Wawrinka crolla a Ginevra, avanzano i favoriti a Lione

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Wawrinka crolla a Ginevra, avanzano i favoriti a Lione

L’ex campione del Roland Garros si fa rimontare da Dzumhur, fuori anche Fucsovics e Garin: Zverev sfrutterà l’occasione? In Francia vincono Bautista, Basilashvili e Shapovalov

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Stan Wawrinka - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

C’è tanta delusione a Ginevra alla fine di un mercoledì molto movimentato. Stan Wawrinka, seconda testa di serie, è stato eliminato al secondo turno da Damir Dzumhur, che è partito dalle qualificazioni e in questo 2019 aveva vinto appena quattro match. La sconfitta è arrivata in maniera inaspettata per Stan, partito benissimo nel primo set (6-3) e un po’ più distratto nel secondo set (3-6). Il break iniziale conquistato all’inizio del terzo set lo aveva comunque messo in un’ottima posizione, ma dal vantaggio di 3-0 ha rimesso in partita un encomiabile Dzumhur, che non ha mai mollato la presa anche quando lo svizzero lo sommergeva di colpi vincenti. Nel silenzio di stupore del campo centrale il bosniaco ha chiuso 6-4 il parziale decisivo e sfiderà Radu Albot nei quarti di finale.

Da quando è diventato un top 50 stabile, solo in due stagioni era arrivato al Roland Garros con meno vittorie (15) di quest’anno, entrambe le volte a causa del ginocchio: il destro, che fece crac a inizio 2007 e lo costrinse a fermarsi per quattro mesi, e poi il sinistro, che nel 2018 – dopo l’operazione – gli ha consentito di vincere appena quattro partite tra gennaio e maggio. Quest’anno il fisico ha retto abbastanza da permettergli di disputare dieci tornei: bene a Rotterdam, dove ha raggiunto la finale, benino a Madrid (quarti), così così a Indian Wells (terzo turno, sconfitto da Federer) e poco altro. Tra i favoriti di Parigi non ci sarà il suo nome, almeno alla vigilia.

Oltre alla testa di serie numero due hanno lasciato il torneo anche due dei quattro favoriti alla vittoria finale. Marton Fucsovics (tds 4) ha ceduto in due set a Delbonis, la sua seconda vittoria di spessore consecutiva dopo quella ottenuta contro Grigori Dimitrov all’esordio. È uscito di scena anche il campione di Monaco e di Houston, Christian Garin, sconfitto in tre set da Taro Daniel. Tutta la pressione è allora sulle spalle di Alexander Zverev. Il numero uno del tabellone è arrivato a Ginevra per ritrovare un feeling positivo col campo in vista del Roland Garros: ora ha la grande chance di mettere in bacheca il titolo, ma dovrà farsi strada tra i tanti terraioli ancora in gioco e tra i fantasmi di un 2019 che stenta a decollare.

Risultati:

 

F. Delbonis b. [4] M. Fucsovics 6-4 6-2
A. Ramos-Vinolas b. J. Sousa 6-0 6-3
N. Jarry b. D. Kudla 6-3 6-3
T. Daniel b. [3] C. Garin 6-2 4-6 6-4
[5] R. Albot b. J. Londero 6-1 6-7(3) 6-4
[Q] D. Dzumhur b. [2] S. Wawrinka 3-6 6-3 6-4

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È stata meno sorprendente la giornata in riva al fiume al fiume Rodano. Il torneo di Lione ha ancora le sue prime tre teste di serie e due giocatori francesi per cui fare il tifo. Tuttavia in mattina c’è stato il forfait di Richard Gasquet che ha lasciato strada a Fritz, probabilmente a scopo precauzionale in vista del Roland Garros. Hanno invece superato il secondo round Benoit Paire e Jo Wilfried Tsonga. Il primo si è sbarazzato in due set di Pablo Cuevas, che sta giocando da un’ottima stagione sulla terra battuta e veniva dal successo nel challenger di Aix-en Provence. Tsonga ha piegato il qualificato canadese Steven Diez dopo due ore e quaranta minuti. Il francese ha arrancato per tutta la partita, complice anche un problema fisico che l’ha costretto più volte al medical time out. Il tie-break del secondo set in cui Diez si è disunito ha concesso a Tsonga di far girare la partita, con un break in apertura di terzo set ha raggiunto i quarti nel torneo in cui ha trionfato due anni fa.

