Berrettini, il servizio che aspettavamo: splendido doppio titolo a Gstaad

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Berrettini, il servizio che aspettavamo: splendido doppio titolo a Gstaad

La settimana del 22enne romano è perfetta: percorso netto anche in finale, schiantato Bautista. Vince il primo titolo (24esimo italiano della storia) senza subire break. Entra nei primi 60 del mondo. Vince anche in doppio con Daniele Bracciali

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M. Berrettini b. [2] R. Bautista Agut 7-6(9) 6-4 (da Gstaad, Cesare Novazzi)

 

È sbocciato Matteo Berrettini. Non all’improvviso, perché la sua crescita è stata paziente e costante, ma in modo dirompente se si considera come è arrivata per il 22enne la prima affermazione nel circuito maggiore. Cinque partite giocate, dieci set vinti, nessuno perso e sopratutto nessun break subito: sono i dati di un big server, locuzione che siamo tanto abituati a pronunciare ma mai forse ci era accaduto di accostarla a un giocatore nato entro i nostri confini. Invece Matteo nasce proprio con questa base e l’ha dimostrato anche in finale contro Bautista Agut, classica prova del nove per chi voglia dimostrare di aver fatto il salto di qualità. Un servizio praticamente inattaccabile (saranno 17 gli ace a fine partita) e una gestione allo stesso tempo oculata e coraggiosa del tie-break del primo set (due set point annullati allo spagnolo), che di fatto ha indirizzato l’incontro, hanno permesso alla migliore speranza del tennis azzurro di vincere il primo titolo di una carriera per la quale si aprono adesso scenari molto interessanti.

Matteo è il 24esimo tennista azzurro a vincere un titolo, il sesto più giovane dopo Pistolesi, Pescosolido, Panatta, Cancellotti e Canè. Ci è riuscito quindi prima di tutti gli attori contemporanei del tennis italiano, dai quali si smarca per caratteristiche tecniche e principalmente per la resa al servizio. Berrettini porta all’Italia il quinto titolo stagionale dopo le doppie affermazioni di Cecchinato e Fognini, al quale peraltro succede nell’albo d’oro del torneo di Gstaad che si tinge d’azzurro per il secondo anno di fila.

LA CRONACA – Gli spettatori della finale del Swiss Open di Gstaad si uniscono all’urlo di gioia di Matteo Berrettini, quando lo spagnolo Bautista Agut non contiene la risposta aggressiva dell’italiano. Stupenda prestazione sotto gli occhi di Roy Emerson che qui ha vinto cinque volte e ha dato giustamente il nome al Centre Court, teatro del primo sigillo ATP alla prima occasione per l’italiano. Chissà cosa si immaginava alla vigilia “devo rimanere rilassato e concentrato, variare il servizio e non lasciare nulla di intentato. Sono abbastanza impulsivo ma fortunatamente il mio istinto non mi tradisce”. Ha abbattuto Bautista Agut, testa di serie numero due e 17 ATP, che sulla regolarità e precisione ci ha costruito la carriera, lo ha abbattuto con sei ace e un passante di dritto secco a 140 km/h solo nel tie break del primo set e poi ancora con una risposta aggressiva sulla seconda di Bautista sul match point. Non ha mai perso il servizio in tutto il torneo ed oggi non ha concesso nemmeno una palla break. Alla vigilia in molti lo davano favorito, Renè Stauffer, uno che se ne intende, dice: “ha le armi per battere Bautista, però dobbiamo vedere se lo spagnolo giocherà al suo meglio”. Il fatto è che l’italiano non lo ha fatto giocare, facendo sempre male con il dritto e non sfigurando mai con il rovescio, il lato da cui lo spagnolo ha comunque trovato buoni punti.

