Il padel al Foro Italico: 'manita' del CC Aniene

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Il padel al Foro Italico: ‘manita’ del CC Aniene

Quinto scudetto consecutivo per il circolo romano, battuta l’Area Padel Rock allo spareggio. Nel World Tour, Pappacena e Sussarello diventano la prima coppia italiana a giocare nel main draw

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I primi cinque mesi del 2019 hanno regalato moltissime gioie agli appassionati di tennis italiani: gli exploit di Berrettini, del giovane Sinner, il trionfo di Fognini e la vittoria di Torino per la prossima era di ATP Finals. Il consueto appuntamento al Foro Italico per gli Internazionali BNL d’Italia diventa quindi l’occasione migliore per celebrare tutto il movimento. Una festa nel nome del tennis, ma ormai da qualche anno anche il padel è protagonista tra le statue del Foro. In mezzo a qualche rovescio temporalesco è andata in scena la fase finale del campionato italiano a squadre, dei veri e propri playoff per l’assegnazione del titolo. Le quattro contendenti (prime due classificate nei gironi) di quest’anno erano il Misano Sporting Club, il Circolo Canottieri Aniene, l’Orange Padel e l’Area Fitness Padel Rock.

Hanno vinto ancora una volta i ragazzi dell’Aniene al termine di un tiratissimo match di spareggio (terminato 5-7 7-6 7-6) contro l’Area Padel Rock, che ha fissato il risultato sul 3-2 per il team capitanato da Giovanni Ticca. È il quinto scudetto consecutivo per il Circolo Canottieri padel, un risultato storico, frutto del continuo miglioramento della squadra anno dopo anno. Questo lo strepitoso championship point del match tra Lucas Bergamini e Lucas Campagnolo (coppia n. 24 al mondo) contro Miguel Lamperti (n. 11) e Lucho Capra.

Dopo aver accolto i festeggiamenti dell’Aniene nel weekend, da lunedì 13 maggio -quasi in parallelo con i tornei ATP e WTA- i campi del Foro sono la sede di un importante torneo internazionale, organizzato dalla Federazione Italiana Padel e dalla Federazione internazionale. Si tratta di un torneo di categoria FIP 1000 dal montepremi di 15.000 euro, un upgrade rispetto agli anni scorsi, quando si disputava un FIP 500. Fino a domenica 18 maggio (giorno della finale) saranno protagonisti tanti giocatori di caratura internazionale accanto ai talenti italiani, pioggia permettendo.

 

NOTIZIE DAL WORLD PADEL TOUR

Arrivano ottime notizie per i colori azzurri anche dal World Tour. In occasione del torneo di Alicante le due ragazze al primo posto della classifica italiana, Chiara Pappacena e Giulia Sussarello, hanno avuto accesso al tabellone principale superando pre-qualificazioni e qualificazioni. Non era mai successo prima che una coppia tutta italiana giocasse un incontro nel main draw del Tour mondiale. Chiara e Giulia dopo aver superato brillantemente la “previa” hanno perso al primo turno contro Tamara Icardo e Sandra Hernandez (rispettivamente numero 28 e 40 del ranking mondiale), avendo scritto comunque una pagina di storia del padel italiano.

Restando nel circuito femminile, ci sono da segnalare dei cambiamenti importanti al vertice della classifica. Si è infatti interrotto il dominio nel ranking delle gemelle atomiche, Mayo e Mapi Alayeto. Come detto nel nostro appuntamento con la rubrica, quest’ultima è ferma ai box per un infortunio alla spalla che la terrà fuori dai giochi fino a metà giugno. Mapi è scesa al quarto posto, ma neanche sua sorella è riuscita a tenere la vetta della classifica. Il primo posto è ora occupato da Marta Marrero, tesserata con i pentacampioni italiani del Circolo Canottieri Aniene. Assieme a Marta Ortega, Marrero si è presa il primo posto grazie ai due titoli conquistati a Vigo ad Alicante. Nel ranking maschile è salda la leadership di Maxi Sanchez e Sanyo Gutierrez, che con i successi a Vigo e ad Alicante sono arrivati a quota tre trofei nel 2019.