Hanno vinto in rimonta Denis Shapovalov (tds 3) e Roberto Bautista Agut (tds 2), entrambi impegnati con un giocatore francese. Bautista ha eliminato il giovane Moutet, che ieri aveva esaltato il pubblico lionese vincendo al fotofinish contro Opelka. Shapovalov ha rischiato di pagare una falsa partenza contro Ugo Humbert: perso 6-2 il primo, si è incartato nel secondo set, trascinato fino a un pericoloso tie-break dopo aver controllato le operazioni sin dal terzo game. Ha completato la rimonta dopo due ore e un quarto di partita e sfiderà Benoit Paire per un posto in semifinale. In chiusura di giornata ha vinto anche il primo favorito del seeding, Nikoloz Basilashvili, contro il giustiziere di Jannik Sinner, Tristan Lamasine.

Risultati:

N. Basilashvili b. [LL] T. Lamasine 7-5 7-5
J. Tsonga b. [Q] S. Diez 3-6 7-6(2) 6-3
B. Paire b. P. Cuevas 6-4 6-3
[3/WC] D. Shapovalov b. U. Humbert 2-6 7-6(3) 6-2
T. Fritz b. [6/WC] R. Gasquet w/o
[2] R. Bautista Agut b. [WC] C. Moutet 4-6 6-4 6-3

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Medvedev e Cilic si scuotono al Queen’s. Rientro con successo per Anderson

LONDRA – Cambiamento, fiducia, fortuna: i tre big trovano ciò che cercavano nella prima giornata sull’erba di Londra

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Daniil Medvedev - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Dal nostro inviato a Londra

Nel tennis come in automobile, dopo mesi di rosso c’è chi aspettava soltanto il verde per ripartire. Marin Cilic, Daniil Medvedev e Kevin Anderson erano tutti alla ricerca del posto giusto per ritrovare buone sensazioni e vittorie; i risultati della prima giornata dei Fever-Tree Championships sembrano dire loro che forse quel posto può essere il Queen’s Club.

La campagna di difesa del titolo di Cilic, nel box del quale sedeva per la prima volta l’ex pro Wayne Ferreira, è partita fortissimo con una striscia di cinque game consecutivi. Soltanto nel secondo set il ventitreenne cileno è riuscito a imbrigliarlo, recuperando il break di svantaggio al momento in cui il croato serviva per la vittoria e costringendolo a un tie-break impegnativo, concluso per 7 punti a 5. Al prossimo turno Cilic affronterà Diego Schwartzman, vincente in appena cinquantadue minuti su un Alexander Bublik che pure aveva disputato due buoni round di qualificazione. Il risultato sorprende specialmente per la superficie sulla quale è giunto: per il peque si tratta appena del secondo successo su erba in carriera nei tabelloni ATP.

 

Bravo dall’inizio alla fine invece Daniil Medvedev, che ha saggiato per primo l’erba del campo centrale con una prestazione eccellente contro Fernando Verdasco. Dopo un inizio di stagione straripante il russo aveva bruscamente rallentato, anche a causa di qualche guaio fisico, e si presentava a Londra con l’obiettivo minimo di interrompere una serie di cinque sconfitte consecutive. “Ma erano state tutte partite tirate, sarebbero potute finire in ogni modo” ha detto dopo una doccia, “sono stato un po’ sfortunato ultimamente”. Oggi invece ha girato tutto per il suo verso e la vittoria è arrivata con tutto il merito, grazie a una resa costante al servizio e anche qualche piccola magia, come la volée appoggiata con cui ha concluso il primo set.

Kevin Anderson – Queen’s 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Ha avuto successo anche il ritorno di Kevin Anderson, al primo torneo dopo lo stop dovuto all’epicondilite (il famigerato “gomito del tennista”). Fermo addirittura dai quarti di finale del Masters 1000 di Miami, il sudafricano è partito un po’ imballato, cedendo a Cameron Norrie il proprio game d’apertura. Da lì in poi i due hanno tenuto la battuta fino a fine set e poi ancora fino al tie-break del secondo, che Anderson si è preso con un ace. Col passare dei minuti il numero due del tabellone ha mostrato di aver atteso di essere pienamente competitivo per ripresentarsi in campo: solido nello scambio, ha bussato alla porta di Norrie per due ore finché, alla decima palla break, il britannico non ha aperto.