Inizia Bautista Agut al servizio ed è subito battaglia, l’italiano a quanto pare è già entrato in partita dagli spogliatoi. Lo spagnolo cerca subito di mettere nei guai Matteo sul rovescio, ma il tennista romano esce bene per poi spostarsi e colpire di dritto. Un paio di errori col dritto, ma son tutte scelte esatte come il lungolinea sul 30 pari. Lo spagnolo riesce a chiudere 1 a 0 con un servizio vincente. Matteo subito 1 a 1 con ottimo recupero di palla corta per chiudere lungolinea e ace. Bautista aspetta e Berrettini attacca, gli entra davvero tutto, ha una fiducia nei propri colpi davvero solida, a volte esagera con il dritto, ma sono sempre rischi valutati. Berrettini per il 3 a 3 con tre servizi vincenti e un ace (non male giocare questi colpi in una finale eh). I due avversari sono ancora pari e stanno facendo perno sulle proprie armi. Matteo ace per raggiungere lo spagnolo al tie break.

Inizia lo spagnolo e si porta 1 a 0 con buon approccio a rete, due ace Berrettini a 2 a 1. Un errore con il rovescio di impostazione di Berrettini e un servizio vincente portano lo spagnolo sul 3 a 2. C’è grande equilibrio. Ace per il 4 a 3 italiano ed ace per il 5 a 5 serve ancora Berrettini ed un errore gratuito di dritto porta lo spagnolo a set point, quanto farebbe male e quanto sarebbe ingiusto. Lo spagnolo però incredibilmente registra doppio fallo, temendo la risposta aggressiva dell’italiano. 7 a 6 spagnolo, ace ed ace ancora per l’8 a 7. Primo set point italiano salvato con servizio e dritto dallo spagnolo che poi si becca un drittone di Matteo che vale un secondo set point con il servizio a favore. Niente da fare, dopo una buona prima per la fretta l’italiano esce con il dritto, poteva anche non cercare il vincente e quindi pari 9 a 9. Kick e dritto per il terzo set point italiano: Bautista deve difendersi con una seconda, cerca la rete e gioca volee profonda e bassa… sul dritto dell’italiano che lascia partire quasi a terra un passantone secco a 140 km/h ed è primo set, strameritato. Bautista chiede MTO per un disturbo al braccio destro, ma nessuna preoccupazione e si torna in campo per il secondo set.

Parte Matteo ed ace per l’1 a 0, ragazzi questo servizio non trema davvero mai. Al gioco seguente lo spagnolo non trova le misure dopo un paio di scambi vinti da entrambi e l’italiano arriva a palla break con un bel vincente lungolinea di rovescio, ma Bautista annulla con il dritto. Lo spagnolo annulla un’altra palla break, ma si salva con servizio e dritto per poi portarsi sull’ 1 a 1. Si seguono i servizi, Bautista sale in precisione e solidità nei propri turni di servizio, Berrettini difende sempre benissimo i suoi con un ace a 216 km/h. L’italiano si porta 5 a 4 e lo spagnolo va avanti 30 0 e vamos, ma si fa recuperare sul 40 pari poco dopo. Matteo spinge a tutta e Bautista non tiene lo scambio è match point. Seconda, piedi dentro al campo per l’italiano che aggredisce la risposta: lo spagnolo non trova bene la palla ed è finita, primo titolo a Gstaad, primo titolo in carriera. Il tutto annaffiato con 54 ace in 49 servizi tenuti, 17 ace solo oggi e ora si trova vicino alla top 50.

Non ci credo, è pazzesco. Questo paga tutto il lavoro fatto ed i sacrifici. Dedico la vittoria alla mia famiglia. È stata una settimana fantastica, l’hotel è molto bello ed il cibo buono” dice a fine match tra l’ilarità generale quando preferisce non sollevare il trofeo a quanto pare abbastanza pesante.Il mio coach non è potuto venire e io vinco il torneo, magari c’è qualcosa da cambiare! No, sto scherzando, mi trovo benissimo. Ora mi devo dedicare al doppio perché è molto importante per me”.