Gli ultimi risultati:

Open Logrono, finale maschile: Navarro/Lebron b. Belasteguin/Lima 3-6 7-6 6-2
Open Logrono, finale femminile: Salazar/Sanchez b. Senesi/M.J. Alayeto 6-2 7-5

Open Alicante, finale maschile: Sanchez/Gutierrez b. Navarro/Lebron 7-6 7-6
Open Alicante, finale femminile: Ortega/Marrero b. Salazar/Sanchez
3-6 7-5 6-3

Open Vigo, finale maschile: Sanchez/Gutierrez b. Navarro/Lebron 6-3
6-4
Open Vigo, finale femminile: Ortega/Marrero b. Sainz/Triay 6-3 6-4

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WTA

Di Giuseppe fa il doppio colpo: semifinale a Bucarest e posto prenotato a Palermo

La 28enne romana batte Krejcikova e centra la prima semifinale stagionale italiana al femminile! Grazie a questo risultato, dovrebbe essere anche in tabellone a Palermo

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Martina Di Giuseppe - Bucarest 2019 (via Twitter, @BRDOpen)

Anni ventotto, mai entrata tra le prime 150 del mondo né in tabellone principale di un evento del circuito maggiore, sette titoli nel circuito ITF e altrettante finali perse. Martina Di Giuseppe è il prototipo della tennista di seconda fascia, ma in 48 ore la sua condizione in questo pazzo circuito che sa essere la WTA sembra essere cambiata. Dopo aver colto la prima vittoria in un main draw contro Lepchenko, e aver approfittato del ritiro di Kudermetova per accedere ai quarti, la ragazza nata a Roma ha battuto di pura solidità (6-4 6-4) la doppista Krejcikova, una a cui la cognizione del campo non manca di certo, centrando così la prima semifinale in carriera. Che considerati i terribili chiari di luna di questo 2019 al femminile, è anche la prima stagionale di una tennista italiana.

Come detto, però, il colpo sembra addirittura doppio. Martina era iscritta alle qualificazioni del torneo di Palermo, e avrebbe dovuto giocare sabato contro la 22enne wild card siciliana Dalila Spiteri. Ovviamente non potrà onorare l’impegno, ma la buona notizia è che l’organizzazione del torneo dovrebbe sfruttare lo slot destinato alla Special Exempt per riservarle un posto nel tabellone principale. Il che significherebbe, in meno di una settimana, passare da zero a due presenze in tornei del circuito maggiore. Oltre che – manca ancora il conforto della matematica – l’ingresso in top 150.

Una circostanza che Di Giuseppe ha onorato in grande stile, convertendo il match point contro Krejicikova con una smorzata perfetta. Non è stata troppo prodiga di parole nell’intervista post-partita, anche perché non è molto spigliata con la lingua inglese, ma ha detto che non vedeva l’ora di abbracciare sua mamma. E l’ha fatto appena dopo aver lasciato il campo.

In attesa della conferma che potrà disputare anche il torneo di Palermo, Di Giuseppe dovrà prepararsi a battagliare con Elena Rybakina (n.106 WTA) per un posto in finale, che sarebbe la prima per entrambe.

Dall’altra parte, ad attendere la vincitrice, ci sarà sicuramente una giocatrice più esperta. Sarà la rinata Laura Siegemund o la rinatissima Patricia Maria Tig, che non giocava a tennis praticamente da due anni e dopo essersi presa il lusso di battere Sevastova ha eliminato anche Krystina Pliskova. Per lei la nuova proiezione di classifica dice n.337: un significativo miglioramento, se consideriamo che la giocatrice rumena si è presentata a Bucarest priva di ranking dopo tre mesi in cui ha disputato soltanto tornei di categoria 15k.

