Kenin mette fine all'avventura di Paolini a Guangzhou

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Kenin mette fine all’avventura di Paolini a Guangzhou

Jasmine parte benissimo e vola 5-2, poi viene rimontata e riesce a vincere un solo game. L’assalto alla top 100 è rimandato a Tashkent, la prossima settimana

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Jasmine Paolini (foto San Marco)

Il best ranking era già stato raggiunto, e anche se un’altra vittoria le avrebbe garantito un passo deciso verso la top 100 Jasmine Paolini può comunque dirsi soddisfatta della sua avventura nel WTA International di Guangzhou, che si è conclusa per la terza volta nel circuito maggiore ai quarti di finale.

La sconfitta è arrivata per mano di Sofia Kenin, numero 20 del mondo e tra le giocatrici che più hanno migliorato il proprio livello di gioco tra stagione precedente e stagione in corso. Il rammarico, se ce ne può essere uno quando si esce sconfitti in due set contro una giocatrice di categoria superiore, è che nel primo set l’italiana si era fatta valere al punto da portarsi immediatamente in vantaggio fino al 5-2, con tre chance di chiudere il set: la prima e l’ultima in risposta, nel mezzo perfino una con il servizio a disposizione. Nello storico del match si legge invece il decisivo 5-0 di Kenin che ha ribaltato set, partita – nel secondo Paolini avrebbe mollato per il 6-1 conclusivo – e vanificato l’ennesima rincorsa dell’italiana alla top 100, che però certo non si interromperà qui.

Dalla 114esima posizione che Jasmine acquisirà da lunedì, la distanza per raggiungere il taglio utile alla qualificazione diretta per l’Australian Open è di appena una decina di posizioni. Lo stato di forma è vantaggioso, il livello di fiducia è ai massimi storici. Provarci è quasi un imperativo morale, fin dalla prossima settimana che vedrà l’italiana impegnata sui campi di Tahskent, sede di un torneo International. Con le giocatrici più forti del mondo a darsi a battaglia a Wuhan (Premier 5), può essere un’altra buona occasione.

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Coppa Davis: tutte le convocazioni alle Finals, ci sono Nadal, Djokovic e Kyrgios

L’Italia con la miglior formazione possibile: Berrettini, Fognini, Sonego, Seppi e Bolelli. Barazzutti: “La squadra che ho sempre sognato”. Temibili i due avversari nel girone, Canada e USA (privi di Isner). Presenti anche Murray e Medvedev

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Mentre l’attenzione per gli ultimi due tornei della stagione si colora di azzurro a causa della possibilità di accedere alle ATP Finals per due nostri rappresentanti, arrivano le convocazioni per la fase finale della Coppa Davis che si terrà a Madrid dal 18 al 24 novembre. Le diciotto squadre ammesse sono divise in sei gironi di tre squadre ciascuno; a partire dalla serata di giovedì 21, le prime classificate di ogni girone e le due migliori seconde disputeranno i quarti di finale. Chi raggiunge le semifinali, programmate per il sabato, si qualifica per le Finals del prossimo anno. Domenica ci sarà la finale. Ogni tie prevede due singolari e un doppio, con tutti gli incontri che si giocheranno al meglio dei tre set. Giova ricordare che, a prescindere dal discusso formato, chi vince porta a casa l’Insalatiera.

Per difendere i colori italiani sul duro indoor della Caja Magica, capitan Barazzutti ha chiamato Matteo Berrettini, Fabio Fognini, l’esordiente Lorenzo Sonego, Andreas Seppi e Simone Bolelli. L’Italia, sorteggiata nel girone F, esordirà lunedì 25 contro il Canada che potrà contare su Felix Auger-Aliassime, Milos Raonic Denis Shapovalov (che ha appena vinto il suo primo titolo) e Vasek Pospisil (sulla via del ritorno). La terza squadra del girone sono gli Stati Uniti, che schiereranno Taylor Fritz, Reilly Opelka, Sam Querrey, Frances Tiafoe e Jack Sock.

