Konta accusa la tensione, Vondrousova no: prima finale al Roland Garros

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Konta accusa la tensione, Vondrousova no: prima finale al Roland Garros

PARIGI – Prosegue il favoloso torneo della 19enne ceca, che raggiunge la finale senza aver perso alcun set. Come Safarova quattro anni fa…

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Marketa Vondrousova - Roland Garros 2019 (foto via Twitter, @rolandgarros)

M. Vondrousova b. [26] J. Konta 7-5 7-6(2) (da Parigi, il nostro inviato)

Marketa Vondrousova batte Johanna Konta in due set, 7-5 7-6(2), e si qualifica per la finale del Roland Garros, manco a dirlo, la prima della sua carriera in uno Slam. Arriva in finale senza aver perso nemmeno un set, imitando la sua connazionale Lucie Safarova che vi era riuscita nel 2015.

Incredibile l’evoluzione del match, con Konta che sia nel primo che nel secondo parziale ha servito per il set sul 5-4, ma che soprattutto nel primo set ha avuto ben tre set point malamente sciupati che probabilmente avrebbero indirizzato in altro modo il match. Da quel momento in poi la britannica ha perso sicurezza e ha iniziato a giocare a strappi, alternando splendide giocate a gratuiti inopportuni (molti dei quali di rovescio, il suo colpo migliore).

 

Bravissima Vondrousova a rimanere sempre in partita dopo una partenza molto contratta. La tennista ceca ha saputo variare gradualmente nel corso del match il suo gioco, provando con successo la sua ottima palla corta, remando con gran sacrificio da fondo campo nei momenti difficili e conquistando con pieno merito la sua prima finale in un Major.

LA PARTITA – Perfetta parità nei precedenti tra le due contendenti, l’ultimo giocato quest’anno a Roma nei quarti e vinto dalla tennista britannica in tre set. La Konta è delle quattro semifinaliste l’unica ad essere già arrivata a questo livello in uno Slam (è alla sua terza semifinale) e la partenza palesa subito la sua maggiore esperienza.

Vondrousova infatti appare molto contratta, commette due doppi falli nel game d’apertura e subisce subito il break. La tennista ceca subisce un parziale iniziale di 10 punti a zero, ci mette 6 minuti a fare il primo punto, 7 per mettere a segno il primo vincente del match. Konta allunga sul 2-0, subisce il ritorno della Vondrousova che ha una fiammata e centra il contro-break, ma poi riallunga di nuovo sul 4-2. Le condizioni climatiche non sono delle migliori; c’è molto vento che alza la terra che arriva anche sugli spalti e Konta sembra avere più fiducia nei suoi colpi, del resto quest’anno su questa superficie ha il maggior numero di vittorie (15) insieme a Martic e non è di certo un caso.

La britannica insiste molto sul rovescio di Vondrousova che non funziona e soprattutto si apre meglio il campo con i suoi colpi per poi piazzare i vincenti. La ceca pare capirci poco e sembra lontana dai suoi standard migliori. Sul 5-3 Konta si procura ben tre set point sul servizio dell’avversaria ma sul più bello la britannica si smarrisce. In occasione del primo manda uno schiaffo al volo a campo aperto fuori di metri (sarebbe bastato far rimbalzare la pallina per chiudere con sicurezza), sul secondo sbaglia un approccio di rovescio abbastanza semplice. Vondrousova concede il terzo set point con un doppio fallo ma Konta prova una palla corta che non c’entra niente e viene passata.

Qui inizia un altro match. La britannica perde sicurezza e prende sempre le decisioni sbagliate nei momenti cruciali. Vondrousova entra in partita, ritrova fiducia e da fondo campo non molla una palla. Risultato, quattro giochi consecutivi della ceca che risale da 3-5 e chiude il primo set 7-5 dopo 53 minuti. Konta deve davvero rammaricarsi per come sia stata capace di perdere questo primo set.