TRIONFO ANCHE IN DOPPIO – Chi credeva che Daniele Bracciali non fosse più il giaguaro di una volta, si dovrà ricredere. I riflessi non sono peggiorati e la racchetta ce la mette sempre, anche su una risposta sparata da Molchanov. La coppia Bracciali/ Berrettini vince il titolo di doppio a Gstaad con il punteggio di 76(2) 76(5) contro Denys Molchanov e Igor Zelenay, rispettivamente ucraino e slovacco. Bracciali, fermo dalle competizioni ATP per circa due anni riguardo lo scandalo, a quarant’anni, non ha mai mollato ed ha continuato ad allenarsi con l’intensità del professionista. Oggi ha colto i frutti del suo lavoro… anche grazie alla famiglia (è sposato ed ha un figlio “la racchetta gliel’ho già messa in mano ovviamente così, per gioco, ma non voglio costringere nessuno“) e ovviamente grazie al compagno di doppio Matteo. “Oggigiorno la carriera nel tennis si è allungata e non vedo perchè io non possa ancora cercare di dimostrare quello che valgo, continuerò ad allenarmi per il doppio ovviamente. Non ho un partner di doppio ideale, almeno nei colpi, ma la cosa più importante è potersi fidare del tuo socio, avere fiducia nei suoi colpi come ce l’hai nei tuoi, anche per questo ringrazio Matteo“. Il giocatore romano completa una settimana da favola che gli vale complessivamente un assegno graditissimo da 103.000 euro.

FINALE DOPPIO:

[PR] M. Berrettini/D. Bracciali b. D. Molchanov/I. Zelenay 7-6(2) 7-6(5)

I 61 titoli italiani in singolare (24 giocatori)

