Berrettini, il servizio che aspettavamo: splendido doppio titolo a Gstaad

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Berrettini, il servizio che aspettavamo: splendido doppio titolo a Gstaad

La settimana del 22enne romano è perfetta: percorso netto anche in finale, schiantato Bautista. Vince il primo titolo (24esimo italiano della storia) senza subire break. Entra nei primi 60 del mondo. Vince anche in doppio con Daniele Bracciali

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M. Berrettini b. [2] R. Bautista Agut 7-6(9) 6-4 (da Gstaad, Cesare Novazzi)

È sbocciato Matteo Berrettini. Non all’improvviso, perché la sua crescita è stata paziente e costante, ma in modo dirompente se si considera come è arrivata per il 22enne la prima affermazione nel circuito maggiore. Cinque partite giocate, dieci set vinti, nessuno perso e sopratutto nessun break subito: sono i dati di un big server, locuzione che siamo tanto abituati a pronunciare ma mai forse ci era accaduto di accostarla a un giocatore nato entro i nostri confini. Invece Matteo nasce proprio con questa base e l’ha dimostrato anche in finale contro Bautista Agut, classica prova del nove per chi voglia dimostrare di aver fatto il salto di qualità. Un servizio praticamente inattaccabile (saranno 17 gli ace a fine partita) e una gestione allo stesso tempo oculata e coraggiosa del tie-break del primo set (due set point annullati allo spagnolo), che di fatto ha indirizzato l’incontro, hanno permesso alla migliore speranza del tennis azzurro di vincere il primo titolo di una carriera per la quale si aprono adesso scenari molto interessanti.

 

Matteo è il 24esimo tennista azzurro a vincere un titolo, il sesto più giovane dopo Pistolesi, Pescosolido, Panatta, Cancellotti e Canè. Ci è riuscito quindi prima di tutti gli attori contemporanei del tennis italiano, dai quali si smarca per caratteristiche tecniche e principalmente per la resa al servizio. Berrettini porta all’Italia il quinto titolo stagionale dopo le doppie affermazioni di Cecchinato e Fognini, al quale peraltro succede nell’albo d’oro del torneo di Gstaad che si tinge d’azzurro per il secondo anno di fila.

LA CRONACA – Gli spettatori della finale del Swiss Open di Gstaad si uniscono all’urlo di gioia di Matteo Berrettini, quando lo spagnolo Bautista Agut non contiene la risposta aggressiva dell’italiano. Stupenda prestazione sotto gli occhi di Roy Emerson che qui ha vinto cinque volte e ha dato giustamente il nome al Centre Court, teatro del primo sigillo ATP alla prima occasione per l’italiano. Chissà cosa si immaginava alla vigilia “devo rimanere rilassato e concentrato, variare il servizio e non lasciare nulla di intentato. Sono abbastanza impulsivo ma fortunatamente il mio istinto non mi tradisce”. Ha abbattuto Bautista Agut, testa di serie numero due e 17 ATP, che sulla regolarità e precisione ci ha costruito la carriera, lo ha abbattuto con sei ace e un passante di dritto secco a 140 km/h solo nel tie break del primo set e poi ancora con una risposta aggressiva sulla seconda di Bautista sul match point. Non ha mai perso il servizio in tutto il torneo ed oggi non ha concesso nemmeno una palla break. Alla vigilia in molti lo davano favorito, Renè Stauffer, uno che se ne intende, dice: “ha le armi per battere Bautista, però dobbiamo vedere se lo spagnolo giocherà al suo meglio”. Il fatto è che l’italiano non lo ha fatto giocare, facendo sempre male con il dritto e non sfigurando mai con il rovescio, il lato da cui lo spagnolo ha comunque trovato buoni punti.

