FNSI, USSI, Ordine Giornalisti interessati al caso del direttore di Ubitennis pedinato al Foro Italico

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FNSI, USSI, Ordine Giornalisti interessati al caso del direttore di Ubitennis pedinato al Foro Italico

Il giornalismo italiano intende reagire a quanto accaduto a Ubaldo Scanagatta. Quanti giornalisti perderebbero soldi e lavoro se non potessero collaborare per più testate?

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Lo stadio Pietrangeli gremito durante gli Internazionali d'Italia (foto Felice Calabrò)

 


https://www.articolo21.org/2019/05/un-tempo-si-chiamava-arroganza-del-potere-lassurdo-caso-del-collega-scanagatta/

Diversi lettori hanno scritto chiedendoci notizie sugli sviluppi della incresciosa vicenda degli Internazionali d’Italia che non si è conclusa con la revoca e il ritiro dell’accredito stampa di Ubaldo Scanagatta, ma è proseguita con il pedinamento dello stesso direttore per tutta la giornata di domenica, nonostante lui si fosse comprato un biglietto ground e fosse quindi un normale cittadino con… pieno diritto di circolazione. “Reo” di aver scritto per Ubitennis come sempre da 10 anni oltre che per La Nazione, il direttore si è visto sguinzagliare sulle sue tracce anche per i movimenti più innocenti, due, tre, quattro agenti della sicurezza.

Poiché molti lettori si domandavano, e ci hanno domandato, come si comportassero al riguardo gli altri colleghi presenti al Foro Italico, se avessero cioè agito collettivamente in segno di protesta e solidarietà, e come avessero reagito le associazioni stampa e di categoria – che a loro valida scusante non era facile avvertire e coinvolgere fra sabato sera e domenica mattina per concertare un’azione volta all’immediata restituzione dell’accredito stampa revocato a Ubaldo Scanagatta – possiamo tranquillizzare i lettori sul fatto che in momenti diversi vari gruppi di giornalisti italiani e stranieri sono scesi dalla sala stampa per esprimere la loro solidarietà al direttore di Ubitennis.

Della vicenda, che il direttore ha riassunto nell’ultimo editoriale scritto da Roma, sono stati informati la FNSI nazionale e Toscana, l’Ordine nazionale giornalisti, l’USSI (Unione Stampa Sportiva Nazionale e Toscana) con i presidenti delle varie associazioni, ordini, unioni. Possiamo confermare ai lettori che quei destinatari hanno ricevuto la lettera dell’avvocato Massimo Rossi e anche che la FIT riceverà nei prossimi giorni altre comunicazioni al riguardo. Ora non possiamo anticiparle, salvo il fatto che (dai primi contatti intrattenuti con i responsabili delle varie componenti associazionistiche e sindacali giornalistiche) la solidarietà al direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta appare piena, senza riserve ed unanime in riferimento ai diritti sanciti dalla Costituzione in ordine alla libertà di stampa, al diritto di critica e alla lampante pretestuosità e discrezionalità discriminatoria della strana “regola” usata come escamotage per il ritiro dell’accredito. 

Il giornalismo italiano sembra intenzionato a reagire a quanto accaduto, anche se le modalità non sono ancora note. Ci vorrà un po’ di tempo prima che siano ufficializzate. Quanti giornalisti perderebbero soldi e lavoro se non potessero collaborare per più testate? Che senso ha impedire a un giornalista di farlo, quando non sia un suo direttore a pretendere una collaborazione esclusiva? Difatti la stragrande maggioranza dei giornalisti collabora con più media che a volte compartecipano alle spese che consentono la corrispondenza fuori sede di un inviato, soprattutto in questi tempi di crisi economica. E a Roma, come in tutti gli eventi, erano tanti. Ma il provvedimento è scattato solo con Scanagatta, in curiosa coincidenza con l’articolo che era stato appena pubblicato – perché non prima visto che il direttore di Ubitennis era al Foro da giorni e aveva scritto quotidianamente? – e che criticava l’organizzazione degli Internazionali raccogliendo lamentele espresse pubblicamente da giocatori e spettatori un giorno dopo l’altro.

