Berrettini non si ferma: sarà derby contro Seppi ad Halle

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Berrettini non si ferma: sarà derby contro Seppi ad Halle

HALLE – Il campione di Stoccarda, ancora intoccabile al servizio, doma un ostico Basilashvili. Andreas è più solido del tedesco Moraing, ottimo solo alla battuta

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @MercedesCup)

da Halle, il nostro inviato

Matteo Berrettini conquista il secondo turno di Halle (sarà derby azzurro con Seppi) battendo in due set tirati, sempre sul filo dell’equilibrio, la tds n.6 Nikoloz Basilashvili. Il georgiano, n.17 del mondo, ha offerto una resistenza ferrea, con un servizio efficace e un dritto molto esplosivo. Matteo, n. 22 da ieri, ha risposto con fondamentali superiori e maggiore solidità, mostrando inoltre recuperi in allungo davvero efficaci e spettacolari.

Quando il neocampione di Stoccarda e il vincitore di Pechino e Amburgo 2018 cominciano il match, il colpo d’occhio di pubblico è molto deludente, nonostante sia ampiamente terminato l’orario lavorativo e nel piccolo paese della Vestfalia il caldo torrido del match tra Seppi e Moraing ha fortunatamente lasciato il passo a un venticello frizzante e un clima molto gradevole. Nessuna sorpresa, perché fra pochi minuti, nel ben più imponente Centrale, sta per esordire Sua Maestà Roger Federer. Quando il Re dei Re, come lo chiamava Filo Volandri dopo l’exploit della carriera (la sua vittoria contro Roger a Roma 2007) e John Millman cominciano la loro partita, i fedelissimi di Berrettini e Basilashvili diventano ancora meno e faticano a superare il centinaio. All’angolo del ventitreenne romano c’è solo il tecnico FIT e coach Umberto Rianna, con cui il campione di Gstaad 2018 condivide le esultanze cercandone lo sguardo.

 

Sembra proprio il match degli irriducibili, quelli che preferiscono l’Italia a Federer. Non ci crederete, ma ne abbiamo trovati due proprio oggi sotto la canicola di Seppi-Moraing. Padre e figlio di Treviso, qui apposta per il torneo, non per lavoro o perché già erano in zona. In realtà il fanatico e patriottico è il padre, mentre il figlio sembra il sincero amatore poco informato e sequestrato dal genitore malato di tennis. Attempato, ma comunque più giovane di un anno del decano Direttore…. “Scanagatta? Ma certo, me lo ricordo benissimo ai tempi di Tele più con Tommasi, Clerici e Lombardi, ma ora quindi è online?”. Evidentemente è rimasto al tennis da tubo catodico, al punto che, dopo avergli spiegato l’esistenza di Ubitennis, ci chiede: “Allora anche su Ubitennis trasmettete il torneo di Halle?”. Meraviglioso, ma prima di lasciarci il nostro eroe d’altri tempi sentenzia: “Oggi Italia 2 vittorie su 2”. Fissato ma perfetto, chapeau!

Quanto a Berrettini, non deve essere stato facile per lui sfidare uno in completo bianco e perfetto per Wimbledon (con tanto di fascia in testa e polsini su entrambe le braccia), in un palcoscenico semivuoto mentre dal Centrale giungevano, regolarmente durante ogni pausa, le canzoni dance sparate a palla. Per un attimo, la piccola e tranquilla Halle sembrava la tennisticamente folle New York, dove i campi secondari vengono investiti dalla discoteca dell’Arthur Ashe. In realtà, l’azzurro non ha fatto caso né al deserto né alla dance, ormai è un professionista completo: “Avrei anche potuto giocare in un campo deserto, solo io e Nikoloz, non sarebbe cambiato nulla, anche se all’ingresso in campo mi ha fatto effetto passare dal tutto esaurito della finale di Stoccarda a qui).

SEPPI FREDDO NELLA CANICOLA – Andreas Seppi supera il qualificato tedesco Moraing, ottimo servizio e basta, ma sull’erba e col caldo torrido dell’assolato campo 2 non è stata una passeggiata. L’avversario, n.223 del mondo, è stato sempre attaccato all’azzurro e i servizi hanno dominato il match. Seppi, oggi n.65 ATP, ha un po’ difettato in risposta, ma è stato quasi sempre superiore quando lo scambio andava oltre i quattro colpi e sempre nei momenti decisivi.