Inizia Bautista Agut al servizio ed è subito battaglia, l’italiano a quanto pare è già entrato in partita dagli spogliatoi. Lo spagnolo cerca subito di mettere nei guai Matteo sul rovescio, ma il tennista romano esce bene per poi spostarsi e colpire di dritto. Un paio di errori col dritto, ma son tutte scelte esatte come il lungolinea sul 30 pari. Lo spagnolo riesce a chiudere 1 a 0 con un servizio vincente. Matteo subito 1 a 1 con ottimo recupero di palla corta per chiudere lungolinea e ace. Bautista aspetta e Berrettini attacca, gli entra davvero tutto, ha una fiducia nei propri colpi davvero solida, a volte esagera con il dritto, ma sono sempre rischi valutati. Berrettini per il 3 a 3 con tre servizi vincenti e un ace (non male giocare questi colpi in una finale eh). I due avversari sono ancora pari e stanno facendo perno sulle proprie armi. Matteo ace per raggiungere lo spagnolo al tie break.

Inizia lo spagnolo e si porta 1 a 0 con buon approccio a rete, due ace Berrettini a 2 a 1. Un errore con il rovescio di impostazione di Berrettini e un servizio vincente portano lo spagnolo sul 3 a 2. C’è grande equilibrio. Ace per il 4 a 3 italiano ed ace per il 5 a 5 serve ancora Berrettini ed un errore gratuito di dritto porta lo spagnolo a set point, quanto farebbe male e quanto sarebbe ingiusto. Lo spagnolo però incredibilmente registra doppio fallo, temendo la risposta aggressiva dell’italiano. 7 a 6 spagnolo, ace ed ace ancora per l’8 a 7. Primo set point italiano salvato con servizio e dritto dallo spagnolo che poi si becca un drittone di Matteo che vale un secondo set point con il servizio a favore. Niente da fare, dopo una buona prima per la fretta l’italiano esce con il dritto, poteva anche non cercare il vincente e quindi pari 9 a 9. Kick e dritto per il terzo set point italiano: Bautista deve difendersi con una seconda, cerca la rete e gioca volee profonda e bassa… sul dritto dell’italiano che lascia partire quasi a terra un passantone secco a 140 km/h ed è primo set, strameritato. Bautista chiede MTO per un disturbo al braccio destro, ma nessuna preoccupazione e si torna in campo per il secondo set.

Parte Matteo ed ace per l’1 a 0, ragazzi questo servizio non trema davvero mai. Al gioco seguente lo spagnolo non trova le misure dopo un paio di scambi vinti da entrambi e l’italiano arriva a palla break con un bel vincente lungolinea di rovescio, ma Bautista annulla con il dritto. Lo spagnolo annulla un’altra palla break, ma si salva con servizio e dritto per poi portarsi sull’ 1 a 1. Si seguono i servizi, Bautista sale in precisione e solidità nei propri turni di servizio, Berrettini difende sempre benissimo i suoi con un ace a 216 km/h. L’italiano si porta 5 a 4 e lo spagnolo va avanti 30 0 e vamos, ma si fa recuperare sul 40 pari poco dopo. Matteo spinge a tutta e Bautista non tiene lo scambio è match point. Seconda, piedi dentro al campo per l’italiano che aggredisce la risposta: lo spagnolo non trova bene la palla ed è finita, primo titolo a Gstaad, primo titolo in carriera. Il tutto annaffiato con 54 ace in 49 servizi tenuti, 17 ace solo oggi e ora si trova vicino alla top 50.

Non ci credo, è pazzesco. Questo paga tutto il lavoro fatto ed i sacrifici. Dedico la vittoria alla mia famiglia. È stata una settimana fantastica, l’hotel è molto bello ed il cibo buono” dice a fine match tra l’ilarità generale quando preferisce non sollevare il trofeo a quanto pare abbastanza pesante.Il mio coach non è potuto venire e io vinco il torneo, magari c’è qualcosa da cambiare! No, sto scherzando, mi trovo benissimo. Ora mi devo dedicare al doppio perché è molto importante per me”.