1971 – Senigallia (terra) – Adriano Panatta b. Martin Mulligan (Ita) 6-3 7-5 6-1
1973 – Bournemouth (terra) – Adriano Panatta b. Ilie Nastase (Rom) 6-8 7-5 6-3 8-6
1974 – Firenze (terra) – Adriano Panatta b. Paolo Bertolucci (Ita) 6-3 6-1
1975 – Firenze (terra) – Paolo Bertolucci b. Georges Goven (Fra) 6-3 6-2
1975 – Kitzbuhel (terra) – Adriano Panatta b. Jan Kodes (Cec) 2-6 6-2 7-5 6-4
1975 – Stoccolma (indoor) – Adriano Panatta b. Jimmy Connors (Usa) 6-4 6-3
1976 – Barcellona (terra) – Paolo Bertolucci b. Jun Kuki (Sve) 6-1 3-6 6-1 7-6
1976 – Firenze (terra) – Paolo Bertolucci b. Patrick Proisy (Fra) 6-7 2-6 6-3 6-2 10-8
1976 – Nizza (terra) – Corrado Barazzutti b. Jan Kodes (Cec) 6-2 2-6 5-7 7-6 8-6
1976 – Roma (terra) – Adriano Panatta b. Guillermo Vilas (Arg) 2-6 7-6 6-2 7-6
1976 – ROLAND GARROS (terra) – Adriano Panatta b. Harold Solomon (Usa) 6-1 6-4 4-6 7-6
1976 – Bastad (terra) – Tonino Zugarelli b. Corrado Barazzutti (Ita) 4-6 7-5 6-2
1977 – Firenze (terra) – Paolo Bertolucci b. John Feaver (Gbr) 6-4 6-1 7-5
1977 – Charlotte (cemento) – Corrado Barazzutti b. Eddie Dibbs 7-6 6-0
1977 – Amburgo (terra) – Paolo Bertolucci b. Manuel Orantes (Spa) 6-3 4-6 6-2 6-3
1977 – Berlino (terra) – Paolo Bertolucci b. Jiri Hrebec (Cec) 6-4 5-7 4-6 6-2 6-4
1977 – Bastad (terra) – Corrado Barazzutti b. Balazs Taroczy (Ung) 7-6 6-7 6-2
1977 – Houston (cemento) – Adriano Panatta b. Vitas Gerulaitis (Usa) 7-6 6-7 6-1
1977 – Parigi (indoor) – Corrado Barazzutti b. Brian Gottfried (Usa) 7-6 7-6 6-7 3-6 6-4
1978 – Tokyo (cemento) – Adriano Panatta b. Pat Dupre (Usa) 6-3 6-3
1980 – Cairo (terra) – Corrado Barazzutti b. Paolo Bertolucci (Ita) 6-4 6-0
1980 – Firenze (terra) – Adriano Panatta b. Raul Ramirez (Mex) 6-2 2-6 6-4
1981 – Linz (terra) – Gianni Ocleppo b. Mark Edmonson (Aus) 7-5 6-1
1984 – Firenze (terra) – Francesco Cancellotti b. Jimmy Brown (Usa) 6-3 6-3
1984 – Palermo (terra) – Francesco Cancellotti b. Miloslav Mecir (Cec) 6-0 6-3
1985 – Bari (terra) – Claudio Panatta b. Lawson Duncan (Usa) 6-2 1-6 7-6
1986 – Bordeaux (terra) – Paolo Canè b. Kent Carlsson (Sve) 6-4 1-6 7-5
1986 – Saint Vincent (terra) – Simone Colombo b. Paul McNamee (Aus) 2-6 6-3 7-6
1987 – Bari (terra) – Claudio Pistolesi b. Francesco Cancellotti (Ita) 6-7 7-5 6-3
1988 – Firenze (terra) – Massimiliano Narducci b. Claudio Panatta (Ita) 3-6 6-1 6-4
1989 – Bastad (terra) – Paolo Canè b. Bruno Oresar (Yug) 7-6 7-6
1991 – Rotterdam (indoor) – Omar Camporese b. Ivan Lendl (Cec) 3-6 7-6 7-6
1991 – Bologna (terra) – Paolo Canè b. Jan Gunnarsson (Sve) 5-7 6-3 7-5
1991 – Brisbane (cemento) – Gianluca Pozzi b. Aaron Krickstein (Usa) 6-3 7-6
1992 – Milano (indoor) – Omar Camporese b. Goran Ivanisevic (Cro) 3-6 6-3 6-4
1992 – Scottsdale (cemento) – Stefano Pescosolido b. Brad Gilbert (Usa) 6-0 1-6 6-4
1993 – Tel Aviv (cemento) – Stefano Pescosolido b. Amos Mansdorf (Isr) 7-6 7-5
1994 – San Josè (indoor) – Renzo Furlan b. Michael Chang (Usa) 3-6 6-3 7-5
1994 – Casablanca (terra) – Renzo Furlan b. Karim Alami (Mar) 6-4 6-2
1998 – Casablanca (terra) – Andrea Gaudenzi b. Alex Calatrava (Spa) 6-4 5-7 6-4
2001 – Saint Polten (terra) – Andrea Gaudenzi b. Markus Hipfl (Aut) 6-0 7-5
2001 – Bastad (terra) – Andrea Gaudenzi b. Bohdan Ulihrach (Cec) 7-5 6-3
2002 – Milano (indoor) – Davide Sanguinetti b. Roger Federer (Sui) 7-6 4-6 6-1
2002 – Delray Beach (cemento) – Davide Sanguinetti b. Andy Roddick (Usa) 6-4 4-6 6-4
2004 – Saint Polten (terra) – Filippo Volandri b. Xavier Malisse (Bel) 6-1 6-4
2006 – Casablanca (terra) – Daniele Bracciali b. Nicolas Massu (Cil) 6-1 6-4
2006 – Palermo (terra) – Filippo Volandri b. Nicolas Lapentti (Ecu) 5-7 6-1 6-3
2011 – Eastbourne (erba) – Andreas Seppi b. Janko Tipsarevic (Ser) 7-6 3-6 5-3 (rit.)
2012 – Belgrado (terra) – Andreas Seppi b. Benoit Paire (Fra) 6-3 6-2
2012 – Mosca (indoor) – Andreas Seppi b. Thomaz Bellucci (Bra) 3-6 7-6 6-3
2013 – Stoccarda (terra) – Fabio Fognini b. Philipp Kohlschreiber (Ger) 5-7 6-4 6-4
2014 – Amburgo (terra) – Fabio Fognini b. Federico Delbonis (Arg) 4-6 7-6 6-2
2014 – Vina del Mar (terra) – Fabio Fognini b. Leonardo Mayer (Arg) 6-2 6-4
2016 – Kitzbuhel (terra) – Paolo Lorenzi b. Nikoloz Basilashvili (Geo) 6-3 6-4
2016 – Umago (terra) – Fabio Fognini b. Andrej Martin (Svk) 6-4 6-1
2017 – Gstaad (terra) – Fabio Fognini b. Yannick Hanfmann (Ger) 6-4 7-5
2018 – San Paolo (terra) – Fabio Fognini  b. Nicolas Jarry  (Chi) 1-6 6-1 6-4
2018 – Budapest (terra) – Marco Cecchinato b. John Millman (Aus) 7-5 6-4
2018 – Bastad (terra) – Fabio Fognini b. Richard Gasquet (Fra) 6-3 3-6 6-1
2018 – Umago (terra) – Marco Cecchinato b. Guido Pella (Arg) 6-2 7-6(4)
2018 – Gstaad (terra) – Matteo Berrettini b. Roberto Bautista Agut (Spa) 7-6(9) 6-4