Sul finire di primo set, ha prima annullato una pesante palla break sul 4 pari 30-40 portando all’errore Moraing, poi nel gioco seguente ha piazzato lo scatto decisivo sul 30 pari, quando l’ennesimo gratuito di Mats (che con Wilander condivide solo il nome di battesimo) e un bel dritto in avanzamento gli hanno dato la prima partita. Intanto, durante il break sul 4-3 Seppi, nascosto tra gli spettatori che entrano ad occupare i posti di chi se ne va, scorgiamo Jannik Sinner mentre si accomoda nel seggiolino a sinistra di Max SartoriDavanti a lui, dall’inizio del match, siede Michela, la deliziosa moglie di Andreas, in un abito rosso con motivi bianchi al contempo sportivo ed elegante.

Nel secondo parziale il mancino dal completo avveniristico (“Sembra un Avenger sul campo da tennis”, osserva il giovane nostro compatriota seduto al nostro fianco in tribuna) sale di livello e riduce i gratuiti abbastanza per arrivare al tie-break. Qui un dritto largo sul 3 pari, seguito da un ace e un servizio vincente di Seppi, danno all’ex kid di Caldaro 3 match-point. Il secondo è quello buono e il “Bravo Seppio!” di coach Max Sartori accompagna l’approdo al secondo turno del finalista 2015. Al secondo turno sfiderà Matteo Berrettini.

Risultati:

[1] R. Federer b. J. Millman 7-6(1) 6-3
[WC] J.W Tsonga b. B. Paire 6-4 7-5
R. Gasquet b. [WC] P. Gojowczyk 6-3 6-4
[7] R. Bautista Agut b. T. Fritz 7-6(10) 6-0
[4] B. Coric b. J. Munar 7-6(2) 6-3
[Q] S. Stakhovsky b. [WC] R. Molleker 3-6 7-6(6) 6-2
M. Berrettini b. [6] N. Basilashvili 6-4 6-4
[Q] A. Seppi b. [Q] M. Moraing 6-4 7-6(4)
J. Struff b. L. Djere 6-4 6-4
D. Goffin b. [8] G. Pella 6-1 6-1

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ATP Stoccarda, il tabellone: una batteria di giovani alla ricerca del successo sull’erba

Il tennis torna finalmente sull’erba: iniziano oggi i primi turni del tabellone principale, in campo Marin Cilic e Dustin Brown. Guidano Shapovalov e Hurkacz, nessun italiano al via

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ATP Stoccarda 2016 (foto Paolo Di Lorito)

La decisione degli organizzatori del Roland Garros di posticipare lo Slam di una settimana (suscitando il malcontento sia degli appassionati del tennis su erba che degli organizzatori di alcuni tornei su questa superficie) ha fatto sì che la seconda settimana parigina avvenga in concomitanza con alcuni eventi su erba. In particolare il circuito maschile è riapprodato a Stoccarda per un ATP 250 dopo l’assenza dello scorso anno causato dalla pandemia, e questo dunque è il primo evento giocato sull’erba da Wimbledon 2019. A guidare il tabellone principale nella cittadina tedesca c’è Denis Shapovalov che aveva saltato il Roland Garros per un fastidio alla spalla: il canadese, alla terza partecipazione al torneo, cercherà di vincere il suo primo incontro affrontando uno tra Feliciano Lopez e Alexei Popyrin.

Altri nomi di spicco che hanno ricevuto un bye al primo turno sono: la testa di serie n. 2 Hubert Hurkacz, la n. 3 Felix Auger-Aliassime e la n. 4 Alex de Minaur. Oggi invece sono previsti gli ultimi turni di qualificazione ma già ieri sono usciti di scena forse i due tennisti di maggior prestigio: Lucas Pouille e Sergiy Stakhovsky. Chi invece è riuscito a evitarsi le quali e approdare direttamente nel main draw è lo specialista di questa superficie Dustin Brown che grazie ad una wild card oggi attorno alle 12:30 affronterà il georgiano Nikoloz Basilashvili. Un altro giocatore di casa ad aver ricevuto un invito degli organizzatori è Rudolf Molleker il quale attorno alle 14:00 se la vedrà con il veterano Marin Cilic.

