Non solo le Olimpiadi, Federer annuncia: “Giocherò anche il Roland Garros”

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Non solo le Olimpiadi, Federer annuncia: “Giocherò anche il Roland Garros”

Pochi giorni dopo la conferma della partecipazione ai giochi di Tokyo 2020, Roger dice ‘sì’ anche a Parigi: “Ma prima giocherò poco”

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Roger Federer - Roland Garros 2019 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Giocherò il French Open. Probabilmente non giocherò molto prima, perché ho bisogno di una pausa, di tempo da passare con la mia famiglia, di fare una vacanza. Soprattutto considerando che farò le Olimpiadi. Giocherò il Roland Garros, Halle, Wimbledon, Olimpiadi e forse dopo Cincinnati e lo US Open”. Parole gradite ma decisamente inattese, in particolar modo dopo la notizia annunciata da Federer sulle Olimpiadi pochi giorni fa. La partecipazione di Roger al torneo di Tokyo aveva fatto nascere diversi interrogativi sulla programmazione dello svizzero per il 2020, subito chiariti dallo stesso Federer nel corso di un’intervista con la giornalista della CNN Christina Macfarlane.

Al momento, secondo quanto riportato dalla stessa giornalista, i tornei nel calendario 2020 dello svizzero risultano essere sette: Australian Open, Roland Garros, Halle, Wimbledon, Tokyo, Cincinnati (non ancora certo) e US Open. Probabile che Federer possa successivamente decidere di inserire almeno un Masters 1000 tra Australian Open e Roland Garros: tra quelli che al momento risultano esclusi ci sono Indian Wells, Miami, Madrid e Roma. Quello che è certo è che Roger tornerà a calpestare la terra rossa parigina per il secondo anno consecutivo, dopo la semifinale raggiunta quest’anno (persa contro Rafa Nadal) e l’assenza nelle tre stagioni precedenti.

 

Probabile in ogni caso una stagione ancora più ristretta rispetto a quella in corso che lo vedrà in campo la prossima settimana a Basilea per il 13° torneo dell’anno. Sicura la presenza alle ATP Finals di Londra, incerta quella a Parigi-Bercy per l’ultimo Masters 1000 della stagione.

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Australian Open

Perde Shapovalov e vorreste miracoli da Sinner. Ma Federer è già in love con Jannik

MELBOURNE – Se nella notte Jannik avrà vinto anche un terzo set contro Purcell dovrà battersi contro Fucsovics, il giustiziere di Shapovalov. Meno talentuoso del canadese, ma più esperto e diversamente solido. Federer…

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da Melbourne, il direttore

Tutti a preoccuparsi del fuoco che ha bruciato e devastato gran parte dell’Australia, seminando morte e distruzione fra gli esseri umani e le loro civili abitazioni, migliaia di animali (inclusi i simpatici koala che quando sono spaventati si arrampicano sugli alberi, non sapendo di correre incontro a morte sicura), poi tutti, australiani e non australiani, ad angosciarsi legittimamente dell’aria irrespirabile e corrosiva, con conseguenze non facilmente prevedibili per i polmoni di tanti, troppi.

Non solo quindi di giocatori con palla e racchetta, raccattapalle, spettatori di un torneo che ha un peso economico sempre più importante, per Melbourne e lo stato di Victoria.

 

Era quindi più che giusto che la disputa dell’Australian Open fosse argomento del tutto secondario, anche se era lecito sospettare che con tutte le centinaia di milioni di fatturato e di utile che procura ormai anche questo Slam – una volta “the limping leg of the Slams table”, la gamba zoppa dei 4 Slam – ci fosse anche chi cinicamente avrebbe negato qualsiasi minaccia, qualsiasi pericolo all’insegna del “the show must go on”.

Però alla fine magari Lassù qualcuno dei vecchi scomparsi campioni di tennis deve aver brigato perché l’Australian Open potesse avere il via nelle date previste.

Solo che se non fosse stato per i tre stadi coperti, avremmo parlato soltanto della pioggia e dei pochi match che si sarebbero potuto condurre a termine. Grazie a quei tre tetti straordinari si sono potuti concludere 15 match sugli show court, in aggiunta ad altri 17 finiti miracolosamente fuori. Il totale dei campi utilizzati sono stati 17. E per la seconda giornata dell’AO (che non è un’interiezione romanesca e che prevede 96 incontri) l’inizio delle ostilità è stato anticipato di una mezzora: il via è a mezzanotte e mezzo ora italiana. Ma per vedere su Eurosport – sui canali del pacchetto SKY come sul Player – i 4 incontri sospesi di Sinner, Travaglia, Fognini e Giustino, occorrerà la pazienza di attendere una partita giocata da altri tennisti.