TRIONFO ANCHE IN DOPPIO – Chi credeva che Daniele Bracciali non fosse più il giaguaro di una volta, si dovrà ricredere. I riflessi non sono peggiorati e la racchetta ce la mette sempre, anche su una risposta sparata da Molchanov. La coppia Bracciali/ Berrettini vince il titolo di doppio a Gstaad con il punteggio di 76(2) 76(5) contro Denys Molchanov e Igor Zelenay, rispettivamente ucraino e slovacco. Bracciali, fermo dalle competizioni ATP per circa due anni riguardo lo scandalo, a quarant’anni, non ha mai mollato ed ha continuato ad allenarsi con l’intensità del professionista. Oggi ha colto i frutti del suo lavoro… anche grazie alla famiglia (è sposato ed ha un figlio “la racchetta gliel’ho già messa in mano ovviamente così, per gioco, ma non voglio costringere nessuno“) e ovviamente grazie al compagno di doppio Matteo. “Oggigiorno la carriera nel tennis si è allungata e non vedo perchè io non possa ancora cercare di dimostrare quello che valgo, continuerò ad allenarmi per il doppio ovviamente. Non ho un partner di doppio ideale, almeno nei colpi, ma la cosa più importante è potersi fidare del tuo socio, avere fiducia nei suoi colpi come ce l’hai nei tuoi, anche per questo ringrazio Matteo“. Il giocatore romano completa una settimana da favola che gli vale complessivamente un assegno graditissimo da 103.000 euro.

FINALE DOPPIO:

[PR] M. Berrettini/D. Bracciali b. D. Molchanov/I. Zelenay 7-6(2) 7-6(5)

I 61 titoli italiani in singolare (24 giocatori)

