Toronto: vince Andreescu, Serena si ritira dopo 4 giochi per problemi alla schiena

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Toronto: vince Andreescu, Serena si ritira dopo 4 giochi per problemi alla schiena

La finale del Premier 5 canadese dura appena 19 minuti: la Williams abbandona in lacrime sotto 3-1 nel primo set. Andreescu prima canadese a vincere il torneo dopo 50 anni

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Bianca Andreescu - Toronto 2019 (via Twitter, @WTA)

Spunti tecnici: Andreescu, colpitrice moderna che usa la testa

B. Andreescu b. [8] S. Williams 3-1 rit.

La finale attesissima del WTA Premier 5 di Toronto non entra nemmeno nel vivo: dopo 4 giochi con la padrona di casa Bianca Andreescu avanti di un break (3-1), Serena Williams si ritira in lacrime quando annuncia la sua rinuncia alla sua avversaria. Serena non aveva palesato grandi difficoltà nei quattro giochi ma alla fine non ha potuto proseguire per un infortunio alla parte alta della schiena. Si tratta del quindicesimo ritiro a partita in corso della sua carriera, appena il secondo in una finale (ne ha giocate 96, compresa questa). Curiosamente, l’unico altro match per il titolo che Serena non è stata in grado di concludere, assegnava sempre il trofeo del Canada Open: correva l’anno 2000 a Montreal, e dopo aver rifilato un bagel nel primo set a Hingis, Serena Williams perdeva 6-3 il secondo e si ritirava sotto 3-0 nel terzo per un problema al piede sinistro.

PROFETA IN PATRIA – Bianca Andreescu riporta il titolo femminile dell’Open del Canada a casa dopo 50 anni (nel 1969 l’ultimo successo di Faye Urban) ed entra nelle prime 15 del mondo. Tra poche ore, infatti, sarà ufficialmente la numero 14 del mondo e soppianterà Anisimova dal trono di teenager più giovane in classifica. A 19 anni, si tratta del secondo titolo pesante della stagione dopo il Premier Mandatory vinto a Indian Wells nel marzo scorso. Nonostante abbia giocato soltanto 8 tornei in stagione è già nelle prime 8 della Race per andare alle Finals di Shenzhen, a testimonianza di un livello di gioco che vale la top 10.

 

Nonostante una non-finale durata appena 19 minuti, il brevissimo epilogo dell’edizione femminile della Rogers Cup 2019 è stato caratterizzato da un bel momento di sportività. Bianca Andreescu, appena dopo essersi laureata campionessa, ha raggiunto Serena per abbracciarla e rannicchiarsi di fronte a lei, regalandole qualche parola di conforto. “Serena, sei davvero una campionessa dentro e fuori dal campo” ha detto Bianca, appena ha avuto un microfono per esprimere il suo stato d’animo a metà tra gioia e comprensione per il ritiro dell’avversaria. “Sono davvero senza parole adesso. Questo è soltanto l’inizio“.

Con la voce ancora rotta dal pianto, in fase di premiazione, Serena ha salutato con una manciata di parole il pubblico di Toronto. “Grazie a tutti. Mi dispiace, ma oggi non ce l’ho fatta. Ci ho provato ma semplicemente non potevo riuscirci. Ringrazio Geova per essere qui adesso. Bianca, sei davvero una grande sportiva. Grazie al mio team, è stato un anno molto difficile ma… andremo avanti“, ha concluso la statunitense lanciando in alto il pugno, come a voler dimostrare che nonostante le difficoltà dei (quasi) 38 anni lei non si arrenderà.

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WTA Roma: Pliskova giocherà la terza finale di fila. Tra lei e il titolo c’è Swiatek

Swiatek vince la seconda partita in poche ore con grandi meriti. Proverà a impedire a Pliskova di vincere il secondo titolo al Foro Italico

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Karolina Pliskova - WTA Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Per il terzo anno di fila al Foro Italico ci sarà Karolina Pliskova in finale, ma gli applausi più scroscianti di questo sabato vanno a Iga Swiatek, capace di vincere due partite in poche ore contro due avversarie tutt’altro che banali: prima Elina Svitolina, nei quarti non disputati venerdì per pioggia, e poi Coco Gauff in semifinale, battuta per 7-6 (3) 6-3 in un’ora e 45 minuti.

