Naomi Osaka alle prese con il lancio inaugurale nello Stadio dei Dodgers

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Naomi Osaka alle prese con il lancio inaugurale nello Stadio dei Dodgers

Mentre si prepara alla difesa del titolo allo US Open, Naomi (non) si rilassa con il baseball

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Nella stagione iniziata nel migliore dei modi a Melbourne con il suo secondo titolo Slam, Naomi Osaka ha iniziato a deludere le aspettative e, dopo l’eliminazione al primo turno patita a Wimbledon, è in attesa di rientrare sul cemento nordamericano. Dopo aver sostenuto la pressione di affrontare Serena Williams in finale a New York e mentre sta vivendo quella di confermarsi una volta raggiunta – prima tennista asiatica a farlo – la vetta del ranking WTA, Osaka ha voluto affrontare un’altra sfida: la cerimonia del first pitch nello Stadio dei Los Angeles Dodgers durante la Japan Night.

“È stato molto snervante, non voglio mentire” ha detto Naomi dopo il lancio perfetto nel guantone di Kenta Maeda, pitcher della squadra anch’egli nato a Osaka. “Onestamente, non aveva mai fatto un ‘primo lancio’, non tiravo una palla da baseball da un paio d’anni e speravo solo di non finire su Sportcenter tra i dieci peggiori fallimenti.


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L’inguine duole, Murray salta la preparazione a Miami

L’infortunio, risalente al match di Davis contro Griekspoor, costringe Andy ad annullare il classico blocco a Miami. Volerà comunque a Melbourne il 27 dicembre

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Andy Murray in allenamento - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Il suo fisico talvolta fa i capricci, ma dopo uno stop così lungo, con un’operazione così delicata alle spalle, essendo per giunta stato a un passo dal ritiro, qualche contrattempo nel percorso si può anche accettare serenamente. Andy Murray necessita di un pit stop e non volerà in Florida per l’ormai celeberrimo blocco di preparazione che da anni caratterizza il suo mese di dicembre.

Un po’ di pausa extra, imposta dall’inguine ancora dolorante dopo il piccolo risentimento accusato pochi giorni prima della Coppa Davis, aggravatosi notevolmente nel corso dell’unico match disputato a Madrid e vinto in volata sull’olandese Tallon Griekspoor al termine di un’estenuante maratona. Secondo quanto riportato dal corrispondente del Times Stuart Fraser, l’ex numero uno della classifica mondiale volerà in ogni caso in Australia il prossimo ventisette dicembre, per preparare con calma il primo Slam stagionale.

Soprattutto in un periodo di altalenante forma fisica e in vista di un impegnativo Major di due settimane con partite tre su cinque, Murray avrebbe bisogno di minimizzare il dispendio di energie e spera che gli organizzatori dell’Happy Slam gli concedano di evitare le qualificazioni, cui al momento sarebbe costretto dall’insufficiente posizione nel ranking, offrendogli una wild card.

Le speranze in tal senso sono molto più che discrete: dopotutto, se l’invito non lo merita un ex numero uno ATP con cinque finali a Melbourne alle spalle non si capisce chi dovrebbe meritarlo…

 

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Kyrgios, a rischio l’inizio della stagione

Il ricorrente problema alla clavicola che affligge Nick preoccupa capitan Hewitt

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Nick Kyrgios in tribuna durante il match tra Australia e Canada - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Corinne Dubreuil / Kosmos Tennis)

C’è preoccupazione sulla panchina australiana in vista dell’ATP Cup, la nuova manifestazione a squadre in partenza fra tre settimane a Brisbane, Perth e Sydney. Se ne fa portavoce il capitano Lleyton Hewitt che, secondo quanto riporta il quotidiano di Melbourne The Age, è alle prese con i problemi fisici del suo numero 2, Nick Kyrgios, pedina fondamentale del team aussie per uscire dal Gruppo F, dove è stato sorteggiato insieme a Canda, Germania e Grecia. L’esordio in quel di Brisbane è previsto contro la squadra tedesca di Zverev e Struff, che può anche contare sull’ottima coppia Krawietz/Mies, proprio nel Day 1 della manifestazione. Il problema di Kyrgios riguarda ancora la clavicola, lo stesso infortunio che ha costretto il ventiquattrenne di Camberra a saltare il tie dei quarti di finale perso contro il Canada alla Caja Magica di Madrid il mese scorso e, verosimilmente, al ritiro in Laver Cup a settembre. Hewitt spiega appunto che l’infortunio “si è presentato già un paio di colte, per cui è fonte di un po’ di preoccupazione in vista dell’estate australiana dove, se tutto va bene, Nick dovrà giocare parecchi incontri”. L’ex numero uno del mondo sottolinea che “la zona della spalla e quella della clavicola sono ovviamente di primaria importanza per il suo gioco: essere in grado di servire al meglio è un’arma essenziale per lui”.

