La WTA aggiunge una nuova tappa a Lione

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La WTA aggiunge una nuova tappa a Lione

Sotto il patrocinio della numero 1 francese Caroline Garcia, la città di Lione ospiterà un torneo indoor a partire dalla prossima stagione. Si giocherà nel mese di marzo

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In attesa del calendario WTA della prossima stagione che con ogni probabilità verrà rilasciato durante il torneo di Wimbledon, arriva la conferma della creazione di un nuovo torneo che si disputerà nella città di Lione dal 2 all’8 marzo. La principale testimonial e promotrice del progetto è Caroline Garcia, attuale n. 23 del mondo e prima tennista transalpina, che attraverso il suo profilo Twitter ha diffuso la notizia. Il nome ufficiale sarà Open 6ème Sens-Metropole de Lyon, che deriva dal principale sponsor dell’evento: il gruppo immobiliare a conduzione familiare 6ème Sens che ha sede proprio nella terza città più grande della Francia.

Il torneo si giocherà sul cemento indoor del Palais des Sport de Gerland che ha una capienza massima di 6.500 spettatori, da tempo ormai abituati a tennis di alto livello. Il palazzetto infatti ha ospitato dal 1987 fino al 2009 il torneo maschile Grand Prix de Tennis, che vanta tra i suoi vincitori anche Pete Sampras, campione per tre volte di fila dal 91 al 93. L’ultima edizione, prima del trasferimento a Montpellier, fu vinta da Ivan Ljubicic. Tuttavia il Palais des Sport de Gerland è rimasto nel cuore degli appassionati di tennis transalpini principalmente per la storica vittoria nella finale di Davis del 1991 contro gli Stati Uniti di Sampras e Agassi, con una performance straordinaria di Henri Leconte al rientro da un infortunio.

 

Il torneo WTA di imminente creazione sarà il secondo più importante sul territorio francese dopo il Roland Garros e la posizione nel calendario, prima di Indian Wells, potrà farlo diventare una tappa privilegiata per molte tenniste europee in vista dei più importanti tornei nord-americani. Dopo la rinascita del torneo di Palermo, che prenderà il via fra meno di un mese, e la rivoluzione che ha colpito la Fed Cup, la WTA sembra esser tornata a volgere lo sguardo alle piazze europee. Ricordiamo infine che la città di Lione da tre anni è tornata ad ospitare un torneo ATP 250, sulla terra, e l’edizione di quest’anno è stata vinta da Benoit Paire.

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US Open: nessuno spostamento, si lavora sull’ipotesi “porte chiuse”

Il Daily Telegraph sostiene che la USTA non vuole cambiare nè data nè sede. Si prepara uno scenario per un torneo a porte chiuse

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Dopo la cancellazione di Wimbledon, per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ora il prossimo grande evento tennistico della stagione ad essere in pericolo sotto i colpi dell’epidemia di COVID-19 è lo US Open, in programma al National Tennis Center di Flushing Meadows a New York dal 30 agosto al 13 settembre prossimi.

Da quello che trapela attraverso i canali ufficiosi dal quartier generale della USTA a White Plains, appena fuori New York, la “magica” assicurazione contro la cancellazione per “malattia infettiva” di cui ha beneficiato l’All England Club non fa parte del portfolio assicurativo della Federazione Americana, la quale in caso di cancellazione del torneo dovrebbe incassare una perdita di quasi 400 milioni di dollari, stando a quanto pubblicato sui bilanci dell’associazione e riportato dal Daily Telegraph.

Il quotidiano britannico, nella persona del suo corrispondente tennistico Simon Briggs, ha riportato sul suo sito che la USTA sarebbe poco propensa a spostare sia la data sia la sede del torneo. Da diversi giorni infatti, negli ambienti tennistici, si ventilava la possibilità di disputare lo Slam finale della stagione all’Indian Wells Tennis Garden durante i mesi invernali di novembre e dicembre, quando a New York farebbe troppo freddo per giocare all’aperto mentre nel deserto della California invece la temperatura sarebbe ideale.