I punteggi dei 4 match interrotti li conoscete, teoricamente Sinner è molto vicino al secondo round dove affronterebbe l’ungherese Fucsovics anziché Shapovalov, la “testa coronata” (n.13) più illustre fra quelle già rotolate. “Ero troppo teso, ho cominciato perdendo subito il servizio, avevo tante aspettative per questo primo Slam dell’anno anche perché ultimamente stavo giocando così bene… ma mi era successo anche a Wimbledon, sono tutte “’learning experiences’”. Processi di maturazione inevitabili. Per questo chi pensava che Sinner nei suoi primi tornei del 2020 dovesse immediatamente fare sfracelli farà bene a darsi una calmata, a dar retta quel dice Riccardo Piatti “Il ragazzo è ancora giovane, di strada da fare ce n’è ancora tanta, magari fra due o tre anni si vedrà…”. Non lo dice, il tecnico comasco che pure ho visto piuttosto teso ieri, per togliere pressione a Jannik, lo dice perché lo pensa.

Ma è curioso che ovunque in sala stampa si parli di Jannik si sentono anche colleghi per solito prudenti esporsi in maniera perfino esagerata. Non so se influenzati dalle recenti dichiarazioni di John McEnroe. Ma ad esempio un vecchio lupo di mare delle sale stampa, il canadese Tom Tebbutt che ha perfino più anni del vostro cronista, ha dichiarato ieri papale papale nel bel mezzo di un gruppetto di colleghi britannici che o annuivano o parevano condividere: “Sinner vincerà più Slam di tutti i giocatori attualmente in attività, tolti i Fab 3…”.

Mah, spero proprio che il vecchio Tom abbia ragione, ma tutti sappiamo quanto sia difficile fare pronostici del genere. Troppe sono le incognite per azzardare pronostici che vanno oltre pochi mesi, un anno, diversi anni. Oltretutto è vero che i tempi in cui i diciassettenni potevano vincere gli Slam (Wilander a Parigi 1982, Becker a Wimbledon 1985, Chang a Parigi 1989) appartengono ad un’altra epoca, ma dai tempi di Nadal non c’è più stato uno meglio classificato di Sinner nel ranking ATP a 18 anni e spiccioli, mentre Djokovic era addirittura dietro di 5 posti al Pel di Carota altoatesino. Per trovare un altro diciottenne in classifica bisogna arrivare ai piedi dei primi 300, al 299esimo posto del taiwanese Tseng.

Mi è parso poco determinato Fabio Fognini. La pioggia però potrebbe averlo salvato. Uno che sul cemento ha rimontato due set a Nadal in uno Slam (US Open) non può rimontare Opelka e vincere tre set? Secondo me può riuscirci benissimo, solo che ci creda e davvero lo voglia. Ogni tanto ieri, come quando ha chiesto il MTO all’inizio del terzo set, rivolgeva dei sorrisi verso il suo nuovo coach Barazzutti che non capivo se volessero tranquillizzare Corrado o invece dare l’impressione di un certo disinteresse allo sviluppo del match. Era rassegnazione? Era fiducia invece nella possibilità di una rimonta? Vattelapesca, con Fognini non lo sai mai. Forse non lo sa neppure lui. Ma quando ci si chiede se l’interruzione dovuta alla pioggia abbia magari favorito un giocatore oppure l’altro, beh di solito chi è in vantaggio è scontento (e in taluni casi furibondo) per la sospensione. Tutto dipende dal carattere del tennista. Secondo me un tipo alla Sinner non se ne fa né in qua né in là.

Fosse stato Fognini al posto di Opelka avrebbe smoccolato. E magari pure Opelka lo ha fatto, perché non mi pare un tipo iper-controllato. Certo bisogna strappargli una volta il servizio per vederlo incresparsi.

Giustino, purtroppo, non può neppure più sperare che Raonic possa rompersi come spesso gli accade: la partita è troppo compromessa perché possa recuperare. Già Travaglia qualche speranziella può nutrirla, anche se Garin pare più giocatore. Non è n.32 del mondo per un caso. E Travaglia ha conquistato punti preziosi grazie a quella ATP Cup che li distribuisce in una misura un tantino discutibile.