L’assenza di John Isner è un bel colpo per la squadra italiana. Sock e Querrey saranno probabilmente i doppisti, mentre i singolaristi dovrebbero essere Fritz e Tiafoe (o Opelka: dipenderà dalla velocità della superficie forse). Il Canada porta tutti i migliori ed è una squadra solida. Fino a pochi mesi fa la squadra italiana sul veloce sarebbe stata il vaso di coccio fra quelli di ferro. Oggi forse non è più così.

“Ho sempre sperato di avere una squadra così forte, con un grande futuro”, ha dichiarato Capitan Barazzutti al sito della Federtennis. “Arriviamo a queste finali con tante speranze in più e la consapevolezza di essere molto competitivi, avendo massimo rispetto dei nostri avversari, come loro del resto terranno in grande considerazione la nostra squadra. Potevamo pescare un po’ meglio, ma sono convinto che anche loro non siano troppo contenti di incrociare l’Italia in questo momento“.

 

GIRONI E CONVOCATI (la prima nazione è testa di serie)

Gruppo A
Francia: G. Monfils, B. Paire, J-W. Tsonga, P-h. Herbert, N. Mahut
Serbia: N. Djokovic, D. Lajovic, V. Troicki, F. Krajinovic, J. Tipsarevic
Giappone: Y. Nishioka, Y. Uchiama, T. Daniel, B. McLachlan, Y. Sugita

Gruppo B
Croazia: M. Cilic, B. Coric, M. Pavic, N. Metkic, I. Dodig
Spagna: R. Nadal, R. Bautista, F. Lopez, P. Carreño, M. Granollers
Russia: D. Medvedev, K. Khachanov, A. Rublev, E. Donskoy

Gruppo C
Argentina: D. Schwartzman, G. Pella, L. Mayer, H. Zeballos
Germania: J-L. Struff, P. Kohlschreiber, D. Koepfer, A. Mies, K. Krawietz
Cile: C. Garin, N. Jarry, M. Barrios, H. Podlipnik

Gruppo D
Belgio: D. Goffin, K. Coppejans, J. Vliegen, S. Darcis
Australia: A. de Minaur, N. Kyrgios, J. Millman, J. Thompson, J. Peers
Colombia: J.S. Cabal, R. Farah, S. Giraldo, D.H. Galán, A. Gonzalez

Gruppo E
Gran Bretagna: A. Murray, D. Evans, J. Murray, N. Skupski
Kazakistan: A. Bublik, M. Kukushkin, D. Popko, A Nedovyesov, A Golubev
Olanda: R. Haase, T. Griekspoor, B. Van de Zandschulp, W. Koolhof, J-J Roger

Gruppo F:
Stati Uniti: T. Fritz, R. Opelka, S. Querrey, F. Tiafoe J. Sock
Italia: M. Berrettini, F. Fognini, L. Sonego, A. Seppi, S. Bolelli
Canada: F. Auger-Aliassime, M. Raonic D. Shapovalov, V. Pospisil

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Vienna, Berrettini inizia con una rimonta: “Il problema alla caviglia mi ha distratto”

Matteo gioca un brutto primo set ma alla fine supera Edmund, giunto all’ottavo KO consecutivo. Spavento per la caviglia: “Quando ho sentito che stavo bene sono tornato a concentrarmi sul match”. E sulla Davis dice: “Girone duro, ma possiamo dare fastidio a tanti”. Sonego cede in due set a Fucsovics

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Matteo Berrettini - Vienna 2019 (photo credit: © e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger)

Non dev’essere facile, e con ogni probabilità non lo è davvero, scendere in campo con la testa ingombra di pensieri non strettamente legati alle faccende esclusive del rettangolo di gioco. Berrettini, come se ci fosse qualcuno che ancora non sapesse, si sta giocando in questi giorni la qualificazione alle Finals londinesi, obiettivo non necessariamente facile da inquadrare per un ragazzo che aveva iniziato la stagione con prospettive luminose sì, ma pur sempre fuori dai primi cinquanta della classifica.