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ATP Parma, niente da fare per Cecchinato: primo titolo per Sebastian Korda

Lo statunitense gioca benissimo e vince in due set. L’azzurro ci ha provato nel secondo set, ma alla fine ha dovuto cedere. Primo titolo e ingresso in top 50 per Sebastian

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Sebastian Korda con il trofeo - ATP Parma 2021 (Marta Magni Images_MEF Tennis Events)

S. Korda b. [WC] M. Cecchinato 6-2 6-4

Niente da fare per Marco Cecchinato nella finale dell’ATP 250 di Parma. L’azzurro cede in due set a Sebastian Korda, troppo solido oggi. Marco non ha giocato neanche male nel complesso, ma non è quasi mai stato in grado di infastidire davvero l’avversario, che ha fatto tutto alla perfezione dal servizio alla gestione degli scambi da fondo. Korda può dunque festeggiare il primo titolo in carriera, dopo aver perso contro Hubert Hurkacz la finale a Delray Beach a inizio stagione, e il primo ingresso tra i migliori cinquanta giocatori del mondo (da lunedì sarà proprio numero 50, con un balzo in avanti di dodici posizioni).

Con questa vittoria, uno statunitense torna a vincere un titolo sulla terra rossa europea a undici anni di distanza dal successo di Sam Querrey a Belgrado. Inoltre per la terza volta nella storia del tennis una coppia di padre e figlio riesce nella non semplice impresa di vincere un titolo sul circuito ATP. Prima di Sebastian e papà Petr ci erano riusciti solamente Phil e Taylor Dent e gli indiani Ramanathan & Ramesh Krishnan.

 

Nonostante la sconfitta, la seconda consecutiva in una finale dopo aver vinto le prime tre giocate, rimane comunque ottima la settimana di Cecchinato. Da wild card l’azzurro si è nuovamente arrampicato fino alla finale, come l’anno scorso in Sardegna, e ha dimostrato di star piano piano ritrovando confidenza con il proprio tennis, almeno sulla superficie a lui più congeniale. Oltre a un guadagno di oltre venti posizioni in classifica (sarà numero 83), Marco potrà avvicinarci al Roland Garros, il torneo che ha segnato la sua carriera, con rinnovata fiducia e con la possibilità di togliersi qualche soddisfazione.

Sebastian Korda e Marco Cecchinato – ATP Parma 2021 (Marta Magni Images_MEF Tennis Events)

IL MATCH – Nel primo set la differenza la fanno la posizione più aggressiva e il maggior cinismo di Korda. Lo statunitense colpisce con i piedi molto più vicini al campo, mentre Cecchinato spesso e volentieri si ritrova a remare da dietro, senza possibilità di prendere l’iniziativa. Anche il servizio, efficacissimo per tutto il torneo, gli permette di impostare da subito gli scambi su binari a lui favorevoli e di tirarsi fuori dai guai quando l’avversario tenta di farsi pericoloso in risposta. Ceck è infatti costretto a fare gli straordinari per portare a casa il punto, trovando anche qualche smorzata delle sue, ma quando il punto scotta Korda mette sempre la prima e si salva. Viceversa l’azzurro subisce il break già nel quarto game, mettendo in rete un rovescio, e poi nuovamente sul 5-2, quando una risposta vincente di rovescio consegna il set nelle mani di Korda dopo appena 31 minuti di gioco.

Un dato su tutti che spiega come non tutti i punti valgano allo stesso modo in questo sport diabolico: nonostante entrambi i finalisti abbiano vinto nove punti in risposta nel primo set, Korda ha strappato due volte il servizio all’avversario, mentre Cecchinato non è mai nemmeno arrivato a palla break.

In avvio di secondo parziale, le cose non sembrano migliorare molto per l’azzurro, che inizia a palesare evidenti segni di nervosismo, ricevendo anche un warning. Korda infatti continua a filare via come un treno, mentre Cecchinato fatica a stare dietro e stecca qualche palla di troppo. Con una splendida palla corta Marco annulla una palla break nel quarto game e giocando con attenzione riesce a pareggiare sul 2-2. Da qui in poi non ci sono grandi scossoni fino al 4-4, quando Marco si apre benissimo il campo con il rovescio e un po’ a sorpresa riesce finalmente ad affacciarsi a palla break. Korda però riesce a salvarsi e a salire 5-4, con grande disappunto di Cecchinato.