 

Risultati:

[Q] P. M. Tig b. [8] Kr. Pliskova 6-3 3-6 6-3
[6] L. Siegemund b. I. C. Begu 7-5 6-2
[Q] M. Di Giuseppe b. B. Krejcikova 6-4 6-4
E. Rybakina b. [2] V. Kuzmova 7-5 6-3

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WTA LOSANNA – Pochi squilli in terra svizzera, dove le due semifinali saranno Korpatsch-Cornet e Ferro-Pera. Korpatsch ha spezzato con una brutale rimonta (parziale di dodici game a uno) il sogno di Teichmann di entrare tra le prime quattro nel torneo di casa, e giocherà la prima semifinale in carriera. Stosur ha perso una partita di cui cinque anni fa avrebbe fatto un sol boccone, magari anche con una mano dietro la schiena. Sembra proprio che il capolinea per la tennista australiana sia arrivato.

Risultati:

T. Korpatsch b. J. Teichmann 3-6 6-0 6-1
[3] A. Cornet b. N. Vikhlyantseva 4-6 6-1 6-3
F. Ferro b. S. Stosur 6-4 6-2
B. Pera b. [LL] X. Han 6-0 5-7 6-3

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ATP

Caruso brilla nella notte di Umago: prima semifinale in carriera

Il siciliano domina Bagnis e si guadagna la sfida contro Lajovic. Avanti di un set e un break, Travaglia subisce la rimonta del qualificato ungherese

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Salvatore Caruso - Umago 2019 (foto Felice Calabrò)

Dai nostri inviati a Umago, Michelangelo Sottili e Pietro Scognamiglio

Di sette italiani ne è rimasto uno. E’ a suo agio quando calano le tenebre, arriva dalle qualificazioni, il suo nome è Salvatore Caruso. La mezzanotte è passata da circa un’ora a Umago quando il siciliano alza le braccia al cielo e stringe i pugni: è semifinale, la prima in carriera nel circuito maggiore. Che lo fa affacciare virtualmente a ridosso della top 100. Facundo Bagnis non ha mai avuto modo di entrare in partita contro il ventiseienne di Avola, subito avanti di due break e costantemente in controllo di una sfida che, già alla vigilia, avevamo legittimamente ritenuto alla sua portata. Solidissimo nel rovescio a due mani e pungente con il dritto, Caruso allunga subito 5-2 prima della distrazione passeggera che gli fa dimezzare il vantaggio. Basta poco altro, in ogni caso, per portare a casa un set che già vale la partita. Il 6-4 del primo parziale fa infatti staccare definitivamente la spina al mancino di Rosario, apparso subito nervoso nel gran caos della notte istriana.

La partita è iniziata tardissimo per il protrarsi di quelle precedenti e nel parco dello Stella Maris la musica viaggia già ad alto volume. Si gioca in un frastuono surreale che però l’azzurro è bravo a farsi scivolare addosso, mentre l’avversario perde sempre più la calma. A inizio secondo set Caruso piazza il break che spezza definitivamente le gambe dell’argentino. Bagnis non fa altro che trascinarsi senza conquistare più un game, esaltando la varietà di soluzioni di Sabbo che – pur non essendo un bombardiere al servizio – riesce anche a piazzare due ace. Il 6-0 che chiude i conti è pura accademia. Caruso, per la seconda volta nel torneo condannato alla notturna (già era successo contro Moutet), si guadagna l’inedito incrocio in semifinale con Dusan Lajovic. Il finalista di Montecarlo (quarta testa di serie) è emerso in tre set dalla partita fino a questo momento più bella del torneo, quella che l’ha visto venire a capo di Aliaz Bedene. Ma il successo sullo sloveno è arrivato con molta più difficoltà di quanto dica il punteggio (doppio 6-3) del secondo e del terzo parziale.

