Roma: caos biglietti, cancellazioni, rimborsi. Proviamo a fare chiarezza

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Roma: caos biglietti, cancellazioni, rimborsi. Proviamo a fare chiarezza

ROMA – Con la pioggia che continua a cadere si allontana la possibilità di scendere in campo, ma il torneo ha (finalmente) iniziato a fare chiarezza. I biglietti di oggi potranno essere utilizzato anche domani

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Gli Internazionali BNL d'Italia 2019 sotto la pioggia (foto Twitter @InteBNLdItalia)

Spazio sponsorizzato da BARILLA

La quarta giornata degli internazionali di Roma non era partita sotto i migliori auspici. Il rincaro dei biglietti infatti, successivo alla conferma della presenza di Federer, aveva fatto storcere il naso a molti tifosi e forse alcuni di essi, proprio facendo leva sulle previsioni meteorologiche poco rosee, avevano evitato una spesa tanto esosa. Molti però, come conferma anche questo nuovo record, hanno sfidato Giove Pluvio ma non sono stati ricompensati. Il cielo di Roma, grigio fin dalla mattina, si è trattenuto giusto il tempo per far sì che lo svizzero potesse completare l’allenamento programmato sul Campo Centrale per le 9:00 con Filippo Baldi – ancora un italiano dopo quello di ieri con Seppi – e dar modo ai tifosi più mattinieri di assistere a qualche suo scambio. Dalle 10:30 in poi però è iniziato il calvario per gli organizzatori e soprattutto per le oltre 10.000 persone presenti, e con il passare delle ore si sono susseguiti i rinvii fino alla definitiva cancellazione della sessione diurna, comunicata poco dopo le 18.

L’incertezza sul possibile rimborso dei biglietti è rimasta per gran parte della mattinata, con la sezione “Termini e Condizioni” del sito ufficiale che si prestava a diverse interpretazioni. L’argomento viene regolamentato con le seguenti parole:

 

“Qualora sia reso necessario da ragioni tecnico-organizzative, l’Organizzatore si riserva la facoltà di assegnare agli Utenti muniti di Biglietto, per la data e il Campo ivi indicati, posti o file di posti diversi da quelli indicati nel Biglietto medesimo. Nel caso in cui non sia possibile l’assegnazione di un posto di categoria equivalente o superiore rispetto a quella del posto indicato sul Biglietto acquistato, l’Organizzatore rimborserà all’Utente esclusivamente la differenza tra il prezzo del Biglietto acquistato e quello del Biglietto assegnato in sostituzione, al netto degli eventuali costi di prevendita”

“Il prezzo del Biglietto sarà rimborsato dall’Organizzatore, al netto dei costi di prevendita, esclusivamente qualora nessuno degli Incontri, programmati nel giorno, sul Campo e nella sessione indicati sul Biglietto trovi svolgimento. L’Utente non ha in ogni caso diritto al rimborso del costo del Biglietto (né alla sua sostituzione) nel caso in cui gli Incontri per i quali il Biglietto è stato acquistato si svolgano, per ragioni tecnico-organizzative o meteorologiche, in orari o presso Campi diversi da quelli inizialmente previsti”.

La prima conclusione alla quale si giunge è questa: se si scende in campo anche per un solo game, il rimborso non è previsto e questa notizia viene confermata anche dal personale dell’Info Point, un piccolo ufficio compresso tra i vari stand promozionali. Si riesce a fare un’ulteriore passo in avanti delineando la demarcazione tra la sessione diurna e quella serale. Qualora i giocatori dovessero scendere in campo dopo le 19:30, scatterebbe la sessione serale e dunque il rimborso per i biglietti di quella diurna, che in effetti non è stata disputata per nulla. Chi ha acquistato un biglietto sul centrale per vedere Federer e Nadal, dunque, ha diritto al rimborso.

Gli organizzatori hanno in seguito provveduto alla modifica dell’ordine di gioco, sistemando (con primo orario di inizio 20:30) Djokovic-Shapovalov e Kontaveit-Sakkari sul centrale, Putintseva-Kvitova sul Grandstand e Cecchinato-Kohlschreiber sul Pietrangeli. Rincorrendo le opinioni che si accavallano in sala stampa, la sensazione è che gli organizzatori cercheranno di andare avanti a oltranza sperando nella disputa di una manciata di game della sessione serale (come avvenuto ieri nella partita tra Azarenka e Svitolina) così da evitare il rimborso per questi biglietti. In particolare appare ‘strategica’ la scelta di programmare Cecchinato sul Pietrangeli, campo compreso nel biglietto ground (che oggi costava 39 euro); se l’incontro comincia, il torneo non sarà costretto a rimborsare tutti i ‘ground’ emessi (non siamo in possesso dei dati, ma certamente parliamo di diverse migliaia di tagliandi).