I vincitori italiani più giovani

C. Pistolesi (Bari 1987) 19 anni, 7 mesi
S. Pescosolido (Scottsdale 1992) 20 anni, 8 mesi
A. Panatta (Senigallia 1971) 21 anni
F. Cancellotti (Firenze 1984) 21 anni, 2 mesi
P. Canè (Bordeaux 1986) 21 anni, 3 mesi
F. Cancellotti (Palermo 1984) 21 anni, 6 mesi
M. Berrettini* (Gstaad 2018) 22 anni, 3 mesi

*Solo tre azzurri prima di Matteo Berrettini erano riusciti a vincere un torneo senza perdere neppure un set: l’impresa era riuscita a Corrado Barazzutti a Charlotte nel 1977, a Gianni Ocleppo a Linz nel 1981 e a Francesco Cancellotti a Firenze nel 1984. A differenza di Matteo avevano però perso il servizio almeno una volta durante il torneo

Il tabellone completo

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Miami: partita stregata, Berrettini fuori al primo turno [AUDIO]

Matteo cede a Hubert Hurkacz, sprecando tante occasioni, e buttando il primo set. “Che sfortuna la pioggia, niente allenamento, ma non cerco scuse, bravo lui”

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H.Hurkacz b. M.Berrettini 6-4 6-3

da Miami, il nostro inviato

 

Dopo un primo set che sfugge nel modo più fastidioso possibile, è dura mantenere la calma e la concentrazione. Nel game iniziale della sua partita di primo turno al Miami Open 2019, Matteo Berrettini ha tre palle break consecutive, e poi una quarta, che gli sfuggono anche per meriti dell’avversario, Hubert Hurkacz, il polacco che la settimana scorsa era arrivato a giocarsi i quarti di finale a Indian Wells contro Roger Federer. Per il resto del set, il gioco procede regolare, senza rischi particolari per chi va alla battuta, fino al 5-4 Hurkacz, servizio Berrettini: e qui Matteo si incarta in una sequenza terribile di 4 errori consecutivi, nell’ordine un doppio fallo, due dritti larghi, un rovescio lungo, 6-4 praticamente regalato a Hubert. Che disdetta, davvero. Il match si sta svolgendo sul nuovo centrale, l’enorme e asimmetrica struttura ricavata all’interno del’Hard Rock Stadium, di solito teatro delle partite casalinghe dei Dolphins, la squadra di NFL della città. Non deve essere facile trovare le misure e i riferimenti, ma ovviamente la cosa vale per entrambi i giocatori. però Hubert è qui ad allenarsi da sabato, matteo ha toccato la prima palla in questo impianto stamattina, sono cose che a questi livelli possono influire. Hurkacz, lo abbiamo visto in California, è un buonissimo tennista, spinge, attacca, difende, fa un po’ tutto bene. Berrettini spinge i suoi colpi preferiti, servizio e dritto, ma anche di rovescio manovra con efficacia, in particolare alcuni slice bassissimi sono stati molto utili a far girare il ritmo degli scambi.