Federer tanto per cambiare ha “passeggiato” al primo turno. E chi l’ammazza quello?, è stato il commento un po’ becero ma detto in simpatia da un amico super-spontaneo.

Roger Federer – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Non hai mai perso al primo turno dacchè vincesti il tuo primo Slam? – è stata la prima domanda rivolta allo svizzero in conferenza. E lui, coscienzioso come sempre nel riflettere sul tipo di risposta ha detto: “Prima di tutto qualche primo turno è stato “close” (combattuto, equilibrato). Poi sono migliorato. Quindi il sistema con 32 teste di serie ha aiutato. Quando venni sul circuito le teste di serie erano 16…Poi sì, mi sono costruito un tipo di gioco che mi consente di gestirmi con un po’ tutti i vari tipi di giocatori classificati al di fuori dei top 30. Ecco perché i Masters 1000 sono duri a volte. Puoi affrontare un top 20 già al primo turno”. Federer ha anche parlato di Sinner, tessendone peraltro le lodi.

CHI VINCE IL TORNEO?

Ma il favorito del torneo chi è? Il vincitore sarà uno che non ha mai vinto uno Slam.  

Beh, su, Novak Djokovic ha vinto questo Slam australiano già 7 volte ed è il grande favorito anche alla luce della recente Atp Cup in cui ha battuto Nadal per l’ennesima volta di fila sul cemento – le ultime nove; non ci ha più perso dall’US Open 2013! –  ma secondo me resta più probabile che un nuovo campione di Slam sia laureato da questo torneo che non a Parigi (salvo che Nadal sia infortunato) o a Wimbledon (dove dovrebbero essere infortunati almeno 2 dei 3 Fab Three).

Questo è lo Slam n.469 della storia, dal n.1 di Wimbledon 1877 a oggi. E fino a oggi, come scrive il mio grande amico e collaboratore (fin quando non è passato a Gazzetta dello Sport) Luca Marianantoni nel suo interessantissimo libro edito da Pendragon “150 volte Slam”, i vincitori sono stati in tutto 149, da Spencer Gore in poi. Il sottotitolo è “le imprese dei campioni che hanno trionfato nei quattro tornei più prestigiosi del mondo, storie del grande tennis”. Il 150° in realtà ancora non c’è stato. Ma un titolo “149 Slam” sarebbe stato meno accattivante. E, appunto, il vincitore di Slam n.150 potrebbe venire fuori da Melbourne 2020. Tsitsipas? Medvedev? Zverev? Thiem? Berrettini? In quel caso sarebbe l’unica biografia mancante al libro di Luca, che degli altri 149 campioni ha scritto di tutto e di più. In casa di un vero appassionato è un libro che non dovrebbe mancare.

Chiudo perché mi sono dilungato fin troppo pur avendo scritto nulla o quasi di Matteo Berrettini, ma il suo avversario era davvero troppo debole e semmai ci si potrebbe forse rallegrare che dal suo settore sia uscita di scena la testa di serie Coric – in crisi profonda: l’aver lasciato Piatti per una crisi di…comprensibile gelosia, trascurato fra Maria Sharapova e Jannik Sinner, ha un po’ destabilizzato il giovane croato – ma non è che Querrey sia un osso così morbido. Premesso che prima Matteo potrebbe affrontare quel Sandgren che proprio qui due anni fa giunse nei quarti (seminando scompiglio anche con alcune sue dichiarazioni poco politically correct…) e guai a sottovalutarlo. È un pesciaccio. Mille volte meglio affrontare Trungelliti, il…nemico dei tennisti argentini che lo accusano di aver messo in piazza rivelando agli investigatori della TIU i malaffari di suoi connazionali inclini a scommesse scorrette.

Dico che l’impatto con l’Australian Open è stato complesso per un errore fatto con il mio pass, mi ha costretto a due code prolungate e un acquazzone che mi ha travolto nonostante l’ombrello. Sono tornato in sala stampa bagnato fradicio da capo a piedi, assai poco piacevole. Ma quando ho incontrato già alla tenda dell’ufficio accrediti Paul McNamee che aveva il pass per un solo giorno, mi sono detto che non bisognerebbe prendersela. La ragazza degli accrediti non aveva la minima idea di chi fosse McNamee. Allora io le ho detto: “Guardi che questo signore ha vinto tre volte Wimbledon”. Paul ha sorriso e sottovoce mi ha sussurrato: “Well, sono stato anche direttore di questo Slam per diversi anni…”. Ma non c’è stato nulla da fare, per il docile Paul, se non di farsi dall’esterno tutto il giro dell’immenso impianto per andare farsi cambiare il tipo di accredito.