Eppure è ottobre e a oggi Matteo sarebbe qualificato, con buone speranze di esserlo almeno fino all’inizio della prossima settimana, considerata la tortuosa rimonta vincente inflitta a Kyle Edmund nel primo turno del 500 austriaco. Una vittoria sofferta, brutta e infarcita di erroracci, eppure di quelle che possono tramutarsi in svolta, proprio perché raschiate dal fondo del barile di una giornata poco ispirata. La pressione era tanta e i pensieri pesavano rendendo le gambe di granito, il braccio lento e la testa non lucidissima, eppure, cosa vuol dire la fiducia, Matteo ne è uscito, nonostante un set e mezzo molto al di sotto di qualsiasi cosa ci si aspettasse da lui e in verità aiutato da un avversario che, sprecate le notevoli chance avute in avvio di secondo set, non ha potuto fare a meno di pensare alle ultime sette partite giocate, tutte perdenti.

Incline all’errore con il fido dritto e innocuo in risposta, Matteo ha ceduto velocemente il primo set (complice anche l’iniziale spavento per l’infortunio alla caviglia), per poi camminare su uno scomodo cornicione all’inizio della seconda partita: in particolare, lo sventurato Kyle si sarebbe potuto staccare nel primo game (tre palle break non trasformate di cui due consecutive) e nel settimo (0-30 con Matteo al servizio), ma non essendo riuscito nell’impresa si è incupito, ha incassato un parziale di dodici punti a tre per il pareggio e ridato fiato a Berrettini, ora rinfrancato e capace di catturare con relativo agio la qualificazione al secondo turno, grazie al break avvenuto nel terzo game del set decisivo. La strada che porta a Londra prevede la prossima tappa per la giornata di mercoledì: ad attenderlo troverà Grigor Dimitrov, uno che le Finals le ha vinte, giusto per rimanere in tema. Il bulgaro ha battuto Matteo quest’anno a Montecarlo al primo turno ma Matteo è progredito tantissimo negli ultimi 6 mesi.

 

LE PAROLE DI MATTEO A FINE PARTITA “Il campo è nuovo, molto ruvido… mi sono impuntato. Per fortuna sono riuscito a non mettere tutto il peso sulla caviglia e non mi sono fatto troppo male. All’inizio ero un po’ spaventato. Nel primo set ero un po’ distratto anche a causa dell’infortunio, nel secondo, quando ho sentito che fisicamente stavo bene, sono riuscito a concentrarmi sul match. Sono stato bravo a giocare bene i punti importanti. La vecchia Davis non l’ho mai giocata. Credo che possa essere un evento interessante, con tante partite ravvicinate, ci sarà da divertirsi. Il nostro girone è molto duro, ho visto le convocazioni… Sarà tosta, soprattutto a Madrid, cemento indoor, altura… a me piace però piace anche agli altri. Siamo sicuramente una squadra completa, che può dare fastidio a tanti. Alla fine dell’anno non è scontato che tutti siano al 100%, noi giochiamo Europa ed è un grosso vantaggio”.

Niente da fare invece per l’altro azzurro impegnato nel pomeriggio viennese: Lorenzo Sonego, entrato all’ultimo al posto dell’infortunato Nick Kyrgios, ha ceduto in due al qualificato ungherese Marton Fucsovics, al termine una partita in cui le ombre sono state di molto preponderanti rispetto alle poche luci. Perso il primo set a causa del break subito nel nono gioco e pur avendo avuto una palla, non sfruttata, per impattare in quello successivo, Sonego per lunghi tratti non ha trovato alcuna contromisura al servizio avverso, tornando parzialmente a galla solo nella seconda partita anche grazie al vistoso calo occorso al numero 67 ATP.

Scappato sul tre a uno all’inizio del secondo set, il tennista torinese non è tuttavia più riuscito a conservare la propria battuta, né mai a trovare il tempo sulla palla per condurre un affidabile palleggio, specie dal lato sinistro. Il duplice seiquattro incassato oggi conferma il difficile periodo vissuto da Sonego, il quale, dopo la semifinale conquistata a Kitzbuhel la scorsa estate, non ha più vinto due partite in fila nel tour maggiore. La sua annata resta clamorosa, ma pareva perfino superfluo sottolinearlo.