 

Sembra che uno degli sponsor principali dello US Open, la banca JP Morgan con sede a Manhattan, non gradirebbe il trasloco sulla Costa Ovest. Inoltre uno slittamento “invernale” dello US Open andrebbe a piazzare il torneo nel bel mezzo della stagione del football NFL, lo sport professionistico più seguito in TV che occupa tutti i principali network, compresa la ESPN (titolare dei diritti dello US Open) che ha pagato 1,75 miliardi di dollari per i diritti del posticipo del lunedì sera (il Monday Night Football) per il quadriennio 2018-2021.

Sempre secondo Briggs del Daily Telegraph, lo scenario su cui starebbe lavorando la USTA è quello di un torneo a porte chiuse, che potrebbe voler dire la rinuncia alla biglietteria sui più di 700,000 spettatori che durante le due settimane affollano Flushing Meadows, ma salverebbero almeno una parte degli introiti pubblicitari e la maggior parte di quelli televisivi.

Difficile dire a questo punto quando verrà presa una decisione, anche se sembra che dal punto di vista organizzativo non sarebbe necessario farlo prima dell’inizio di giugno.

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Berrettini a Chris Evert: “Ho veramente paura che la stagione possa essere cancellata”

Matteo e Ajla Tomljanovic hanno conversato con la campionessa americana e parlato del loro isolamento

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Matteo Berrettini - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Chris Evert ha una Academy di successo a Boca Raton, in Florida, e in tempo di Coronavirus ha intrapreso un’iniziativa per rimanere in contatto con dirette Instagram con gli studenti in isolamento, attraverso esercizi fisici e mentali, ma soprattutto attraverso conversazioni con giocatori che ce l’hanno fatta. Gli “ospiti” più recenti della 18 volte campionessa Slam sono stati Matteo Berrettini e Ajla Tomljanovic, che hanno dialogato con Evert per più di un’ora. Tomljanovic ha conosciuto Evert a 13 anni, quando si è trasferita nella sua Academy da Zagabria, tant’è che la sua famiglia vive proprio a Boca Raton, dove riteneva che le prospettive tennistiche fossero migliori per Ajla e per sua sorella Hana (che ha avuto successo giocando per University of Virginia), e dove la coppia si sta allenando in questo momento.

Tanti gli spunti interessanti. I due si sono detti speranzosi che si possa ripartire a New York, con Tomljanovic che ha commentato, “non sopporterei la cancellazione di un altro Slam”, mentre Matteo è stato un po’ più fatalista: “Faccio fatica a pensare che si giochi quest’estate, l’Europa è in una brutta situazione e gli Stati Uniti pure. Ho veramente paura che la stagione possa essere cancellata“.Berrettini si è detto in buone condizioni, visto che ha la possibilità di allenarsi tutti i giorni. Ha detto che Ajla lo sta aiutando sul rovescio, mentre lui sta cercando di restituire il favore sul dritto, ma con risultati alterni, perché, nelle parole di Tomljanovic, “non riesco a fare molto più che mettermi in salvo dalle sue pallate!”.

Entrambi hanno commentato i propri grandi risultati (Tomljanovic ha raggiunto il best ranking di N.39 lo scorso anno), con Berrettini che ha detto: Sono stato sorpreso anch’io da quanto in fretta sono migliorato in classifica. Ho deciso di cambiare qualcosa in me stesso dopo la sconfitta al primo turno a Monte-Carlo, dove tanti italiani hanno fatto bene (Fognini ha vinto, Sonego ai quarti, Cecchinato agli ottavi), e ho usato i loro successi per spronarmi, e ho vinto Budapest e fatto finale a Monaco di Baviera giocando il mio miglior tennis. Non mi aspettavo di fare semi a New York, ma non mi aspettavo neanche di fare così bene sull’erba, match con Roger a parte! Federer è il mio idolo, ricordo quando lo vedevo giocare al Foro Italico, è probabilmente il motivo per cui sono diventato un tennista, ma ero troppo emozionato per giocare quel giorno, quindi gli ho solo detto: ‘Grazie per la lezione!’. Per salire di livello devo allenarmi con Ajla! Sono alto quindi non avrò mai una grande mobilità, ma sto cercando di migliorare sul rovescio, e in questo momento il focus è andare più spesso a rete e muoversi meglio lateralmente. Sono tutte cose che sembrano piccole ma non lo sono affatto. Mi sono fatto male alla fine della stagione, addominali e anca, perché non ero pronto a giocare così tanti match. Ora sto bene ma tornare in campo è sempre dura”.