Il problema, però, è anche a monte. La presenza di tutti questi big player in un solo giorno non può che far sorgere qualche perplessità sulla programmazione dei giorni precedenti, soprattutto se si considera che già da tempo si era al corrente delle precarie condizioni meteo. Infatti oltre allo svizzero e al serbo, sarebbero dovuti scendere in campo anche Nadal e quattro delle prime cinque atlete della classifica WTA, per non parlare degli italiani Fognini e Sinner (Cecchinato era previsto per ieri sera).

Questo implicherà inevitabilmente un doppio impegno per alcuni degli atleti iscritti al torneo. Il tanto agognato tetto avrebbe comunque aiutato solo in parte, considerata la grande mole di incontri previsti; ne avrebbero beneficiato indubbiamente le televisioni che sarebbero state in grado di offrire del tennis durante tutta la giornata, ma i disagi per lo svolgimento del torneo sarebbero rimasti. Anzi, forse la dinamica avrebbe contribuito a creare ulteriori discrepanze fra i giocatori a cui sarebbe stato concesso il privilegio e tutti gli altri.

PRECISAZIONI SUI RIMBORSI – Circa un’ora dopo la rivisitazione del programma, sul sito ufficiale delle federazione sono stati pubblicati alcuni dettagli riguardanti la giornata di giovedì. Si legge che la sessione diurna “verrà recuperata domani, giovedi 16 maggio, con inizio alle ore 10.00 e comprenderà fra l’altro due incontri sul Centrale e due sul Grand Stand. I detentori di biglietti validi per la giornata di mercoledì potranno accedere all’impianto nelle aree in essi indicate. Chi non riuscisse a utilizzare domani l’odierno titolo di accesso potrà chiederne il rimborso con modalità che verranno successivamente comunicate“. C’è quindi la possibilità di utilizzare i biglietti acquistati oggi, e non solo di chiederne il rimborso.

Chi ha invece acquistato il biglietto diurno per il centrale o per il Grandstand di giovedì, entrerà alle 13: “La sessione di gioco di domani giovedi 16 maggio avrà inizio alle ore 13.00 e solo a partire da tale orario i detentori di biglietto valido per tale giornata potranno entrare al Foro Italico. I possessori di biglietti per il Centrale e per il Grand Stand potranno dunque accedere a tali campi solo a partire dal terzo incontro”.

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Al femminile

Roland Garros 2020: Halep contro tutte

I pochi match sulla terra battuta hanno dato una indicazione precisa: Simona Halep, testa di serie numero 1, si presenta a Parigi da chiara favorita

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Simona Halep - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Sta per cominciare uno Slam del tutto inedito. Nella speranza che la situazione sanitaria in Francia non crei ulteriori problemi (abbiamo già avuto notizia di giocatori positivi al virus costretti a rinunciare alle qualificazioni), ci saranno comunque da fronteggiare situazioni tecniche completamente nuove.

Nell’era Open mai il Roland Garros si era tenuto in autunno, e mai a due settimane di distanza da un Major disputato sul cemento. Come è noto, giocare sulla terra non è esattamente la stessa cosa che giocare sul duro, e per questo nelle stagioni normali l’avvicinamento allo Slam sul rosso si svolge attraverso diversi tornei di preparazione. Nel calendario WTA, di solito sono quattro i Premier precedenti (più alcuni tornei International di contorno). Si comincia con la terra verde di Charleston, poi ci si sposta in Europa per la sequenza Stoccarda (indoor), Madrid, Roma.

Questa volta invece il cambio di superficie sarà repentino: solo Roma come preparazione, con l’eventuale ultima possibilità di scendere in campo a Strasburgo in queste ore, ma concludendo l’impegno a ridosso del torneo più importante. Nemmeno quando c’erano solo due settimane fra Roland Garros e Wimbledon la transizione era così complicata, perché questa, volta oltre al cambio delle condizioni di gioco, per chi proviene dallo US Open ci sarà da assorbire anche quello di fuso orario. Ma il 2020 è un anno di emergenza e occorre arrangiarsi per quanto possibile.

Purtroppo non è il solo aspetto critico del torneo. Senza arrivare alla falcidia di New York (dove erano mancate sei delle prime otto giocatrici del ranking) anche a Parigi dovremo fare il conto con alcune assenze pesanti. Mancheranno due, o forse tre, stelle extraeuropee. Innanzitutto la attuale numero 1 in classifica e campionessa in carica del Roland Garros, la australiana Ashleigh Barty, che ormai ha deciso di tornare a competere solo nel 2021. Quindi il “campionato del mondo su terra battuta” si disputerà senza la detentrice del titolo.