Risultati:

[5] D. Schwartzman b. P-H. Herbert 6-4 6-4
[Q] M. Fucsovics b. L. Sonego 6-4 6-4
[3] M. Berrettini b. K. Edmund 3-6 6-3 6-4
G. Dimitrov b. [Q] D. Dzumhur 6-3 7-5
[2] K. Khachanov b. H. Hurkacz 6-4 7-6(3)

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Classifica ATP: Sinner a un passo dalla top 100

Jannik si ferma al numero 101 del mondo. Già a Vienna l’esordio del 18enne azzurro in top 100? Intanto risorge Andy Murray: il successo ad Anversa gli fa guadagnare 116 posti, ora è numero 127

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Jannik Sinner - Anversa 2019 (foto via Twitter, @EuroTennisOpen)

Mettiamo per un attimo da parte le celebrazioni patriottiche per la quasi-top-100 di Jannik Sinner, per accendere i riflettori su un campione a cui il tennista altoatesino viene talvolta accostato per ragioni tecniche e morfologiche: Andy Murray. Il baronetto scozzese ad Anversa domenica ha conquistato il 46esimo torneo della carriera a quasi tre anni di distanza dall’ultimo successo sconfiggendo Stan Wawrinka al termine di un match a tratti splendido e con un esito che sembrava impossibile alla vigilia e utopistico durante il suo svolgimento.

Pur con una partita in più nelle gambe rispetto al suo avversario, il britannico è letteralmente risorto da una situazione di punteggio che a metà del secondo set e all’inizio del terzo sembrava ampiamente compromessa. Sicuramente Wawrinka ci ha messo tanta involontaria buona volontà per non vincere (in tale senso è emblematica la sua volée di rovescio sbagliata nel game finale su una palla ampiamente destinata al corridoio), ma quella vista in Belgio – Paese che vide il suo trionfo anche in coppa Davis nel 2015 – è una versione di Murray che difficilmente speravamo di poter tornare ad ammirare sotto il profilo della tenuta fisica e della profondità dei colpi.

La vittoria gli portato in dote il numero 127 del ranking, ovvero 116 posizioni più in alto di quella che occupava sette giorni fa e un’incalcolabile quantità di fiducia in più.

 

I PRIMI DELLA CLASSE – Di seguito la top 20:

Posizione Nazione Giocatore Punti Variazione
1 Serbia Djokovic 9545 =
2 Spagna Nadal 9225 =
3 Svizzera Federer 6950 =
4 Russia Medvedev 5920 =
5 Austria Thiem 5085 =
6 Germania Zverev 4425 =
7 Grecia Tsitsipas 3740 =
8 Giappone Nishikori 2860 1
9 Russia Khachanov 2785 -1
10 Spagna Bautista Agut 2575 =
11 Italia Berrettini 2545 =
12 Italia Fognini 2370 =
13 Belgio Goffin 2280 1
14 Francia Monfils 2260 -1
15 Argentina Schwartzman 1950 =
16 USA Isner 1895 =
17 Svizzera Wawrinka 1820 1
18 Canada Auger-Aliassime 1681 -1
19 Francia Pouille 1645 =
20 Argentina Pella 1620 =


Le alchimie aritmetiche della classifica hanno portato il fantasma di Nishikori davanti a Khachanov. Dipende invece da meriti conquistati sul campo la posizione guadagnata da Wawrinka, che ad Anversa ha confermato con i fatti di essere un giocatore pienamente recuperato sotto il profilo fisico. Alle spalle dei migliori troviamo il profeta in patria Andrey Rublev. Con la vittoria ottenuta nella sua città natale nel giorno del suo ventiduesimo compleanno, Rublev si è regalato il posto numero 22 del ranking, il migliore sino ad oggi in carriera. Impresa importante per un ragazzo che otto mesi fa occupava la posizione numero 115.

A cinque gradini di distanza da lui c’è un altro giovanissimo campione che nel corso della stagione sembrava a tratti avere smarrito la retta via: Denis Shapovalov. Il canadese nativo di Tel Aviv a Stoccolma ha finalmente ottenuto il primo successo in carriera.