Ashleigh Barty – Roland Garros 2019 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Il giudice di sedia è il mitico Kader Nouni che con la sua voce baritonale scandisce il punteggio, alla sua sinistra molti tifosi britannici (che sono la maggioranza sugli spalti), a destra invece una sparuta rappresentanza ceca (che comunque si fa sentire).

Si riparte, è sparito il vento e inizia a piovere, anche se non in maniera continua. Il match ora è un braccio di ferro, la Konta pare avere i colpi per ribaltare la situazione ma va troppo a strappi e non riesce a scrollarsi di dosso la sua avversaria. Comunque arriva il break nel terzo gioco per lei, nuovo allungo britannico che si concretizza nel game successivo, 3-1 Konta. Il secondo parziale è più lineare rispetto al primo, si seguono i servizi.Konta serve di nuovo per il set sul 5-4, gli “yeaahh” britannici provano a spingerla al terzo ma ancora una volta la tensione ed il nervosismo hanno la meglio (“Non ho nulla da recriminare sulle occasioni non sfruttate, sono comunque contenta del mio gioco e del torneo disputato” saranno le sue parole nella conferenza stampa post partita).

Nuovo break Vondrousova, stavolta però Konta riesce ad issarsi al tie-break con le unghie. La pioggia cade più copiosa, le palline sembrano quasi inzuppate d’acqua e belle pesanti. Konta continua a sbagliare troppo, Vondrousova allunga una prima volta sul 2-0 e poi di nuovo sul 4-2 grazie all’ennesimo gratuito di rovescio della sua avversaria (il 27esimo del match, davvero troppi). Sarà lo strappo decisivo, Vondrousova lo sigilla con un passante di diritto all’incrocio delle righe su una botta a campo aperto di Konta.

Finisce 7-2 il tie-break, Vondrousova è la prima teenager dai tempi di Wozniacki (2009 agli Us Open) a conquistare la finale in uno Slam, se la vedrà con Barty, un’altra esordiente (2-0 i precedenti con l’australiana, ma non hanno mai giocato sulla terra). Con la finale Vondrousova diventerà numero 16 o 17 del ranking, se dovesse conquistare il titolo si spingerà fino all’undicesima posizione.

I PRECEDENTI TRA LE DUE FINALISTE

A. Barty vs M. Vondrousova 2-0

2018 Cincinnati, hard, R64 – Barty 6-3 7-5
2017 Birmingham, grass, R32 – Barty 7-5 7-6(1)

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WTA

Kudermetova è la regina di Charleston e sale al n.5 della Race to Shenzhen

Veronika Kudermetova si aggiudica il Volvo Car Open di Charleston senza perdere un set. Per lei debutto nelle Top 30

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Veronika Kudermetova - Charleston 2021 (foto Volvo Car Open/Chris Smith)

[15] V. Kudermetova b. D. Kovinic 6-4 6-2

È stata Veronika Kudermetova (testa di serie n. 15) a conquistare il suo primo titolo in carriera aggiudicandosi la finale del Volvo Car Open di Charleston, nella Carolina del Sud. Senza storia la finale con Danka Kovinic (n. 91 WTA), terminata in 1 ora e 36 minuti e che è stata incerta solamente per la prima mezz’ora.

Sul 3-2 Kovicic nel primo set, Kudermetova ha giocato un turno di battuta in cui ha messo in campo solamente 5 prime di servizio su 12 (49% per lei la statistica finale) ed ha avuto bisogno di ben quattro palle game per chiudere il game. Una volta ottenuto il break nel gioco seguente, il match ha iniziato inesorabilmente a prendere la strada della giovane russa che ha conquistato il primo torneo senza perdere un set e cedendo solamente 33 giochi in sei incontri.

