetri di terra, non devono considerare la riga allargata di altrettanto; parallelamente, non sarebbe superfluo ricordare ai giocatori che la palla è fuori solo quando non c’è spazio tra il segno (che deve essere completo) e la linea.

Sfruttata in modo compulsivo, la possibilità di scattare foto in qualsiasi momento rende naturale immortalare e condividere anche il segno lasciato sul campo dal colpo proprio o dell’avversario, soddisfacendo in tal modo anche la comprensibile curiosità del pubblico. Il fatto che non accada quasi mai dipende non solo dalle poche occasioni in cui il tennista è davvero convinto dell’errore arbitrale (anche se, ultimamente, la frequenza delle polemiche si è intensificata in modo quasi sospetto), bensì perché è sanzionabile dal giudice di sedia come “comportamento antisportivo”, una violazione del Codice al pari, per esempio, di un abuso di racchetta. Ecco perché fece notizia Sergiy Stakhovsky al Roland Garros 2013 fotografando e postando in rete il segno del suo dritto inside-in giudicato largo da Carlos Ramos. La circostanza forse più significativa di quell’episodio resta però quella del periodico che pubblicò la foto evidenziando il segno incriminato con un “circoletto rosso”: a parte l’uso scriteriato dello strumento di Rino Tommasi, quel piccolo cerchio era disegnato attorno al nulla perché il segno era qualche centimetro più sotto (!).

Molto prima del tennista ucraino, nel 2004 a Montecarlo, evidentemente privo di un cellulare con fotocamera Vga, Rainer Schuettler estrasse dal borsone una macchinetta fotografica usa e getta per fissare sulla pellicola la prova della decisione – per lui arbitraria anziché arbitrale – sull’impronta lasciata dal servizio di Lleyton Hewitt. Un altro episodio, recentissimo, è accaduto all’inizio di maggio al Challenger di Bordeaux, con Calvin Hemery che si è preso il warning per uno scatto (fotografico, non d’ira) durante la pausa del cambio campo dopo il suo dritto giudicato lungo. Quanto sono lontani i tempi in cui Ivan Lendl andava a giocare nella città francese in cambio di qualche cassa di vino per la sua cantina…

Se, però, questa è la classica “altra storia”, è storia vecchia ma sempre da ricordare che tra due errori arbitrali di questo tipo – quando davvero di errori si tratta – passano migliaia di errori gratuiti dei giocatori.

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