Fuori dal centre court intanto Nicolas Mahut continua il suo percorso facendosi largo… tra i giovani: dopo Jarry e Davidovich Fokina nelle qualificazioni, oggi è toccato a un falloso Frances Tiafoe cedergli il passo in due set. Martedì il trentasettenne francese potrà finalmente riposarsi per un giorno con il doppio e scoprire chi, tra Wawrinka e Daniel Evans, sarà suo avversario negli ottavi di finale. Stan e Dan si affronteranno in apertura di un programma monomane, che include Tsitsipas, Dimitrov, Feliciano Lopez, Shapovalov (contro Del Potro!) e il nostro Marco Cecchinato. Sempre che non piova, come invece minaccia di fare.

Risultati:

[4] D. Medvedev b. F. Verdasco 6-2 6-4
[5] M. Cilic b. C. Garin 6-1 7-6(5)
[2] K. Anderson b. C. Norrie 4-6 7-6(5) 6-4
D. Schwartzman b. [Q] A. Bublik 6-2 6-3
[Q] N. Mahut b. F. Tiafoe 6-3 7-6(5)
G. Simon b. [Q] J. Ward 3-6 6-3 7-6(2)

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Ad Halle cielo azzurro e bel tennis. Zverev tra spettacolo e brividi

HALLE – Monfils saluta subito, Khachanov e Zverev avanzano non senza soffrire. Sascha scivola e si teme per il ginocchio, ma il match con Haase è davvero bello

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Alexander Zverev - Halle 2019 (foto @NOVENTI OPEN_KET)

da Halle, il nostro inviato

La prima giornata del torneo di Halle, per la gioia di pubblico, organizzatori e (inutile nasconderlo) giornalisti, è caratterizzata da un sole costante e un cielo più italiano che tedesco. Nel primo match sul Gerry Weber Stadion gli spettatori devono inghiottire la prima mezza delusione, perchè l’esperto Philipp Kohlschreiber cede il passo al grande servizio di Steve Johnson, che chiude 6-3 6-3 con 13 ace. Il match successivo è molto atteso dai palati fini del tennis sull’erba, ma il derby francese tra Gael Monfils e Pierre-Hugues Herbert lascia a desiderare. Colpa di La Monf, che non risponde presente nei momenti fondamentali e viene eliminato da un ottimo Herbert in due set: fuori la tds n.5.

Anche se è una giornata lavorativa e l’estate deve ancora iniziare, il pubblico sugli spalti è folto e molto allegro, come da sempre qui nel verde della Vestfalia, ma oggi in particolare visto il tempo così gradevole. L’esordio di Karen Khachanov non è contro Dzumhur, fermato da un problema alla spalla, ma contro il ripescato dalle qualificazioni Miomir Kecmanovic, la giovane promessa serba di cui Ubitennis già vi aveva parlato ai tempi del Roland Garros 2017, ma che ha fatto parlare di sé quest’anno tra Miami e Indian Wells. Ebbene, il campione di Parigi-Bercy ha dovuto faticare non poco prima di staccare il biglietto per il secondo turno in cui sfiderà Struff o Djere.

 

Il match conclusivo ha visto l’esordio di Alexander Zverev, molto sostenuto dal pubblico di casa prima e durante la partita. L’orario favorisce un alto apporto di pubblico. Del resto, cosa chiedere di più all’uscita dall’ufficio? La tribuna confinante con la sala stampa è quasi al completo, così come la parte meno capiente del lato corto, dove sono presenti anche i box TV. Gli altri due lati delle tribune sono pieni poco meno della metà, con maggioranza di pubblico nell’anello più basso e vicino al campo.

Sascha deve prendere confidenza con l’erba, gli errori sono abbastanza contenuti ma la concentrazione è lontana da quella dei giorni migliori. Haase non è certo il cliente ideale per l’esordio sul verde e quando sente il suo fiato sul collo Zverev cade talvolta nel doppio fallo. Il suo primo set è pero buono, specie quando scarica il dritto lungo linea, autentico marchio di fabbrica risolutivo. I vincenti di questo tipo sono almeno 5. Anche il servizio è convincente, la prima si attesta sopra i 180 km/h e non di rado supera i 200. Proprio un bell’ace (non il primo) chiude il primo set, accompagnato da un grintoso “Come on”.

In termini musicali, gli stereotipi sono roba del passato: il tunz tunz tipicamente teutonico lascia spazio alla dance, autentica dominatrice della colonna sonora dell’esordio di Zverev. Tra i brani che fanno ballare di più il pubblico, “La Libertad” di Alvaro Soler, “Summer Air” degli ItaloBrothers, “Melody” dei Lost Frequncies, “Boys & Girls” cantato da Solveig e Dragonette. Peccato solo che tra questi ci sia anche il famigerato “Everybody”, dei Backstreet Boys… Nel secondo set, Haase è tutt’altro che rassegnato e sfrutta tutta la sua esperienza, mandando spesso fuori giri l’avversario nella sfida a back di rovescio.