Il direttore, che a quasi 70 anni e dopo mezzo secolo di carriera non è più un ragazzino, ha subito un notevole ed ingiustificato stress a seguito delle decisioni della FIT. Al suo ritorno a Firenze il medico curante lo ha visitato e voluto sottoporre immediatamente a un check-up con un urgente richiesta presso un istituto di analisi medico radiografiche fiorentino per un eco-color-doppler venoso agli arti inferiori per pregresso TVP (trombo venoso profondo) a seguito di un dolore al polpaccio destro emerso in concomitanza con quanto successo nel weekend romano degli Internazionali d’Italia ed altri malesseri di varia natura. Il check-up proseguirà nei prossimi giorni.

TUTTA LA VICENDA

Qui di seguito riproduciamo anche la prima lettera dell’Avvocato Massimo Rossi, scritta sabato sera, prima degli episodi relativi al “pedinamento” quasi ossessivo di cui il direttore è stato fatto oggetto domenica e che richiederà una seconda comunicazione del legale.

In nome e per conto del dottor Ubaldo Scanagatta, che me ne ha conferito mandato, sono con la presente a significarVi quanto segue. Ubaldo Scanagatta è giornalista professionista da sempre specificamente e particolarmente impegnato nell’attività di commentatore dello Sport del tennis. In tale veste da più di quarant’anni egli segue gli Internazionali d’Italia anche dalla Sala Stampa del torneo, cui è sempre stato ammesso a seguito di accredito richiesto dal quotidiano La Nazione di Firenze e regolarmente concesso. Oltre che per la sua collaborazione con il quotidiano La Nazione, Ubaldo Scanagatta è universalmente noto al mondo del Tennis, e quindi anche a tutti i destinatari della presente, quale fondatore e direttore responsabile della testata on-line denominata “Ubitennis”. In occasione di tutte le ultime dieci edizioni degli Internazionali d’Italia Ubaldo Scanagatta ha esercitato la sua professione di giornalista scrivendo commenti sia sul giornale La Nazione, che sul Resto del Carlino, che su  Il Giorno – tutti appartenenti al medesimo gruppo editoriale – sia sulla testata “Ubitennis”, peraltro partner dello stesso “Network”. Anche l’edizione in corso non ha fatto eccezione, tanto è vero che fin dal primo giorno di gare Ubaldo Scanagatta ha scritto i suoi pezzi pubblicati dalle testate sopra richiamate. In particolare, va forse sottolineato, nella giornata di ieri “Ubitennis” ha pubblicato, a firma del suo Direttore, alcuni articoli aventi riguardo ai ritiri dalla competizione di Roger Federer e della numero 1 del tennis femminile – la giapponese Osaka – nonché riguardo alle dichiarazioni critiche e in parte polemiche espresse dai giocatori Fognini, Federer, Djokovich, Thiem e Goffin sia con riferimento alle pessime condizioni dei campi, sia con riferimento alla organizzazione del torneo, con particolare riguardo agli orari di gioco. Questa mattina il direttore della comunicazione degli Internazionali d’Italia, Piero Valesio, ha contestato per iscritto a Ubaldo Scanagatta la pretesa violazione da parte sua dell’ obbligo “di non svolgere attività giornalistica per media diversi da quello che hanno (sic n.d.r.) richiesto l’accredito di cui è in possesso”. Contestualmente e conseguentemente è stato revocato a Ubaldo Scanagatta il “pass” di accesso. La Vostra iniziativa è del tutto illegittima e viola gravemente i diritti del mio assistito. Non può al proposito non rilevarsi come l’articolo 21 della nostra Costituzione tutela espressamente il “diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Il medesimo articolo afferma che “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure”. Aggiungasi che l’esercizio di libera stampa comprende il diritto di accesso alle informazioni e alla loro raccolta senza limitazioni. Appare dunque evidente la grave violazione di diritti costituzionalmente garantiti da Voi posta in essere a danno non solo del mio assistito ma anche e soprattutto del pubblico dei lettori. La Vostra censura è inaccettabile e sarà pertanto oggetto di adeguata reazione nella competente sede giudiziaria, anche ai fini risarcitori in relazione ai gravi danni subiti dal mio assistito e dalle testate da lui rappresentate. Vi diffido in ogni caso dal proseguire nelle Vostre illegittime condotte, invitandoVi alla immediata restituzione del Pass al giornalista Ubaldo Scanagatta. Distinti saluti. Massimo Rossi

