Kyrgios: "Nadal ha guadagnato tanto, non può prendere una pallata nel petto se capita?"

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Kyrgios: “Nadal ha guadagnato tanto, non può prendere una pallata nel petto se capita?”

Solito show di Nick Kyrgios in conferenza stampa, dopo la sconfitta al secondo turno. “Non ho un coach, non mi alleno in palestra, eppure sono capace di andare là fuori e giocarmela con uno dei migliori del mondo”

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Nick Kyrgios - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Dopo l’emozionante sfida vinta da Nadal in quattro set, il primo a presentarsi in conferenza stampa è Nick Kyrgios, pochi minuti dopo la stretta di mano freddina ma neanche troppo bellicosa dopo le ostilità offerte dal pre-partita e della partita stessa. “Pensi che avresti giocato meglio se non fossi andato al pub ieri sera?”, gli chiedono subito; l’australiano risponde con un secco ‘no’. Rafa gioca bene” – comincia Nick – quando spara il dritto è durissima; è stato un bel match, due tie-break, lui era on fire. So di cosa sono capace ma dipende anche da tante altre cose. Devo essere più professionale per poter competere per vincere Slam, non riesco a fare la vita che fanno Roger, Rafa e Novak”. Poi si rivolge a qualcuno in sala stampa: “Ehi tu, eri al pub ieri sera!, interrompendo la disamina tattica che riprenderà poco dopo, persino in modo lucido. “Contro Rafa è difficile servire da sinistra, lui si posiziona come volesse invitarti a servire esterno, a quel punto tu lo sai e se te la senti puoi provare a fare serve&volley. Io l’ho fatto anche bene oggi qualche volta, ma lui risponde benissimo”.

L’ambiente si scalda poco dopo. “L’arbitro oggi è stato terribile: io servivo, Rafa diceva stop, ma la regola è che lui deve essere pronto, e l’arbitro non ha fatto quello che doveva, ma certamente non ho perso per questo”. Sull’episodio della pallata addosso allo spagnolo, Nick non vuole sentire alcuna ramanzina: “Quando gli è arrivato il passante addosso, perché avrei dovuto scusarmi? Quanti Slam ha vinto, quanti soldi ha guadagnato, e non può prendersi una pallata nel petto se capita?“. Per il rivale c’è però anche qualche parola al miele, sebbene centellinata. “Di Rafa ammiro l’abilità di giocare ogni singolo punto con la stessa intensità, e poi probabilmente dopo Federer è il migliore con la combinazione servizio-dritto“.

Torna poi la spavalderia, a quanto pare poco – o per nulla – scalfita dalla sconfitta subita sul campo. “Non ho un coach, non mi alleno in palestra, eppure sono capace di andare là fuori e giocarmela con uno dei migliori del mondo. Ho solo 24 anni, non lo so come mi piacerebbe essere ricordato, è troppo presto per pensarci”. Non solo spavalderia ma anche ilarità quando, ridendo praticamente in faccia al direttore Scanagatta, Nick si produce una dichiarazione piuttosto sorprendente visti i suoi trascorsi con i media: “Amo fare le conferenze stampa, voi siete i migliori, mi trattate sempre così bene!“.

Se il riferimento a Murray – “L’ho visto nello spogliatoio, è stato bello rivederlo in campo” – tradisce tutta l’ammirazione e l’amicizia per il giocatore britannico di cui eravamo ampiamente a conoscenza, stupisce di più la difesa del connazionale Tomic con il quale tempo fa aveva pesantemente litigato in Coppa Davis. L’australiano è stato multato dell’intero montepremi per scarso impegno dopo il primo turno perso in appena 58 minuti contro Tsonga, e Kyrgios la pensa così: “Sono stati severi, lui è un gran giocatore. Non sono d’accordo su una multa così cara, ha giocato tutto l’anno per essere qua“.

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Djokovic: “Mentalmente è stato il match più duro della mia carriera”

LONDRA – “Magari fra 5 anni ci ritroveremo in questa sala”, dice il serbo finalmente con il sorriso dopo il successo a Wimbledon contro Federer. “Ho provato a giocare il match prima di entrare in campo, di immaginarmi vincitore, penso mi abbia aiutato”

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Novak Djokovic - Wimbledon 2019 (via Twitter. @wimbledon)

da Londra, il nostro inviato

Djokovic si presenta in sala stampa circa quaranta minuti dopo Roger Federer, ed è accolto dall’applauso scrosciante dei presenti. Il tempo trascorso dalla fine del match ha aiutato a cancellare dal volto di Novak i segni della fatica. Il primo commento è su come ha accolto il successo: “Grazie a tutti. Non ho celebrato molto in campo alla fine della partita, perché è stato soprattutto un enorme sollievo. Ma questi successi sono quelli che danno un senso a ogni minuto speso in campo ad allenarsi e prepararsi”.