Nel secondo set, finalmente Matteo capitalizza le occasioni che gli si presentano nel terzo game, brekka Hubert, ma restituisce subito il favore facendosi controbrekkare, il suo sospiro di delusione si sente fino alla tribuna stampa, che qui non è proprio vicinissima al terreno di gioco. E come fosse una maledizione, arriva ancora un game stregato: sul 4-3 per il polacco, Berrettini si fa rimontare da 40-15 (anche qui, un paio di errori evitabili per l’azzurro), perde ancora la battuta, e tre minuti dopo Hurkacz chiude 6-3, certamente meritando, ma la sensazione di partita che poteva e doveva girare, ma non lo ha fatto, rimane. Peccato Matteo, dagli Stati Uniti ci si porta a casa un bel successo a Phoenix, ora sarà da smaltire la delusione, e preparare per bene la stagione sulla terra rossa.

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Masters 1000 Montecarlo: Nole, Rafa, Sascha e Thiem guidano l’entry list

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Il Miami Open è in partenza, ma con la pubblicazione dell’entry list del Masters di Monte Carlo già si avverte sul viso la brezza primaverile europea che porta con sé qualche granello di polvere rossa. A differenza degli altri eventi della stessa categoria, il primo ATP 1000 su terra battuta ha la particolarità di non essere obbligatorio e, oltre alla chiusura della lista 28 giorni prima dell’inizio del torneo invece dei canonici 42, è considerato un “500” per quanto riguarda gli obblighi dei giocatori e il ranking. Insomma, chi si iscrive vuole proprio giocarci e per questo motivo vale la pena di dare un’occhiata ai partecipanti.

Tra i primi 10, mancano all’appello Roger Federer che ha scelto Madrid per il ritorno sul rosso, Juan Martin Del Potro che, guai al ginocchio a parte, non calca i campi del principato dal 2013 e John Isner, anch’egli poco propenso a farsi vedere da quelle parti. Solo un assente, invece, continuando a scorrere la classifica fino al numero 20: Milos Raonic, un altro il cui gioco non dovrebbe essere esaltato dalle condizioni particolarmente lente, anche se il canadese vanta ben tre quarti di finale a Monte Carlo.

 

Dopo aver dato spazio a chi non ci sarà, è d’obbligo ricordare che l’evento segnerà il rientro in campo del campione in carica Rafael Nadal e l’esordio stagionale sulla superficie per un Novak Djokovic che punta al quarto titolo Slam consecutivo. Grande attesa anche per Dominic Thiem che, dopo il titolo di Indian Wells tra coach Massu e una programmazione finalmente meno sconsiderata, può e deve aspirare a un altro trofeo pesante, questa volta sulla superficie prediletta. E, naturalmente, c’è Sascha Zverev, uno che sa farsi valere quando si tratta di vincere un Masters. Presenti anche tutti gli azzurri con ranking adeguato: Cecchinato, Fognini, Seppi e Berrettini. Marco e Fabio, attualmente n. 16 e 17 della classifica, hanno ottime possibilità di rientrare fra le teste di serie.

Il periodo del torneo – dal 14 al 21 aprile, quando il primo ATP 1000 obbligatorio inizia il 5 maggio – è un altro motivo che può giustificare l’assenza di diversi giocatori extra-europei, ma ne troviamo comunque sette fra gli iscritti: Nishikori, Anderson, Shapovalov, Schwartzman, Pella, Millman e Kukushkin.

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Il tabellone maschile del Miami Open 2019

Il sorteggio del tabellone dell’ATP Masters 1000 di Miami. Thiem nella parte alta con Djokovic. Nole debutta contro Tomic o Berdych. Possibile terzo turno Federer-Wawrinka, come a Indian Wells

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Uno si distrae un secondo, passa il Natale veloce, che poi manco ci si è accorti viste le temperature costantemente sopra la media stagionale, signora mia, e già il primo Masters 1000 della stagione è andato in archivio. Dopo anni di pronostici abbordabili Indian Wells ci ha lasciati con le incognite, secondo noi anche auspicabili, che si convengono a un grande torneo quando i grandi campioni, quasi tutti, rientrano dopo una sosta più o meno lunga.