Avrete letto della mise di Dimitrov. E io che credevo che la maglietta Nike di Sinner fosse di pessimo gusto! Beh Dimitrov però è troppo simpatico. Può indossare quel che vuole. Vabbè, gli stilisti di Nike all’ultimo Pitti Uomo di Firenze che mi ha visto invece ospite non c’erano. Magari l’anno prossimo spedisco loro un invito. Poi però, ripensandoci, Maria Sharapova sulle mise di Dimitrov e Sinner non ha mai espresso un giudizio negativo. E non credo che sia soltanto perché veste Nike anche lei. Una ventata, nella giornata di pioggia, l’ha portata ancora Coco Gauff. Nella sua intervista si legge perché lei si consideri una quindicenne come tante altre quando si tratta di dire che cosa le piace di più. Di certo era di miglior umore di Venus Williams, ancora una volta, come già a Wimbledon, battuta da una ragazzina di 25 anni più giovane. Sono batoste che lasciano il segno anche – o forse soprattutto – su una giocatrice che è stata n.1 del mondo e quasi nessuno pare ricordarlo perché la sua stella è stata oscurata per prima dalla sorella più giovane, più forte e più completa. E, già che ci siamo, pure più simpatica e più… mamma.

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Australian Open

Australian Open, guida al martedì (Day 2): i match scelti dalla redazione

96 partite, dieci italiani, diversi big in campo. Come orientarsi? Cosa guardare? Tranquilli, ci pensa Ubitennis (con tanto di doppio bonus hipster)

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Daniil Medvedev - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Impresa improba, dal momento che gli incontri sono ben 96 con dieci inserti tricolore, ma Ubitennis non vi abbandona nel momento del bisogno. Come di consueto per la prima settimana di uno Slam, ecco i nostri consigli sugli incontri da guardare nel day 2 dell’Australian Open. I consigli riguardano solo il cosa guardare; per le dosi di caffè o le eventuali scuse per bigiare il lavoro dovrete cavarvela da soli.

[19] D. Vekic vs [WC] M. Sharapova (Rod Laver Arena, ore 3 circa)

Masha in diurna – a Melbourne saranno circa le 13 – fa sempre un po’ effetto, lei che è abituata a giocare sotto le stelle. Una scelta insolita degli organizzatori anche considerando l’avversaria, la diciannovesima favorita del seeding Donna Vekic. Variazioni non se ne vedranno molte, ma è molto difficile che non venga fuori una partita combattuta.

 

[Q] E. Gulbis vs [20] F. Auger-Aliassime (1573 Arena, 04 circa)

Due grandi colpitori. Uno esperto e mediamente folle, che quando ha voluto ha nascosto la palla persino a gente come Nadal, l’altro giovane e dal grande potenziale ma in un momento di forma alquanto opaco. Potrebbe venirne fuori un’ottima partita, se Ernesto avrà voglia di correre dietro al feltro per almeno un paio d’ore.

[4] D. Medvedev vs F. Tiafoe (Rod Laver Arena, ore 9)

E non solo perché c’è interesse per scoprire come inizierà il torneo uno dei favoriti per la vittoria finale. Un primo turno moderatamente ostico per il russo, che si troverà di fronte il numero 50 del mondo già battuto lo scorso anno a Washginton. Tiafoe non è solo un buon colpitore, è anche un giocatore che si esalta nella lotta. L’imperativo per Medvedev sarà impedire che il match arrivi in quelle zone, per evitare guai.

[Q] E. Cocciaretto vs [17] A. Kerber (Rod Laver Arena, ore 11:30 circa)

Il consiglio è quello di cuccarvi l’intera sessione serale del centrale. Perché quella di Elisabetta è una bella favoletta che sarebbe bello si concludesse, se proprio deve concludersi, con una resa onorevole al cospetto di una nobile in declino come Kerber. Insomma, voi dite, perché consigliarci il triste epilogo di una favola? Perché forse, e diciamo forse, Cocciaretto può regalarci qualcosa di inaspettato.