Mancherà anche la numero 1 d’Asia, la giapponese Naomi Osaka. La fresca vincitrice dello US Open ha rinunciato per i postumi dell’incidente alla coscia destra, non del tutto guarita. Dopo i guai alla spalla avuti nel 2019, che si erano trascinati a lungo (limitandola al servizio e penalizzando il suo rendimento complessivo) evidentemente Osaka ha scelto un approccio diverso: scendere in campo solo quando i guai fisici sono del tutto sanati.

Altra assenza probabile quella della canadese Bianca Andreescu. La campionessa dello US Open 2019, per quanto visto in passato dovrebbe disporre di un tennis piuttosto adatto alla terra battuta. Purtroppo per il secondo anno consecutivo non potrà dimostrarlo a causa di problemi fisici. Un paio di settimane fa il suo allenatore Sylvain Bruneau aveva rilasciato una intervista sulle condizioni di Bianca:

Dunque, dopo i guai al ginocchio del 2019, Andreescu si è di nuovo infortunata in giugno, questa volta al piede. ll coach diceva “dita incrociate” a proposito della partecipazione allo Slam parigino. Ma secondo i media canadesi avrebbe preso la decisione di rinunciare. A meno di sorprese positive in extremis, dovremo ancora fare a meno del suo talento.

E così, al momento, sono solo le statunitensi Sofia Kenin e Serena Williams le prime teste di serie di provenienza non europea. A questo proposito: vediamo come stanno le prime sedici teste di serie (salvo imprevisti) a pochi giorni dall’inizio del torneo.

a pagina 2: Le teste di serie dalla 1 alla 8

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Area test

Toalson S-Mach Pro, la scelta ibrida per potenza e controllo

Recensione e test della Toalson S-Mach pro in versione 310 e 295 grammi, un ibrido che soddisferà l’agonista alla ricerca di una valida alleata in campo

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Una racchetta da prendere in considerazione per l’agonista in cerca di un attrezzo di livello è sicuramente la Toalson S-Mach Pro 97. Questo marchio potrebbe sembrare non troppo famoso ma in realtà non è così: si tratta di un’azienda giapponese con oltre 60 anni di storia che produce telai e corde in Giappone, già questo dovrebbe dire parecchie cose in termini di qualità dei suoi prodotti. Toalson inoltre mette direttamente a disposizione, tramite il proprio sito, anche telai con piatto corde molto piccolo per allenamenti specifici, macchine incordatrici e altro.

La S-Mach Pro 310 grammi

A livello di racchette Toalson propone principalmente due linee di prodotto: la S-Mach Pro e la S-Mach Tour. Entrambe le serie hanno modelli in diverse opzioni di peso. La S-Mach Pro è l’oggetto di questo test, proposta in versione 310 grammi con bilanciamento a 31 centimetri e mezzo e in versione 295 grammi, con bilanciamento a 33 centimetri. Entrambe hanno un piatto corde ampio 97 pollici, il che specifica da subito che si tratta di racchette che si rivolgono a giocatori esigenti che cercano telai altrettanto performanti. Il profilo di questo telaio è variabile dai 23 millimetri del manico ai 21 degli steli passando per i 24 del cuore. Differenze cromatiche per i due pesi: il nero opaco domina il telaio, con l’aggiunta di piccole serigrafie e della scritta Toalson e S-Mach in blu elettrico per la versione 310 grammi e in verde per la versione 295 grammi. Il risultato finale, votato al minimalismo, è molto elegante, un fattore questo spesso apprezzato.

A livello di tecnologie impiegate su questa racchetta, costruita con un materiale proprietario dal nome Premium Carbon 30T, spicca il Flex Torque System, un sistema che ha nella struttura esagonale in zona cuore della racchetta la soluzione per prevenire perdita di potenza anche in occasione di colpi non centrati oltre alla riduzione di vibrazioni.