Si può essere certi che questo sia stato il primo episodio di un lungo franchise che vedrà protagoniste le due, visto che si trattava della semifinale più giovane nella categoria 1000:

Il livello del match è stato buono fin da subito, con Swiatek che si è procurata una palla break nel terzo gioco quando Gauff (che in quel game ha faticato a mettere la prima) ha commesso due errori di dritto, salvandosi con un ace al centro. L’americana ha però avuto un momento di défaillance, e ha sbagliato completamente una smorzata prima di commettere un doppio fallo per il 2-1 Swiatek.

La polacca ha spesso alzato le traiettorie per allontanare l’avversaria dalla riga; a volte l’ha fatto in maniera un po’ passiva, ma spesso e volentieri la combinazione fra moonball e rapidi cambi ha mandato fuori giri l’avversaria, che non è riuscita a leggere le varie rotazioni della seconda di Iga (13/19 con la seconda nel set). Gauff ha però mostrato delle accelerazioni notevoli, sia con il rovescio che con il servizio (nonostante le percentuali basse), ed è riuscita a rimanere attaccata all’avversaria, procurandosi due palle break nel sesto gioco: Iga ha annullato la prima con un dritto in contropiede, mentre sulla seconda Gauff si è difesa benissimo dalle accelerazioni di rovescio dell’avversaria ma ha messo lungo il recupero su una stop volley.

I tempi erano però maturi per il contro-break: nel turno successivo ha mostrato un fantastico riflesso a rete seguito da uno schiaffo di rovescio che ha accarezzato la riga esterna sul 30-30, e ha pareggiato su un non forzato di dritto dell’avversaria. Con l’andare del set Gauff ha letto sempre meglio il servizio di Swiatek, giocando quasi tutti i punti in risposta su un piano più neutro, già di per sé una vittoria per il ribattitore, e la polacca ha stentato sempre di più a contenere la profondità dei suoi colpi. Sul 4-5 15-30 Gauff ha risposto di rovescio con i piedi abbondantemente dentro al campo, ma Swiatek ha trovato un passante bimane di rovescio in allungo, ed è riuscita a trascinare il set al tie-break.

Lì il match è completamente girato: Swiatek si è procurata il primo mini-break sul 3-1 su un dritto lungo dell’americana, e ha bissato su un unforced di rovescio di Gauff, senza più guardarsi indietro fino al 7-3 finale su un rovescio appena largo della teenager.

All’inizio del secondo Swiatek ha alzato ulteriormente il livello, vincendo i primi nove punti al servizio, inclusa una licenza poetica:

Sul 2-1 in suo favore ha trovato un vincente di rovescio che le ha dato il 15-30, ed è salita a palla break con una risposta incrociata seguita da un rovescio profondo che Gauff non è riuscita a gestire, salendo 3-1 grazie a un doppio fallo dell’avversaria. La statunitense ha però reagito e si è portata 30-40 con un dritto vincente, ma ha sparato in rete una risposta di rovescio non impossibile. Coco se n’è procurata un’altra con un ottimo passante di dritto, ma Swiatek si è salvata con servizio e rovescio e ha tenuto.

Di fatto il match si è chiuso lì: Gauff ha commesso un altro doppio fallo per la palla break, e ha regalato il 5-1 con uno schiaffo di rovescio finito lungo. Gauff ha recuperato uno dei due break con una risposta vincente di dritto seguita da un doppio fallo di Swiatek, ma quando è andata a servire per il match per la seconda volta la polacca è riuscita a chiudere, nonostante un altro doppio fallo sul secondo match point – alla terza chance ha trovato un rovescio in contropiede non controllato da Gauff, e ha conquistato la sua prima finale di categoria.