 

Non pensavo che avrei vinto questo torneo, a Miami le cose non erano andate bene, ma mi sono detta semplicemente di lavorare e andare avanti con il mio tennis e le cose hanno iniziato a migliorare – ha commentato Kudermetova una volta arrivata davanti alla stampa con il trofeo in mano –  Non ho dormito bene durante queste ultime notti, ero molto nervosa per la possibilità di vincere il mio primo titolo  Ma in campo è sono riuscita rimanere concentrata sulla partita e a focalizzarmi solamente sul tennis, senza pensare a titoli, trofei o l’auto che c’era in palio”.

Credo di aver servito abbastanza bene nel complesso del torneo, anche se in alcuni match non è stato straordinario. Inoltre ora posso tenere scambi lunghi, 10-12 scambi, e tenere la palla in campo, e questo mi dà grande fiducia”.

Danka Kovinic – Charleston 2021 (foto Volvo Car Open/Chris Smith)

Oggi ha servito molto bene, era molto difficile breakkarla – ha spiegato Kovinic – ha avuto maggiore regolarità dal fondo, continuando il grande tennis che ha espresso per tutta la settimana. Durante questo torneo ho capito di essere in grado di rimanere calma nei momenti importanti e questo è molto importante per il prosieguo della stagione e della mia carriera.

Con questa vittoria Kudermetova sale al n. 29 della classifica WTA, suo miglior ranking personale, e si porta addirittura al n. 5 della Porsche Race to Shenzhen. “Il mio obiettivo per questa stagione è di arrivare nelle prime 15. Ora so che se rimango concentrata e ho fiducia nelle mie possibilità, posso farcela”.  Bel salto in classifica anche per Danka Kovicic, che guadagna 26 posizioni e arriva fino al n. 65, che però è ancora lontano dal suo record personale di n. 48 ottenuto nel febbraio 2016.

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ATP

ATP Marbella: Carreño Busta batte Munar e ritorna al successo dopo più di un anno

Il numero 15 del mondo regola in tre set il giovane connazionale e festeggia il quinto titolo in carriera.

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[1] P. Carreno Busta b. J. Munar 6-1 2-6 6-4

La duecentesima vittoria a livello ATP regala il quinto titolo del circuito maggiore per lo spagnolo Pablo Carreño Busta e il primo successo per la Spagna il questo 2021. Il 29enne asturiano impiega 2ore e 20 minuti per avere la meglio del giovane connazionale Jaume Munar 6-1 2-6 6-4.

Primo confronto tra i due atleti che si presentavano a questa finale con prospettiva diverse. Lo spagnolo, numero 15 al mondo ed accreditato della prima testa di serie, al primo torneo sulla terra battuta, ha raggiunto l’ultimo atto grazie a una combattuta vittoria nella semifinale contro Albert Ramos Vinolas. Per Carreno si trattava dell’ottava finale in carriera, la prima dal titolo vinto a Chengdu nel 2019. Per Munar, numero 95 del ranking, invece, si trattava della prima finale a livello ATP, raggiunta eliminando la testa di serie numero 2 Fognini al secondo turno ed il giovane talentuoso Carlos Alcaraz in semifinale.

 

PRIMO SET – La differenza di esperienza tra i due giocatori a questi livelli è lampante sin dall’inizio del match, Carreno inizia subito in controllo degli scambi mentre Munar gioca due metri lontano dalla linea di fondo sempre in recupero e già nel secondo game riesce a complicarsi la vita da solo, quando da 40-15 si trova a dover fronteggiare tre palle break, con una seconda di servizio facilmente attaccabile, ma un Carreno poco preciso non riesce a convertirle. Ma il break non tarda ad arrivare poco dopo nel quarto game, con Carreno che comanda lo scambio, entra con i piedi dentro al campo e chiude con un dritto in contropiede. Il servizio continua a non assistere Munar, che sulle seconde continua ad essere attaccato con facilità dal numero 15 al mondo che con un dritto che bacia la riga converte l’ennesima palla break offerta da Munar. Il 23enne di Santanyì dopo 34 minuti è sotto 6-1.