 

Caratteristiche tecniche

S-Mach Pro 310 grammi

Piatto corde 97 pollici quadrati
Peso 310 grammi
Schema corde 16×19
Bilanciamento 31,5 centimetri
Rigidità 68 RA
Profilo 23-21-24 mm
Lunghezza 68.6 cm

S-Mach Pro 295 grammi

Piatto corde 97 pollici quadrati
Peso 295 grammi
Schema corde 16×19
Bilanciamento 33 centimetri
Rigidità 68 RA
Profilo 23-21-24 mm
Lunghezza 68.6 cm

La S-Mach pro 295 grammi

In campo

Iniziamo con la 310 grammi: la rigidità dinamica è elevata, di fatto la sensazione di avere una racchetta tosta e reattiva si percepisce subito non appena si colpisce la palla con vigore. Il livello di flessione della racchetta è abbastanza basso in termini di localizzazione, e cioè in zona steli, ne consegue un impatto molto solido nello sweet pot. Lo schema di incordatura è un 16 x19 molto classico a livello di spaziature, una soluzione affidabile e senza fronzoli.

La versione pesante della Mach-S Pro è compatta negli impatti, che risultano pieni e molto solidi proprio grazie alla rigidità del telaio. Il livello di potenza “gratuita” è buono, per avere risultati maggiori bisogna lavorare di braccio, a questa potenza però si abbina in controllo di palla e la relativa precisione. Il taglio in back spin esce molto rapido e profondo. A livello di spin possiamo dire che il telaio non è progettato per essere una spin-machine, le rotazioni ci sono, funzionano bene su colpi con leggero effetto ma non è un telaio per gli amanti dello spin estremo.

Questo si ripercuote anche a livello di servizio: i migliori risultati si hanno quando si colpisce di piatto o in slice. Con leggero taglio insomma, questo telaio asseconda molto bene il gesto producendo ottimi risultati. Pur essendo una 97 pollici, con i limiti che ne conseguono a livello di impostazione di gioco, risulta più “gestibile” rispetto alle competitor, decisamente più esigenti.

La versione 295 grammi è invece diversa nell’impatto, che non risulta più pieno e compatto come con la 310 grammi. La mancanza di peso è ovviamente la causa di tutto ciò ma questo si traduce in una maggiore maneggevolezza e in una reattività nettamente maggiore. La 295 grammi è veloce, graffiante, delle due è quella maggiormente indicata per chi cerca maggiore spin. Potrebbe essere un’ottima soluzione per chi è in cerca di un telaio che non arrivi a pesare intorno ai 330 grammi, un attrezzo più difficile da gestire rispetto alla versione leggera che conserva le caratteristiche della serie ma in versione più aggressiva dal punto di vista della gestione, la Toalson ideale per i giocatori di attacco, per chi ama andare a rete e beneficiare di un attrezzo dal peso giusto per coniugare precisione da fondo campo, rotazioni e gestione della palla nel gioco di volo.

Entrambe le racchette comunque forniscono una sensazione di ibrido, la potenza e la facilità di uscita di palla tipica delle racchette profile con le caratteristiche di solidità di impatti e controllo delle classiche.

S-Mach Pro 295 grammi

Conclusione

Le due racchette coprono due tipi di giocatori differenti proponendo soluzioni leggermente diverse ma conservando il core delle qualità del prodotto: è come se fosse la stessa racchetta customizzata a livello di peso. Chi ama colpire in maniera pulita con leggera rotazione e che ha una buona tecnica di base troverà nella versione 310 grammi una fida alleata capace di rispecchiare in campo i gesti tecnici prodotti.

Chi invece ama giocate più arrotate e un gioco più veloce a livello di braccio potrà orientarsi verso la versione 295 grammi, specie gli amanti del gioco di rete (doppisti?) potranno beneficiare degli impatti solidi con una maneggevolezza superiore.

Si tratta di racchette comunque indirizzate entrambe ai giocatori attivi, non cioè ai controattaccanti da fondo campo soprattutto per via della dimensione del telaio, 97 pollici.

Racchetta testata con corde String Project Keen 1.18 (tensione 23/22) e String Project Armour 1.24  (23/22)

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ATP

ATP Amburgo: arriva la prima vittoria di Fognini, out Sonego. Humbert stende Medvedev

Il francese con una prova super, elimina il N.1 del seeding.
Fabio rimonta un set a Kohlschreiber. Nulla da fare per Lorenzo contro Auger-Aliassime

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SULLA BUONA STRADA – Nel percorso di rientro di Fabio Fognini dopo l’operazione a entrambe le caviglie, è buona la terza. Sconfitto in Austria dallo sconosciuto (ma poi semifinalista) Huesler e a Roma da Humbert con evidenti passi in avanti, arriva la vittoria ad Amburgo contro Philipp Kohlschreiber, anch’egli lontano dal suo massimo splendore ma avversario ostico per Fognini, come testimonia il 7-2 dei confronti diretti. Un match piacevole, al netto di parecchi errori non forzati da parte dell’azzurro che ha però dispensato scampoli del suo tennis migliore davanti a un Kohlschreiber sempre bravo nell’usare il campo e avveduto nelle scelte, ma ormai soggetto a cali di rendimento nell’arco di un incontro.