[9] K. Pliskova b. P. Martic 6-1 3-6 6-2

Poco prima, Karolina Pliskova si era garantita il primo posto in finale. La ceca dimostra di amare molto la terra del Foro Italico e approda per il terzo anno di fila all’ultimo atto del torneo romano, dopo aver eliminato in tre set Petra Martic. L’ultima a riuscire in una tale impresa era stata Amelie Mauresmo nel triennio 2003-2005 (sconfitta nel 2003 e vincitrice nelle successive edizioni). Una partita davvero di alta qualità da parte di Pliskova che ha dominato il primo e il terzo set, concedendosi uno dei suoi caratteristici momenti di amnesia nella parte finale del secondo. Dall’altra parte della rete, Martic è stata decisamente troppo discontinua e fallosa per poter impensierire davvero l’avversaria (ben 34 non forzati a fronte di 20 vincenti, mentre Karolina ha chiuso con un positivo 37-31).

Il primo set è stato di fatto un no contest. Pliskova ha mantenuto medie eccezionali al servizio, mettendo l’80% di prime e perdendo appena tre punti. Martic non è riuscita a farla muovere a sufficienza e ha tratto poco anche dalle smorzate, troppo lunghe e telefonate. Potendo colpire spesso da buona posizione, la ceca ha fatto valere la propria maggiore potenza di fuoco trovando molti vincenti anche direttamente con la risposta. Dopo 28 minuti le due sono andate a sedersi sul 6-1 Pliskova.

Nel secondo, Martic ha limato gli errori e finalmente ha iniziato a far correre l’avversaria. Dopo aver mancato tre palle break nel lunghissimo quinto game (ben sedici punti), la croata è riuscita a far breccia nel servizio di Pliskova, scappando sul 5-3. La ceca, forse con la testa già al terzo set, ha di fatto lasciato andare la presa, subendo il secondo break consecutivo e cedendo il parziale. Nel set decisivo, Karolina ha subito reagito, salendo sul 2-0, ma non prima di aver annullato ben tre palle break. Martic ha tentato di dire ancora la sua e si è rifatta sotto, strappando la battuta a Pliskova e impattando sul 2-2. Da qui in poi però la ceca ha nuovamente cambiato marcia. Con una serie di soluzioni vincenti di gran qualità, Pliskova ha infilato una serie di quattro giochi consecutivi e si è assicurata così la vittoria dopo quasi due ore di partita. Domenica giocherà la trentesima finale della sua carriera (16-13 il bilancio). Non ha mai affrontato Iga Swiatek in confronti ufficiali.

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Articolo a cura di Tommaso Villa e Lorenzo Colle

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WTA Roma: Swiatek sbriga la pratica Svitolina. (Poco) riposo e poi la semi con Gauff

Iga Swiatek domina il primo set e parte del secondo, poi la partita va in lotta ma la polacca trova lo spunto nell’ultimo game. Alle 15 sfida Gauff

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Iga Swiatek - WTA Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Ha comandato, poi ha rischiato di perdere il controllo del match, alla fine ha evitato un terzo set che sarebbe stato foriero di guai e avrebbe diminuito ulteriormente i minuti di riposo a sua disposizione. Iga Swiatek si è qualificata per le semifinali degli Internazionali d’Italia e sarà la sua prima presenza tra le prime quattro di un WTA 1000: a farne le spese è stata Elina Svitolina, che del Foro è stata regina nel 2017 e nel 2018, dopo un’ora e trentotto minuti di gioco (6-2 7-5). La giocatrice polacca avrà a disposizione un paio d’ore per rilassare i muscoli prima di affrontare in semifinale Coco Gauff, qualificata già da ieri in virtù del ritiro di Barty – che in quel momento conduceva nel punteggio 6-4 2-1.