L’unica chance che ho vinto è stata sul 4-4 del secondo set, la mia unica palla break” ha ricordato Marco in conferenza. “Ho risposto veramente bene, a pochi centimetri dalla riga, lui è stato bravo come in tutta la partita a tirare quel passante. Peccato, perché magari sul 5-4 sarebbe stata un’altra partita, ma posso solo fargli i complimenti per come ha giocato“.

Al cambio campo, l’italiano si lascia andare a un gesto di stizza, colpendo l’asciugamano e uno dei contenitori di plastica con una racchettata e subendo un secondo warning che gli costa un penalty point. Korda sfrutta al meglio il vantaggio “gratis” e con un paio di risposte robuste si guadagna due match point consecutivi. Sul secondo, una risposta vincente di rovescio, pressoché identica a quella che gli aveva regalato il primo set, bacia la riga e pone fine al match. Il giudice di sedia scende a controllare il segno, conferma la bontà del colpo e Korda può dunque accovacciarsi sulla terra di Parma a godersi il primo titolo in carriera.

Non so ancora quando giocherò a Parigi, ma di sicuro non gioco domani” ha detto Cecchinato in chiusura di conferenza. “Non conosco bene il mio avversario Uchiyama, non l’ho mai visto giocare né affrontato. Sicuramente domani ne parlerò con Max, fino a oggi ero concentrato su Parma e credo di essere stato bravo a separare Parma e Roland Garros. Dovrò vedere un po’ come gioca, magari chiedere a qualcuno. Sicuramente sarà una partita dura: se è vicino ai 100 è un buon giocatore“. Vincere un titolo sarebbe stato meglio, ma in fondo perdere in finale è al secondo posto nella classifica dei modi ideali per avvicinarsi a uno Slam.

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ATP Belgrado 2, Djokovic conquista il terzo titolo in patria

Battuto in due set il qualificato Alex Molcan, N.255 ATP e autore di un’ottima prestazione. Secondo titolo del 2021 per Nole: ora il Roland Garros

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Novak Djokovic a Belgrado 2 (Credit: @ATPtour on Twitter)

Il torneo di Belgrado 2 si chiude come previsto, vale a dire con la vittoria del padrone di casa Novak Djokovic, che ha battuto il qualificato Alex Molcan per 6-4 6-3 in 88 minuti. Secondo titolo stagionale per Djokovic (su tre finali), ottantatreesimo in carriera (su 119 finali). I suoi punti di vantaggio su Medvedev nel ranking sono ora 1520, mentre nella Race ha ridotto il distacco di Tsitsipas a 200 punti. Si tratta del suo terzo titolo davanti al pubblico di casa dopo quelli del 2009 e del 2011, “vendicando” la sconfitta del mese scorso contro Aslan Karatsev nella prima edizione del torneo.

“Era tanto che non giocavo davanti a questo pubblico, visto che nell’edizione del mese scorso si giocava a porte chiuse, quindi erano passati dieci anni!”, ha detto Nole. “Sono contento di aver vinto il torneo e di aver potuto passare una settimana con la mia famiglia, è la miglior preparazione possibile per il Roland Garros”. E che il torneo francese sia in cima ai suoi pensieri si poteva intuire dalla Tour Eiffel sulla sua mascherina e dal proclama finale, che non ha bisogno di traduzioni:

Molcan ha comunque ben figurato, confermando quanto di buono fatto vedere nel corso della settimana, visto che nelle sei partite giocate in questo torneo prima della finale, fra qualificazioni e main draw, ha solo un set e dato un 6-2 6-0 a Verdasco. Oggi è stato tradito dalla difficoltà nel tenere la battuta, visto che su nove turni di servizio è stato breakkato sei volte (nonostante in sette circostanze sia partito avanti nel game); comunque guadagnerà 74 posizioni, salendo al N.181 – decisamente non male per un tennista che fino a questo torneo non aveva mai vinto un match ATP.

PRIMO SET – Molcan è partito con una posizione in risposta molto profonda, puntando su un alto numero di risposte in campo e breakkando immediatamente (approfittando di un po’ di imprecisione di Djokovic) con un vincente di dritto lungolinea. Nole ha disegnato il campo ma senza trovare troppi sbocchi contro un avversario molto rapido e dal dritto mancino molto carico; la sua soluzione è stata di stringere le traiettorie, abbassando la velocità dei colpi, e di prendere spesso la via della rete; inoltre, questa settimana Djokovic sta cercando di forzare molte risposte, e dopo qualche errore iniziale anche questo colpo ha iniziato a funzionare, dandogli una palla del contro-break subito sfruttata su un errore di rovescio dello slovacco.