Nella prima partita, non mancano le occasioni per Fognini. In un quarto game da 18 punti, Fabio si guadagna tre opportunità di allungare: per due volte è bravo Kohli, ma resta il rimpianto sulla terza per una complicata veronica sul lob molto probabilmente destinato a cadere in corridoio. Preciso quando si tratta di contenere ed efficace quando è il momento di accelerare, è il tedesco a effettuare il sorpasso, con il nostro che commette un doppio fallo dopo la chiamata del fallo di piede e perde i successivi tre punti. Philipp si dimostra sempre molto più attento nei punti decisivi (si salva poi da un 15-40) e riesce così a mantenere il distacco fino ad assicurarsi il parziale.

C’è bisogno di andare a prendersi il break e Fabio lo fa al secondo game. Tranquillizzato dal vantaggio, Fogna regala qualche magia, spreca qualcosa forse esagerando, ma ha ormai preso il controllo del gioco di fronte a un avversario meno lucido e dilaga alla sua maniera pareggiando il conto dei set con un perentorio 6-1.

 

Il troppo entusiasmo, sotto forma di un dritto in salto, rischia di costargli la possibilità di strappare il servizio tedesco al terzo game, ma i piedi girano veloci e la mano è on fire e il break arriva. Non la conferma, però, perché un paio di “foot fault!” non possono non significare un turno di battuta ceduto a zero. Il match è godibile nonostante alcuni errori di troppo da parte di entrambi, con Fognini che si prende più rischi e Kohlschreiber che, come spesso gli accade, deve fare i conti con il dritto a tratti ballerino. Non chiude una prima volta con il servizio, il Fogna, ma non si distrae alla seconda occasione e si prende il 7-5 che vale la prima vittoria dalla Coppa Davis di marzo e, in torneo, addirittura dall’Australian Open. Al prossimo turno, affronterà il vincente fra Casper Ruud e Benoit Paire, che giocheranno però mercoledì.

HUMBERT STELLARE – Stupenda prestazione di Ugo Humbert che pochi giorni fa aveva battuto proprio Fognini a Roma. Il francese ottiene la vittoria più prestigiosa della carriera eliminando il N.1 del seeding e N.5 del mondo Daniil Medvedev dopo 82 minuti di tennis impeccabile con il 73% di prime in campo e 15 colpi vincenti a referto. 6-4 6-3 il punteggio finale. Per il russo certamente non il miglior viatico in vista del Roland Garros che inizierà domenica.

SONEGO OUT – Cede in due set a un avversario più quotato, Lorenzo Sonego, nonostante il Felix Auger-Aliassime della seconda parte di stagione non stia particolarmente impressionando. Non un buon momento per il venticinquenne torinese: è la quarta sconfitta negli ultimi cinque incontri, con la sola vittoria ottenuta a Roma contro quel poco che sta offrendo un Basilashvili dalla testa altrove. Il primo parziale è caratterizzato da troppi errori dell’azzurro sia nel palleggio sia quando ha in mano lo scambio e il 6-2 per un più concreto Auger-Aliassime arriva dopo trentasei minuti. Bravo Lorenzo nella seconda partita a trovare la misura dei colpi e a rimanere attaccato al servizio; è lui ad avere più opportunità, comprese due (non consecutive) sul 5 pari, ma è bravo Felix a prendersi i rischi e venire avanti per annullarle. Nel finale, tornano i gratuiti di Sonego che compromettono subito il tie-break; ne fa le spese una pallina scaraventata in direzione Brema, mentre Auger-Aliassime va al secondo turno contro Bublik o Ramos-Viñolas.

Risultati:
[4] R. Bautista Agut b. N. Basilashvili 6-4 6-3
[WC] Y. Hanfmann b. [3] G. Monfils 6-4 6-3
[6] F. Fognini b. [WC] P. Kohlschreiber 4-6 6-1 7-5
[8/WC] K.Khachanov vs J-L. Struff 7-6(5) 4-6 7-5
U. Humbert b. [1] D. Medvedev 6-4 6-3
C. Garin b. K. Nishikori 6-0 6-3
[SE] D. Koepfer b.Y. Nishioka 7-6(0) 4-6 6-1
F. Auger-Aliassime b. L. Sonego 6-2 7-6(2)
[LL] A. Bublik b. A. Ramos-Viñolas 6-2 7-6(5)
D. Lajovic vs A.Mannarino

Il tabellone completo

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