L’australiana ha avuto un percorso un po’ più accidentato fino a questo momento, ma guarda al lato positivo: Ho perso due anni, il 2012 per la mononucleosi e il 2016 per l’operazione alla spalla, quindi è sempre difficile ripartire, ma sono stata fuori così tanto che il mio corpo è quello di una tennista più giovane, e sono molto fiduciosa per il futuro, mi serve solo più continuità. Mio padre è sempre stato decisivo per la mia carriera, per lui il nostro rapporto è sempre stato più importante del tennis. Lui è rilassato e ha sempre voluto un altro coach al suo fianco, è stato un campione di pallamano quindi sa come aiutare un’atleta, non sarei qui se non fosse per lui“.

 

Anche Berrettini ha commentato su quello che lui vede come un secondo padre, vale a dire Vincenzo Santopadre: “L’ho incontrato a 14 anni e passo più tempo con lui che con la mia famiglia. Quando abbiamo iniziato era solo per divertirsi, e questo è il segreto, non mi ha mai messo pressione fino ai 19/20 anni. Sapeva che il tennis non è uno sprint, è una maratona, e mi ha aiutato a mettere su muscoli e a migliorare la preparazione atletica”.

Oltre a chiedergli quale sia il passo successivo per la sua carriera, Evert gli ha anche chiesto un’opinione su Federer, Nadal e Djokovic: “I Big Three sono incredibili, il loro bello è che sono egualmente dominanti ma in modo diverso. Rafa è il migliore fisicamente e mentalmente, gioca allo stesso modo, che sia sopra 5-0 o sotto 5-0, a volte non gioca al meglio ma vince, perché e di un altro livello. Roger è il tennis, può fare quello che vuole facilmente, sembra che sia nato così, anche se ovviamente lavora durissimo, a volte sembra quasi non sudare. Novak invece è una macchina, ed è il peggiore da affrontare per me, a Londra mettevo il 70% di prime e ho perso 6-1 6-2. Legge sempre la tua battuta e ha un rovescio mostruoso. Sono tutti e tre incredibili”.

Ajla Tomljanovic assiste all’allenamento di Matteo Berrettini – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

I due hanno parlato anche della vita in isolamento, e delle possibilità che sta offrendo loro: Siamo felici di passare un po’ di tempo insieme, è anche qualcosa a cui bisogna adattarsi, visto che siamo abituati ai nostri spazi, ma sta andando bene, di solito ci vediamo solo a cena, mentre è bello potersi allenare insieme. Spesso siamo nello stesso posto ma il tennis è la priorità, mentre ora possiamo fare tante cose insieme. Evert ha anche chiesto se le storie fra tennisti giovino alla carriera, facendo l’esempio di Monfils e Svitolina, quesito la cui risposta è stata affermativa, soprattutto secondo Tomljanovic: “Be’ lui è ottavo, quando ci siamo conosciuti era trentesimo! Se trovi qualcuno che capisce cosa vuol dire viaggiare per tutto quel tempo, è un grande bonus, e se sei contento fuori dal campo vai meglio dentro.