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Toni Nadal: “Rafael ha ancora tre o quattro anni di carriera”

Zio Toni parla alla Gazzetta dello sport: “Sia Rafael che Djokovic potranno sorpassare Federer”. E sull’avversario più difficile non ha dubbi: “È Nole”

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Toni e Rafa Nadal - Londra, ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali / Ubitennis)

Compie oggi 34 anni un uomo capace di trionfare per dodici volte agli Open di Francia, Rafael Nadal, e la Gazzetta dello Sport per celebrarlo ha intervistato lo zio Toni, suo mentore e allenatore fino al 2017. La carriera del maiorchino ha ruotato permanentemente attorno al torneo parigino – che per molti anni è stato la sede dei festeggiamenti del suo compleanno – ed è inevitabile che certe vittorie siano state più sentite di altre. Il successo del 2010 è stato molto importante. Forse come il primo. Perché Rafael aveva perso con Soderling l’anno precedente. (indiscrezioni da parte di Tsonga parlano di un problema di salute, ndr). Per noi era stata una sconfitta scioccante quella agli ottavi, puntavamo al quinto titolo a Parigi. La prima cosa che mio nipote mi disse appena rientrato negli spogliatoi fu ‘l’obiettivo del prossimo anno è tornare a essere il migliore sulla terra rossa‘, e così fu” ha detto Toni.

Quest’anno sembra che si dovrà attendere la fine dell’estate per poter tornare a competere ufficialmente sulla terra, e per un agonista come lui non è facile stare ai box così a lungo: “La competizione è la sua benzina“. Ma in questo periodo i problemi che la famiglia Nadal ha dovuto affrontare sono stati altri. Ci siamo confrontati di più sull’Accademia, sui ragazzi che erano rimasti bloccati durante l’isolamento. Si è preoccupato che tutti passassero quelle settimane al massimo della sicurezza, senza troppe ripercussioni sul piano emotivo, lontani dalle famiglie”.

Comunque Toni, un grande amante del lavoro, riesce a trovare qualcosa di positivo anche in una pausa dalle competizioni così prolungata: è sicuro che farà bene alla longevità del nipote. Se il corpo e la salute lo assisteranno, penso che abbia ancora almeno tre o quattro anni davanti. Chissà, magari di più, perché questo 2020 gli sta permettendo di rallentare e non sforzare il fisico. I giocatori più ‘anziani’ saranno quelli che trarranno più beneficio da questo periodo“. Parole che ricordano molto quelle dette da Alex Zverev oltre un mese fa. Toni ha poi continuato mettendo nel gruppo anche Federer e Djokovic: “Se sommiamo l’esperienza al tempo avuto per mettersi in sesto, penso che saranno loro quelli con più chance di vittoria quando la stagione ripartirà“.

 

Parlando proprio di questi due grandi rivali, Toni ammette la maggior difficoltà che il serbo ha creato a Rafa. “Come indicano anche i risultati è Nole l’avversario più ostico. Perché anche se giochi bene, non sai mai come e quando poterlo attaccare, non ti lascia uno spazio per infilarti. Invece con Federer, per quanto sia un fenomeno, avevamo una tattica più chiara, ci dava più possibilità per colpirlo”. Inoltre sostiene che il record di Slam dello svizzero sia in pericolo: “Penso che sia Rafael che Djokovic potranno sorpassare Roger. L’età è dalla loro parte. Se Rafa dovesse vincere a Parigi quest’anno arriverà a quota venti come lo svizzero, poi si vedrà”.