Elisabetta Cocciaretto – Trofeo CPZ Bagnatica 2019 (foto San Marco)

A. Popyrin vs [28] J-W. Tsonga (Melbourne Arena, non prima delle 6)

Avete presente quella partita che profuma di quinto set e colpi folli, col giovane virgulto di casa pronto a sfruttare l’ardore del pubblico per metterla in lotta? Eccola, è questa. Nota a margine: negli ultimi due Slam disputati, Popyrin ha tolto un set e ha fatto sudare Medvedev (Wimbledon) e Berrettini (US Open).

[23] N. Kyrgios vs L. Sonego (Melbourne Arena, non prima delle 9)

Sì, diciamo che di questo martedì ci piacciono soprattutto le sessioni serali. Qualche purista storcerà il naso, ma la redazione è piuttosto concorde nel dire che Kyrgios si guarda giocare nove volte su dieci. Motivazione in più la presenza di Lorenzo, che ha tutta l’abnegazione che manca a Nick e magari può riuscire a sbattergliela in faccia. Vincerlo la vediamo dura, contendergli un set e magari farci divertire non è da escludere.

BONUS HIPSTER 1 – [12] K. Konta vs O. Jabeur (1573 Arena, ore 00:30)

Per gli insonni. Per chi conosce bene Ons, e anche perché non la conosce e certamente dovrebbe conoscerla. Ons Jabeur è la definizione stessa di tennis hipster, è il chemmefrega del tennis percentuale quando oltre a un po’ di pancetta io ho un braccio fatato e tiro i vincenti quando voglio. Poi di rincorrere la palla ha poca voglia la deliziosa tennista tunisina, ma fa parte del divertimento.

BONUS HIPSTER 2 – Y. Putintseva vs S-W. Hsieh (Court 15, ore 05 circa)

Perché l’ultima volta che Yulia ha giocato un match a Melbourne Park, è finita così.

Fu una sequenza discretamente diseducativa – ma assai divertente – di gesto dell’ombrello e successivo dito medio rivolto alla fazione svizzera assiepata sugli spalti del campo 20. Serve altro? Se serve, dall’altra parte della rete c’è Su-Wei che noi vi consigliamo di veder giocare ogni volta che è possibile.

RAFFICA DI PARTITE

Questi sono altri 5 match che, seppur senza presentazione, potranno offrire spunti d’interesse:

  • [1] R. Nadal vs H. Dellien (RLA, ore 5 circa)
  • D. Dzumhur vs [15] S. Wawrinka (MA, ore 5 circa)
  • [15] M. Vondrousova vs S. Kuznetsova (court 7, ore 6:30 circa)
  • C. Suarez Navarro vs [12] A. Sabalenka (1573 Arena, ore 9 circa)
  • M. Cecchinato vs [7] A. Zverev (MCA, ore 11 circa)

GLI ALTRI ITALIANI

  • R. Opelka vs [12] F. Fognini dal 6-3 7-6(3) 1-0 (1573 Arena, ore 2 circa)
  • J. Sinner vs [Q] M. Purcell dal 7-6(2) 6-2 4-4 (Court 7, ore 2 circa)
  • C. Garin vs S. Travaglia dal 6-4 6-3 1-1 (Court 11, ore 2 circa)
  • [LL] L. Giustino vs [32] M. Raonic dal 2-6 1-6 2-5 (dalle 3 circa)
  • [Q] A. Lottner vs C. Giorgi (Court 11, ore 04:30 circa)
  • M. Kecmanovic vs A. Seppi (court 10, ore 5:30 circa)
  • J. Paolini vs A. Blinkova (Court 13, dalle 6)

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ATP

Australian Open: Djokovic perde un set ma doma Struff senza troppi affanni

Prestazione solida di Nole che cede il terzo parziale a un buon avversario prima di chiudere in scioltezza

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

[2] N. Djokovic b. J-L. Struff 7-6(5) 6-2 2-6 6-1

Sotto il tetto della Rod Laver Arena, Novak Djokovic lascia per strada un set contro Jan-Lennard Struff , 37° del ranking e già battuto nei due precedenti confronti. Lo scorso anno, ne aveva ceduti due in tutto il torneo (a Shapovalov e Medvedev), ma il n. 2 del mondo e primo favorito del torneo non solo per i bookmaker non ha mai dato l’impressione di non essere in controllo del match, con un leggero calo di tensione nel terzo parziale, dopo aver incamerato i primi due, che è coinciso con il miglior momento dell’avversario, costretto presto a rientrare nei ranghi. Che Nole si sarebbe presentato in forma a Melbourne non era in discussione; il dubbio può al limite riguardare se il picco finora mostrato non sia stato raggiunto troppo presto, ma questo sarà forse argomento della prossima settimana.