Molcan non ha fatto una piega, e ha cercato di prendere maggiormente l’iniziativa con una posizione leggermente più avanzata, più colpi lungolinea (che fisiologicamente gli sono valsi anche qualche errore in più) ed un’ottima palla corta, spesso nascosta fino all’ultimo secondo:

Sul 2-2, lo slovacco si è portato 15-40 con una efficace contro-smorzata che Djokovic non è riuscito a gestire, e ha breakkato con una risposta di rovescio sull’avventato serve-and-volley del N.1 ATP. Nel game successivo, però, è arrivata una doppia palla del contro-break su un suo errore di rovescio, e Djokovic ne ha approfittato entrando in modalità muro – Molcan è stato costretto a tirarsi fuori dallo scambio con una palla corta sulla quale il serbo si è avventato senza pietà, impattando sul 3-3.

Nell’ottavo game è arrivato un tentativo di allungo di Nole, e con una soluzione molto astuta: come già sperimentato un paio di volte in precedenza, ha infatti giocato un paio di moonball di rovescio per costringere Molcan ad accelerare ed aprirgli l’angolo. La scelta è valsa il 15-30, e il break è arrivato poco dopo su un errore di rovescio del qualificato. Anche Djokovic ha continuato ad esitare al servizio, però, aprendo con un doppio fallo e sbagliando un dritto di metri per il 15-40, concedendo il terzo break del set con una palla corta che non ha raggiunto la rete. Avanti 5-4, Djokovic si è portato sullo 0-30, e nonostante la strenua difesa di Molcan si è portato a set point al termine di uno scambio molto lungo in cui lo slovacco ha contenuto uno smash e alzato a sua volta le traiettorie ma ha concluso sbagliando di rovescio:

Sul punto successivo Djokovic ha preso il controllo da subito, erodendo la difesa dell’avversario con un’orgia di tennis percentuale – risposta profonda, sventaglio, attacco di rovescio lungolinea e smash finale, vincendo il set dopo 45 minuti; decisivo il 77% di punti vinti sulla seconda di Molcan.

SECONDO SET – All’inizio del parziale i due hanno tenuto il servizio con maggiore facilità, anche se sul 2-1 Djokovic (che ha iniziato a giocare qualche back in più) ha sbagliato un paio di dritti incrociato che gli avrebbero potuto dare una mezza chance, tradendo un po’ di nervosismo. In generale, però, Nole ha accelerato molto più liberamente, perdendo solo un punto nei primi tre turni al servizio. Sul 3-2 Djokovic una prima svolta: la tds N.1 ha rimontato dal 40-0 in risposta, arrivando ai vantaggi al termine di un punto che ha visto i due esplorare tutti i cantoni del rettangolo di gioco, e ha strappato la battuta all’avversario quando l’ha costretto a cercare due rischiosi rovesci lungolinea, entrambi fuori di poco (uno in lunghezza, uno in larghezza).

Il serbo non è però riuscito a scrollarsi l’avversario di dosso, e ha subito commesso due errori atipici da fondo per il 15-40. Djokovic ha salvato la prima vincendo un duello di smorzate su cui a Molcan non è riuscita una magia no-look, ma lo slovacco si è preso comunque il contro-break con un altro poderoso rovescio. Il serbo però ha sentito il traguardo vicino e si è guadagnato una palla per andare a servire per il titolo vincendo un duello sotto rete chiuso da un pallonetto lungo di Molcan. Lo slovacco si è salvato con un ace al centro, ma Djokovic ha risposto bene e trovato un vincente di dritto per la palla break numero due, risolta grazie ad un colpo di testa di Molcan: il mancino sembrava in controllo dello scambio con un grande rovescio lungolinea, ma invece di chiudere a rete ha cercato di appoggiare, e sul recupero di Djokovic ha messo la volée successiva in corridoio. Stavolta il favorito non ha tremato, e ha chiuso su un rovescio in rete dell’avversario.

IL DATO – Una piccola curiosità statistica: Djokovic è diventato il secondo giocatore a vincere un titolo in questa stagione senza affrontare avversari classificati fra i primi 95 del ranking; l’altro è stato Cristian Garin, a suo volta profeta in patria a Santiago del Cile.

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