1971 – Senigallia (terra) – Adriano Panatta b. Martin Mulligan (Ita) 6-3 7-5 6-1
1973 – Bournemouth (terra) – Adriano Panatta b. Ilie Nastase (Rom) 6-8 7-5 6-3 8-6
1974 – Firenze (terra) – Adriano Panatta b. Paolo Bertolucci (Ita) 6-3 6-1
1975 – Firenze (terra) – Paolo Bertolucci b. Georges Goven (Fra) 6-3 6-2
1975 – Kitzbuhel (terra) – Adriano Panatta b. Jan Kodes (Cec) 2-6 6-2 7-5 6-4
1975 – Stoccolma (indoor) – Adriano Panatta b. Jimmy Connors (Usa) 6-4 6-3
1976 – Barcellona (terra) – Paolo Bertolucci b. Jun Kuki (Sve) 6-1 3-6 6-1 7-6
1976 – Firenze (terra) – Paolo Bertolucci b. Patrick Proisy (Fra) 6-7 2-6 6-3 6-2 10-8
1976 – Nizza (terra) – Corrado Barazzutti b. Jan Kodes (Cec) 6-2 2-6 5-7 7-6 8-6
1976 – Roma (terra) – Adriano Panatta b. Guillermo Vilas (Arg) 2-6 7-6 6-2 7-6
1976 – ROLAND GARROS (terra) – Adriano Panatta b. Harold Solomon (Usa) 6-1 6-4 4-6 7-6
1976 – Bastad (terra) – Tonino Zugarelli b. Corrado Barazzutti (Ita) 4-6 7-5 6-2
1977 – Firenze (terra) – Paolo Bertolucci b. John Feaver (Gbr) 6-4 6-1 7-5
1977 – Charlotte (cemento) – Corrado Barazzutti b. Eddie Dibbs 7-6 6-0
1977 – Amburgo (terra) – Paolo Bertolucci b. Manuel Orantes (Spa) 6-3 4-6 6-2 6-3
1977 – Berlino (terra) – Paolo Bertolucci b. Jiri Hrebec (Cec) 6-4 5-7 4-6 6-2 6-4
1977 – Bastad (terra) – Corrado Barazzutti b. Balazs Taroczy (Ung) 7-6 6-7 6-2
1977 – Houston (cemento) – Adriano Panatta b. Vitas Gerulaitis (Usa) 7-6 6-7 6-1
1977 – Parigi (indoor) – Corrado Barazzutti b. Brian Gottfried (Usa) 7-6 7-6 6-7 3-6 6-4
1978 – Tokyo (cemento) – Adriano Panatta b. Pat Dupre (Usa) 6-3 6-3
1980 – Cairo (terra) – Corrado Barazzutti b. Paolo Bertolucci (Ita) 6-4 6-0
1980 – Firenze (terra) – Adriano Panatta b. Raul Ramirez (Mex) 6-2 2-6 6-4
1981 – Linz (terra) – Gianni Ocleppo b. Mark Edmonson (Aus) 7-5 6-1
1984 – Firenze (terra) – Francesco Cancellotti b. Jimmy Brown (Usa) 6-3 6-3
1984 – Palermo (terra) – Francesco Cancellotti b. Miloslav Mecir (Cec) 6-0 6-3
1985 – Bari (terra) – Claudio Panatta b. Lawson Duncan (Usa) 6-2 1-6 7-6
1986 – Bordeaux (terra) – Paolo Canè b. Kent Carlsson (Sve) 6-4 1-6 7-5
1986 – Saint Vincent (terra) – Simone Colombo b. Paul McNamee (Aus) 2-6 6-3 7-6
1987 – Bari (terra) – Claudio Pistolesi b. Francesco Cancellotti (Ita) 6-7 7-5 6-3
1988 – Firenze (terra) – Massimiliano Narducci b. Claudio Panatta (Ita) 3-6 6-1 6-4
1989 – Bastad (terra) – Paolo Canè b. Bruno Oresar (Yug) 7-6 7-6
1991 – Rotterdam (indoor) – Omar Camporese b. Ivan Lendl (Cec) 3-6 7-6 7-6
1991 – Bologna (terra) – Paolo Canè b. Jan Gunnarsson (Sve) 5-7 6-3 7-5
1991 – Brisbane (cemento) – Gianluca Pozzi b. Aaron Krickstein (Usa) 6-3 7-6
1992 – Milano (indoor) – Omar Camporese b. Goran Ivanisevic (Cro) 3-6 6-3 6-4
1992 – Scottsdale (cemento) – Stefano Pescosolido b. Brad Gilbert (Usa) 6-0 1-6 6-4
1993 – Tel Aviv (cemento) – Stefano Pescosolido b. Amos Mansdorf (Isr) 7-6 7-5
1994 – San Josè (indoor) – Renzo Furlan b. Michael Chang (Usa) 3-6 6-3 7-5
1994 – Casablanca (terra) – Renzo Furlan b. Karim Alami (Mar) 6-4 6-2
1998 – Casablanca (terra) – Andrea Gaudenzi b. Alex Calatrava (Spa) 6-4 5-7 6-4
2001 – Saint Polten (terra) – Andrea Gaudenzi b. Markus Hipfl (Aut) 6-0 7-5
2001 – Bastad (terra) – Andrea Gaudenzi b. Bohdan Ulihrach (Cec) 7-5 6-3
2002 – Milano (indoor) – Davide Sanguinetti b. Roger Federer (Sui) 7-6 4-6 6-1
2002 – Delray Beach (cemento) – Davide Sanguinetti b. Andy Roddick (Usa) 6-4 4-6 6-4
2004 – Saint Polten (terra) – Filippo Volandri b. Xavier Malisse (Bel) 6-1 6-4
2006 – Casablanca (terra) – Daniele Bracciali b. Nicolas Massu (Cil) 6-1 6-4
2006 – Palermo (terra) – Filippo Volandri b. Nicolas Lapentti (Ecu) 5-7 6-1 6-3
2011 – Eastbourne (erba) – Andreas Seppi b. Janko Tipsarevic (Ser) 7-6 3-6 5-3 (rit.)
2012 – Belgrado (terra) – Andreas Seppi b. Benoit Paire (Fra) 6-3 6-2
2012 – Mosca (indoor) – Andreas Seppi b. Thomaz Bellucci (Bra) 3-6 7-6 6-3
2013 – Stoccarda (terra) – Fabio Fognini b. Philipp Kohlschreiber (Ger) 5-7 6-4 6-4
2014 – Amburgo (terra) – Fabio Fognini b. Federico Delbonis (Arg) 4-6 7-6 6-2
2014 – Vina del Mar (terra) – Fabio Fognini b. Leonardo Mayer (Arg) 6-2 6-4
2016 – Kitzbuhel (terra) – Paolo Lorenzi b. Nikoloz Basilashvili (Geo) 6-3 6-4
2016 – Umago (terra) – Fabio Fognini b. Andrej Martin (Svk) 6-4 6-1
2017 – Gstaad (terra) – Fabio Fognini b. Yannick Hanfmann (Ger) 6-4 7-5
2018 – San Paolo (terra) – Fabio Fognini  b. Nicolas Jarry  (Chi) 1-6 6-1 6-4
2018 – Budapest (terra) – Marco Cecchinato b. John Millman (Aus) 7-5 6-4
2018 – Bastad (terra) – Fabio Fognini b. Richard Gasquet (Fra) 6-3 3-6 6-1
2018 – Umago (terra) – Marco Cecchinato b. Guido Pella (Arg) 6-2 7-6(4)
2018 – Gstaad (terra) – Matteo Berrettini b. Roberto Bautista Agut (Spa) 7-6(9) 6-4