Tra i migliori nel circuito per punti vinti con la prima battuta che, tuttavia, piazza nel rettangolo giusto con eccessiva parsimonia, il tedesco vede tornare indietro quel suo fondamentale con allarmante frequenza e inusuale profondità, a prescindere da direzione e rotazione scelte. Vengono così ridotte drasticamente le sue possibilità di vincere il punto nello scambio breve, che sembrano poi le uniche di vincerlo in assoluto. Novak comincia pressoché inscalfibile nel palleggio e Jan-Lennard soffre tremendamente la posizione avanzata dell’avversario che gli rimanda la palla troppo in fretta. Non è neanche un fenomeno di reattività e difesa, Struff, che non muove i suoi 193 cm come ormai riescono a fare alcuni colleghi di quasi due metri, anche se oggi offre una prestazione migliore del previsto nei suoi reparti meno quotati.

Nel primo set, Djokovic raccoglie i frutti di questa disparità al sesto gioco, frustrando così anche troppo presto le speranze del ragazzone con il cappellino che fa molto meno male del previsto con il servizio e il secondo colpo – anche per merito di chi risponde, come dicevamo. Sul 5-2, Nole non si fa apprezzare per un tweener frontale di inutilità kyrgiosiana, peraltro con esito scadente, perdendo un punto che si rivelerà essenziale visto che in quel game arriverà comunque a set point, annullato dalla prima tedesca. Al momento di chiudere con la battuta, Djokovic si smarrisce, forse aspettandosi che non ci sia già più vita dall’altra parte delle rete. Invece, Struff risorge con un passante stretto di rovescio che gli lascia chissà come intatte le articolazione dei polsi e punisce una volée serba poco incisiva.

In piena fiducia, il ventinovenne di Warstein arriva al tie-break, dove però dimostra perché ne vince poco più del 40%, sbagliando il dritto piuttosto comodo che il servizio gli aveva procurato. Nole conquista a suo modo il successivo gran punto per il 3-0 e, nonostante l’altro salga di livello e gli eroda provvisoriamente il vantaggio in termini di mini-break, resta sempre avanti e chiude 7-5.

 
Novak Djokovic – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il trionfatore dell’ATP Cup approfitta dell’inerzia favorevole e di una ripartenza tedesca costellata di errori per mettere subito la testa avanti nel secondo parziale. Struff pare aver perso quella scintilla che aveva invero vanamente brillato nelle fasi finali del primo set, anche perché Nole sta ben attento a non offrirgli alcun appiglio; anzi, veste i suoi panni migliori e la differenza tra i due si fa sentire enorme e dolorosa per lo sfavorito fino all’inevitabile 6-2.

Nel suo angolo, Craig O’Shannessy applaude il 2-0 con cui Gian-Leonardo apre quello che potrebbe essere il suo ultimo set. Al terzo gioco, però, per uscire senza dover pensare da una situazione di punteggio complicata, Struff si affida di nuovo alla tattica oggi perdente del serve&volley, la cui seconda parte rimane solo un’idea, una lampadina che non si accende perché fulminata dalla strepitosa risposta in allungo di Nole e il contro-break arriva puntuale al quindici successivo. È un set diverso dai precedenti, sicuramente condizionato dal solido vantaggio di quello ampiamente favorito e dall’ultima possibilità per la vittima di turno di uscire dal ruolo fin troppo facilmente affibbiatole. Struff torna avanti giocando finalmente il tennis dirompente come spesso riesce a fare per lunghi tratti con avversari più alla sua portata e difende il vantaggio con una volée strepitosa, applaudita dallo stesso Nole che, poi, lo solleva dal potenzialmente pauroso compito di servire per chiudere regalandogli il 6-2 con tre doppi falli.

Il momento di Struff si è tuttavia già esaurito e nel quarto parziale il sedici volte campione Slam diventa padrone assoluto del campo, infliggendo un 6-1 da 23 minuti. In definitiva, si è presentato a Melbourne il Djokovic visto all’ATP Cup contro un avversario che è riuscito a fare partita per un paio di set, incapace però di reggere il confronto sul piano mentale sui punti davvero pesanti nei momenti in cui il suo gioco funzionava meglio. Per Novak, un secondo turno molto più soft contro il vincente fra Tatsuma Ito e Prajnesh Gunneswaran.

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