 

TRAVAGLIA, CHE PECCATO – L’occasione di cogliere la prima semifinale ATP in carriera è ghiotta e ha le sembianze di Attila Balazs, ungherese dall’incoraggiante posizione in classifica, la n. 207. Tuttavia, pur sopra di un set e avanti 2-0 nel secondo, Stefano Travaglia non riesce a coglierla e si arrende al terzo set. Decisivo è stato il quarto gioco del secondo parziale, quando “Steto” ha forse iniziato a pensare al risultato e letteralmente regalato il contro-break a un avversario che pareva sotto un treno (“ho fatto scelte sbagliate” ammetterà poi). Un poco gradito contributo è arrivato dal 49% di prime in campo e dalla sofferenza in risposta ai servizi precisi scagliati dal 180 cm di Budapest. “Spero di prendere questa partita per il futuro e di non rifare gli stessi errori” conclude.

È la seconda sfida tra i due dopo quella di tre anni fa a livello Futures: stesso risultato di oggi. I tanti tifosi ungheresi sugli spalti si fanno sentire, anche troppo. Più pacati gli italiani ma, forse, sono ancora in spiaggia o davanti a un piatto di ćevapčići. Scambio di break in apertura e si può procedere con il nostro che fa gioco con il dritto e l’altro che ricorre con più frequenza alle variazioni. Perché Attila è più naturale di rovescio, mentre sul lato destro il top esasperato lascia ogni tanto il posto a slice e smorzate – una sorta di Damir Dzumhur minore, insomma. Proprio con il dritto si inguaia all’ottavo gioco e Steto ne approfitta per poi chiudere 6-3. Balazs appare sfiduciato nell’atteggiamento e nel pessimo tocco, il primo, su una contro-smorzata. È qui che arrivano un doppio fallo, due drop shot rimasti abbondantemente nella metà campo italiana e un azzardo in lungolinea a ridare speranza a Balzs (“lui ha iniziato a giocare meglio, gli scambi si sono allungati e indubbiamente è diventata difficile”).

La posta in palio è alta e lo spettacolo ne risente, ma sugli spalti continua a risuonare l’incitamento “Ati, Ati” degli ungheresi. Sul kick di Attila che salta tanto, Stefano cerca l’anticipo con rara fortuna; salva due set point al decimo game, ma è chiaramente calato e cede malamente il tie-break. Prende un warning per un abuso di palla dopo un errore su una volée piuttosto semplice che gli costa la battuta al terzo gioco, poi chiede un MTO per farsi trattare il braccio sinistro. Scoraggiato, resta comunque in scia anche perché l’altro non è un fenomeno e, infatti, gli offre dal nulla una palla per il 4 pari: solito kick esterno e risposta lunga. Il break arriva invece per Balazs che evita così anche la tensione di servire per la sua seconda semifinale ATP della vita. Il vincitore morale dell’edizione 2017 (nelle qualificazioni batté in due set il poi campione Andrey Rublev) si giocherà un posto in finale contro Laslo Djere, venuto a capo di Leo Mayer in tre set.

Risultati:

[Q] A. Balazs b. S. Travaglia 3-6 7-6(2) 6-3
[3] L. Djere b. [8] L. Mayer 6-4 6-7(6) 6-3
[4] D. Lajovic b. A. Bedene 5-7 6-3 6-3
[Q] S. Caruso b. F. Bagnis 6-4 6-0

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Focus

Podcast Off-Court: The Day(s) After… Wimbledon, pensieri e parole

Dopo Wimbledon ritorna l’appuntamento con il podcast “a distanza” dei nostri Vanni Gibertini e Luca Baldissera

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Vanni Gibertini (a sinistra) e Luca Baldissera (a destra) se ne vanno da Indian Wells alla fine del torneo

Di ritorno dai Championships, i nostri inviati Vanni Gibertini e Luca Baldissera ragionano sul quello che è successo nel weekend finale, e anche su come ha reagito la comunità degli appassionati alle emozioni della finale maschile. Il tennis italiano comincia il tour estivo da Umago, dove Fognini non sta bene e si ritira e Sinner fa sentire un altro vagito che fa presagire una luminosa carriera.
Il tour femminile annuncia il ‘name sponsor’ per le WTA Finals e si assicura un prize money molto più alto di quello dei colleghi uomini. In conclusione, Vanni e Luca rispondono alle domande degli spettatori.

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