La conferenza entra poi nel vivo. Come si è adattato, Nole, a una situazione in cui il pubblico era tutto dalla parte del suo avversario? “Sapevo che dovevo cercare di stare calmo e controllare le mie emozioni, sapevo come sarebbe stato l’ambiente visto che giocavo contro Roger, me l’ero immaginato prima nella mia testa, l’avevo visualizzato in anticipo. Sapevo anche come avrebbe reagito il pubblico. Avere gli spettatori dalla tua parte aiuta, ma se non è così devi trovare il modo di superare la difficoltà. Quando la folla gridava ‘Roger’ io sentivo ‘Novak’. È allenamento mentale… e poi Roger e Novak sono simili!”, sorride il serbo.

 

Il numero 1 del mondo è ben consapevole di quanto sia stato vicino alla sconfitta; nelle due precedenti finali contro Federer aveva più o meno sempre mantenuto il controllo della situazioni, oggi l’andamento è stato diverso. “Sono stato a un solo colpo dalla sconfitta e Roger serviva benissimo. Ho provato a giocare il match prima di entrare in campo, di immaginarmi vincitore, penso mi abbia aiutato. Ci sono energie che non vengono solo dal tuo corpo, ma anche dalla tua mente e dalla tua essenza. Per me è sempre una lotta interiore, oggi ho cercato di chiudere fuori di me tutto ciò che mi succedeva intorno. In alcune fasi ho cercato di lottare. Il coraggio deriva dal potere della visualizzazione che si può fare prima. Ho provato a costruirmi lo scenario in cui io potevo essere il vincente”.

Novak Djokovic – Wimbledon 2019 (via Twitter. @wimbledon)

“La stabilità mentale mi ha salvato nei match-point”, continua Nole, “e mi ha permesso di rimontare e vincere. Mentalmente è stato il match più duro che ho giocato nella mia carriera. Più duro di quello contro Nadal in Australia. Quello più fisico, questo più mentale”.

Poi le questioni tecniche, e le difficoltà proposte da una avversario speciale come Federer: “Contro Federer su erba è difficilissimo perché lui sta attaccato alla linea di fondo e anticipa tutto, qualsiasi palla a qualsiasi velocità. E’ così talentuoso in questo tipo di tennis. Giocare contro Roger significa essere costantemente sotto pressione. Non è facile affrontarlo, a tratti ho sentito di non colpire al meglio la palla. Sapevo avrei dovuto essere incisivo sulle palle meno profonde di Roger: a volte ci sono riuscito, a volte no. Ma soprattutto non ho risposto bene sulle seconde di servizio. La maggior parte della partita ho dovuto difendere, ma ho saputo salire di livello quando contava di più, nei tre tie-break“.

Infine uno sguardo sul futuro e sulla sua eterna rivalità con Nadal e Federer. “Quei due tipi, Roger e Rafa, sono il motivo per cui gioco ancora, mi motivano a provare a fare quello che hanno fatto loro. Non so se ci riuscirò, ma è il mio scopo. Intendevo esattamente quello che ho detto in campo, che Roger mi ispira vedendo quello che fa a quella età. Sì, chissà, potrei immaginarmi qui a 37 anni, se mi divertirò e amerò ancora farlo. Non ho più obblighi verso il tennis, lo faccio per me, e magari fra 5 anni ci ritroveremo in questa sala!”.

“Come è il gusto di questa vittoria? Il miglior gusto di sempre”, assicura il campione di Belgrado. Cinque a Wimbledon, come Borg. Nelle ultime nove edizioni dello Slam londinese, Djokovic ne ha dunque vinti più della metà. E adesso si è tolto anche la soddisfazione, primo in Era Open, di vincerne uno dopo aver annullato match point. Not too bad, come direbbe lui stesso.

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Federer: “Similitudini con il 2008? La delusione. Niente Montreal, torno a Cincinnati”

Wimbledon, lo svizzero dopo la sconfitta più amara della carriera: “Un punto ha cambiato tutto, decidete voi quale dei due”. E salta l’Open del Canada

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Roger Federer- Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

Roger Federer è ancora incredulo quando si presenta in sala stampa dopo l’incredibile finale di Wimbledon persa al tie-break del quinto set sul 12-12 contro Novak Djokovic, probabilmente la più dolorosa sconfitta della carriera: “Certo mi sento triste, forse anche arrabbiato. Non riesco a credere di aver mancato una possibilità così grande”.

Nonostante la delusione tremenda si sforza di trovare dei lati positivi. “Ero sotto un break e l’ho rimontata nel quinto poi un punto ha cambiato tutto, decidete voi quale dei due match-point, è stata dura avere quelle possibilità e sprecarle. Certo, lui ha sempre gestito bene il mio slice, si abbassa molto bene e sbaglia poco. Devi sempre essere aggressivo con lui. E non importa se ho fatto molti punti in più, io so quanto ci sono arrivato vicino, e devo essere contento della mia prestazione. Sappiamo tutti quanto forte sia Novak, quanto lo sia stato per tanti anni, ogni vittoria in più aumenta la sua grandezza. Trovo motivazione in tante differenti situazioni, non sono diventato un giocatore di tennis solo per conquistare record“.