A pochi posti di distanza da chi scrive, favoriti dall’immediato accesso dietro di loro alla Lounge Player, si alternano per pochi game prima Sergiy Stakhovsky e poi il nostro Andreas Seppi, accompagnato dalla moglie, sempre bella e discreta, come quando ignora il marito mentre alcuni bambini gli scattano alcune foto in primo piano dopo diligente richiesta. Sul 2-0 30-0 Haase, il finalista qui nel 2016 e 2017 rincorre una difficile palla corta e nello slancio scivola sull’erba. Il n.5 del mondo rimane a terra per diversi secondi, toccandosi il ginocchio sinistro. Accorrono avversario e giudice di linea, poi il fisioterapista. Zverev si rialza e gioca senza apparenti problemi il resto del match, dopo un massaggio che il tedesco ha definito “provvidenziale” in conferenza stampa, aggiungendo che “nonostante lo spavento credo sia tutto a posto e scivolare sull’erba è tutto sommato sempre possibile”.

Il campione di Ginevra 2019 aumenta gli errori (due volèe orribili gridano ancora vendetta) e il trentaduenne de L’Aia schizza sul 5-2. A quel punto però due gratuiti dell’olandese e due gran vincenti di dritto incrociato nel nono game permettono al Maestro 2018 di raggiungere il 5 pari, che diventa 6-5 e servizio grazie a una solidità ora davvero convincente, prima di esultare al primo match-point. Il suo secondo turno contro lo Steve Johnson visto oggi, così forte al servizio, promette davvero bene. 

Risultati:

[Q] J. Sousa b. H. Hurkacz 7-6(3) 6-1
P. Herbert b. [5] G. Monfils 7-6(6) 6-4
[3] K. Khachanov b. [LL] M. Kecmanovic 7-6(5) 6-4
R. Albot b. M. Ebden 5-7 6-1 6-4
S. Johnson b. P. Kohlschreiber 6-3 6-3
[2] A. Zverev b. R. Haase 6-4 7-5

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A Stoccarda Berrettini fa tris, Auger-Aliassime si arrende in due set [AUDIO SANTOPADRE]

Matteo diventa il secondo italiano a vincere un titolo su erba in Era Open. Eccezionale il tie-break del secondo set dove annulla 5 set point prima di chiudere. Best ranking di numero 22

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

M. Berrettini b. [7] F. Auger-Aliassime 6-4 7-6(11)

Per un giocatore che sull’erba ha giocato davvero pochissimi incontri in tutta la sua carriera, Matteo Berrettini ha dimostrato di saper imparare molto velocemente. Un torneo vinto senza cedere un set (come accaduto a Gstaad lo scorso anno e a Cecchinato lo scorso febbraio a Buenos Aires ), senza cedere la battuta e concedendo solamente due palle break in tutta la settimana fa davvero strabiliare e sognare allo stesso tempo, con tornei e traguardi ancora più prestigiosi che stanno per arrivare.

Una finale gestita da veterano ha regalato al ventitreenne romano il suo terzo titolo ATP in carriera, il secondo in questa stagione, controllando l’esuberanza giovanile di Felix Auger Aliassime, che dopo aver perso un set per colpa dell’unico passaggio a vuoto del match, ha saputo aumentare il livello della sua battuta, producendo il massimo sforzo in quello sfortunato tie-break del secondo parziale, sfuggito solo per un “out” troppo avventato di un giudice di linea.

Un solo break di servizio decide il primo set, quello subito al terzo gioco da Auger Aliassime a causa di tre errori non forzati, due di diritto e uno, decisivo, di rovescio. Ma Berrettini ci mette molto del suo per portare a casa il parziale: alla battuta è quasi intoccabile, come lo è stato nel corso di tutta la settimana. Solamente sei punti persi in cinque turni di battute per il romano, che perde solamente un punto su 14 quanto mette la prima di servizio. Sugli appoggi bassi in risposta, inoltre, riesce a tenere bene lo scambio e si mette in mostra anche con il miglioratissimo rovescio, soprattutto negli affondi in lungolinea.