Ci aspettavamo un riallineamento generale e invece no, ha vinto il nome famoso meno sospettabile: non a caso, in sede di presentazione del tabellone californiano avevamo con agio potuto scrivere che la stagione di Thiem, sprofondata nell’abisso di tre vittorie in tutto il 2019, poteva solo migliorare: sinceramente non pensavamo così tanto. Avevamo anche scritto, ancora smentiti, ma è il bello della diretta, che la clamorosa striscia dei diciotto vincitori diversi nei diciotto tornei disputati nel 2019 si sarebbe conclusa sicuramente a Indian Wells, perché il piatto sarebbe tornato a essere ricco e i soliti pescicani non se lo sarebbero lasciato sfuggire. Anche qui è occorso ritrattare; il destino della stagione in corso sembra aver deciso di imprimere questo andazzo estendendolo peraltro al femminile, con la tredicesima vincitrice diversa in altrettanti tornei del circuito maggiore.

 

In Florida, nell’anno zero dell’epoca post Crandon Park, i grandi numeri e le più note leggi sulle probabilità suggeriscono un ritorno alle consuetudini recenti, anche se le ultime vicissitudini occorse al Tour in quest’annata di discreta grazia ci sconsigliano di avventurarci in previsioni (troppo poco) arrischiate. Ecco, intanto, cosa ci ha riservato il sorteggio del tabellone.

IL TABELLONE – Parte alta (aggiornato al 20/03, con i qualificati)

(clicca per ingrandire)

IL TABELLONE – Parte bassa (aggiornato al 20/03, con i qualificati)

(clicca per ingrandire)

Tabellone completo (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente!)

Ottavi teorici

[1] Djokovic vs [15] Fognini
[12] Raonic vs [7] Isner
[3] Thiem vs [16] Monfils
[11] Coric vs [5] Nishikori

[6] Anderson vs [10] Khachanov
[13] Medvedev vs [4] Federer
[8] Tsitsipas vs [9] Cilic
[14] Cecchinato vs [2] A. Zverev

INFORMAZIONI SUL TORNEO

Entry List

  • Tabellone a 96 giocatori (32 teste di serie, 32 bye)
  • 79 giocatori entrati per accettazione diretta
  • 12 qualificati (tabellone di qualificazione)
  • 5 wild card

Copertura televisiva – Il torneo maschile è in diretta esclusiva e in Alta Definizione su Sky Sport Arena e un secondo canale accessibile tramite il tasto verde del telecomando. Gli abbonati che sono in possesso del pacchetto che comprende Sky Go possono guardare il match anche sui propri dispositivi mobili. Chi non possiede un abbonamento può seguire il torneo sull’app di Sky Sport e sul sito skysport.it con tanti contenuti esclusivi: approfondimenti, risultati e video. In streaming sarà possibile vedere il torneo maschile su Tennis Tv.

Calendario di gioco

Martedì 19: primo turno femminile 
Mercoledì 20: primo turno femminile e primo turno maschile
Giovedì 21: secondo turno femminile e primo turno maschile 
Venerdì 22: secondo turno femminile e secondo turno maschile 
Sabato 23: terzo turno femminile e secondo turno maschile
Domenica 24: terzo turno femminile e terzo turno maschile 
Lunedì 25: ottavi di finale femminili e terzo turno maschile 
Martedì 26: quarti di finale femminili e ottavi di finale maschili 
Mercoledì 27: quarti di finale femminili e quarti di finale maschili 
Giovedì 28: semifinali femminili e quarti di finale maschili 
Venerdì 29: semifinali maschili 
Sabato 30: finale femminile, finale doppio maschile 
Domenica 31: finale maschile, finale doppio femminile

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