Nei primi game della partita sul Pietrangeli si sono alternati coni di luce e di ombra, tanto che Swiatek ha iniziato munita di giacchetta. Quando il sole ha preso pieno possesso del campo più suggestivo dell’impianto romano, Iga è tornata alla mise estiva e anche il suo tennis si è sbloccato. I suoi cambi di ritmo e i colpi in contropiede, soprattutto sul più debole dritto di Svitolina, le hanno fruttato la mini-fuga valida per il 4-1 – unico game del set nel quale abbia dovuto fronteggiare palle break. Svitolina non è mai riuscita davvero a reagire, chiamata a correre una volta in avanti per recuperare una palla corta e il punto dopo lateralmente. Swiatek ha deciso più o meno sempre come si dovesse giocare il punto e il 6-2 è arrivato come logica conseguenza.

Nel secondo set c’è stato sin da subito più equilibrio, soprattutto perché la resa di Swiatek con la prima è scesa rispetto all’85% del primo parziale. Pur a seguito di uno scambio di break, però, Swiatek si è trovata di nuovo avanti di un break sul 4-2. Avanti 30-15, la campionessa in carica del Roland Garros ha forse creduto di averla già chiusa ed è stata meno sistematica nella ricerca del dritto avversario; Svitolina è riuscito a vincere uno scambio dei suoi sulla diagonale di rovescio e in un amen ha acciuffato il 4-4. E con esso il terreno suo preferito, quello della lotta.

 

Swiatek si è però sistemata silente a bordo partita, quasi fingendo di accontentarsi del tie-break, e invece sul 6-5 ha trovato un preziosissimo game di risposta per evitare guai. Ancora una volta la chiave è stata giocare palle pesanti sul dritto di Svitolina, uno schema che le ha consegnato due match point e appena dopo il passaggio in semifinale, a seguito di un dritto lungo di Svitolina che ha cercato di sfuggire alla pressione con un colpo vincente.

Contro Gauff sarebbe stato comunque un match complicato, lo sarà a maggior ragione per lo squilibrio nel tempo a disposizione per preparare del match.

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WTA Roma: la beffa oltre alla pioggia, Barty costretta al ritiro avanti un set, Gauff in semifinale

Un non precisato problema al braccio destro costringe la N.1 al ritiro. L’obiettivo è preservare le sue chance a Parigi

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Si ritira a sorpresa Ashleigh Barty, in vantaggio 6-4 2-1 nei confronti di Cori Gauff che avanza così in semifinale. Un ritiro che ha colto di sorpresa la stessa diciassettenne della Florida, la cui reazione ha confermato la mancanza di indizi che suggerissero tale epilogo.

L’incontro inizia con quattro giochi lottati con anche un break per parte prima che le due ragazze inizino ad affidarsi con continuità ai propri turni di battuta – continuità che tuttavia non è garantita dalla pioggia, con due interruzioni nel corso del primo parziale. Barty sfoggia la classica fasciatura alla coscia (sinistra) e la manica di compressione al braccio destro resa popolare da Milos Raonic. Rientrate definitivamente sulla Grand Stand Arena mentre il Centrale, orfano di Djokovic e Tsitsipas, resta coperto dai teloni antipioggia, Ashleigh piazza la zampata in ribattuta al decimo gioco: bravissima Cori ad annullare con personalità quattro set point, ma nulla può sul passantone di dritto dell’australiana alla quinta opportunità. Al cambio campo in vantaggio 2-1, Barty scambia qualche battuta con la fisioterapista, si tocca la parte interna del gomito destro, si alza e va a stringere la mano a una Coco quasi disorientata.

“Sono dispiaciuta, ma devo ascoltare il mio corpo. Spero di tornare al massimo nelle prossime due settimane” sono state le parole di Ash dopo l’incontro. Definendo “brutali” le condizioni di gioco, ha confermato il problema al braccio e spiegato che andava peggiorando punto dopo punto; evidentemente, non ha voluto rischiare in vista del Roland Garros.

 

Dopo la terza giocatrice del mondo Simona Halep che ha confermato un “piccolo strappo” al polpaccio, gli Internazionali perdono così la numero 1. Per quanto riguarda Gauff, apparsa comunque in gran forma questa settimana, non le resta che attendere l’esito del match tra Elina Svitolina e Iga Swiatek.

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