E proprio sulla possibilità di disputare l’edizione 2020 del Roland Garros Toni Nadal sembra prudentemente ottimista. “Credo che i tornei sulla terra si giocheranno e anche il Roland Garros. Ma sugli Stati Uniti ho molti dubbi“. Ovviamente Parigi a fine settembre offre tutto un altro tipo di condizioni meteorologiche rispetto alla primavera, ma non sembra creare preoccupazioni a Toni. “Rafa ama il clima più caldo perché resiste molto bene alle condizioni difficili. Però, alla fine, penso che non cambierà molto se sta bene“. Ancora una volta gli altri 127 tennisti in tabellone sanno da chi dovranno mettersi in guardia.

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In arrivo gli aiuti economici per il Wheelchair Tennis

Oltre 300.000 dollari raccolti dai quattro tornei dello Slam e dalla ITF

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Australian Open 2019 - Wheelchair, singolare quad: Dylan Alcott (foto Roberto Dell'Olivo)

Lo spirito di altruismo che avvolge il mondo del tennis si è prodigato in soccorso del Wheelchair Tennis. Come hanno fatto sapere pochi giorni fa con un comunicato ufficiale, i quattro tornei dello Slam e la ITF hanno raccolto oltre 300.000 dollari per sostenere finanziariamente l’UNIQLO Wheelchair Tennis Tour, che come tutti i circuiti sportivi al mondo sta subendo gli effetti del coronavirus. Lo stop delle competizioni agonistiche fino al 31 luglio ha validità anche in questo circuito e di conseguenza sono stati 88 gli eventi targati ITF ad essere stati cancellati o rimandati, inclusi il Roland Garros e Wimbledon.

Potranno accedere a queste sovvenzioni economiche i tennisti presenti nella top 20 della classifica maschile e femminile che nel corso della passata stagione hanno guadagnato meno di $100.000, e per quelli classificati nella top 15 della categoria quad (coloro che hanno disabilità sia agli arti inferiori che a quelli superiori).

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Tornano le esibizioni in Spagna, in campo anche Ferrero e Ferrer

A luglio si giocherà un torneo benefico nell’accademia dell’ex numero 1. Presenti tra gli altri De Minaur e Feliciano Lopez

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Juan Carlos Ferrero - Champions Tour 2018 (via Twitter, @ATPChampions)

Fioccano le esibizioni in questo periodo di ripartenza (qui vi abbiamo elencato tutte quelle previste per il mese di giugno) e adesso se ne aggiunge un’altra, la prima sul suolo spagnolo, e considerando le difficoltà affrontate da questo paese a causa del coronavirus, non può che essere una bella notizia. La JC Ferrero Equelite Sport Academy è rimasta orfana dei suoi tornei in programma tra marzo e aprile, tra i quali erano previsti un ITF Junior, un ITF maschile M25 e un ATP Challenger. Per sopperire a questa mancanza, alla prima occasione utile si sono dati da fare per offrire tennis dal vivo, dopo aver riaperto le porte a metà maggio.

Dal 1 al 5 luglio a Villena, nella Comunità Autonoma Valenzana, si affronteranno in un evento benefico sei tennisti professionisti, divisi in due gironi da tre, stile Finals di fine anno. Con Djokovic impegnato nel torneo dei Balcani e Federer in trattativa per andare a Berlino, questa sarebbe potuta essere una buona occasione per rivedere anche il terzo dei Big Three, ma il nome di Nadal non è stato fatto. I partecipanti sono Alex De Minaur (n. 26, australiano di madre spagnola), Joao Sousa (n. 66. portoghese) e gli spagnoli Feliciano Lopez (n. 56) Pablo Carreno Busta (n. 25), Alejandro Davidovich Fokina (n. 97) e il 17enne Carlos Alcaraz (n. 318).

Saranno i vincitori stessi a scegliere a quale ente benefico devolvere il montepremi e inoltre l’evento sarà anticipato da un doppio che vedrà il ritorno in campo di due leggende del tennis iberico: Jaun Carlos Ferrero e David Ferrer. Evidentemente l’eccessiva sedentarietà non ha giovato ad un tipo sempre in moto come Ferrer, e non ha potuto rifiutare l’invito del suo compagno. I due divideranno il campo con Roberto Bautista, mentre il quarto giocatore sarà uno tra Pablo Andujar e Guillermo Garcia Lopez.

 

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