Si sforza poi di guardare già avanti, forse cercando di distogliere il pensiero dalla delusione: “Per riprendermi da una sconfitta così, beh, è come quando sei un break avanti, servi per il match, non va, ma prosegui lo stesso. Non si può rimanere depressi dopo un match così, bisogna avere la mentalità di andare avanti ed essere contenti del proprio livello.
Io lo sono. Penso che giocare sulla terra mi abbia fatto bene, ho avuto un buon ritmo partita, anche a Halle prima di qui”.

Non è dato sapere se la scelta dipende anche dal fatto di aver allungato la stagione disputando anche i tornei di Madrid, Roma e Parigi, ma Roger annuncia che tornerà in campo soltanto per il secondo dei ‘1000’ sul cemento nordamericano. “Guardando avanti, salterò Montreal, per darmi tempo di prepararmi bene per Cincinnati e gli US Open“.

 

Qualche collega gli chiede infine un paragone con la finale persa contro Nadal 11 anni fa e lui trova il modo di sorridere: “Ci sono stati grandi punti oggi, grandi emozioni. Rispetto al 2008? Mah, questa è stata una partita più regolare forse, senza interruzioni, senza il buio alla fine. La similitudine con quella partita, direi che è la delusione che sento“.

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Halep: “La mia miglior partita. Ora potrò venire a Wimbledon anche solo per mangiare!”

LONDRA – Halep felicissima di entrare nel Club di Wimbledon, è la prima rumena a vincere ai Championships. “In Romania non abbiamo campi in erba! Tiriac mi ha sempre sostenuta”

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Simona Halep - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

da Londra, il nostro inviato

Diventare membri del The All England Lawn Tennis Club è un onore di cui Simona Halep oggi potrà fregiarsi.È sempre stato il mio sogno vincere questo torneo, quando avevo 12 anni mia mamma mi diceva sempre, se vuoi diventare qualcuno nel tennis devi vincere Wimbledon, e così ho fatto. Quindi grazie ai miei genitori!”.

E per lei è stata un’ulteriore motivazione. Nello spogliatoio mi hanno ricordato che se avessi vinto il titolo, avrei avuto la ‘membership’ del circolo a vita, ed è stata una bella motivazione! Non mi sembra vero che potrò tornare qui quando lo vorrò, anche solo per pranzare o cenare. E potrò andare nel Royal Box! Lo volevo fortemente, quando ho iniziato il torneo ho detto a tutti che sognavo di diventare membro del Club e ci sono riuscita“.

 

La chiave vincente della partita è stata la mentalità propositiva che Simona ha messo in campo sin dal primo quindici. Ho cercato di essere aggressiva dall’inizio perché lei è fortissima e potente. Ho giocato sicuramente il miglior match della mia vita. Serena è un’inspirazione per tutte noi ma io ho cercato di essere concentrata su me stessa, di essere positiva e rilassata per tutta la partita. Ho giocato ogni punto senza pensare al punteggio. Quando ho visto 5-2 ho detto ok è vero. Ho deciso stamattina come giocare, ho giocato molte volte contro di lei e so quanto è dura. Ho davvero creduto di avere la chance di vincere. Non avevo nessun pensiero negativo, sono riuscita a controllare le emozioni e concentrarmi sulla partita, sentivo molto bene la palla e ho cercato di essere positiva e di mettermi nelle condizioni di giocare al meglio”.

La vittoria al Roland Garros dello scorso anno è sicuramente stata una svolta per la rumena, che le ha consentito di giocare le finali importanti con meno pressioni. “Le finali che ho perso in passato mi hanno aiutato ad affrontare le finali in modo diverso, ho imparato ad affrontarle come una partita normale, senza pensare al trofeo in palio. Sicuramente dopo aver vinto il primo slam ho cominciato a pensare che avrei potuto vincerne altri. Ma lo scorso anno ero esausta e ho dovuto prendere una lunga vacanza per rilassarmi come persona più che come giocatrice. Sento però che, al di là del match di oggi, posso ancora migliorare e sono molto motivata a farlo”.

Dopo la vittoria su Nadal, Roger Federer si era espresso in maniera molto positiva su Simona invitandola ad avere una mentalità vincente anche se aveva di fronte una campionessa come Serena Williams.È stato molto carino con me e le sue parole sono state di aiuto e supporto per me“.

Simona è la prima rumena a vincere i Championships, Nastase perse in finale in cinque set da Smith. “Cosa accadrà in Romania al mio ritorno? Non lo so, penso più o meno quello che successe quando ho vinto a Parigi. Intanto domani ho la cena dei campioni! In Romania non abbiamo nemmeno un campo in erba, quindi è difficile pensare di poter vincere Wimbledon, ma tutti sanno che torneo è questo. Tiriac mi ha aiutato dal 2014 quando persi da Sharapova in finale a Madrid e mi disse che avrei avuto un grande futuro. Stamattina mi ha detto che dovevo godermi la giornata, ma era molto felice dopo e mi ha anche dato un buffetto”.

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