SECONDO SET – Nel secondo set il più giovane dei due spagnoli comincia ad alzare le percentuali di prime, scrollandosi la tensione di dosso che lo ha accompagnato in tutto il primo set e riuscendo finalmente ad avanzare e mettere i piedi dentro al campo. Il match scorre fino al sesto game dove si verifica il passaggio a vuoto di Pablo Carreno che concede ben tre palle break consecutive ad un Munar molto più dinamico. L’asturiano riesce ad annullare la prima, ma non la seconda dopo un lungo scambio dove Carreno tenta il dropshot, ma Munar recupera e piazza la palla sulla riga sorprendendo l’avversario che recupera come può, concedendo però a Munar di chiudere facile a rete a campo aperto.

Munar è in fiducia e mette a segno il primo ace del match e dopo aver tenuto agevolmente il servizio, mette ancora in difficoltà un Carreno, ora molto nervoso, che non riesce a chiudere il game con Munar che alla prima occasione converte il suo set point. 79 minuti e 1 set pari

TERZO SET – Inizio difficile per Munar, che apre il terzo set con un doppio fallo e dopo pochi secondi e già e costretto a fronteggiare due palle break, più una ulteriore qualche secondo dopo ma il servizio e una maggiore cattiveria gli permettono di salvare la situazione. Situazione che sfugge dal suo controllo nel quinto game, dove Munar non riesce a mettere nemmeno una prima in campo offrendo il fianco ad un Carreno che con un mix di dropshot e attacchi potenti da dentro il campo ottiene il break. Neanche il tempo di gioirne che il 29 enne asturiano disfà il tutto, con quattro errori che offrono il contro break a Munar. Il match raggiunge il suo momento di maggior tensione nel nono game dove dopo 15 minuti di battaglia e alla settima occasione, Carreno ottiene il break che decide il match.

Per Carreno si tratta del quinto successo in carriera, il secondo su terra dopo Estoril 2017 e il primo sul suolo natio. Con questo successo l’asturiano si riavvicina alla top 10, risalendo al numero 12 del mondo. La sua attenzione adesso si sposta a Montecarlo dove ad attenderlo al primo turno c’è il nostro Stefano Travaglia, proveniente dalle qualificazioni. Per Munar continua lo strano rapporto con Marbella, dove in 6 mesi perde la terza finale tra ATP e Challenger ma guadagna 14 posizioni che gli permettono di attestarsi al numero 81.

Giuseppe Di Paola

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ATP

ATP Cagliari 250, splendido Sonego: rimonta ancora e vince il secondo titolo in carriera

Sonego batte Djere al termine dell’ennesima partita dura della settimana e bissa il titolo di Antalya 2019. Da lunedì sarà numero 28 del mondo

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[3] Sonego b. Djere 2-6 7-6(4) 6-4

L’ennesima rimonta corona la splendida settimana di Lorenzo Sonego, che dopo essersi trovato in svantaggio di un set e di un mini-break trionfa su Laszlo Djere nella finale di Cagliari e conquista il secondo titolo in carriera. Il tennista di Torino, con questa vittoria, entrerà in top 30 da lunedì. Precisamente occuperà la posizione 28, aumentando la pattuglia italiana in top 30 a ben quattro tennisti. Una settimana di soddisfazione doppie per Sonego, in tutti i sensi, perché assieme ad Andrea Vavassori ha anche vinto il torneo di doppio.

Era la terza sfida in carriera tra i due. L’unico precedente sul rosso (Marrakech 2019) sorrideva al tennista italiano, meno bene era andata l’ultima volta a Doha nel 2020, con vittoria di Djere in tre set. Battere Djere in Italia non sembra un’impresa semplice, come dicono i numeri: il tennista serbo aveva vinto prima di oggi dieci partite su undici in territorio italiano, incluso il titolo dell’anno scorso a Pula conquistato contro Cecchinato.