Non sono mancati momenti autobiografici da parte della “conduttrice” Evert, molto a suo agio nei panni dell’anfitrione. Ha raccontato di un match al Foro Italico (dove ha trionfato cinque volte), in cui il pubblico le gridava “dai, Chrissie!”, interpretato però come “die, Chrissie!”, cosa che la portò a scoppiare in lacrime prima che un giornalista spiegasse il quid pro quo. Un altro aneddoto capitolino riguarda la volta che sua madre le chiese se stesse commettendo doppi falli perché distratta dalle statue di uomini nudi, mentre per la conclusione della chat l’americana ha riservato una grande confessione: Ho sempre avuto una grande cotta per Adriano Panatta!“. Verso la fine della chiacchierata, Evert è però tornata allo scopo principale di queste dirette, vale a dire motivare i suoi protetti in un momento così difficile, un momento in cui degli adolescenti potrebbero non avere una grande comprensione della gravità della situazione. Ha allora chiesto ai due ospiti di lanciare un messaggio agli studenti.

Berrettini ha detto: Dovete divertirvi e avere passione, se andate ad allenarvi sentendovi pesanti la cosa non è sostenibile. Non dico che ogni giorno dev’essere una festa, perché a volte da ragazzino non vuoi allenarti, ma ho sempre avuto quella motivazione interiore che mi spingeva a mettere un mattoncino ogni giorno. Penso che sia anche un buon momento per pianificare ciò che si vorrà fare quando sarà possibile ricominciare ad allenarsi, per lavorare sulle proprie debolezze”. Tomljanovic ha aggiunto, “credo che questi momenti ci mostrino quanto siamo fortunati a poter fare questo di lavoro, quindi ci aiuta a mettere le cose in prospettiva quando ci lamentiamo per le piccole cose, dando tutto per scontato, mentre Chris ha chiosato: “Questa situazione ci mostra che non abbiamo controllo, e dobbiamo imparare a gestire questa cosa”.

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Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 9 aprile. 610 nuovi decessi

Tornano a crescere decessi e nuovi casi, ma la quantità dei tamponi analizzati rimane alta. Scendono i ricoverati in terapia intensiva

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Ubitennis è un portale che si occupa di tennis, tautologia delle tautologie. Questi però sono giorni troppo assurdi e diversi dagli altri per fare finta che fuori non stia accadendo nulla. Per questo, fino al termine della pandemia di coronavirus che sta colpendo l’Italia in maniera durissima, abbiamo deciso di fornirvi un aggiornamento giornaliero sulla situazione italiana. Non pretendiamo di diventare un riferimento né di inerpicarci in analisi particolarmente complesse, ma semplicemente di aiutarvi a decodificare la realtà difficile che stiamo affrontando. Sperando di poter dedicare le nostre preoccupazioni ad altro, il prima possibile.


Tornano a crescere, anche se di poco, i decessi e i nuovi casi dell’epidemia italiana di COVID-19. Rispetto a ieri si registrano nuovamente più di seicento decessi (610) e le nuove positività tornano a superare quota 4000 a fronte di oltre 46000 tamponi analizzati; la percentuale di positivi eccede di nuovo il tetto del 9%, quota di due giorni fa, dopo la discesa al 7% di ieri.

Va precisato che questo dato non è perfettamente indicativo dell’evoluzione dell’epidemia in quanto l’esito del tampone viene spesso comunicato diversi giorni dopo l’esame.

 

I DATI DELLE ULTIME 24 ORE

  • Nuovi decessi: 610
  • Nuovi casi: 4204 (9,1% dei tamponi testati)
  • Nuove guarigioni: 1979
  • Nuovi tamponi analizzati: 46244
  • Nuovi ricoverati in terapia intensiva: 88 pazienti in meno di ieri

I DATI DELL’EPIDEMIA ITALIANA (COMPLESSIVI)

  • Decessi totali: 18279
  • Casi totali: 143626
  • Guarigioni totali: 28470
  • Tamponi effettuati: 853369
  • Casi attivi: 96877
  • Ricoverati in terapia intensiva: 3605
Il bollettino aggiornato, regione per regione (fonte Protezione Civile italiana)

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