Giocare gli eventi a squadre – abbiamo già avuto modo di appurarlo – giova a Kyrgios, tuttora osservato speciale dell’ATP dopo la sospensione condizionale della squalifica in seguito alle intemperanze di Cincinnati. È lo stesso capitano a confermarlo: “La sua condizione mentale ed emotiva è ottima. Ama l’ambiente della squadra, essere là fuori e dare il proprio sostegno ai compagni”. E resta cautamente ottimista: “Sta facendo la riabilitazione ed è già tornato in campo. Sono davvero fiducioso che possa giocare e dare man forte ad Alex de Minaur. Gioca sempre bene in Australia e spero che possa farlo in gennaio”.

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Ferrer lancia Nadal: “Punterà al record di Slam e sarà numero 1 anche a fine 2020”

Secondo ‘Ferru’ Rafa può chiudere anche la prossima stagione in testa alla classifica e superare i venti Slam di Federer: “È un supereroe, ogni anno mi sorprende”

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David Ferrer e Rafa Nadal - Barcellona 2019 (foto via Twitter, @bcnopenbs)

L’addio al tennis di David Ferrer sulla terra rossa di Madrid è stato senza dubbio uno dei momenti più emozionanti del 2019 sportivo. Nella stessa città ‘Ferru’ ha ricevuto un importante premio dalla Hall of Fame in novembre, denominato “Davis Cup Award of Excellence” e consegnato a chi ha onorato negli anni la propria squadra di Davis dando un importante contribuito nell’arco della propria carriera. Lo spagnolo, che per 13 anni ha giocato con le Furie Rosse, ha ritirato il riconoscimento nella settimana in cui la sua Spagna ha vinto la sesta Coppa Davis della sua storia, guidata da un meraviglioso Rafael Nadal.

Il maiorchino è reduce da una stagione strabiliante, chiusa a -1 dal record di Slam di Roger Federer. Su questo argomento dibattuto ormai da un decennio si è espresso David Ferrer in un’intervista al Daily Express: “Rafa cercherà di vincere il maggior numero di Slam possibile. È il suo obiettivo principale. Vuole essere competitivo ancora a lungo, proprio come Federer. Lui è un gran punto di riferimento per continuare a giocare. È più difficile, ma Rafa è numero uno del mondo adesso, è in una buona situazione”.

Secondo Ferrer, Nadal punterà quindi a superare i venti Slam del suo storico rivale già dalla prossima stagione. Un’opinione condivisa dalla maggior parte degli appassionati, degli addetti ai lavori e degli stessi colleghi di Rafa, che vorranno opporsi al suo progetto di conquista. Oltre ai soliti Djokovic e Federer dovrà guardarsi anche dai giovani, che continuano a migliorarsi. Ma Ferrer non ripone tanta fiducia nelle nuove generazioni: “Tsitsipas, Thiem, Medvedev sono giocatori davvero bravi, ma Rafa per me è il favorito per chiudere anche l’anno prossimo al primo posto. Può farcela. È un supereroe, è incredibile. Ogni anno mi sorprende. La sua mentalità è diversa da ogni altro giocatore che ho visto”.

Nadal e Ferrer hanno giocato una finale Slam nel 2013 al Roland Garros. Vinse nettamente Nadal, ma quel match non scalfì minimamente la straordinaria carriera di David, anzi, alimentò la convinzione che meritasse almeno un titolo Slam. Ora che ha appeso la racchetta al chiodo, lavora nell’accademia di Valencia per far crescere giovani tennisti ed è direttore del torneo di Barcellona. “Essere un giocatore ritirato è molto diverso” ha continuato. “Ci sono tante cose da fare in famiglia, ho un figlio di appena un anno. Le mie priorità sono mia moglie e mio figlio. Ho il tempo di divertirmi con loro perché quando ero un tennista ho viaggiato molto e non ho avuto tempo per loro, perciò è diverso, è un’altra fase della vita. Spero di essere in grado di fare davvero un buon lavoro (all’Accademia). È una buona motivazione essere ancora coinvolti nel tennis“.

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