CASA ITALIA – Sono quindici gli italiani tra i primi 200 del mondo. Uno in meno rispetto al lunedì della scorsa settimana a causa dell’uscita dal gruppo di Filippo Baldi:

Classifica Giocatore Variazione
11 Berrettini =
12 Fognini =
56 Sonego =
71 Seppi 1
73 Cecchinato =
83 Travaglia =
100 Caruso -5
101 Sinner 18
111 Fabbiano -22
120 Lorenzi -3
122 Mager 2
147 Giustino -2
149 Giannessi -2
156 Gaio -6
190 Marcora -3


Si riduce di una unità anche la pattuglia degli italiani presenti nella top 100. Thomas Fabbiano ha perso i punti conquistati nel 2018 con la vittoria al Challenger di Ningbo ed è arretrato di 22 posizioni passando dalla 91esima alla 111esima. Il suo posto avrebbe potuto essere preso da Sinner se il giapponese Yasutaka Uchiyama non avesse vinto a Ningbo entrando così per la prima volta a 27 anni tra i migliori 100 del mondo. Il diciottenne allievo di Piatti avrà comunque subito a Vienna la chance di varcare la soglia dell’eccellenza tennistica. Nella capitale viennese saranno presenti anche Lorenzo Sonego e Matteo Berrettini, mentre Fabio Fognini giocherà a Federeropoli o Basilea che dir si voglia.

RACE TO LONDON – A circa tre settimane di distanza dall’inizio delle finali riservate agli otto migliori tennisti della stagione, restano da assegnare due posti effettivi e due di riserva, poiché sei giocatori (Nadal, Djokovic, Medvedev, Federer, Thiem e Tsitsipas) hanno già ottenuto la qualificazione matematica (qui la nostra Race aggiornata). La situazione tra la posizione numero 7 e 15 della Race è la seguente:

Posizione Nazione Giocatore Punti
7 Germania Zverev 2855
8 Italia Berrettini 2525
9 Spagna Bautista Agut 2485
10 Belgio Goffin 2325
11 Italia Fognini 2235
12 Giappone Nishikori 2125
13 Francia Monfils 2170
14 Argentina Schwartzman 1860
15 Svizzera Wawrinka 1820


Questa settimana otto di loro si disputeranno 500 punti: a Basilea oppure a Vienna. In Svizzera giocheranno Wawrinka, Fognini, Goffin, Bautista Agut e Zverev; Berrettini, Monfils e Schwartzman saranno invece presenti in Austria. Assente giustificato Nishikori, che sembra oggettivamente fuori dai giochi per i suoi cronici problemi fisici.

RACE TO MILAN – A Milano il torneo riservato ai migliori under 21 inizierà il prossimo 5 novembre. La classifica al momento è così costituita:

Posizione ATP Nazione Giocatore Nato nel Punti
6 Grecia Tsitsipas 1998 3820
18 Canada Auger-Aliassime 2000 1681
27 Canada Shapovalov 1999 1495
28 Australia de Minaur 1999 1430
48 USA Tiafoe 1998 1015
61 Norvegia Ruud 1998 931
54 Serbia Kecmanovic 1999 901
63 Francia Humbert 1998 852


Sinner è dodicesimo. Assente per ovvie ragioni Stefanos Tsitsipas, rimangono da assegnare tre poltrone. Auger-Aliassime, Shapovalov, de Minaur e Tiafoe sono già qualificati. Al torneo prenderà parte anche Jannik Sinner indipendentemente dalla sua classifica grazie alla wild card. Ci auguriamo per il bene dello spettacolo – che data la qualità dei partecipanti appare di prim’ordine – che quest’anno non si verifichino altri ritiri eccellenti come quello di Shapovalov dalla edizione 2018.

BEST RANKING – Oltre al già citato Rublev, altri tre giocatori hanno raggiunto il proprio best ranking questa settimana:

Classifica Giocatore Nazione Nato nel
74 M. Ymer Svezia 1998
87 Uchiyama Giappone 1992
93 Davidovich Fokina Spagna 1999


Due debuttanti in top 100: Uchiyama e Davidovich Fokina. Entrambi hanno raggiunto questo risultato grazie al Challenger di Ningbo. Non sappiamo se e quanto il giapponese saprà migliorarsi in futuro, ma sul futuro del ventenne spagnolo che abbiamo avuto modo di ammirare recentemente a Genova in finale contro Sonego siamo pronti a scommettere.

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