 

IL MATCH

Parte in salita anche questo match per Sonego, che complici vari errori di dritto cede subito la battuta alla terza palla break del primo game. Il tennista italiano si rifà sotto nel game successivo, conquistando due palle break, ma il serbo gioca con attenzione e si porta a palla game. Djere rimette tutto in discussione con due doppi falli consecutivi, opportunità non sfruttata dal tennista italiano che soprattutto sulla quarta palla break ha molto da recriminare su un dritto inside-out che lo espone troppo al passante di rovescio di Djere. Il prosieguo del set non sorride al torinese, che trova solo due punti in risposta nei tre game di battuta del tennista serbo. Djere si concede anche il lusso di breakkare ancora una volta il suo avversario e chiude per 6-2 un primo set in cui è stato abbondantemente il miglior tennista in campo.

Non comincia meglio il secondo set. Sonego si trova subito a dover annullare una palla break e ci riesce con un dritto splendido. Il nuovo rischio suona la sveglia per Sonego, che comincia a sfruttare qualche incertezza di Djere e trova la prima occasione per passare in vantaggio nel game successivo. Il tennista serbo la annulla, ma l’appuntamento con il break è solo rimandato; nel terzo game Djere sbaglia la misura del dritto e Sonego passa avanti per la prima volta nella partita. Il periodo negativo del campione di Pula 2020 dura poco e già nel settimo game torna il muro da fondo del primo set. Le prime due palle break vengono annullate con caparbietà da Sonego, ma sulla terza un dritto di molto lungo rimette in equilibrio la situazione.

Il tennista italiano ora è anche meno brillante e rischia grosso nell’undicesimo game, in cui deve rimontare un 15-40. Una palla corta di pregio e un ace salvano la situazione. Il dritto continua a dare problemi e Sonego deve fronteggiare ancora una palla break, annullata questa volta con una bella volée. Djere risponde con un game perfetto al servizio e serve il tie-break per spezzare l’equilibrio. Sonego parte male, complice un errore di dritto, ma Djere restituisce il favore con un rovescio lungolinea che termine oltre la riga. Un altro raro errore di lunghezza del serbo spedisce Sonego a servire per il secondo set e il torinese chiude la pratica con una comoda volée, dopo un bel dritto lungolinea ad aprirsi il campo.

Il terzo set inizia senza particolari scossoni al servizio di entrambi, ma come nel secondo set è Sonego il primo a spezzare l’equilibrio. Il tennista torinese sfrutta un momento pessimo del rovescio di Djere, di cui per ora sta reggendo molto bene la diagonale, e va avanti 3-2 nel set decisivo. Il tennista serbo non ci sta e trova una palla break costringendo Sonego all’errore con una grande risposta di dritto. Con l’aiuto di una prima di servizio tornata dominante il torinese ricaccia indietro il tentativo di Djere e conferma il break.

La partenza di Sonego nel game decisivo non è senza incertezze, ma un nastro fortunato su un passante di dritto di Djere grazia il tennista italiano e gli regala il match point. Il punto successivo è senza problemi, un’ottima prima di Sonego costringe Djere all’errore e Lorenzo si laurea campione dell’ATP 250 di Cagliari, il primo tennista italiano a vincere in Italia da quando ci riuscì Filippo Volandri a Palermo nel 2006.

Come spesso accade ai grandi giocatori, e Sonego ormai può dire di appartenere a questa categoria, ci sarà poco tempo per riposare. Già tra due giorni dovrebbe scendere in campo contro Marton Fucsovics al primo turno di Montecarlo. Comunque vada ci sarà da festeggiare, per il secondo successo ATP – ora gli manca solo il cemento per eguagliare Seppi, unico italiano a vincere su tutte e tre le superfici – e anche per la classifica, perché l’exploit di questa settimana compensa ampiamente i punti in uscita a Montecarlo, dove Sonego difende (a metà) i quarti di finale raggiunti nel 2019.

Il tabellone completo di Cagliari

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