I vincitori italiani più giovani

C. Pistolesi (Bari 1987) 19 anni, 7 mesi
S. Pescosolido (Scottsdale 1992) 20 anni, 8 mesi
A. Panatta (Senigallia 1971) 21 anni
F. Cancellotti (Firenze 1984) 21 anni, 2 mesi
P. Canè (Bordeaux 1986) 21 anni, 3 mesi
F. Cancellotti (Palermo 1984) 21 anni, 6 mesi
M. Berrettini* (Gstaad 2018) 22 anni, 3 mesi

*Solo tre azzurri prima di Matteo Berrettini erano riusciti a vincere un torneo senza perdere neppure un set: l’impresa era riuscita a Corrado Barazzutti a Charlotte nel 1977, a Gianni Ocleppo a Linz nel 1981 e a Francesco Cancellotti a Firenze nel 1984. A differenza di Matteo avevano però perso il servizio almeno una volta durante il torneo

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ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

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[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set..

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così:
“Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (3) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo.

Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto:
“Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto”

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz.

Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet.

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ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

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[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik in altezza, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca ancora l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

LE PAROLE DI JANNIK – La sfida inedita tra classe 2001 si è chiusa con un risultato inaspettato vista la notevole differenza di classifica e di esperienza a livello ATP tra i due e un tale livello da parte di Draper potrebbe aver sorpreso l’azzurro. “È un buon giocatore, l’avevo visto a Miami. Non so se abbia giocato il torneo junior a Wimbledon e fatto dei buoni risultati [è arrivato in finale nel 2018, gli fanno notare, ed è a suo agio sull’erba], ma ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare io. All’inizio ha funzionato piuttosto bene, poi lui ha capito il mio gioco. Ha giocato i punti importanti meglio di me, mentre io non ho servito bene, cosa che mi capita già da un po’. ‘Sorpreso’ è una parola grossa, devi essere sempre preparato, ma credo che oggi lui abbia meritato la vittoria. Giornate così capitano. Si è allenato di più e ha maggiore esperienza di me sull’erba. Gli auguro buona fortuna, sperando che non abbia più infortuni – ne ha avuti un paio negli ultimi anni [frattura di un dito, tendinite al polso, ndr]. Nessun cambio di piani dopo l’uscita prematura al Queen’s, dove peraltro è iscritto anche al doppio insieme a Feliciano Lopez: “Abbiamo già il programma di allenamento per la prossima settima, quindi giocherò solo a Wimbledon”.

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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