 

All’inizio del secondo set ci sono subito due palle break per Berrettini, che però Auger Aliassime annulla bene con il servizio. Il giovane canadese è piuttosto nervoso, continua a parlare con se stesso mimando nell’aria i colpi sbagliati, brucia due “challenge” nei primi minuti del set, ma riesce comunque a tenere il controllo dei suoi game di battuta. Sul 2-2 Auger Aliassime si salva da 0-40 ancora con il servizio (importante il suo ace di seconda sulla seconda palla break), mantenendo comunque sempre il controllo dei punti proiettandosi costantemente a rete. Berrettini dal canto suo prosegue imperturbato nel consueto schema di gioco fatto di servizi e scambi essenziali.

Si arriva al tie-break, dove nonostante due splendidi passanti di rovescio di Berrettini, è Aliassime ad arrivare per primo al set point sul 6-4 grazie a un raro errore di diritto di Matteo. Sul 6-5 il canadese pensa di aver chiuso il parziale con un servizio vincente, ma la sua prima è fuori di pochissimo e sulla seconda poi mette lungo il diritto. Si va ad oltranza, con Aliassime che avrebbe vinto il set sul 7-6 se il giudice di linea non avesse chiamato fuori un suo attacco sulla riga costringendo il giudice di sedia Carlos Bernardes a far ripetere il punto. Felix diventa quasi ingiocabile sul suo servizio, cancella due match point per Berrettini, il quale di contro annulla uno dopo l’altro altri tre set point per Auger Aliassime. Il tie break si chiude sul 13-11 quando l’azzurro, con una splendida risposta vincente, chiude la partita in un’ora e 47 minuti.

Con questa affermazione Berrettini sale al 22° posto della classifica ATP, appena dietro il suo avversario di oggi Auger Aliassime, che perde la sua terza finale della stagione, dopo le sconfitte di Rio contro Djere e di Lione contro Paire. È sicuramente confortante vedere che Felix è rientrato nel circuito in grande stile, dopo l’infortunio patito nella finale di Lione che lo ha costretto a saltare il Roland Garros. I due protagonisti di oggi hanno sicuramente ottime chance di ben figurare nei prossimi tornei sull’erba, oltre che nell’appuntamento più importante in Church Road tra due settimane.

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I 66 TRIONFI ITALIANI IN ERA OPEN

  • 1971 – A.Panatta (Senigallia)
  • 1973 – A.Panatta (Bournemouth)
  • 1974 – A.Panatta (Firenze)
  • 1975 – A.Panatta (Kitzbuhel, Stoccolma), Bertolucci (Firenze)
  • 1976 – Bertolucci (Barcellona, Firenze), A. Panatta (Roma, Roland Garros), Zugarelli (Bastad), Barazzutti (Nizza)
  • 1977 – Barazzutti (Bastad, Parigi indoor, Charlotte), Bertolucci (Firenze, Amburgo, Berlino), A.Panatta (Houston)
  • 1978 – A.Panatta (Tokyo)
  • 1980 – A.Panatta (Firenze), Barazzutti (Cairo)
  • 1981 – Ocleppo (Linz)
  • 1984 – Cancellotti (Firenze, Palermo)
  • 1985 – C.Panatta (Bari)
  • 1986 – Cane’ (Bordeaux), Colombo (S.Vincent)
  • 1987 – Pistolesi (Bari)
  • 1988 – Narducci (Firenze)
  • 1989 – Cane’ (Bastad)
  • 1991 – Camporese (Rotterdam), Cane’ (Bologna), Pozzi (Brisbane)
  • 1992 – Camporese (Milano), Pescosolido (Scottsdale)
  • 1993 – Pescosolido (Tel Aviv)
  • 1994 – Furlan (San Jose’, Casablanca)
  • 1998 – Gaudenzi (Casablanca)
  • 2001 – Gaudenzi (St. Polten, Bastad)
  • 2002 – Sanguinetti (Milano, Delray Beach)
  • 2004 – Volandri (St. Polten)
  • 2006 – Bracciali (Casablanca), Volandri (Palermo)
  • 2011 – Seppi (Eastbourne)
  • 2012 – Seppi (Belgrado, Mosca)
  • 2013 – Fognini (Stoccarda, Amburgo)
  • 2014 – Fognini (Vina del Mar)
  • 2016 – Lorenzi (Kitzbuhel), Fognini (Umago)
  • 2017 – Fognini (Gstaad)
  • 2018 – Fognini (San Paolo, Bastad, Los Cabos), Cecchinato (Budapest, Umago) Berrettini (Gstaad)
  • 2019 – Cecchinato (Buenos Aires), Fognini (Monte Carlo), Berrettini (Budapest, Stoccarda)


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